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Italia, la carica di Acerbi: “Fermiamo Lukaku tutti insieme!”

Carichi e concentrati per un’altra grande partita da Italia. Gli azzurri di Mancini lavorano in vista dei quarti di finale contro il Belgio. Si gioca venerdì sera contro Big Rom Lukaku, l’avversario più temibile che gli italiani conoscono bene. La punta dell’Inter sta trascinando la sua nazionale. E Francesco Acerbi, al sito ufficiale della Uefa, si prepara all’incontro: “Lukaku si ferma di squadra, si ferma con il singolo. È un grandissimo attaccante, ha fatto la differenza in Serie A, sta facendo la differenza con il Belgio che ha De Bruyne, Hazard, tantissimi grandi giocatori. Lui è uno con cui devi sempre stare sul pezzo, sempre attento. Lo abbiamo già fermato, si conosce già, ma sappiamo che è un giocatore a cui se lasci mezzo spazio ti fa gol. Un giocatore di livello internazionale. Ma come lui ce ne sono molti altri. Si ferma con il gruppo, con la massima attenzione. Ma è il gruppo che alla fine sarà decisivo per vincere questa partita. C’è lui ma ce ne sono tanti altri e anche noi abbiamo tantissimi grandi giocatori. Anche per loro sarà molto difficile”.

Acerbi e la forza del gruppo
“Lukaku ha fatto doppietta quando io giocava da terzo [di difesa] perché si era fatto male Radu (con la maglia della Lazio, ndr). Anche lì avevamo fatto bene contro di lui, aveva fatto poco. Lui è un grandissimo campione ma lo conosciamo e alla fine si vince con il gruppo, vinci perché tu e tutti gli altri avete fatto una grande partita. Lo abbiamo fatto con la Lazio, adesso cerchiamo di farlo con l’Italia. Se tutti noi diamo il massimo, tutti remiamo nella stessa direzione. Ognuno deve dare il 100%. Poi puoi sbagliare, ma se sbagli c’è un compagno, se sbaglia un compagno ci sono io. Quello è il gruppo. Fa niente se si sbaglia, perché c'è un mio compagno che mi copre le spalle… Nessuno è perfetto, nessuno vince le partite da solo. Altrimenti Messi avrebbe sempre vinto il Mondiale con l’Argentina. So che quando sbaglio, c’è Bonucci o c’è Gigi che para. Quella è la forza del gruppo. Devi sempre dare il 100% sapendo che anche il tuo compagno lo sta facendo e che se ti serve una mano te la darà lui. É quello che ti può portare lontano”.

Acerbi e il sogno Europeo
“Io credo in me stesso. Sono un giocatore forte. Giorgio è fortissimo. Lo guardo molto, come guardo altri. Sono un grande osservatore. Cerco di guardare un po’ tutti, ma poi devo credere in me stesso. Con Giorgio ho un buon rapporto, di stima reciproca. Sappiamo cosa fare e cerchiamo di mettere in campo le nostre qualità, che sono abbastanza simili ma non uguali. È un grandissimo giocatore, tanto rispetto. Siamo 26 titolari? Anche contro l’Austria, Pessina e Chiesa hanno fatto la differenza entrando dalla panchina. Pessina neanche doveva venire e adesso è un dei migliori centrocampisti, ha fatto due gol. Tutti siamo importanti ed è giusto che sia così. In un torneo come questo, a fine stagione, è caldo, gli infortuni. Lui si è fatto trovare pronto. Il merito è suo e deve essere contento di se stesso perché è lui che entra in campo, sa qual è la sua posizione e cosa deve fare quando viene chiamato in causa. Questo è merito suo. Io penso ad andare avanti, vedere come va a finire. Ogni 5-6 giorni c’è una partita e non vedi l’ora di scendere in campo, di passare il turno e arrivare fino in fondo. Fai tanti sacrifici per la maglia, per il popolo. Vuoi dare una soddisfazione a te stesso ma anche al popolo italiano, quindi non vedi l’ora di fare qualcosa di straordinario. Ogni giorno non vediamo l’ora di farlo, sempre con molta serenità, con consapevolezza dei nostri mezzi e sapendo che ogni partita è 50 e 50, dentro o fuori. Ma sono sicuro che faremo grandi cose. Serve anche un pizzico di fortuna. La fortuna te la crei, sono d’accordo, ma un pizzico ce ne vuole sempre”. Corrieredellosport.it

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Anderson, Tare lavora per abbassare le richieste del West Ham. L’agente: “Chi lo sa…”

Felipe Anderson sente la saudade, ma stavolta ad attirare l’attenzione del classe ’93 non sono il verde e l'oro del suo Brasile, ma il bianco e celeste della Lazio. Da venerdì è emersa la possibilità concreta che Pipe possa tornare nella capitale e questa sembra essere la volta buona. L’ex numero 10 del club capitolino è rimasto sempre legato a Roma. Un filo mai spezzato che già la scorsa estate avrebbe potuto ricongiungersi. Felipe Anderson e Inzaghi avrebbero messo da parte i disguidi passati per tornare a cooperare nel Lazio Training Center, ma alla fine la società fece altre scelte. L’arrivo di Sarri però, da sempre estimatore del brasiliano, ha riacceso definitivamente la miccia e ora vedere Pipe di nuovo con la maglia biancoceleste non è più un miraggio.

CHE INIZIO – Al momento Felipe Anderson è legato al West Ham fino a giugno 2022. Gli Hammers nell'estate del 2018 versarono 31 milioni di euro più 6 di bonus per strapparlo alla Lazio. Nella prima stagione il brasiliano ripagò tutti gli sforzi del nuovo club venendo eletto da compagni di squadra e tifosi “Top goalscorer” insieme ad Arnautovic e vincendo anche il “Goal of the season” grazie ad un meraviglioso tiro a giro nella sfida casalinga contro il Crystal Palace.

DELUSIONE – Da lì tanti passi indietro, arrivando addirittura ad accumulare solamente 660 minuti in questa stagione tra West Ham e Porto. Felipe Anderson cerca perciò il riscatto in quella che si può considerare casa sua. 177 gare, 34 gol e 39 assist con la maglia della Lazio. Numeri importanti che potrebbero essere presto incrementati. Prestito con obbligo di riscatto, questa la formula che riporterebbe Pipe nella capitale.

PIANO – Il ds Tare cercherà di abbassare le pretese del West Ham che valuta il calciatore 8 milioni di euro. Il brasiliano non sta nascondendo in nessun modo la sua voglia di tornare dove è diventato grande e ora anche il suo agente, Kia Ava Joorabchian, è meno intransigente del solito. I suoi secchi “No” su un possibile avvicinamento alla Lazio sono tramutati in un “Nulla di nuovo, ma chi lo sa…” rivelato a Calciomercato.com. Stavolta la strada per il ritorno di Felipe Anderson comincia a tracciarsi. calciomercato.com

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Italia-Austria, Alaba: “Immobile completo e freddo”

Manca sempre meno all’inizio degli ottavi di finale degli europei e i giocatori sono pronti a scendere in campo, a cominciare da David Alaba, difensore dell’Austria, che sfiderà l‘Italia. Il giocatore del Bayern Monaco (lascerà il club tedesco in estate) è stato intervistato da Sky Sport per parlare del match con gli azzurri.

“Per me la partita contro l’Italia conta tantissimo, sarà una partita speciale per tutta l’Italia e per tutta l’Austria. Certo, contro l’Italia non sarà facile, conosciamo il calcio espresso dall’Italia di Mancini negli ultimi mesi ma nel calcio tutto è possibile. Immobile è un attaccante davvero completo, pericoloso e freddo in zona gol. Sa decidere le partite e segnare anche dinanzi alla più piccola occasione”.

Sulla propria nazionale, che ha terminato il girone C con sei punti:“Il nostro punto di forza è il collettivo. Abbiamo alcuni giocatori di grande qualità, ma la nostra forza è saper portare lo spirito di squadra in campo. Dobbiamo continuare a sognare in grande, andiamo a Londra per portare avanti questo sogno”.

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Euro 2020, Schillaci: “Immobile mi somiglia”

"Mancini sta facendo un miracolo". Lo afferma, a "il Messaggero", Totò Schillaci, eroe della Nazionale di calcio delle Notti Magiche. "E' davvero bravo, ha creato un gruppo unito e straordinario". Tra i bomber di oggi "penso sia più vicino a me uno come Immobile, anche se ora il calcio è cambiato. Io giocavo con la marcatura a uomo, oggi no, basta essere veloci e fai un sacco di gol. Ciro ha questa caratteristica ed è forte Questa Italia le ricorda un po' quella di Vicini? "Per le notti dell'Olimpico e per i risultati nel girone, sì. Però noi, a parte me, eravamo un gruppo di giocatori esperti. Mancini ha puntato sui giovani rampanti, ha messo le basi per il prossimo Mondiale. È un bel gruppo anche questo, andrà avanti. Ma occhio a Francia e Germania". adnkronos

 

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Inzaghi, papà Giancarlo: “Aveva voglia di mettersi alla prova con una realtà ancora più importante”

"Ho le mie scaramanzie, le rispetto". Ovvero, niente stadio a vedere i figli. Parola di Giancarlo Inzaghi, papà di Simone e Filippo, dal prossimo anno allenatori di Inter e Brescia. "Quando giocano le squadre dei miei figli, niente stadio: mi chiudo nella mia camera, con tutte le tapparelle abbassate, la tv ad alto volume e mia moglie va in un'altra stanza. Non sono proprio un lord inglese: tendo ad arrabbiarmi e non mi sta bene niente. Dal lunedì al venerdì zero sigarette, mentre nel week-end ne fumo un pacchetto e durante le partite mi bevo…un nocino" racconta al Corriere dello Sport. "Ha vinto tre trofei, ha riportato la squadra agli ottavi di Champions, ha valorizzato tanti giocatori e ha vissuto un'avventura importante. Un altro al suo posto magari sarebbe rimasto 30 anni visto quanto lo stimavano e gli volevano bene, ma lui aveva voglia di mettersi alla prova con una realtà ancora più importante. Inter? Sono contentissimo perché ha trovato una grande squadra e una grande società. Per Simone è stato un passo molto importante dopo 22 anni vissuti a Roma, ma l'Inter è…l'Inter. Ha fatto bene ad andare incontro a una nuova bellissima sfida della quale sono convinto sarà all'altezza".

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Insigne: “Immobile vuole portarmi alla Lazio? Non mi ha detto nulla”

E' la settimana di Italia-Austria, ottavo di finale in programma a Wembley, Londra, sabato 26 giugno. Gli azzurri sono al Media Centre di Coverciano a preparare la sfida e in conferenza stampa c'è il 10 dell'Italia, Lorenzo Insigne.

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Sulla favola dell'Europeo per Insigne "I giovani stanno vivendo una grande favola, è un bene anche per noi. Ci stanno dando il loro entusiasmo, io sono più grande: è la prima volta che vivo una competizione così da protagonista, ne sono orgoglioso, sto vivendo una favola e sto dando più del 100% per ripagare la fiducia di squadra e mister mettendo in campo le mie qualità per arrivare a un solo obiettivo".
Sul percorso in azzurro "Negli anni passati ero più giovane, c'erano altri moduli e mi sono adattato. Ho sempre ringraziato i ct come Prandelli e Conte che mi hanno portato a Mondiale ed Europeo. Col 3-5-2 mi sono messo a disposizione, con Mancini ho chance in più: fa un modulo adatto alle mie caratteristiche ma non solo alle mie, ma a tutti quelli che giocano".
Su Jorginho "La nostra forza è il gruppo. Ci sono giocatori di qualità, avete citato Jorginho ed è giusto si parli di lui. Viene da anni stupendi col Chelsea, è un orgoglio per noi avere un giocatore come lui in squadra. Non sta a me decidere se meriti il Pallone d'Oro, spero sia in lista però: lo merita ed è un grande giocatore, lo chiamiamo il Professore e siamo contenti di averlo".
Sulla 10 "Io ho una grossa responsabilità a indossare questa maglia ma non voglio mettermi pressione addosso. Cerco sempre di scendere in campo più spensierato possibile: il mister dà tanti consigli a me come agli altri, poi è stato un grande calciatore e può insegnarci tanto. Possiamo mettere in pratica i suoi insegnamenti".
Sulle Notti Magiche "A me piace scherzare col gruppo, mettiamo sempre musica. Io metto musica napoletana, però era una cosa che volevamo fare per i tifosi che non erano allo stadio. Ci tenevamo a farla tutti insieme fuori dall'hotel per far vedere quanto ci teniamo".
Sul centrocampo dell'Italia e sul gioco azzurro "Alle spalle ho un centrocampo che mi rende contento: ce li invidiano in tanti questi giocatori. Barella, Jorginho, Verratti, Locatelli, hanno qualità e intensità. Ci danno una mano importante. Per quanto riguarda il modulo, gli avversari ci conoscono ma facciamo il nostro calcio senza snaturarci. E' stata la nostra forza, li mettiamo in difficoltà, con Immobile e Belotti che ci creano spazi e gli avversari non sanno chi prendere".
Sui gol in azzurro "E' il sogno di tutti segnare in questi stadi. Sogno di fare una grande partita, anche se non arriva il gol, l'importante è vincere le partite".
Su Gattuso "Ci siamo mandati qualche messaggio, mi ha detto che sono successi un po' di casini. Io però sto pensando all'Europeo, lui è in vacanza e non gli faccio certe domande".
Sull'Italia protagonista a Wembley e sul suo ruolo da leader "Il mio in amichevole è stato l'ultimo fatto a Wembley. Era un momento particolare per la Nazionale, è sempre bello segnare in questi stadi. Poi per quanto riguarda il ruolo… Io sono più grande, come altri, diamo qualche consiglio ai giovani. Guardiamo anche i ragazzi: sono giovani, hanno qualità, ci danno tanto come diamo a loro".
Sulla carriera giocata "Non ho rimpianti. Quel che ho sempre sognato era giocare col Napoli e indossare la fascia. Si sono avverati i miei due sogni: non sono contento ma stracontento".
Su Immobile e Insigne insieme in futuro "Ciro e Verratti sono due amici in campo e fuori. Quando Ciro ha vinto la Coppa mi sono emozionato, con loro sono cresciuto a Pescara. Un giorno potrò dire che avrò giocato con la Scarpa d'Oro. Marco gioca da dieci anni a Parigi, giocare in queste squadre non è facile".
Sul futuro "Penso solo a giocare l'Europeo, dopo c'è tempo per parlare con la società".
Sul non aver affrontato le big "Non rispondo: noi giochiamo con chi peschiamo, come nel girone. Facciamo il nostro calcio, prepariamo gara dopo gara. Abbiamo visto qualche gara dell'Austria, corrono, pressano, fanno riaggressione alta appena persa palla. Dobbiamo studiarli ma dobbiamo pensare a quel che dobbiamo fare noi. La prepareremo per fare una grande prestazione".
Sui 10 dell'Europeo "Schick mi ha impressionato, poi c'è Sterling che è forte. Poi ci sono anche altri che non portano la 10 che fanno la differenza. Spero che i più forti li troveremo poù avanti possibile".
Sulla Nazionale del sud "Non c'è mai stata una cosa così, se hai qualità lo dimostri in campo, non se sei di nord o sud. Non l'ho mai provato: c'è stato l'esempio di Cannavaro, capitano e Campione del Mondo. Tutti devono sognare la Nazionale. Se hai qualità e la trasmetti, tutti possono aiutarti".
Sul tiro a giro 'alla Insigne' "I portieri si avviano prima adesso… Sono contento, non voglio che venga definito così. Mi alleno sempre. Cerco sempre di perfezionarlo, spero che arrivino altri gol, anche normali, per far vincere la Nazionale".
Sulla gara da dentro o fuori "Sappiamo che è da dentro o fuori, che un episodio può cambiare la gara. Non dobbiamo pensarci, fino ad ora i giovani che sono scesi in campo hanno fatto bene: si sono fatti trovare pronti anche nella gara decisiva, noi siamo sereni, i ragazzi hanno dimostrato di giocare con tranquillità. Barella, Locatelli, Berardi, anche se non hanno mai fatto competizioni così importanti, con la Turchia ci hanno dato loro una mano per arrivare al risultato finale".
Sulle altre che vogliono evitare l'Italia "Leggiamo gli elogi, fanno piacere, dobbiamo allenarci bene ma ora in ogni partita può girarci un episodio contro. E' un orgoglio, siamo partiti che nessuno contava su di noi. Siamo sempre stati sereni a lavorare duro e serve continuare così. Non abbiamo fatto ancora nulla: abbiamo vinto il girone, il nostro obiettivo non era questo, ma arrivare in fondo. Più pensiamo a questo e più non stiamo coi piedi per terra. Serve dare ancora di più per arrivare fino in fondo".
Sulla Lazio "E' uscito che Immobile faceva il direttore qui per portarmi ma non è vero. Non mi ha detto nulla. Siamo amici, andremo in vacanza insieme e non abbiamo parlato di questo".

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Sileri (Sottosegretario Salute): “Stadi pieni in A? Non manca molto, siamo in dirittura d’arrivo”

Avere gli stadi pieni in alcuni Paesi europei "pone dei rischi. E' un'immagine bellissima perché ci fa tornare indietro nel tempo nel periodo pre Covid, ma forse un pò troppo prematura in questo momento. E' vero che oggi è molto meno probabile che ci possano essere problemi perché la percentuale di vaccinati è molto alta, però è prematuro. Non manca tantissimo tempo per rivedere queste immagini anche in Italia, siamo in dirittura d'arrivo, ma non sprechiamo tutto il vantaggio che abbiamo accumulato fino a oggi". Così il sottosegretario alla Salute Pierpaolo Sileri a ''L'Italia s'è desta'' su Radio Cusano Campus.

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Primavera, Calori prepara i play-out: “Fondamentale ritrovare la fiducia, questa squadra ha valori importanti”

Alessandro Calori, allenatore della Primavera biancoceleste, è intervenuto ai microfoni di Lazio Style Channel, 233 di Sky, nel post partita di Lazio-Ascoli:

"Il mio arrivo alla Lazio è stato improvviso, adesso il momento diventa decisivo. Adesso ci parleremo, vivremo insieme questi dieci giorni per prepararci al meglio in vista del Bologna. Oggi ho fatto esordire molti 2003, anche per risparmiare qulalche diffidato. In prospettiva, ho visto materiale interessante sul quale lavorare. Ora recuperiamo le forze ed aspettiamo la prossima partita in modo battagliero, mettendoci più lucidità.

Queste due partite contro Genoa ed Ascoli mi sono servite per capire che dobbiamo semplificare le cose, ora i ragazzi hanno bisogno di poche indicazioni ma precise, devono ritrovare fiducia ed autostima. Questa squadra ha dei valori importanti e lo ha dimostrato. Le sfide mi sono sempre piaciute e voglio trasmettere la mia carica a questa squadra." sslazio.it

 

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“Qualità, senso del gol e voglia di rilanciarsi”: Prandelli sponsorizza Jovetic

Poiché in scadenza di contratto col Monaco, Stevan Jovetic nelle ultime settimane è stato accostato a diversi club tra i quali anche la Lazio. A tal proposito, ecco come si è espresso su di lui il suo ex allenatore ai tempi della Fiorentina, Cesare Prandelli a Il Messaggero: "Stevan un giocatore che sa destreggiarsi in attacco in tutti i ruoli. In area ha un senso innato per il gol e vede il gioco per i compagni, è molto disponibile a sacrificarsi ed è disciplinato, ma tende sempre a convergere verso il centro. È difficile che vada sul fondo e crossi. Io lo consiglio alla Lazio perché secondo me Jovetic può ancora dare parecchio e ha tanta voglia di rilanciarsi". Sull'attaccante montenegrino c'è anche l'Atalanta.

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Douglas Costa chiama Leiva: “Vieni al Gremio”

Una chiamata dal Brasile sta per arrivare a Lucas Leiva. Ad alzare il telefono, promette lui, è Douglas Costa esterno offensivo in prestito dalla Juve al Gremio. I tifosi brasiliani sognano il ritorno del giocatore della Lazio, che proprio nella squadra del tricolore del Rio Grande ha mosso i primi passi nel professionismo. Poi la chiamata del Liverpool, dopo da Formello. “Posso parlargli, spero che un giorno torni al Gremio”, ha ammesso Douglas Costa a Radio Grenal. Leiva ha ancora un anno di contratto con la Lazio e Sarri punta molto su di lui. Non ha mai escluso un ritorno in patria, anzi. Ma per ora è legato ai biancocelesti. Magari dall'anno prossimo, quando di anni ne avrà 35, potrà prendere in considerazione di chiudere la carriera dove tutto ebbe inizio. Corrieredellosport.it