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Luis Alberto, l’ex Siviglia Blanco: “Ha la pubalgia, rischia di doversi operare”

Pablo Blanco, coordinatore del settore giovanile del Siviglia, ha parlato ai microfoni di Radio Marca di Luis Alberto“Ha firmato da poco il rinnovo con la Lazio fino al 2022, ma ha problemi di pubalgia e non sa se deve essere operato.  L’anno scorso è stato uno spettacolo vederlo, tecnicamente è molto bravo e si è adattato bene in Italia”. Laziopress.it

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“Coni? Sono tutti del Circolo Aniene”. Giorgetti contro Malagò: “Basta anomalie”

Con il presidente del Coni, Giovanni Malagò, "non è una battaglia personale. Ma c'è una anomalia: se guardate le prime cariche del Coni, sono tutte persone che appartengono al Circolo Aniene. Sarà un caso, saranno bravi, ma magari c'è gente competente anche a Forlì…". Lo ha detto il sottosegretario con delega allo Sport, Giancarlo Giorgetti, intervenuto allo 'Sport Leaders Forum' organizzato presso la sede del Corriere dello Sport a Roma."Questo – ha aggiunto Giorgetti – vale per il Coni come per i ministeri. Perché non mi dite che negli ultimi 40 anni al Coni ci sono stati tutti angioletti e nella politica invece solo i cattivi: è una favoletta a cui non credo. Io non ho dichiarato guerra a nessuno e non ho motivo di coltivarla. Sono pragmatico e voglio arrivare ai risultati, anzi tendenzialmente evito la ribalta mediatica. Con questo approccio, nel momento in cui si discute nel merito si trovano le soluzioni". Con Malagò, "ci rivedremo" ma "ancora non c'è una data" per l'incontro per discutere della riforma in materia di sport inserita nella bozza della legge di Bilancio.

Malagò domani è impegnato a Reggio Calabria con la Giunta Coni e venerdì sera parte per Tokyo dove resterà circa una settimana. La legge di bilancio va approvata entro fine dicembre. "Se è possibile una soluzione condivisa col Coni? Se Malagò accetta i principi della riforma" spiega ancora Giorgetti. "È chiaro che cerchiamo una soluzione condivisa. Pensate che lo sport italiano possa funzionare se Coni e governo sono in guerra? Noi vogliamo migliorare lo sport italiano", ha aggiunto Giorgetti, parlando di un 'concorsò internazionale per il manager del nuovo ente che dovrà erogare i fondi alle federazioni.

"Non è la politica che mette le mani sullo sport – ha aggiunto Giorgetti – Con la riforma che abbiamo in mente non vogliamo mettere burocrati alla 'Sport e Salute spà ma manager. Come faremo? Ho in mente una call nazionale, se non internazionale, in cui chi aspira a queste posizioni presenta la candidatura e viene scelto in base a due criteri: la conoscenza sportiva e la managerialità aziendale". "La nuova Coni servizi deve cambiare, avere uno spirito imprenditoriale e allargare l'oggetto sociale – ha concluso il sottosegretario alla presidenza del Consiglio – La chiave di lettura è questa, con un perimetro di attività che viene ampliato. La preparazione olimpica resterà al Coni, quella è la sua ragione d'essere". "In Italia abbiamo la necessità di dirigenti sportivi, anche all'interno delle Federazioni. È un grande buco nero – ha aggiunto Giorgetti -. Lo sport è lo specchio del Paese, l'arte di arrangiarsi ci ha permesso di andare avanti nonostante un contesto ambientale sfavorevole, senza però poter sfruttare le potenzialità". "L'industria dello sport ha delle potenzialità inespresse e su questo bisogna costruire. Ci sono tutte le condizioni per riuscire a mettere a sistema questa potenzialità: per farlo serve la formazione, serve managerialità sportiva – le parole del sottosegretario -. Abbiamo la necessita di dirigenti sportivi. Anche perché lo sport di alto livello può permettere anche di fare soldi, mentre ora si cerca solo di mitigare i danni: non deve esserci più il mecenate, ma l'imprenditore sportivo".

Il presidente del Coni cerca di smorzare le polemiche. "Continuano sempre a cercare di provocarmi – dice – di mettermi in bocca delle parole che non sono mai state dette. Non c'è nulla da dire, da commentare. Salvo che gli organi del Coni sono elettivi. Il consiglio nazionale è composto da 76 persone: sono eletti da 12 milioni di italiani. Ci sono tre soci dell'Aniene. La giunta è fatta da 22 persone ed è sempre elettiva. Non voglio assolutamente fare alcun tipo di ulteriore considerazione. Basta". Repubblica.it

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Uefa, Ceferin e Agnelli: no alla Superlega

«Nessuna discussione sulla Superlega»: lo ha detto oggi in conferenza stampa a Bruxelles il presidente della Juventus e dell’Eca, Andrea Agnelli. «Dal punto di vista della Juventus e dell’Eca non c’è stato nessun colloquio sulla superlega». Sulla stessa lunghezza d’onda il presidente della Uefa Ceferin: «La superlega – assicura – è fuori questione». La conferenza stampa di Bruxelles ha seguito la consegna al Commissario per lo sport dell’Unione europea Tibor Navracsics di una lettera di intenti che manifesta la volontà della UEFA e della ECA di continuare a lavorare insieme per lo sviluppo sostenibile del calcio europeo. «Questo è un giorno molto importante per il calcio. La Uefa e l’Eca hanno appena firmato una lettera d’intenti per estendere fino al 2024 il memorandum d’intesa, che sarà scritto e approvato nelle prossime settimane. La nostra volontà è quella di continuare a sviluppare il calcio europeo insieme», ha detto Agnelli. «Ci sono state tante speculazioni nelle ultime settimane, questa è una buona occasione per fare chiarezza non solo su quello che succederà da qui al 2024 ma anche per il futuro. L'accordo verrà scritto e approvato nelle prossime settimane. In tutto il 2018 l'Eca e la Uefa hanno lavorato insieme per sviluppare una terza competizione europea che adesso attende l'approvazione dell'Esecutivo a dicembre. Se sarà approvato, nel 2024 ci sarà una nuova competizione, ma guardiamo anche oltre». «Ciò che non ci sarà è la Superlega – ha confermato Agnelli -. Non abbiamo mai parlato di Superlega. Quando sono venute fuori le notizie di Football Leaks, il presidente Ceferin mi ha chiesto chiarimenti e io gli ho detto di non averne mai parlato».

calcioefinanza.com

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Lotito: “Immobile farà la differenza anche in Nazionale, Badelj ha trovato una famiglia a Roma. Milinkovic? Ha un contratto, ma…” (AUDIO)

Claudio Lotito, presidente della Lazio ha ricevuto il premio Viareggio sport. A margine dell'evento ha parlato con i cronisti presentidi alcuni singoli biancocelesti, a cominciare da Ciro Immobile: "Non bisogna drammatizzare la situazione, Ciro farà la differenza con la Nazionale così come la fa già con la maglia della Lazio". Quindi è passato a Milinkovic, da settimane al centro del dibattito nella Capitale: "Ha un contratto per cinque anni, a parte tutto a me interessa che la squadra non abbia condizionamenti, che i giocatori siano contenti di stare nel proprio club. Poi il calcio è fatto anche di situazioni contingenti, legate ai momenti. Non tutti possono sposare a vita un club. A oggi, chi è alla Lazio ha un grande attaccamento ai colori biancocelesti, abbiamo anche dimostrato che ci teniamo. Poi capisco pure che la Lazio non possa essere il Real Madrid o il Barcellona: per alcuni giocatori queste possono essere le opportunità della vita”. Alla fine un passaggio su Milan Badelj, con i cronisti toscani di Radio Bruno: "Badelj ha trovato un ambiente sereno. Alla Lazio c’è una mentalità familiare, non industriale, con un catena di comando molto corta formata da me, Tare e lo staff tecnico. Da noi non ci sono grossi intermediari, le scelte le faccio soltanto io con lo staff. Non ci sono filtri”.

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Pioli ritrova Lotito: “Contento di rivederlo, ho ottimi ricordi legati alla Lazio”

L’attuale tecnico viola ed ex biancoceleste Stefano Pioli ha rilasciato alcune dichiarazioni a margine della riunione in Lega Calcio con oggetto Var ai microfoni di SkySport: “E’ stata una riunione positiva, durante la quale si è discusso e ci si è confrontati. Ognuno ha detto la sua e credo che gli arbitri italiani siano di altissimo livello. Il VAR? Ha ragione Spalletti quando dice che è stato un errore il mancato utilizzo in alcune situazioni. E’ un grande strumento, di grande utilizzo, che va utilizzato e bisogna farlo al meglio.  L’incontro con Lotito? Sono contento di rivederlo, perché l’esperienza alla Lazio per me è stato molto importante. La prima annata è stata fantastica e ho ottimo ricordi sia del presidente che dell’ambiente“.

Laziopress.it

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Acerbi sicuro: «Immobile tornerà a segnare anche in Nazionale»

MILANO – "Ciro sta dimostrando di essere uno dei migliori attaccanti in circolazione, sia coi gol che con la prestazione anche quando non riesce a segnare. Se ieri sera avesse fatto gol sarebbe stato tutto bello, si sarebbe parlato di Ciro che è tornato. Gli attaccanti vivono di occasioni, la Nazionale ha bisogno di lui e dei suoi gol, l'importante è trovarsi lì: gli girerà meglio e farà tanti gol anche in azzurro". Francesco Acerbi prende le difese di Immobile, a secco ieri anche col Portogallo. "Ci sono tanti attaccanti bravi che possono fare gol, basta trovare un po' di fortuna – continua il difensore della Lazio ai microfoni di Sky Sport – La squadra crea occasioni, quando inizieremo a segnare ci divertiremo". Chiamato in azzurro in extremis dopo l'infortunio di Romagnoli, Acerbi non si accontenta: "Lavoro molto per me stesso, per la squadra in cui gioco, cerco sempre di migliorarmi e di farmi trovare pronto, facendo così, dando sempre il massimo i risultati vengono e stanno venendo. La Nazionale è un prestigio ed è bello essere qua, cerco di ritagliarmi i miei spazi, fare la comparsa non mi è mai piaciuto. Poi ci sono le scelte del mister ma cerco di farmi trovare pronto e ho sempre voglia di giocare".

corrieredellosport.it

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Lotito: «La mia Lazio vince ma con meno soldi»

ROMA – Anche la Lazio femminile ha perso il derby. E al presidente Lotito non piace. Ieri è arrivato al campo dove le “sue” donne giocavano la stracittadina più sentita d’Italia, si è fiondato negli spogliatoi alla fine del primo tempo, quando si era sullo 0-0, ha alzato la tensione per spingere le biancocelesti a tornare in campo e chiudere subito la partita. Ha girato in tondo a ogni occasione mancata della Lazio e maledetto il gol dell’unico tiro della Roma. Ferma la serie A, la domenica alternativa del presidente Lotito è stata tra serie B femminile e giovanili. […]

Sugli uomini le idee sono chiare invece: Champions?
«Gli obiettivi non si devono dichiarare si devono centrare. Noi abbiamo allestito una squadra per competere alla pari con tutti, speriamo che poi i risultati diano conferma del lavoro svolto e della bontà e della qualità della squadra. Il gioco del calcio non è come le bocce, non conta chi va più vicino, conta vincere e per vincere devi buttare dentro la palla ed evitare di prendere gol».

Quindi l’anno scorso si è giocato a bocce?
«L’anno scorso abbiamo sprecato l’occasione. Abbiamo subito una serie di situazioni esterne, infortuni e altro, che ha condizionato il risultato. Adesso ritengo che la squadra si stia dimostrando all’altezza. Vedremo negli scontri diretti».

Si può prescindere da Milinkovic?
«Il calcio è un gioco di squadra, non è il tennis dove conta l’individuo. Sicuramente ogni atleta che può dare maggior apporto è fondamentale, ma si vince e si perde tutti insieme. Certo se tutti i giocatori stanno in ottima forma possono fare la differenza».

E si vince di più.
«Non vorrei che si dimenticasse che la Lazio, dopo Juve, Inter e Milan, è la squadra che ha vinto più di tutti sotto la mia gestione. Noi abbiamo saputo coniugare il risultato economico col risultato sportivo. L’anno scorso abbiamo tolto la Supercoppa alla Juve, ma noi fatturiamo 120 milioni, la Juve 500 e la media delle altre società è circa di 300 milioni. Diciamo che noi, nonostante un gap di 1 a 3 in potenzialità di investimento, stiamo facendo un buon lavoro. La Lazio quest’anno è uscita con 38 milioni di utile, l’unica società con questo utile, tutte le grandi sono in perdita. Stiamo coniugando una sana gestione col risultato sportivo. Sicuramente a livello patrimoniale la Lazio è una grande società»

corrieredellosport.it

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Rossi show in amichevole (7-0 alla Cavese): “Testa al Milan, sarà gara importante”

Amichevole per la Lazio nella settimana della sosta. I biancocelesti di Inzaghi sono scesi in campo nella mattinata di oggi contro la Cavese vincendo con il punteggio di 7-0. Assenti, tra le fila della Lazio, tutti i giocatori convocati con le rispettive nazionali, compreso Acerbi, chiamato in extremis da Mancini per sopperire all'assenza di Romagnoli. Le reti hanno portato le firme di Basta e Wallace, ma autentico mattatore dell'incontro è stato il 21enne attaccante Alessandro Rossi, autore di 5 marcature. Queste le sue parole a Lazio Style Channel: "Ci impegniamo molto e ci prepariamo per la prossima giornata di campionato. Nei prossimi giorni rientreranno tutti e ultimeremo i dettagli in vista della gara con il Milan, impegno molto importante. Sono certo che chi scenderà in campo sarà al meglio, il momento della stagione è particolare e tutti ci stiamo impegnando al massimo, per cui sono certo che anche chi subentrerà a gara iniziata si farà trovare pronto"

Lazio-Cavese 7-0

Marcatore: 6' Wallace (L), 37', 39', 43', 56', 62' Rossi (L), 63' Basta (L)

LAZIO (3-5-2) primo tempo: Proto, Wallace, Luiz Felipe, Radu; Patric, Parolo, Cataldi, Lulic, Durmisi, Correa, Rossi.

LAZIO (3-5-2) secondo tempo: Proto, Wallace, Luiz Felipe, Radu (57' Baxevanos); Basta, Rezzi, Cataldi, Durmisi  (57' Capanni), Lukaku; Correa, Rossi

All. Simone Inzaghi

CAVESE (4-3-1-2): Provaroni (40' Scarsella); Pepe,Desideri, Piva, Ceka; Shahinas, Giacchè, Stazi; Gori; Di Nolfo, Tucci.

A disp.: Lampis, Gennari, D’Aniello, Ferdinandi, Mazzoni, Carruolo, Renzoni.

All. Gian Luca Sgarra

Arbitro: Andrea Lattuada

 

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Il primo bilancio del ‘Tucu’: “Lazio, sei la sfida che volevo. Siamo da Champions, Inzaghi molto preparato”

Arrivato in estate per sostituire Felipe Anderson, non proprio l’ultimo arrivato. Ma JoaquinCorrea si sta presentando bene ai suoi nuovo tifosi.

Simone Inzaghi crede in lui, lo considera l’arma da sganciare nella ripresa per spaccare la partita. Dal canto suo “El Tucu” vuole sfruttare tutte le occasioni che gli capitano: “Cercavo una sfida nuova e questa in biancoceleste mi ha convinto subito. Poi la Lazio ha sempre avuto molto seguito in Argentina. Qui sono stato accolto molto bene, il nostro obiettivo è la Champions League, possiamo arrivare tra le prime quattro perché abbiamo una rosa competitiva. Devo migliorare soprattutto in fase di contenimento, ma sono qui per dare il mio contributo. Mister Inzaghi? È molto preparato e mi ha aiutato ad inserirmi in squadra. Io voglio giocare sempre, sarà mio compito convincerlo”. Queste le sue parole riportate da Radiosei.cittaceleste.it

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La Lazio nelle Scuole, Rossi: “Diventare calciatore, un sogno che ho inseguito”

L'attaccante biancoceleste Alessandro Rossi quest'oggi ha risposto ad alcune domande degli studenti dell'Istituto Comprensivo Artemisia Gentileschi di via dei Glicini 60, a Roma.

"Il miglior modo per rispondere al bullismo è l'indifferenza: la violenza emerge negli individui che vogliono apparire più grandi rispetto agli altri. Ancora non sono stato ammonito in stagione, ma quando ricevi un cartellino giallo devi stare attento a non riceverne un altro: durante una partita di calcio si ricevono sanzioni per atteggiamenti sbagliati o per falli pericolosi che possono recare del male all'avversario. Ho capito che volevo giocare a calcio da quando ero piccolo, avevo 7 o 8 anni, e giocavo con degli amici in parrocchia. Prima giocavo a basket e rugby, ma quando ho iniziato a giocare a calcio ho capito che quello era il divertimento che cercavo. Devo ancora diventare un campione, ma è un sogno per il quale bisogna correre e sacrificarsi. Mi sento ancora un ragazzo che cerca di migliorare giorno dopo giorno.

A noi calciatori ci guardano tante persone e tanti bambini, dobbiamo essere un esempio per tutti e non far crescere i più piccoli con idoli sbagliati. La sconfitta può bruciare, ma non sfocia mai nella violenza. Quando si perde un derby c'è sempre delusione per noi che abbiamo lavorato per una gara tanto importante e soprattutto per la nostra gente che tiene quanto noi alla stracittadina. Le regole del fair play vanno sempre osservate: bisogna rispettare i regolamenti e comportarsi al meglio. Non ci sono mai stati atti di bullismo in squadra, ma nel calcio ci sono stati episodi di violenza. Quando perdiamo ci arrabbiamo, lavoriamo sempre molto per raccogliere i tre punti e, quando manchiamo l’appuntamento, siamo delusi. Mi è capitato di subire del bullismo, ma sono comportamenti inutili che non dovrebbero esserci.

Volevo diventare un calciatore già da bambino, è un sogno che ho inseguito: a volte pensi di smettere perché è difficile ma se non molli e se sei fortunato un’opportunità arriva sempre. Sono alla Lazio da quando ho 13 anni ed è un onore essere in prima squadra. Approdare in un club rappresenta un’opportunità: solitamente i calciatori si informano della prossima destinazione e decidono. Parlo francese, però mi piace lo spagnolo. La lingua più importante, comunque, per comunicare è l'inglese. Prima di una partita mangio solo della pasta e della bresaola, ma ogni calciatore mangia qualcosa di diverso, ciò che lo fa star meglio. Lo sport è come una scuola e ti impone delle linee e delle regole da seguire per comportarti con rispetto ed onestà”.Ssslazio.it