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Futura Diagnostica, tamponi riprocessati: “Massima trasparenza e professionalità”

"Grande tranquillità", e la certezza di poter dimostrare di aver lavorato con la massima trasparenza e professionalità seguendo scrupolosamente i relativi protocolli medico-scientifici. E' quanto trapela da Futura Diagnostica, la struttura con sede ad Avellino che esegue i test Covid per la Lazio (ma anche per altre squadre di serie B) finita al centro delle inchieste aperte dalla procura di Avellino e dalla FIGC sul caos tamponi. Futura Diagnostica è di proprietà di Walter Taccone, già presidente dell'Us Avellino e padre di Massimiliano, ad oggi unico iscritto nel registro degli indagati in quanto presidente del cda della struttura sanitaria. Gli agenti di polizia giudiziaria che si sono presentati nella sede del centro diagnostico nel pomeriggio di sabato hanno acquisito una vasta mole di documenti: in particolare tutti i referti relativi ai tamponi fatti per conto della Lazio sin dall'inizio della collaborazione tra il club di Lotito e il centro 'Futura Diagnostica', e dunque dallo scorso maggio quando, alla ripresa del campionato, la Lazio si affidò proprio alla struttura irpina per far eseguire i controlli anti Covid ai propri calciatori. (ANSA).

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Gravina: “Asl senza uniformità, non facciamo una grande figura. Quarantena soft non esiste. Caso Lazio? Vedremo come andranno indagini” (AUDIO)

"Inutile pensare che si possa derogare autonomamente a una legge dello Stato". Così Gabriele Gravina poco fa alla fine del consiglio federale a una domanda su una sorta di isolamento soft per i positivi. "Chi viola il protocollo viene deferito com’è già accaduto. Non esiste l’isolamento soft e non esiste neanche la quarantena soft. È quarantena e basta, c’è solo da chiarire, e abbiamo rivolto una richiesta di chiarimento al Cts, se questo isolamento debba avvenire presso una struttura o a casa come hanno consentito alcune deroghe della ASL". E sul caso Lazio, "la Procura Federale ha avviato il suo lavoro. Non ne conosco l’esito. Vedremo come andranno a finire le indagini". gazzetta.it

Parla a margine del Consiglio Federale il numero uno della FIGC, Gabriele Gravina. Ecco quanto raccolto in conferenza stampa da Tuttomercatoweb.com. "Per quanto riguarda le condizioni generali, la riflessione da fare ora è che dobbiamo essere pronti a fronteggiare momenti più critici all'orizzonte. L'ottimismo deve accompagnare la programmazione, continuare a ipotizzare scenari negativi riguardano economia e paesi. Esistono un piano B e un piano C che terremo per noi, ci sono confronti costanti e continue e tutti sanno le condizioni a cui dobbiamo puntare. Il calendario com'è strutturato e le soluzioni alternative".

Sull'intervento delle ASL "E' sotto gli occhi di tutti l'incongruenza delle scelte delle ultime ore. A Firenze ci sono dei tesserati che si allenano alla Fiorentina e nello stesso stadio non possono far parte di un altro gruppo negativo come la bolla delle nostre Nazionali. Ci sono divergenze anche a livello internazionale. La Uefa, addirittura, esonera dal fare tamponi a calciatori, atleti e membri dello staff che hanno già superato il contagio del Covid. Noi in Italia invece lo disconosciamo, li sottoponiamo a tamponi e quarantena. Io non posso dare una spiegazione tecnica e politica a un quesito posto oggi al CTS"

Sulla quarantena soft "La quarantena soft da noi non esiste, è un termine coniato da chi si è appassionato all'espressione ma non è così. La quarantena è quarantena a tutti gli effetti e c'è un equivoco. C'è semmai un fraintendimento su cosa si intende per isolamento presso struttura di fiducia. Se si intende il centro sportivo, tutti dovranno andare al centro sportivo. Per struttura abbiamo inteso sempre una struttura dove si isola tutto il gruppo squadra, le risposte arriveranno comuni a tutti".

Sulla sede unica dei tamponi "Le Leghe hanno un'autonoma capacità organizzativa, sono contento che si sia entrati nell'idea di arrivare a una centralità per lavorare i tamponi. Il protocollo FIGC è uno dei più severi, lo abbiamo confrontato con le altre federazioni. L'indice di contagio è basso, è 0,5 per mille nel nostro mondo, rispetto a 12-16 per cento con tamponi/positività nel mondo. Questo vuol dire che il controllo FIGC funziona ma non possiamo pensare di avere zero contagi. Il protocollo c'è ma per farlo funzionare deve essere rispettato. Oggi la Lega di A ha proposto la possibilità di renderlo più severo, io sottoscrivo tutto ciò che è aggiuntivo a quel che abbiamo avuto in modo di autorizzazione dal CTS, a dimostrazione che non ci sono riserve sull'ammorbidimento su procedure che tutelino la salute".

Sul caos Nazionali come le ASL "La disparità di trattamento genera un impatto negativo sul valore della competizione a valore nazionale e internazionale. Alcune Federazioni, giovedì prossimo, giocheranno i play-off senza alcuni giocatori. Questo impatta sul valore della competizione. Abbiamo chiesto al Governo uniformità, abbiamo fatto di tutto coi direttori della ASL ma non possiamo far cambiare se non con la manifestazione della nostra posizione. Però ci sono altri interessi che devono chiarire le autorità di Governo".

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Inzaghi: “La mia Lazio ha un cuore enorme. Caos tamponi? Sono tranquillo”

Applaude ancora i suoi, Simone Inzaghi. Contro la Juve l'ennesima partita di orgoglio e carattere. All'Olimpico 1-1 finale con Ronaldo e la zampata vincente di Caicedo. Ai microfoni di Dazn, il tecnico della Lazio ha commentato: “I miei festeggiamenti? Un gesto istintivo. Abbiamo fatto un giro di partite con calciatori contati, con piano A, B, C. Oggi i ragazzi si sono superati, ecco perché l’esultanza è stata più spinta del solito. La Lazio ha fatto una grande partita e meritava il vantaggio. Invece il gol lo abbiamo preso su un’uscita sbagliata, poi la traversa di Ronaldo e alcune nostre chance. Sappiamo cosa sia la Juve, hanno qualità. Nonostante l’emergenza, è stata una grande gara".

"La bravura di un allenatore? No, soddisfazione. Chi entra dà una grande mano, tutti bravissimi. Mancavano Immobile, Leiva, Strakosha, Lulic, che sono 4 titolari e li abbiamo concessi alla Juve. Ora c’è la sosta, recuperiamo. Fino ad ora, con tante difficoltà, l’inizio di campionato e di Champions è stato fatto nel migliore dei modi. Caicedo e Muriqi insieme? Posso avere questa possibilità. Correa ha fatto una grande partita, forse in qualche occasione poteva essere più lucido, ma ci ha aiutato, si è fatto trovare sempre nel posto giusto. Non mi sembrava il momento di toglierlo, è un calciatore intelligente. Questa squadra ha cuore. Lo sappiamo dopo tanti anni, le difficoltà sono nel Dna della Lazio. C’è il bisogno di tutti, come in Champions ho chiamato alcuni ragazzi della Primavera. A Bruges eravamo in 13, in Russia 14. Riposiamoci e lavoriamo, speriamo di avere la possibilità di avere più rotazioni”.

Su Caicedo e Immobile

"Felipe è un grande giocatore e persona. Dopo 5-6 mesi si è fatto voler bene. Nella prima stagione ha sbagliato un gol importante a Crotone. Ma già li aveva fatto grandi cose. Ho chiesto alla società di farlo rimanere subito al primo anno, era perfetto per completare il reparto con Immobile Scarpa d’Oro 2020. Sta convivendo con un problema alla spalla, ecco perché. Immobile? Ci tiene e mi metto nei panni degli assenti. Hanno lavorato 4 anni per la Champions, ora non possono starci, ma gli dico di stare tranquilli, arriverà anche il loro turno”. Sulle conseguenza riferiti ai tamponi dubbi: “Sono sereno e tranquillo. Più di essere un allenatore costretto a giocare con 12, 13, 14 giocatori, non potevo fare altro”.

Corrieredellosport.it

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Caicedo oltre ogni logica: “Non so cosa dire, questo gol è per tutti. Avanti con questa cattiveria in attesa di Ciro e gli altri”

Felipe Caicedo parla a DAZN dopo il gol del pareggio contro la Juventus. "Il gol è di tutti, di tutta la squadra. Eravamo avanti, convinti che qualcosa potesse succedere. E' stato bello, devo dire la verità. Eravamo convinti che qualcosa potesse succedere. Immobile? Con Ciro ho un rapporto eccezionale, mi è sempre vicino, è vicino a tutti come Leiva. Tutti ci sono mancati, però penso che in un paio di giorni saranno con noi. Immobile è uno stimolo e un riferimento per noi. La nostra stagione? Con questa cattiveria possiamo andare dove vogliamo, non molliamo mai, possiamo arrivare fino alla fine. Ci serviva una gara come col Torino per fare quel che abbiamo fatto l'anno scorso". Tuttomercatoweb.com

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Immobile: “Rispetto i protocolli sanitari. Juve? Qualcuno vuole distrarmi…”

Nel mirino delle critiche sul caos tamponi ci è finito anche Ciro Immobile.L'attaccante della Lazio, in una nota diramata dal proprio ufficio stampa, ha ammesso: "Il rispetto delle regole, dentro e fuori dal campo, è un imperativo che mi sono sempre imposto innanzitutto come uomo e poi come sportivo. Rispetto tutti i protocolli sanitari che le autorità competenti, sportive e non, mi impongono, non solo per salvaguardare la mia salute, quella dei miei cari, dei miei compagni di squadra e dei miei avversari, ma perché credo che qualsiasi persona che ha visibilità mediatica debba dare il buon esempio, specie in questo momento di grande preoccupazione dove tutti siamo chiamati a comportamenti rigorosi per contenere la diffusione della pandemia".

Le polemiche

"Non assecondo le polemiche di chi vorrebbe distrarmi alla vigilia di una partita di campionato così importante. Ho rispettato tutti i protocolli sanitari e quindi sono tranquillo e concentrato sul mio lavoro. Diffido chiunque dal mettere in dubbio la mia onorabilità e professionalità in una vicenda di cui non ho la minima responsabilità e gestione, e sono pronto ad adire le vie legali a tutela della mia immagine e dei miei diritti". corrieredellosport.it

 

 

 

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Lotito: “Nessuno dice se uno infetta oppure no. Cairo mi odia dopo aver perso e mi attacca con i suoi giornali”

"Ce stanno a fa’ il gioco delle 3 carte". Così Claudio Lotito, presidente della Lazio, intervistato da Repubblica sul caos tamponi che vede protagonista la Lazio in questi giorni. "Anche Tare è positivo. Ma oggi nessuno ti dice se uno infetta oppure no. C’è un’aleatorietà dell’interpretazione dei risultati. Per me la valutazione la deve fare il medico, io non lo so se Immobile si sia allenato martedì perché non ero a Formello, ma il medico lo ha valutato, gli ha rifatto l’idoneità sportiva, la capacità polmonare a riposo e sotto sforzo e stava meglio di prima"

E proprio sul significato di positività Lotito s'è successivamente soffermato e ha voluto dire la sua: "Ma che vuol dire positivo? Positivo vuol dire contagioso, no? Anche nella vagina delle donne, di tutte le donne del mondo, ci sono i batteri. Ma mica tutti sono patogeni, solo alcuni in alcuni casi diventano patogeni e degenerano". 

L'esposto di Cairo alla Procura Federale?
"Cairo mi odia a morte dopo che ha perso con me, i suoi giornali mi attaccano per questo. Ma perde sempre, è ultimo in classifica". Tuttomercatoweb.com

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Inzaghi riabbraccia tutta la Lazio, Dott. Pulcini: “Tutti negativi e pronti per la Juve”

A seguito dei tamponi effettuati oggi al laboratorio Futura Diagnostica di Avellino "tutto il gruppo squadra è risultato negativo al test molecolare ed è a disposizione di Simone Inzaghi già da domani, assolutamente sì". A dirlo all'ANSA è il direttore sanitario della Lazio Ivo Pulcini. "Abbiamo già segnalato tutto alla ASL", ha aggiunto Pulcini, confermando che il test molecolare prevale sui test rapidi, compresi quelli effettuati sempre oggi da alcuni giocatori della Lazio al Campus Biomedico di Roma e che hanno rivelato tre casi di positività tra i giocatori, al gene E ed N. (ANSA).

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Reina: “Lazio in Champions anche in futuro. E non penso di smettere”

La possibilità di smettere con il calcio? Non c’è ancora nella testa di Pepe Reina. Il portiere è arrivato in estate alla Lazio, in pochi mesi si è subito ambientato diventando uno dei leader del gruppo. Carattere, carisma e prestazioni: Simone Inzaghi cercava uno come lui. E con Strakosha fuori, lo spagnolo si sta ritagliando anche parecchio spazio. Ai microfoni di As, ha parlato del momento e non solo: “Ho firmato per due anni con la Lazio, con l'opzione di un terzo. Se entriamo in Europa la prossima stagione scatterà automaticamente il rinnovo. Proveremo a raggiungere quel terzo… e poi un quarto. Fino a quando il corpo resiste! Il vantaggio è che mi piace molto quello che faccio. Quando non avrò più il sorriso nel fare quello fatto finora, sarà il momento di smettere. Ma fino a quel momento…”.

Regista arretrato

“A volte, giocando con i piedi all'interno dell'area, sembra che stiamo provocando la pressione dell'avversario, ma se fai bene e salti quella linea di pressione dai un vantaggio alla squadra per giocare più avanti. È una battaglia su cui bisogna lavorare. Ovviamente, se non lo fai bene, diventa un'arma a doppio taglio. Mi piace perché ho giocato con i piedi in tutta la carriera. Prima al Barça, poi al Liverpool, anche se non tanto. Ma al Napoli abbiamo giocato così. Mi trovo a mio agio. Mi sono adattato bene ai tempi”.

Gran carriera

“Sono stato fortunato che quando Van Gaal è arrivato al Barcellona e Hoek è stato chiamato come allenatore dei portieri. Veniva dalla scuola olandese. Ero giovane, avevo 14 o 15 anni. Abbiamo dovuto imparare a giocare con i piedi. Questo è stato il mio grande vantaggio: lavorare nello specifico sin da quando ero bambino, cosa che gli altri portieri hanno fatto molto dopo. Ora tutto è stato modernizzato. Prima, se eravamo fortunati ad averli, perché non tutte le squadre li avevano, lavoravamo con gli allenatori dei portieri. Era un lavoro più specifico. Adesso ci alleniamo con il resto della squadra e siamo coinvolti nelle stesse dinamiche”.

Corrieredellosport.it

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Covid, lady Luis Alberto: “Che duro l’isolamento. Vi racconto…”

Luis Alberto era uno dei positivi al Coronavirus in casa Lazio. Fuori da una decina di giorni, è sempre stato in isolamento a casa insieme alla moglie, positiva anche lei. E proprio Patricia, su Instagram, ha raccontato questi giorni difficili: “Non ho avuto la febbre, ma un mal di ossa, testa e gola. Mi sentivo stanca tutto il giorno e avevo difficoltà a respirare. Non ho ancora ritrovato gusto e olfatto”.

“Io e mio marito ci siamo messi in isolamento nei piani superiori della casa, mentre i miei suoceri, che si trovavano a Roma, si sono occupati dei bambini. Con loro non siamo mai entrati a contatto. Da giorni mi sentivo particolarmente stanca, ma pensavo fosse dovuto agli allenamenti. Poi Luis ha fatto il test ed è risultato positivo. Lo stesso giorno anche io mi sono sottoposta al tampone insieme a tutta la mia famiglia. I suoceri e i bambini negativi, io positiva”. Luis Alberto ora corre da Inzaghi, c’è la Juve domenica. A casa si è allenato, ma è fermo dal 27 ottobre. Le prossime ore saranno decisive per capire se i biancocelesti potranno contare sul Mago.

Corrieredellosport.it

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Tamponi Lazio, Pulcini: “Debolmente positivo? Senza senso”

Per la Serie A negativi, per la Uefa positivi. I casi strani di Coronavirus a Formello tengono sempre banco. Fanno discutere le situazioni Immobile, Leiva e Strakosha. Il medico della Lazio, Ivo Pulcini, in un lungo post ha provato a spiegare: “Cosa si cerca in un tampone? Tre geni. Il gene Rd Rp, che è specifico del Covid-19, il gene E e il gene N, che sono meno sensibili, spesso aspecifici e instabili. In particolare chi presenta tracce del gene N viene considerato debolmente positivo. Ma che senso ha? Se ripeto il tampone dopo un'ora posso trovarlo negativo. In un soggetto asintomatico e definito perfettamente sano dal clinico, anche attraverso sofisticati esami strumentali ed ematochimici, la presenza del gene N non ha alcun significato patognomonico o eziopatogenetico, cioè di malattia o di contagiosità, anzi può significare che il soggetto è entrato in contatto con un coronavirus, non necessariamente il Covid-19, e lo ha reso totalmente inoffensivo. Il gene N in questo caso rileva tracce di acido nucleico aspecifico, inerte e 'ballerino'".

La soluzione

“Dal laboratorio mi aspetto una risposta chiara e precisa, come è accaduto finora: positivo o negativo. Per questo spesso assistiamo a risultati differenti, da laboratorio a laboratorio, sullo stesso soggetto e su tamponi fatti in orari differenti nella stessa giornata. Nello sport professionistico ci sono protocolli che dobbiamo necessariamente seguire e rispettare. Di recente è stato ammesso il tampone rapido a immunofluorescenza, del quale saranno dotate quasi tutte le società sportive. L'affidabilità e la sensibilità non sono molto elevate, per cui un risultato positivo va testato anche con quello molecolare. E se confermata la positività il giorno della gara tutto il gruppo squadra dovrà essere sottoposto all'esame del tampone rapido. Questo servizio verrà offerto anche alla squadra ospite. Per tutti gli altri casi deve essere sempre il medico l'interprete dei risultati, dopo aver ovviamente sottoposto il soggetto ad una visita clinica accurata. Introduciamo in ogni ambito delle norme e delle regole che vadano bene per ogni cittadino di ogni nazione del mondo. Usiamo e rispettiamo le misure di protezione previste dai regolamenti statali e locali (le 3 M: mani, metro, mascherina), pensiamo alla prevenzione per rinforzare le difese immunitarie, con integratori, come la vitamina D, C e lattoferrina, tanta acqua (minimo 2 l al giorno e, possibilmente, oligominerale alcalina) e altro, a discrezione del medico, non ultima una dieta adeguata accompagnata da un'attività fisica moderata e costante. È necessaria la massima attenzione e protezione delle persone a rischio, con pluripatologie e le più vulnerabili. A scanso di equivoci, aggiungo che non sono né negazionista, né un no vax, ma semplicemente e orgogliosamente medico chirurgo”.

Il caso Immobile

A Radio Punto Nuovo, nel corso di Punto Nuovo Sport Show, Pulcini ha parlato ancora: "Differenza sui reagenti tra Uefa ed Italia? Non sono un genetista, mi documento perché cerco di capire. Da medico, quando faccio un tampone alla gola ad un bambino per lo streptococco, dal laboratorio mi dicono anche qual è l'antibiotico migliore. Il tampone non fa la diagnosi. Col tampone molecolare (non quello rapido) identifica tre geni, il primo specifico per Sars Cov2, poi aggiunge altri due geni con delle tracce di acido nucleico, che non causa malattia, che non porta contagio e non si può definire positivo. Non è possibile che nello stesso giorno un laboratorio mi da un risultato debolmente positivo ed uno totalmente negativo. Per la Uefa, anche chi è positivo al gene N deve essere isolato, in Italia può scendere in campo. Noi facciamo una serie lunghissima di esami, li riscontro anche migliori dopo questa scarsa positività, ho l'obbligo di dire ad un mio atleta che per me può giocare, così come può farlo per il protocollo Figc. Rispettiamo tutti i regolamenti, facciamo ogni 4 giorni il tampone, la Procura Federale non credo abbia trovato nessuna irregolarità. Io non sono un negazionista e non voglio essere etichettato e faccio le cose con scienza e coscienza. Casi come Hakimi ed Immobile? Ridicolo che Immobile venga indicato come un untore. Abbiamo avuto altri due casi debolmente positivi e poi riconosciuti negativi. Ho chiesto alla Uefa di uniformare i test e come si fa nel doping di avere delle contro-analisi, per avere una sicurezza" corrieredellosport.it