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La frustrazione di Di Francesco furioso: ecco la frase urlata alla panchina della Lazio…

ROMA – Tensione finale durante il match tra Lazio e Cagliari. Il tecnico dei sardi, Eusebio Di Francesco, si è scatenato contro i raccattapalle dell’Olimpico, rei, secondo lui, di non agevolare la ripresa del gioco dei suoi calciatori. Ne è nato un piccolo battibecco a distanza con la panchina biancoceleste: “Se lui va lì e non gli dà il pallone, almeno stai zitto… fate i furbi”, si è ascoltato dall’audio ambientale. La partita era alle battute finali, il Cagliari, sotto 1-0, aveva tutta la voglia di fare presto nelle rimesse laterali e di giocarsi il pareggio. Lo stesso Di Francesco poi, in conferenza stampa, ha archiviato il fatto: “Non mi sono piaciuti alcuni atteggiamenti e alcune perdite di tempo. Ma sono cose di campo, c’è stato un po’ di nervosismo, ma è finito tutto".

corrieredellosport.it

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Incredibile Messi: il Barcellona lo pagherà anche se dovesse andare al PSG!

Che la fine dell'era Messi a Barcellona fosse ormai segnata, che non si potesse più tornare indietro, era ormai chiaro a tutti. Troppe incomprensioni, troppi scandali, troppi anni, troppi gol, troppo tutto. Ma che finisse così, in questa maniera, rinfacciandosi perfino i soldi e le colpe, era difficile anche solo immaginarlo. Neanche in certi volgarissimi divorzi fra milionari e soubrette. E invece è successo che il clamoroso scoop di El Mundo , con la pubblicazione in prima pagina del contratto di Leo da oltre mezzo miliardo di euro in quattro anni, ha avuto l'effetto di una gigantesca esplosione. Nulla sarà più come prima. Perché se prima esisteva anche solo una minima possibilità di un colpo di scena, di un lieto fine, ora è stata spazzata via: Messi ha deciso, questo è troppo, a giugno se ne andrà. Il suo contratto scade fra quattro mesi, significa che può firmare già ora un preaccordo. Con chi? Tutti lo vogliono, ma pochissimi se lo possono permettere. Tutto sembra portare al Psg, dove la Pulce ritroverebbe l'amico Neymar e un allenatore argentino, Pochettino, che sta già studiando il modo di farli giocare insieme a Mbappé. L'ultimo indizio lo hanno rivelato quelli di Canal+, raccontando che i Messi da qualche mese stanno studiando il francese. Non l'inglese, che servirebbe in caso di passaggio al Manchester City del vecchio amico Guardiola, che comunque non mollerà. E nemmeno l'italiano, che gli avrebbe fatto comodo in caso di sbarco a Milano. È noto che l'Inter un'estate fa ci ha pensato sul serio, ma ora la situazione è cambiata: troppo incerta la situazione societaria, ma troppi anche gli oltre 50 milioni netti di stipendio che Leo chiederà anche al suo nuovo datore di lavoro. Per la precisione, dal 2017 a oggi il Barcellona ha versato a Messi 555.237.619 euro, vale a dire quasi 139 milioni lordi a stagione, circa 70 netti. Una cifra monstre che include parte fissa e variabile. Alla firma nel 2017 gliene hanno dati 115 milioni. C'è anche una seconda rata da 39 milioni del «premio fedeltà» che gli dovrà essere saldata il 15 luglio, «indipendentemente che se ne sia andato o no». Una bella beffa. Leggendo fra le pieghe del contratto, si nota poi come la parte variabile fosse poi in realtà facilmente raggiungibile: Lionel ha già incassato il 92% dello stipendio massimo, cioè quasi 511 milioni di euro. A stagione, sono 127,7 milioni lordi, 60 netti. Una cifra che di certo ha contribuito ad aggravare i conti del club, che ha appena annunciato un indebitamente superiore al miliardo: 1.137 milioni. Il senso dello scoop, o meglio il vero obiettivo di chi ha passato il documento ai giornalisti, era esattamente questo: mettere in cattiva luce il fuoriclasse, collegando la crisi finanziaria della società con lo stipendio della Pulce. Eloquenti i titoli che accompagnavano le cifre: «Come ha ricompensato in questi anni il club il giocatore argentino?». Il Barcellona ha negato responsabilità sulla pubblicazione e minaccia cause legali contro il quotidiano per lo scoop che è ovviamente legato alla faida interna per le attesissime elezioni presidenziali del 7 marzo. Ma il campione è furibondo e vuole i responsabili. Giustamente non accetta di passare per il male del Barça, dopo aver vinto 34 trofei in 15 anni fra cui 10 campionati e 4 Champions. Di certo non è stato lui a buttare 400 milioni per Coutinho, Dembelé e Griezmann, né a farsi scappare Suarez che ora è in testa alla Liga con l'Atletico, né è sua la colpa di una pandemia globale che rischia di mandare sul lastrico i conti delle aziende di tutto il pianeta. Voleva andarsene, non l'hanno lasciato, ora gli addossano ogni colpa. Più che un club, uno scaricabarile.

Il Corriere della Sera

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Correa e Desiré, fine della storia d’amore: “Non torno a Roma”

Joaquin Correa e Desiré Cordero non stanno più insieme. La notizia circolava da qualche mese, ora l’annuncio ufficiale della modella spagnola su Instagram: “Non torno più a Roma. Io e Joaquin non stiamo più insieme, andiamo avanti per strade separate. Chiedo solo rispetto e privacy e niente più domande per favore”. Il giocatore della Lazio aveva passato le vacanze natalizie nella Capitale insieme alla sua famiglia e di Desiré non c’era già traccia. I due facevano coppia da circa tre anni, si erano conosciuti a Siviglia quando il Tucu giocava lì. Fine della storia, il calciatore pensa alla Lazio ora. È appena rientrato dopo un infortunio muscolare, ha voglia di concentrarsi solo sul calcio. Sul proprio profilo Instagram niente più foto della sua ormai ex fidanzata. Storia d'amore finita davvero.corrieredellosport.it

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Spezia da Papa Francesco “Bravi, il tango è la musica due per quattro”

La vittoria all'Olimpico in casa della Roma, la qualificazione ai quarti di finale di Coppa Italia e gli elogi di Papa Francesco. La magica serata dello Spezia, ha avuto un prologo eccezionale anche stamane. "Prima di tutto, complimenti, perché ieri siete stati bravi. Complimenti! In Argentina si balla il tango e il tango è la musica due per quattro [si basa sul tempo dei due quarti]. Voi oggi siete 4 a 2 [si riferisce alla vittoria della sera precedente], va bene. Complimenti e coraggio!". Le parole che il Papa ha rivolto allo Spezia durante la visita della squadra, prima dell'udienza generale. "Grazie per questa visita, perché a me piace vedere lo sforzo dei giovani e delle giovani nello sport, perché lo sport è una meraviglia, lo sport "porta su" tutto il meglio che noi abbiamo dentro. Continuate con questo, perché ti porta a una nobiltà grande. Grazie per la testimonianza", ha aggiunto Papa Francesco. (ITALPRESS)

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Mughini: “La Ferilli? Ai miei tempi tifava Lazio…”

“Sabrina Ferilli simbolo della Roma? Ai miei tempi era arcinoto che fin da bambina tifasse per la Lazio, ve la do come notizia, era risaputo”. Ha parlato così, Giampiero Mughini, negli studi di Tiki Taka, programma condotto da Piero Chiambretti. Una notizia-non notizia, come ammesso dall’opinionista tv, che già 18 anni fa fece diverso clamore. La Ferilli addirittura portò in tribunale “Il Processo di Biscardi” chiedendo 1,5 milioni di euro per aver “leso gravemente la vera identità personale”. In un servizio venne definita “voltagabbana”. Il riferimento era ad un'intervista del '94 in cui l'attrice e soubrette, bandiera del tifo romanista, dichiarava di essere tifosa della Lazio. Al centro della querelle appunto, l’articolo del giornale ‘L’Unità’, in cui la giovane attrice di Fiano Romano ammetteva: “Sono burina e laziale”. Un caso risollevato da Mughini che torna a far discutere.

 

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Oggi 44 anni senza Re Cecconi. Capitan Lulic spegne 35 candeline

Tanti auguri a Senad Lulic. Il capitano della Lazio, dopo la convocazione nel derby a quasi un anno di distanza, oggi compie 35 anni, le candeline potrebbero essere rappresentate da qualche minuto in campo contro il Parma nella sfida al Parma in programma giovedì sera in Coppa Italia. Il 18 gennaio petrò porta alla mente anche un triste vaddio, quello di Luciano Re Cecconi, spirato nel 1977 a seguito di un colpo espoloso da un gioielliere nel quartiere Fleming. A Cecco, ai suoi affetti, in particolare al figlio Stefano, la vicinanza di tutta Radiosei.  

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E’ Caicedo-mania, in Ecuador lo esaltano: “Un mito!”

Felipe Caicedo segna a più non posso e la Lazio riprende a volare. I suoi gol sono messaggi rivolti al presidente Claudio Lotito: venderlo in questo momento, con questa forma strepitosa, sembrerebbe proprio un suicidio. Reclamava spazio, Felipao. E Inzaghi, con Correa fuori, lo ha accontentato. Sei marcature in campionato fin qui (7 contando la Champions), può battere il suo record stagionale di 9 reti dello scorso anno.

Celebrato come un mito

Le gesta di Caicedo arrivano anche in Ecuador. Il paese guarda con attenzione le sue prestazioni, il popolo spera sempre in un ripensamento per tornare in nazionale. Ipotesi accantonata già da tempo. Il Panterone pensa solo alla Lazio. “Un mito”, commentano i suo connazionali. Che a fine 2020, tramite il sondaggio lanciato dal giornale Diario El Comercio, lo hanno votato come secondo “miglior legionario”, ovvero il calciatore preferito ecuadoriano che gioca all’estero. L’attaccante battuto solo da Angel Mena, goleador del León, in Messico. Ora il derby, in cui Caicedo vuole essere di nuovo protagonista. La stracittadina amplifica ogni grande prestazione. L'Ecuador attende notizie. corrieredellosport.it

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La Salernitana vola a Monza ma l’aereo è quello della Lazio

Ha destato curiosità, ma anche tante polemiche, la scelta della società di "prestare" alla Salernitana l'aereo della Lazio per raggiungere la trasferta di Monza. Non sappiamo quali siano i motivi alla base di questa decisione piuttosto singolare e che acuisce il malcontento di quei tifosi che battono continuamente sul tema della doppia proprietà e della succursale, certamente i messaggi sul web testimoniano un disagio di quelle persone che vivono in modo viscerale la passione per i colori granata e che rivendicano senso d'appartenenza. Non c'era il cavalluccio, ma l'aquila. Non c'era scritto U.S.Salernitana 1919 ma Lazio. In un momento in cui il clima si stava rasserenando e anche i più scettici si stavano riavvicinando alla prima realtà calcistica cittadina dopo un'estate a dir poco turbolenta, ecco questo episodio che rischia di incidere negativamente. "Da squadra B ci presta anche gli aerei" e "Nessuna vittoria può cancellare questa offesa" due dei commenti più gettonati sul web, mentre c'è anche chi replica in modo ironico dicendo che "finalmente avrete un argomento per andare contro la Salernitana, visto che Della Valle non è venuto e siamo in alta classifica". Di certo c'è che la stessa società non si sarebbe aspettata di essere immortalata presumibilmente all'aeroporto di Roma mentre i giocatori aspettavano di salire a bordo della carovana…biancoceleste. La speranza si sia trattato di una situazione di estrema emergenza causa maltempo (anche a Monza neve e freddo, gara ad ora non a rischio grazie ai teloni), viceversa sarebbe una sorta di autogol inaspettato e che si poteva evitare. Perchè questo cordone ombelicale va definivamente tagliato e bisogna dimostrare con i fatti che Salerno e Lazio vivono due percorsi autonomi. Può sembrare una polemica sterile, ma riteniamo che l'identità delle nuove generazioni e dei calciatori stessi si costruisca a partire dalle piccole cose. tuttosalernitana.com

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Fratelli Insigne in gol nello stesso match: un precedente in Inter-Lazio del 1949

I gol realizzati dai fratelli Insigne in Benevento-Napoli rappresentano quasi un unicum nella storia del calcio. Come riporta La Gazzetta dello Sport infatti, il 4 dicembre 1949 nella vittoriosa trasferta della Lazio in casa Inter per 2-1, a volare la porte furono i fratelli ungheresi Nyers. Istvan (nato il 25 marzo 1924) siglò il momentaneo vantaggio nerazzurro al 36', mentre il fratello Ferenc (3 marzo 1927), realizzò la marcatura decisiva. In serie B invece il 18 novembre 2018, in Sepzia -Benevento, segnarono i fratelli Ricci.    

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Lazio e Atalanta escluse: ecco le sei partite in chiaro su Canale 5 dei gironi di Champions

Mediaset ha reso note le partite della fase a gironi della Champions League 2020/21 che trasmetterà in chiaro. Escluse Atalanta e Lazio: su Canale 5 verranno trasmesse tre partite della Juventus e altrettante dell'Inter. Ecco il programma.

Mercoledì 21 ottobre: Inter-Borussia Moenchengladbach

Mercoledì 28 ottobre: Juventus-Barcellona

Martedì 3 novembre: Real Madrid-Inter

Martedì 24 novembre: Juventus-Ferencvaros

Martedì 1° dicembre: Borussia Moenchengladbach-Inter

Martedì 8 dicembre: Barcellona-Juventus