Categorie
CITTA'

Caos a Roma, il prefetto: «Dai tedeschi nessun avviso sull’arrivo degli ultrà violenti»

«C'erano personaggi a rischio, tra gli ultrà tedeschi, abbiamo fatto il possibile, i servizi della Questura erano stati preparati da giorni, ma le polizie straniere dovrebbero avvisarci quando ci troviamo davanti a questi pericoli». Il prefetto di Roma, Paola Basilone, risponde al termine di una giornataccia molto simile, per certi versi, a quella che la Capitale ha vissuto con i barbari olandesi del Feyenoord, era il febbraio del 2015 e le scorrerie degli hooligan culminarono con lo scempio della fontana della Barcaccia a piazza di Spagna. Stavolta, per fortuna, di mezzo non c'è andato nessun monumento di valore, eppure la città conta i segni delle incursioni sguaiate dei tifosi (tifosi?) dell'Eintracht di Francoforte, impegnati ieri notte in una partita di Europa League contro la Lazio.
Prefetto, cosa non ha funzionato?
«Mi faccia dire che cose di questo genere non dovrebbero avvenire, non sono comportamenti civili e dispiace sempre assistere a certi spettacoli. Purtroppo spesso questi tifosi stranieri arrivano in ordine sparso, non è sempre facile seguirne gli spostamenti».
Dovrebbero però rispettare i punti di raccolta concordati con le forze dell'ordine, in teoria.
«Certo e i punti di raccolta sono stati predisposti. Mi creda, la Questura, che ha curato il piano della sicurezza, ha messo in campo i servizi necessari per tutelare l'ordine pubblico, c'è stata una programmazione seria nei giorni scorsi, come si fa sempre per gli eventi di questo tipo. Non c'è stata sottovalutazione, si è fatto tutto il possibile per evitare incidenti o contatti con i tifosi laziali».
Perché allora si è dovuto assistere a certe scene: il supermercato preso d'assalto non lontano dallo stadio Olimpico, le scorribande di centinaia di ultrà in pieno centro storico, perfino a via del Corso, Villa Borghese trasformata in un orinatoio a cielo aperto. È mancato qualcosa in questa programmazione?
«La verità è che spesso le polizie straniere non collaborano con le forze dell'ordine italiane e questo impedisce a chi mette a punto i piani della sicurezza di conoscere tutti i dettagli, soprattutto sui soggetti più pericolosi di cui parlavo prima. Non è facile pianificare, se mancano alcuni elementi importanti di valutazione».
La polizia tedesca quindi non ha fornito un supporto adeguato alla Questura di Roma?
«È successo diverse volte, anche in passato, e questo per noi rappresenta logicamente una difficoltà».
Viene da chiedersi: è possibile bloccare i violenti prima che arrivino qui, per evitare che la Capitale diventi preda di tifosi scalmanati e irrispettosi?
«Non è affatto facile, almeno quando parliamo di cittadini dell'Unione europea, per cui vale, come si sa, la libertà di circolazione, c'è il trattato di Schengen. Non si può proibire a un tedesco o a un francese di viaggiare in Italia».

Il Messaggero

Categorie
CITTA'

Rogo a Roma, sorveglianza ko si rafforza l’ipotesi sabotaggio

Le telecamere erano accese, ma non funzionavano da ben un anno. Il direttore dell'impianto di trattamento meccanico-biologico di via Salaria, l'ingegner Paolo Maria De Felice, lo ha riferito agli inquirenti che indagano sull'incendio divampato lunedì notte nello stabilimento alle porte di Roma nord e che fino a ieri ipotizzavano che il sistema di videosorveglianza – finito sotto sequestro – fosse guasto solo da 4 giorni. Ora, il sospetto è che qualcuno possa averne approfittato: sapendo che l'impianto di vigilanza era fuori uso da tempo, potrebbe essere entrato nella struttura per appiccare il fuoco. Ma le dichiarazioni del testimone dovranno essere verificate. Un altro dettaglio non convince chi indaga: le fiamme si sarebbero propagate troppo in fretta e con conseguenze disastrose per ipotizzare un atto accidentale, anche se le certezze si avranno solo alla fine dei rilievi dei vigili del fuoco, che in queste ore stanno cercando possibili inneschi.

 

Anche il Campidoglio sospetta che dietro al rogo ci fosse un intento doloso. Tanto che ieri la sindaca Virginia Raggi, in una lettera al ministro dell'Ambiente Sergio Costa, ha chiesto, attraverso il coinvolgimento dei Ministeri dell'Interno e della Difesa, una maggiore sorveglianza e presidi di sicurezza per gli altri siti di deposito e trattamento rifiuti che servono la città, con particolare attenzione al Tmb di Rocca Cencia.

Per il momento, la Procura procede per disastro colposo. Nel mirino anche le palesi carenze nella manutenzione del Tmb, già emerse in un'indagine parallela. Ma uno dei punti cruciali dell'inchiesta sul rogo riguarda le falle nel sistema di sicurezza e di sorveglianza. Quando ormai l'incendio aveva distrutto quasi per interno il capannone dei rifiuti, i responsabili dell'impianto sono andati a visionare il contenuto dell'hard disk del sistema di vigilanza: il disco era vuoto. L'ultima ripresa risaliva ad almeno un anno fa. E nessuno si era accorto di nulla.

I TESTIMONI
Nei giorni scorsi i carabinieri, coordinati dal procuratore aggiunto Nunzia D'Elia e dai pm Luigia Spinelli e Carlo Villani, hanno ascoltato diverse persone: l'assessore all'Ambiente Pinuccia Montanari, i responsabili del Tmb, i dipendenti. I pm vogliono ricostruire non solo le dinamiche che hanno provocato il rogo, ma anche il lungo elenco di anomalie relative alla manutenzione. Inaugurato nel 2011 e criticato dai residenti per i miasmi e i cattivi odori che sprigionava il Tmb, nell'ultima relazione depositata in Procura dall'Arpa Lazio, era stato definito problematico, per «rilevanti criticità sulle modalità e l'efficacia dei trattamenti effettuati». Sarebbero emerse anche criticità del sistema antincendio, che pare non abbia funzionato. Non si esclude dunque una responsabilità diretta di chi avrebbe dovuto garantire la manutenzione, né che l'episodio sia stato premeditato e messo a segno sfruttando le falle dell'impianto.
Ieri i vigili del fuoco erano ancora impegnati a spegnere il rogo che ha distrutto migliaia di tonnellate di rifiuti nell'area di stoccaggio. Saranno necessarie delle perizie tecniche per accertare le cause dell'incendio. Ma le consulenze potranno essere disposte solo quando i vigili del fuoco usciranno dalla zona rossa passando il testimone ai carabinieri del comando Tutela ambientale, che dovranno a loro volta passare al setaccio lo stabilimento. I pompieri, oltre a mettere in sicurezza la zona, sono stati incaricati dalla Procura di verificare la presenza di possibili inneschi nel capannone distrutto. Un'operazione tutt'altro che semplice, dal momento che l'incendio è partito dal blocco dei rifiuti indifferenziati dove dentro c'è di tutto: solventi, bombolette spray, contenitori infiammabili.

LA DINAMICA
Ad accorgersi che qualcosa non andava per il verso giusto, la notte di lunedì scorso, è stato uno dei due vigilanti in servizio: da dentro la sala comando del capannone affacciata sulla vasca, ha sentito l'esplosione da cui poi è partito il rogo. Un incendio enorme, divampato nel giro di poco tempo. Proprio la velocità di propagazione delle fiamme è un altro fattore su cui si concentra l'interesse degli inquirenti. La vasca di raccolta, infatti, benché contenesse dei rifiuti facilmente infiammabili è stata interamente avvolta dalle fiamme nel giro di pochi minuti. La veloce propagazione del fuoco risulterebbe anomala e spingerebbe ad escludere il principio dell'autocombustione, cioè il meccanismo secondo il quale l'immondizia si infiamma da sola a causa dei gas, dei vapori e del calore generati da una stasi prolungata. Non si esclude quindi la possibilità che qualcuno entrando facilmente nello stabilimento dalla parte posteriore (per nulla controllata) abbia potuto gettare sostanze infiammabili sulla parte superiore della montagna di immondizia (alta ben 9 metri) da cui poi è partito il rogo. Non è neanche da escludere che durante gli ultimi riversamenti dei camion, intorno alle 3 del mattino, sia stato scaricato del materiale già infiammato. Quel che è certo è che il Tmb-Salario come ripetuto più volte dalla sindaca Virginia Raggi non riaprirà.

ilmessaggero.it

Categorie
CITTA'

Roma, a fuoco impianto rifiuti Salario: rischio nube tossica e caos raccolta

Un grande incendio si è sprigionato nello stabilimento di trattamento rifiuti in via Salaria907. Dalle 4:27 dodici squadre dei vigili del fuoco e oltre 40 uomini sono impegnati sul posto di circa 2 mila metri quadrati per domare le fiamme. Il fumo è visibile a chilometri di distanza e l'odore acre si avverte fino nel centro di Roma. Il Tmb Salario, continuamente al centro di polemiche, èfondamentale per il sistema rifiuti della Capitale e la sua distruzione manderà in tilt la raccolta già difficile dell'immondizia.

 

«L'impianto Tmb è completamente compromesso. Che il fumo sia tossico è evidente perché brucia spazzatura, olio e plastica, ma i vigili del fuoco ci hanno tranquillizzato sul fatto che si sta dirigendo verso zone non abitate. Quindi al momento non siamo allarmati per questo. Per precauzione però l'asilo vicino al Tmb è stato chiuso», ha detto il presidente del Municipio III di Roma Giovanni Caudo. «Questa è l'ulteriore prova che questo impianto di via Salaria va chiuso. Noi lo stiamo dicendo da mesi, è obsoleto, vecchio. Non bisognava arrivare a queste situazioni».

 

Il Campidoglio ha convocato una cabina di regia sul maxirogo che si è sviluppato nell'impianto rifiuti Salario, chiamando a raccolta – tra gli altri – la Protezione Civile e il dipartimento comunale tutela ambientale che si occupa di qualità dell'aria per monitorare la situazione è prendere i dovuti provvedimenti. Il Campidoglio, quanto si apprende, è a lavoro per verificare le cause dell'incendio.

IlMessaggero.it

Categorie
CITTA'

Festa dell’Immacolata: le limitazioni al traffico

Continua ad essere critica la qualità dell'aria nell'intero territorio di Roma Capitale. Di conseguenza la Sindaca di Roma, Virgina Raggi, ha disposto, per le giornate dell'8, 9 e 10 dicembre 2018, la limitazione della circolazione ai veicoli più inquinanti. Ordinanza della Sindaca n. 207 del 7 dicembre 2018.

 Il blocco è articolato nel seguente modo:

nelle giornate del 8 e 9 DICEMBRE 2018
il DIVIETO DELLA CIRCOLAZIONE VEICOLARE PRIVATA, nella Z.T.L. “FASCIA VERDE” del P.G.T.U., dalle ore 7.30 alle ore 20.30, per le seguenti tipologie veicolari:

– ciclomotori e motoveicoli “PRE-EURO 1” ed “EURO 1”, a due, tre e quattro ruote, dotati di motore a 2 e 4 tempi (ovvero non conformi, a seconda della categoria di veicolo, alla Direttiva 97/24/CE – fase II e successive, oppure alla Direttiva 2002/51/CE – fase A e successive);

– autoveicoli alimentati a benzina “PRE-EURO 1”, “EURO 1” ed “EURO 2” (ovvero non conformi alla Direttiva 98/69/CE e successive, oppure alla Direttiva 1999/96/CE – Riga A e successive).

– autoveicoli alimentati a gasolio “PRE-EURO 1”, “EURO 1” ed “EURO 2” (ovvero non conformi, a seconda della categoria di veicolo, alla Direttiva 98/69/CE e successive, oppure alla Direttiva 1999/96/CE – Riga A e successive);

  nella giornata del 10 DICEMBRE 2018
oltre ai divieti già previsti dalla D.C.S. n. 4/2015,

il DIVIETO DELLA CIRCOLAZIONE VEICOLARE PRIVATA, nella Z.T.L. “FASCIA VERDE” del P.G.T.U., dalle ore 7.30 alle ore 20.30, per le seguenti tipologie veicolari:

– ciclomotori e motoveicoli “PRE-EURO 1” ed “EURO 1”, a due, tre e quattro ruote, dotati di motore a 2 e 4 tempi (ovvero non conformi, a seconda della categoria di veicolo, alla Direttiva 97/24/CE – fase II e successive, oppure alla Direttiva 2002/51/CE – fase A e successive);

– autoveicoli alimentati a benzina “EURO 2” (ovvero non conformi alla Direttiva 98/69/CE e successive, oppure alla Direttiva 1999/96/CE – Riga A e successive).

 

Dai suddetti divieti di circolazione veicolare sono derogate/esentate le seguenti categorie:

1. veicoli muniti del contrassegno per persone invalide previsto dal D.P.R. n. 503 del 24 luglio 1996;

2. veicoli adibiti a servizio di polizia e sicurezza, emergenza anche sociale ivi compreso il soccorso, anche stradale e il pronto intervento per acqua, luce, gas, telefono ed impianti per la regolazione del traffico e al trasporto salme;

3. veicoli adibiti al trasporto collettivo pubblico;

4. veicoli adibiti a servizi Piano Spostamenti Casa Lavoro (PSCL) attivati sulla base di appositi provvedimenti del Ministero dell’Ambiente e del Territorio e del Mare o dall’Amministrazione di Roma Capitale;

5. veicoli adibiti al trasporto, smaltimento rifiuti e tutela igienico ambientale, alla gestione emergenziale del verde, alla Protezione civile e agli interventi di urgente ripristino del decoro urbano;

6. veicoli adibiti al trasporto di partecipanti a cortei funebri;

7. veicoli con targa C.D., S.C.V. e C.V.;

8. veicoli adibiti al trasporto dei medici in servizio di emergenza, adeguatamente motivato, purché muniti di contrassegno dell’Ordine dei medici;

9. veicoli BI-FUEL (benzina / GPL o metano), anche trasformati, marcianti con alimentazione GPL o metano;

10. veicoli regolamentati ai sensi delle deliberazioni di Assemblea Capitolina n. 66/2014 e n. 55/2018.

Nell'Ordinanza Sindacale n…./2018, si ordina anche che, sull’intero territorio comunale, gli IMPIANTI TERMICI destinati alla climatizzazione invernale degli ambienti vengano gestiti in modo che, durante il periodo di funzionamento giornaliero consentito (massimo 12 ore) non siano superati i seguenti valori massimi di temperatura dell’aria negli ambienti:

A. 18°C  negli edifici classificati, in base all’art.3 del D.P.R. n. 412/93, nelle categorie E.1, E.2, E.4, E.5 ed E.6;

B. 17°C  negli edifici classificati, in base all’art.3 del D.P.R. n. 412/93, nella categoria E.8.

Tali disposizioni, quindi, non si applicano agli edifici rientranti nella categoria E.3 (ospedali, cliniche o case di cura e assimilabili) ed E.7 (scuole e assimilabili). 

 

Categorie
CITTA'

Stadio Roma, Politecnico: «Catastrofico per la viabilità»

Un'analisi valutativa pur non vincolante sul tema della viabilità legato al nuovo stadio della Roma, e sui metodi adottati dai proponenti, porta nuove ombre sul progetto di Tor di Valle. La relazione preliminare del Politecnico di Torino sui flussi di traffico che è giunta in Campidoglio evidenzia alcune considerazioni, tra cui quella che fa riferimento ad uno "scenario in presenza di evento sportivo che restituisce un quadro catastrofico", ma la sindaca di Roma, Virginia Raggi, esclude che possa portare ad un blocco del progetto e invita ad evitare allarmismi. "Ho voluto e chiesto una due diligence per riesaminare gli esiti della conferenza dei servizi – spiega -. Ci è stato rilasciato un primo draft su cui ci sono delle integrazioni in corso ma con la relazione finale capiremo come andare avanti con tutte le istituzioni coinvolte". Nel documento prodotto dal dipartimento trasporti dell'ateneo piemontese si sottolinea in primis come le analisi effettuate nel progetto sono state condotte "in modo professionale" dalle società esterne incaricate e "in modo sempre professionale" sono state effettuate le verifiche da Roma Servizi per la Mobilità. Punto questo che in casa Roma si sottolinea con forza visto che certifica il fatto che i parametri sulla viabilità non sono stati manipolati e che nulla è stato nascosto. Inoltre da Trigoria si ricorda che la relazione del Politecnico non ha alcuna valenza giuridica trattandosi di un parere arrivato fuori procedura e ad oltre un anno dalla positiva chiusura della Conferenza dei Servizi.

PREVISIONI TROPPO OTTIMISTICHE – Nella versione in bozza – la relazione definitiva è attesa entro il 9 gennaio – il Politecnico elenca altre considerazioni di carattere generale come quella in cui si ricorda che le analisi effettuate si concentrano in modo assolutamente prevalente sull'area di studio (ovvero sulla zona dover sorgerà lo stadio di Tor di Valle), che le carenze sostanziali e di maggior peso riguardano prevalentemente le aree esterne a quelle oggetto della proposta progettuale e che carenze gravi riguardano il servizio ferroviario supposto, interno ed esterno all'area. Ecco perché l'analisi ha portato a ritenere da parte del Politecnico che "le previsioni effettuate siano troppo ottimistiche, perché viziate dal modo in cui la proposta è stata posta dai proponenti, rispetto alla realtà che si andrà ad affrontare".

Corrieredellosport.it

Categorie
CITTA'

Esplosione autocisterna sulla Salaria: due vittime e 17 feriti

Due morti e 17 di feriti: è il bilancio dell'incendio e delle esplosioni in un distributore di carburanti al chilometro 39 della via Salaria, in prossimità di Borgo Quinzio, in provincia di Rieti, poco distante da Passo Corese. Secondo quanto si apprende dalla Questura di Rieti, il bilancio provvisorio sarebbe di 2 morti e 17 feriti, di cui tre gravi. Le vittime sono un vigile del fuoco, Stefano Colasanti di 50 anni, che era in servizio ma diretto a Roma e si è fermato quando ha visto l'incendio per aiutare le persone coinvolte, e un uomo che al momento dell'esplosione dell'autocisterna di Gpl si trovava nei pressi del distributore e si era fermato con al sua auto, in una via ad una decina di metri dalla pompa di benzina, perchè incuriosito dall'incendio, quando è stato investito dalle fiamme. Dei feriti, 3 sono stati portati all'ospedale di Monterotondo, 5 all'ospedale di Rieti, il resto a Roma: 4 al Sant'Andrea, 5 in codice rosso al Sant'Eugenio e 2 al Policlinico Gemelli. Tutti hanno riportato ustioni e traumi da scoppio.

L'incendio sarebbe divampato da un'autocisterna che in quel momento stava scaricando del carburante, e che per cause ancora da accertare ha preso improvvisamente fuoco. Anche la successiva esplosione sarebbe dipesa dal fuoco dell'autoarticolato, provocando il ferimento di almeno dodici persone tra cui alcuni vigili del fuoco, giunti sul posto prima del boato dai distaccamenti di Poggio Mirteto e Montelibretti proprio per sedare le prime fiamme. Tra gli altri feriti anche alcuni soccorritori del 118 che sarebbero rimasti ustionati al volto.
"Posso confermare che il bilancio della tragedia è pesante. L'esplosione è partita da un'autocisterna che stava scaricando gpl nell'area di servizio. C'è stato un primo incendio e mentre i vigili del fuoco e il 118 stavano operando è avvenuta una violentissima esplosione", ha detto all'Ansa il questore di Rieti, Antonio Mannoni. "Al momento – ha aggiunto Mannoni – i vigili del fuoco stanno mettendo in sicurezza l'area e la cisterna, raffreddandola. Le vittime sono un pompiere e un civile che si trovava nei pressi del distributore ed è stato investito dall'esplosione".

L'esplosione è stata talmente violenta che l'autocisterna insieme ad un mezzo dei vigili del fuoco sono stati sbalzati per una decina di metri finendo in una strada adiacente al distributore. Una delle vittime è stata trovata morta in un'auto che ha preso fuoco e che si trovava in questa strada.

"Un boato enorme, mai sentita una cosa cosi', sembra il terremoto", hanno raccontato alcuni residenti della Vecchia Salaria dopo la forte esplosione.

La via Salaria è temporaneamente chiusa in entrambe le direzioni tra Borgo Quinzio, nel comune di Fara in Sabina, e Borgo Santa Maria, nel comune di Montelibretti, tra le province di Rieti e Roma, dal km 38 al km 41,500. A prestare soccorso agli automobilisti in coda ci sono anche i volontari GVCSA di Fara Sabina.

"Stiamo monitorando costantemente la situazione. Abbiamo deviato il traffico proveniente da Roma lungo la via Farense, non è consentito a nessuno di avvicinarsi all'area dell'esplosione", scrive su Facebook il sindaco di Fara in Sabina Davide Basilicata. "La situazione è seria. Squadre dei vigili del fuoco stanno continuando ad operare – ha proseguito il primo cittadino di Fara – le forze dell'ordine insieme alla nostra polizia locale sta monitorando la situazione della zona".Repubblica.it

Categorie
CITTA'

Lazio-Milan, pioggia e rugby: il campo dell’Olimpico messo a dura prova

La Lazio rischia di affrontare il Milan domenica su un campo in condizioni decisamente non buone. Il problema, non calcolato finora, deriva dal fatto che sabato alle 15 l’Italrugby dovrà vedersela con gli All Blacks. Il tutto sarebbe complicato dalle precipitazioni ingenti che dovrebbero abbattersi nei prossimi giorni sulla Capitale. Il CONI, riporta l’edizione odierna de La Repubblica, sta monitorando la tenuta del terreno con prove di carico e trazione, ma il rischio rimane alto. Dopo poco più di ventiquattro ore dalla sfida di rugby, infatti, scenderanno in campo biancocelesti e rossoneri.

lazionews24

Categorie
CITTA'

Tor di Valle – Pallotta vuole l’all in: accelera per avere i terreni di Parnasi

Novanta milioni di euro: questa è la cifra che James Pallotta, presidente della As Roma, sarebbe pronto a pagare per rilevare le quote di Eurnova del progetto Stadio di Tor di Valle. Negli ultimi giorni ci sarebbe stata una fortissima accelerazione nelle trattative che sembrano vicine a un puto di svolta. Ufficialmente non ci sono dichiarazioni: le bocche sono cucite e ai piani nobili della As Roma la questione Stadio si affronta con serenità e attesa. Dietro le quinte, però, iniziano a chiarirsi le condizioni per le quali la società giallorossa potrebbe subentrare a Eurnova, i tempi e i costi dell’operazione. Dalle intercettazioni diffuse dopo l’arresto di Parnasi, era emerso che l’immobiliarista stava trattando la cessione di tutto il pacchetto alla Dea Capital (società di gestione del risparmio del Gruppo De Agostini) per 200 milioni di euro. Una cifra consistente ma in cui vi confluivano il progetto Stadio, i terreni di Tor di Valle più altre iniziative immobiliari di Eurnova.  Le trattative fra Pallotta e Eurnova si starebbero – condizionale d’obbligo – orientando sui 90 milioni di euro, meno della metà di quanto prospettato con Dea Capital ma decisamente di più del valore del solo terreno che soffre forti oscillazioni: vendere, magari sotto la pressione di eventi esterni, prima della conclusione dell’iter, infatti, comporterebbe un prezzo di una ventina di milioni di euro. Praticamente il saldo dei terreni alla Sais di Gaetano Papalia cui restano da ricevere (tecnicamente vanno al curatore fallimentare) 16 milioni al completamento dell’iter di variante e convenzione più altri 7 a saldo del prezzo pattuito con Parnasi (19 milioni già pagati su 42 totali dei quali 16, appunto, vincolati al perfezionamento dell’iter di valorizzazione). Non sarebbe, però, la As Roma a rilevare le quote e i terreni da Eurnova ma lo farebbe direttamente la Stadio TdV SpA, la società, con sede a Milano in via Montenapoleone, creata apposta per occuparsi del dossier. La società è controllata direttamente dal patron giallorosso, James Pallotta, ma non è fra gli asset di diretta dipendenza del club. In questo modo, la As Roma rimarrebbe al riparo dalle fluttuazioni legate all’andamento del progetto. Se le trattative andranno a buon fine, difficilmente si potrà avere una conclusione prima di tre settimane. Il che, quindi, darebbe il tempo anche al Campidoglio di ricevere dal Politecnico di Torino la relazione preliminare sulla due diligence sul traffico che il sindaco di Roma, Virginia Raggi, ha voluto dopo la diffusione di un’intercettazione di Parnasi che, dialogando con uno dei suoi collaboratori, lo esortava a non far cenno del problema traffico conseguente al taglio delle opere pubbliche voluto proprio dall’Amministrazione 5Stelle per poter incassare il taglio delle tre torri di Libeskind.Nel momento in cui dovesse essere ufficializzato il passaggio sotto il controllo di Pallotta delle quote di Eurnova del progetto Stadio e dei terreni di Tor di Valle, sarà necessario vedere anche la reazione del Campidoglio che, però, dovrebbe essere ben felice di proseguire il lavoro. Il primo elemento da chiarire sarà che Pallotta acquisterà direttamente la società Eurnova o se si limiterà a rilevare le sue quote del progetto. In entrambi i casi, il secondo passaggio sarà quello di identificare un nuovo sviluppatore: sia se Eurnova fosse semplicemente assorbita da Stadio TdV Spa sia se quest’ultima acquistasse solo le quote e i terreni, per Pallotta si aprirà la necessità di trovare un nuovo partner in grado di completare gli ultimi step rimasti. Questo significa trovare qualcuno in grado di gestire la redazione, pubblicazione e gestione delle gare europee per le opere pubbliche; predisporre, in cooperazione con la Soprintendenza statale, la campagna di scavi archeologici; effettuare le bonifiche dell’intera area da ordigni bellici, amianto, rifiuti. Per archeologia e bonifiche si tratta di operazioni preliminari all’avvio dei cantieri. Preliminari e obbligatorie che possono richiedere, soprattutto gli scavi archeologici, svariate settimane per essere eseguiti. Per questo l’obiettivo è quello di far effettuare questi lavori nel tempo necessario per pubblicare e poi aggiudicare le gare d’appalto europee. Se effettivamente fra febbraio e marzo si votassero variante e convenzione, occorrerebbero poi 4 o 5 settimane per il check finale sulle carte e la delibera di Giunta Regionale che chiude l’iter. Sei/otto mesi per le gare europee e, al netto di potenziali ricorsi, cantieri apribili per fine 2019.

IL TEMPO

Categorie
CITTA'

Lazio-Spal: ecco il piano Sicurezza per domenica

Lazio-Spal, domenica 4 novembre, sarà una gara delicata dal punto di vista dell'ordine pubblico. Questo perché i due gruppi di tifosi sono stati protagonisti di alcuni scontri prima dell'amichevole disputata ad Auronzo di Cadore il 28 luglio. A settembre, dopo le indagini a seguito di quei fatti, gli agenti della Digos di Roma hanno eseguito perquisizioni a carico di 9 appartenenti al gruppo ultras laziale degli Irriducibili, indagati per gli scontri contro i tifosi della Spal. Contestualmente analoghi provvedimenti sono stati eseguiti dalla Digos di Ferrara, nei confronti di 22 ultras della Spal. Tutti sono stati anche sottoposti aDaspo. Durante quegli scontri rimasero feriti alcuni tifosi. La partita di domenica, alle 12:30, è quindi attesa. All'Olimpico ci saranno 35mila spettatori, di cui 500 tifosi ospiti che giungeranno con 4 pullman minivan e auto private. Oggi è andato in scena a Roma il Tavolo Tecnico, presieduto dal Questore Guido Marino. L'apertura dei cancelli è prevista alle 10:30. I mezzi dovranno essere parcheggiati nel settore ospiti sud e all'interno del piazzale della curva sud, fino ad esaurimento. Eventuali mezzi in esubero saranno parcheggiati nell’area del lungotevere della Vittoria. Disposti mirati servizi di vigilanza presso i caselli autostradali di Roma Nord e presso gli scali ferroviari della capitale e della provincia. I tifosi ospiti, che transiteranno attraverso il casello Roma nord, sono stati invitati a percorrere il seguente itinerario: casello Roma Nord – diramazione Roma Nord A1 – G.R.A. (corsia esterna) – Aurelia direzione centro – piazza S. G. Battista Della Salle – Piazza Irnerio – via Baldo degli Ubaldi – Via Angelo Emo – via Candia – viale Giulio Cesare – via Barletta – viale Angelico – piazzale Maresciallo Giardino – Settore ospiti Sud.

ROMATODAY.IT
 

Categorie
CITTA'

Maltempo a Roma, alberi caduti in tutta la città per le violenti raffiche di vento. Auto distrutte e caos traffico: “Limitare spostamenti”

AGGIORNAMENTO ORE 15.53 — È arrivato anche il comunicato della Protezione Civile sulla situazione viabilità e sicurezza: "Aggiornamento #maltempo. La protezione Civile di Roma Capitale chiede di limitare gli spostamenti all'indispensabile. In considerazione del possibile peggioramento delle condizioni atmosferiche delle prossime ore e per favorire la circolazione dei mezzi di soccorso". 

Per il maltempo poco dopo le 13 è stata decisa la "temporanea chiusura dell'ingresso al Parco archeologico del Colosseo". La decisione è stata presa "per motivi di sicurezza legati al forte vento". E il Comune ha predisposto la chiusura , "a tutela dell'incolumità pubblica", del cimitero Flaminio, del Verano e di Villa Paganini, Villa Ada, villa Aldobrandini  e villa Torlonia .Lievemente ferito un vigile del fuoco.

 

Alberi e grossi rami caduti con conseguenti disagi al traffico in via Brenta al Salario, in via Milano all’altezza di via Palermo in centro, a via dell’Arco di Travertino nei pressi di via Lanuvio. In mattinata in totale gli interventi dei vigili del fuoco sono stati 185 per caduta di alberi (di cui circa 60 in terreni privati) e le chiamate per allagamenti sono state 85. In via della Magliana nuova, all'altezza del civico 200, sono precipitate dal tetto di un edicficio privato alcune lastre di ferro. Nessuno è rimasto ferito.
 

Alberi caduti anche in via Ostiense all’incrocio con via Monte del Finocchio, in viale Giorgio Washington a Villa Borghese, in via Pannonia e in via della Ferratella a San Giovanni, in via Capo dell’Argentiera a Ostiense, in via di Brava, in via dei Faggi a Centocelle, sulla via del Mare e in viale di Porta Maggiore e in viale dei Primati Sportivi all’Eur. Poi in via Ruzzante, in via Ostiense e in via Chiabrera e in circonvallazione Ostiense. Interrotti per alberi caduti anche i tram 2 e 3, mentre sono stati limitati il 5,4, 8 e 19. In zona Montesacro, i rami sono caduti in via Adamello.

La strage di alberi ha colpito anche via delle Terme di Caracalla, dove un grosso albero è caduto sulle auto in sosta. Un gigantesco cipresso si è abbattuto in via del Circo Massimo. Altri rami sono caduti nelle ultime ore in via Guido Guinizzelli, via Pozzuoli, via di Brava, via della Pisana, via Casal del Marmo, via delle Fornaci, via di Vigna Stelluti e via Cassia Nuova.

Chiuso un tratto di lungotevere, all'altezza del Fatebenefratelli per un platano pericolante. Un altro albero caduto in viale delle Milizie, tram 19 limitato a Valle Giulia, rami in via della Valle dei Fontanili, chiusa via Carlo Felice. Disagi anche tra Ciampino e Frascati, con treni interrotti per alberi e rami caduti  sui cavi della rete ferroviaria.

Disagi sulla Roma- lido, disagi su metro B

Interrotta tutta la  Roma – Lido, a causa di un ramo sulla rete elettrica all'altezza di Tor di Valle e Vitinia: attivati i bus sostitutivi. Poco dopo le 13 il servizio è ripreso, ma con molti rallentemanti. Disagi sulla linea b della metro a causa di un ramo sulla linea aerea a Marconi. La circolazione è rimasta interrotta fino alle 14.30 in entrambi in sensi tra Piramide e Laurentina.

Chiuse le scuole di ogni ordine e grado

Chiuse a Roma le scuole di ogni ordine e grado. La decisione della sindaca a seguito dell'allerta meteo diramata dalla Protezione civile della Regione Lazio, che prevedeva forti venti, piogge intense e temporali, a "livello tempesta". L'ordinanza prevede la sospensione dell'attività educativa e scolastica nelle scuole di ogni ordine e grado, compresi asili nido e scuole dell'infanzia, su tutto il territorio cittadino.

Gli istituti, comunica il Campidoglio, saranno comunque presidiati dai dirigenti scolastici e dai funzionari comunali dei servizi educativi e scolastici. Il provvedimento si è reso necessario per prevenire situazioni di pericolosità per l'incolumità dei bambini e degli studenti, nonché per motivi attinenti alla sicurezza e circolazione stradale. Provvedimenti di chiusura sono stati presi anche in diversi comuni della provincia Romana, quasi tutti quelli dei Castelli, a Ladispoli e Fiumicino. Scuole chiuse anche in tutta la provincia di Frosinone e nel viterbese. A Rieti e Latina invece previste lezioni regolari.

Lezioni sospese anche alla Sapienza. La notizia la twitta proprio l'account ufficiale dell'università, spiegando che attività come tesi ed esami in sedi esterni sono invece confermate

Codacons: "Disagi da chiusura scuole non dalla pioggia"

Durissimo il Codacons contro il comune di Roma. "L'ordinanza del Campidoglio sta generando disagi enormi alle famiglie- spiega l'associazione dei consumatori- la decisione di chiudere le scuole, arrivata solo poche ore fa, non ha dato il tempo ai cittadini di organizzarsi, costringendo migliaia di romani a prendere permessi sul lavoro e giorni di ferie allo scopo di accudire i propri figli. Altri hanno dovuto fare ricorso a babysitter con conseguenti spese. E il paradosso è che questa mattina a Roma non sta nemmeno piovendo- attacca il codacons- l'ordinanza del campidoglio dimostra tutta l'incapacità dell'amministrazione di far funzionare la città anche in caso di pioggia, e la chiusura delle scuole – che dovrebbero rimanere aperte anche in caso di maltempo – sta creando enormi disagi alle famiglie. Intanto sarà depositato oggi l'esposto del Codacons alla procura di roma finalizzato ad accertare la manutenzione del verde pubblico a seguito dei numerosi episodi di alberi caduti in queste ore nella capitale".
 

L'allerta per la pulizia delle caditoie

"Il Coc – aggiunge – riunisce nella sede della Protezione Civile di Roma Capitale tutte le strutture interessate alla gestione dell'allerta: dipartimenti del Campidoglio competenti, Polizia Locale, Municipi, società di pubblici servizi. Già dalla giornata di ieri abbiamo attivato misure per fronteggiare il rischio allagamenti, avviando un piano straordinario di spazzamento foglie e pulizia delle caditoie, ed effettuando oltre 130 interventi di rimozione di rami e alberi caduti".

Gli insediamenti lungo le sponde del fiume Aniene

"Particolare attenzione viene dedicata agli insediamenti presenti lungo le sponde del fiume Aniene, con squadre della Polizia Locale e della Sala operativa sociale che stanno lavorando per allontanare le persone dalle aree a rischio. Abbiamo già a disposizione 170 posti per l'accoglienza dei senza dimora. Le strutture comunali sono tutte in allerta e pronte a intervenire, insieme a oltre 60 organizzazioni di volontariato. La nostra sala operativa è attiva H24, al numero verde 800854854 o al numero 0667109200. Chiedo ai cittadini di prestare attenzione agli aggiornamenti meteo e alle indicazioni della Protezione civile della Regione Lazio", conclude la sindaca.

Gli studenti esultano sui social

Da "Virginia una di noi" a "quando fai ste cose sei più bella de mi madre" fino a "te amo tanto, ma solo quando fai così" a "l'anno prossimo ti voto". Sono i commenti di giubilo, scherzosi e in romanesco, che tanti studenti romani stanno riversando sotto l'annuncio fatto dalla sindaca di Roma delle scuole chiuse domani. "Allora hai un cuore", scrive un utente. "Mi hai salvato per italiano", aggiunge un altro. "Niente interrogazione di storia", esulta un terzo. Mentre un quarto chiede: "A Virgi chiudile pure martedì che c'ho la verifica di latino e storia". Ma non mancano nemmeno gli appunti ironici: "Rega l'ha chiuse perché non ci stavano abbastanza motoscafi messi a disposizione del Comune", "Però mo devo restituire la canoa"..

Pd: "Raggi scarica su famiglie la sua incapacità"

 "A Roma oggi è una splendida giornata di quasi sole. Peccato che a migliaia di mamme e papà come me sia costata tanto. Cara Virginia Raggi chi paga per babysitter e giornate di lavoro perso? chi paga per la tua incapacità di assicurare pulizia di caditoie, tombini e cura del verde? Insultare chi sabato ha manifestato in piazza contro il tuo non governo non ti bastava: ti sei dovuta anche vendicare". Lo scrive la responsabile comunicazione del Pd Roma, Claudia Daconto, sulla sua pagina Facebook a proposito della chiusura delle scuole ordinata per la giornata di oggi nella capitale.

Annullato il viaggio in Argentina

Intanto la sindaca su Instagram ha annunciato di aver "annullato il mio viaggio in Argentina, dove da oggi avrei dovuto partecipare all'U20, il summit sul clima delle capitali dei principali paesi del mondo. Ho ritenuto doveroso, vista l'allerta, restare in città per coordinare gli interventi ed essere vicina ai cittadini che dovessero vivere disagi e difficoltà". Nel post la sindaca fa il punto sull'emergenza maltempo e le misure prese, menziona il piano straordinario spazzamento foglie e pulizia caditoie, gli oltre 130 interventi di rimozione di rami e alberi caduti e i 170 posti per l'accoglienza dei senza dimora e sottolinea che particolare attenzione sarà riservata nelle prossime ore agli insediamenti lungo le sponde del fiume Aniene.Repubblica.it