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Mancini, carezza a Immobile: “Ho fiducia in lui, l’Italia ha bisogno dei suoi gol”

Il CT azzurro Roberto Mancini torna a parlare della sua Nazionale, nello specifico sul ruolo del centroavanti e su Ciro Immobile. Ecco le sue parole da SkySport: "Se manca un Icardi in Nazionale? Quelli che abbiamo torneranno a fare gol. Il nostro obiettivo è essere propositivi sia in casa che in trasferta e nelle ultime due partite ci siamo riusciti. Immobile? Lui ha la mia fiducia, altrimenti non lo avrei chiamato, come ha detto lui. L'ho chiamato sempre tranne quando era infortunato. Nella Lazio fa tanti gol, non avrà problemi in Nazionale. Se Ciro e gli altri attaccanti fanno gol noi siamo felici, c'è bisogno di un centravanti che dia sicurezza".

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Immobile torna a sorridere: “Ottimo atteggiamento, i miei gol sono per la Lazio. Mancini? Devo dare qualcosa in più…” (AUDIO)

Le parole di Ciro Immobile al termine di Parma-Lazio, ai microfoni di SkySport:  “Il mister ci aveva chiesto di dare il massimo oggi, sapevamo che sarebbe stato difficile, perché il Parma è messo davvero bene in campo. Con i ragazzi che sono entrati dopo è stato più facile raggiungere il vantaggio, erano più carichi di noi e ci hanno dato la spinta che serviva. Cosa è successo dopo la Nazionale? Sono rimasto sereno, alla fine è una questione di scelte. L'Importante è che l'Italia abbia vinto. Mister Mancini conosce le mie caratteristiche, altrimenti non mi avrebbe convocato, bisogna solo trovare il modo per dare qualcosa in più. Oggi ho fatto il gol per me stesso e per la Lazio e lo dedico a mia madre, perché è la giornata mondiale della lotta contro il cancro e lei ha passato dei brutti momenti".

LA NUOVA LAZIO – "Mi piace l'atteggiamento di questa squadra, sta facendo il massimo per non prendere gol e lo ha dimostrato già a partire dalla sfida contro la Fiorentina. Adesso recuperiamo le forze, che giovedì c'è l'Europa League. Cosa ho detto a Berisha? Chi ha bisogno di aiuto in questa squadra trova 26 amici che lo sostengono, anche per lui è stato così. Da quando è rientrato ha giocato 90 minuti con la Nazionale e oggi ha fatto la differenza".

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Inzaghi soddisfatto: “Lazio, mi sei piaciuta! Bravi i subentrati, sono stati decisivi” (AUDIO)

Le parole di Simone Inzaghi al termine della sfida del Tardini, vinta dai biancocelesti per 2-0: Giusto sottolineare che questa vittoria è merito tuo con i cambi?

Sono stati bravi i ragazzi subentrati, ma anche Luis Alberto e Leiva. Erano ammoniti, nelle ripartenze del Parma rischiavano di prendere un cartellino in più. Sapevamo di affrontare una partita difficile. Ma in settimana sono stato tranquillo, vedevo bene i ragazzi.

Cambiano le gerarchie con Correa e Berisha in forma?

L'ho detto anche per Immobile in Nazionale: le gerarchie possono cambiare spesso. Io penso sempre per il bene della squadra. Pensavo di poterla iniziare così. Pensavo soprattutto che Correa, con ampi spazi, ci avrebbe aiutato nella ripresa. Sono determinanti i giocatori che cominciano, ma anche chi entra a match in corso.

Lazio per il momento al terzo posto. Squadra più matura?

A me la squadra è piaciuta moltissimo. Non era facile trovare gli spazi. L'anno scorso andavamo in trasferta e vincevamo con 3-4 gol di scarto. Quest'anno il campionato è più difficile. Il Parma è squadra forte e organizzata con giocatori importanti, come Inglese, Ceravolo. Nonostante l'assenza di Gervinho ci sono altri calciatori bravi. Complimenti a D'Aversa.

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Immobile riabbraccia la Lazio: “Rimasto nonostante offerte importanti”. Parolo: “Obiettivo Champions”

Quest’oggi, presso gli studi televisivi di Lazio Style Channel, i due calciatori biancocelesti Marco Parolo e Ciro Immobile hanno risposto ad alcune domande poste dagli alunni della quinta elementare dell’Istituto Sacro Cuore di Gesù Farnesina, la cui insegnante di ruolo è la celebre Suor Paola.

“Speriamo di portare in Champions la Lazio tramite i risultati dando il massimo sul campo: la squadra meriterà così di arrivare nella massima competizione europea –  ha dichiarato Marco Parolo  Non esiste un segreto, altrimenti lo avremmo utilizzato anche nelle passate stagioni. Dovete divertirvi sempre, ogni volta che giocate ed avere massimo rispetto di compagni ed avversari riversando tutta la gioia che provate sul campo: se farete così, uscirete felici dal terreno di gioco. Ormai la partita con l’Inter è passata, bisogna voltare pagina: quando accade una casa brutta bisogna dimenticarla ed andare avanti. Tra poco giocheremo nuovamente contro i nerazzurri e vogliamo vincere. Il mio idolo era Gerrard e giocava nel Liverpool: è stato il modello a cui mi sono ispirato. I valori di un calciatore sono gli stessi che dovete avere voi: rispetto dei ruoli e della gente dando sempre il massimo per i compagni, per i tifosi e per ciò che chiede il tecnico. Gioco nella Lazio, mi piace Roma e voglio restare qui. Abbiamo vinto con la Fiorentina e ci siamo ripresi dopo la sconfitta nel derby. I nuovi arrivati li rendiamo subito partecipi, li aiutiamo ad ambientarsi nella città nella quale si apprestano ad inserirsi. Non sempre siamo calmi e freddi sul campo, a volte ci facciamo prendere dalle emozioni della partita, ma con il tempo si imparano a gestire meglio queste sensazioni. La gara più amara è stata quella contro la Svezia con la Nazionale italiana in occasione degli spareggi validi per l’accesso alla fase finale del Mondiale, la più dolce è stata invece quella di due anni fa nel derby di Coppa Italia e quella di Supercoppa italiana contro la Juventus. Anche le emozioni provate durante gli Europei restano indelebili”.

Oltre al centrocampista biancoceleste, anche Ciro Immobile si è prestato a rispondere ai quesiti dei giovani studenti: “Quando sono in campo sento sempre il mio nome e mi emoziono ogni volta: è bello sentirsi chiamare a gran voce da così tante persone all’interno dello stadio. Non abbiamo tempo in trasferta per visitare le varie città: ceniamo, restiamo in camera ed il giorno dopo giochiamo. Durante gli allenamenti ci prepariamo sulla tecnica, sulla tattica, sulla velocità, sulla mentalità e su come affrontare le varie situazioni di gioco. Per me è un grande onore giocare nella Lazio: nel mio tempo libero sto con mia moglie, con le mie figlie e gioco alla PlayStation. Da quando abbiamo iniziato a giocare in Europa, ho meno tempo per stare con la mia famiglia, ma riesco a ritagliarlo. Nello spogliatoio ridiamo e scherziamo ed in altri momenti cerchiamo di far sorridere anche chi sta trascorrendo momenti negativi. Gli avversari li consideriamo colleghi e salutiamo sempre i calciatori che conosciamo o con i quali abbiamo già giocato, ma proviamo sempre a batterli. Mio padre mi ha trasmesso la passione per il calcio: a mio fratello non piaceva questo sport, per me invece è diventato da subito un grande divertimento. Piangevo quando i miei genitori non mi mandavano a calcio a causa del mio rendimento scolastico: il pallone è diventato la mia vita. Sono rimasto alla Lazio nonostante mi avessero offerto ingaggi più onerosi”.sslazio.it

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Doppio ex Cissè: “Lazio contro OM avrà il sapore di derby”

A meno di una settimana dalla sfida tra Marsiglia e Lazio, l’ex Roma Vincent Candela e il doppio ex Djibril Cissè sono intervenuti ai microfoni di RMC Sport. Ecco le loro considerazioni in vista del match di Europa League:

Il primo a prendere parola è l’attaccante ex Liverpool: “La sfida tra Marsiglia e Lazio avrà il sapore di un derby. Il passato nella Roma di Strootman e Garcia si farà sentire. Oltre ad essere due grandi club parliamo anche di due tifoserie molto calde che regalano spettacolo allo stadio e si fanno sentire durante i 90 minuti”

Il microfono passa adesso all’ex Roma: “Non nutro nessuna antipatia nei confronti della Lazio perché ho sempre avuto amici e supporters biancocelesti. Speriamo sia una grande partita”. laziopress.it

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La rinascita di Caicedo: “Con il sostegno dei tifosi posso dare ancora di più. Concorrenza? Il bello del calcio”

Felipe Caicedo, attaccante biancoceleste, è intervenuto ai microfoni di Lazio Style Channel, 233 di Sky.

“In Europa League siamo stati inseriti all’interno di un girone complicato nel quale sono presenti tre squadre molto forti. Noi siamo la Lazio e dovremo dare il massimo per qualificarci alla fase ad eliminazione diretta. Finora abbiamo sbagliato una partita, ma siamo sulla strada giusta: ci attendono ancora quattro gare e dovremo esprimerci al meglio delle nostre possibilità. L’Eintracht Francoforte ha dimostrato d’essere una squadra molto disciplinata e particolarmente fisica, caratteristiche che la rendono una vera squadra tedesca. Nella compagine tedesca corrono tutti allo stesso modo ed ogni interprete contribuisce alla causa ed, inoltre, sono molto forti sulle palle inattive. Noi, d’altro canto, dobbiamo concentrarci sul Marsiglia che è il nostro prossimo avversario: dovremo batterli a tutti i costi.

I francesi vantano qualità ed esperienza, ma secondo me la gara con il Francoforte risulterà più difficile rispetto a quella con il Marsiglia. Gli uomini hanno buona qualità, ma contro di loro sappiamo di poter mettere in campo al meglio il nostro gioco. In Europa League ogni squadra può metterti in difficoltà, fa parte delle prerogative della competizione. In casa dell’Apollon Limassol, invece, saranno proprio i ciprioti che proveranno a fare la partita, noi dovremo pensare solo alla nostra prestazione: gli uomini di Augoustī hanno messo in difficoltà anche il Marsiglia e, per questo, dovremo essere molto attenti quando andremo a giocare a Nicosia.

È molto importante essere acclamati dalla propria gente: giocare con la fiducia dei propri tifosi è un aspetto fondamentale per un calciatore. Ho sempre sentito il sostegno della gente laziale e dei miei compagni, ora devo continuare su questa strada e dare ancora qualcosa di più. Mi sto trovando bene, ma la strada è lunga e ci aspettano tante gare da giocare nelle quali dovrò esprimermi ad alti livelli. La rosa quest’anno è più profonda: ci sono tanti calciatori che possono contribuire a partita in corso. Il tecnico in questo modo ha più difficoltà a scegliere l’undici iniziale perché ci sono tanti giocatori che dimostrano gran voglia di scendere in campo, ma questo è il bello del calcio; coloro che trovano meno spazio devono sempre farsi trovare pronti perché il mister chiama sempre in causa l’intera rosa a disposizione.

La Serie A TIM, secondo me, è divenuta una competizione sempre più equilibrata. La Juventus è la migliore della classe, ma alle spalle della formazione bianconera ci sono quattro o cinque squadre di pari livello che hanno svolto un mercato interessante durante l’ultima estate e, per questo motivo, nel torneo si è alzato anche il livello della competitività. Ci sono tante squadre forti in Europa League, come ad esempio Arsenal e Chelsea: dobbiamo continuare a lavorare ed a credere nelle nostre possibilità perché abbiamo dimostrato di essere una squadra forte. Nella passata stagione siamo arrivati ad un buon punto nella competizione europea e possiamo ripeterci”.sslazio.it

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Sempre più Berisha: “Sono tornato, presto sarà al top”

Con la maglia del Kosovo sulle spalle, Valon Berisha è tornato a mettere minuti importanti nelle gambe. Contro Malta prima e le Isole Far Oer dopo, il giocatore è tornato protagonista sul campo: Inzaghi lo aspetta, i tifosi non vedono l’ora di guardarlo al massimo della sua forma. Può rivelarsi un jolly perfetto non solo per la sua Nazionale ma anche per la Lazio. Coi suoi connazionali ha servito ben 4 assist, ottenendo anche una delle percentuali più alte di passaggi riusciti. Ai media locali, ha poi dichiarato: «Non sono ancora al top della forma fisicamente, ma questa è la prima partita da 90 minuti dopo 4 mesi. Lavorando duramente migliorerò». E il pubblico biancoceleste aspetta solo di apllaudirlo.

lazionews.eu

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Tare: “Luis Alberto da Real Madrid, ma ora deve riconquistare il posto da uomo. Milinkovic? Fisicamente non al top”

Il tema principale della sosta, in casa Lazio, è come recuperare alla causa Milinkovic e Luis Alberto, irriconoscibili in queste prime 10 partite. Di questo e molto altro il direttore sportivo Igli Tare parla con Repubblica.
«Per Sergej è soprattutto una questione di condizione fisica: è arrivato tardi per via dei Mondiali e così gli manca la preparazione atletica di base. Cosa fondamentale per uno “pesante” come lui. Non a caso, l’anno scorso ha iniziato a segnare con regolarità da fine ottobre (due reti il 19 ottobre 2017 al Nizza, una il 25 al Bologna, ndr). Poi può aver influito quel “parto o resto” durato tutta l’estate: alla fine è rimasto e ora deve solo entrare in forma».
Per Luis Alberto il problema è la pubalgia, visto che non si è allenato neanche ieri?
«No, per lui è una questione di testa: ha bisogno di sentirsi intoccabile, ma in un club come la Lazio non è possibile sbagliare 5 gare di fila e restare titolare. Le gerarchie le decide il campo, si chiama meritocrazia. E così, dopo due gare giocate male, alla terza esci al 55’ e la quarta stai in panchina».
E adesso?
«Deve riconquistare il posto, da uomo, e tornare a fare la differenza. È un giocatore da Real Madrid, il suo valore l’ha già dimostrato: ora deve fare il salto di qualità. Per lui è l’anno della consacrazione. Ha bisogno di migliorare la condizione e di lavorare sull’autostima».
Inzaghi si affida sempre più spesso al turnover.
«Il modello è la Juve: chi gioca, dà sempre tutto. Per noi la priorità resta il campionato, l’obiettivo è la Champions: sarà dura, quest’anno la Serie A è più equilibrata, ci sono 4 punti tra la terza e la dodicesima».
E la Lazio ha i punti che merita?
«Ne manca uno, con il Napoli sarebbe stato più giusto il pari».
Correa come lo valuta?
«È un giocatore da sogno. Con un po’ di fortuna in più, era già a 3-4 gol. Servono pazienza e fiducia, ma esploderà. Lui e Immobile sono i nostri contropiedisti, complementari con Luis Alberto e Caicedo. Possono giocare tutti in coppia».
Il riscatto di Caicedo la sorprende?
«No, ero sicuro che il secondo anno avrebbe reso come sa. È introverso, il che non lo aiuta, ha avuto bisogno di tempo. Non segnerà mai i gol di Ciro, ma il suo lavoro è molto utile per la squadra».
In difesa ancora problemi.
«Faticano i più esperti, Wallace, Bastos e Caceres. Imperdonabile l’errore di Martin nel derby: aveva tutto il tempo per rinviare con il suo piede preferito. Ma quando dicono che la difesa è il nostro punto debole, non ci sto: l’anno scorso abbiamo avuto il miglior attacco del campionato, normale che qualcosa dietro concedi».
Si aspettava di più da Badelj?
«Lui è un capitano, un leader: in panchina soffre. Ma io gli avevo parlato, sapeva di non avere il posto assicurato e ha accettato la sfida.
Come Berisha, un altro che ama caricarsi la squadra sulle spalle: entrambi saranno importanti».
Su Lukaku punta ancora?
«Sì, in questa sosta rientrerà in gruppo. Mi spiace per l’infortunio di Durmisi, era in forma, non ci voleva».
Marusic è tra i più criticati.
“Prima la schiena, poi il flessore: se non riesci ad allenarti bene, in partita paghi. Non è ancora al top, ci arriverà presto».
A che punto è la crescita di Inzaghi come allenatore?
«È sempre più maturo. E sa che nei momenti negativi può contare sulla fiducia del suo staff, della squadra, della società. Ho sentito parlare di esonero e di rapporto ai minimi termini con il gruppo: invenzioni».
E il rapporto della Lazio con i tifosi?
«Ho apprezzato tanto l’incoraggiamento alla squadra prima della gara con la Fiorentina. La spinta dell’Olimpico è fondamentale: l’ideale sarebbe passare da 30mila a 40mila presenze di media. Mi emoziona il senso di appartenenza che esiste in Germania: l’Amburgo in Serie B ha 55mila spettatori fissi, il Kaiserlautern 45mila in Serie C…».
 

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Premio Scopigno – Premiati Immobile e Murgia, Paratici: “Mai parlato di Milinkovic”. F. Inzaghi: “Lazio, Champions difficile”

A margine del premio Scopigno, dove sono stati premiati Immobile e Murgia, hanno preso parola Pippo Inzaghi e Fabio Paratici, dirigente della Juve premiato come manager of the year. Filippo Inzaghi: "Lui è molto più bravo di me come allenatore. È uno dei tecnici migliori d’Italia e d’Europa. Ieri mi chiedeva se la Lazio fosse in crisi e io facevo fatica a capire, perché se tutte le crisi fossero così allora io adesso non sarei in crisi. A parte gli scherzi, penso che Simone abbia fatto molto bene e mi auguro che possa ripetere l’annata della stagione passata anche se lo scorso anno la Lazio è andata, almeno secondo me, molto al di sopra delle sue possibilità. Se possono arrivare in Champions? Beh, ci sono tante squadre che quest'anno sono più forti rispetto allo scorso. Sarà molto difficile. La Lazio ha anche l'Europa League, che è una bella competizione, ma ti toglie tante energie”. Quindi parola Paratici, nello specifico sul mercato: "Non abbiamo mai parlato di Milinkovic ne col diretto interessato, ne con la Lazio, ma è un bravissimo giocatore".

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Pioli: “Abbiamo tenuto testa ad una grande, peccato non aver concretizzato le occasioni” (AUDIO)

Al termine della gara, l'ex tecnico biancoceleste Stefano Pioli ha commentato la sconfitta ai microfoni di Radio Rai: "Non siamo riusciti a concretizzare l'ottima mole di lavoro che abbiamo fatto. È un peccato perché la squadra sta giocando e tenendo testa ad avversari di livello. Chiesa? Se gioca a sinistra può andare sul fondo e rientrare, così come Pjaca, Mirallas e Sottil. Federico ha fatto una prestazione positiva. Ha vissuto una settimana particolare, ma ha dimostrato grande maturità. Pochi punti fuori casa?Non è una casualità. È vero che il nostro stadio ci sta dando qualcosa in più, ma fuori casa abbiamo giocato per ora contro le squadre più forti del campionato. L'importante però è che questa Fiorentina abbia fatto sempre la sua partita. Adesso non abbiamo più scusanti".  

 

Audio conferenza: