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Intuizioni Inzaghi, il rinnovo a Natale

ribaltoni geniali di Inzaghi. Cambiare idea non è solo sintomo di saggezza e intelligenza, nel calcio vuol dire anche mentalità vincente. E nel caso degli allenatori azzeccare i cambi che poi diventano decisivi per equilibrare una partita o addirittura vincerla equivale a segnare un gol in acrobazia. E quanto è capitato al tecnico della Lazio, che nelle ultime due gare di campionato e Champions League ha inciso moltissimo con le sue scelte. Con il Torino, con la squadra sotto, il tecnico ha stravolto i piani iniziali e fatto entrare Leiva e Akpa-Akpro ad inizio ripresa per poi proseguire con l’ingresso di Caicedo e Immobile. Cambi che hanno consentito alla squadra di essere più dinamica e spietata. Una situazione simile che si è verificata anche in Champions con l’innesto di Pereira e ancora una volta di Caicedo. Il brasiliano ha dato più qualità e velocità nei fraseggi, l’altro cambio di passo e cinismo in attacco. Un allenatore che sa il fatto suo e che Lotito farebbe bene a non farsi sfuggire. I due hanno chiacchierato qualche giorno fa, forse questa sosta potrà essere decisiva per gettare le basi del nuovo contratto e, perché no, firmarlo sotto l’albero di Natale.

ilmessaggero.it/laziopress.it

 

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Luis Alberto esulta, negativo al Covid: con la Juve puó tornare

Luis Alberto è pronto per tornare in campo. Ad annunciarlo ci ha pensato lo stesso spagnolo attraverso una story su Instagram, in cui ha pubblicato il referto dell'ultimo tampone effettuato. "Negativo", l'esito di quest'ultimo, ciò significa che il Mago è guarito dal Covid e sarà di nuovo a disposizione di Simone Inzaghi, dopo aver saltato le ultime tre partite giocate dai biancocelesti contro Bruges, Torino e Zenit.

Luis Alberto aveva "preannunciato" la buona notizia sempre sui social network, pubblicando un'immagine che lo ritrae in azione, con una serie di emoticon ammiccanti. A seguire è arrivata anche la foto del referto medico. Una buona notizia per la Lazio, che ritrova il suo numero dieci in vista del big match con la Juve di domenica.

 

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Caicedo all’Altafini, e pensare che la Lazio lo stava cedendo per liberare il posto a Muriqi…

Non era finita domenica a Torino, sul 3-2 per i granata, e non era finita ieri sera a San Pietroburgo sull’1-0 per lo Zenit. Non è mai finita quando in campo c’è la Lazio e soprattutto quando Inzaghi decide di chiedere aiuto a Caicedo, l’uomo in più della squadra biancoceleste.

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Sempre Caicedo: la Lazio acciuffa lo Zenit, pari prezioso per Inzaghi

 

Lazio, altra graffiata di Caicedo! Con lo Zenit è 1-1Lazio, altra graffiata di Caicedo! Con lo Zenit è 1-1

 

E come già era accaduto nell’ultima partita di campionato, ancora Felipe ha guidato la carica e realizzato il gol del pareggio che apre le porte della possibile qualificazione agli ottavi di Champions. La Lazio non aveva mai tirato in porta, s? ancata dalla fatica, dalle assenze e dalle polemiche, aveva subìto i russi in avvio e non era riuscita a rialzarsi fino al doppio ingresso decisivo, ancora una volta dalla panchina: fuori Fares e Muriqi, i peggiori fino a quel momento, dentro Pereira e, appunto, il Panterone che ha cambiato la partita. Sempre pronto a difendere il pallone e a giocarlo nel modo più intelligente, Caicedo a otto minuti dalla fine ha piazzato un sinistro delizioso dopo aver avviato l’azione. Molto più talentuoso e completo del compagno che ha sostituito, l’ecuadoriano si sta specializzando in questo suo personalissimo “entro e segno”: una specie di Altafini dei giorni nostri, con tutto il rispetto per la carriera dell’attaccante brasiliano, che dopo aver vinto tutto si era ritagliato uno spazio importante proprio come riserva. È curioso che anche durante l’ultimo mercato, come in quello precedente, la Lazio abbia cercato di vendere Caicedo per liberare un posto in lista: eppure Felipe ha sempre fatto il suo, decidendo più di una partita (a Cagliari, per esempio, all’ultimo secondo come domenica a Torino) e mettendosi sempre a disposizione con grande professionalità e serietà. Tante panchine, molti gol e mai una discussione, nemmeno quando il club gli ha messo davanti Muriqi, al quale va comunque dato il tempo per ambientarsi e ritrovare la condizione.

Ma proprio perché Caicedo aveva sempre dato il suo prezioso contributo da terzo attaccante alle spalle di Correa e Immobile, ancora oggi è difficile capire il motivo per cui la Lazio abbia investito una cifra che si aggira intorno ai venti milioni, inusuale per il target Lotito, per Muriqi e non li abbia spesi per un difensore di livello da affiancare ad Acerbi. Aveva trattato Kumbulla a lungo, prima di farselo sfilare dalla Roma, e ha poi scelto di riportare Hoedt a Formello prima di spostare i soldi sull’attaccante kosovaro, per ora ancora in ombra e, anzi, in difficoltà in una squadra così tecnica come la Lazio dove l’uno-due al volo è un marchio di fabbrica.

Corrieredellosport.it

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Taccone (Futura Diagnostica): “Immobile lunedì era positivo al gene N. Sette contagiati nell’ultimo giro di tamponi”

«Lunedì abbiamo fatto itamponi e Immobile era risultato positivo al gene N » , afferma a Repubblica Walter Taccone,direttore scientifico del laboratorio utilizzato dalla Lazio per effettuare i tamponi relativi alle competizioni nazionali. Quale serebbe il problema? Lo spiega ancora Piazza Indipendenza. Lunedì e martedì, “nonostante” quel tampone "positivo" solo al gene N, l'attaccante biancoceleste non è stato isolato ma ha continuato ad allenarsi, entrando in contatto col gruppo squadra. Quello che dovrà capire la Procura Federale, che su tutta la gestione del Protocollo in casa Lazio ha aperto un'indagine per verifiacare eventuali violazioni, se tale scelta rappresenti un precedente ovvero se rientri nella norma attualmente in vigore. Tornando al cuore della qustione: cosa vuol dire essere positivi al gene N? « Era la prima volta che emergeva nei test che haeffettuato con noi – ha spiegato Taccone – e probabilmente è quello che ha individuato anche il laboratorio dell'Uefa, il Synlab, anche se io non posso saperlo. A volte perché compaia può bastare unraffreddore o un affaticamento fisico che fa abbassare le difese immunitarie: non è un gene specifico del Sars Cov 2 ma comune a molti coronavirus. Venerdì e sabato scorsi, quando abbiamo effettuato gli altri tamponi era sempre negativo. Per me non aveva nulla, ma noi ci limitiamo a fare i test eabbiamo segnalato questa situazione. Poi lui per allenarsi ha avuto il placet dei medici, che lo hanno sottoposto a tac e test per individuare eventuali problemi respirator ». Immobile era risultato positivo già prima della partita col Bruges di otto giorni fa. «Sì, già la settimana scorsa il Synlab aveva messo il dubbio su un risultato per Immobile e Lotito aveva preferito fermarlo per evitare problemi. Ma ieri era furibondo. Ho suggerito a Lotito di far rifare il test a un istituto terzo, anche pubblico». Ma cosa succederebbe se un comune cittadino risultasse positivo al gene N? Potrebbe andare a lavoro osarebbe in isolamento? «Se possa andare a lavoro lo dovrebbe stabilire il medico di base » , laspiegazione di Taccone che aggiunge: «Posso dirvi comunque chealla Lazio i positivi ci sono: erano 7 nell'ultimo giro di tamponi. E Lotito ha fatto fare a spese proprie i test ai parenti dei positivi».

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Tamponi pre Torino-Lazio: Cairo presenta esposto alla Procura Federale

L'uomo dellaprovvidenza stavolta non ha aspettato il recupero per segnare l'ennesimo gol decisivo. A Torino,domenica, Felipe Caicedo aveva colpito al 98', ieri a San Pietroburgo, contro lo Zenit, a 8' dallafine. E ha regalato un pareggio preziosissimo alla Lazio, ancora in emergenza tra infortunati egiocatori bloccati dalla bufera Covid. Alla lunga, tante assenze si pagano, tanto più che SimoneInzaghi ha dovuto rinunciare a uomini fondamentali come Leiva, Luis Alberto e Immobile, oltre aLazzari e Strakosha. Soprattutto in fase offensiva, squadra in difficoltà: la coppia Muriqi-Correa nonha funzionato, intesa precaria. Il centravanti kosovaro non si è ancora inserito nei meccanismi. Adifferenza di Caicedo, che li conosce a memoria e si è fatto trovare prontissimo a spedire in porta disinistro un intelligente assist di Acerbi. Quest' ultimo è stato più utile in attacco, mentre nellasua zona si è fatto beffare da Dzyuba, un pivot di 196 centimetri, nell'azione dell'1-0: di Erokhin lagirata letale. Tra i difensori, Hoedt si è riscattato dopo il grave errore di Torino. Brivido nelrecupero: annullato per fuorigioco (netto) il gol che poteva costare una sconfitta immeritata. Chissà come sarebbe finita con Immobile. L'argomento tamponi è diventato una questione persino piùampia, visto che ieri Urbano Cairo, presidente del Torino avversario della Lazio domenica scorsa, ha inviato alla Procura federale e per conoscenza alla Federcalcio un esposto, fondato su "notizie distampa", per possibili violazioni del protocollo della Lazio in occasione della partita. Una guerra diposizione figlia dell'indagine aperta dal procuratore federale Chiné. Oggetto dell'inchiesta rischiadi essere l'allenamento di martedì, quando Immobile (negativo sia venerdì che sabato) ha svolto laseduta con i compagni nonostante un test "debolmente positivo" effettuato il giorno prima: sia colSynlab per l'Uefa, sia – e questo potrebbe pesare – con il laboratorio Taccone che svolge i test perla Lazio. Dovrà valutare la Procura se questa sia stata una violazione – per la Lazio non c'erapericolo di contagio – e quindi se deferire il club. Le sanzioni vanno dalla multa alla penalizzazionein classifica. Lotito è furioso, si dice pronto ad avviare azioni non solo contro il Synlab maaddirittura contro la Uefa: per lui, Immobile può giocare e anche ieri un volo privato era pronto atrasferirlo in extremis a San Pietroburgo, se la Uefa avesse detto sì. E invece nulla. Le divergenzetra laboratori rischiano di diventare alla lunga un problema. Di unificarli si parla da giorni in Legae una soluzione ci sarebbe: affidarne la competenza alla Federazione medico sportiva, unica societàscientifica accreditata dal Ministero della Salute per la medicina dello sport.

G.C. e M.P. – la Repubblica 

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Questione di geni e di procedure, per la Lazio si tratta di “false positività”: è scontro con la UEFA

Il Messaggero ricostruisce la giornata di ieri, vigilia della sfida di Champions League con lo Zenit, tra tamponi e indagini della procura Figc.

Attimi di panico a Formello, dove il presidente Lotitoe il responsabile medico Pulcini sono stati in riunione per oltre due ore (in serata è stato fatto anche un comunicato ufficiale). Fitto scambio di mail con la Uefa in cui la società biancoceleste ribadisce che si tratta di “false positività”, e come già successo nelle gare precedenti con Hoedt e Pereira chiede il reintegro. E sottolinea inoltre come il gene RdRp(responsabile del Covid) sia risultato sempre negativo, a differenza degli altri due (NE) che però individuano virus appartenenti alla famiglia dei coronavirus che non necessariamente sono Covid. Così si legge sull’edizione odierna de Il Messaggero. Il responsabile di questa discrepanza tra i tamponi della Lazio e della Uefa sarebbe il gene N. O meglio, la sua amplificazione (quante volte viene ingrandito), ovvero il modo in cui viene processato. Più sensibile il metodo Uefa, tanto che ci si torna ad interrogare sulla necessità di avere un laboratorio unico anche per la serie A.
Laziopress.it

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Anticipazioni Dpcm, nelle zone rosse vietata anche la mobilità interna. Misure in vigore da giovedì

C'é uno "scenario di elevata gravità e da un livello di rischio alto" che si "collocano in uno 'scenario di tipo 3'". E un altro di "massima gravità" con uno "scenario di tipo 4". Nella bozza del Dpcm si prevede una stretta a livello locale. Nella zona rossa dovrebbero essere Lombardia, Piemonte, Calabria, Alto Adige e Valle d'Aosta. Zona arancione Puglia, Liguria e probabilmente il Veneto e Campania. In serata arriverà la firma del premier Giuseppe Conte sul nuovo decreto che contiene misure anti-Covid ancora più stringenti per cercare di contenere la seconda ondata di contagi da coronavirus in Italia. Ma soprattutto, ed è questa la novità, il documento prevede regole diverse per aree, denominate rosse, arancioni e verdi. "Il tentativo è quello di non paralizzare il Paese. Non sarà un lockdown rigido, sarà simile al modello tedesco, un lockdown light", ha spiegato anche la sottosegretaria alla Salute Sandra Zampa. Del testo del nuovo provvedimento si conoscono i principali dettagli a livello nazionale: didattica a distanza al 100 per cento alle scuole superiori, limiti alla mobilità fra Regioni a rischio, centri commerciali chiusi nel weekend e nei giorni festivi. Stop anche alle attività dei negozi e mercati nelle regioni, province e comuni a massimo rischio. "Sono sospese le attività commerciali al dettaglio, fatta eccezione per le attività di vendita di generi alimentari". E ancora: non apriranno i musei, le sale bingo e quelle scommesse, i mezzi pubblici potranno essere pieni al 50 per cento e ci saranno limiti alla circolazione delle persone di sera con un coprifuoco che scatterà dalle 22 alle 5. Nelle zone rosse "sono sospese le attività inerenti servizi alla persona fra cui parrucchieri, barbieri, estetisti".
 

Lo stop agli spostamenti

Nelle regioni individuate ad alto rischio "è vietato ogni spostamento in entrata e in uscita dai territori", salvo che per gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità ovvero per motivi di salute". "Sono comunque consentiti gli spostamenti strettamente necessari ad assicurare lo svolgimento della didattica in presenza nei limiti in cui la stessa è consentita", si specifica, "è consentito il rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza". Ed ancora: "E' vietato ogni spostamento con mezzi di trasporto pubblici o privati, in un comune diverso da quello di residenza. A bordo dei mezzi pubblici del trasporto locale e del trasporto ferroviario regionale, con esclusione del trasporto scolastico dedicato, é consentito un coefficiente di riempimento non superiore al 50 per cento. Cambia anche la norma che riguarda il divieto di assembramento e la possibilità di chiudere strade e piazze. Prima valeva dopo le 21, ora la misura può essere disposta lungo tutto l'arco della giornata, in tutto il territorio nazionale. Ecco la norma: "Delle strade o piazze nei centri urbani, dove si possono creare situazioni di assembramento, puo' essere disposta per tutta la giornata o in determinate fasce orarie la chiusura al pubblico, fatta salva la possibilità di accesso, e deflusso, agli esercizi commerciali legittimamente aperti e alle abitazioni private".
 

Zone rosse/1: sospesa la ristorazione

Nelle zone ad alto rischio contagio "sono sospese le attività dei servizi di ristorazione (fra cui bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie), ad esclusione delle mense e del catering continuativo su base contrattuale a condizione che vengano rispettai i protocolli o le linee guida diretti a prevenire o contenere il contagio". "Resta consentita la sola ristorazione con consegna a domicilio nel rispetto delle norme igienico sanitarie sia per l'attività di confezionamento che di trasporto, nonché fino alle ore 22 la ristorazione con asporto, con divieto di consumazione sul posto o nelle adiacenze". "Restano comunque aperti gli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande siti nelle aree di servizio e rifornimento carburante situate lungo le autostrade, negli ospedali e negli aeroporti, con obbligo di assicurare in ogni caso il rispetto della distanza interpersonale di almeno un metro".
 

Zone rosse/2: anche seconda e terza media in Dad

Nelle zone rosse anche per i ragazzi della seconda e terza media sarà in vigore la didattica a distanza. "Ferma la possibilità di svolgimento in presenza dei servizi educativi per l'infanzia e del primo anno di frequenza della scuola secondaria di primo grado, le attività scolastiche e didattiche si svolgono esclusivamente con modalità a distanza". In tutte le altre zone il Dpcm conferma invece quanto annunciato dal premier alla Camera: scuola in presenza per infanzia, elementari e medie e Dad per le superiori: "le istituzioni scolastiche secondarie di secondo grado adottano forme flessibili nell'organizzazione dell'attività didattica, in modo che il 100 per cento delle attività sia svolta tramite il ricorso alla didattica digitale integrata".

 

Zone rosse/3: sospese attività sport all'aperto

Nelle zone caratterizzate da "uno scenario di massima gravità e da un livello di rischio alto" – le cosiddette fasce rosse – sono sospese le attività "svolte nei centri sportivi all'aperto", così come "tutti gli eventi e le competizioni organizzati dagli enti di promozione sportiva". Nelle zone caratterizzate da "uno scenario di massima gravità e da un livello di rischio alto" – le cosiddette fasce rosse – "è consentito svolgere individualmente attività motoria in prossimità della propria abitazione, purché comunque nel rispetto della distanza di almeno un metro da ogni altra persona e con obbligo di utilizzo di dispositivi di protezione delle vie respiratorie". Inoltre, "è consentito lo svolgimento di attività sportiva esclusivamente all'aperto e in forma individuale".
 

Sospesi i servizi di crociera

Sospesi anche i servizi di crociera da parte delle navi passeggeri di bandiera italiana. Sino al completo sbarco dei passeggeri e dei marittimi impiegati nei servizi in parola, le imprese armatoriali sono obbligate al rispetto delle prescrizioni".

Sospesi i concorsi pubblici e privati

"Sono sospese le prove preselettive e scritte delle procedure concorsuali pubbliche e private e di quelle di abilitazione all'esercizio delle professioni, a esclusione dei casi in cui la valutazione dei candidati sia effettuata esclusivamente su basi curriculari ovvero in modalità telematica, ovvero in cui la commissione ritenga di procedere alla correzione delle prove scritte con collegamento da remoto, nonchè ad esclusione dei concorsi per il personale sanitario, ivi compresi, ove richiesti, gli esami di Stato e di abilitazione all'esercizio della professione di medico chirurgo e di quelli per il personale della protezione civile".

 

Regioni rosse

Nella zona rossa resteranno aperte solamente le industrie e le scuole fino alla prima media. Il resto seguirà le lezioni da casa. Chiusi tutti gli esercizi commerciali, compresi parrucchieri ed estetisti. Nessuna serrata per i servizi essenziali, ovviamente farmacie e supermercati saranno aperti al pubblico come a marzo scorso. Dovrebbe essere confermata la misura restrittiva della limitazione degli spostamenti da e per le regioni ad alto rischio, in area 'rossa', ma anche in quelle che rientrano nella cosiddetta zona 'arancioni'.

Regioni arancioni

La seconda area è quella arancione: i ristoranti restano chiusi, le loro serrande rimangono abbassate tutto il giorno e non più solo dopo le 18. Sono salvi però parrucchieri e centri estetici. Oltre quindi alla serrata dei locali, restano in vigore le regole generali. Qui la Dad sarà solo per le superiori, gli studenti potranno frequentare in presenza fino alla terza media. Potrebbero poi fermarsi gli spostamenti tra Comuni anche nelle zone che ricadone in regioni 'arancioni', ovvero dove il rischio Covid è intermedio, ma al momento resta una delle ipotesi sul tavolo del governo.

Regioni verdi

E infine, l'ultima zona è quella verde, con regole meno rigide ma comunque più restrittive rispetto al decreto dello scorso 24 ottobre. Qui rientra il resto di Italia. Si farà meno shopping perché i centri commerciali saranno chiusi nel weekend, il trasporto pubblico è dimezzato. Dopo la chiusura di cinema e teatri un altro colpo alla cultura: anche i musei restano chiusi. Alle 22, poi, finisce la giornata: tutti dentro casa quando scatterà il coprifuoco nazionale, salvo ovviamente motivi di salute o lavoro. E sempre per quanto riguarda gli spostamenti, ci si potrà muovere solo tra Regioni 'verdi'.

L'autocertificazione

Solo le Regioni 'rosse' entreranno, quindi, in una sorta di lockdown che per molti aspetti ricorda quello della primavera scorsa. E su questi territori si discute sull'utilizzo dell'autocertificazione, in versione modificata, fortemente voluta dal ministro Speranza. Di certo, andrà compilata ed esibita quando si dovrà uscire dopo le 22, ossia quando scatterà il coprifuoco nazionale.

Reppubblica.it

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FIGC ufficializza l’apertura dell’inchiesta: “Per accertare eventuali violazioni protocollo. Chiesti i referti dei test di oggi”

La FIGC ha ufficializzato la notizia dell'apertura dell'inchiesta da parte dalla Procura nei confronti della Lazio "per accertare eventuali violazioni ai Protocolli sanitari finalizzati a contenere l'epidemia da Covid-19 approvati dalla FIGC e validati dall'Autorità Governativa". Nella nota la federazione spiega che "fin dalle prime informazioni sulla positività di alcuni calciatori emerse la scorsa settimana, il Procuratore Chinè ha disposto due ispezioni presso il Centro sportivo biancoceleste a Formello, durante le quali i rappresentanti del pool costituito in Procura per verificare il rispetto dei Protocolli sanitari hanno ascoltato il presidente Claudio Lotito e il medico sociale Ivo Pulcini, oltre ad acquisire i referti dei tamponi effettuati prima della gara di Champions League Club Brugge-Lazio e del campionato di Serie A Torino-Lazio". "Questa mattina – si legge – sono stati richiesti ufficialmente alla Lazio i referti dei tamponi effettuati alla vigilia della gara in programma domani a San Pietroburgo con lo Zenit, valida per la terza giornata di Champions". La Procura federale "ha deciso di aprire un'inchiesta sulla questione tamponi della Lazio anche alla luce delle positività alterne di giocatori come Immobile, Leiva e Strakosha, disponibili per le gare di campionato e fermati per presunte positività invece dalla UEFA". tuttomercatoweb.com

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Negativi in campionato, positivi in Europa: Procura FIGC apre inchiesta

È caos tamponi in casa Lazio. E la procura della Figc, guidata dal pm Chiné ha deciso di vederci chiaro. Aperta un’inchiesta. Ancora una volta quelli fatti dalla Uefa rilevano valori per cui si richiede lo stop del giocatore. Positività che vengono considerate borderline dalla Lazio. A quanto si apprende tra questi ci sarebbero Leiva, Immobile e Strakosha. Ma non solo. La Uefa, tramite gli addetti del laboratorio SynLab (unico per tutti), aveva già fermato gli stessi calciatori per la trasferta di martedì scorso a Bruges. “Falsi positivi” secondo la Lazio. Tanto che ai tamponi effettuati 48 ore prima della sfida con il Torino non avevano rivelato nessuna anomalia. Ora però ci risiamo. La Uefa ha parametri diversi. La Procura federale ha chiesto tutto il materiale necessario.

Ilmessaggero.it

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La Lazio e i casi Covid: “Non siamo obbligati a fare nomi. Rispettiamo le regole”

ROMA – In casa Lazio, nell'ultima settimana, ha tenuto banco i casi positivi al Coronavirus. Squadra decimata a Bruges nell'impegno Champions, ancora tanti assenti nella trasferta di Torino nonostante qualche recupero importante. Nessun nome rivelato dalla società. E Stefano De Martino, direttore della comunicazione, ai microfoni di Lazio Style Channel, ha commentato la scelta: “Il problema è sempre lo stesso: molti si fanno condizionare da ciò che leggono o sentono in radio. Noi non nascondiamo e non abbiamo la comunicazione da Unione Sovietica. Ricordo che non siamo in parrocchia, la Lazio è quotata in Borsa e dobbiamo rispondere a delle regole. Ottemperiamo sempre alle norme in vigore. Quello che fanno le altre società non ci interessa". Inzaghi spera di recuperare qualche elemento importante: questa è una settimana fondamentale per i biancocelesti, pronti ad affrontare lo Zenit San Pietroburgo in Champions League e la Juve domenica (fischio d'inizio ore 12.30) all'Olimpico.

Corrieredellosport.it