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Luiss, Inzaghi: “Champions e Coppa, vogliamo il massimo!” (VIDEO)

LUISS – Mister Inzaghi presente al ‘VI corso da team manager’ organizzato, tra gli altri, da Guglielmo Stendardo

 

LUISS – Parola a mister Inzaghi…

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Farris: “Patric chiave per aprire le squadre chiuse. Senza Europa abbiamo più tempo per preparare le partite”

Massimiliano Farris, vice allenatore della squadra biancoceleste, ha analizzato la gara Lazio-Parma, 28ª giornata di Serie A TIM, ai microfoni di Lazio Style Channel, 233 di Sky, all’interno della trasmissione ‘Zona Cesarini’:

“L’idea di Patric è stata presa con la finalità di avere maggior palleggio in fase di costruzione, ci aspettavamo un Parma simile a quello dell’andata, gara in cui i gialloblù avevano atteso molto bassi: il pericolo era di non riuscire a trovare spazi.

La gara, poi, non è andata così. D’Aversa si è presentato all’Olimpico con uno schieramento quasi super offensivo con Biabiany in mezzo al campo, forse con l’intento di far correre Luis Alberto in mezzo al campo ma l’idea non ha pagato e la gara è stata archiviata già primo tempo. Poi, nella ripresa, abbiamo incassato un gol per un calo di concentrazione, e questo mi rammarica.

Ciò nonostante, i numeri restano ottimi, la squadra sta crescendo. Il fatto di essere usciti dall’Europa League ci consente di preparare cogni gara con più tempo e la condizione dei singoli sta crescendo di conseguenza”.sslazio.it

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La ricetta di Acerbi per lo sprint Champions: “Qualitá a centrocampo, unione e voglia di arrivare fino in fondo”

Al termine dell’allenamento odierno, Francesco Acerbi è intervenuto ai microfoni di Lazio Style Radio, 89.3 FM.

“Stiamo vivendo un buon periodo, abbiamo vinto nelle ultime gare, abbiamo giocato bene, peccato solamente per il pari di Firenze in cui abbiamo disputato un ottimo primo tempo, ma andare al Franchi e subire solo due tiri non è da tutti, dobbiamo migliorare nella capacità di restare in partita per tutti i 90 minuti.

Lavoriamo di squadra, attacchiamo e difendiamo tutti, la qualità del nostro centrocampo è un pericolo per tutti gli avversati. Se non ci si aiuta, in Serie A non si vince contro nessuno: nelle ultime gare abbiamo messo in mostra un ottimo senso di gruppo ed i risultati sono arrivati.

Dico quello che penso, in modo giusto, occorre sempre riportare come stanno realmente le cose. Quando non si esprimono cose vere, dentro ci si sente anche un po’ sporchi: solo così si sta bene con sé stessi. Non bisogna nascondersi dietro alle paure ed affrontare tutto con la giusta testa.

In campo mi piace aiutare i compagni ma anche essere aiutato, perché non sono Dio in terra. Cerco sempre di fare le cose con la massima intenzione, ringrazio i miei compagni che sono lì a supportarmi, mi seguono, come io seguo loro. L’umiltà è l’aspetto più importante per andare avanti nella vita e sul campo.

Cerco di capire i momenti, quando ci vuole più calma o quando più forza, quando attaccare o quando difendere. Sul campo ci sono anche gli avversari, vanno ben gestiti i momenti della partita. Non è semplice, cerchiamo di mettere il nostro meglio in campo.

Con il Milan eravamo abbastanza prudenti, in questo momento i rossoneri vivono di ripartenze ed in casa volevamo fare la partita, ma sempre con la giusta attenzione. Con la Roma è sempre un derby, ma non c’è stata partita sin dai primi minuti, si sentiva in campo, nelle difficoltà altrui siamo stati bravi a spingere per gli interi 90 minuti. La stracittadina dà qualcosa in più, è difficile ripetersi nelle altre gare ma farlo ci consentirebbe di compiere un importante passo in avanti.

Leiva è un leader silenzioso, per noi è imprescindibile, come Luis Alberto, Parolo e Milinkovic, ognuno dà il suo contributo. Il brasiliano fa filtro, recupera palloni e costruisce la manovra, per noi è importantissimo ma anche Badelj, quando gioca, è un giocatore forte.

Abbiamo qualità nel palleggio, lo abbiamo dimostrato in molte gare, l’ultima contro il Parma. Giochiamo bene di prima, gli avversari vengono a prenderci molto alto, ma Milinkovic e Caicedo ci aiutano sui palloni lunghi, l’importante è sfruttare tutte le frecce nel proprio arco. Le altre squadre ci conoscono, è importante avere delle alternative.

Strakosha è un ottimo portiere, è ancora giovane, ha ampi margini di miglioramento, è un estremo difensore affidabile. Mi fido di chiunque giochi al mio fianco, deve essere così. Al compagno di squadra devo dare una mano e devo sapere che da lui posso ricevere il sostegno.

Giocando con la difesa a tre, è importante che il terzo aiuti in sovrapposizione a dia imprevedibilità alla manovra ma anche sia pronto a chiudere subito sulle ripartenze.

Mi sono legato molto a Parolo, veniamo da luoghi vicini, ma anche con Immobile, Radu e Lulic si è creato subito un ottimo rapporto. Abito vicino a Marco, noi due siamo un po’ più d’accordo. Il Boss è un leader nello spogliatoio. Vado d’accordo con tutti.

Quando non sono stato convocato da Mancini mi sono chiesto il perché, poi mi sono domandato se avessi dovuto dare di più, ma non è così. Tutti vogliono andare in Nazionale, l’importante è fare bene per andare agli Europei. Se a fine stagione non dovessi essere nell’elenco azzurro per la kermesse continentale, sarò comunque a posto con la coscienza se avrò dato tutto. La vita mi ha insegnato a guardare avanti, a dare il massimo ed a comportarmi bene. Non sono un santo, ma fuori dal campo bisogna sempre uscire a testa alta. Se crolla il mondo, ti sposti!

I nostri difensori sono tutti ottimi giocatori, Wallace e Luiz Felipe sono importanti giocatori di prospettiva. Il singolo giocatore deve dare sempre il massimo e non mollare se non gioca qualche partita, tenendo duro perché poi, quando si entra in campo, si fa bene, come dimostrato recentemente da Patric e Bastos. Il momento della squadra aiuta, stiamo andando bene, quando poi si entra nel giro è più facile. Anche in questo c’è una componente di fortuna e bravura del giocatore.

Il derby della Madonnina è come quello della Capitale: è una partita a sé stante ma vale tre punti. L’Inter l’ha interpretato con più cattiveria e voglia di vincere. I nerazzurri una spanna sopra alla squadra di Gattuso per quanto concerne la qualità, possono vincere ogni gara. L’ultimo mese è troppo importante.

Non guardo al calendario, so solo che la prossima sarà con la squadra di Spalletti. Quando sarà finita penserò alla prossima sfida. So che abbiamo tre gare a Milano, la Samp fuori, l’Atalanta in casa e mancano undici gare perché dobbiamo recuperare la gara con l’Udinese. In questo momento ci sono squadre che si devono salvare, altre che lottano per l’Europa League e altre ancora per la Champions League. Ogni partita dovrà essere giocata come se affrontassimo l’Inter perché chi è in lotta per non retrocedere dà di più: basti vedere la SPAL con la Roma. Dovremo farci trovare pronti per far sì che la nostra voglia di arrivare in Champions ed in finale di Coppa Italia sia superiore rispetto a quella dei nostri avversari.

Dal primo giorno ad Auronzo mi sono trovato bene, sapevo dentro di me che l’annata sarebbe partita nel verso giusto. Non mi sembra di essere al mio primo anno in biancoceleste, ringrazio il mister, i compagni, lo staff e tutto l’ambiente che mi ha accolto benissimo. Sono sempre andato per la mia strada, anche quando ad esempio abbiamo perso il derby; non ho mai guardato altro, ho dato sempre tutto. Il lavoro paga: vado in giro a testa alta, possono dirmi che sono scarso ma nessuno potrà mai dirmi qualcosa dal punto di vista dell’impegno”. Sslazio.it

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Durmisi avvisa l’Inter: “Se giochiamo come sappiamo per loro sarà dura”

Quest’oggi, presso l’Istituto Comprensivo Nino Rota – Scuola Primaria L. Sciascia, l’esterno biancoceleste Riza Durmisi ha risposto ad alcune curiosità degli studenti presenti:

“Giocare a calcio, lo sport che amo, per me è un sentimento inspiegabile, è più di una semplice emozione. Il razzismo nella mia carriera? Una volta Pione Sisto, mio compagno di squadra nella Nazionale danese, venne preso di mira da alcuni atteggiamenti razzisti. La diversità fa parte della nostra società, ma siamo tutti sullo stesso piano essendo uguali: insieme dobbiamo sconfiggere il razzismo. Piano piano questo fenomeno si sta arginando.

Ho un fratello più piccolo e, insieme a lui, tutta la mia famiglia vive in Danimarca, ma per un calciatore in generale non è facile far conciliare la vita privata con quella professionale. Ora mi alleno con grandi calciatori, mi sono sentito parte di questo gruppo dopo solo pochi giorni di lavoro”.

 

Successivamente, Durmisi è intervenuto anche ai microfoni di Lazio Style Channel, 233 di Sky:

“È sempre emozionante trascorrere una giornata con i bambini per parlare con loro e per vederli felici. I giovani sono il futuro ed è un bene che siano contenti. È sempre importante dare una mano alla squadra, le ultime partite della stagione saranno fondamentali per la corsa alla qualificazione per la prossima edizione della Champions League. Darò il massimo a prescindere dal mio utilizzo, sarà necessario restare uniti per raggiungere il nostro obiettivo.

Sappiamo che sarà difficile ripartire in campionato affrontando l'Inter, ma siamo forti quando giochiamo uniti e sappiamo che in questo modo possiamo dire la nostra. Se giocheremo come nelle nostre possibilità, per la formazione nerazzurra sarà più difficile affrontarci”.sslazio.it

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Parolo: “Un grande Aprile per la Champions. Panchina? Esperienza nuova, ma conta il gruppo” (VIDEO)

Le dichiarazioni di Marco Parolo a margine dell'evento 'Lazio nelle scuole', dall'istituto comprensivo Nino Rota: "Abbiamo reagito da squadra alle difficoltà, da gruppo, riportando quel entusiasmo che vogliamo portare fino alla fine della stagione. La Champions League dipende dal mese di aprile, ci saranno partite fondamentali per noi e dovremo giocare ogni tre giorni. Dobbiamo presentarci a maggio con tutte le carte necessarie per fare un ottimo finale di stagione". 

 

LAZIO-INTER: "Icardi è un grande attaccante, ma anche noi abbiamo dimostrato di sapere come fargli male. Stiamo già preparando la partita, siamo convinti di poter rosicchiare qualche punto. Stare in panchina fa parte del nostro mestiere. Significa sapere cosa si può dare alla squadra, sapere il proprio ruolo nel gruppo, essere in grado di gestirlo. Si può partire dall'inizio o no. Se tutti ragioniamo così, la squadra può solamente crescere. In ogni grande annata ho visto sempre l'apporto fondamentale di chi scende in campo dalla panchina, impegnandosi al massimo. E' un'esperienza nuova, non ho problemi a farla. Certo, uno vuole sempre giocare, ma noi dobbiamo rispettare le scelte del mister, è lui che ci guida verso l'obiettivo".   

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Lotito: “I risultati si ottengono soprattutto grazie ai tifosi, non solo con investimenti”

Claudio Lotito è intervenuto telefonicamente al Premio Anxur Biancocelste, organizzato dal Lazio Club Terracina. Dopo essersi scusato per la mancata presenza all'evento, il patron biancoceleste ha aggiunto: "I risultati si ottengono non solo con gli investimenti della società ma soprattutto per la forza e la voglia del tifo che ci accompagna come se fosse il dodicesimo uomo in campo. Sono contentissimo che in un territorio come il vostro ci sia una folta rappresentanza dei nostri colori. Quest’anno stiamo combattendo su più fronti per fare grandi i nostri colori, e per dimostrare che diciamo la nostra fuori e dentro al campo. Vi ringrazio tutti, speriamo di volare in alto come la nostra aquila simbolo di fierezza e libertà. Sempre forza Lazio".  

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Caso Strakosha, il padre Fotaq: “Rispetto la decisione di Panucci”

L'esclusione di Strakosha dalla lista dei convocati della Nazionale albanese sta facendo discutere. Il portiere della Lazio ha mancato l'appuntamento con il suo aereo per raggiungere il ritiro, Panucci (Ct della Nazionale) non ha gradito, depennando il suo nome dalla lista. In un'intervista rilasciata a Panorama.com, Fotaq Strakosha (padre di Thomas) ha espresso la sua sull'argomento:"Mi trovo in difficoltà a parlare di questa vicenda. In ogni caso, l’interesse della nazionale è prioritario. Quindi, nonostante sia il padre e il manager di Thomas, con tutta onestà rispetto la decisione del ct. Non voglio entrare nel merito di quanto successo. Nel momento in cui le regole sono quelle, essendo una violazione disciplinare non arrivare in orario, sostengo e rispetto la decisione dell'allenatore". Un ritardo causato dal traffico? "Non c'è motivo diverso da questo, non ho parlato con Panucci. Non ho il diritto di comunicare con il ct, che ho incontrato per caso una sola volta”.

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Mancini: “Balo e Belotti, decido io. Vi spiego la nuova filosofia della Nazionale…”

Le parole di Roberto Mancini, Ct azzurro, a pochi giorni dalla sfida della Dacia Arena con la Finlandia, valida per le qualificazioni ai prossimi Europei: “Ho chiamato qualche giocatore in più perché non conoscevo bene le condizioni di tutti e alcuni volevo conoscerli e valutarli meglio: ho lasciato a casa qualcuno con dispiacere, ma tutti devono sentirsi parte di questo gruppo. Quanto al calcio offensivo, dobbiamo lavorare sotto questo aspetto, perché la nostra filosofia è quella abbracciata qualche mese fa: un concetto accettato bene e migliorato. Calcio offensivo e tecnico: spero che le cose vadano sempre meglio e la squadra riesca a concretizzare in proporzione alla mole di lavoro che produce”. 

Il no a Belotti?

“La bellezza della Nazionale è che ognuno può esprimere la sua opinione. Io faccio le mie scelte, Belotti è come gli altri che stavolta sono rimasti a casa: può fare molto meglio e tornare in Nazionale, come altri giocatori. E’ giovane, in campionato sta migliorando, sicuramente potrà tornare”:

Ora si fa sul serio…

“Sono partite importanti perché ci proiettano verso l’Europeo: servirà un po’più di peso ma sono fiducioso, vedo entusiasmo, ragazzi che qui si divertono. E noi dobbiamo fare qualcosa diverso: risultati importati facendo divertire. Mi pare che questo sia nella testa dei ragazzi”.

Vede anche disponibilità a fare cose diverse da quelle a cui sono abituati in campionato?

“Ho giocatori bravi tecnicamente e tatticamente, possono adattarsi a tutte le situazioni di gioco, senza problemi. Per un allenatore è fondamentale avere giocatori versatili, che possono fare qualsiasi ruolo”.

Per alcuni di loro può essere una pressione sapere di dovere giocare in poco tempo con la Nazionale e poi l’Europeo Under 21?

“Anzitutto ringrazio Di Biagio perché gliene ho portati via diversi: è vero che deve giocare solo delle, ma deve anche preparare un Europeo fondamentale. Per i giovani è importate giocare qualunque partita: è così che si cresce”.

Insidie di Italia-Finlandia?

“La prima è sempre la più difficile: vorrei vedere la stessa voglia di vincere e attaccare che la squadra ha avuto nelle ultime partite, ma con la capacità di sapere difendere quando ci sarà da difendere”.

L’esclusione di Baltelli: solo motivi tecnici, o anche per certe stravaganze che non abbandona?

“Mario non è ancora in condizioni ottimali per giocare in Nazionale. E’ migliorato a livello fisico rispetto a settembre, ma può migliorare ancora. Da lui mi aspetto tanto: inizia ad avere 29 anni, è nel momento della massima maturazione, e per la Nazionale deve dare il massino”.

Nel frattempo molti giovani sono cresciuti.

“Sono tecnici, bravi: se giocano possono sono migliorare e infatti lo stanno facendo, tutti”.

Il peggior augurio che si possa fare a Kean è di essere il nuovo Balotelli?

“No, perché Mario alla sua età faceva gol, e ha vinto tanto. La sua carriera finora stata ottima, ma poteva fare di più. Speriamo che Kean parta bene come Mario e continui benissimo: la Juve potrà aiutarlo, lì ti fanno diventare prima uomini che giocatori”.

Il rendimento dei nostri club?

“La Juve è forte, contro l’Atletico ha fatto una grande partita. Si è qualificato anche il Napoli, che ha tutte le carte in regola per vincere l’Europa League. Auguriamoci di vedere due italiane in due finali”.

Come ha visto in questi ultimi mesi Jorginho e Verratti, che sono più lontani dai nostri radar?

“Il Chelsea è in un momento non facile, ma Jorginho è quello: difficilmente sbaglia partite. Idem Verratti: è straordinario tecnicamente, mi sento fortunato ad aver avuto tutti insieme 3-4 giocatori di centrocampo di qualità tecniche così importati: questo mi ha aiutato ad arrivare più velocemente ad avere una squadra che sa giocare a calcio. E’ una fortuna poter fare giocare insieme Jorginho e Verratti: se giocassero insieme di più, migliorerebbero ancora. Ma all’estero stanno facendo bene anche Piccini e Grifo, e infatti oggi sono qui”.

Zaniolo sembra ormai pronto per il debutto in Nazionale: ci siamo?

“Va dato merito a Di Francesco, che l’ha fatto giocare quasi sempre e gli ha dato una fiducia enorme. Ci può essere l’occasione di debuttare: tutti quelli che sono qui ce l’hanno, anche se siamo 29”.

Ma il campionato italiano è o non è allenante?

“Lo è sempre stato, lo è sempre. La Juve lo sta dominando, è vero. Ma dietro a lei stanno lottando, per la Champions e l’Europa League, e anche la corsa salvezza è molto interessante”.

Visto da fuori: cosa pensa del caso Inter-Icardi-Wanda Nara?

“Non sarebbe giusto rispondere, non conosco bene le dinamiche. Dico solo che mi spiace perché Icardi è un grande attaccante e un bravo ragazzo: mi auguro che la questione si possa ricomporre presto”.

gazzetta.it

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Di Canio: “Equilibrio possibile grazie al sacrificio dei giocatori di qualità”

Le parole di Paolo Di Canio, ospite del 'Club' di Sky Sport ieri sera: "Inzaghi ha trovato la formula per liberare la Lazio, le ha trovato equilibrio anche rinunciando ad un giocatore fondamentale come Parolo. La qualità di Milinkovic, Correa, Luis Alberto e Immobile è stata premiata, c'è una superiorità in termini di possesso, ma è possibile solo grazie al sacrificio di tutti loro senza palla. Così sono tornati i gol e i risultati".

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Inzaghi gongola: “Lazio, sei stata perfetta. Champions? Ci sono ancora 33 punti…” (AUDIO)

La conferenza stampa di Simone Inzaghi

Lazio molto cinica, primo tempo perfetto?

"Penso di sì. I ragazzi sono stati bravi a interpretare la partita. Oltre al bel gioco abbiamo avuto un approccio molto bello come a Firenze dove Terracciano e i pali ci avevano fermato. Nel secondo tempo potevamo fare un pochettino meglio. C'era però qualche problema fisico. Patric era affaticato, Radu ha stretto i denti. Caicedo ieri dopo la rifinitura non era al massimo, ha stretto i tempi e ci ha dato 60 minuti molto buoni".

Marusic e Luis Alberto sugli scudi?

"Loro due stanno bene. In queste due settimane abbiamo lavorato senza impegni infrasettimanali. Ora dovremo essere bravi a sfruttare la sosta. Quando si ricomincerà con l'Inter avremo 5 partite in 14 giorni. Servirà gestire le forze".