Le immagini della @official_sslazio all’Allianz Arena #radiosei #UCL #bayernmonacolazio
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Insieme a mister Inzaghi, nella conferenza della vigilia di Bayern-Lazio parlerà Escalante. Il centrocampista argentino, arrivato in estate, nel ritorno degli ottavi di Champions dovrebbe partire titolare tra Milinkovic e Luis Alberto.
Che onore è avere Leiva nel tuo ruolo?
"È un professionista esemplare, è un centrocampista di livello assoluto. Ha giocato anche tanti anni al Liverpool: lo vedevo prima e continuo a seguirlo adesso tutti i giorni".
Come procede con la Lazio?
"Guardavo sempre la Serie A e sognavo giocarci. Mi trovo bene alla Lazio, mi piace giocare davanti la difesa".
Con che sentimenti scenderete in campo domani?
"Loro sono i campioni del mondo, sarà una partita difficile. Noi andremo lì per giocare come sappiamo e per provare a vincere. Tutti i giocatori sognano di vivere serate di Champions così. Fare bene domani sarebbe importante anche per il resto del campionato".
La Lazio a Formello sta preparando la gara di domani contro il Bayern Monaco. La qualificazione è impossibile, considerando l'1-4 dell'andata, ma i biancocelesti ci tengono a far comunque bella figura. Alle 13.15 parlerà il tecnico Simone Inzaghi in conferenza stampa.
Mister, al netto dell'andata quanto resta importante questa sfida di ritorno?
"Sappiamo quanto abbiamo lavorato in questi anni per giocare partite del genere. Andremo per fare la gara nel migliore dei modi. Anche perché prima del Bayern non avevamo ancora perso. Sono una squadra fortissima, hanno meritato tutti i trofei: dovremo giocare con corsa e determinazione".
Quanto sarebbe importante per la Lazio fare della Champions un'abitudine?
"Sicuramente bisognerebbe farla con più frequenza. L'ingresso in Champions mancava da più di dieci anni, dobbiamo centrarla con più continuità. Ma sappiamo che non è semplice e che davanti a noi ci sono 5 corazzate più l'Atalanta".
Cosa si augura per domani?
"Di fare una partita di livello. In Champions abbiamo fatto 3 trasferte con 3 pareggi a Bruges, San Pietroburgo e Dortmund. Faremo la nostra gara con grinta e voglia contro il Bayern".
Domani c'è il Bayern: è il coronamento del suo percorso?
"Dobbiamo goderci fino in fondo una serata come quella di domani sera. Spero possa ricapitare presto perché siamo molto ambiziosi. Abbiamo raggiunto il nostro obiettivo, di tornare negli ottavi. Con l'andata purtroppo abbiamo compromesso il passaggio del turno".
Il CEO del Bayern Monaco nonché ex calciatore dell'Inter Karl Heinz Rummenigge, ha rilasciato una lunga intervista alla Gazzetta dello Sport dove ha parlato della gara di Champions contro la Lazio dopo il 4-1 in favore dei bavaresi maturato all'andata all'Olimpico: "Noi attualmente siamo "campioni di tutto" e in testa al rankinf. Abbiamo due grandi pregi: qualità molto alta e il rispetto per tutti gli avversari. La squadra non va in campo pensando di aver già vinto. La differenza tra il calcio prima e dopo il Covid è che ora si gioca senza tifosi e non esiste casa o trasferta. L'importante sarà avere il rispetto come a Roma per una squadra arrivata quarta in campionato e che ha un buon attacco Conta sempre non dare niente per scontato".tuttomercatoweb.com
Domani, martedì 16 marzo, presso il Centro Sportivo di Formello, alle ore 11:00 la Prima Squadra della Capitale scenderà in campo per l’allenamento con i primi 15 minuti aperti ai media.
Alle ore 13:15, invece, il tecnico biancoceleste Simone Inzaghi ed un tesserato interverranno in conferenza stampa dal Centro Sportivo di Formello per presentare la gara Bayern Monaco-Lazio.
I biancocelesti, successivamente, dopo aver raggiunto la città tedesca nel pomeriggio, scenderanno in campo alle 18:15 per effettuare il walk around sul terreno di gioco.
Un duro scontro con la realtà per la Lazio. Una severa lezione dal Bayern Monaco rimediata facilitando fin troppo il compito ai campioni del mondo. «Evidentemente non siamo ancora pronti per partite del genere, sapevamo che potevamo perdere, ma non così, facendoci gol da soli», l'amaro post-partita di Inzaghi che quasi non crede a quello che ha assistito. L'aveva inseguita e aspettata da mesi e sognata da anni una gara del genere. Voleva la partita perfetta, un po' sulla falsa riga della prima col Borussia Dortmund, invece è rimasto deluso perché i suoi ragazzi hanno sbagliato serata. I big biancocelesti come Luis Alberto e Milinkovic, nonostante la voglia, si sono squagliati come neve al sole davanti a Lewandoski e compagnia.
ORA IL CAMPIONATO«L'abbiamo sentita troppo spiega l'allenatore della Lazio -, siamo stati contratti. Un peccato perché, tutto sommato eravamo anche partiti bene, ma poi il primo errore ci ha quasi bloccato, togliendoci certezze e diverse cose che avevamo preparato. Loro sono fortissimi, ma li abbiamo agevolati anche troppo. Il rigore? Sull'1-0 forse c'era, ma se poi ti fai tre gol da solo». Quasi non ci crede, Inzaghi che la partita attesa dai suoi giocatori per settimane sia stata giocata in questo modo. Con una Lazio irriconoscibile e impaurita. «Qualche cosa buona c'è stata ha ammesso il tecnico -, come la prestazione di Marusic in una posizione dove può diventare utile e prezioso. Musacchio? No Matteo ci sta dando una grande mano, errori simili possono capitare, l'ho sostituito perché lo vedevo in difficoltà. Adesso pensiamo al campionato e ritirarci su perché Bologna è importante, fondamentale». Affranti anche Reina e Leiva. Il primo è anche un ex: «Li abbiamo aiutati troppo e loro non ne hanno bisogno. Troppi errori, anche da parte mia che non ho fatto girare il pallone come al solito. Ma ora dobbiamo rialzarci in fretta e tornare la vera Lazio». Più severo Leiva: «È stata la più brutta gara della nostra stagione. Volevamo giocare in modo diverso, non ci siamo riusciti. Tanti, troppi errori e con i più forti li paghi a caro prezzo».
D. M. Il Messaggero
Il tecnico biancoceleste Simone Inzaghi ha diramato la lista dei convocati in vista della sfida di oggi contro il Bayern Monaco (ore 21:00) allo Stadio Olimpico di Roma.
Portieri: Alia, Reina, Strakosha
Difensori: Acerbi, Armini, Hoedt, Musacchio, Patric
Centrocampisti: Akpa Akpro, Cataldi, Escalante, Fares, Lazzari, Leiva, Luis Alberto, Lulic, Marusic, Milinkovic, Parolo, Pereira
Attaccanti: Caicedo, Correa, Immobile, Muriqi
Per presentare la gara di Champions contro il Bayern, oltre al tecnico della Lazio Inzaghi, nella conferenza della vigilia ci sarà anche Ciro Immobile.
Quando te la consegneranno la scarpa d'oro?
"Non lo so, sto aspettando, è stata sudata. Non finirò mai di ringraziare il mister, lo staff e i compagni. È stata una cavalcata incredibile, rimarrà nella storia anche per le tante difficoltà".
Che consiglio darai ad Acerbi per fermare Lewandowski?
"Nessuno consiglio, il Leone è uno dei difensori più forti in questo momento. L'ha già fermato con la Nazionale contro la Polonia".
Domani affronterai Lewandowski: quanto orgoglio c'è in te nell'averlo battuto nella scarpa d'oro?
"Ho enorme rispetto di campioni come lui e Ronaldo. Avere il mio nome lì vicino e superarli entrambi l'anno scorso è stato un orgoglio pazzesco, mi sento ripagato dei tanti sacrifici che ho fatto nella mia carriera".
Vorresti ancora dimostrare qualcosa ai tedeschi, che ti hanno criticato troppo al Dortmund?
"No no, voglio solo fare bene della Lazio e della mia gente. Sono emozionato per la partita ma al tempo stesso sono triste perché i tifosi non ci saranno: so quanto avrebbero voluto assistere domani alla gara col Bayern".
Il giorno tanto atteso è alle porte. Vent'anni dopo, la Lazio torna a giocare la fase a eliminazione diretta della Champions League. Di fronte un avversario sulla carta quasi impossibile da battere, il Bayern Monaco che nell'ultima stagione ha vinto 6 trofei su 6 a disposizione. Il tecnico biancoceleste Simone Inzaghi presenterà la partita in conferenza stampa a Formello alle 15.
Che emozione prova ad affrontare il Bayern?
"È bellissimo, è il coronamento di cinque anni di lavoro insieme a un gruppo meraviglioso. Proveremo a giocarcela con la spensieratezza giusta e la solita umiltà. Il Bayern è appena diventato campione del Mondo, nelle ultime due di campionato ha fatto un pareggio e una sconfitta, ma prima aveva fatto 5 vittorie consecutive. Più che i punti deboli del Bayern, sto lavorando sui punti di forza della Lazio".
Nel Bayern c'è Klose:
"Mi fa piacere rivederlo, mi ha aiutato tanto nelle prime partite da allenatore. Mi hanno parlato benissimo di lui come allenatore. Penso che siamo in grado di affrontare partite come quella di domani sera nel migliore dei modi"
Che atmosfera si respira nello spogliatoio?
"Da tempo che sapevamo di dover vivere una notte simile. Da ieri ci stiamo pensando, è una ciliegina sulla torta sul lavoro fatto. Noi cercheremo di fare il massimo come abbiamo sempre fatto".
Domani sarai soddisfatto se….?
"Vogliamo rimanere aggrappati alla qualificazione in tutte le maniere. Sappiamo che loro sono quasi ingiocabili, ma anche in passato siamo partiti sfavoriti per poi fare bene. Siamo maturi, abbiamo giocato tante finali oltre ai quarti d'Europa League".
Immobile affronterà Lewandowski:
"Sono due grandi attaccanti. Immobile ha vinto la scarpa d'oro ed è un orgoglio per tutti noi. Lewandowski avrebbe vinto il pallone d'oro…"
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Kalle Rummenigge, ceo del Bayern Monaco campione in carica della Champions che riparte: avete vinto 6 trofei su 6, impresa riuscita solo al Barcellona nel 2009. Che sapore ha? «È qualcosa di eccezionale. Siamo contenti, orgogliosi: il rendimento della squadra è stato incredibile». Flick non faceva il capo allenatore da 15 anni e ha vinto tutto. C'è una morale? «È arrivato nel novembre 2019 e ha acceso la luce nel buio, non solo tatticamente o nell'allenamento, ma anche nell'empatia e nella gestione del gruppo. Era stato vice della Nazionale campione del mondo e conosceva già molto bene Neuer, Muller e altri: è stato un piccolo vantaggio». Che momento sta vivendo il pallone in Germania? «Credo che la situazione sia simile un po' dappertutto: è difficile, perché la cultura e l'economia del calcio sono in sofferenza. E non solo del calcio ovviamente. Il compito più complicato è quello dei politici e non vorrei essere nei loro panni: la gente è nervosa, forse anche un po' stufa». Nella partenza da Berlino verso il Qatar per il Mondiale per club vi hanno davvero chiuso l'aeroporto poco prima del decollo? «Sì, per due-tre minuti. Non ci è piaciuto e ci sono state delle polemiche». Non sono mancate critiche per la sua frase sul vaccino da fare ai calciatori. «Mi hanno capito male: non ho chiesto che i giocatori fossero vaccinati prima degli altri, soprattutto degli anziani. Ho solo detto che vaccinarli poteva essere un buon esempio per convincere a farlo anche quella parte della popolazione più riluttante». La Champions riprende con due tecnici tedeschi subito contro, Klopp e Nagelsmann, in Liverpool-Lipsia. La scuola tedesca è di grande moda: quale è il segreto? «Abbiamo guardato sempre un po' sospirando al calcio inglese e a quello spagnolo. Ma abbiamo tanti tecnici preparati e nella pandemia il nostro calcio è cresciuto ancora di livello». La Mannschaft di Löw invece è in crisi e ha preso 6 gol dalla Spagna. Perché? «La Nazionale soffre anche la crisi della federazione: ci sono tanti cambiamenti, problemi all'interno che fanno soffrire anche la squadra». Oggi c'è anche Barcellona-Psg. Cosa ha pensato di fronte allo stipendio di Messi? «Ho riso… Posso fargli solo i complimenti, perché è riuscito a fare un contratto così astronomico». Con la pandemia questo calcio è ancora sostenibile? «Il problema è di lunga data ed è cominciato con la sentenza Bosman del 1996. Poi negli ultimi dieci anni abbiamo sbagliato tutti, perché abbiamo speso sempre di più a favore di giocatori e agenti. La pandemia ha mostrato che dobbiamo fare marcia indietro e tornare a un modello più razionale. Spero sia possibile, ma non sarà facile». Perché? «La mia impressione è che i prezzi dei cartellini siano scesi in alcuni casi fino al 50%. Per quanto riguarda gli ingaggi dei giocatori top invece gli agenti sono ancora in grado di ottenere soluzioni al rialzo. Dobbiamo trovare una soluzione europea: in Germania ne abbiamo discusso con una task force, che ha coinvolto politici e tifosi. La gente vuole un calcio più razionale». Con un tetto salariale? «Sarebbe forse una buona iniziativa, ma nel 2008 con Platini presidente della Uefa e Infantino direttore generale, siamo andati a Bruxelles per capire se fosse una strada percorribile: i politici ci hanno sempre detto che saremmo andati contro la legge europea. Magari adesso è il momento opportuno di fare una nuova iniziativa e correggere quello che abbiamo combinato negli ultimi dieci anni». La nuova Champions con 36 squadre a girone unico con 10 partite a testa, è davvero così spettacolare? «Sì. Sarà molto più spettacolare e vivace della fase a gruppi di oggi, che spesso è noiosa nelle ultime giornate. Sarà più complicato qualificarsi e più avvincente». I campionati nazionali soffriranno? «Avranno sempre un valore di alto livello. La nuova Champions è la ciliegia sulla torta, ma il valore del campionato non cambia: per il tifoso italiano è importante come finisce il derby di Milano o la partita contro la Juve». L'Inter ha battuto la Lazio, vostra avversaria in Champions. Senza Coppe è la favorita per lo scudetto? «Mi sembra la squadra più stabile. Gioca bene, vince e non perde più partite strane come in passato. L'importante è che non siano troppo euforici: la strada è lunga». Il Bayern con la Lazio è nettamente favorito? «Siamo favoriti perché siamo campioni in carica, ma non è certo un avversario che sottovaluteremo e ce ne siamo accorti nelle sfide contro il Borussia Dortmund. E anche in quella di domenica». La Juve è troppo legata a un campione di 36 anni? «Quando hanno acquistato Ronaldo ero curioso di vedere come funzionava: ha funzionato benissimo. Qualche mese fa sono stato a Torino per una riunione, Agnelli mi ha fatto vedere il nuovo centro sportivo e c'era Ronaldo nello spogliatoio a petto nudo: poche volte ho visto un fisico del genere, mi ha dato l'impressione di essere allenato al 100% per continuare ancora alcuni anni ad alto livello». A fine anno andrà in pensione: lavorerà mai in Italia? «Quando ho vissuto da voi ho imparato una cosa molto importante che mi ha cambiato la vita, perché prima facevo programmi a lunga scadenza: si vive oggi e il domani si vedrà. Non so cosa farò, forse mi serve una pausa». Andrebbe mai alla Juve? «La mia filosofia è che se hai giocato con l'Inter è impossibile andare alla Juve. Il cuore è uno solo». A proposito di ex campioni ora dirigenti: Maldini sta riportando in alto il Milan. «Ha fatto bene a prendersi il suo tempo prima di iniziare, così ha una visione diversa. Sta facendo un ottimo lavoro, il Milan è mancato molto anche a livello internazionale. Ma adesso è rinato». Cos' è il derby per lei? «È speciale. Ho fatto anche un gol molto bello e importante nel 2-2 del marzo '85. È la partita più importante della stagione e lo è a maggior ragione adesso. Spero che stavolta vinca l'Inter». Sarebbe la svolta decisiva? «L'Inter ha le carte migliori per vincere lo scudetto: tocca a lei continuare così».
Il Corriere della Sera