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Lazio-Inter, allerta meteo all’Olimpico

Allerta meteo per 36 ore da domenica con picchi massimi nella giornata di lunedì. Il Dipartimento della Protezione Civile ha emesso un avviso di condizioni metereologiche avverse, con “precipitazioni sparse, anche a carattere di rovescio o temporale, in particolare sui settori interni”. “I fenomeni temporaleschi – si legge nella nota diramata dalla regione Lazio – saranno accompagnati da rovesci di forte intensità, frequente attività elettrica, locali grandinate e forti raffiche di vento”. Le autorità hanno già preso in carico la possibilità di stabilire di ora in ora se non ci saranno ripercussioni sulla gara Lazio-Inter, prevista la serata del 29 ottobre allo stadio Olimpico. Cittaceleste.it

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Il Flaminio pronto a risorgere, dal 29 ottobre via alla bonifica. Frongia: “Lazio? Non era nei piani di Lotito”

L' assessore allo sport del Comune di Roma Daniele Frongia ha comunicato che lunedì sarà il giorno della rinascita dello stadio Flaminio. Il 29 ottobre partirà un’opera di bonifica di stadio e area circostante, dal Villaggio Olimpico, Via Guido Reni, fino al Ponte della Musica. In seguito partirà la seconda fase del progetto, fase temporanea in cui:“Il Flaminio verrà utilizzato in modo limitato. In parallelo va avanti il progetto di Getty Foundation e La Sapienza per stabilire il tipo di intervento”. Poi l'ultima fase, continua Frongia: “Io e la sindaca Raggi abbiamo ricevuto una nota ufficiale del presidente del Coni Malagò contenente un progetto realizzato con la Fir per far tornare il Flaminio la casa del rugby. Interessi dal mondo del calcio? Ferrero aveva mostrato interesse senza approfondire, con la Roma non c’è mai stato nulla. Con la Lazio qualche dialogo, ma abbiamo capito che non faceva parte dei loro piani”. La posizione per la Lazio non avrebbe permesso la costruzione delle infrastrutture volute da Lotito, la città della polisportiva di cui si parlara ai tempi del progetto biancoceleste. Andrea Abodi, presidente dell'istituto per il credito sportivo, ha aggiunto particolari: "L'imprinting resterà quello del rugby, l'obiettivo è quello di avere un Flaminio finito, o quanto meno ben avviato entro il 2020".

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Roma, crolla scala mobile: chiusa stazione metro Repubblica. Feriti diversi tifosi del CSKA

La stazione Repubblica della metro di Roma è stata chiusa per il crollo di una scala mobile pare causato dai tifosi russi del Cska. Stasera all'Olimpico è in programma Roma-Cska Mosca per la Champions League. Alcuni degli stessi tifosi sarebbero rimasti incastrati fra le lamiere. Scesi in metro per raggiungere lo stadio e probabilmente ubriachi i tifosi si sono messi a saltare sulla scala mobile che alla fine è crollata. I feriti hanno lesioni principalmente alle gambe. E' di 20 feriti, di cui uno in codice rosso, il primo bilancio del cedimento della scala mobile. Il dato è stato comunicato dalla Prefettura alla Protezione Civile. Degli altri 19 feriti, quasi tutti russi, 8 sono in codice giallo e 11 verde. Ballavano e cantavano, fino a quando la scala mobile ha ceduto. E' quanto avrebbero raccontato diversi testimoni alle forze di polizia e ai soccorritori che stanno intervenendo nella stazione della metro di piazza della Repubblica. In Piazza della Repubblica, davanti alla stazione della metro di Roma, un giovane è stato caricato su un'ambulanza, mentre un altro è stato bloccato dalle forze dell'ordine. Dalle prime ricostruzioni dei soccorritori viene la conferma che l'incidente sarebbe avvenuto sulla scala mobile della metropolitana. Nella piazza decine di mezzi di soccorso, il traffico è bloccato per metà. Sono presenti carabinieri, polizia, vigili del fuoco, vigili urbani e molte ambulanze.

ansa.it 

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Tor di Valle – Raggi: “A meno di disastri andiamo avanti. Aspettiamo il Politecnico di Torino sul nodo trasporti”

Mentre da Piazzale Clodio le indagini non si fermano ma anzi proliferano – di 10 giorni fa la notizia dell'apertura di due nuovi filoni contro ignoti con l'ipotesi di abuso d'ufficio – Virginia Raggi torna a parlare dell'iter procedurale dello stadio di Tor di valle. La sindaca si è espressa così ieri a margine dell'evento Coldiretti al Circo Massimo. «A meno che non ci sia un disastro epocale, cosa che escludo perché tutte le istituzioni in conferenza dei servizi hanno dato l’okay, si procederà con lo stadio della Roma, eventualmente apportando quelle modifiche che servono”, ha spiegato senza entrare nel dettaglio, le variazioni dovrebbero riguardare la mobilità, leggi Ponte di Traiano e/o Ponte dei Congressi. Sulle ipotesi trasporti e traffico illustrate negli studi della 2P giallorossa, Pallotta e Parnasi, il Campidoglio, senza apparente pronuncia formale, ha affidato una verifica al Politecnico di Torino. «Aspettiamo la risposta sulla questione trasporti, che dovrebbe arrivare entro un mese e mezzo, al massimo entro la fine dell’anno – ha precisato la prima cittadina – È evidente che per l’amministrazione andare avanti è importante, però lo stadio deve essere fatto bene ed è necessario fugare tutte le ombre. Se ci sono dei dubbi su un elemento vanno chiariti, e nel caso bisogna recuperare quel minimo che non è stato fatto». Giova ricordare come il Ponte di Traiano, presente nella delibera di interesse pubblico approvato dalla Giunta Marino, intervento a carico dei proponenti, nella rivisitazione made in Raggi era sparito per “tagliare” la cubatura legata alle torri di Libeskind. E se il Ponte tornasse necessario chi lo pagherebbe?

GLP

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Derby, ecco il piano sicurezza

Pronto il piano sicurezza per il derby di sabato pomeriggio Roma-Lazio, un match da sempre molto delicato sotto il profilo dell'ordine pubblico. Il questore Guido Marino ha presieduto oggi il tavolo tecnico in vista dell'incontro allo stadio Olimpico che inizierà alle 15. L'apertura dei cancelli avverrà due ore prima dell'inizio della partenza.

Confermate le ordinanze prefettizie che vietano nella zona dello stadio la vendita per asporto e il trasporto in strada, sin da 3 ore prima e 2 ore dopo il termine dell'incontro, di bevande in bottiglia o in contenitori in vetro ad eccezione di generi alimentari di prima necessità confezionati esclusivamente in vetro.

Una task force composta da polizia, guardia di finanza e polizia locale, coordinata dal dirigente della Polizia Amministrativa della Questura, vigilerà sul rispetto delle ordinanze prefettizie ed effettuerà un servizio anti bagarinaggio, parcheggiatori e venditori abusivi. 

 

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Derby, piano sicurezza: 1500 agenti impegnati

Domani la Lazio sarà impegnata nella trasferta di Udine e sabato poi sarà tempo di derby. In occasione della stracittadina la Questura ha già messo a punto il piano di sicurezza: secondo quanto riporta Leggo gli agenti che verranno impiegati saranno circa 1.500 a pattugliare lo stadio e le zone antistanti. L’obiettivo sarà come sempre quello di non permettere alle due tifoserie di venire a contatto prima, dopo o durante il match. La Polizia sarà presente sulla sponda del Tevere e nella zona del Foro Italico e saranno presenti anche alcuni agenti della Digos. I tifosi della Roma arriveranno allo stadio da Piazzale Clodio, Ponte della Musica e ponte Duca d’Aosta; i supporters della Lazio invece da Tor di Quinto e Ponte Milvio.

 

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Lazio-Apollon: obiettivo 20 mila, 800 ospiti, pronto il piano di sicurezza

Sono circa 20mila gli spettatori attesi domani sera allo stadio Olimpicoper la partita di Europa League Lazio-Apollon Limassol. Di questi circa 800 i tifosi ospiti ciprioti. È andato in scena questa mattina il tavolo tecnico, presieduto dal Questore Guido Marino, per mettere a punto le misure di sicurezza in vista del match. I cancelli apriranno alle 17.

TIFOSI OSPITI – Particolare attenzione è stata riservata all'accoglienza dei tifosi ospiti i quali sono stati invitati a raggiungere sin dalle ore 15 il "punto di raccolta" in piazzale delle Canestre, a Villa Borghese, da dove saranno accompagnati allo stadio. Restano confermate le ordinanze prefettizie che vietano la vendita per asporto e il trasporto in strada, fin da 3 ore prima e due ore dopo il termine dell'incontro, di bevande in bottiglia o in contenitori in vetro, ad eccezione di generi alimentari di prima necessità confezionati esclusivamente in vetro. Queste misure sono state estese, nelle aree del Tridente e di piazzale delle Canestre dalle ore 19 di stasera fino alle 24 di domani.

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Indagine Tor di Valle, l’agenda della segretaria di Parnasi rafforza le tesi della Procura

Il rimedio Lanzalone: «Ho visto il biglietto da visita di Lanzalone — è il racconto di Elisa Melegari, segretaria del costruttore Luca Parnasi — quando la Raggi voleva bloccare il progetto – stadio». Fin dal principio, dunque, Luca Lanzalone, avvocato genovese, ex presidente di Acea, arrestato per corruzione il 13 giugno scorso, si propone di mediare fra il Campidoglio e i costruttori. É un ruolo e un destino. La segretaria dell’ex presidente della Eurnova prosegue, agenda alla mano: «Lanzalone era stato nominato consulente comunale (a Genova, ndr) e io l’ho associato a Grillo perché sapevo che aveva uno studio a Genova. Ho saputo poi che era diventato presidente Acea (accade ad aprile 2017, ndr) e Luca mi aveva chiesto di chiamare la sua segretaria per fissare con lui un pranzo. Dall’agenda visionata sul telefono è un appuntamento del giorno 11 maggio 2017». Ne seguiranno altri diciotto, tutti fra Roma e Milano, molti in centro storico (gettonatissimo il caffé Doney a via Veneto e Ciampini a San Lorenzo in Lucina, ma anche i caffè in piazza di Pietra) alcuni a pranzo. Le intercettazioni e i riscontri dei carabinieri riempiono gli spazi vuoti, quello che la Melegari non può colmare perché non sa («Non conosco — dice — le ragioni dei rapporti di Luca Parnasi e Lanzalone»). Sta di fatto che nel giro di poco l’avvocato genovese si trasforma nel «Mr Wolf» del costruttore, l’uomo che risolve problemi per conto di Parnasi. Ruolo che gli verrà rapidamente riconosciuto. Il verbale, fin qui inedito della segretaria del costruttore, ha due immediate implicazioni. Primo: Lanzalone viene reclutato da subito per la funzione che riveste in Comune. Secondo: il no iniziale allo stadio da parte dei Cinquestelle è la molla che fa scattare questa esigenza. Non basta tuttavia. La bulimia relazionale di Parnasi che fa di tutto per non restare politicamente scoperto include una serie di incontri con Ferrara (ex capogruppo dei pentastellati, indagato per traffico di influenze) appunto: «Dall’agenda — spiega la Melegari al pm Barbara Zuin — posso visionare un appuntamento il 16 gennaio 2018 al Trinity College alle 19. Se non ricordo male era presente anche Giulio Mangosi. Rilevo un altro appuntamento il 26 gennaio alle ore 11.30 in Parsitalia con Parnasi, Mangosi e Luca Caporilli. Ricordo comunque alcuni appuntamenti con Ferrara ad Ostia». Nei giorni scorsi i magistrati hanno deciso di chiedere il processo con rito ordinario per gli indagati (ai quali si sono aggiunti nuovi politici e funzionari): «Decisione apprezzabile — commenta il difensore di Parnasi, Emilio Ricci — il tempo giocherà in nostro favore».

Fonte: Il Corriere della Sera

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Derby, posticipata a domenica 30 la manifestazione del PD

«Scendiamo in piazza per costruire un’alternativa alla politica dell’odio, del declino, dell’isolamento e della paura. Scendiamo in piazza perché tante persone vogliono un Paese diverso: più giusto, più forte, più solidale, aperto al mondo e al futuro. Le paure e le preoccupazioni che hanno i cittadini vanno riconosciute e possono essere superate soltanto insieme; soltanto unendo le forze perché nessuno si senta solo. Scendiamo in piazza perché costruire questa alternativa democratica è il nostro impegno. Vogliamo riorganizzare il campo delle forze progressiste, un progetto ampio, aperto a tutti i cittadini, le organizzazioni, le realtà sociali che credono nei valori dell’uguaglianza, della solidarietà, della multiculturalità, della scienza e di una crescita più giusta in coerenza con l’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile. Per questo dobbiamo ricostruire un progetto capace di animare le intelligenze, i sogni, le passioni, la fiducia nel futuro soprattutto dei giovani, delle ragazze e dei ragazzi che devono essere i protagonisti dei prossimi anni. Ogni giorno che passa diventano sempre più evidenti i pericoli del governo giallo-verde, alla cui inaffidabilità gli italiani rischiano di pagare un prezzo molto alto. Un “prezzo” economico perché le fatiche e i sacrifici di cittadini, famiglie e imprese sono messi a rischio dall’irresponsabilità di un esecutivo ideologico, nemico degli investimenti e dello sviluppo, piegato agli interessi di chi vuole un paese più debole ed esposto all’instabilità finanziaria.
 Un “prezzo” sociale e culturale perché le politiche di questo Governo rischiano di alimentare divisioni e rancore nelle nostre comunità, a partire da chi è in difficoltà. Dietro la propaganda e il clamore sui social, oltre lo sdoganamento del razzismo, le scelte di fondo di questo Governo portano a un impoverimento dei ceti medi e a un arricchimento di chi ha già di più, come accadrà con la flat tax. La scuola ricomincia nel caos “vaccini” creando inquietudine nelle famiglie, in particolare quelle con bambini immunodepressi: siamo al fianco delle famiglie, degli insegnanti, dei presidi, dei medici e ribadiamo che sulla salute dei più piccoli non si scherza. Noi crediamo nella scienza e nel lavoro di medici e ricercatori, mentre il Governo asseconda fanatismi medioevali. Nello stesso tempo, ribadiamo l’urgenza di un rinnovato impegno educativo contro l’intolleranza proprio a partire dalle scuole. In politica estera questo Governo simpatizza con Orban, Putin, Trump e con i nazionalisti di ogni provenienza e sceglie apertamente la linea della distruzione dell’Unione europea. Una scelta che rischia di indebolire drammaticamente il nostro paese perché gli interessi di tutti gli italiani, oggi e in futuro, si possono proteggere e promuovere soltanto dentro il progetto comunitario. Lavoriamo per un’Europa che assicuri diritti comuni inviolabili: diritto al lavoro e a un reddito che consenta di vivere, diritto all’assistenza sanitaria, diritto all’istruzione e alla formazione, diritto alla sicurezza, diritto a respirare un’aria più pulita e mangiare un cibo più sano. Oltre l’ideologia dell’austerità che tanto male ha fatto in questi anni.
Noi non dimentichiamo che proprio l’Europa è nata per garantire pace e giustizia e fino a qui ha consentito a milioni di persone di vivere senza guerre e conflitti. Lo dobbiamo ricordare a maggior ragione ora, guardando anche ai conflitti aperti nel Mediterraneo a cominciare dalla preoccupante situazione in Libia. L’Italia deve guidare il cambiamento europeo al pari degli altri grandi paesi fondatori, non può ridursi ad essere il teatro delle scorribande di altre potenze globali che hanno interesse a indebolire l’Europa. L’Italia deve costruire una prospettiva di equità, di giustizia e di solidarietà, oltre le paure e il rancore.
Per queste ragioni diamo appuntamento a tutti coloro che credono in un Paese diverso per Domenica 30 settembre alle ore 14 a Roma a Piazza del Popolo. Sarà il primo passo di una stagione di partecipazione e d’impegno. Con il PD e tanti altri. Per l’Italia, per il nostro futuro». comunicato PD

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Indagine Tor di Valle, i pm potrebbero chiedere il giudizio immediato per gli imputati

Secondo quanto riportato oggi dal Tempo, i giudici di Piazzale Clodio starebbero pensando a diverse ipotesi per proseguire l'indagine relativa all'impianto che dovrebbe sorgere a Tor di Valle. Si parla in particolare di GIUDIZIO IMMEDIATO, ovvero i PM potrebbero chiedere il dibattimento di I Grado subito per Parnasi e gli altri imputati – finiti nella retata del 13 giugno scorso –  per accuse che vanno dall'associazione a delinquere finalizzata alla corruzione, fatturazioni false e altro. Per ottenere l'ok a tale richiesta i PM devono dimostrare di avere prove evidenti della colpevolezza così da saltare l'Udienza preliminare. L'altra strada è quella della richiesta di rinvio a giudizio che poi, in caso di accoglimento, innesterebbe il procedimento partendo dall'udienza preliminare.