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Patric: “Senza limiti, se giochiamo bene vinciamo sempre”

Patric, difensore biancoceleste, è intervenuto ai microfoni di Lazio Style Channel, 233 di Sky:

“Quando si va bene è ancora più bello vedere i tifosi, stiamo facendo un ottimo campionato, vogliamo continuare così. L'ambiente quando si vince è positivo, più bello. Siamo contenti del nostro andamento, ora dobbiamo continuare così. Mi trovo bene con Adekanye, siamo stati insieme a Barcellona per tre anni, è un bravo ragazzo che si è integrato alla grande. 

Mi piace il ruolo che mi ha dato Inzaghi da centrale di destra in difesa. Mi piace costruire il gioco da dietro, rientra nelle mie caratteristiche. Lazio imbattuta quando sono in campo? Mi fa piacere, spero che questa statistica continui a lungo. Mi fa piacere ricevere l'affetto dei tifosi, vogliamo fare una grande stagione anche per loro. Stiamo giocando bene, dobbiamo andare avanti con questo spirito fino a Natale. 

Abbiamo una squadra importante, non dobbiamo porci obiettivi. La sosta cambia poco, la condizione fisica non cambia in una settimana. Mi dispiace per la mancata convocazione di Luis Alberto, avrebbe meritato la convocazione con la Spagna”. Sslazio.it

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Milinkovic: “Male in Europa, ma adesso pensiamo al campionato. Quarto posto alla nostra portata”

Un'ora di partita, poi la sostituzione. Milinkovic-Savic ha giocato 62' prima di lasciare il campo nel match valido per le qualificazioni ai prossimi Europei Serbia-Lussemburgo. La gara è terminata 3-2 per i padroni di casa. A margine, il centrocampista della Lazio ha rilasciato alcune dichiarazioni riguardo il suo club: "Abbiamo iniziato a giocare bene, ottenendo 4 vittorie consecutive. In Europa sono mancati i risultati, ma adesso è il momento di pensare al campionato. L'obiettivo è chiudere fra le prime 4 in classifica, come negli ultimi anni dove però abbiamo fallito. In questa stagione abbiamo le potenzialità per raggiungere il nostro traguardo. Immobile? E' fra i migliori attaccanti in Italia, spero continui così". Il serbo terminerà i suoi impegni con la nazionale domenica, dopo il match contro l'Ucraina.

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Correa: “Non voglio smettere di segnare. Lavoro per diventare leader e per la Champions. Non dobbiamo rilassarci”

Carlos Joaquin Correa, attaccante biancoceleste, è intervenuto ai microfoni di Lazio Style Channel, 233 di Sky:

“Mi piace segnare, è sempre bello farlo. Dopo il rigore sbagliato a Bologna avevo tanta voglia di fare gol, mi sentivo in colpa per quell'errore all'ultimo, poi mi sono sbloccato e tutto è andato bene. Lo staff, i tifosi e i compagni mi sono sempre stati vicini, aiutandomi in un momento complicato. Ho sempre cercato di migliorare, ho ricoperto vari ruoli in carriera nascendo trequartista, lavoro ogni giorno per dare il meglio nel mio ruolo nella Lazio. Con Immobile ho un grande rapporto, lui segna molto perché è sempre disponibile negli scambi, si fa vedere per ricevere palla anche in costruzione.

Quest'anno facciamo più gol, siamo più offensivi, Inzaghi ci vuole così. Lo scorso anno magari eravamo più coperti, il mister vuole migliorarci. La sconfitta di Ferrara è stata inaspettata, soprattutto dopo il primo tempo dominato. Ma il calcio è così, ormai non esistono più partite semplici. Adesso siamo terzi, non dobbiamo rilassarci e pensare che sia tutto raggiunto perché ci sono tante partite da giocare. Ci sono tante squadre forti dietro di noi, quindi dobbiamo giocare al massimo tutte le partite per vincerle.

Il mio riferimento è sempre stato Kakà, che partiva da dietro segnando tanti gol. Mi piace giocare più vicino alla porta per essere più decisivo possibile. Lavoro per diventare un leader in campo, fin da piccolo mi piaceva prendermi responsabilità nei momenti difficili per aiutare i compagni e la squadra. A Roma mi sono trovato subito a mio agio, qui mi sento come a casa. Il gol in finale di Coppa Italia contro l'Atalanta e i tre gol al Milan sono stati emozionanti e bellissimi, me li ricorderò per sempre. Ho tanti sogni, vorrei vincere sicuramente molti trofei, magari anche un Mondiale. Con la Lazio ho già conquistato una Coppa Italia, ora puntiamo ad arrivare in Champions League. Non dimentichiamo poi la finale di Supercoppa contro la Juventus, occasione importante per vincere ancora.

A Siviglia ho fatto qualche gol di testa, cercherò di ripetermi anche con la Lazio. Rispetto alla mia avventura con la Sampdoria ho cambiato la mentalità, sono un altro giocatore: primo pensavo a fare la giocata, ora sono diventato più concreto, penso al risultato. Nella Lazio ho buoni rapporti con tutti, siamo un gruppo unito, per il resto sto un po' di più con chi parla spagnolo. La Nazionale rimane il mio sogno, ci tengo molto all'Argentina. La sua maglia è simile a quella della Lazio, sono belle entrambe. Di Roma mi piace tutto, soprattutto la sua cucina. Amo la carbonara, anche se non la posso mangiare tutti i giorni. Gioco molto anche alla Playstation, FIFA è il mio gioco preferito. Prendo sempre la Lazio. Conosco anche il fantacalcio”.

sslazio.it

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Lotito: “Io il primo ad azzerare i benefits, niente biglietti gratis e trasferte pagate. Costretto a vivere sotto scorta”

Il presidente della Lazio Claudio Lotito ha rilasciato un'intervista al quotidiano 'Libero', parlando della criminalità presente in alcuni ambienti del tifo organizzato e della sua esperienza personale da quando è alla guida della Lazio: “Per combatterli vivo sotto scorta. Sono criminali che fanno soldi con il calcio. Io ho sempre operato con una netta separazione tra il ruolo del Presidente e quello dei tifosi: loro sono appassionati che devono sostenere la squadra con il cuore nel rispetto delle regole. Il Presidente invece è custode del patrimonio storico e sportivo della società senza scendere a patti e compromessi e senza farsi condizionare nelle scelte gestionali e strategiche. Sono stato il primo ad arginare i delinquenti azzerando i benefits: niente abbonamenti e biglietti gratis, basta con le trasferte pagate dalla Lazio. Da una parte questo mio comportamento ha consentito alla società di interrompere un connubio censurabile sotto tutti i punti di vista, dall’altra parte ha acuito minacce e intimidazioni nei miei confronti, ed ancora oggi sono costretto a vivere sotto scorta”. La nomina del Prefetto D'Angelo non è casuale: “L'ho voluto fortemente, sono sempre stato dalla parte delle istituzioni e della legalità. Grazie ad una proficua collaborazione quotidiana siamo in grado di poter dar risposte immediate ad ogni iniziativa volta a destabilizzare la credibilità e la serenità dei giocatori e del club e tesa a minare l’immagine della società anche all’estero".

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Strakosha: “La Champions è alla nostra portata, ma deve diventare difficile segnarci”

Torna a parlare Thomas Strakosha, stavolta in una lunga intervista al Corriere dello Sport. Il portiere albanese racconta il rapporto col padre Fotaq, della sua nazionale e ovviamente della Lazio. Eccom alcuni passaggi salienti: La Champions non è un sogno, ma un obiettivo concreto. Abbiamo le capacità per arrivare fra le prime 4, dobbiamo crederci e pensare partita per partita. Il rigore di domenica? Secondo me neanche c'era, ma non mi considero un para rigori. Spero di diventarlo certo, per aiutare la squadra. Le nuove regole ci mettono in difficoltà, con Grigioni studiamo i rigoristi prima del match. Ero arrabbiato per i due gol subiti, penso che non prendere reti sia importante anche per l'immagine che si proietta della Lazio. Deve diventare difficile segnarci, per questo mi dispiace prendere due gol, anche se arriva una vittoria. La delusione più grande da quando sono alla Lazio? Ovviamente la sconfitta contro l'Inter nell'ultima di campionato del 2018. Non ero al meglio, neanche dovevo giocare, mentre la soddisfazione più grande è stata parare il rigore a Dybala a Torino. Le critiche? Non ascolto, ci sono sempre stati pregiudizi, ma va bene così. Se criticano me non criticano la squadra”.

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Lazio-Lecce, Liverani: “Inerzia cambiata dopo il rigore, andava ripetuto”

E’ passato qualche giorno, ma oggi, a mente più fredda e lucida, è tornato a parlare Fabio Liverani. Il tecnico del Lecce ha voluto fare il punto dopo la sconfitta rimediata contro la Lazio dopo che, a causa di qualche polemica, domenica pomeriggio allo stadio “Olimpico” a parlare è stato il solo Presidente Sticchi Damiani.

“Salvo tante cose della prestazione di domenica – commenta il tecnico. Abbiamo giocato a viso aperto, creando tanto, contro una squadra davvero forte. Ci è mancato qualcosa sotto porta, alcuni errori individuali in difesa, ma sono contento di alcune giocate che denotano come stiamo crescendo sul piano della personalità. Era inevitabile concedere qualcosa alla Lazio: l’inerzia è cambiata dopo il caos del calcio di rigore”.

Impossibile non tornare, allora, sull’episodio che tanto rumore ha fatto: il rigore calciato da Babacar e corretto in gol da Lapadula. Il caso è noto: l’arbitro Manganiello – aiutato dal VAR – ha valutato la posizione dell’ex Milan di invasione dell’area di rigore prima della battuta del penalty anche se, nello stesso momento, due difensori biancocelesti avevano già abbondantemente superato la linea.

Tra regolamento e prassi, la visione sulla possibile ripetizione del rigore non è univoca: la società ha deciso di non ricorrere contro il possibile errore tecnico del direttore di gara, anche se ha espresso perplessità sulla violazione dell’art. 14 lettera c) del Regolamento del Gioco del Calcio.

Sul tema non spreca molte parole Liverani: “il mio pensiero è quello espresso dal Presidente. Non aggiungo altro”.

E su Babacar ci tiene a dire: “non creiamo casi inesistenti. Il tiratore, e responsabile della battuta, è Mancosu che è libero di lasciare la palla al compagno che lo chiede. Non c’è nessun colpevole e nessun capro espiatorio: Mancosu ha lasciato l’incombenza a Babacar contro il Milan e contro la Lazio. Io di certo non posso fare il babysitter: nello spogliatoio sanno quali sono le regole, quindi nessuno ha alibi e tutti sono responsabili. Fermo restando che El Kuma, fino a quel momento, ha fatto un’ottima partita“, prosegue il mister.

“La Mantia? Si è sbloccato domenica scorsa siglando il primo gol in carriera in Serie A: ogni giocatore sa quello che mi aspetto da loro. Andrea ha risposto alla grandissima: ha lavorato, ha giocato, ha fatto gol e ha rischiato di farne un altro. Per me è una bella cosa, come anche per lui che si è tolto una sua soddisfazione”.

Ora ci sono due settimane a disposizione della comitiva giallorossa prima di tornare in campo: dopo la sosta, domenica sera (ore 20:45) al “Via del Mare” arriverà il Cagliari, vera sorpresa di questo campionato, terzo in classifica e che vola sulle ali dell’entusiasmo.

“Il Cagliari arriverà a Lecce probabilmente nel suo momento migliore: in questo momento è forse la squadra che si esprime al meglio. Ma non guardiamo troppo gli altri: ce la giocheremo come sempre”.

leccenews24

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Strakosha decisivo: “Voglio crescere in personalità, ma le critiche non mi interessano” (AUDIO)

Il portiere della Lazio Thomas Strakosha ha commentato così in zona mista il match vinto contro il Lecce: “Oggi abbiamo giocato bene, meritavamo la vittoria. Abbiamo sofferto forse un po' alla fine, abbiamo mollato un pochino, ma era importante il risultato e che ora siamo al terzo posto”.
Cosa vi ha messo in difficoltà? “Abbiamo perso forse qualche duello aereo e non abbiamo gestito bene qualche contropiede, solo quello”. 
Il colpo di testa di Babacar? “La cosa importante è che non sia entrata. Il rigore contro? Per me non era rigore, però c'è la VAR, sicuramente hanno visto qualcosa che io non ho visto. Sono contento di averlo parato. Siamo felici per la vittoria, per l'Europa meno. Abbiamo altre due partite in Europa dove dobbiamo dare il massimo, poi vedremo quello che succederà”.
Come stai? “Ho qualche problema, giochiamo al calcio e non c’è nessuno al 100%. Io sono felice e cerco di aiutare la mia squadra”.
Le critiche? “Non mi interessano proprio. Se dovessi vivere ascoltando tutte le critiche non vivrei. So di avere un ruolo importante, bisogna avere ancora più personalità ma quello mi carica ancora di più”.
Credi nella Champions? “Ci abbiamo sempre creduto, sappiamo quali errori abbiamo commesso nelle scorse stagioni e non dobbiamo ripeterli". 

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Immobile non si ferma: è sempre più capocannoniere: “Gioia con il brivido” (AUDIO)

Premiato a inizio gara dalla Lega come miglior giocatore d'ottobre, non cambia il risultato a novembre. Immobile continua a segnare. Ecco il quattordicesimo gol in Serie A, Ciro stavolta trasforma il rigore, è sempre più capocannoniere. E' stanco, distrutto, eppure fa centro senza nemmeno faticare. Adesso è a un solo gol da Rocchi, terzo marcatore della storia biancoceleste. Finisce nel tabellino per la decima volta consecutiva nelle ultime 12 gare. Cosa gli si può dire? Immobile è addirittura il secondo assistman (5 dietro Luis Alberto a 8) laziale. Regala il passaggio decisivo a Correa per il tre a zero e in pratica chiude il match col Lecce. A fine gara parla da leader: “Vittoria importante e sofferta? Sì, assolutamente, il Lecce era ben messo in campo, ci ha messo in difficoltà. Siamo stati bravi, non era semplice. Il campionato si sta facendo più duro, e oggi gli avversari l’hanno dimostrato. Poi c’era un po’ di stanchezza e rammarico dopo l’Europa League, siamo stati bravi. Lasciamo sempre un piccolo brivido ai nostri tifosi, ogni tanto abbiamo degli sbandamenti, dobbiamo crescere soprattutto in quello. Ora testa alla Nazionale per chi deve andare. Ballottaggio Belotti? E’ bello, è giusto che i giocatori si presentino all’Europeo al top sia fisicamente che mentalmente. Vogliamo dire la nostra, ben vengano i ballottaggi. Per me è positivo, siamo amici, chi starà meglio giocherà. Obiettivo superare 41? L’obiettivo sarebbe vincere tutte le partite, se arriva un mio gol ben per me, ma l’importante è la squadra. Metto sempre compagni, staff e mister davanti a tutti. Siamo una famiglia, dobbiamo fare bene, questa squadra lo merita”. Ilmessaggero.it

 

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Milinkovic torna Sergente: “Già dicevano che ero fuori forma” (AUDIO)

In zona mista, al termine del match vinto contro il Lecce, è intervenuto il giocatore della Lazio Sergej Milinkovic-Savic: “Sono contento, dopo una partita come quella di giovedì dove abbiamo fatto male, vincere oggi era importante. Siamo tutti contenti”.
Il gol una liberazione? Sentivi la pressione? “Sì, sicuramente. Qualcuno aveva già iniziato a scrivere che non sono in forma, ma lasciatemi un po’ di tempo perché sto tornando”. 
Perché questa doppia faccia tra l’Europa League e il campionato? “Giovedì nel secondo tempo secondo me abbiamo creato tante occasioni, ma la palla non voleva entrare. In campionato invece è entrata”.
Potete conciliare campionato ed Europa League? “È difficile giocare al massimo sia campionato che Europa League giocando giovedì, però non è impossibile recuperare”.
Il rigore contro? “Mi hanno detto che non c’era. L’ho toccato poco poco, ma se si fischia ogni contatto se ne devono fischiare 10 a partita”.
Obiettivo Champions? “Tutti gli anni è il nostro obiettivo, ora siamo terzi e speriamo di rimanerci fino a fine stagione. Mi piace essere sotto pressione, in tanti mi dicono che gioco meglio quando mi mettono pressione". Tuttomercatoweb.com

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Inzaghi: “Era tosta ma la striscia continua. Creiamo e concediamo, siamo fatti così” (AUDIO)

Dopo la partita con il Lecce, il tecnico biancoceleste Simone Inzaghi è intervenuto in conferenza stampa:

"Abbiamo vinto, continuando la nostra striscia vincente. Non è stato facile battere il Lecce, sono una squadra ostica. Il nostro approccio alle partite tra Serie A ed Europa League è lo stesso, la differenza la fanno gli episodi. Abbiamo trovato una squadra fisica, che con due attaccanti ci ha messo in difficoltà. Avremmo dovuto gestire meglio il finale, ma siamo stati bravi a portare a casa i tre punti. 

Ero tranquillo anche quando i risultati non arrivavano, ci mancavano solo quelli ma vedevo che giocavamo bene e che la squadra era sul pezzo. Dobbiamo cercare di trovare l'equilibrio, abbiamo tanti giocatori d'attacco che ci danno tanta qualità. Radu e Marusic stanno accelerando per tornare il prima possibile, spero di recuperarli il prima possibile. Ora c'è la sosta, che arriva dopo un calendario fitto".

 

Dopo il triplice fischio di Lazio-Lecce, il tecnico biancoceleste Simone Inzaghi è intervenuto ai microfoni di Lazio Style Channel, 233 di Sky:

“La Serie A è difficile, ogni gara crea delle insidie. Il Lecce è una squadra molto organizzata con due centravanti molto validi come Babacar e Lapadula. Noi abbiamo creato molte occasioni da gol, avremmo dovuto prestare più attenzione in occasione del gol del pari dei giallorossi. 

Dobbiamo proseguire su questa strada perché oggi abbiamo una buona classifica e vogliamo preservarla. Abbiamo cercato di palleggiare e ci siamo riusciti bene, dovevamo essere più cinici. Avremmo dovuto chiudere la prima frazione di gioco con un vantaggio più ampio. Gli episodi possono condizionare le gare e lo abbiamo scoperto giovedì quando un rigore a nostro favore ci avrebbe consentito magari di superare il Celtic. Oggi siamo riusciti ad indirizzare gli episodi dalla parte nostra.

Joaquin Correa si sta ritagliando uno spazio importante perché è un professionista serio che dà sempre molto per la squadra. Avrebbe potuto segnare più reti, ma gli sto chiedendo sacrifici anche in fase di non possesso. Gli attaccanti che sono a mia disposizione mi stanno dando grandi soddisfazioni. Il pareggio con l’Atalanta può averci dato uno slancio in più, ma ero già fiducioso perché vedevo che la squadra mi stava seguendo. Sapevo che con il tempo sarebbero arrivati anche i risultati. 

Sapevo che la gara di oggi sarebbe stata molto insidiosa, ma ho chiesto ai miei ragazzi di riversare sul campo tutte le energie che erano rimaste”. sslazio.it