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Pulcini (Dir. Sanirario SSLazio): “Noi medici sportivi non ascoltati dal CTS, senza deroghe alla quarantena collettiva inutile ripartire” (AUDIO)

AUDIO ‘QUELLI CHE…’ – Ascolta l’intervento di IVO #PULCINI (Direttore sanitario S.S. Lazio): “Pronti a prenderci la responsabilità nel rispetto dei protocolli di sicurezza, ma non è stata ascoltata la voce dei medici sportivi. La Lazio è pronta e strutturata per garantire la salute degli atleti. Ma se non c’é volontà da parte del governo di derogare sulla quarantena collettiva è inutile far ripartire il campionato” 

 

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Mazzoleni a Radiosei: “Giocare in sicurezza darebbe ottimismo e speranza. Derby di Roma è unico: ricordo la gioia di Lulic” (AUDIO)

Mazzoleni a Radiosei: “A Bergamo ordine anche figlio della paura: giocare in sicurezza darebbe ottimismo e speranza. Derby di Roma è unico: ricordo la gioia di Lulic”

Paolo Mazzoleni, arbitro numero 1 del Var, è intervenuto stamattina ai microfoni dell'emittente romana Radiosei, nella trasmissione 'Sei Volte Buongiorno'. IL direttore di gara bergamasco ha dapprima raccontato racconta come sta vivendo l'epidemia la sua Bergamo, quindi si è soffermato sul tema della ripresa del campionato per chiudere con un ricordo dei derby capitolini vissuti da arbitro, arbitro di porta e addetto al Var. “Quello che è accaduto a Bergamo è qualcosa di incredibile, la pandemia ha distrutto un'intera generazione. Quando ho capito che la cosa era grave? L'immagine dei carri armati che portavano le bare credo resterà nella mente di tutti, ma io ricordo chiaramente l'arrivo di questi mezzi militari già a inizio marzo, se non a fine febbraio. Ora la situazione va migliorando, non entro nel merito delle chiusure fatte o no, questo vorrebbe dire tornare indietro mentre ora bisogna solo guardare avanti”. Mazzoleni, la sua è una famiglia di restauratori di mobili antichi nota in città, ha molto a cuore le sorti economiche di Bergamo. “La nostra è una zona molto operativa, piena di artigiani che hanno voglia di lottare, di reagire, anche se la Comunità avverte questo peso. C'è molto ordine, quando esco a fare la spesa si percepisce, un ordine pazzesco figlio anche della paura – sottolinea –  Ho un caro amico che ha appena aperto un ristorante, lui è combattivo ma l'altro giorno mi ha detto che probabilmente non riaprirà, nonostante il nostro spirito. Lo ripeto, il nostro è un popolo spaventato. Uscire per lavorare e per salvare la propria attività”. Il numero uno degli arbitri al VAR ammette che la voglia di rientrare è tanta. “Io di natura sono molto ottimista, mi piacerebbe tornare il prima possibile alla normalità, vorrebbe dire anche riprendere la serie A, ovviamente nella massima sicurezza. Lo dico senza falsi moralismi, giocare regalerebbe speranza e ottimismo”. Se sarà, si giocherà a porte chiuse. “Già in situazione  normale, arbitrando a porte chiuse sembra vivere una situazione irreale.  Da addetto al Var ho assistito a Juventus-Inter, dello scorso 8 marzo. Match bellissimo sulla carta, ma già si avvertiva una situazione molto anomala, i giocatori sembravano spaventati. Il calcio è fatto per il pubblico. Il messaggio è che sono perla ripresa in totale sicurezza. Quando sono per strada la gente per prima cosa mi chiede se riparte la serie A e quando”. Infine il derby. Il w26 Maggio i laziali festeggeranno il settimo anno dalla Coppa Italia vinta in finale con la Roma. “Ho fatto molti derby, ma per fascino, preparazione e sfottò, quello di Roma resta qualcosa di unico. Ricordo in particolare il valore che viene dato dagli stessi giocatori al derby, sanno che un gol in quella gara  segnerà la loro storia. Del 26 Maggio ricordo la gioia di Lulic al momento del gol, così come la determinazione di De Rossi”. Ma gli arbitri guardano lo spettacolo sugli spalti, le coreografie delle curve? “Assolutamente sì. Io sono molto concentrato ma di questa parte dello spettacolo non mi voglio perdere nulla”

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‘QUELLI CHE…’ – Balata (Pres. Lega B): “Per combattere crisi calcio serve sacrificio di tutti. Allenamenti? Solo quando in sicurezza” (AUDIO)

MAURO #BALATA, presidente Lega Serie B, in collegamento a ‘QUELLI CHE…’! 
“Noi dobbiamo prima di tutto fare riferimento alle direttive dell’autorità pubbliche e della Protezione Civile. La cosa principale, ora, è quello di uscire da questa emergenza. Dipende da tutti noi, dobbiamo stare a casa per combattere questo nemico subdolo. Viviamo una situazione di grande gravità, dobbiamo iniziare a cercare strumenti eccezionali per superare anche la crisi del calcio, tutti devono fare dei sacrifici, non possiamo escludere nessuno. Le società di calcio sono aziende, sono tanti i soggetti interessati che devono essere tutelati. #Allenamenti? Dipenderà dalle indicazioni della comunità medico-scientifica. Ci sono anche delle esigenze da parte di club e calciatori, qualora si dovessero ricreare condizioni di maggiore sicurezza si procederebbe gradualmente verso una ripresa. Stiamo facendo analisi che parte dai dati quotidiani, bisogna avere la certezza di non correre rischi”.

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Coronavirus, Virginia Raggi a RRC, Radiosei e Retesport: “Daje che je la famo” (AUDIO)

La sindaca di Roma Virginia Raggi è intervenuta oggi pomeriggio ai microfoni di Radio Roma Capitale, Rete Sport e Radio Sei, per lanciare un messaggio ai romani in merito alla situazione legata al coronavirus.

"Questa città ce la può fare", ha dichiarato la prima cittadina. "Nel momento in cui il virus sarà debellato – ha aggiunto Virginia Raggi – dobbiamo far ripartire il nostro Paese e la nostra città perchè insieme ce la possiamo fare". La sindaca di Roma ha poi concluso con un augurio rivolto a tutti i romani: "Daje che je la famo".

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‘NMM’ – Prof. Fiore (Resp. Sanitario FIS): “Coronavirus nello sport, situazione critica. Olimpiadi a rischio” (AUDIO)

AUDIO 'NMM' – Ascolta l'intervento del PROF. ANTONIO #FIORE (Pres. Commissione Medica e Resp. Sanitario FIS): "Coronavirus nello sport, la situazione è critica. Se entro i prossimi giorni la situazione non regredisce, tutto diventa complicato, compreso le grandi manifestazioni internazionali. A rischio le Olimpiadi di Tokio"

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‘NMM’ – Mazza: “Stadi chiusi, effetto collaterale inevitabile. Ora inizia un altro campionato, la testa sarà fondamentale” (AUDIO)

MAURO MAZZA in collegamento a 'NMM': "Il campionato a porte chiuse è l'espressione di quanto sta accadendo, un effetto collaterale inevitabile che ci priverà del calore e della passione di questo sport. Il momento lo pretende, fermo restando il rischio di conseguenze definitive per il campionato in caso di contaggio tra i calciatori. La speranza è che presto arrivino buone notizie da questa guerra non ufficializzata dalle cifre dei contagi e dei guariti. All'estero trattano l'Italia in un modo tale da confermare come in altri paesi si sta sottovalentando e sottostimando il fenomeno. E' la vita ad essere condizionata, il calcio è uno dei settori della vita stessa. Impatto sui risultati delle gare? Sicuramente, partita per partita c'è chi ne risentirà meno  e chi ne risentirà di più. Juventus-Inter era già gara equilibrata, ora lo sarà di più. Questa sosta imprevista potrebbe avere effetti benefici sui tempi di recupero e sulla condizione generale. Me la prendo come una cosa buona in quella negativa. A porte chiuse inzia un altro campionato, sarà la testa e la mentalità delle squadre a fare la differenza. L'augurio è che la voglia della Lazio abbia la meglio su tutto"

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‘9 GENNAIO 1900’ – Tolfa: “Sul coronavirus il calcio pensava di essere estraneo. La comunicazione? Giusta la trasparenza ma è sbagliato far parlare tutti” (AUDIO)

'9 GENNAIO 1900' – Queste le parole del vicedirettore del TG2, Rocco Tolfa, intervenuto stasera ai microfoni di Radiosei: “Col Coronavirus è come se l'Italia fosse stata colpita da uno Tsunami, dobbiamo affidarci agli esperti e eseguire le indicazioni delle autorità. Stare uniti perché è una battaglia che ci riguarda tutti, senza differenze. Il calcio? Penso che all'inizio ci sia stata la scelta di guardare i propri interessi e non quelli del paese, anche la Lega Calcio scegliendo di rinviare quelle gare. Penso forse anche alla pressione della Juventus che forse non voleva rinunciare ad un incasso, il fatto è che parliamo di un interesse non solo del calcio ma la questione riguarda l'intero Paese. Le situazioni vanno affrontate una alla volta cercando le soluzioni più adatte, all'inizio il calcio pensava di essere immune, ora siamo arrivati al punto di dover salvaguardare il campionato. L'unica considerazione che posso fare è che nella sera in cui era prevista JuveINtre a porte chiuse avremmo avuto il Classico della Liga, fermo restando che sulla scelta di non giocare avrebbero dovuto coinvolgere tutte le squadre mentre è evidente che qualcuno è stato danneggiato. Il ruolo svolto dalla comunicazione? Il nostro mestiere è raccontare ciò che succede, anche le notizie brutte. Forse all'inizio per alzare l'audience si è data la parola a tutti e non solo ad esperti o competenti della materia, questo forse ha creato ansia sviando l'attenzione. Bisogna essere responsabili, le notizie non vanno nascoste mantenendo equlibrio, l'enfasi usata all'inizio potrebbe aver fatto danni”.    

 

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‘DOA’ – Frezzolini: “A Bergamo si vive in una bolla, ma il campo è la medicina. Strakosha? Ora è maturo e consapevole” (AUDIO)

Giorgio Frezzolini, preparatore dei portieri delle giovanili dell’Atalanta, a ‘DOVE OSANO LE AQUILE’: “Stiamo cercando di preservare la normalità, dentro lo spogliatoio se ne parla, come è giusto che sia. Viviamo in una bolla, ma cerchiamo sempre di restare concentrati sul campo. Probabilmente ci voleva più chiarezza fin dall’inizio, è pur vero che parliamo di un’emergenza imprevedibile. Giocare a porte chiuse? Non è calcio, purtroppo, ma lo spettacolo deve andare avanti in ogni caso.  La Lazio? Ha una qualità incredibile, ciò che mi stupisce di più è lo scatto mentale che ha fatto la squadra. E’ proprio questo che le permette di esprimersi al 100%, visto che in fin dei conti l’organico è cambiato poco. Strakosha stesso è cresciuto molto. Sono stato un suo critico, ora vedo un giocatore maturo he partecipa al gioco della squadra. Anche Thomas ha acquisito la consapevolezza necessaria. Atalanta-Lazio? I nerazzurri hanno alternato partite incredibili ad altre a ritmi non ottimali. E’ un match difficile per entrambe, perché la Lazio se riesce ad uscire dal pressing ti fa male, mentre l’Atalanta con la sua grande aggressione può mettere gli avversari alle corde. Scudetto? Inter leggermente dietro, percentuali praticamente pari”.

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‘NMM’ – Marroni (Tg2): “Coronavirus, informazione ha fornito ampio materiale per isteria…” (AUDIO)

AUDIO – STEFANO MARRONI (Tg2), giornalista esperto di malattie infettive, in collegamento a ‘NMM’: “Informazione e televisione hanno fornito ampio materiale per l’isteria. Ecco le regole fondamentali e le precauzioni che vanno assolutamente seguite per contenere l’epidemia da Coronavirus”.

 

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‘DOA’ – Coronavirus, Prof. Capua: “Equilibrio necessario per buona comunicazione. Evitare il panico, si può guarire” (AUDIO)

Pino Capua a ‘DOVE OSANO EL AQUILE’: “Situazione delicata, per non dire paradossale. Siamo alla quarta settimana d’allarme, spiazzati di fronte a qualcosa che non capitava da anni. Il Coronavirus è una di quelle situazioni che vanno ancora studiate. Le autorità italiane hanno lavorato benissimo, perché hanno subito messo in opera tutte le attività di prevenzione  e sostegno per casi a rischio. Non si sa quanto sia virulento e quanto duri l’attacco del virus. Oggi però ci sono notizie confortanti, come la diminuzione dei contagi. Le morti dei pazienti affetti da Coronavirus non sono dovute principalmente l virus stesso, ma il decesso arriva in caso di precaria salute o malattie preesistenti. Il Ministero ha provveduto in maniera corretta a mettere in quarantena i contagiati. Pare che se ne esca anche dal punto di vista sportivo. Il Ministero della Salute ha dato un ultimatum (8 marzo) e poi si potrebbe riprendere una vita normale, anche sotto il punto di vista delle attività sportive. Il contagio non significa automaticamente morte, si può guarire. Non si sa se questa influenza sia più o meno grave rispetto a quella ‘normale’. Il fatto che ci siano numeri importanti in Italia significa che ci sono più controlli, in Francia ad esempio, ce ne sono stati meno. La comunicazione? Già dall’inizio hanno parlato tutti, anche chi non aveva la competenza necessaria. Questo non ha aiutato a fare una  buona comunicazione. Non bisogna seminare il panico, ma spiegare con chiarezza che il contagio non porta alla automaticamente alla morte. 2.000 contagiati su oltre 60 milioni di Italiani, mi sembrano numeri confortanti, ovviamente nell’emergenza. Allo Spallanzani, ad esempio, sono guariti tutti. La Lazio? E’ da Novembre che dico che vincerà lo Scudetto, senza scaramanzie varie. Una squadra che gioca così bene, che non può non vincere qualcosa”.