Tra i giocatori presenti all'inaugurazione del nuovo Macron Store in piazza San Silvestro, c'era quest'oggi anche Stefan de Vrij. Il difensore olandese, ha commentato così l'accoglienza ricevuta dai tanti tifosi: "Sempre bello vedere questo entusiasmo dei tifosi e stare in mezzo al loro, è una bella serata. Più sono e più bello è, vuol dire che c'è entusiasmo e che ci sostengono. Il loro sostegno è importante anche perché abbiamo una partita difficile con la Sampdoria che è una squadra molto forte. Abbiamo bisogno di loro, speriamo che vengano anche a Marassi. In trasferta sono sempre tanti", ha commentato ai microfoni di Lazio Style Radio.
Poi ha concluso: "Stiamo studiando la Sampdoria, ci stiamo allenando sui loro movimenti e su quello che dovremo fare noi. Saremo pronti per domenica. Sarà importante. Vogliamo vincere tutte le partite, ultimamente non è successo, ma domenica andremo lì per i tre punti. Arrivano partite toste contro avversari forti, quindi dovremo dare tutto in queste partite e fare tutto per vincere. Champions? Possiamo starci. Siamo su insieme ad altre squadre, ma bisogna vincere per rimanere così in alto".lalaziosiamit
A margine dell'inaugurazione del Macron Stor a Piazza San Silvestro, Alessandro Murgia ha rilasciato delle dichiaraizone ai microfoni dei giornalisti presenti. Il tema è la necessità di ripartire dopo la battuta d'arresto contro la Fiorentina, l'impegno di Marassi contro la Sampdoria e la crescita del giovane centrocampista biancoceleste.
In occasione dell’evento di ieri sera A Cena con la Lazio, organizzato dalla Anti-Cipo Onlus di Serena Grigioni, Alessandro Murgia è intervenuto ai microfoni di Lazio Style Channel: “Una bellissima serata, siamo contenti di stare qui, per noi è un piacere. Da questi eventi si vede il calore della gente e dei tifosi. Soprattutto noi che siamo un punto di riferimento per molte persone se possiamo dare una mano è un motivo di orgoglio. Quando lo sport riesce a regalare un sorriso alle persone meno fortunate è fantastico".
SAMPDORIA VS LAZIO – "Contro la Samp sarà difficile, a Genova è sempre complicato vincere. La Samp ha una grande squadra, un bravo mister e ottimi giocatori. Esprime un grande gioco. La stiamo preparando al meglio, cercheremo di ottenere i tre punti.
I GIOVANI – "Al momento sono molto felice. Voglio crescere, imparare e migliorare. Ho voglia di dimostrare quello che valgo per ripagare la fiducia del mister. Nell’ultima partita di Europa League c’era un centrocampo veramente giovane, è bello che i più giovani riescano a trovare spazio. Sono contento per Crecco e Miceli, hanno meritato il debutto in Europa".
OBIETTIVI – "Il campionato è ancora lungo, noi siamo consapevoli delle nostre qualità, ma adesso l’importante è tenere i piedi per terra”.lalaziosiamonoi.it
NARNI – In occasione dell'evento "A Cena con la Lazio", promossa dall'Associazione Anti-Cipo Onlus di Serena Grigioni, ha parlato an Mediaset Premium anche Thomas Strakosha: “Ti aspettavi di arrivare con la Lazio a questo punto? Sicuramente abbiamo dimostrato di essere una squadra forte e solida. Ma quest’anno è più dura per noi, tante squadre si sono rinforzate. Lo vedremo a fine campionato, abbiamo fatto risultati utili ma non dobbiamo fermarci qui. C’è stato un calo nelle ultime partite, adesso giocheremo contro la Sampdoria e vogliamo vincere anche se sarà molto difficile. Papà? Vedendolo da piccolo che giocava in porta mi ha appassionato. Mi mettevo i suoi guanti e la sua maglia. Da lì mi è nata questa passione. Qual è l’attaccante peggiore da affrontare? Per fortuna ce l’ho in squadra, è Ciro Immobile. Altri? Rispetto tutti, ma non ho paura di nessuno. Panucci? Credo che è come ogni ct della Nazionale che guarda i suoi giocatori"
A pochi minuti dall'inizio dell'evento A Cena con la Lazio, il cui ricavato andrà all'organizzazione Anti-Cipo Onlus fondata da Serena Grigioni, Felipe Anderson è intervenuto ai microfoni di Premium Sport: "Il mio rientro? Sono cauto per non avere ricadute e spero tra 10 giorni di essere pronto. Andiamo piano sentendo le sensazioni, ci aspetta una grande stagione e io devo essere al 100%. La prima cosa a cui penso è a recuperare per aiutare la squadra. Se la squadra vince io sono felice, il resto viene dopo. Tutti avranno l’opportunità, giocherà chi starà meglio. Quando tornerò disponibile sarò un giocatore in più su cui potrà contare il mister".
PERCORSO LAZIO – "Dispiace per gli ultimi risultati, ma è normale, fa parte della crescita. Il gruppo sa cosa fare, la partita con la Sampdoria è importante. Ma vedo i miei compagni carichi e fiduciosi, dobbiamo continuare così. Abbiamo le capacità e le potenzialità per fare il salto di qualità".
OBIETTIVI – "Mondiale? È un mio obiettivo, se torno ai miei livelli sono sicuro di avere una chance, ma prima devo fare bene con la Lazio. Ormai la Lazio è una certezza, non una sorpresa. Stiamo facendo un grande campionato e l’obiettivo è quello di riconfermarci ogni partita che giochiamo. Sapere che ce la possiamo giocare con chiunque è fondamentale”.lalaziosiamonoi.it
"Non veniamo da un momento eccezionale ma la squadra vuole rispondere domenica, lavoriamo al meglio per preparare la partita contro un'avversaria complicata come la Sampdoria. Stiamo facendo tutto il possibile per fare la nostra partita domenica, come è sempre stato nonostante le difficoltà incontrate nelle ultime partite". Così Ciro Immobile parlando ai microfoni di Lazio Style Radio dopo una cena benefica andata in scena ieri a Narni. Contro la Sampdoria domenica alla ricerca di un gol che su azione manca da un mese, come la vittoria della Lazio: "E' peggio se ti incaponisci, sono al 100% sereno – ha aggiunto il bomber partenopeo – E' vero che non ho segnato contro la Fiorentina, ma ho fatto gol (su rigore, ndr) sabato al derby anche se non è servito. Dal punto di vista realizzativo sto facendo bene. Di questo devo ringraziare i compagni. Infatti quando la squadra non gioca bene faccio io fatica in primis: ho bisogno di loro. La partenza di questo campionato è stata pazzesca, speriamo che alla fine sia ancora meglio". Già 15 reti in campionato, la sfida è anche con Mauro Icardi per classifica marcatori e scarpa d'oro: "La classifica marcatori è molto importante per me – ha concluso Immobile – sarebbe bello vincerla ma manca ancora tanto tempo. La Scarpa d'Oro? Un premio di assoluto prestigio, ma ci sono tanti campioni in lizza per la vittoria finale: la concorrenza è forte, ma darò il massimo".
Dopo Stefan Radu, Igli Tare e Senad Lulic è stato il turno del presidente della Lazio Claudio Lotito, durante la serata del Premio Lazialità: “Sono contento e orgoglioso di aver ritrovato i nostri tifosi, la società esiste perché le persone la sostengono con i loro sentimenti e passione, così si ottengono i risultati. Questo dà una spinta psicologica, se uno dietro non ha il popolo non va da nessuna parte. Le battaglie non si portano avanti da soli. I giocatori in campo devono dare il 300%, mentre la società deve dare delle risposte in tempi brevi. Da quando io sono alla presidenza, ho cercato di fare tutto per dare soddisfazione a chi sostiene la Lazio dal 1900. Questa società esiste perché la gente combatte dal 1900, un popolo che ha sempre sofferto per un ideale. I laziali escono fuori sempre nei momenti di difficoltà o di gioia. Con la vittoria della Coppa italia abbiamo dimostrato di essere i primi della Capitale. Le pressioni che subisce la Lazio le altre società non le subiscono, ma l’unione fa la forza e i risultati arriveranno. Io ho puntato sempre su persone particolari, come Tare. Lui è uno vero, così come Inzaghi. Hanno dimostrato di essere attaccati alla società, hanno dato tutto anche nei momenti di difficoltà. Noi siamo già ripartiti da un anno e mezzo a questa parte. Abbiamo messo in campo un’azione congiunta, ognuno nel proprio ruolo per fare grande la Lazio. Come società ci mettiamo tutto l’impegno possibile per rendere vincente la società. Non vogliamo né tradire la storia di questo club né minarne il futuro: la vogliamo duratura per sempre perché è forte. Camminerà sulla base di quello che sarà in grado di produrre, non solo come risultati ma anche in termini di indipendenza. La Lazio non dipende da nessuno e si prende quello che le spetta con il merito. Arriverà il giorno che ci riconosceranno lo scudetto che ci compete. Flavio e Francesco? Sono simbolo di solidarietà, vicinanza e partecipazione di tutti i problemi del popolo laziale”.lalaziosiamonoi.it
Durante il Premio Lazialità è salito sul palco il direttore sportivo, Igli Tare, che ha parlato della sua storia alla Lazio e delle trattative andate in porto e sfumate: “Casualmente arrivai alla Lazio, stavo in vacanza in Sardegna dopo uno spareggio col Bologna. Durante una partita di calcetto si è avvicinato Stefano Antonelli per dirmi se volevo andare alla Lazio. Per me era un onore, pensai fosse uno scherzo. Poi da lì è nato tutto. La prima telefonata con Lotito? Mi disse "Ao, prendi l'aereo che ti aspetto a Roma". La Lazio per me? È la prima volta che vengo ad un evento del genere. Sono molto riservato anche nel mio lavoro, ma ormai la Lazio è nel mio sangue, ho due figli che sono laziali. È sempre stato un onore da giocatore e ora ancora di più da direttore, ne sono orgoglioso. Conoscere da vicino la storia di questa società è molto emozionante, ti dà più voglia per lavorare meglio. Nel mio cuore rimarrà per sempre la vittoria della Coppa Italia contro la Roma, è unica. Hernanes? È il più bel ricordo ma anche quello più triste. Quando andai a San Paolo ad acquistarlo incontrai il suo agente brasiliano di origini cinesi. È stata una trattativa sfiancante, ogni giorno usciva fuori qualcosa di nuovo. Poi ci sono riuscito a portare a Roma un uomo e un calciatore eccezionale. Il suo addio è stato scioccante perché abbiamo cercato di convincerlo fino alla fine. Ci ha chiesto un giorno per riflettere e poi ci ha detto di lasciarlo andare perché voleva giocare il Mondiale in Brasile e voleva andare in un’altra società, nonostante la Lazio sarebbe rimasta comunque nel suo cuore. Abbiamo pianto insieme, il legame che avevamo era particolare".
KLOSE E MILINKOVIC – “Ha giocato con me al Kaiserslautern, era un 22enne. Avevo avuto un contatto con lui sei mesi prima ma il Bayern Monaco non lo voleva lasciare andare. Poi mi ha cercato lui, voleva conoscere l’ambiente laziale ed è venuto con la moglie a Roma. Ci siamo messi d’accordo per un contratto di tre anni. Milinkovic? Eravamo sicuri che sarebbe venuto da noi, avevamo la sua parola. Poi per una questione familiare andò a Firenze ma ci aveva già promesso di venire alla Lazio".
LUIS ALBERTO E DE VRIJ – "Luis Alberto? Con lui è stato difficile perché è arrivato il 31 agosto dicendomi che voleva andare via. Ma io non volevo farlo per dimostrare quanto grande fosse sia come persona che come calciatore. De Vrij? Il padre veniva spesso a Formello e con lui parlavamo spesso di calcio. La sua crescita è una vittoria personale sua, è un grande campione e la differenza la fanno le persone che gli stanno accanto".
LULIC E PEREIRINHA – "Lulic? Mi ha sorpreso, è venuto da me parlando in dialetto albanese e mi ha scioccato. Una trattativa non riuscita? Tante! Uno di quelli fu Cavani. Per una questione di rapporti all'epoca andò al Napoli. Per diversi motivi non se n’è fatto nulla, l’avevamo quasi preso. Una delusione? Uno che poteva fare tanto era Pereirinha, un ragazzo bravissimo ma a causa del suo carattere ha preso una strada diversa".
Il ds della Lazio, poi, è stato intercettato dai microfoni di Mediaset Premium: "Il motivo della mia reazione al termine della partita contro la Fiorentina è stato semplice: quel calcio di rigore è inesistente. Ho rivisto le immagini prima di scendere in campo diverse volte da tutte le angolazioni possibili e si vedeva chiaramente che era Caicedo il calciatore che ha colpito la palla. C'era un dubbio, ma la cosa che mi ha dato la certezza di questo è che il calciatore della Fiorentina (Pezzella, ndr) si è alzato subito in piedi ed ha fatto un gesto acrobatico fantastico. Chi ha giocato a calcio sa perfettamente che quell'episodio non è da calcio di rigore. Purtroppo è successo in momento particolare, eravamo a 30 secondi al termine della partita e sarebbe stata una vittoria fondamentale per la nostra classifica". Poi sugli obiettivi stagionali della Lazio: "I nostri obiettivi non cambiano, sono quelli di sempre. La Lazio è una società importante ed è un dovere per noi arrivare in Europa. Vedremo poi a fine marzo a quale posizione in classifica saremo e se ci troveremo nella stessa posizione ci giocheremo la chance di andare in Champions League, perché quest'anno la squadra è veramente forte e ha tutte la possibilità di raggiungere questo obiettivo".De Rossi: "Per quel che riguarda il suo gesto contro il Genoa non spetta a me commentare, ma ad altri, anche per una questione di rispetto. Posso dire che ho grande stima e grande rispetto per De Rossi. L'ho conosciuto in campo e lo conosco anche fuori dal rettangolo verde, è stato un gesto di reazione che non spetta a me commentare".lalaziosiamonoi.it
Sul palco del Teatro Ghione nella serata del Premio Lazialità è salito anche Senad Lulic. Il capitano biancoceleste ha ricevuto il suo premio e ha ricordato così il percorso alla Lazio: "Quando penso al mio Paese purtroppo mi viene in mente subito la guerra. Nel 1998 sono andato in Svizzera, avevo 12 anni. Quando ero in Bosnia e c’era la possibilità giocavo a calcio, ma lì le preoccupazioni spesso erano altre. In Svizzera ho cominciato a giocare a Coira, una città piccolina, poi da lì sono andato al Bellinzona, al Grasshoppers, al Young Boys e alla fine alla Lazio. Quando sono arrivato a Roma era il periodo di Cana, Klose, Konko. Io non avevo pressioni, perché non mi conosceva nessuno. Quindi ho affrontato tutto con tranquillità”. Sul 26 maggio: “Il 71 lo porto sempre con me. Ho iniziato da poco a realizzare cosa è successo quel giorno. Per me essere qui stasera è bellissimo e quel gol in quel derby è il vanto che mi porta tra voi. Le foto con la Coppa ce l’ho tutte, sono un ricordo prezioso”. La prima stagione da capitano biancoceleste: “È stato un bel riconoscimento, soprattutto da parte di Radu, per me il vero capitano è lui. È un capitano che si nasconde. Nella Lazio di capitani ce ne sono tanti”.lalaziosiamonoi.it
Durante l’evento del Premio Lazialità il calciatore della Lazio, Stefan Radu è stato premiato ed ha parlato sul palco del Teatro Ghione: “Sono arrivato alla Lazio nel gennaio 2008. Arrivai in prestito, poi il presidente ha confermato il transfer e sono diventato effettivamente della Lazio. Ora sto a 290 presenze, ma spero di farne sempre di più. Dipende dal presidente, è lui che deve rinnovarmi il contratto (ride, ndr). Nella carriera di un giocatore l’infortunio abbassa il suo rendimento. Adesso però abbiamo un gruppo grandissimo, quindi non solo io, ma tutti stiamo meglio. Il derby lo sento sempre tanto, ormai lo sanno tutti. Il mio rapporto con la Curva Nord? Molto bello. In Romania sono cresciuto nella Curva della Dinamo Bucarest, ecco perché mi piace così tanto festeggiare con i tifosi. Il 26 maggio? È una coppa che rimarrà sempre nella storia. È stata una serata particolare. La società aveva deciso di andare in ritiro a Norcia e non riuscivamo a dormire per la tensione per quel derby. I ragazzi della Curva sono venuti un paio di giorni prima della finale e ci hanno detto ‘se non vincete scappate’ (ride, ndr)”. Il seguito in Romania: “Ogni domenica dalla Romania mi chiedono 15, 20, 30 biglietti per venire a vedere la partita. Tanti romeni sono diventati laziali nel seguirmi”. Poi arriva la promessa: “Rimarrò qui, sicuramente finirò qui la mia carriera”. E per quanto riguarda la Nazionale: “No, ormai ho preso una decisione, non tornerò in Nazionale”.lalaziosiamonoi.it