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Luis Alberto: “Finalmente la pubalgia è alle spalle. Anche con i miei gol possiamo arrivare in Champions”

“La Lazio ha giocato un buon primo tempo, di grande qualità. Credo che avremo tutti più spazio per questa lunga stagione che sicuramente sarà bella”. Queste le prime frasi di Luis Alberto nella pancia dell'Olimpico dopo il 2-1 sull'Apollon Limassol.  La sofferenza alla fine del match anche una questione fisica? “Ci sono sempre gli avversari, non siamo al 100% e non siamo brillanti come l'anno scorso, ora siamo più o meno come la fine della scorsa stagione. Spero di finire come abbiamo iniziato la scorsa stagione”. Vi pesa il confronto con la scorsa stagione? “Io so quando gioco bene o male. Purtroppo ho iniziato con la pubalgia, ora mi avvicino al 100% e non sento dolore. Chi gioca a pallone sa che la pubalgia comporta sempre dolore sopra l'adduttore, ad esempio non puoi aprire la gamba come vorresti o anche fare uno sprint. Per me è un fastidio troppo grande, ho lavorato solo per questo e mi sono lasciato alle spalle questo problema. Spero di fare tanti gol come l'anno scorso e secondo me la squadra andrà in Champions League”. Ultimo pensiero per il ko interno del Marsiglia con l'Eintracht Francoforte. “Il Marsiglia viene dalla finale di Europa League ma nel calcio non sai mai che succede come dimostrano tante partite. Stasera abbiamo fatto tre punti importanti, dobbiamo proseguire così anche in Germania per non pensare ai nostri avversari”    

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Inzaghi sorride: “Vittoria meritata, torneremo quelli della scorsa stagione” (AUDIO)

La Lazio vince la prima del girone di Europa League, piegando per 2-1 l'Apollon. Di seguito le parole di Simone Inzaghi in conferenza stampa:

Bisogna chiuderle prima queste partite. Cos'è mancato?

Sì, così si rischia. Nel primo tempo ero soddisfatto, hanno fatto una buona partita. Alcuni erano alla prima partita della stagione. Il secondo tempo non mi è piaciuto, abbiamo dato coraggio agli altri. Il rammarico è che alla fine del primo tempo avremmo dovuto farne almeno due.

Stasera ampio turnover, lo vedremo solo in questa partita?

Valuterò partita per partita. Sono soddisfatto di quelli che hanno giocato, ma sceglierò di volta in volta. Domenica farò i miei calcoli. Schiererò sempre quelli che mi daranno più garanzie.

Che risposte ha avuto da chi non è stato molto impiegato in campionato?

Sono contento di loro. Badelj l'ho sostituito perché era un po' affaticato. Durmisi ha fatto molto bene, Caicedo è stato determinante. Anche Murgia mi è piaciuto. Gli altri li conosciamo, sappiamo che possono darci garanzie.

La necessità di non prendere gol ha influito sul gioco?

L'anno scorso esprimevamo un calcio migliore, ma stiamo facendo buone partite. Abbiamo l'obbligo di migliorare e portare tutti i nostri giocatori nella loro miglior condizione. 

Sul girone?

Il sorteggio non è stato molto buono. Il Francoforte lo conosciamo. L'Apollon ha vinto contro il Basilea, che non è il primo arrivato. Insomma, poteva andarci meglio. Dovremo affrontarla nel migliore dei modi.

Sull'Apollon?

L'Apollon si è dimostrato una squadra forte. L'avevamo studiata, sapevamo che andava affrontata nel migliore dei modi. Se giocherà così darà problemi a tutte le altre del girone. 

Paura durante la partita?

Nel secondo tempo sì, ne ho avuta perché l'Apollon è cresciuto ed è stata dura. Hanno fatto un ottimo secondo tempo, è una squadra a cui piace giocare. Hanno avuto una chiara linea di gioco. 

Giusto questo risultato?

Sì, abbiamo meritato la vittoria. Avremmo dovuto fare un gol in più nel primo tempo. Comunque complimenti all'Apollon e al suo allenatore". 

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Tocca a Caicedo, Inzaghi lo carica: “Grande calciatore!”

Manca davvero poco all’esordio europeo della Lazio. Simone Inzaghi effettuerà diversi cambi nella formazione titolare per motivi di turnover. Il tecnico piacentino, intervenuto ai microfoni di Sky Sport, ha parlato della propria squadra. Ecco le parole del mister.

LE CAPACITA’ DELLA LAZIO – «Nelle nostre possibilità abbiamo la capacità di migliorare continuamente Sia in campionato che in Europa le aspettative sono alte perché le avversarie si sono rafforzate. Caicedo? È un ottimo professionista e un grande calciatore, lo scorso anno quando è stato chiamato in causa al posto di Immobile ha sempre risposto presente, mi ha soddisfatto in pieno», conclude così Simone Inzaghi. lazionews24

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Lotito e la dilazione: “Saldo debiti fatti da altri e pago in anticipo. Ma quale privilegio…”

«C’è una bella differenza tra me e la Lega di Salvini. Io pago il debito fatto da altri…». Prima della mega rateizzazione del Carroccio sui 49 milioni spariti, Claudio Lotito era il recordman della dilazione. Quando comprò la Lazio nel 2005, lo fece caricandosi un buco di 550 milioni, dei quali 150 dovuti al fisco. Per quest’ultimi si avvalse di una legge e riuscì a ottenere il rimborso in 23 anni. Il termine scade dunque nel 2028 «e verso ogni anno 6 milioni di euro. Sempre in anticipo». Il costo di un terzino di fascia media.
Presidente, ha visto? Salvini l’ha stracciata: quasi 80 anni per saldare un conto.
«80 anni? Sono tanti. Ma non ho seguito bene la vicenda, se hanno fatto un accordo vuol dire che la magistratura ha accettato».
Dagli archivi viene fuori che c’erano anche la Lega e Salvini a protestare in piazza per il favore fatto a Roma Ladrona nel 2005, quando fu lei a stringere un patto con lo Stato.
«Questo è un suo problema di coerenza. Io il favore lo feci alla collettività. Potevo agire come tutti gli altri. E dico tutti. Aspettare il fallimento della Lazio, prenderla per due lire e lasciare i creditori a secco, Stato compreso. Hanno fatto così tutti i miei colleghi, il Napoli per esempio. Nel mio caso invece le casse dell’erario riavranno tutti i soldi. Ho già versato 80 milioni ed era un debito che non avevo contratto io. Apparteneva alla precedente gestione, io che c’entravo? Le dico solo questo: per accedere alla transazione versai una prima rata di 11 milioni. Lo stesso anno, con gli stessi soldi, il Palermo comprò Luca Toni (poi centravanti della Nazionale, rivenduto a cifre molto superiori ndr). Capisce che ho reso un servizio al Paese?».
Perché lo fece? Non è un benefattore.
«Per salvare una storia (la Lazio fallita avrebbe dovuto ricominciare dalle serie inferiori ndr). E per dare un segnale alla collettività. Ripeto: c’è una differenza con il Carroccio. Io pago un rimborso che non dipendeva da me, loro non so. Ma non voglio esprimere giudizi».
Un cittadino normale non ha né 23 anni né 80 per saldare il dovuto alle casse pubbliche.
«Con me lo Stato recupera del denaro che altrimenti non avrebbe visto mai più. Io sono un cittadino che si è fatto carico delle mancanze di altri. Con gli interessi e ogni anno e sempre in anticipo rispetto alla scadenza di aprile. Non mi sento proprio un privilegiato».

Fonte: la Repubblica

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Inzaghi: “Il tiro si è alzato, non basta quanto fatto fino ad ora. Vorrei rigiocare a Salisburgo, ma ora vinciamo la prima” (AUDIO)

CONFERENZA LIVE – Inzaghi presenta la prima europea con l’Apollon dalla sala stampa del centro sportivo di Formello:

“L'ultima a Salisburgo la vorrei rigiocare, l'anno scorso è stato fatto un grande percorso in Europa, dove tutte le gare sono insidiose. Nei quarti avevamo un buon vantaggio, al ritorno andò male, è stata comunque una bella cavalcata. Domani è la prima, dobbiamo farla bene, sarà un girone complicato, abbiamo lavorato per fare un buon esordio.

Il match di Salisburgo può dare una spinta in più?

Bisognerà vederlo strada facendo. Vogliamo fare bene, per noi è importante l'Europa, ho giocatori importanti, per domani ci sarà qualche cambio, tutti devono trovare una condizione buona. Domenica abbiamo ottenuto 3 punti ottimi, in Europa cambia tutto, è un'altra musica. 

Sempre turnover all'inizio?

Ho un'idea in testa, sabato ho pensato all'Empoli, domani solo all'Europa League sapendo che sarà un periodo lungo con tante partite. Insieme allo staff dovrò capire chi far giocare 3 partite di seguito e chi alternare. Vedrò gli allenamenti, parlerò con i giocatori e deciderò.

Durmisi dall'inizio?

Ho ancora la seduta di oggi e domani. Devo valutare alcune situazioni, i ragazzi eccetto Radu hanno recuperato. Devo ancora decidere, può essere.

Gli infortunati?

Abbiamo Berisha che ieri e anche oggi farà l'inizio della seduta con noi. Penso che ci vorrà ancora un po' di tempo, sta molto meglio, riesce a lavorare ma essendo stato fermo per tanto tempo ha bisogno di altri giorni a parte. Ieri ci sono state buone sensazioni. Luiz Felipe ha ricominciato a correre in campo, vedremo come reagirà. Non penso ce la faranno con il Genoa. Radu speriamo non abbia nulla di grave, aspettiamo gli esami. Su Lukaku sono ancora fiducioso, ha bisogno di tempo, l'ho detto anche prima di Empoli. 

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Qual è l'aspetto che la preoccupa di più? Perché non si punta molto su Caceres?

La Lazio ha disputato buone partite. Avevamo abituato la gente a farne di ottime. Quindi il tiro si è alzato, non basta quello che stiamo facendo. Caceres ha la mia massima fiducia, l'ho voluto fortemente, quest'anno dopo il Mondiale è arrivato con un po' di ritardo, mi sta mettendo in difficoltà, ho fatto sì che l'anno scorso arrivasse a gennaio. Con la società sono d'accordo che sia un giocatore importante. Ci può dare tante soluzioni, può fare il quinto su entrambe le fasce, domani giocherà dall'inizio. Ci credo fortemente. 

Lazio più guardingua?

Speriamo di vincere 1-0 anche domani, l'anno scorso ne facevamo tanti, bisogna essere giusti coi giudizi e le idee, dobbiamo lavorare bene come adesso, la condizione salirà, abbiamo acquisito giocatori importanti che ci potranno dare una mano.

Che squadra è l'Apollon? Che peso ha la partita di domani? Come mai fuori dalla lista Patric?

L'Apollon è una squadra esperta, ha una media intorno ai 30 anni, ha eliminato il Basilea, che ha fatto la Champions negli ultimi due anni. Hanno esperienza in Europa, non va sottovalutata. Dobbiamo esordire nel migliore dei modi. Le scelte sono sempre dolorose, dovevo scegliere tra Basta e Patric, c'è del rammarico, sono solo tre partite, in campionato sarà utile Patric, mentre in Europa Basta. A gennaio determinati giudizi potranno cambiare.

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Leiva: “Ci siamo confrontati, ma è solo l’inizio. Siamo più forti dello scorso anno” (AUDIO)

CONFERENZA LIVE – Parola a Lucas Leiva:

“Dopo le due sconfitte abbiamo parlato tra di noi, l'anno scorso è finito, dobbiamo cercare di fare meglio. Abbiamo vinto due partite 1-0, possiamo migliorare tanto ancora. Se continuiamo a lavorare così sicuramente abbiamo più chance di vincere”

Anche la squadra vorrebbe rigiocare la gara di Salisburgo?

Adesso abbiamo Berisha che ci ha segnato contro l'anno scorso. Dobbiamo imparare che abbiamo fatto male, dobbiamo fare meglio, domani si ricomincia in Europa, è una competizione importante, si deve cominciare con una vittoria.

Si può fare meglio?

Penso di sì, certo siamo ancora all'inizio e dobbiamo migliorare. L'anno scorso abbiamo dimostrato tanta qualità, in estate sono arrivati giocatori importanti, abbiamo una rosa più forte.

Cosa manca per raggiungere i livelli dell'anno scorso?

Il mister l'ha detto, tutti si aspettano che la Lazio vinca tutte le partite 3 o 4 a 0. Il campionato è cambiato, anche Frosinone ed Empoli sono più forti. Dobbiamo lavorare e pensare di partita in partita. 

Ti aspettavi di entrare subito nel cuore dei tifosi?

Io dal primo giorno mi sono sentito bene, a casa, coi compagni e lo staff. Tutti mi hanno fatto sentire bene, anche la famiglia sta bene. Il clima è bello, devo pensare solo pensare a lavorare e fare il mio meglio.

Pensi di chiudere la carriera alla Lazio?

Io ancora non penso di finire la mia carriera. Penso di giocare tanti anni. Sono molto contento qua, sono felice, la Lazio mi ha dato qualcosa in più come calciatore. Il Brasile è sempre nella mia testa, ma non penso troppo al futuro. Nella mia testa c'è solo il presente e la Lazio. 

Cosa vi siete detti tra compagni per cancellare le scorie passate?

Abbiamo parlato tra di noi, anche con lo staff e il mister. Dopo due partite e zero punti, è normale che ci sia un po' di pressione. Era il momento di ricominciare, lo abbiamo fatto già con il Frosinone.

 

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Farris, messaggio ai “big”: “Vogliamo di più da loro”

Massimiliano Farris, vice allenatore della squadra biancoceleste, ha analizzato la gara Empoli-Lazio, 4ª giornata del campionato di Serie A, ai microfoni di Lazio Style Channel, 233 di Sky, all’interno della trasmissione ‘Zona Cesarini’.

“Domenica era necessario non sottovalutare l’Empoli perché in quest’edizione di Serie A TIM tutte le squadre sono più organizzate ed attrezzate rispetto al passato. Contro la compagine di Andreazzoli abbiamo sofferto, ma ci sono dei motivi: i toscani vantano una buona organizzazione di gioco oltre a delle individualità che potrebbero trovare spazio anche in piazze molto importanti. Nella scelta della formazione iniziale abbiamo voluto dare continuità a coloro che si erano allenati meno ed a quei giocatori che stiamo aspettando: vogliamo di più dai calciatori rappresentativi e dai nostri giocatori più forti. In questo mese giocheremo tantissimo e daremo spazio a chi necessita di minutaggio, provando a non incorrere in infortuni come accaduto nei casi di Luiz Felipe e Stefan Radu”.

Questo e molto altro nell’appuntamento settimanale con ‘Zona Cesarini’: l’analisi tattica di Empoli-Lazio, 4ª giornata del campionato di Serie A, realizzata con l’ausilio di mister Farris che andrà per la prima volta in onda questa sera alle ore 21:00 su Lazio Style Channel, 233 di Sky.

 

sslazio.it

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Cairo sbotta contro l’applicazione della Var, ma quando Giacomelli piegò la Lazio…

“Fin dall’inizio sono sempre stato a favore della Var. L’ho sostenuta, l’ho difesa, ho accettato gli errori iniziali… Ma ora comincio ad avere dei dubbi. Se questo deve essere il modo in cui viene usata, tanto valeva non averla”. Il presidente del Torino, Urbano Cairo, scandisce i concetti senza alzare mai il tono della voce, ma le sue parole sono macigni. Al termine dell’ennesima partita in cui il Torino s’è visto danneggiato dagli arbitri, non riesce a trattenere delusione, rabbia ed amarezza. Il suo j’accuse verso l’attuale utilizzo della tecnologia trova nell’episodio del gol annullato a Berenguer contro l’Udinese solo l’ennesima conferma che così la Var non funziona.

INACCETTABILE — “Sfido chiunque a non avere i miei dubbi calcolando il numero di errori commessi ai nostri danni. Sono state giocate quattro partite e in due (contro Roma e Udinese, ndr) siamo stati palesemente danneggiati. Il 50 per cento delle partite… Siamo in perfetta media con gli ultimi due anni, dove abbiamo contato 34 gare macchiate da errori arbitrali”. Il presidente del Torino torna con la memoria ai tanti episodi contestati nelle precedenti due stagioni, poi passa al clamoroso episodio di ieri: “Quando hai un arbitro importante e internazionale come Valeri non puoi accettare che commetta un errore da dilettante. Fischiare un fuorigioco, peraltro inesistente, segnalato dal guardalinee senza aspettare la fine dell’azione è un errore grave che non può essere giustificato, perché impedisce il successivo utilizzo della Var. Il gol di Berenguer era regolarissimo anche ad occhio nudo. Un errore simile poteva succedere alla prima giornata dello scorso campionato non dopo 42 partite di uso della Var e mille riunioni e spiegazioni sulle procedure. E non lo dico a caso, perché nella prima giornata dello scorso anno a Bologna l’arbitro Massa interruppe il gioco su segnalazione del guardalinee un attimo prima di un gol valido sempre di Berenguer. Anche in quel caso a gioco fermo la Var non fu utilizzabile e ci fu tolta una vittoria sacrosanta. Quel caso fu preso ad esempio proprio per spiegare che in episodi simili va fatta terminare l’azione. Non protestai all’epoca perché pensai che, essendo la prima giornata, potevano esserci errori che avrebbero fatto scuola. Ma se un anno dopo subisco lo stesso trattamento, vuol dire che qualcosa non torna, non va bene. E mi lascia brutte sensazioni…”. L'errore di Valeri non va giù anche per un altro motivo: “Lo scorso anno in Chievo-Inter, in una situazione simile, non tenne conto della segnalazione del guardalinee, fece proseguire il gioco e poi convalidò grazie alle immagini il gol segnato sul prosieguo dell’azione. Cos’è? Stavolta ha dimenticato come ci si comporta in quei casi?”.

COSÌ NON VA — Oltre allo stupore per la mancata applicazione delle direttive c'è un altro aspetto a far dire a Cairo che l’uso della Var non lo convince più: “Il secondo motivo che fa crescere i miei dubbi è legato all’eccessiva discrezionalità nell’utilizzo della Var. Se si decide se utilizzarla o no a proprio piacimento non va bene. Io la allargherei a tutti gli episodi dubbi. Arrivo a dire che potrebbe essere concessa anche una chiamata a discrezione dei tecnici delle due squadre in casi che ritengono dubbi. Ma questa è solo una proposta. Basterebbe anche che fosse usata nel modo giusto. Contro la Roma è stato annullato un gol per un fuorigioco minimo. E ci sta. Ma poi davanti a un successivo episodio molto dubbio, che per noi era rigore, su Iago Falque non si è avuta l’accortezza di rivedere le immagini… Due pesi e due misure”. E qui le parole si fanno ancora più nette: “Io pensavo che l’introduzione della Var avrebbe reso il campionato più equilibrato e avrebbe garantito maggiormente quelle squadre piccole o medie spesso penalizzate in passato contro le grandi per quella che è stata definita dai media sudditanza psicologica. Ma soprattutto avrebbe evitato gli errori macroscopici, oggi non è così e la partita di Udine lo dimostra”.gazzetta.it

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Parolo, oltre la vittoria: “Il campionato non ci aspetta, dobbiamo tornare quelli dello scorso anno”

Non sempre si può vincere così. Parolo sarà pure al posto giusto, ma guai a sfidare il fato e a prenderci gusto. Per sognare la Champions bisogna pedalare forte, ritrovare un’identità e una forma migliore: «Il campionato non ci aspetta, dobbiamo ancora lavorare tanto per tornare a essere quelli dell’anno scorso». Il senatore parla alla squadra, ma anche a se stesso, nelle dichiarazioni a Sky sport. Inutile nascondersi che pure lui, qualche pallone di troppo, continui a perderlo. Corre spesso a vuoto, per questo non è lucido. Tranne quando c’è da analizzare un momento con serietà, ma senza spargere pessimismo. Infatti, a guardare gli ultimi due risultati ci sarebbe pure da sorridere, se solo fossero il frutto del solito gioco biancoceleste. Invece rimane la paura scampata solo all’ultimo secondo. Di sicuro adesso la Lazio sa soffrire: «La cosa positiva è il risultato, l’anno scorso partite come questa l’avremmo perse. Magari giocavamo bene 70 minuti e poi nel finale venivamo beffati. Oggi ci sta succedendo il contrario». Cittaceleste.it

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Strakosha torna salvatore: “Ma è la vittoria del gruppo”

Nel post match di Empoli-Lazio, il portiere biancoceleste Thomas Strakosha è intervenuto ai mcirofoni di Lazio Style Channel, 233 di Sky.

“La squadra ha lavorato per raggiungere questo risultato, anche se siamo stati fortunati nei minuti finali. Ancora non siamo al massimo della condizione e si vede, dobbiamo migliorare. Nonostante ciò abbiamo raccolto tre punti d’oro e, da questo momento, siamo chiamati a crescere. Mi aspettavo quel tipo di tiro da parte Caputo negli ultimi secondi della gara; nella mia testa avevo immaginato il peggio, ma per fortuna non è andata così. Non ce la facevamo più nei minuti finali e siamo contenti che la gara si sia conclusa con una vittoria.

L’Empoli ha giocato molto bene e siamo consapevoli di dover fare meglio in futuro. I toscani sono forti, ma noi dobbiamo ripartire da subito perché ci attendono delle gare molto difficili. Le prime due giornate di campionato ci hanno insegnato molto e, di conseguenza, abbiamo vinto le seguenti due gare di Serie A. Dobbiamo ritrovare la miglior forma fisica, ma in tal senso siamo sulla strada giusta”.