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AUDIO – Guido Gomirato (CorSport – Udine) @Lazio di Sera: “Udinese in flessione e con tante assenze, ma Oddi ha cambiato la stagione ai friulani”

“L’Udinese è in leggera flessione, anche se il campionato con l’arrivo di Oddo è cambiato in positivo. I bianconeri giocano prevalentemente di rimessa, per domani ci sono parecchi problemi di formazione, mancano i riferimenti sugli esterni e sarà chiesto un lavoro extra a Jankto e Barak. La Lazio? Ha tanta qualità e pesca bene sul mercato, vanno fatti i complimenti alla società”.

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Udinese, Oddo: “Lazio top club, ma non è detto che vincerà. Domani out Lasagna e giocherà Maxi Lopez”

Mister Massimo Oddo inoltre ha preso parola durante la consueta conferenza stampa pre partita: “Sono contento di quello che sta facendo la squadra, non è vero che non ero soddisfatto della gestione della settimana di vacanza. Perché è difficile poi gestirsi da soli. Questo è un momento di difficoltà a livello numerico e devi stare sul pezzo. Ma era un momento prevedibilissimo. Nel calcio ho visto miliardi di volte squadre che giocano al top e perdere la partita. Il calcio è imprevedibile e non è detto che la Lazio vincerà contro di noi giocando al top. Bisogna stare sereni e tranquilli, ora bisogna lottare e fare gruppo. Se porteremo via punti saremo bravi, sennò perderemo una partita contro una grande squadra come la Lazio. Questa squadra non ha la pancia piena, i ragazzi contro la SPAL erano dispiaciuti a fine partita perché sperano in questo treno che può valere l’Europa". Sulla Lazio: "Io sono sempre stato molto legato all’ambiente Lazio soprattutto per la storia: ho vissuto l’era Cragnotti e sono passato all’era Lotito. Dalla gloria allo sprofondo di quegli anni, ero diventato un po’ il simbolo della rinascita della società. Ho un ricordo bello a livello umano e sarò felice di incontrare persone con cui ho vissuto bei momenti. La Lazio è una squadra forte che gioca un ottimo calcio e lotta per obiettivi importanti. Abbiamo recuperato Angella che andrà in panchina, abbiamo perso Lasagna che ha preso un pestone sul piede e ne stanno valutando l’entità. Dove non ho possibilità di scelta manderò in campo quelli che ho, dove ho la chance di scegliere manderò in campo i calciatori che stanno meglio. Assenza Immobile e possibile ingresso di F. Anderson? Questo significa essere una grande squadra: quando non hai Immobile e Caicedo puoi schierare Felipe Anderson. Bisognerà stare attenti a questo tipo di giocatori che sono imprevedibili. Domani giocherà Maxi Lopez".

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Milan, Gattuso: “Lazio forte, ci dirà chi siamo”

re risultati utili consecutivi. Il Milan torna da Cagliari con la striscia positiva migliore della stagione: pareggio con la Fiorentina e doppia vittoria con Crotone e rossoblù. Quello di ieri è anche il primo successo in trasferta dopo due mesi e mezzo: ultima volta col Sassuolo a inizio novembre (prima volta dopo il cambio di panchina).
 
GIOCARE DA SQUADRA – Sono tutti dati confortanti per Gattuso anche se la squadra continua a veleggiare in 7a posizione, fuori dalla zona europea. L'allenatore rossonero, infatti, chiede ai suoi giocatori un ulteriore salto di qualità: "Oggi il problema è portare il Milan nelle posizioni più alte della classifica e riuscire a trovare solidità di squadra – dice l'ex mediano a Radio Uno – devo raggiungere il massimo con questi giocatori. La squadra ha grandissime qualità ma non basta avere tecnica ma bisogna giocare da squadra, la mission è riuscire a essere squadra, a giocare di collettivo". Confermata l'assenza di movimenti in entrata a gennaio: "Il Milan rimane così. Sono arrivati tanti giocatori in estate. Abbiamo deciso di restare così, non arriverà nessuno perché questa squadra può fare molto di più. E ma piace cambiare moduli, ma abbiamo poco tempo quindi andremo avanti col 4-3-3".
 
NIENTE CALCOLI – Dopo la vittoria di Cagliari, Gattuso potrebbe anche sorridere per la media punti della sua gestione che ora ha superato quella di Montella: 1.57 rispetto a 1.42. Ma ora arriva uno scoglio significativo: la Lazio, l'avversario che sgretolò le certezze rossonere all'andata all'Olimpico. "Affronteremo una squadra molto forte, ci dirà quanto valiamo e cosa possiamo fare", spiega Gattuso che in questo momento non vuole pensare al suo percorso personale: "In questo momento sono orgoglioso di allenare il Milan, mi sento a mio agio, mi sento a casa qui. Spero di rimanere, i risultati sono una componente importante ma nella mia carriera non ho mai fatto calcoli, vediamo, per ora mi godo momento, spero di migliorare. Sono ancora giovane, da cinque anni faccio questo mestiere ma la strada è ancora lunga. Spero di rimanere in questa società".Repubblica.it

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Maran in conferenza stampa: “All’andata non meritavamo la sconfitta, dovremo fare una grande prestazione”

A due giorni da Lazio-Chievo, il tecnico della formazione clivense Rolando Maran è intervenuto in conferenza stampa.

“La squadra è tornata nel migliore dei modi dalla sosta; i miei ragazzi hanno una grande voglia e, sin dal primo giorno, il gruppo ha lavorato al meglio per affrontare una gara molto importante. Avere tutta la rosa a disposizione sarebbe importante, ma non dobbiamo piangerci addosso poiché domenica dovremo mettere tutte le nostre qualità in campo contro una compagine temibile come la Lazio: i biancocelesti vantano grande fisicità, riescono a presentarsi con tante pedine in fase offensiva ed hanno conseguito una compattezza di squadra che ha permesso agli uomini di Inzaghi di disputare un grande campionato.

La Lazio finora ha dimostrato grande solidità, non credo abbia dei punti deboli: dovremo dare il massimo per poter impensierire i biancocelesti e per proporre, come sempre, la nostra prestazione con grande coraggio. Domenica dovremo fare i conti con qualche infortunio e, in virtù di tali acciacchi, dovremo comporre un mosaico che possa mettere in difficoltà la Lazio. Difficilmente Meggiorini potrà far parte della sfida.

Per scegliere la formazione che affronterà la compagine capitolina dovrò prendere in considerazione le caratteristiche di ogni singolo calciatore a mia disposizione. Immobile è tra i migliori attaccanti italiani, lo dimostrano i numeri: è sicuramente il centravanti azzurro più in forma. Il numero 17 biancoceleste è molto abile ad aggredire la profondità, ha grandi capacità di smarcamento ed è sicuramente un attaccante temibile.

Nella gara d’andata noi mettemmo in difficoltà i biancocelesti offrendo una prestazione da Chievo: gli uomini di Inzaghi riuscirono ad ottenere la vittoria all’ultimo grazie ad una rete di Milinkovic, ma non meritammo la sconfitta. Quella sfida, però, ci ha fatto capire che, con la giusta prestazione, possiamo mettere in difficoltà la Lazio. Dobbiamo pensare ad ottenere sempre il massimo dei punti da ogni partita: siamo chiamati, in particolare, a ragionare partita dopo partita. Ora pensiamo alla Lazio, in seguito ci concentreremo sulle nostre prossime avversarie”  sslazio.it

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Inter, B. Valero febbricitante: se non ce la fa dentro Brozovic

Emergenza nella difesa nerazzurra per le assenze degli infortunati D'Ambrosio (problema al ginocchio) e Miranda (lesione muscolare al polpaccio). Mister Spalletti dovrebbe allora schierare Cancelo sulla destra, con Santon a sinistra; al centro della retroguardia occasione per Ranocchia al fianco di Skriniar. In mediana Vecino con Gagliardini, seppur quest'ultimo rimane insidiato da Brozovic. Questa mattina, intanto, Borja Valero ha accusato una sindrome influenzale, che andrà monitorata fino al pomeriggio e la titolarità dello spagnolo rimane così in dubbio. Avanti Icardi con Perisic e Candreva pronti ad innescarlo.

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Inter, Spalletti vuole scacciare la crisi: “Abbiamo tutto per trovare le soluzioni”

"Uomini deboli, destini deboli. Uomini forti, destini forti. Facciamo vedere che uomini siamo". Lo slogam piazzato alla fine della conferenza stampa ha fatto capire tutta la voglia che Luciano Spalletti ha dentro alla vigilia del match contro la Lazio.

Spalletti, che partita sarà Inter-Lazio?
Sarà una sfida aperta perché loro sono una formazione forte, ma anche noi siamo forti. E ci sarà anche una sfida tra bomber come quella tra Icardi e Immobile che si contenderanno insieme ad altri il titolo di capocannoniere fino alla fine.

Sente in questo momento il sostegno dei tifosi?
Mano a mano che si vincevano le partite mi sentivo sempre più interista, ora che ne abbiamo perse tre di fila e sento l’apporto dei tifosi, sono totalmente innamorato dell’Inter.

Cosa può ridare all’Inter le sicurezze del passato?
Una vittoria. Dobbiamo riuscire a perforare questo “duro” che stiamo trovando. Non possiamo scavalcarlo. Abbiamo fatto tutto da soli e, ora che giochiamo contro la Lazio, dobbiamo reagire. Non stiamo facendo un brutto campionato anche se abbiamo perso le ultime due partite di campionato.

Cosa vorrebbe dire battere la Lazio?
Sarebbe la soluzione di tutti i discorsi che tentiamo di costruire adesso.

Cosa ha detto ai giocatori in questi due giorni?
Si cerca di portare loro dei dati di fatto. Uno degli esempi è che se a questo punto fossimo arrivati con due sconfitte contro Napoli e Juventus, ma facendo 4 punti contro Udinese e Sassuolo, il modo di vederci ora sarebbe del tutto diverso. Abbiamo fatto cose eccezionali prima e trovare qualche difficoltà adesso è facile. Abbiamo fatto tutto da soli e adesso abbiamo la possibilità di trovare da soli la soluzione. E’ in questo momento che riesci a capire le tue qualità individuali, come si reagisce e si va alla ricerca dell’obiettivo che ha. Nessuno può darti la soluzione di quello che vai cercando. Noi abbiamo determinato che adesso ci possano dire qualcosa perché prima abbiamo fatto cose eccezionali. Chi siamo e da dove veniamo dobbiamo tenerlo in mente. Sapendo che siamo una squadra forte non possiamo mai essere in difficoltà perché abbiamo le soluzioni per tutto. Siamo forti.

Cosa se ne esce da questo momento, dal clima negativo che si è creato?
Nel calcio ci sono momenti in cui le cose vanno storte e nel quale devi far scorrere il tempo e recuperare le energie che di solito determinano una reazione. Noi abbiamo dei dati che non ci fanno essere pessimisti, anzi… Gli obiettivi vanno bene, ma la differenza la fanno il sistema, l’organizzazione, le procedure, il modo di lavorare che deve essere bello chiaro.

L’Inter quando ha avuto la possibilità di fare il salto di qualità negli ultimi anni ha sempre fallito. Perché?
Bisogna essere abituati agli spaventatori professionisti. Ovvero a chi dice che il quarto posto è a rischio. Il quarto posto è sempre a rischio, dall’inizio alla fine del campionato. Ci sono persone che dicono sempre il peggio per spaventare, non mi riferisco ai giornalisti, ma anche ai tifosi delle altre squadre e un po’ a tutti. I giocatori che alleno hanno tutti il colpo in canna, anzi il colpo di reni come portieri per cambiare la situazione. I tifosi dell’Inter ci sono vicini e supereremo quota 60.000 presenti allo stadio anche domani. Loro hanno in testa la soluzione, hanno fiducia in quello che possiamo fare e vengono a supportarci anche domani. E i giocatori la pensano anche come me: sono totalmente innamorati della nostra squadra adesso che nelle difficoltà la nostra gente ci sta vicina. Noi siamo una squadra forte e facciamo contagiare da questo.

Inzaghi ha detto che dovremo essere bravi a non dare ampiezza all’Inter. Cosa rispondi a chi dice che l’Inter è prevedibile?
E’ corretto che dobbiamo palleggiare meglio centralmente e penetrare di più dietro la linea difensiva avversaria. Dipende anche dalle caratteristiche della rosa. La Lazio è brava a ribaltare l’azione a campo aperto e noi dovremo stare attenti a questa cosa.

Aveva iniziato la stagione con un discorso chiaro ovvero dicendo che aveva rinunciato alla Champions, mettendosi in gioco con un contratto di due anni. Nelle ultime partite però c’è stato un atteggiamento non giusto da parte dei giocatori che dovevano ridarle la Champions. E’ arrabbiato? Preoccupato?
Sono un po’ sorpreso da questa mancata totalità di buttarci dentro tutte le forze che abbiamo per reagire alle difficoltà. Non ci abbiamo magari messo tutto, ma se nel derby avessimo segnato sullo 0-0 come ne avevamo avuto la possibilità… Dovevamo fare qualcosa di più nel derby, ma abbiamo giocato tutto sommato alla pari. Tutti sono attenti e vogliosi nel ribaltare questo momento e bisogna fortificare le loro convinzioni. Questi sono ragazzi che hanno fatto talmente tanto bene prima… Sento parlare di Lazio e Roma che hanno disputato un campionato eccezionale, di Napoli e Juve che sono due squadre di extraterrestri, ma noi siamo lì in classifica, al loro livello. Se ci troviamo in questa posizione abbiamo fatto vedere delle qualità e nessuno ci ha regalato niente. Se si va dietro a quello che ci dicono, ti mettono davanti tutti i numeri che ti hanno portato a essere lì, per far vedere che siamo calati, ma dobbiamo solo lavorare come abbiamo fatto finora.

E’ ipotizzare Candreva trequartista?
Antonio ha fatto vedere anche di sapersela cavare in quel ruolo, ma lo può fare accentrandosi anche se Cancelo spinge. Io non voglio fare ulteriore confusione. Noi l’abbiamo indovinata all’inizio con questo blocco squadra. Faremo un passetto indietro rafforzando le nostre convinzioni, non tirare il cappello in aria andando alla ricerca di un qualcosa che non si sa se funzioni. Le scelte saranno quelle che abbiamo sempre fatto.

Alla luce degli ultimi risultati è scaduto il tempo di coloro che le dovevano far cambiare idea sul blocco dei titolatissimi?
Ho avuto risposte parziali da parte dei giocatori che ho utilizzato perché i risultati sono stati quelli che sono stati. Io rimango dell’idea iniziale e sto con i calciatori che ho, perché mi piacciono.  Noi dobbiamo avere un modo di lavorare corretto che poi ti porta all’obiettivo. Chi ha solo l’obiettivo nel mirino perde di vista tutto il resto. Bisogna avere un modo di lavorare e avere tutti i giorni un mini traguardo da portare a casa. Un traguardo importante si raggiunge con la somma di mini traguardi. Non mi sta bene chi dice che vuole giocare di più o che vuole andare via a gennaio perché perde importanza il lavoro da qui a gennaio. Se uno lo dice io lo trito. Bisogna essere dentro il lavoro da fare ogni giorno. Chi dice che vuole andare via a gennaio, gli si toglie qualcosa perché quello non è il modo giusto di stare in un gruppo.

Ha visto qualcuno in particolare che non si è comportato bene?
Se ho da dire qualcosa a qualcuno glielo vado a dire e in questo momento non ho avuto da dire niente a nessuno. Li vedo tutti un po’ demoralizzati e dispiaciuti per quello che è successo. Bisogna stare con loro che sono dei calciatori forti che sono arrivati in una squadra forte con i meriti avuti. Quando sei qui dentro, in questo contesto e vesti questi colori e questa maglia, devi saper reagire. Non ti puoi scansare se qualcuno ti viene addosso perché tanto prima o poi la travata tu la prendi. Devi andare addosso agli altri per crearti la strada. All’Inter non ci si nasconde perché gli altri ti vengono addosso. Devi essere forte, reggere e ridarle sennò si va a giocare da un’altra parte.

Nelle ultime 5 partite un solo gol segnato, mentre la difesa ne ha subiti 4 nelle ultime 3 gare. Cosa è successo?
Niente di particolare. C’è stato un calo dell’autostima e un annebbiamento delle qualità dei singoli. Se siamo un po’ titubanti avvengono cose così. A te viene il braccino e gli altri aumentano la convinzione di farcela.

Gagliardini è spesso criticato, ma senza di lui sembra mancare fisicità. A Gagliardini manca qualcosa a livello mentale? Sbaglia troppo?
E’ uno che tra le sue caratteristiche ha generosità, lotta e corsa e magari perde qualcosa in fase di costruzione, di verticalizzazione improvvisa. A me Gagliardini va benissimo così com’è.

E’ soddisfatto del percorso di crescita di Cancelo? Può tornare al Valencia a gennaio?
Cancelo ha conoscenze superiori rispetto al passato sulla fase difensiva. Ha fatto due buone partite e migliorerà di volta in volta perché ha qualità nei piedi, può giocare più offensivo e partendo dal basso è una risorsa importante. A gennaio i calciatori possono dire quello che gli pare, ma finché Ausilio o Sabatini non dicono loro che possono andare da un’altra parte, tutti restano qua. Tengono il muso due partite, ma poi gli passa e hanno perso solo due occasioni di giocare… A gennaio se c’è il contesto giusto vanno via quelli che ci pare a noi, non chi vuole andare via. Siamo noi quelli che gestiamo la situazione. Si fa quello che ci sembra giusto.

E’ rimasto deluso dalle ultime prove di Joao Mario?
E’ un ragazzo semplice perché ha una correttezza esagerata nel modo di frequentare lo spogliatoio e di allenarsi. A me non ha detto niente di strano quando gli ho parlato, ma poi intorno a un giocatore ci sono tante postazioni che dicono verità diverse. Lui è un ragazzo per bene e corretto dal punto di vista professionale. Mi spiace che non abbia sfruttato i palloni per far gol nel derby. Se ha pensato di andar via, ha buttato via un po’ di attenzione per quelle occasioni lì perché se pensi di andare via, perdi qualcosa in applicazione. Dopo il derby però si è allenato bene.

Ha fatto più lo psicologo o allenatore sul campo in settimana?
Ho parlato anche con i singoli per cercare di risolvere i problemi perché a volte non serve parlare al gruppo. Noi abbiamo tutte le capacità per avere un destino forte. Come è stato scritto… Uomini deboli, destini deboli. Uomini forti, destini forti. Facciamo vedere che uomini siamo.corrieredellosport.it

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Inter, tre sconfitte in dieci giorni: scatta l’allarme ad Appiano Gentile

Walter Sabatini, Piero Ausilio e Giovanni Gardini questa mattina hanno raggiunto Appiano Gentile all'indomani della sconfitta nel derby di Coppa Italia. La squadra nerazzurra ha subito tre sconfitte consecutive in dieci giorni. Un dato che preoccupa la dirigenza che si aspetta una reazione immediata sabato alle 18 a San Siro nello scontro diretto con la Lazio, quinta in classifica a quattro punti dall'Inter. La presenza di Walter Sabatini, che di rado si è visto ad Appiano Gentile, fa pensare anche ad un confronto con Luciano Spalletti sul mercato di riparazione. In uscita c'è Joao Mario, peggiore in campo nel derby e sostituito nella ripresa tra i fischi dei tifosi nerazzurri presenti a San Siro.

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Inter, Spalletti perde Miranda e D’Ambrosio

Questa mattina Danilo D'Ambrosio e Joao Miranda si sono sottoposti a risonanza magnetica presso l'Istituto Clinico Humanitas di Rozzano, dopo essere stati anzitempo sostituiti nella gara di ieri di pomeriggio contro il Sassuolo.

Per il difensore italiano lesione di primo grado al legamento collaterale mediale della gamba sinistra, per il difensore brasiliano lesione di primo grado al soleo della gamba destra.

Da domani inizierà il percorso riabilitativo per entrambi. 

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Crotone, i convocati di Zenga

Al termine della rifinitura mattutina svolta al centro sportivo, il tecnico Zenga ha diramato la lista dei convocati in vista della gara contro la Lazio, in programma domani alle ore 12:30 all’Olimpico. Gli squali nel pomeriggio raggiungeranno la Capitale con volo charter da Crotone.

Ecco l’elenco dei 22 convocati:

1 Cordaz
3 Festa
5 Stoian
6 Rohden
7 Ceccherini
8 Aristoteles
10 Barberis
11 Kragl
14 Suljic
17 Budimir
20 Pavlovic
24 Tonev
29 Trotta
31 Sampirisi
37 Faraoni
38 Mandragora
44 Cabrera
78 Viscovo
87 Martella
89 Crociata
93 Ajeti
99 Simy

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Crotone, Zenga prepara i suoi: “Lazio fantastica, tanto vale giocarcela”

Il 23 dicembre i ragazzi di Inzaghi ospiteranno all’Olimpico il Crotone nel lunch match delle 12.30. Ecco le parole del mister Walter Zenga in conferenza: “Fare i complimenti alla Lazio è superfluo, Inzaghi da quando ha preso in mano la squadra ha fatto un lavoro fantastico. Ha creato un gruppo solido e compatto. La Lazio è una squadra che gioca molto bene a calcio. Ha dei giocatori di qualità con delle abilità straordinarie, come Milinkovic, Luis Alberto e Immobile, poi va a finire che li nomini tutti. noi dobbiamo essere bravi a capire che quanto abbiamo fatto col Chievo non è nulla. Dobbiamo continuare a lavorare sodo e a essere concentrati al 100% in ogni singolo allenamento”.

ATTEGGIAMENTO – “Ogni partita ha una storia a sé. I miei ragazzi devono pensare che non sono inferiori a nessuno e che devono giocarsela. La Lazio è una big, è vero. Ma sono 90 minuti in cui tutto può succedere. Possiamo aspettarci una Lazio super offensiva, magari con Anderson in campo e Luis Alberto in un’altra posizione. O forse Luis Alberto più alto. Le ipotesi sono tante. Certamente non si può arrivare all’Olimpico con la mentalità di difendersi per tutto il tempo. Tanto vale giocare e cercare di fare la nostra partita”.

LA LAZIO – “Quest’anno l’ho vista giocare tante volte. Quando ero fermo non sono mai andato a vedere gli allenamenti. Sono sicuro che se avessi chiamato Simone per chiedergli di andare a vederli a Formello non ci sarebbe stato alcun problema per lui, ma ho preferito evitare. Ma le partite l’ho viste. È una squadra che fa molto bene. Milinkovic è un giocatore di un’altra categoria. Mi ha sorpreso anche Luis Alberto. Basta vedere l’ultima partita: l’ha ripresa in mano Milinkovic e poi c’ha messo del suo anche Luis Alberto. La Lazio è una squadra di qualità”.lalaziosiamonoi.it