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Lazio-Spal, arbitra Guida: i precedenti

La 11ª giornata di Serie A TIM Lazio-SPAL, in programma domenica 4 novembre alle ore 12:30 allo Stadio Olimpico di Roma, sarà diretta dal signor Marco Guida (sez. di Torre Annunziata).

 

Assistenti: Passeri-Fiore

IV Uomo: Piccinini

V.A.R.: Ghersini

A.V.A.R.: Longo

L’arbitro campano ha già diretto i biancocelesti in quindici gare: lo score di quest’ultime parla di sei vittorie per la Lazio, di quattro pareggi e di cinque sconfitte. In questa stagione il fischietto di Torre Annunziata non aveva ancora mai arbitrato la Prima Squadra della Capitale. Nella passata stagione, invece, Guida ha diretto i biancocelesti in due occasioni: entrambe le gare sono terminate in parità (Milan-Lazio, semifinale di Coppa Italia del 31 gennaio scorso, e Cagliari-Lazio dell'11 marzo successivo).

 

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Moviola Lazio-Inter: Irrati bene, ok la rete di Icardi. Radu, giallo giusto

Partita pressoché perfetta da parte dell’internazionale Massimiliano Irrati, forse stanco di essere solo «il VAR del Mondiale». Sempre molto vicino all’azione, sempre deciso, sicuro, presente in ogni fase della partita, pronto a chiudere proteste e comportamenti sopra le righe (vedi Immobile e Vrsaljko) con grande personalità. Ha anche il merito di tenere sempre dritta la barra del metro di giudizio: non è poco. Buon apporto dai due assistenti, Vuoto e Manganelli. Solo conferme silenti da parte del VAR (Rocchi e Alassio).

REGOLARE – È regolare la prima rete di Icardi: quando Vecino tocca in avanti, davanti a lui c’è Luiz Felipe, sul quale carambola il pallone, ed è lui che tiene in gioco l’attaccante argentino.

NO PENALTY – La Lazio ha protestato per tre episodi in area. Nessun dubbio sul secondo: Milinkovic-Savic finisce per autosgambettarsi e perdere l’equilibrio dopo che ha colpito la caviglia di un Asamoah nel caso incolpevole. Qualche riflessione in più merita il braccio sinistro appoggiato su una spalla sempre di Asamoah su Caicedo, poco però per un metro di giudizio piuttosto alto. Sul terzo episodio, Vrsaljko prende il pallone, poi Immobile cade, non c’è fallo.

DISCIPLINARE – Manca, forse, un giallo per Skriniar (fallo su Immobile al limite dell’area), per il resto Irrati è stato perfetto: giuste le ammonizioni per Brosovic (su Caicedo in ripartenza), Asamoah (su Marusic), Immobile (proteste), Radu (brutto fallo su Politano) e Vrsaljko (proteste), Cataldi (su Vecino).Corrieredellosport.it

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Lazio-Inter, arbitra Irrati: i precedenti

La 10ª giornata di Serie A TIM Lazio-Inter, in programma lunedì 29 ottobre alle ore 20:30 allo Stadio Olimpico di Roma, sarà diretta dal signor Massimiliano Irrati (sez. di Pistoia).

 

Assistenti: Vuoto-Manganelli

IV Uomo: Manganiello

V.A.R.: Rocchi

A.V.A.R.: Alassio  

La designazione arbitrale della decima giornata di Serie A TIM ha assegnato la gara Lazio-Inter al signor Massimiliano Irrati della sezione di Pistoia.

Il fischietto toscano ha già diretto i biancocelesti in quattordici occasioni: il bilancio complessivo dei precedenti è favorevole alla Lazio che ha vinto in sette di questi match, pareggiato in due e perso in cinque.

L’ultimo incrocio tra Irrati e la formazione biancoceleste risale al 25 agosto scorso, giorno in cui il direttore di gara di Pistoia diresse la gara Juventus-Lazio, valida per la seconda giornata dell’edizione corrente di Serie A TIM.

Il fischietto toscano, inoltre, non ha mai arbitrato una gara tra la Prima Squadra della Capitale e l’Inter.

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Radu, portafortuna Parma ma va superato il tabù Gervinho

Se c’è una certezza in casa Lazio, quella è Stefan Radu. Come il vino che diventa più buono col passare degli anni, anche il difensore rumeno diventa fondamentale per la squadra nel trascorrere delle stagioni. Ormai arrivato a 320 presenze con la maglia biancoceleste, è atteso insieme ai compagni da sette giorni di impegni decisivi. La prossima sfida contro il Parma è la prima di tre sfide delicate. Radu con gli emiliani ha comunque un trend positivo: nei 12 incontri disputati ha vinto 7 volte, pareggiato 4 e perso solo una. L’incognita è rappresentata piuttosto da Gervinhoavversarioinsuperabile fino ad oggi per il centrale laziale, che ai tempi della Roma vinse due stracittadine e ne pareggiò una. Si respira già una certa aria di derby, vincere potrebbe significare una piccola rivincita.lazionews24

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Rocchi: “L’arbitro ragiona d’istinto, il VAR lavora di ricerca: meglio ruoli separati”

È stato l’unico italiano a calpestare i prati del Mondiale di Russia, «dove abbiamo arbitrato a un livello altissimo».

Per Gianluca Rocchi, numero uno degli arbitri italiani, il merito è stato anche del Var.

Rocchi, via il dente: è vero che agli arbitri il Var non piace?

«Ho fatto quattro derby di Roma col cappio al collo, stavo tre notti sveglio: prima durante e dopo. Gli ultimi due invece, col Var, me li sono goduti. Non c’è arbitro che possa essere contrario».

E averlo cambia l’approccio?

«No. Il mio obiettivo è non usare la tecnologia: cerco di non averne bisogno, di recente ci son riuscito.

Ma so che se devo usarla, mi ripara un errore. È un vantaggio, se lo vedi come un muro lo userai sempre male».

Eppure tanti si lamentano.

«Il vero problema è la linea di intervento. Su questo, tutti ci lasciamo le penne: a volte sei troppo interventista, altre troppo poco. Da Var puoi creare una tensione all’arbitro o puoi levargliela. Ma nella cabina sei solo, con un assistente, ed è difficile capire il momento. Nei raduni ci diciamo sempre che il Var non deve essere amico dell’arbitro. Se gli vuoi bene rischi inconsciamente di non volergli far fare una figuraccia e non correggi un errore che potrebbe salvargli la partita. Ma il Var non è la moviola: deve riparare il chiaro errore, non infilarsi in situazioni discutibili».

Più facile fare l’arbitro o il Var?

«L’arbitro lo faccio da 30 anni, è la cosa con cui sono cresciuto: vai d’istinto, devi fidarti dell’impressione. Il Var è concettualmente l’opposto: vedi una cosa e poi fai una ricerca analitica, quasi maniacale su telecamere e angolazioni per trovare ciò che non hai visto. Un classico errore da Var, e mi è successo, è che vedi una cosa e dici: rigore. E se l’operatore non è bravo a darti subito l’immagine con l’angolazione giusta per valutare da un’altra prospettiva, puoi sbagliare.

I Var migliori sono quelli che riescono ad andare alla ricerca di queste cose qui».

E chi sono?

«Verrebbe facile dire che il più bravo è Irrati visto che è anche stato scelto per la finale dei Mondiali. Poi i giovani sono più bravi dei vecchi, forse perché più aperti».

Un arbitro bravo come usa la tecnologia?

«Dopo aver deciso devi aprire la mente e dire subito: avrò mica sbagliato? Sennò magari rischi di convincere il tuo collega al Var che hai ragione tu e lo porti in errore o gli togli la forza di intervenire. Poi, devi essere bravo a richiudere la mente senza farti condizionare dall’aver visto male».

Lei scinderebbe i due ruoli?

«Il segreto dei Mondiali, arbitrati molto bene, è anche che chi faceva il Var faceva solo quello: scinderli ha funzionato. Ero dubbioso, molti arbitri il Var non lo avevano usato mai. Ma nella cabina, in quattro, è stato più facile essere omogenei».

Oggi al "chiaro errore" è stato

aggiunto l’aggettivo "obvious", evidente: cosa cambia?

«Nulla, rafforza il concetto. Ma ciò che per me può non essere chiaro errore magari per l’allenatore o il tifoso lo è perché gli cambia la partita. È la soggettività».

Come nei falli di mano?

«Il regolamento oggi parla di volontarietà e io devo seguire quello. Ma se lo stesso intervento per me è volontario e per un mio collega no, chi ha ragione? Tutti e due, o nessuno. Così chi vuol far polemica ci si inserisce facilmente».

Le piace il Var in Champions?

«La Champions è il torneo dove si gioca meglio, più è alta la qualità più è facile arbitrare. Se in A un errore pesa 80, lì pesa 100».

La Figc sceglie il presidente, e per il futuro si parla di togliere il voto agli arbitri.

«Non voglio far politica. Dico che gli arbitri devono essere valutati dagli arbitri. L’autonomia è una cosa indispensabile».

Favorevole a spiegare gli errori in tv?

«Oggi la comunicazione è centrale, ma non tutti abbiamo spalle larghe per spiegare un errore: un giovane di fronte all’errore in tv può andare in difficoltà, va protetto».

I giocatori più difficili da arbitrare?

«Chi esaspera: non i simulatori, ma chi crea tensioni dove non ci sono».

Il più leale?

«Maldini, forse la mia prima a San Siro. Fischio un fallo contro il Milan, i giocatori mi vengono contro e lui: ragazzi tranquilli, ha visto bene».

C’è un ruolo che le piace?

«Il portiere. È come l’arbitro, se sbaglia, paga. Mi sento affine».

Come si decide di diventare arbitro?

«Passione, magari ti accorgi di non essere bravo abbastanza a giocare e scegli un punto di vista nuovo. Io ho deciso a 15 anni: non avevo grande senso di giustizia, ora è forte. Serve: la gente s’arrabbia solo se vede che sei disequilibrato».

la Repubblica

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Parma-Lazio, designazione arbitrale e precedenti

Arbitro: Michael Fabbri (sez. Ravenna)

Assistenti: Preti-Alassio

IV Uomo: Massa

V.A.R.: Mazzoleni

A.V.A.R.: Lo Cicero

 

Bilancio in equilibrio, 2 vittorie e 2 sconfitte su 4 precedenti. Nessun pareggio.

 

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Moviola: manca un rigore su Caicedo, inspiegabile il silenzio del VAR

LAZIO-FIORENTINA 1-0
Rigore su Caicedo. Su Simeone sì, ma…Lafont, no rosso ok
Domenica estremamente complicata per Orsato: deve metterci tutta la sua personalità, il suo carisma, la sua esperienza per evitare che la partita degeneri. Paga però qualcosa sul piano degli errori. Manca un rigore alla Lazio, neanche troppo velato, e anche l’ultimo intervento di Luis Felipe su simeone nel recupero lascia qualche strascico. Corretto, invece, non prendere provvedimenti (poteva esserci solo il rosso, nel caso) su Lafont, così come non c’è rigore su Simeone ma solo perché prima del fallo di Acerbi il Cholito è in fuorigioco.
RIGORE
Caicedo anticipa Gerson (intervento già scomposto) e tira, Lafont respinge, il pallone resta lì e a quel punto il viola mette il braccio sinistro attorno all’avversario e lo butta giù. Inspiegabile il silenzio del VAR.

Corrieredellosport.it

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Lazio-Fiorentina, designazione arbitrale e precedenti

L’8ª giornata di Serie A TIM Lazio-Fiorentina, in programma domenica 7 ottobre alle ore 15:00 allo Stadio Olimpico di Roma, sarà diretta dal signor Daniele Orsato (sez. di Schio).

 

Assistenti: Costanzo-Prenna

IV Uomo: Abbattista

V.A.R.: Guida

A.V.A.R.: Vuoto

 

Il fischietto veneto ha già diretto i biancocelesti in 29 occasioni: il bilancio di quest’ultime sorride alla Prima Squadra della Capitale. In 11 circostanze la Lazio ha ottenuto i 3 punti, in 12 un punto ed in 6 è uscita sconfitta.

Nella passata stagione, Orsato ha diretto la squadra di Inzaghi alla quarta giornata di Serie A: in quell’occasione, i biancocelesti affrontarono e sconfissero il Genoa in trasferta per 3-2. Successivamente, la Lazio ottenne tre punti nel match disputato contro la Sampdoria allo Stadio Olimpico e diretto proprio dal fischietto di Schio.

 

Domenica prossima, Orsato arbitrerà per la terza volta un confronto tra i biancocelesti e la Fiorentina: il primo incontro risale al 22 marzo del 2008, giorno in cui i viola riuscirono a far valere il fattore casa battendo la Lazio al Franchi per 1-0. In seguito, il direttore di gara di Schio ha arbitrato la gara Lazio-Fiorentina del 6 ottobre 2013: in tale occasione, le due compagini pareggiarono per 0-0.

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Nicchi: “Il Var c’è e va usato al massimo per ridurre discussioni”

"Il protocollo e' quello approvato l'anno scorso, non e' cambiato nulla, e gli arbitri lo stanno applicando al meglio che possono. Ogni tanto qualcuno, sorprendentemente, non si avvale del Var e di questo si occupera' Rizzoli. E' uno strumento che c'e' e va utilizzato al massimo perche' cosi' le discussioni vanno al minimo". Lo ha detto Marcello Nicchi, presidente Aia, ai microfoni de "La Politica nel Pallone" su Gr Parlamento.

BASTA LAMENTARSI – "Bisogna smettere di lamentarsi. La Var funziona e tutti lo riconoscono, se poi ogni volta che accade un episodio si vuole smontare tutto siamo fuori dal mondo. E' uno strumento che tutti ci invidiano, tutti vengono a studiare la sua applicazione in Italia. Se si pontifica su un episodio allora non e' cambiato niente e mi chiedo cosa l'abbiamo messa a fare. Se in una partita, su 50 decisioni, se ne sbagliano 2 fa parte della normalita'", conclude Nicchi. (in collaborazione con Italpress) Corriedellosport.it

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Casarin: Valeri e Manganiello senza riguardare i contatti portano alla distruzione della VAR

Due arbitri di grande esperienza per Fiorentina-Atalanta. Se Valeri a quattro passi da un incrocio senza contatto tra Toloi e Chiesa e il Var Doveri, con la possibilità di rivedere l’azione con la tecnologia, non riescono a stabilire la verità tecnica del campo e cioè un rigore inesistente, vuol dire che si sta distruggendo un’esperienza già positiva in serie A e che, dopo il Mondiale, molte leghe di tutto il mondo stanno adottando. Oppure Valeri ha rifiutato il parere di Doveri che poteva aver colto dal monitor l’inesistenza del rigore. Del resto anche in Bologna-Udinese è sorprendente che Manganiello non conceda il rigore al Bologna per chiaro fallo, che il Var Orsato lo richiami al monitor e che Manganiello riconfermi la prima errata decisione dopo aver rivisto, con calma, l’azione. Può essere un goffo tentativo dell’arbitro sul campo di riprendersi il potere sminuito dall’arrivo della tecnologia gestita da un collega? In poco tempo si capirà.

Fonte: Il Corriere della Sera