Il presidente della Lazio Claudio Lotito, per festeggiare i quindici anni alla guida del club, ha rilasciato una lunga intervista a Sportmediaset, nel corso della quale ha parlato del presente e del futuro dei biancocelesti.
"Immaginano una società molto strutturata, che cresca sotto il profilo della credibilità e dell'orgoglio di appartenenza ed in grado di competere ai massimi livelli del calcio internazionale".
"Un rimpianto? quello di non essere riuscito a costruire lo stadio, un progetto pronto nel 2005 e che a distanza di 15 anni ha rallentato il progetto di crescita del club".
Interrogato poi sul futuro di Sergej Milinkovic-Savic ha affermato: "Non si tratta di un problema economico dell'offerta. Milinkovic è un ragazzo serio attaccato ai colori dalla Lazio che giustamente ha anche le sue ambizione. La Lazio è una grande famiglia dove tutti devono sentire il senso di appartenenza e non essere mortificati. Lo scorso anno ho respinto offerte importanti. Quest'anno, anche per gli impegni assunti con il calciatore ed il suo staff, e per quello che ha dimostrato avrei meno armi da spendere per evitare che siano appagati i suoi sogni e le sue aspettative. Vediamo che succede nel rispetto degli impegni della società e del ragazzo".
Sull'obiettivo Champions League: "Due stagioni fa lo abbiamo mancato con l'Inter avendo due risultati possibili a favore. Quest'anno abbiamo avuto delle défaillance con delle squadre che erano meno competitive e che forse abbiamo sottovalutato. L'unica cosa che ci ha ripagato è stato il conseguimento della Coppa Italia grazie alla quala quale abbiamo annoverato un altro trofeo in bacheca. Mi auguro che la prossima stagione ci sia consapevolezza delle nostre potenzialità e la capacità di imparare dagli errori degli anni passati così da ottenere i risultati sportivi e di classifica che meritiamo".
In riferimento al "periodo di silenzio" di Inzaghi prima del rinnovo e sulla scelta di Tare di rimanere a Roma: "Il comportamento di Simone fa parte dell'ordine delle cose. È nato e cresciuto nella Lazio. Io gli ho dato solo la possibilità di esprimersi e lui ha ottenuto ottimi risultati. Diciamo che l'erba del vicino è sempre più verde e tutti puntano ad andare nelle squadre più blasonate. Io vorrei far capire alle persone che il blasone nasce dall'ambiente e non soltanto da ciò che un club ha rappresentato nel passato e che può rappresentare nel futuro. Per questi motivi ed anche in base ai risultati ancora da raggiungere ritengo giusta la scelta di Inzaghi e di Tare di rimanere. Igli è una persona molto attaccata alla società e rappresenta un valore aggiunto, uno stimolo anche per il sottoscritto. Ha deciso di rimanere alla Lazio che sente casa propria, viceversa avrebbe conseguito maggiori guadagni ma minori soddisfazioni". Laziopress.it