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AUDIO – Inzaghi amaro: “Errori individuali (Bastos) decisivi, ma ripartiremo meglio di prima”

Due giganteschi errori di Bastos condannano la Lazio e permettono alla Roma di vincere il derby. Alla fine del match ha parlato Simone Inzaghiai microfoni di Mediaset Premium: “Nel primo tempo è stato un derby guardingo, con la Roma che aveva il baricentro più alto ma non ci aveva impensierito più di tanto, anzi avevamo avuto due ripartenze pericolose con Marusic e Luis Alberto. Poi nel secondo tempo gli spazi si sarebbero aperti e avrei fatto qualche cambio, ma quando si commettono due errori individuali così i derby si perdono. Ne ho giocati tante di gare così, gli episodi sono troppo importanti e sono stati favorevoli alla Roma per demerito nostro e così abbiamo perso la partita. Sapevamo che loro avrebbero pressato bene, non ci hanno permesso di esprimerci come al solito nella prima frazione. Nei secondi 45 minuti avremmo potuto trovare più spazi ma se in quattro minuti commetti due ingenuità simili e il derby si perde. Dispiace per noi e per i tifosi, ma l’anno scorso il primo l’avevamo perso e sappiamo cosa ci aspetta. Dobbiamo ripartire, so che è difficile ma ci siamo già passati e ripartiremo meglio di prima”.lalaziosiamonoi.it

CONFERENZA- 

Oggi non si è vista la vera Lazio, avete pagato la sosta?

"No, anche la Roma aveva la sosta. Non parlerei di questo. Era una partita nel primo tempo bloccata, la Roma aveva il baricentro più alto ma abbiamo avuto due ripartenze buone. Loro nel primo tempo ci pressavano alti, ci impedivano di trovare le nostre solite giocate. Io pensavo che nel secondo tempo avremmo potuto trovare più spazi e giocate. Abbiamo commesso due errori, spesso i derby sono decisi da errori individuati. Poi siamo stati bravi a riaprirla ma loro ci hanno chiuso gli spazi e non siamo risuciti a pareggiare. Dispiace per i ragazzi e la nostra gente, straordinaria anche stasera. Non sarà facile metterselo alle spalle, ma dobbiamo ripartire già giovedì".

Squadra passiva al rientro dagli spogliatoi? 

"Io avevo sensazioni buone alla fine del primo tempo, ero fiducioso. Sapevo che nel secondo tempo ci sarebbero stati più spazio, ero fiducioso. Ho detto alla squadra che avremmo potuto giocare di più, ma la Roma ci stava pressando bene. Poi quando commetti due errori così non si possono avere scuse. Il derby lo abbiamo perso noi, con due errori del genere non puoi non perdere. Lo abbiamo visto anche lo stesso scorso. Dobbiamo essere bravi a mettersi alle spalle questa sconfitta, ma non sarà semplice. Devo far scivolare il derby dai miei, perché ci aspettano tante partite, il calendario è difficile". 

Sul rigore concesso da Bastos…

"Kolarov era contornato da tre giocatori nostri, non si deve rischiare l'intervento in quel caso. Senza quel rigore la partita sarebbe stata diversa. Gli episodi decido i derby, sono stati favorevoli a loro. La Roma è molto organizzata, ci pressavano bene. Sono costruiti per vincere. Hanno fatto una buona gara ma ero sereno perché non ricordo una parata di Strakosha. Dentro di me ero abbastanza fiducioso alla fine del primo tempo. Abbiamo perso il derby in 4 minuti".

Sulla Roma…

"La Roma ha fatto la partita che ci aspettavamo, l'avevamo vista e rivisita. Sapevamo che ci avrebbero pressato e così è stato. Nel secondo tempo senza quegli errori sarebbe andato diversamente. Dopo il 2-0 siamo stati bravi a riaprirla, ma come ho già detto non cerco scuse né alibi. E' difficile da accettare ma è giusto perdere quando si fanno questi errori".

 

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AUDIO – Inzaghi: “Corsa e aggressività per un super derby. Immobile? Ci sono speranze”

CONFERENZA – Mister Inzaghi presenta il derby sala stampa del centro sportivo di Formello: 

Come sta Immobile?

Risente ancora un po' del problemino che aveva accusato alla vigilia dell'Udinese. Mercoledì si era mosso abbastanza bene con la squadra, ieri il problema si è ripresentato così abbiamo preferito lasciarlo a riposo. C'è l'allenamento di oggi, vedremo e valuteremo, ci sono speranze. Vedremo come reagirà.

Cosa è il derby per Inzaghi?

Non è una partita uguale alle altre, sono due partite a sé in un campionato. L'anno scorso addirittura 4, sono partita con altissima tensione. Dovremo avere corsa, grinta e determinazione, affrontiamo una squadra che ha una qualità assoluta e che non avrà paura di affrontare una Lazio che sta vivendo un ottimo momento.

 

Che derby immagini? Una vittoria alzerebbe l'asticella?

Una partita particolare, chi vincerà questo derby avrà l'inerzia a favore. Il derby va giocato nel migliore dei modi, i ragazzi sono rientrati bene dalle nazionali, dovremo verificare Immobile e oggi lo faremo. Poi mi sono dimenticato di dire e ci tengo, vorrei che sia un derby ll'insegna dello spettacolo. In questi giorni è caduto l'anniversario della scomparsa di Sandri, mi auguri che sia un grande spettacolo. Roma e Lazio stanno bene, si affronteranno a viso aperto, troveremo una Roma con tante soluzioni, insieme alla Juve hanno la rosa più lunga e allestita meglio della Serie A. Stimo Di Francesco, è già riuscito a trasmettere alla Roma le sue idee di calcio.

Si aspettava una gestione diversa della Nazionale di Immobile?

 

No, ha giocato le due partite al massimo delle possibilità, sapevamo tutti che aveva un problema, ma mi aspettavo due partite di grande intensità. Ha ancora il problema nello stesso punto, opggi verificheremo.

Felipe Anderson e Wallace?

Si sono allenati con la squadra bene, però non ancora ai loro livelli, alla fine delle sedute avevano ancora dei problemi. Tutti insieme abbiamo deciso che faranno 4-5 giorni differenziati in vista dell'Europa League. Quando li avrò a disposizione li vorrò al 100% e non part-time. Sono importantissimi, lo sanno, Wallace e Felipe con me hanno fatto sempre benissimo.

Come si prepara un derby?

 

Per quanto riguarda i calciatori ognuno la prepara a modo suo. Questa partita sappiamo che non è uguale alle altre, l'anno scorso ne abbiamo fatti 4, i nuovi acquisti non l'hanno ancora disputato, ma hanno esperienza internazionale. Ogni giocatore è libero di prepararlo come vuole. Noi dello staff abbiamo cercato ancora una volta di ricordare a tutti cosa sia il derby per questa città e per tutti i tifosi.

Ha parlato con Parolo e Immobile?

Hanno vissuto una grandissima delusione, il calendario prospetta subito una grande partita, la loro rabbia agonistica avranno modo di sfogarla domani, sperando che IMmobile sia in campo

 

Più forte la Roma di Di Francesco o Spalletti?

Sono due squadre forti. Spalletti e Di Francesco sono bravissimi, tra i migliori. La Roma ora subisce meno gol perché concede meno, forse anche davanti creano un po' meno perché hanno perso Salah e non hanno ancora a disposizione Schick. Ma in poco tempo hanno messo tutti in pratica le idee dell'allenatore.

Comunque si tende a rischiare Immobile?

Ciro è un ragazzo generoso, è capitato altre volte con la Lazio, il derby dell'anno scorso e la partita con il Chievo sono le uniche due saltate. C'è la speranza di vederlo in campo.

La Lazio e la Roma sono allo stesso livello?

A giugno nessuno si sarebbe immaginato la Lazio davanti alla Roma. Noi abbiamo fatto qualcosa di importante, ma dobbiamo continuare e giocare partita per partita, rimanendo insieme a squadre che a inizio anno davano tutti davanti a noi.

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Parla Leiva: “Penso solo a vincere, nel derby dettagli decisivi. Inzaghi meticoloso…”

Nato leader, cresciuto con l’esempio di Gerrard, salutato come un faraone dal Liverpool, Lucas Leiva oggi governa il centrocampo della Lazio. Occhi celesti, trentuno anni da festeggiare il 9 gennaio, proprio come la società biancoceleste, un altro segno del destino. Il ds Tare, dovendo sostituire Biglia, ha scelto un uomo-squadra di livello ancora superiore. Personalità, mentalità vincente, carisma. Ecco cosa trasmette quando lo vedi fuori dal campo. Il brasiliano si è imposto in fretta perché la filigrana del campione è stata subito riconosciuta dalla squadra e all’interno dello spogliatoio. Ieri, alle due del pomeriggio, lo abbiamo incontrato a Formello. Il brasiliano si è presentato con puntualità svizzera e in mezz’ora, prima di scendere nello spogliatoio a cambiarsi per l’allenamento, ci ha raccontato tutto o quasi. Dal Liverpool al Brasile, passando per le sue origini italiane. Il padre di suo nonno Artemio era nato in Toscana, era un contadino, si trasferì a Dourados, nel Mato Grosso do Sul, Brasile meridionale, dove la famiglia Leiva oggi possiede una fattoria. Terra di gauchos. Lucas, nei prossimi mesi, andrà a cercare quel paesino in Toscana, di cui oggi ancora non sa con precisione il nome, per capire da dove era arrivato il suo bisnonno. Mancano poche ore al suo primo derby con la Roma: ha vissuto l’avvicinamento con estrema tranquillità e la convinzione di poterlo vincere solo attraverso un’altra grande prestazione di squadra, facendo attenzione ai dettagli. Concetti spiegati senza presunzione, usando lo stesso radar e il medesimo senso tattico espressi sul campo. Pensava di rispondere in portoghese o in inglese, ha retto l’intera intervista parlando in italiano. Molto meglio di diversi altri stranieri transitati da Formello, eppure si trova qui solo da tre mesi. Altro segno distintivo. Lucas Leiva non è uno dei tanti. E’ un altro Klose per la Lazio.

Lucas Leiva Pezzini, origini italiane, è nato il 9 gennaio, come la Lazio. E’ stato un motivo in più per accettare la proposta di Tare e Lotito l’estate scorsa?
«No. Quando mi ha chiamato l’agente e mi ha prospettato la possibilità di venire alla Lazio ci ho pensato molto bene. Dopo dieci anni a Liverpool, avevo bisogno di una nuova sfida e la Lazio, il campionato italiano, la città di Roma, erano tutti fattori molto positivi per decidere di venire qui a giocare. Ha influito anche la stagione passata, è stata positiva per la Lazio e l’opportunità di giocare in Europa League mi ha convinto in modo definitivo. Ho capito quanto fosse importante per me accettare la proposta».

È arrivato dopo metà luglio, ma quando ha saputo per la prima volta dell’interesse della Lazio nei suoi confronti?
«Diciamo a giugno, ero in vacanza, ma il mio procuratore mi ha spiegato anche che bisognava aspettare. La situazione di Biglia era ancora aperta, anche io volevo tornare al Liverpool e parlare con loro. Ho avuto ai Reds una relazione sempre molto buona in questi dieci anni, non mi hanno ostacolato o creato problemi».

Mancano poche ore al derby con la Roma. Qual è il suo primo pensiero?
«Vincere. Lo so, è una partita diversa, perché si tratta di un derby, ma noi calciatori dobbiamo comportarci e fare quello che è stato fatto nelle altre partite. E’ una sfida importante di campionato, assegna tre punti, certamente per i tifosi ha un significato differente, ma in campo dobbiamo fare lo stesso come tutte le scorse settimane».

Se potesse togliere un giocatore alla Roma, chi sceglierebbe?
«Dzeko. Ho giocato contro di lui molte volte a Liverpool. E’ molto bravo, alto, forte fisicamente, ma possiede tante qualità tecniche, calcia con i due piedi, mi piace molto».corrieredellosport.it

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AUDIO – Strakosha scuote Immobile e Parolo: “Mai così tristi, ma ora c’è il derby!”

Sarà anche il derby di Thomas Strakosha. Il portiere biancoceleste è pronto per la sua quarta stracittadina con l'aquila sul petto e ai microfoni di Sky Sport 24 ha parlato anche del tracollo azzurro ai playoff: "I miei modelli sono mio padre e Buffon. E' stato duro vedere le sue lacrime per una cosa che tutta Italia si aspettava, cioè la qualificazione al Mondiale. E' stato un momento particolare anche per me, perché Gigi meritava una fine diversa con la Nazionale. Non ho mai visto Parolo e Immobile così tristi, però è normale e capisco il peso che portano. Hanno dato tutto, l'ho vista la partita. E' mancata un po' di fortuna, ma loro sono professionisti e adesso sono concentrati sul derby e daranno il massimo".lalaziosiamonoi.it

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Carica Radu: “Sono tornato al centro della Lazio. Ora tutto per vincere il derby!”

"Ogni derby ha la sua storia: comincia appena esce il calendario, con i tifosi che ti ricordano la data dei derby. Ora siamo due squadre che stanno in alto in classifica e questo derby sara' molto importante". Lo ha dichiarato il capitano della Lazio Stefan Radu ai microfoni di Premium Sport in vista del derby romano in programma sabato. "Sara' un derby Champions piu' che un derby scudetto: speriamo di poter parlare di scudetto nella sfida di ritorno. Sabato non ci saranno favorite: vincera' la squadra che ha piu' voglia, piu' cuore. E Milinkovic-Savic mi ha promesso che fara' gol: mi auguro mantenga la promessa. Come ho trovato Immobile e Parolo dopo la batosta Mondiale? Gli siamo vicini, per loro e' stata una tragedia, ma si rialzeranno come si rialzera' l'Italia. Non mi aspettavo un Inzaghi cosi' pronto dal punto di vista tecnico, ma gia' qualcosa si intravedeva in lui anche mentre faceva il calciatore". Infine, un'opinione sul Var. "Sta dando una grossa mano agli arbitri".

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VIDEO – Giordano: “Italia riparta da chi sa di calcio come Zoff e Rivera. Derby? Temo ripercussioni…”

(QUELLI CHE)- Bruno Giordano: "Brutta serata per il calcio italiano. Alcune cose andavano prevenute: troppi stranieri nelle Primavera, poi c'è un Presidente che non sa di calcio quando ci potrebbe essere uno come Dino Zoff o Gianni Rivera che possono dare qualcosa in più. Figure attendibile che conoscono il calcio e che non scendono a compromessi. Lo stesso Ventura che ieri non ha dato le dimissioni alla luce del contratto importante la dice lunga. Oggi è il giorno zero: basta con la politica del calcio, bisogna puntare sul lavoro e sulla tecnica nei più giovani"

 

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Nani immerso nel mondo Lazio: “Casa al centro, derby da brividi e Inzaghi motivatore super”

Arrivato a fine estate come uno dei colpi più a sorpresa della sessione di mercato, Nani si è ripreso perfettamente dopo l’infortunio e ora è pronto ad essere tra i protagonisti della Lazio. E’ la sua storia che parla e la sua fama che lo precede:“Sono arrivato in un grande club, che ha una storia gloriosa e che sta tornando ai livelli cheaveva una quindicina di anni fa, quando era tra i migliori in Europa. Sette Nani? Quando ho scelto la maglia non sapevo di questo collegamento. Quando l’ho scoperto la cosa mi ha divertito tanto. Se tornassi indietro rifarei la stessa scelta. Continuare così forte? Beh allora ogni traguardo sarebbe possibile, anche lo Scudetto. Ma adesso non ha senso parlarne” – le sue parole rilasciate a La Gazzetta dello Sport. 

Ha raggiunto la condizione ottimale per dimostrare il suo grande valore:Quando sono arrivato ero reduce da un infortunio e ci ho messo un po’ per recuperare la condizione. Ora però mi sento bene. Sono stato accolto benissimo, non vedo l’ora di ricambiare. Il gol al Benevento per me è stato molto importante. Ci tenevo a rompere il ghiaccio”.

Dopo tanti tecnici ora c’è Inzaghi: “Ha tutto per diventare un grandissimo tecnico. E’ completo, ma la cosa che mi stupisce di più è come riesce a motivare ogni singolo calciatore”.

Il derby: “Da quando sono arrivato che me ne parlano. Ho vissuto i derby di Lisbona, Manchester e Istanbul. Dappertutto è così, ma quello di Roma mette i brividi. La Roma è molto forte. Una delle cinque candidate a vincere lo scudetto. Temo Dzeko, in particolare, ma anche gli altri non sono da meno. Il post derby? Si, me lo diceva già Macheda ai tempi di Manchester. Eravamo molto amici all’epoca e lui parlava sempre e solo della Lazio… E poi, avendo preso casa in centro, respiro l’atmosfera della città. So tutto”.

I due baby portoghesi: “Se Jordao e Neto sono qui vuol dire che le qualità le hanno. Ma dipende tutto da loro. Io cerco di aiutarli, ma è bene anche non mettergli troppa pressione”.

Ha scelto di prendere casa in centro: “Mi piace talmente Roma che volevo viverla da dentro. Ho già visitato Colosseo e San Pietro. Ma voglio vedere tutti i monumenti. Sergio Conceicao mi aveva consigliato di prendere casa all’Olgiata. Ma ho preferito andare in centro. Sono felice della scelta, come mia moglie e il nostro bimbo”.

Il Mondiale: “E’ il mio grande obiettivo, ne ho giocato uno solo, nel 2014, perché nel 2010 ero infortunato. Il prossimo in Russia non voglio perderlo. Le cose si sono messe un po’ male, ma credo di sì. E lo spero anche perché un Mondiale senza l’Italia non sarebbe lo stesso”.gazzetta dello sport

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Luis Alberto, l’agente: “La sua forza aver sempre creduto nella Lazio”

"Se lo è davvero meritato per il livello e la qualità di gioco che ha espresso in questi mesi con la Lazio", così l'agente di Luis Alberto, Alvaro Torres Calderon, commentava la prima convocazione in Nazionale spagnola del suo assistito, in esclusiva ai nostri microfoni. Da ombra a giocatore imprescindibile: il procuratore è tornato nuovamente a raccontare la parabola del centrocampista: "Quest’anno Luis Alberto ha potuto svolgere tutta la preparazione con la Lazio – dichiara ai microfoni di Calciomercato.com – La sua mentalità è sempre stata questa. Essere importante per i biancocelesti durante il ritiro estivo e dimostrare fin dalla prima partita di poter essere un giocatore su cui contare per la squadra in campionato. L’anno precedente non aveva avuto questa possibilità. Non aveva svolto una buona preparazione con il Liverpool e era arrivato a Roma solo nell’ultimo giorno di mercato".

L'OFFERTA VINCENTE DELLA LAZIO – "Non fare una buona preparazione e arrivare nell'ultimo giorno di mercato è sempre un handicap. Non è semplice potersi adattare al meglio fin da subito in un torneo e in un team nuovo. Il suo stato fisico era buono, ma continuava ad aspettare di essere ceduto. Le offerte arrivavano ai Reds ma non trovavano mai l’accordo finale con la società inglese. Per esempio il Siviglia fece pervenire un’ottima proposta. Ma il Liverpool la declinò. Ecco poi quella vincente da parte della Lazio nell’ultimo giorno di mercato. Luis Alberto ha trascorso un’estate molto dura. Che lo ha pregiudicato nella sua partenza a Roma. Poi il tutto è stato superato. Si è adattato al calcio italiano e anche nell’ultima parte dello scorso campionato ha fatto bene".

DALL'IPOTESI DI UN ADDIO ALLA NAZIONALE – "Se ha mai pensato di lasciare la Lazio? Normalmente quando le cose non vanno come vuoi, può sempre balenarti nella testa l’idea di cambiare aria. Ma a lui no. Ha avuto una mentalità differente. Simone Inzaghi e Igli Tare continuavano a parlargli del suo enorme talento. Che sarebbe stato importante per la squadra. E lui ha accettato la sfida. Ecco perché la Lazio ha rifiutato tutte le offerte pervenute per il giocatore. E lo stesso abbiamo fatto noi".Sulla Nazionale: "Luis Alberto ha sempre avuto come obiettivo quello di essere convocato nella nazionale maggiore spagnola. Ha giocato con tutte le rappresentative giovanili della selezione iberica. Non è semplice arrivare alla Roja, per l’altissimo livello di giocatori della rosa. Ora è più maturo, più forte. E la chiamata di Lopetegui è più che meritata. Per lui è molto importante far parte della selección". Infine, sul derby: "Bè lui ovviamente ha molta voglia di giocarlo. E di vincerlo. Per lui il Derby tra Betis e Siviglia è sempre stato speciale. E adesso lo sarà quello di Roma".lalaziosiamonoi.it

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Roma, Di Francesco: “Ho una strategia per battere una Lazio eccellente”

Giovani, belli e preparati: le panchine romane hanno al potere due fieri condottieri. Inzaghi contro Di Francesco, forse è questo il duello decisivo in vista del derby di sabato 18. Il tecnico della Roma, come riporta la rassegna stampa di Radiosei, non ha voluto svelare il segreto per battere la Lazio: "Non snatureremo le nostre caratteristiche e la nostra mentalità. Non bisogna adattarsi all'avversario, bisogna rispettarlo. Sappiamo che la Lazio è brava a sfruttare le ripartenze, noi metteremo in atto la nostra strategia per vincere. È bello che sia una partita da vertice. E ci tengo a fare i complimenti a Simone Inzaghi, che conosco bene: sta gestendo il suo gruppo in maniera eccellente".lalaziosiamonoi.it

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Mancini scommette su Inzaghi: “In lotta per lo scudetto fino alla fine”

A Roma il maltempo ha preso il sopravvento, ma sulla Lazio scende solamente una pioggia di complimenti. L’allenatore dello ZenitRoberto Mancini, storico ex biancoceleste, ha incensato così Inzaghi e i suoi ragazzi ai microfoni di Perform: “Il livello della Serie A si sta sicuramente alzando rispetto a un po’ di anni fa. Sono convinto che le prime cinque squadre della classifica lotteranno fino alla fine per vincere il campionato e per la Champions.La squadra sta facendo un ottimo campionato, inaspettato per molti. Sono contento per Simone, perché oltre a esser stato un mio compagno di squadra è stato anche un mio giocatore e gli voglio molto bene. Spero possa continuare così!”.