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De Vrij: “Ho firmato per cinque anni con l’Inter. Contro di loro ho dato tutto, chi mi conosce lo sa”

E' già prioiettato alla prossima stagione, Stefan de Vrij. Il difensore della Lazio, ormai prossimo al trasferimento all'Inter a parametro zero, è tornato a parlare dell'ultima giornata di campionato: «Chi mi conosce sa che ho dato tutto in quella partita – ammette l'ex Feyenoord in riferimento al match tra biancocelesti e nerazzurri -. Non so se in Italia ci credono, di conseguenza ho spento tutto per una settimana e mi sono concentrato solamente sulla nazionale olandese». Il suo fallo da rigore su Icardi ha dato il via alla rimonta dell'Inter, che vincendo contro la Lazio ha ottenuto un posto utile per la Champions League. Insomma, una sconfitta meno amara per de Vrij che il prossimo anno giocherà nella massima competizione europea: «Ho firmato per cinque anni, non vedo l'ora che questo momento arrivi – rivela il difensore ai media olandesi – Sono convinto di poter migliorare ulteriormente». Le visite mediche a Milano sono in programma per la prossima settimana, dopo che de Vrij avrà concluso gli impegni con l'Olanda che affronterà in amichevole Slovacchia e Italia.

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Tare: “Lavoro per aumentare il valore del club. Il mio segreto? Dedico tutto me stesso”

Si è conclusa la stagione della Lazio. Igli Tare si è già messo all'opera per rinforzare la rosa. Nel frattempo, però, si è concesso ad un'intervista ai microfoni di RTSH: “È stato un peccato aver avuto l’opportunità di giocare nella Lazio quando avevo 32 anni, verso la fine della mia carriera di calciatore. Mi sarebbe piaciuto vivere prima questa esperienza, come Strakosha, Berisha o CanaCon i biancocelesti mi sono formato professionalmente, sia come calciatore che come uomo, e il rapporto che ho avuto con la squadra e il presidente Lotito è stato ottimo di anno in anno, fino a quando siamo arrivati ​​alla pazza proposta della carica di direttore sportivo. In quel momento sapevo di non essere ancora formato per svolgere quella professione e reputavo l’idea pazzesca. Cosa ho pensato quando ho ricevuto la proposta? Non c’è nessuna logica nel diventare direttore del club. Le parole del presidente furono significative. Mi disse: “Ti offro la possibilità di uscire da questa porta per riflettere e tornare da direttore di un grande club. Sta a te la decisione, sei ancora un ragazzo inesperto, ma spero che mi ricompenserai”. È stata una grande sfida, ma le sfide mi hanno sempre attratto”.

LA LAZIO – "Cerchiamo di aumentare il prestigio del club e i valori di questa squadra. La Lazio ha una grande storia, ma negli ultimi anni abbiamo dovuto affrontare anche situazioni complicate. In un club è come a casa, i soldi vanno gestiti nel modo migliore possibile. Ci sono stati dei momenti molto difficili".

PRIMO ACQUISTO – "Brocchi è stato il mio primo acquisto, ed è stato molto importante per l’esperienza che aveva fatto al Milan e il modo in cui si è inserito nello spogliatoio. Fin dal primo anno con Brocchi abbiamo vinto la Coppa Italia e la Supercoppa, quest’ultima contro l’Inter che poi andrà a fare il triplete".

INZAGHI – “Avevamo in programma che Inzaghi sarebbe diventato l’allenatore della Lazio. Ma volevamo evitare il rischio di bruciarlo: essendo un tecnico giovane, in caso di risultati negativi poteva anche avere dei contraccolpi”.

SEGRETO – "Il segreto del mio lavoro? Dedicare tutto te stesso. La mia fortuna per quanto riguarda questa professione è rappresentata dalla famiglia, che mi fa sentire libero dalle pressioni extra lavorative. Nel periodo delle vacanze estive per esempio devo essere libero di lavorare di più per il mercato. Attribuisco grande importanza a questi dettagli, che fanno la differenza. La famiglia nella maggior parte dei casi è un grosso ostacolo alla carriera di un giocatore. La modestia? La semplicità aiuta. Più si è semplici, più è facile analizzare il lavoro. Parlo 6 lingue? Meglio il tedesco, dato che mia moglie è tedesca”.

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Spalletti: “Valore e rango, la Lazio avrebbe meritato la Champions”

Luciano Spalletti analizza la stagione, dopo il quarto posto conquistato con l’Inter.
 
La stagione. «Ringrazio la società per aver avuto la possibilità di vivere queste emozioni con questi colori, che mi sembra mi stiano anche bene, se mi guardo allo specchio».
 
Champions. «A Roma è stata un’emozione bellissima, mi ero pentito di esserci stato poco in campo sono uscito per stare un po’ a contatto con i tifosi perché erano tanti ed erano finalmente felici. Lo meritavano. La forza della squadra che avevamo davanti rende più importante il nostro risultato. La Lazio avrebbe meritato di avere un posto in più per la Champions, perché noi siamo riusciti a mettere il naso davanti negli ultimi minuti, ma abbiamo visto negli scontri diretti e in campionato che c’è voluto quel cuore e quella fortuna, lo spirito e la bravura per arrivare lì e giocarcela».
 
Lazio. «È una squadra di valore e rango, sono stati bravi a crescere e questo rende merito al valore del nostro risultato. Dico due cose anche su questo finale di campionato combattuto dove si è vista la partecipazione di un pubblico numerosissimo vestito di tutti i colori. Si sono viste le grandissime partite giocate da Juventus e Roma in Champions, la qualità assoluta che merita un premio esibita dal Napoli. Si sono viste squadre come la Lazio e l’Atalanta che avrebbero meritato di andare in fondo in Europa League, perché hanno fatto delle partite splendide e nessuno si riesce a raccapezzare del perché siano usciti in quel modo e probabilmente il ritorno di Ancelotti nel nostro campionato è una certificazione alla qualità e alla crescita del calcio italiano che c’è stata e sarà motivo di piacere riaverlo a fianco e di orgoglio perché è un italiano che ha fatto il bene del nostro calcio in giro per il mondo. Lo ringraziamo e siamo contenti torni con noi».
 
Stagione. «Ce ne sono stati tanti, quello più bello l’'ultima partita e il più difficile la sconfitta con la Juventus perché sono avversari importanti per noi, nonché per come si è sviluppata la partita. Il momento più brutto in generale è quanto successo alla famiglia Astori, che saluto caramente perché li ho conosciuti e gli sono vicino come tutto il calcio italiano».
 
Gap. «Sicuramente dobbiamo essere ambiziosi, dobbiamo voler migliorare, perché qui vogliamo starci e ci stiamo bene. Probabilmente ci sono cose che possiamo fare meglio. Vogliamo continuare in questa riduzione della differenza tra noi e chi sta davanti in classifica finale. Bisogna lavorare bene, bisogna essere bravi, perché l’anno scorso all’inizio abbiamo sbagliato qualcosa. Come ho detto altre volte non dobbiamo illudere i tifosi».
 
Mercato. «Vi leviamo un po’ di lavoro: Cancelo e Rafinha ora non si possono riscattare. In un secondo tempo vedremo. Se si tengono quei due giocatori eccezionali, che hanno dato forza dal punto di vista calcistico e Rafinha dal punto di vista mentale per l’essere stato nei club che sono abituati a vincere sempre».
 
Icardi. «Dipende dalla sua volontà e tenere chi non vuol rimanere diventa difficile. Non è il suo caso, ma è difficile fare una richiesta del genere perché bisogna vedere come funziona il mercato. Il professionista può pensare di fare esperienze diverse. È chiaro che se vanno via giocatori importanti diminuisce la possibilità di crescita, ammesso che non ne vengano di più importanti».
 
Futuro. «Per quel che riguarda il mio contratto io sto bene e dal mio punto di vista non sarebbe cambiato nulla senza questo risultato perché un contratto si costruisce con gli obiettivi, i calciatori, le risorse, con 26 ore di lavoro al giorno perché ne servono due di straordinario. E queste cose portano benefici importanti, la società ieri mi ha ribadito che il contratto lo vogliono fare ma a me non cambia nulla».ilmessaggero.it

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Lazio-Inter, Farris: “C’è incredulità, mai vista squadra fortunata come l’Inter”

Massimiliano Farris, vice allenatore della squadra biancoceleste, ha analizzato la gara Lazio-Inter, 38ª giornata del campionato di Serie A, ai microfoni di Lazio Style 

“C’è tanta amarezza ed un po’ di incredulità. Quella contro l’Inter è stata una partita stregata, nella quale abbiamo avuto grandi meriti, ma abbiamo anche commesso qualche peccato. Nel calcio gli episodi fanno la differenza; raramente ho visto una formazione fortunata come quella nerazzurra in questa stagione. La squadra di Spalletti era partita bene poi ha avuto una lunga fase nella quale ha conquistato pochi punti ed ha poi recuperato la distanza nel finale di campionato. Non aver chiuso i conti a Crotone ci ha fatto arrivare alla partita di domenica in vantaggio, ma anche con l’ansia, e questo aspetto lo abbiamo pagato tanto.

Sarebbe bello rigiocare la gara con Parolo e Luis Alberto in campo, ma toglieremmo meriti a chi è sceso in campo, come Murgia, il quale ha offerto un’ottima prestazione. Un calciatore che accusa il problema fisico capitato ad Immobile normalmente torna in campo dopo un mese e mezzo, lui invece era già pronto dopo 20 giorni: ha fatto di tutto per esserci ed era giusto che fosse della gara. Forse avremmo dovevamo sostituirlo prima, ma era ben supportato da un grande Felipe Anderson e da Milinkovic, anche lui autore di un’ottima partita. Abbiamo subito tre gol, due dei quali su calcio d’angolo ed uno su rigore: ciò significa che sul piano del gioco non ci sia stata partita.

Non abbiamo effettuato le scelte inziali in base a singoli della rosa nerazzurra ma sappiano che Perisic e Candreva sono due calciatori che faticano in fase di non possesso. Abbiamo creato gioco sulle ripartenze; nel finale l’episodio dell’espulsione di Lulic ci ha condannati poi Spalletti ha inserito Ranocchia ed i centimetri in area hanno pesato parecchio”.

Questo e molto altro nell’appuntamento settimanale con ‘Zona Cesarini’: l’analisi tattica di Lazio-Inter, 38ª giornata del campionato di Serie A, realizzata con l’ausilio di mister Farris che andrà per la prima volta in onda questa sera alle ore 21:00 su Lazio Style Channel, 233 di Sky.sslazio.it

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Ausilio: «In altri paesi de Vrij non sarebbe stato un caso»

«Anche io avrei fatto giocare De Vrij, parliamo di un giocatore che ha dato tantissimo alla causa della Lazio negli ultimi due mesi. In altri paesi non si sarebbe mai parlato di un caso De Vrij». Il direttore sportivo dell'Inter, Piero Ausilio, è stupito del clamore causato dall'acquisto del difensore della Lazio, ieri decisivo negativamente (suo il netto fallo da rigore) per i biancocelesti nello spareggio Champions all'Olimpico. «La Champions – prosegue Ausilio – ci dà una mano ma non risolve i problemi di bilancio dell'Inter. Ci sono dei riscatti importanti e non sarà facile, non possiamo nasconderlo. Tra Europa League e Champions la differenza è di 40 milioni circa».

«Icardi ha un contratto di tre anni. La volontà e la voglia è di migliorare qualcosa nel contratto dando la giusta gratificazione al ragazzo. Con lui e con altri ci siederemo al tavolo per parlare di contratto». Il direttore sportivo dell'Inter, Piero Ausilio, risponde così ad una domanda sulla permanenza o meno del bomber nerazzurro. «Il lavoro di Spalletti – aggiunge Ausilio ai microfoni di Radio Anch'io lo sport – è stato positivo, c'è da costruire un'Inter migliore». Il Mercato? «Smentisco – sottolinea Ausilio – l'interesse di Spalletti su Florenzi e Bruno Peres».ilmessaggero.it

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Nani ai saluti: “Lazio, è stato un’onore e comunque una stagione meravigliosa…”

Nani tra addio e graditurine per un'accoglienza non ripagata in campo. Aspettative mancate, ma anche un'esperienza importante nella fase finale di una carriera piena di soddisfazioni: "Grazie alla societa' e soprattutto ai tifosi della Lazio per il supporto di quest'anno, è stata una stagione meravigliosa e un grande peccato non aver potuto incoronare il nostro sogno ieri sera… Grazie per avermi accolto come avete fatto, é un onore indossare questa maglia e un'emozione bellissima far parte di un gruppo importante come questo!!! Forza Lazio", ha scritto Nani su Instagram. Parole che sanno di commiato, la Lazio ha già deciso di non esercitare l'opzione di riscatto in suo favore dal Valencia. 

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Lulic: “Rimpianto enorme ma il prossimo anno ci riproveremo. De Vrij? È molto deluso…” (VIDEO)

Al termine della partita contro l'Inter, Senad Lulic è intervenuto ai microfoni di Sky Sport: "Al di là di stasera, la stagione resterà positiva. Per noi è un peccato essere arrivati a questa situazione, avevamo avuto l’occasione di chiudere il discorso prima. La delusione è enorme, purtroppo non siamo riusciti a chiuderla nel modo migliore. De Vrij? Se n’è parlato anche troppo. Ha fatto una grande partita, è stato un esempio per tutti. Gli auguro il meglio il prossimo anno con l’Inter. Era deluso per l’errore sul rigore, ma ha lottato fino all’ultimo con noi. Per essere tra i migliori in Italia e in Europa ci è mancato qualche centimetro. Prendiamo quanto fatto di positivo, ce lo ritroveremo alla prossima”.

Il capitano biancoceleste è poi intervenuto anche a Mediaset Premium: "La Lazio non ha perso oggi la Champions. L'abbiamo persa due-tre turni prima. Dovevamo chiudere prima questo discorso. Mi dispiace per questo, per come è andata quest'oggi. Meritavamo di andare in Champions. Il prossimo anno ci proveremo di nuovo. Abbiamo dominato la gara fino al calcio di rigore. Dopo Salisburgo questa è un'altra delusione enorme quest'anno. Dovevamo imparare dai nostri errori e invece non l'abbiamo fatto. Ci manca poco per arrivare tra i migliori. De Vrij? Non ho ancora avuto modo di parlarci. La sua delusione è comunque enorme. È stato un professionista esemplare e gli auguro le migliori cose per il prossimo anno. Lui è stato tranquillo come sempre. Io penso che oggi abbiamo giocato bene e meglio dell'Inter, però a certi livelli ci manca un po' di furbizia. Ci manca poco per arrivare a raggiungere il nostro obiettivo".

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Inzaghi: “La sconfitta non cambia la stagione, ma ci manca la maturità giusta”

Al termine della sfida contro l'Inter, ai microfoni di Mediaset Premium è intervenuto Simone Inzaghi, che ha così commentato la gara, che consegna l'accesso alla prossima Champions League ai nerazzurri: "Probabilmente dovevamo chiudere prima il discorso per la Champions. Abbiamo fatto un grande cammino, e questa sera con la partita in mano abbiamo preso tre gol da piazzati. Era destino che la Lazio non andasse in Champions, c'è grande rammarico, ma questo non cambia la stagione dei miei ragazzi, che hanno fatto un percorso straordinario, iniziato con la vittoria della Supercoppa. Questa delusione rimarrà dentro per molto tempo, però avremo tempo per pensare e meditare. Arbitri? Penso sia inopportuno parlare degli arbitri adesso. Abbiamo avuto tante occasioni per chiudere le partite sul campo. Oggi abbiamo dominato, e l'Inter ci ha fatto tre gol senza mai far fare una parata a Strakosha. Siamo il miglior attacco del campionato, non perdevamo da 11 partite, ma questo non è bastato. In alcune partite nel finale paghiamo un po', forse non siamo ancora molto maturi".

DE VRIJ – "Il rigore di De Vrij? Non ho visto le immagini. Io lo rimetterei in campo comunque, ha fatto una buona gara. Probabilmente Strakosha lì avrebbe dovuto rinviare meglio. C'è un concorso di colpe di tutti, è sbagliato dare la colpa a qualcuno".

LA DELUSIONE – "La gente si è divertita a vedere giocare la Lazio. Era dai tempi che si vincevano scudetti che non si vedeva uno stadio così. È normale ora che ci sia delusione in tutti noi. Milinkovic? Ha fatto un'ottima gara, però aldilà del singolo, tutta la squadra ha fatto una grande stagione dando il massimo fin dal primo giorno di ritiro. Andare in Champions sarebbe stato il coronamento di questo percorso. Ora dovremo rifarci".

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AUDIO CONFERENZA – Inzaghi: “Ultima salita di un grande Giro, De Vrij dimostrerà il suo spessore”

FORMELLO – Mister Inzaghi presenta l'ultima gara di campionato con l'Inter di domani:

"Faremo la nostra solita partita, indipendetemente da questo. Non sappiamo che atteggiamento avrà l'Inter, noi pensiamo a noi stessi. Avrei voluto evitare questa sfida all'ultima giornata, ci siamo arrivati con 3 punti di vantaggio. Ci sarà una cornice stupenda, abbiamo lavorato per fare una grandissima partita".

La squadra è determinata?

Abbiamo parlato tanto, i ragazzi sanno che ci giochiamo tanto, è l'ultima di una stagione lunghissima. Domani dovremo fare la partita giusta, concentrata, umile, non dovremo sbagliare nulla. Affrontiamo una grandissima squadra.

La settimana di de Vrij?

Se n'è parlato tanto, io mi sono limitato a osservarlo, a guardarlo, non avevo nessun dubbio. Dopo Crotone ho detto "vediamo", perché ho tutti i componenti della rosa, a parte Luis Alberto e Parolo. Qualora avesse lavorato bene non ci saranno problemi. Sono sicuro che lui voglia lasciare un segno profondo alla società, ai tifosi e ai compagni. E far capire all'Inter che spessore di difensore avrà per i prossimi 5 anni.

Cosa temi dell'Inter?

Sarà una partita giocata nel migliore dei modi, ha ottimi elementi, verrà a fare la sua partita. Sappiamo che col pareggio siamo avanti noi, ma giocheremo entrambe per vincere. Temo i suoi giocatori, ha u grandissimo tecnico, è un piacere rivederlo, sfidarlo è s

La Lazio merita di più?

Non mi piace dire questo. So solo che cambierà tutto a livello economico e di prestigio a seconda di come finirà. Per il resto i miei giocatori sono stati grandiosi, abbiamo vinto la Supercoppa, perso ai rigori in Coppa Italia, in Europa League siamo usciti per 7 minuti. Gli altri non hanno giocato quanto noi, le abbiamo volute con tutte le forze e perdendo magari qualche giocatore. Non abbiamo mai fatto calcoli, ogni partita valeva il massimo

Come sta Immobile?

Ha fatto una grandissima settimana come Luis Albetyo e Parolo. Hanno lavorato giorno e notte, domani saranno 21 giorni dalla lesione, questi giorni ha lavorato nel migliore dei modi. Se non fosse stata l'ultima l'avrei recuperato per la prossima. Ci vuole essere a tutti i costi, giocherà dall'inizio.

Chi per Luis Alberto?

Felipe Anderson, cercherà di aiutarsi, è un giocatore importantissimo, penso sarà un protagonista di domani.

Luis Alberto e Parolo nemmeno in panchina?

Non sono impiegabili, poi sicuramente saranno coi compagni fino all'ultimo. Ma non possono essere utilizzati domani.

La Lazio come sta di testa?

Sta bene, è consapevole che in qualsiasi altro campionato non giocando lo scontro diretto all'ultimo saremmo stati già in Champions. Volevamo arrivare alla partita con 4 punti di vantaggio, i punti ottenuti di solito bastano per entrare in Champions. Cercheremo di ottenere quello in più domani.
Un bello spot il gemellaggio tra le tifoserie?

Sarà una serata bella da vivere, piena di emozioni e contenuti. Voglio vedere dopo la partita che tutta la mia squadra abbia tirato fuori tutto. I nostri tifosi ci spingeranno, possiamo farcela anche grazie a loro.

Perché avrebbe voluto evitare l'Inter all'ultima giornata?

Perché ci sarei voluto arrivare con più vantaggio e renderla priva di significato. Ci abbiamo provato, non ci siamo riusciti. A Crotone potevamo vincere comodamente, ora siamo qui e ci giocheremo le nostre carte nel migliore dei modi.

Ti aspetti sorprese da Spalletti? Murgia gioca?

Bisognerebbe chiedere a lui, conosciamo le loro caratteristiche, possono cambiare per la varietà dei calciatori. Murgia è confermato, è in continua crescita, ha fatto molto bene, a Crotone mi stava piacendo molto ma dopo 10' del secondo tempo, sull'1-1 ho tolto gli ammoniti perché non volevo chiudere in 10 uomini. Per questo li ho tolti.

La Lazio ha nel dna quello di lottare e soffrire fino all'ultimo?

Questa è la nostra storia, dice questo. A inizio campionato ci avrei creduto, non so quanti altri. Siamo all'ultima salita di un grandissimo giro, speriamo sia favorevole a noi.

Cosa pensa di Spalletti?

Parla la carriera per lui, è stimolante affrontare un allenatore così esperto e capace. Che vinca il migliore.

 

 

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Anderson, ora tocca a te: “Voglio ripagare tifosi e club con la Champions”

Non è stata una stagione semplice per Felipe Anderson. Un infortunio lo ha lasciato fuori dal campo fino a dicembre, quando l’esplosione di Luis Alberto era già completa. Il brasiliano ha subito la presenza dello spagnolo e ha perso il posto da titolare. Nella gara decisiva contro l’Inter però è il suo turno, ha la chance per aiutare i suoi compagni, la Lazio ha bisogno di lui. Il ‘Pipe’ si è raccontato in un’intervista per Globesporte. Ecco le sue parole: «Oggi sono un altro giocatore rispetto al passato. Non ho perso i miei punti di forza come il dribbling e la velocità, caratteristiche che avevo anche in Brasile. Ma qui sono migliorato nella parte difensiva e tattica. Questi aspetti in Italia sono curati ad alto livello».

I TIFOSI BIANCOCELESTI –«I laziali sono molto caldi. Quando si affezionano ad un giocatore lo fanno fino in fondo. Ho passato un momento complicato con loro e con il club quando le cose sono andate male. Sono felice ora, la squadra quest’anno è cresciuta molto e ha disputato una stagione superiore alle attese. Vogliamo concludere il campionato con la possibilità di raggiungere un grande risultato, ossia la qualificazione per la Champions League. La società crede molto in me, nel mio talento, e sa che in qualsiasi momento posso cambiare una partita».

LA SERIE A – «Ho sempre sognato di venire a giocare in Europa, di vivere l’intensità del calcio europeo, la serietà, il modo in cui si allenano e con cui scendono in campo. Quando sono arrivato ho trovato difficoltà nell’adattarmi al ritmo, all’intensità del gioco e dell’allenamento. C’erano già molti brasiliani come André Dias, Ederson ed Hernanes. Ci sono voluti sei mesi per adattarsi. Arrivavo da un paese diverso, dove si gioca un calcio differente. C’erano molte aspettative su di me, ma sono arrivato già infortunato e questo ha ritardato il debutto, generando una pressione molto forte già dalla prima stagione. Non ho mai avuto la forma fisica migliore. Nel secondo anno tutto è andato per il meglio».

VOCI DI MERCATO – «Il mio nome è sempre coinvolto in possibili negoziati. Ma devo concentrarmi solo sul presente. Alla fine del campionato ci siederemo e parleremo, per vedere cosa è buono per il club e cosa è buono per me».lazionews24