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Il botta e risposta tra il medico e il nutrizionista della Lazio sulle bevande energetiche

Botta e risposta tra il responsabile dello staff sanitario della Lazio Ivo Pulcini e il nutrizionista del club Iader Fabbri. Il primo aveva minimizzato su Facebook l'importanza dell'apporto di alcuni elementi di alimentazione, nello specifico le bevande energetiche, per il rendimento degli atleti. "Questione d'invidia" era stata la risposta piccata del nutrizionista.

A quel punto Pulcini ha deciso di fare un altro post su Facebook per chiarire la vicenda e ricomporre la polemica. "Ci tengo a precisare che le mie considerazioni avevano il solo scopo divulgativo e informativo su un argomento scientifico, che interessano tanti amici sportivi e del quale mi occupo da oltre 30 anni… Non solo: esse sono prive di qualsiasi riferimento specifico, esplicito o implicito, a colleghi o terze persone".

Gazzetta.it

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Immobile: “La Lazio non molla, pronti a tirare fuori tutto”

La Lazio non sta attraversando un buon momento. E nemmeno Ciro Immobile, rimasto a secco nelle ultime partite e diventato pure bersaglio di qualche critica, anche pesante. L’attaccante, capace di segnare 29 reti in 31 partite, è nel mirino di haters e finti tifosi. Hanno insultato duramemente lui e la sua famiglia, una questione che ovviamente non c’entra nulla con il vero calcio e il vero tifo. Il bomber però, non molla e su Instagram ha lanciato il suo messaggio: “Ho ricevuto tanti messaggi dai veri tifosi, quelli che sono sempre vicini. Giusto prendere elogi e critiche, ma quelle costruttive che ci fanno crescere e guardare avanti con coraggio e ottimismo. Non molleremo, tireremo fuori tutto quello che abbiamo per gioire ancora insieme. Abbiamo sempre risposto con i fatti al momento giusto e lo faremo anche questa volta. Forza Lazio”. Contro l’Udinese si va a caccia di una vittoria scaccia crisi. Il calendario fitto dà l’immediata possibilità di riscatto. Ciro suona la carica. corrieredellosport.it

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Rischio ritiro fino alla gara con la Juventus in caso di altra debacle a Udine

Il presidente della Lazio Claudio Lotito, spiega il Corriere dello Sport, non è per niente soddisfatto delle ultime prestazioni della sua squadra. Per questo, se la situazione non dovesse migliorare nella prossima sfida contro l'Udinese, il numero uno biancoceleste potrebbe prendere provvedimenti: nello specifico, per il quotidiano, in caso di nuova debacle la squadra potrebbe essere spedita in ritiro fino al 20 luglio, giorno del match contro la Juventus. Al momento questa è solo un'ipotesi, ma Lotito ci sta pensando per spronare la squadra. Tuttomercatoweb.com

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Sportmediaset rivela: “Rissa sfiorata e caos tra giocatori e staff sanitario”. Poi la smentita del dott.Pulcini

La sconfitta con il Sassuolo, la terza consecutiva per la Lazio, ha acceso gli animi nello spogliatoio biancoceleste a fine gara. Violenta discussione, si è sfiorata la rissa, tra Acerbi ed il direttore sanitario Ivo Pulcini. Discussione nata non solo per la querelle via social della scorsa settimana tra lo stesso Pulcini ed il nutrizionista della Lazio, ma soprattutto sul perché dei tanti infortuni che si registrano e che limitano le scelte di Inzaghi.

La questione dello staff sanitario, compresi i fisioterapisti, da anni è il tallone d'Achille del club. E la violenta discussione nata dentro lo spogliatoio nel post gara con il Sassuolo, è l'epilogo di una vicenda che si trascina da tempo. Parole grosse sono volate anche tra i calciatori con accuse rivolte ad alcuni di scarso impegno. Insomma malgrado la questione qualificazione Champions, a meno di clamorosi ribaltoni, non è a forte rischio, la Lazio non è piu quell'isola felice pre Covid. Se lo staff sanitario ha le sue responsabilità, un mea culpa deve essere fatto anche da chi ha studiato la preparazione atletica durante il lockdown. A proposito. Nell'immediata vigilia della gara vinta con il Torino, duro scontro verbale tra il preparatore Ripert ed uno dei fisioterapisti, Gasparini, della Lazio che il giorno dopo la vittoriosa trasferta contro i granata si è presentato a Formello per poi lasciare il centro sportivo durante l'allenamento senza dare spiegazioni. Insomma urge chiarezza e ritrovare serenità per finire degnamente un campionato ed una stagione che resta da incorniciare.

LA SMENTITA DI IVO PULCINI
"Tutto completamente falso e inventato. Con Francesco Acerbi siamo gradi amici, lo stimo come atleta e come uomo e a fine partita, nello spogliatoio, ci siamo abbracciati come sempre. Sono un medico sportivo e comprendo e non giudico un legittimo nervosismo, in caso di sconfitta”, con queste parole affidate a Calciomercato.it il responsabile sanitario della Lazio Ivo Pulcini ha voluto smentire le indiscrezioni trapelate dalla pancia dell'Olimpico. 

sporediaset.it

 

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Luis Alberto, predicare nel deserto

Luis Alberto predica nel deserto. Sempre tra i migliori nel post Covid, nella trasferta del Via del Mare è stato abbandonato anche da Ciro Immobile, incapace di capitalizzare i suoi assist. Lo spagnolo al momento guida la classifica dei passaggi vincenti (14) con Gomez dell’Atalanta che però ora ha accorciato fino a -1 mettendo in apprensione il Mago il quale, inoltre, ha ancora in ballo la questione rinnovo con la Lazio. Prima della sfida di Coppa Italia, il suo agente (lo stesso di Luis Suarez) ha incontrato Lotito, ma la fumata bianca non è arrivata con Luis, tra l’altro, infastidito più degli altri per il taglio degli stipendi (un mese più uno ulteriore nel prossimo bilancio) anche considerando la permanenza a Roma nel periodo del lockdown per rispettare il volere societario. In ogni caso, non c’è nessun ostacolo sul rinnovo. Luis vuole continuare a lottare con i suoi compagni con questo concetto ribadito anche ieri a Lotito che ora vuole capire bene cosa stia accadendo a livello fisico e mentale. Il numero uno laziale ieri a Formello, seppur senza toni duri, ha voluto richiamare alla massima concentrazione ed allo spirito giusto il gruppo per ripartire sulla strada giusta. Lo riporta Il Messaggero

Laziopress.it

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Lotito alla Lazio, vietato mollare

La Lazio, a partire dal presidente Lotito non molla. Il numero uno biancoceleste, transitato ieri a Formello per sottoporsi al tampone (come ogni lunedì e giovedì) ha voluto scuotere la squadra dopo la doppia caduta con Milan e Lecce approfittando dell’occasione, forse, anche per parlare con Simone Inzaghi. Con il tecnico rimane in ballo il discorso rinnovo, con l’attuale contratto con scadenza 2021. Inoltre, a Formello ieri si sono presentati vari procuratori con la giornata divenuta importante in chiave futura. Lo riporta Il Corriere dello Sport

 

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Gol subiti, pochi segnati e la peggiore media punti della serie A: l’interruzione ha trasformato la Lazio

 Il bilancio della Lazio dal 27 giugno in poi, giorno della ripartenza per i biancocelesti in Serie A: 5 partite con 2 vittorie e 3 sconfitte. La pausa ha fatto tremendamente male alla squadra di Inzaghi, tra le peggiori da quando il campionato è tornato nel post emergenza Coronavirus. La stagione è fantastica, impensabile dire il contrario. Eppure i numeri fin qui, di questa estate di calcio, sono impietosi e rischiano di macchiare l’annata incredibile.

Va detto che la Lazio, nonostante una ripartenza fin qui non proprio felice, resta in corsa per l’obiettivo stagionale: la qualificazione in Champions League. Con sette giornate alla fine è a portata di mano. E nemmeno il sogno scudetto, ben cullato sino al lockdown, è sfumato. Insomma, la squadra rimane in carreggiata, ma Inzaghi deve invertire la rotta subito. Da quando è ripartito il campionato, la Lazio è ultima tra le 20 squadre per media punti rispetto alla situazione pre-Covid (-1.18). E ancora: secondo i dati di Lazio Page, incassa più gol (+1.12) ed è penultima per reti segnate (-0.91). Basti pensare che sino a febbraio i biancocelesti vantavano la prima difesa della Serie A e il secondo miglior attacco. Oggi incassano di più e segnano meno. Dieci reti subite in 5 incontri, il dato fa riflettere. Sassuolo e Udinese i prossimi match per cercare di conquistare la qualificazione matematica in Champions League. Poi lo scontro con la Juve del 20 luglio. Tre partite fondamentali per misurare le ambizioni di questa squadra. Corrieredellosport.it

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Lazio, la benzina è finita: così è evaporato il sogno scudetto

Quel morso di Patric a Donati in pieno recupero non è solo una follia. È un gesto che segnala come l'ossigeno, al cervello, non arrivasse più. A lui, ma forse a molti altri compagni di squadra, esausti, tenuti su più dalla smania di non buttar via il sogno scudetto che dalla condizione fisica. Simone Inzaghi ha dovuto ammettere, a modo suo, che il problema esiste: "Alcuni giocatori non sarebbero dovuti neanche venire in panchina e invece li ho dovuti far giocare, potrei farli riposare e lanciare i primavera ma non me la sento".

Se la corsa – anzi, la rincorsa – sulla Juve s'è interrotta a Lecce, restano ancora 7 giornate da giocare. Ma la vera responsabilità della fine dei sogni non è del gol di Lucioni, dell'errore di Immobile, della parata al 98' di Gabriel. La questione è soprattutto fisica: Immobile nega ("Non siamo più gli stessi dal punto di vista mentale") ma poi i fatti dicono altro. Perché tanti dei magnifici undici sono lontanissimi da una condizione accettabile. Correa s'è dovuto fermare dopo aver giocato da affaticato l'ultima. Lazzari è sceso in campo con i muscoli stressatissimi. Marusic è fuori, Cataldi ha un affaticamento che lo limita. Ma il caso più eclatante è quello di Lucas Leiva, trascinatore prima della sosta, irriconoscibile oggi a causa di un intervento a cui si è sottoposto durante la quarantena e che – lo ha detto lo stesso Inzaghi – non è che sia riuscito particolarmente bene. Oggi la squadra soffre: probabilmente, più delle altre, accusa il giocare ogni tre giorni. 

A Repubblica, Lotito confessò ad aprile: "Noi avevamo fatto una scelta, sapendo di non potercela giocare su tre fronti avevamo sacrificato l'Europa League. Se si ripartisse giocheremmo ogni tre giorni, perderemmo un vantaggio". Una fotografia talmente realistica da sembrare, oggi, quasi visionaria. Nei fatti, Milinkovic e soci sono le prime vittime della volontà ferrea del loro stesso presidente di tornare a giocare: sognava lo scudetto, non si vergognava neanche di lasciarlo intendere. Le cose però stanno andando diversamente. Anzi, a sette giornate dalla fine, il vero rischio per quel gruppo di calciatori che fino a ieri ha vissuto sullo slancio di un'utopia a cui i risultati avevano dato una concretezza rocciosa, oggi è di ritrovarsi senza stimoli reali. "Il sogno deve continuare, dobbiamo ancora centrare l'aritmetica qualificazione in Champions", dice Inzaghi. Sapendo benissimo che a chi sperava di volare, non può bastare riuscire a battere le ali.

Repubblica.it

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Lecce e Sassuolo, la Lazio si gioca la settimana decisiva per restare in scia scudetto

Quella salentina è l’ultima spiaggia. La Lazio è obbligata a vincere oggi contro Lecce (e sabato contro Sassuolo) e sperare che la Juventus possa perdere punti contro Milan e Atalanta. La sconfitta di sabato contro il Milan ha riportato i biancocelesti con i piedi per terra, rendendo più complicato il sogno scudetto, per il quale saranno determinanti le due prossime giornate. È a un bivio, la squadra di Inzaghi. Perché se dovesse andare come sperano a Formello, tutto tornerà a essere messo in discussione e lo scontro diretto del 20 luglio potrebbe tornare ad assumere un valore encomiabile.
Ma guai a pensare troppo in là, perché oggi la trasferta di Lecce (che si gioca la salvezza) vale una finale. Inzaghi alla vigilia ha sottolineato la pericolosità dei giallorossi del suo amico ed ex compagno Liverani (“che gioca bene e ci ha messo in difficoltà all’andata”), ribandendo quale sia l’obiettivo attuale e primario: conquistare l’aritmetica qualificazione in Champions, distante 4 punti. Ha cercato di togliere pressione, da ottimo gestore e allenatore qual è, ma è innegabile che ci siano stati più musi lunghi nello spogliatoio in queste due settimane che in tutti i mesi precedenti: prima del Covid i biancocelesti avevano perso una sola volta in campionato, a settembre, mentre dalla ripartenza le sconfitte sono già due (Atalanta e Milan).
A livello di infermeria continuano ad alternarsi notizie positive (il rientro di Milinkovic e Luiz Felipe su tutti) a cattive (la lesione al collaterale di Correa). Ma ciò che più conterà oggi è capire la reazione mentale della squadra, cresciuta tantissimo sotto l’aspetto della personalità e del carattere. “Senza pensare ai risultati degli altri, ma solo a se stessa”, come chiesto da mister Inzaghi. Così contro il Lecce sono vietati passi falsi: la Lazio dovrà fare il suo e poi sperare, per tenere accesa la flebile speranza di rivedere, almeno in lontananza, la vetta bianconera. Tuttomercatoweb.com

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Calcagno (pres. Aic): “Cambio d’orario? Anche le tv facciano un passo. Ipotesi gare alle 17, alle 19 e alle 21”

Anticipare gli orari delle partite di Serie A per queste ultime quattro settimane di campionato e' possibile se anche le televisioni daranno una mano. Questo il concetto espresso da Umberto Calcagno, presidente ad interim dell'Associazione italiana calciatori dopo le dimissioni di Damiano Tommasi, impegnato in una discussione con la Lega Serie A e le televisioni per anticipare le gare ed evitare lo scomodo orario delle 21,45. "Ci stiamo ragionando, e' una situazione che stiamo vedendo con la Lega – ha spiegato ai microfoni di 'Radio anch'io sport' – Noi non siamo d'accordo sull'anticipo secco di mezz'ora della partita del pomeriggio e per questo abbiamo ipotizzato tre slot alle 17, alle 19 e alle 21, sperando in un accordo con le tv. Perche' in questo momento di difficolta' tutti dovrebbero fare dei passi in avanti".