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Reja: “Tare ha avuto l’opportunità di lasciare la Lazio, ecco cosa gli ho consigliato…”

Edy Reja ha allenato la Lazio dal 2010 al 2012 e nel 2014. L’attuale Ct dell’Albania ha parlato così di Tare e del suo futuro, ai microfoni di vipsport.al.

TARE – “Conosco bene Tare, il nostro rapporto va avanti da molto tempo. Ha lavorato molto bene con me, abbiamo programmato il calciomercato durante il mio periodo di 4 anni alla Lazio. È un uomo molto leale e mi ha aiutato quando ho avuto grossi problemi negli spogliatoi. Sta facendo un lavoro incredibile in biancoceleste, ogni anno trova grandi giocatori e non capisco come faccia. Lotito deve essergli grato, anche se Tare lo fa perché ha passione e grandi capacità”.

LASCIARE LA LAZIO – “Ha avuto l’opportunità di lasciare la Lazio, ma io gli ho consigliato il contrario: ‘Ma dove vai, resta a Roma dove conosci l’ambiente’. Queste cose vanno programmate in anticipo. Abbiamo parlato pochi giorni fa, mi ha chiamato anche prima della partita contro la Moldavia e mi aveva detto che avremmo vinto 2-0. È stato un buon profeta”. Lazionews.eu

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Rocchi sogna una scalata alla Inzaghi: “Mi ispiro a Delio Rossi”

Nove stagioni con la maglia della Lazio e più di 100 gol, da due anni Tommaso Rocchi ha iniziato il percorso sulla panchina delle giovanili biancocelesti. Fresco campione regionale Under14, è stato appena promosso in Under15. Intervista di Enrico Sarzanini da Leggo

Per Rocchi è stata una stagione da incorniciare, culminata con la vittoria contro la Roma in finale. Il massimo.
"Per un laziale come me la soddisfazione è doppia, visti i derby che ho vissuto da calciatore. Sono soddisfatto sia per il risultato finale (3-0, ndr) che per come hanno giocato i ragazzi e sono cresciuti nel corso della stagione. Abbiamo fatto un campionato bello ed importante, non abbiamo mai perso".

Nel ruolo di allenatore subito grandi soddisfazioni, Rocchi ha trovato la strada del suo futuro?
"Quando smetti di giocare non sai cosa vuoi di preciso. Ho iniziato con le telecronache a Sky, ma quando ho iniziato ad allenare ho capito che era la mia strada. Andare al campo, mettere gli scarpini e trasmettere la mia esperienza ai ragazzi mi ha fatto sentire vivo".

C'è un allenatore in particolare preso come riferimento?
"Devo molto sia a Silvio Baldini che a Delio Rossi ma se devo fare un nome dico Guardiola il migliore in assoluto. Non sono uno che si fissa con un'idea ma mi piace prendere spunto un po' da tutti». Laziopress.it

 

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Salernitana, Lotito: ‘Vinto contro tutto e tutti, i giocatori della Lazio? Non vogliono più venire in prestito qui”

Claudio Lotito al veleno nel post partita del Playout tra il Venezia e la sua Salernitana che, dopo i calci di rigore, ha conquistato la permanenza in Serie B. Il presidente dei granata si è presentato in sala stampa al termine della gara con una maglietta che inneggia al centenario della Salernitana (il 19 giugno il club compie 100 anni).

Queste le sue parole: "Chi ha provato a mandare in C la Salernitana? Tutti. La sofferenza è arrivata perché questa squadra era stata costruita per i playoff, compromessi da un blackout generato da un ambiente ostile che ha minato la serenità attorno alla Salernitana".

CHE SOLLIVEO! –  “Questa è una battaglia vinta dalla società, dallo staff, dalla squadra da tutti quanti. Lo dimostra il sacrificio che oggi si è visto sul campo. Si ripartirà con una nuova stagione memori di questa situazione. Mi auguro che chi ha messo in atto queste iniziative la smetta sennò ognuno si regolerà: ‘Nemo propheta in patria’. Io ho investito tanto, ma i giocatori della Lazio non ci vogliono più venire in prestito qui perché sentono un clima non favorevole”. RETROSCENA SU MICAI – "Micai l’avevano sostituito, sono entrato io nello spogliatoio e gli ho detto che ci avrebbe fatto vincere la partita". 
Una versione confermata anche dal tecnico Menichini "È vero, Lotito è entrato nello spogliatoio mentre al giocatore girava la testa e non se la sentiva di proseguire. Io avevo preparato la sostituzione, mentre il presidente ha chiesto dei sali minerali per Micai e gli ha detto di continuare a giocare. Poi sappiamo com'è andata a finire. Mancato rispetto dei ruoli? La domanda è lecita, però il suo è stato un intervento risolutivo".

VITTIMA? –  “L’occhio del pallone ingrassa il cavallo: lo dico perché questa è una squadra di qualità, mortificata dall’ambiente. Poi io ho affidato la squadra a un allenatore che ha riportato serenità. Adesso la Salernitana si è salvata sul campo, ma se il Palermo non fosse retrocesso i playout sarebbero dovuti essere questi, l’ho detto anche a Cosmi. Il problema di questo paese ogni volta che qualcuno fa qualcosa, soprattutto se si chiama Lotito, è che ci sono dietro gli interessi. È ora di finirla con questa storia".

calciomercato.com

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Tare: “Lazio grande club, è il mio presente. Milan? In futuro tutto può accadere. Inzaghi? Andava convinto del progetto”

Dopo avere convinto Simone Inzaghi a restare alla Lazio, paradossalmente adesso è Igli Tare che potrebbe essere costretto a scegliere. Il d.s. biancoceleste infatti ha gli occhi del Milan puntati addosso. Un motivo d’orgoglio. “Questo fa parte della nostra professione, ma serve equilibrio – ha detto Tare al sito albanese Puno në Top Channel -. Quello che è importante è che sono in un grande club e in un ambiente molto familiare, fattore importante per ottenere risultati positivi”.

SFERA DI CRISTALLO   

Tare, ovviamente, non si sbilancia, anche perché sa che il presidente Claudio Lotito ha molta fiducia in lui e il d.s. si trova bene a Roma: “Non posso prevedere il futuro – ha detto ancora -. Ciò che è importante è il momento attuale, essere felici e sentirsi bene, avere successo nel mio campo e avere il giusto entusiasmo in un ambiente positivo. Questa è una delle cose principali. Per quanto riguarda il futuro, non posso prevederlo, ma dal momento che sono un professionista, tutto può succedere”.

IL CICLO INZAGHI

Tare ha parlato anche del rinnovo del contratto di Inzaghi: “Non è stato un problema convincerlo o meno. È una questione di rapporti, di prospettive. Inzaghi è uno dei personaggi che ha scritto la storia della Lazio, ha una storia di 20 anni con questo club. Credo che il suo ciclo con la Lazio non sia ancora chiuso. Da un lato è stato semplice trattenerlo, dall'altro doveva essere convinto del progetto che il club sta mettendo in atto e doveva analizzare questo aspetto”

gazzetta.it

 

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Baggio incorona Milinkovic: “Ha tutto per diventare un grande”

Anche dopo 25 anni, Roberto Baggio non ha superato lo choc del rigore sbagliato a Pasadena nella finale mondiale con il Brasile di Usa ’94. “Ancora oggi non dormo bene per quell’errore. Purtroppo e’ successo e tali situazioni spiacevoli possono servire da lezione“, ha detto Baggio oggi a Belgrado dove e’ intervenuto in qualita’ di promoter ufficiale del Campus calcistico per bambini e ragazzi serbi, un progetto italiano che si tiene per il quinto anno consecutivo su iniziativa di Banca Intesa in collaborazione con l’Istituto di assicurazione DDOR di Novi Sad.

L’ex attaccante ha ammesso di non aver mai avvertito il desiderio di fare l’allenatore (“pensavo a giocare“), nè di andare a giocare all’estero per il timore di uscire dal giro della nazionale. Si e’ congratulato con Sinisa Mihajlovic, che e’ riuscito a salvare il Bologna dalla Serie B, e tra i calciatori serbi ha detto di ammirare in particolare il laziale Sergej Milinkovic-Savic. “E’ forte, sia fisicamente che tecnicamente, ed e’ molto giovane. Ha tutte le qualita’ per diventare un grande calciatore“. Del resto, ha osservato, dalla ex Jugoslavia sono usciti tanti campioni, e ancora oggi numerosi calciatori di Paesi ex jugoslavi giocano con successo in Italia. A una domanda poi sul calcio italiano, Roberto Baggio ha detto che “il campionato italiano e’ il più difficile”, anche se la tattica spesso ostacola lo sviluppo del bel gioco. Ansa

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Luis Alberto: “Stagione difficile, giocavo con infiltrazioni. Rinnovo? Non ne so nulla, ma con Inzaghi c’è grande affinità”

Luis Alberto ai microfoni di 'ABC Sevilla'. Una lunga intervista, dove racconta la sua stagione, con uno sguardo al futuro. Nello specifico, interessante il passaggio sul rinnovo contrattuale del quale si parla nelle ultime ore. : "Dopo tre stagioni a Roma sto bene, ho superato l'adattamento del primo anno, i compagni ora mi conoscono. La seconda stagione è stata grandiosa, mentre nell'ultima a causa di alcune circostanze – soprattutto gli infortuni – ho iniziato male. In compenso ho trovato un'altra posizione sul campo per me (mezzala, ndr), che mi piace molto, sono molto soddisfatto".

INFORTUNI. "La pubalgia e la lesione all'adduttore mi hanno causato parecchio dolore. Dovevo giocare con le infiltrazioni. I primi mesi di campionato sono stati i peggiori, ho perso tante partite. Venivo da una stagione in cui avevo disputato 47 partite, senza perdermene nessuna o quasi. Io voglio sempre giocare".

RINNOVO. "Dopo il rinnovo dello scorso anno, ho altri tre anni in più. Sono molto felice, e questa è la cosa più importante. Si parla di tutto, ma nel calcio non sai mai dove potrai essere domani. Rinnovo? Qualche notizia mi è arrivata, ma esclusivamente dalla stampa: onestamente, se ci fosse qualcosa di concreto dietro, l'avrei saputo già dal club. Non mi hanno comunicato nulla in questo senso. Non conosco i piani futuri del club. Sì, so che il mister mi adora, con lui c'è affinità. È un grande allenatore e siamo sempre in contatto. Parla sempre bene di me. L'importante è essere felici e io sono felice. Mi sento stimato".

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Durmisi verso la cessione: “Potrebbe servire fare un passo indietro per dimostrare di meritare alti livelli”

Riza Durmisi si difende, risponde alle critiche che gli sono piovute addosso dopo una stagione deludente e rilancia ai microfoni di una testata giornalistica danese. Ci sono anche degli indizi di mercato: “Nella mia carriera ho sempre fatto solo dei passi avanti, potrebbe servire farne uno indietro per ripartire. È chiaro che io sia un terzino offensivo e possa migliorare ancora in difesa. Ma ho giocato in squadre come Bröndby, Betis e Lazio, evidentemente non sono andato così male. Ho ancora tanta fame, voglio dimostrare di meritare questi livelli“. “Si possono prendere in considerazione molti episodi specifici per un difensore. Si dice sempre che se i difensori commettono errori, costa quasi sempre caro. È la parte difficile del mio ruolo. Ora volgio provare a quelli che non credono in me e a me stesso quanto valgo“.

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Lotito: “Inzaghi ha rinnovato, il confronto deve esserci e ci siamo chiariti. Milinkovic? Faremo il necessario affinché resti chi ha stimoli”

Lotito ai microfoni di Radio Rai Sport: "Abbiamo rinnovato il contratto con Inzaghi, rinnovo che nonostante le cose dette dalla stampa era nell’ordine delle cose. Io non ho mai fatto intendere un epilogo diverso da questo. Ora ripartiamo tutti insieme, per raggiungere gli obiettivi che da 3 anni avevamo alla portata e non abbiamo mai raggiunto. Mancano gli aspetti formali, ma è tutto fatto. Non mi sono mai preoccupato, conosco Inzaghi e la nostra è una grande famiglia. Abbiamo un rapporto che va oltre l’aspetto lavorativo ed insieme abbiamo convenuto di poter proseguire insieme. Per noi non c’è stata mai esitazione in questo senso, poi è prevalso lo spirito di appartenenza comune. Juventus? Non entro nel merito del vero o non, contatti diretti io non ne ho mai avuti. Quello che conta è aver creato un’armonia ed aver messo le basi per una nuova organizzazione volta al miglioramento della squadra. L'amore per la Lazio? Non solo Inzaghi, l’amore è di tutte le componenti. Io penso di governare con il buon senso di un padre di famiglia. Alcune cose potevano essere mal interpretate ma nel momento che vengono poste in essere in modo coerente, alla fine si trova sempre una soluzione. Ripeto, da parte nostra non c’è stato alcun braccio di ferro, sono voci mediatiche usate per strumentalizzare in senso negativo. La dialettica ed il confronto ci devono essere, come in ogni famiglia, ci siamo chiariti ed abbiamo ricreato una carica psicologica giusta. Ora potremo affrontare una nuova stagione con uno spirito diverso”.

CORSA CHAMPIONS: “Abbiamo lottato senza arrivarci, ma non si può dire che non abbiamo lottato ne che siamo stati inferiori alle altre squadre. Gli obiettivi sono legati a storie e fattori imponderabili che incidono in maniera importante. La squadra non ha raggiunto l’obiettivo non perché non fosse in grado, ma perché le situazioni hanno portato a questo. Ecco perché stiamo parlando di come affrontare la prossima stagione, c’è convergenza di tutte le componenti da questo punto di vista”.

IMMOBILE. “La società non lo ha mai messo in discussione. Ha fatto un numero di gol di tutto rispetto. Lo scorso anno ha fatto tantissimi gol ed era candidato alla scarpa d’oro, quest’anno non è stato così e c’è stata una flessione, ciò non toglie che resta un giocatore di valore. La società non ha mai messo in discussione le qualità ed il suo senso di appartenenza”.

MILINKOVIC. “Abbiamo allestito un programma, vedremo cosa sarà funzionale al raggiungimento degli obiettivi. lo scorso anno abbiamo declinato delle offerte, quest’anno faremo quello che sarà necessario affinché i giocatori abbiamo gli stimoli giusti per stare qui. Le voci di mercato? Si vince tutti insieme e si perde tutti insieme, il risultato è un mix di ruoli che partono dalla squadra e dallo staff ma anche dai tifosi che sono il 12esimo uomo in campo e che quest’anno non sempre ci hanno sostenuto. Serve coesione di tutto l’ambiente. Mercato? Ci sarà quello che serve che ci sia, sulla base non dei nomi ma delle necessità tecniche per attuare il programma prefissato”.

 

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Gasperini: “Avrei guadagnato di più a Roma, ma l’Atalanta fará un grande mercato e terrà i big. Sará squadra da Champions”

L'allenatore dell'Atalanta, Gian Piero Gasperini ha dichiarato in un'intervista alla Gazzetta dello Sport: "Roma è Roma, credo si potesse fare un buon lavoro e di sicuro avrei guadagnato di più. Ho preso tempo. A tutti i club che mi hanno contattato, anche dall'estero, ho spiegato che non avrei risposto prima dell’incontro con il presidente Percassi. La questione non era economica, ma tecnica. Non avevo bisogno di una big. Per società, squadra e tifo, io sono già in una big. Difficile trovare una proprietà appassionata e generosa come quella dei Percassi. Non potevo lasciare l’Atalanta e la sua gente prima della Champions.Tutta la città mi ha voluto bene. Non esiste una tifoseria di famiglie come la nostra".  CALCIOMERCATO – "Per prima cosa, non parte nessuno. Avviso ai naviganti: non avvicinatevi che tanto l’Atalanta non vende. Neppure se uno porta 60 milioni per Zapata o Mancini? A quelle cifre ne parliamo, perché si possono trovare sostituti. Nessuno parte e poi acquisti importanti in attacco, alternative per Gomez, Ilicic e Zapata. Un centrocampista, due se non verrà riscattato Pasalic. In difesa e sulle fasce siamo più attrezzati. Vedremo le opportunità che si presenteranno. Il mercato ormai si fa così, non inseguendo i sogni. Non mi aspetto 4-5 Ilicic. E’ nella natura dell’Atalanta scommettere su qualche giovane, ma 3-4 devono essere giocatori di spessore, già pronti per la Champions. Penso a una rosa di 17-18 titolari più qualche giovane. Il presidente Percassi è stato sempre disponibile a rafforzare la squadra, nel rispetto sacro dei bilanci. Ora l’asticella si è alzata. Luca Percassi sarà impegnato in modo diretto nella costruzione tecnica della squadra, a tempo pieno. Questo garantirà velocità d’azione e presenza continua. Un punto determinante nella decisione di rimanere a Bergamo. Ho allenato campioni come Milito e Thiago Motta, ma credo che la prossima Atalanta sarà la mia squadra più forte". 

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Gattuso: “Dal Milan avuto più di quanto dato. Ho voglia di allenare, serve un club che scelga me e il mio staff”

Rino Gattuso è a Capri. L'occasione? Festeggiare il sessantesimo compleanno di Carlo Ancelotti: "A lui tengo tanto" dice a Sky l'ex allenatore del Milan, "È stato un allenatore e un maestro. Ci sentiamo spesso, la storia dice che ha molto più esperienza di me e mi sta aiutando anche moltissimo in questa mia nuova avventura da allenatore". Che nel Milan, il suo Milan, si è conclusa da pochissimo. "Ma a me ha dato tantissimo. La scelta è stata sofferta ma giusta, io credo che comunque il Milan sia in buone mani: ci sono dirigenti in gamba, la società è composta da grandi uomini e penso che i tifosi non si debbano preoccupare. Purtroppo non siamo stati bravi a dare un colpo da ko, dovevamo dare una sterzata alla stagione. Ma quando hai fatto 68 punti, che non sono pochi, pensi comunque che gli aspetti positivi siano superiori rispetto a quelli negativi. Il gruppo è giovane, tra l'altro: ci sono ampi margini di miglioramento. Abbiamo gioito e ci siamo dispiaciuti, ma avere avuto un seguito di 1 milione e 117mila tifosi è un dato importante. L'entusiasmo non si deve perere: ringrazio tutti per quello che mi hanno dato".  Sempre sul suo addio al Milan, di Gattuso è stata applaudita la scelta di rinunciare a molti soldi: "Ma io non vogio parlarne. Con il Milan non si parla di soldi. È stata cavalcata la notizia: quando si parla con persone perbene e c'è di mezzo il cuore, non si agisce in maniera diversa. Ho dato molto meno di quel che ho ricevuto dal Milan, non voglio essere elogiato: per me è stato normale fare questo passo per quell'ambiente che ho condiviso per tantissimi anni". E ora c'è il futuro, che intriga. "C'è voglia di allenare, sì. Non di fermarsi. Ma siamo un gruppo di lavoro, voglio condividere ogni cosa con le persone con cui sono a stretto contatto. Capire quindi cosa fare, dove andare e cosa proporre. La nostra idea è quella di proseguire e continuare a fare quel che abbiamo fatto in questi anni, ma non siamo da soli: ci serve un club che ci scelga. Vedremo". E a proposito di questo, le offerte in Italia non mancano: alcune, concrete, sono arrivate dalla Sampdoria e anche dalla Lazio, in caso di addio di Inzaghi. L'allenatore preferirebbe però provare una nuova esperienza all'estero, dove però non sono arrivate proposte finora particolarmente decise. In ogni caso, prima di accettare, Gattuso sembra intenzionato a valutare molto bene i progetti e le strategie che gli verranno presentate.

gianlucadimarzio.com