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La rabbia di Leiva: “E’ sempre così”

Ha corso, lottato, dominato a centrocampo. Lucas Leiva è tornato se stesso, nella serata di ieri il brasiliano ha sfoderato la migliore prestazione della stagione contro la Juventus. Dopo una grande partita, il calcio di rigore ha mandato su tutte le furie il centrocampista. "E' sempre così, per voi è sempre così". Questo il labiale catturato dalle immagini Sky dopo il fischio di Guida. Parole di rabbia e frustrazione anche all'indirizzo di Chiellini che cercava un confronto. 

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Immobile a Inzaghi: “Ma non dovevamo essere più offensivi?”

Un gol per sbloccarsi in Serie A, dopo la doppietta in Coppa Italia. Ciro Immobile ha ripreso il cammino in campionato, nonostante la sua rete non abbia realmente inciso nel risultato finale. L'attaccante di Torre Annunziata è stato servito poco, ha avuto palloni giocabili col contagocce ma comunque è riuscito a buttarne dentro uno. Che la partita non fosse come Ciro se l'aspettava si era capito subito, già alla mezzora del primo tempo quando rivolgendosi verso la propria panchina ha domandato: "Ma non dovevamo essere più offensivi?". Più che una critica, una constatazione del momento buio li davanti, col Napoli che teneva la partita per le redini. Nel secondo tempo, anche grazie all'inseriemnto di Correa, le occasioni sono leggermente aumentate e alla fine il gol tanto cercato è arrivato.

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Sorpsasso al San Paolo: Inzaghi fa 132 e supera Reja

Inzaghi entrerà di diritto nei giganti della Lazio. Una carriera quasi interamente dedicata ai biancocelesti, prima da giocatore e poi da allenatore. Da quando ha preso le redini della squadra (nel post Pioli e nel semi-post Bielsa) Simone ha guidato la Lazio per ben 131 incontri, eguagliando le panchine di Edy Reja. Domenica sera al San Paolo festeggerà il sorpasso al goriziano (che sarà in tribuna) e diventerà di diritto (con 132 gare) il sesto tecnico per presenze della storia della società biancoceleste. Ancora lontani Maestrelli (183) e Dino Zoff, primo con 202.

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Acerbi e la rivincita contro il vecchio nemico Manganiello

ROMA Ha esultato senza guardare l'arbitro, perché era «sicuro stavolta di non essere in fuorigioco». Francesco Acerbi è soddisfatto, uscendo dallo stadio Olimpico. Contro il Cagliari ha ritrovato la vittoria e il gol, a cinque giorni dalla beffa di Bergamo. Con l'Atalanta aveva gridato a vuoto: il suo colpo di testa vincente annullato per un offside millimetrico su segnalazione dell'addetto al Var, Gianluca Manganiello. Lo stesso che ieri era in campo all'Olimpico per arbitrare il match con i sardi. Ironia del destino e rivincita personale per il centrale della Lazio, che lunedì e martedì non era «riuscito a dormire» per l'episodio. Delusione e rammarico spazzate via in colpo solo con la rete del 2-0. Un gol cercato, voluto e sognato. Prima il tentativo di testa, provando l'anticipo su Pisacane. Subito dopo la zampata vincente, da vero «Leone», battendo sul tempo il difensore. Braccia larghe, testa alta e petto in fuori: una corsa liberatoria conclusa con l'abbraccio dei compagni. Senza togliersi la maglia, per non incorrere nella sanzione già rimediata nell'ultima trasferta dopo la rete non convalidata. 
DEDICA AI TIFOSI«Fare gol è una gioia indescrivibile, ma poter esultare con voi è ancora meglio» scrive Acerbi su Instagram. Un post per celebrare il 3-1 sul Cagliari e ringraziare tutti i tifosi, che dal suo arrivo lo hanno sempre sostenuto. Ieri è arrivato anche il primo coro dalla Curva Nord. Nome e cognome del numero 33 scanditi a gran voce dallo stadio. Un tributo a un giocatore che non molla mai: dopo ieri sono 145 le partite giocate consecutivamente. Numeri impressionanti per il leader della difesa laziale. Cambiando il modulo, il risultato non cambia: Acerbi si rivela sempre una certezza in termini di rendimento e personalità. 
LEADERPiù concreto che spettacolare, Francesco ha fatto dimenticare il fantasma di Stefan de Vrij. Una mossa azzeccata dalla società in estate su consiglio di Simone Inzaghi. Il tecnico non perde occasione per ribadire con quanta forza abbia indicato il suo nome per sostituire l'olandese partente. Il mister non riesce più a farne a meno e gli ha affidato le chiavi del reparto arretrato. Una responsabilità che Acerbi ha accettato, infondendo sicurezza anche ai compagni di squadra, che dal primo giorno lo «hanno accolto nel migliore dei modi». I colleghi di reparto gli chiedono consigli e cercano di rubargli i trucchi del mestieri, gli altri ne apprezzano la personalità fuori dal campo. Non a caso durante la cena di Natale era al tavolo dei senatori italiani, insieme a Immobile e Parolo.

Il Messaggero

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C’è anche la sfortuna: Lazio prima in Italia per pali colpiti

La Lazio sbatte sui pali. Più che una metafora, i biancocelesti sono primi in Italia per legni colpiti (7) e quarti in europa dietro Barcellona (12), PSG e Real Madrid (8). Gli ultimi due consecutivi, a Verona col Chievo (sarebbe stato il vantaggio) e contro la Samp (sarebbe valso il pareggio). Insomma, anche il fattore destino sta recitando la sua parte in questo periodo negativo.

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Lazio-Samp, ci sarà anche pronipote fondatori

Il 9 Gennaio 1900 il suo bisnonno Arturo Balestrieri fu tra i fondatori della Lazio. L’8 dicembre 2018, domani, il piccolo Lorenzo, 6 anni, entrerà in campo insieme ai giocatori dell’incontro con la Samp. Di cognome fa Iavarone, come papà Paolo; mamma Erika è figlia di un figlio di Arturo, che fu campione italiano nei 10.000 metri di marcia, ottimo nuotatore, arbitro di pugilato e giornalista della Gazzetta dello Sport. Lorenzo vive ad Albissola, in provincia di Savona; sua madre gareggia nel nuoto tra i Master ed è in contatto con LazioWiki, che nel 2012 scoprì dov’era sepolto (a Cremona) nonno Arturo. Grazie ai buoni uffici dell’enciclopedico sito, domani, dopo 118 anni, la sua famiglia vivrà un’altra grande emozione.laziopress

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Mamma Patricia racconta Luiz Felipe: “E’ un predestinato, Ramos per il nonno…”

Il difensore della Lazio Luiz Felipe Ramos Marchi, meglio noto come Luiz Felipe, è arrivato dalla Serie D brasiliana, giocava nell’Ituano appunto quando il DS della Lazio Tare decide di portarlo a Roma. Il difensore classe  97′ però viene subito girato in prestito alla Salernitana. Dopo una stagione poco fortunata in terra campana, la Lazio lo riporta nella capitale alla fine del prestito e decide di inserirlo gradualmente nell’organico. Quest’anno Luiz Felipe sembra aver conquistato la fiducia di mister Inzaghi, essendo titolare o prima scelta nel ruolo di centro-destra della difesa a 3. Luiz Felipe è un difensore molto veloce e rapido, dotato di un ottimo anticipo, il centrale perfetto per caratteristiche, in affiancamento ad Acerbi e Radu, Ramos ha ampi margini di miglioramento, vista la giovane età, e può diventare il futuro centrale titolare della Lazio. In un’intervista la madre ha raccontato la storia di Luiz Felipe Ramos. Ramos appunto è il nome che gli è stato dato in onore di suo nonno, il suo primo mentore calcistico, deceduto troppo presto per vederlo giocare a grandi livelli, le parole di sua mamma: “Dopo che suo nonno è venuto a mancare, lui è diventato il vero uomo di casa“. “Il suo futuro era già scritto nel suo nome. Lo abbiamo chiamato Luiz perché così si chiamava suo nonno, Felipe invece in onore di Scolari, l’ex ct del Brasile“. “Il suo soprannome è Fefé, da piccolo tifava il Corinthians e il suo idolo era Rivaldo“. Sulla Lazio: “È stato tutto molto veloce. Ne siamo venuti a conoscenza a luglio e ad agosto ha preso l’aereo per l’Italia“. Sulla possibilità di vederlo un giorno con la maglia della Nazionale italiana, in virtù di un bisnonno nato a Vicenza e poi emigrato in Brasile: “Sono felice per lui. Ho sempre creduto nella sua forza e nella sua caparbietà“.

 Cittaceleste.it

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UN MISTER NELLA STORIA – Tanti auguri, Eugenio Fascetti compie 80 anni

Oggi iol mister dei meno 9 Eugenio Facsetti compie 80 anni. Al tecnico viareggino gli auguri di tutta Radiosei. Di seguto la scheda biografica di Laziowiki.

Centrocampista ed allenatore, nato a Viareggio (LU) il 23 ottobre 1938.

Calciatore
Mentre frequenta il Liceo Classico gioca nelle giovanili del Pisa, viene provato dalla Lazio nel corso dell'allenamento Lazio Rossi-Lazio Bianchi 2-3 del 7 giugno 1956. Non viene acquistato e passa al Bologna dove esordisce in serie A contro la Lazio il 7 ottobre 1956. Dopo quattro stagioni in maglia rossoblu il passaggio alla Juventus dove rimane però un solo anno prima di essere ceduto al Messina nel 1961/62. La Lazio lo preleva dai siciliani nell'estate 1964. Disputa una stagione in maglia biancoceleste per poi ritornare nella squadra peloritana. Con la Lazio colleziona 12 presenze in Campionato. In seguito gioca con Savona, Lecco e Viareggio.

Allenatore
Inizia la carriera di allenatore nella Fulgorcavi di Latina. Dopo aver frequentato il supercorso di Coverciano, diventa allenatore del Varese in Serie B nel 1978/79. Resterà quattro stagioni alla guida dei varesini che sfiorano la promozione in A nel 1981/82, sfumata proprio nella partita persa contro la Lazio per 3-2 con tripletta di Vincenzo D'Amico. Nel 1983/84 viene assunto dal Lecce. Al secondo anno ottiene la promozione in Serie A, ma l'anno successivo retrocede non prima di aver fatto perdere lo Scudetto alla Roma vincendo all'Olimpico per 3 a 2. Nel 1986 il presidente Gian Marco Calleri lo porta alla Lazio. Nonostante i 9 punti di penalizzazione, la squadra arriverà in alcuni momenti a lottare per la promozione, ma in realtà si salverà dalla retrocessione solo agli spareggi di Napoli con Taranto e Campobasso. La promozione verrà però centrata nella stagione successiva (1987/88). A causa di incomprensioni profonde con Calleri (la cessione dell'attaccante Paolo Monelli su tutte), non viene riconfermato per il campionato di Serie A e al suo posto viene chiamato Giuseppe Materazzi.

Viene successivamente chiamato prima dall'Avellino e poi dal Torino in Serie B con il quale ottiene la promozione. Passa poi al Verona con il quale ottiene la seconda promozione in Serie A consecutiva (premio Guerin d'oro per la serie B nella stagione 1990/91). Dopo la stagione nella massima serie con i veneti, allena per due anni la Lucchese, quindi sei anni il Bari (con una promozione in A). Dopo un'esperienza con il Vicenza e due stagioni (la prima nella massima serie) con il Como, decide di lasciare l'attività di allenatore. Risiede a Viareggio. E' stato opinionista nella trasmissione "90° minuto" (dedicato alla Serie B) della RAI, insieme a Vincenzo D'Amico. Eugenio Fascetti è uno degli allenatori più amati e stimati dai sostenitori biancocelesti. Astuto, sagace, sincero e passionale, scevro da compromessi, abilissimo tattico, ha saputo conquistare il pubblico biancoceleste.

 

 

 

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Totti, Andreazzoli e il 26 maggio: “Se avesse vinto sarebbe rimasto, ma…”

 

Dal libro di Francesco Totti emergono nuovi retroscena sul 26 maggio, nello specifico su Aurelio Andreazzoli: "Il giorno dopo l'incarico (di allenatore, ndr) mi chiama per parlarmi e mi dice che quella è la sua grande chance, che vuole giocarsela alla faccia anche della stampa che lo definisce traghettatore". Poi continua: "Nell'ambiente c'è sorpresa, Andreazzoli sta guidando la barca senza farla schiantare sugli scogli. Avesse vinto la finale sarebbe rimasto, alla fine è sempre un risultato a decidere tutto. E in quella partita sbagliò un paio di scelte, soprattutto rimettere dentro Destro per Osvaldo, che alla fine gli diede del laziale. Andreazzoli ci ringraziò e tornò a fare l'assistente".  

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Quando a 7 anni Milinkovic palleggiava con Hutter, attuale tecnico dell’Eintracht

Interessante la curiosità rivelata dal Corriere della Sera. Quando Sergej Milinkovic-Savic 16 anni fa, ovvero a 7 anni, andava al campo d’allenamento del Graz, mano nella mano con papà Nikola, i compagni di squadra di quest’ultimo – centrocampista d’attacco – giocavano con l'attuale interno della Lazio. Tra i vicini di spogliatoio di Nikola Milinkovic Savic c’era anche Adolf Hutter, attuale allenatore dell’Eintracht: «Ora Sergej è cresciuto e molto bene: ha una qualità elevatissima, cercheremo di rendergli il compito difficile per tutta la gara». Hutter e Milinkovic senior hanno giocato insieme nel Graz dal 2001 al 2002.