Categorie
DICHIARAZIONI

Luis Alberto: “Crotone l’inizio di tutto. Oggi clima difficile, dovremo dare tutto”

Luis Alberto, alla vigilia di Crotone-Lazio, ha parlato ai microfoni di Lazio Style Channel. Queste le parole del numero 10 biancoceleste: "Ricordo il mio debutto da titolare con il Crotone, feci una buona partita, fu l'inizio di tutto. L'importante adesso è pensare ai tre punti da conquistare oggi, dobbiamo vincere per scalare la classifica. Il clima oggi sarà difficile, dovremo dare tutto".

Categorie
DICHIARAZIONI

Crotone, Stroppa: “Apprezzo tanto Simone, allena una delle squadre più complete e forti del campionato”

Giovanni Stroppa, allenatore del Crotone, è intervenuto in conferenza stampa alla vigilia dalla partita contro la Lazio.

"Domani incontreremo una delle squadre più complete e forti del campionato. Inzaghi ha dato idee precise ai biancocelesti, con un'identità molto importante. La squadra sta facendo cose straordinarie, hanno tanta qualità in mezzo al campo.

Io e Simone abbiamo giocato insieme, ho avuto la fortuna di conoscerlo da giovane, negli ultimi anni ha fatto grandi cose, lo apprezzo molto. Purtroppo domani non saremo al completo, tra infortunati e squalifiche: sicuramente però chi scenderà in campo darà il massimo".

Categorie
DICHIARAZIONI

Leiva sul futuro: “Ora sto bene alla Lazio, poi tornerei al Gremio. I tifosi mi dissero che sarei tornato su una sedia a rotelle”

Lucas Leiva non ha mai nascosto di voler tornare in Brasile per chiudere la carriera. Ha ancora tanto da dare alla Lazio, per ora la sua casa è Roma e l’Italia. Leader del gruppo, pilastro del centrocampo, impensabile oggi rinunciare all’ex Liverpool. Che in patria, ai microfoni di Globo, ha parlato di questa possibilità: “Ricordo quella partita contro il Nautico che ha riportato il Gremio nell’élite del calcio nel 2005. Il match più memorabile della mia carriera. Difficile giocarne un altro così. Era il mio primo anno da professionista. Successe di tutto. Se il Gremio fosse rimasto in Serie B, forse la mia carriera avrebbe preso un’altra direzione. 

“Devo stare attento a parlare di un possibile ritorno. Una volta ho detto della mia voglia di tornare e i tifosi si sono arrabbiati. Mi dissero che sarei tornato su una sedie a rotelle (ride, ndr). Dopo i 30 anni non pensi molto al futuro. Ragioni anno dopo anno in base a come si sente il corpo. Ora sono felice alla Lazio. Il desiderio che ho per me e la mia famiglia, per le persone che ho lasciato, è quello di tornare a giocare in Brasile. Non so se ci sarà tempo, ma chissà, magari in futuro un ritorno sarebbe bello. Ma è qualcosa a cui non penso”.

 

Categorie
DICHIARAZIONI

Inchieste tamponi Lazio, Avv. Gentile: “Nessuno è entrato in campo con il dubbio che potesse essere positivo. Unica contestazione le comunicazioni Asl. Gazzetta denunciata”

La situazione Ciro Immobile tiene sempre banco in casa Lazio. Per fare chiarezza, il legale del club, Gian Michele Gentile, ai microfoni di Radio Punto Nuovo ha parlato della questione che riguarda l'attaccante biancoceleste e non solo: "Sentenze politiche nella giustizia sportiva? Un po' forzata, ma c'è da partire da un presupposto. La giutizia sportiva è ordinamento autonomi che ha regole che vanno accettate in funzione di un determinato assetto. Hanno come parametro il codice di giustizia sportiva e delle direttive di Figc per vigilare sulle violazioni delle norme di diritto sportivo. La giustizia sportiva agisce per valutare queste violazioni. Vicenda Juventus-Napoli? Ho letto la sentenza di Sandulli: voglio ricordare, primo, la responsabilità oggettiva che nessun ordinamento ha recepito ma che tutti viviamo come pressione, anche come nel caso degli ultras. Altro problema è quello della fretta: non ci sono i maxi-processi per fortuna, come per calciopoli, ma abbiamo fatto il primo grado il 25 luglio e l'appello il 2 agosto. Non è giustizia quella: è una finta giustizia. Per, dove si sacrifica la difesa e l'affidabilità del processo: bisogna finire troppo presto i processi. Nel caso del Napoli, io non mi sarei mosso da Napoli, stesso avrei consigliato alla Lazio: la salute prima di ogni cosa, mi sembra una cosa di buon senso".

I tamponi in casa Lazio

"Tamponi ballerini alla Lazio? Abbiamo due processi, uno sportivo ed uno in Campania nella quale si parla solo della prassi burocratica della Figc su chi deve segnalare un eventuale positivo. Mai messo in discussione che non si siano mai messi i risultati dei tamponi. Sulla vicenda scientifica dei tamponi, abbiamo una consapevolezza diffusa, anche da come viene eseguito. L'altezza del prelievo del naso incide. Sarebbe una follia se un presidente mandasse a giocare un calciatore positivo per poi far positivizzare anche gli altri. Nessuno dei giocatori della Lazio, a qualsiasi sistema si faccia riferimento, italiano o europeo, è sceso in campo col minimo dubbio. Immobile, prima di scendere in campo col Torino, aveva fatto un tampone venerdì che aveva accertato la negatività, dopo un ciclo che aveva testimoniato lo stesso percorso, come accertato anche dalle indagini. Il gene N? Un sintomo di una situazione di malessere che non è inequivocabilmente sintomo del coronavirus. Quando compare va fatto il tampone molecolare, se il molecolare è negativo, allora il gene N è sintomo di altro. Il problema è che la Uefa dà risalto al gene N, dice che è sintomo di coronavirus. La Lazio ha mandato i tamponi al Campus Biomedico: quando il Campus ha detto che i tre calciatori avevano il gene N, la Lazio ha fatto i tamponi che hanno dato esito negativo. Nessun calciatore è entrato in campo con il dubbio che potesse essere positivo. La Lazio rischia retrocessione o penalizzazione? L'unica contestazione fatta alla Lazio è stata quella di non aver fatto la segnalazione alla Asl, ma che parte da una errata revisione della nomenclatura giuridica, perché è il laboratorio a dover comunicare. Il laboratorio di Avellino ha fatto qui i tamponi ed ha dato regolare comunicazione all'Asl di Roma. La contestazione che ci è stata fatta dalla Procura Federale è un ritardo di due giorni".Corrieredellosport.it

ANCORAL'AVV.GENTILE: Abbiamo denunciato la Gazzetta dello Sport, sappiamo perché lo fanno, anche per la gara con il Torino. Per questo li abbiamo denunciati, abbiamo una vertenza in corso che nasce dopo questa campagna contro la Lazio

Categorie
DICHIARAZIONI

Caso Luis Alberto, la Lazio: “Le regole vanno rispettate, situazione chiusa. Immobile? Casi simili, serve chiarezza”

Quelle parole di Luis Alberto, durante la presentazione del nuovo aereo della Lazio, non sono andate giù alla società. “Comprano cose e non ci pagano”, la frase dello spagnolo rivolta al presidente Claudio Lotito. Un’uscita inappropriata che gli costerà una multa. Ma il caso è rientrato. Il direttore della comunicazione, Stefano De Martino, ai microfoni di Lazio Style Channel ha ammesso: “Le regole valgono per tutti, anche per un giocatore straordinario come lui. Qui è fondamentale, tutti credono in lui, è ben voluto. Lo spagnolo ha spiegato di aver capito l'errore commesso. La società è sempre intervenuta quando andava fatto e Luis Alberto lo sa. I giocatori devono rispettare le regole che abbiamo istituito, rappresentando questa squadra e questo popolo, anche nella vita privata devono essere consapevoli di questo. Può succedere che venga espresso un malumore su alcune questioni, limitandosi però a dei commenti. Chi fa parte di questa società ha sempre rispettato le regole. Il caso Luis Alberto è chiuso”.

Su Immobile

“Ciro è dispiaciuto per questa alternanza dei tamponi, c'è confusione anche per altri casi simili. Mi auguro che nei prossimi controlli venga fatta chiarezza. Immobile è fondamentale per noi e per la Nazionale. Attendiamo notizie nelle prossime ore, sperando siano positive. L’inizio di campionato è stato molto impegnativo, avendo affrontato Atalante, Inter e Juventus. Ora sulla carta ci sono partite più agevoli, ma non sarà facile affrontare squadre in difficoltà in classifica, a cominciare dal Crotone. La concentrazione è massima, i biancocelesti non hanno mai abbassato i ritmi. L'imitazione di Lotito da parte di Max Giusti? Divertente".

Categorie
DICHIARAZIONI

Entusiasmo Caicedo: “Sono alla Lazio ed ora ho tutto!”

A Felipe Caicedo sono bastati sei gol per conquistare un  posto di diritto nel cuore dei tifosi biancocelesti. Dopo il gol siglato alla Juventus domenica scorso l’ecuadoriano si è raccontato a Lazio Style Channel tra presente e passato. Ha voluto ricordare la sua infanzia in Ecuador culminati a 15 anni quando in un celebre programma tv vinse uno stage al Boca Juniors, club che poi lasciò per approdare in Europa, al Basilea. Da quel momento la sua vita è cambiata: Felipe ha rivelato come in patria abbia lasciato un pezzo di cuore, ma alla Lazio, dopo tante esperienze, ha trovato la giusta serenità. A Roma il Panterone è tornato a sentirsi amato e vivo grazie anche a Simone Inzaghi, un tecnico che ammira molto e che ama definire un vincente e un uomo d’oro le cui parole sono sempre prive di malizia. Parlando dei suoi compagni, poi, Caicedo non può fare a meno di citare Ciro Immobile, un ragazzo che l’ecuadoriano descrive umile e con un fame mai vista, ma anche Danilo Cataldi, un amico da cui ha imparato molto. Dopo aver riservato un ringraziamento anche a sua moglie Maria Garcia, Felipe ha riassunto la ha voluto sintetizzare la sua vita da calciatore in un susseguirsi di momenti brutti ma anche e soprattutto esaltanti. Con orgoglio ricorda di aver vinto tre trofei su quattro con la Lazio definendo l’assist a Correa contro l’Atalanta il più brutto della sua vita. Laziopress.it

Categorie
DICHIARAZIONI

Tamponi Lazio, il primario del Moscati: “Tutti avranno ragione. Niente linee guida”

Servirà ancora attendere sulle controanalisi dei tamponi della Lazio ordinate dalla Procura della Repubblica e svolte all'Ospedale Moscati di Avellino. Ma intanto, ai microfoni dell'Ansa, il presidente della Società campana di malattie infettive e primario della struttura sanitaria irpina, Nicola Acone, ha detto la sua in merito ai test 'ballerini': "Alla fine avranno ragione tutti. In mancanza di linee guida certe e consolidate – aggiunge l'infettivologo – non mi pare si possa prevedere un pronunciamento diverso da questo".

Il parere

Il perché dei tamponi incerti? Cambiano le metodologie utilizzate: variano a seconda dei kit che le aziende forniscono ai laboratori ma, come osserva il professor Acone, "non tutte le metodiche sono uguali e non tutte hanno lo stesso grado di attendibilità". Che poi continua: "Visti i troppi casi di esiti contraddittori, dovremmo forse preoccuparci dell'accuratezza con cui vengono effettuati i prelievi naso-faringei (il tampone molecolare, ndr). È un prelievo non solo fastidioso ma che provoca anche dolore: se non ci sono queste reazioni da parte di chi si sottopone al prelievo, è altamente probabile che il tampone che verrà processato risulti inattendibile".

Corrieredellosport.it

 

Categorie
DICHIARAZIONI

Caos tamponi Lazio, Ferrero: “Facciamo i c…”

ROMA – Su tavolo del calcio italiano c’è il caos tamponi che ha investito la Lazio negli ultimi giorni. Tamponi dubbi prima positivi, poi negativi tra controlli Uefa e Serie A. Ora verranno rianalizzati. Al centro di tutto, tra Procura della Repubblica e quella federale, c’è il centro diagnostico di Avellino, dove la società da maggio esegue i test anti-Covid. E sulla situazione ha detto la sua anche Massimiliano Ferrero, numero uno della Sampdoria, ai microfoni di Tiki Taka: “Invece di infettare il calcio italiano con la polemica, prima di parlare, aspettiamo di capire se la Lazio abbia commesso un reato. O vince sempre chi ce l’ha più duro? Facciamoci i ca**i nostri”. Poi sulla Serie A: “Facciamo tutti le vedove allegre. Questo è un anno di transizione, senza pubblico né soldi. Dobbiamo difendere il calcio italiano. Ancelotti? È il numero uno, è rimasto quello dei tortellini emiliani”.

Categorie
DICHIARAZIONI

Reina: “Inzaghi mi ha parlato chiaramente… questa lazio è tosta!”

Pepe Reina ha trovato la sua nuova casa alla Lazio. Sta bene, si è subito integrato alla grande. E sta giocando: sono già 5 le presenze tra Serie A e Champions League, complice anche il forfait di Strakosha. Lo ha chiesto Inzaghi, ha messo la sua squadra in buone mani. E il portiere è felice della scelta fatta: “Il tecnico è stato chiaro con me quando ci siamo parlati. Sono stagioni diverse e particolari in cui ci sono molte partite. E devi essere preparato per quello che succede, come ora. Il pareggio con la Juve? Sono sfide difficili perché abbiamo tanti giocatori fuori. Ma questa squadra non molla mai. Il derby con la Roma? Te lo ricordano subito…”, le sue parole a Cadena SER. Una battuta su Zielinski del Napoli: “Sono innamorato di lui. É un giocatore da Real Madrid o da Barcellona”.

Spagna? Ci penso, ma niente si è concretizzato. La cultura spagnola vede un giocatore di 38 anni molto vecchio, non è come qui in Italia. In Spagna ti calcolano come un calciatore anziano. Il titolare deve essere comunque De Gea, è quello più preparato e con tanta esperienza. Ma ci sono tanti portieri bravi. Il mio debutto nel 2000? Sono stati 20 anni meravigliosi, mi guardo indietro e mi sento fortunato. Tutto accade velocemente. Ma al ritiro non ci penso.Quando avrò le idee chiare e l’intenzione di smettere e mi resteranno ancora sei o sette mesi di carriera, chiamerò qualcuno che mi dia una mano. Voglio prepararmi psicologicamente a quel giorno. Farò l’allenatore. Mi mancherà il calcio e la vita cambierà. Prenderò uno psicologo dello sport o uno specialista. C’è la mia famiglia che mi sostiene, ma servirà un po’ di aiuto. Giocare meno ti aiuta all’idea di smettere. Ci sono calciatori che si ritirano in una finale di Coppa del Mondo come Zidane. Sono stato titolare tre anni fa, poi sono andato al Milan. Dopo ho giocato con soddisfazione all’Aston Villa. Adesso alla Lazio non gioco tutte le partite e ti devi abituare all’idea”.

Categorie
DICHIARAZIONI

Gene N positivo, Dott. Nanni (Rap. Medici FIGC): “In questo caso va considerato positivo al Covid e isolato”

Gianni Nanni non ha dubbi: un calciatore "debolmente positivo" al coronavirus va trattato come un positivo a tutti gli effetti, dunque segnalato alla Asl e isolato. Il medico sociale del Bologna, nonché rappresentante dei medici di Serie A in Commissione Figc, lo ha spiegato in un'intervista esclusiva ai microfoni di Tiki Taka, sottolineando anche la necessità di un laboratorio unico per l'analisi dei tamponi per evitare discrepanze nei risultati: "Non dobbiamo avere dei laboratori che su questo argomento danno dei risultati diversi: il positivo e il negativo sullo stesso soggetto non possono essere. Un laboratorio centralizzato semplifica problemi ed è più facile avere un metodo che è uguale per tutti. Il fatto di avere laboratori che si esprimono in maniera diversa sullo stesso soggetto, con prelievo fatto nello stesso modo e poca distanza l’uno dall’altro, questo crea qualche imbarazzo: perché uno lo da positivo e un altro lo da negativo?".
Sul gene N e il caso Immobile: "Se quel gene riporta positività, quindi individua una positività nel soggetto, questo è positivo. Avessi un giocatore positivo al gene N? Lo dovrei immediatamente segnalare all’ASL, anche se debolmente positivo", le parole riportate da SportMediaset. Tuttomercatoweb.com