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Chinaglia, oggi avrebbe compiuto 71 anni: il ricordo della Lazio

Giorgio Chinaglia nacque a Pontecimato, frazione di Carrara, il 24 gennaio di 71 anni fa.

Chinaglia approdò in biancoceleste nell’estate del 1969, restando nella Capitale per sette stagioni – esattamente fino all’aprile 1976 -, vincendo il primo storico Scudetto nel 1974 e laureandosi, proprio in quel campionato, capocannoniere in Serie A con 24 centri in 30 partite.

In totale, “Long John” realizzò 122 gol nelle 246 presenze collezionate con la maglia della Prima Squadra della Capitale, di cui divenne anche Presidente ereditando il ruolo da Gian Chiarion Casoni il 13 luglio 1983 e conservandolo fino al febbraio 1986.sslazio.it

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AUDIO ‘NMM’ – Piscedda ci racconta il derby del 1989 vinto 1-0 con gol di Di Canio

Massimo Piscedda a NMM ricorda il gol di Di Canio nel derby del 1989 passato alla storia per il dito puntato verso la curva sud.

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AUDIO – In memoria di Patarca: con Di Canio a Lazialità

Nel giorno dell’ultimo saluto a Volfango Patarca, dedichiamo questo ricordo audio. Oltre 10 anni fa, in studio a Lazialità in Tv con Paolo Di Canio, una delle sue tante scoperte: https://m.mixcloud.com/Radiosei/in-memoria-di-volfango-patarca-de-angelis-di-canio-patarca-lazialità/

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VIDEO – Brividi biancocelesti: la storia della Lazio in 5′

VIDEO – Brividi biancocelesti: la storia della Lazio in 5'

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VIDEO – 35 anni dopo, ‘Vola Lazio Vola’ con Giordano e Manfredonia

35 ANNI DOPOO – Oggi la presentazione del libro di Giancarlo Governi. Biografia del bomber: "Bruno Giordano, una vita sulle montagne russe". Giornata di grande lazialità, 35 anni dopo 'Vola Lazio Vola" interpretato da un trio d'eccezione! Brividi…

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Dodici anni fa ci lasciava Fiorini: il ricordo della Lazio

Dodici anni fa ci lasciava Giuliano Fiorini, attaccante biancoceleste per due stagioni e autore della storica rete contro il Vicenza.

Il suo pianto dirotto e la sua corsa verso i tifosi in quel 21 giugno 1987 sono immagini che il popolo biancoceleste non dimenticherà mai.

Il ricordo laziale, nel cuore di tutti i tifosi, i giocatori, dello staff e di tutta la Società, ancora oggi è più che vivo.sslazio.it

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Gascoigne fa cinquanta: genio e follia applicate al calcio

ROMA – Cinquant'anni vissuti da Best. Non nel senso del migliore, che pure avrebbe potuto esserlo, in campo, se non fosse stato il matto che è. Paul Gascoigne detto Gazza è un eroe maledetto del calcio come George Best: alcool e palloni, genio e follia, farsi amare dalla gente e poi buttarsi via. Ecco, i laziali l'hanno amato disperatamente, come si può amare un campione diverso. Sabato compie 50 anni, Gazza, sempre in guerra con i suoi demoni, con quel circolo vizioso che lo porta a ubriacarsi, farsi trovare nudo o perso in strada, provare a farsi aiutare, finire in una clinica specializzata per disintossicarsi e tentare di ricominciare fino alla prossima sbronza, alla prossima corsa in ospedale, con il frullatore del caos di nuovo in moto.

In qualche modo, forse è un miracolo, Gascoigne tocca i 50 ed è bello pensare che abbia giocato nel campionato italiano, quando da noi venivano tutti i migliori. Era the best con la b minuscola, allora. Anche se quando il 22 agosto del '91 sbarca a Fiumicino, protetto da 19 gorilla e stordito dall'abbraccio di migliaia di tifosi biancocelesti, è già rotto. Il 18 maggio si era spappolato il ginocchio sinistro nella finale di Fa Cup vinta dal suo Tottenham contro il Nottingham Forest. Aveva giocato da ubriaco, pare, come poi gli successe di sicuro molte volte nella Lazio. Cragnotti lo compra per 15 miliardi e l'infortunio non gli fa cambiare idea, anche se bisogna aspettare un anno per vederlo giocare: a Tor di Quinto, allora campo di allenamento dei biancocelesti, arriva nell'agosto del '92. E nulla fu più come prima.

Nel senso che uno così, alla Lazio e in Italia non si era visto mai. Un genio con il pallone, un pazzo totale nella vita che intorno al pallone ruotava. Uno capace di presentarsi nudo davanti a un mito come Zoff, suo allenatore di allora, perché gli aveva detto di sbrigarsi a scendere nella hall dell'albergo per la colazione e lui prese un po' troppo alla lettera il sollecito. Uno capace di lasciare ricordini maleodoranti sul motore dell'auto dello storico team manager Maurizio Manzini, vittima preferita dei suoi micidiali scherzi. Come quella volta che il compagno di stanza (e capitano) Sclosa alza la Coppa delle Capitali, vinta dalla Lazio nello stadio del Tottenham, e Gazza lo lascia in mutande sfilandogli i pantaloncini nel momento cruciale. Uno capace di andare via dal campo in moto, in pieno inverno, solo con accappattoio e ciabatte, senza mutande e senza aver fatto la doccia. E di infilare un criceto dentro la campana di vetro dei cornetti, nell'hotel dove la Lazio era in ritiro, che per poco una signora anziana ci muore d'infarto. E di bere birra durante gli allenamenti, con Zoff che diventava matto. "Un giorno – racconta il massaggiatore di quella Lazio, Doriano Ruggiero, nel libro "Io e Paul" di Stefano Greco – Manzini all'aeroporto di Milano, in attesa dei bagagli, lo perde di vista, Gazza era sparito. Il team manager era terrorizzato, non lo trovava da nessuna parte. A un certo punto parte il rullo, e dopo qualche valigia, mimetizzato tra i bagagli, c'è Gascoigne che, tutto rannicchiato, fa finta di dormire".

Tra una sbronza e l'altra, solo il rapporto d'amore con il pallone riusciva a placare i suoi demoni. Nel periodo di convalescenza dopo l'ennesima rottura del ginocchio (si scontrò con Nesta in allenamento, tremendo quel rumore nel ricordo dei cronisti presenti), i necessari giri di campo non riusciva a farli senza il pallone incollato al piede. E capitava che, mentre correva, invitasse all'uno-due proprio quei cronisti a bordo campo, che emozionati e sorpresi tentavano di restituire la palla nel modo giusto al campione matto. Come si poteva non amare, Gazza? Perfino Zoff e Zeman si scioglievano, nonostante l'ennesima follia, di fronte al suo sorriso da monello finto ingenuo. Poi, quando riusciva a giocare, era una meraviglia di calciatore. Aveva tutto: tecnica da fuoriclasse, fisico, potenza, velocità, senso tattico, destro, sinistro, cattiveria agonistica, personalità, tutto. Certe giocate ti lasciavano a bocca aperta. Quel famoso gol al Pescara, la sintesi: una farfalla che vola libera e perfetta tra mille difensori storditi, all'epoca la cosa più vicina al mitico gol di Maradona all'Inghilterra nel Mondiale '86.

Lazio solo 47 partite (4 di Coppa Italia) e 6 gol in tre stagioni, ma conta che ci sia stato. Anche oggi, quando chiedi a Gascoigne i ricordi più belli della sua avventura nel calcio, tra le tre perle cita il primo gol in biancoceleste, nel derby del 29 novembre del '92: una frustata di testa per l'1-1 a pochi minuti dalla fine, poi la corsa in lacrime sotto la Nord impazzita di gioia. Il ricordo che vale è quello, Gazza the best. Con la b minuscola.Repubblica.it

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VIDEO – 12 maggio: Wilson, Oddi, D’Amico, Facco ricordano il primo scudetto

12 maggio, data storica. Oggi è il 43/esimo anniversario del primo leggendario scudetto della Lazio. In questi video, ricordi ed emozioni di alcuni protagonisti…

 

 

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Bielsa in Italia: il 14 maggio a Perugia per il festival delle letterature spagnola e latinoamericana

Proprio nel momento top di chi ha preso il suo posto a Roma, ovvero Simone Inzaghi, rimette piede in Italia Marcelo Bielsa. El Loco, si legge sulla Gazzetta dello Sport, domenica 14 maggio sarà a Perugia per Encuentro, festa delle letterature spagnola e latinoamericana. L'ex tecnico del Marsiglia alle 21 sarà presente all'interno di un programma che prevede letture con Paco Ignacio Taibo II, Aura Xilonen, Bruno Arpaia e Giovanni Dozzini; venerdì fra gli altri il colombiano Juan Gabriel Vasquez; sabato lo spagnolo Javier Cercas con l’attore Giuseppe Cederna.

 

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Veron da record: torna in campo a 42 anni in Coppa Libertadores

Continua a soprendere il mondo dall'alto dei suoi 42 anni compiuti a marzo, Juan Sebastian Veron. Infatti l'ex talento del centrocampo della Lazio, del Parma e dell'Inter è appena tornato in campo a tre anni dal ritiro: e ha indossato la maglia del suo Estudiantes per sfidare il Barcellona Guayaquil in una gara valida addirittura per la Coppa Libertadores. E non è abbastanza, perché bisogna anche sapere che la Brujita ("la streghetta") al momento è non soltanto un giocatore dell'Estudiantes, ma pure il presidente. Fantastico. Ilmessaggero.it