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Manfredonia: “Non è detto che Palombi non resti alla Lazio, ma questo potenziale non va disperso. Keita e Biglia? Situazioni annunciate”

ANDREA MANFREDONIA (AGENTE SIMONE PALOMBI) in collegamento a '9 GENNAIO 1900': "Palombi? Non è detto che non resti alla Lazio, ma questo potenziale non va disperso. Keita e Biglia? Situazioni annunciate"

"Sono molto contento della stagione di Simone Palombi, ci sono state tante difficoltà a Terni. Ha saputo vivere alla grande sia i momenti difficili che quelli positivi. Si è ritagliato uno spazio importante, ha segnato reti decisive ed ha conquistato la prima chiamata in Under 21. E' cresciuto tanto, umanamente e professionalmente. Per quanto riguarda il futuro, la cosa importante è giocare. In queste settimane ci stiamo confrontando con Inzaghi e Tare, dobbiamo capire quale sia il percorso migliore per non frenare la crescita. Questo potenziale non va disperso, va utilizzato con la maglia della Lazio nel momento in cui sarà davvero necessario. Potrebbe essere ora come tra due stagioni, certamente Inzaghi lo stima molto. La stagione è lunga, ci sono tanti impegni, nulla è escluso. Di interessi ce ne sono molti, si tratta di non sbagliare la scelta. Se dovesse restare alla Lazio, il ragazzo sarebbe molto contento. Non è una questione di categorie, dipende dal progetto che viene proposto".

"BIGLIA, SITUAZIONE ANNUNCIATA" – "Da quanto so io e da quanto leggo sembra che sia fatto per Biglia al Milan. E' un calciatore con una maturità tale da poter far fare il salto di qualità al Milan. in quella posizione davanti la difesa loro sono scoperti. E' importante anche per Inzaghi, ma non è una situazione che scopriamo oggi, se siamo arrivati a questo punto vuol dire che i calciatori non avevano intenzione di rinnovare. Ora c'è solo da trovare le alternative visto che erano situazioni già annunciate. Se la Lazio lo vende vuol dire che già avrà 2-3 possibilità per sostituirlo"

CONSIGLIO A KEITA – "La situazione di Keita è complessa, quando ci si trova con scadenze di contratto così imminenti il club può fare poco. Secondo me in questo momento ha fatto il massimo, ora spetta all'agente capire cosa sia meglio per la sua crescita. Stiamo parlando sempre di un '95, può ancora crescere con questa maglia. Un altro anno se fossi in lui a Roma lo farei, ma con scadenze contrattuali così imminenti tutto può accadere. Ogni squadra ha i propri problemi, pensate a Donnarumma con il Milan"

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Guido Del Turco (Tg5): “Voglio Orsato nel derby”

In diretta a BUONGIORNO CAPITANO, Guido Del Turco inviato del TG5: "Sabato giocherei con la formazione migliore, anche se con il Sassuolo temo si possa vedere una squadra più "moscia". E' ovvio che ci deve essere Parolo, squalificato con la Roma, ma anche gli altri titolari li vorrei vedere in campo fin dall'inizio, non dobbiamo sottovalutare l'incontro con la squadra di Di Francesco. Al derby poi penseremo da sabato notte. Il tema-arbitro per la gara con i giallorossi? Mi piace tantissimo Orsato, di Rizzoli penso tutto il bene, è da tanto internazionale, ma in Italia qualche volta ha fallito… Preferirei il primo per la stracittadina…".

 

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AUDIO – Pedro Neto, parola all’Avv. che ha stipulato il contratto: “Farà parte della della prima squadra, Tare lo conosceva già da tempo, non si è solo fidato di Mendes”

#PEDRONETO, AVV. MARCO SCOGNAMILLO in collegamento a 'NOVE GENNAIO MILLENOVECENTO': "Farà parte della della prima squadra, Tare lo conosceva già da tempo, non si è solo fidato di Mendes"

L'OPERAZIONE – Prestito biennale con obbligo di riscatto. Per quanto riguarda l'attaccante classe 2000 Pedro Neto, sono stati spesi 7,5 milioni per il prestito (5 da dare il primo anno), mentre 4 (2,5 la prima stagione) sono serviti per il centrocampista del 1998 Bruno Jordão. Al termine di questi due anni, poi, la Lazio sarà obbligata a riscattarli rispettivamente per altri 9,5 e 4,5 milioni, per un investimento complessivo di 25,5

LE PAROLE DI CHI HA CURATO LA PARTE AMMINISTRATIVA DEL CONTRATTO – "Ho curato l'aspetto contrattuale di Pedro Neto. La cosa interessante è che per questo giocatore si sono mosse persone di grande rilievo come l'agente Jorge Mendes. L'operazione è stata importante, è stata pianificata come se il giocatore non fosse così giovane, ricordiamo che è un classe 2000. Il giocatore farà parte della prima squadra di Inzaghi, è stato lo stesso direttore Tare a confermarmelo personalmente in sede di stesura del contratto. Non a caso è stato ceduto in prestito Lombardi al Benevento. Io sono avvocato, non posso dare risposte sulle cifre e sull'aspetto tecnico del contratto. Posso solo dire che la vicenda contrattuale del calciatore dimostra quanto la Lazio ci creda, da subito. Tare e la sua rete di scouting conosceva già da tempo questo ragazzo ed anche Bruno Jordao, non è stata improvvisata nelle ultime ore di mercato. Ieri sera dopo aver effettuato l'operazione sono rimasto a parlare con Mendes che mi ha parlato anche della situazione riguardante Keita. Mi ha detto che è stato tutto molto veloce. Ceduto il senegalese, Tare ha puntato su questi due giovani ragazzi che Tare già aveva studiato, non si è fidata alla cieca della proposta di Mendes. Ha scelto lei Pedro Neto e Bruno Jordao".

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AUDIO ‘9 GENNAIO 1900’ – Leonardi: “Ora dico la mia verità sulla squalifica. Keita? Troppo tardi”

 

Ai microfoni di Radiosei è intervenuto Pietro Leonardi, ex direttore generale del Parma attualmente squalificato per cinque anni dal Tribunale Federale Nazionale della FIGC proprio in seguito al fallimento della società crociata. Leonardi, veterano del calciomercato italiano, si è espresso in merito a diversi argomenti riguardanti la Lazio e non solo: "Investimenti dall’estero in Serie A? Da qualche anno era un po’ scemata la qualità del campionato, i grandi campioni ormai sono altrove. Questo può far bene al sistema, mi auguro che porti più competitività perché è troppo tempo che la Juventus vince campionati con grande facilità. Penso sia positivo. I procuratori? Cominciano ad arrivare in Italia procuratori importanti perché ci sono affari di più alto livello, fino a pochi anni fa non ce n’erano. Il problema è che c’è scarsa attenzione alla tutela delle società e alla durata dei contratti, quando un ragazzo giovane non può firmare contratti di più di tre anni è chiaro che si mettano in moto meccanismi “perversi”. Donnarumma rientra in questo discorso, è una situazione paradossale. I contratti dei minorenni vanno allungati perché permettono alle società di mantenere il patrimonio rappresentato dal giocatore: fare 5 anni di contratto al trentenne non ha senso, al sedicenne sì. Avete in casa l’esempio di Keita. Biglia invece è un discorso a parte perché ha più di trent’anni, c’è una situazione contrattuale diversa".

QUI LAZIO – "Una soluzione alla questione Keita? Da spettatore ho letto le dichiarazioni di Calenda e Tare, secondo me la società è in ritardo. Il discorso ora è complicato, se credi nel giocatore devi anticipare i tempi, altrimenti sei costretto a sottostare alle volontà sue e del suo procuratore. Se il mercato della Lazio si sta complicando? Mi è capitato da direttore dell’Udinese di arrivare in Champions League, quando fai stagioni importanti è inevitabile vendere se ci si trova in una società che fa di questo una base prioritaria. La Lazio ha fatto una stagione difficilmente immaginabile ad inizio anno, alla fine ha avuto anche qualche rimpianto ma comunque si è fatta notare, e con lei i suoi calciatori. Questo favorisce attenzione verso i giocatori, lo scorso anno non c’era tutto questo caos intorno alla Lazio. Parlare di attaccamento alla maglia conta poco, quando altri club offrono di più c’è poco da fare. Non bisogna tenere giocatori che hanno la volontà di partire, si devono trovare sostituti all’altezza e andare avanti altrimenti si comincia male la stagione successiva. Noi in Champions facemmo una forzatura mantenendo la squadra così com’era per dieci undicesimi e ci salvammo a tre partite dalla fine del campionato, l’anno successivo invece abbiamo venduto molto e siamo ripartiti e tornati in Europa League. Quando si fanno stagioni importanti bisogna prevenire perché poi curare è impossibile. Tare in questi anni ha fatto arrivare giocatori sconosciuti che ora sono ottimi calciatori, ha fatto sempre bene".

IL PARMA E LA SQUALIFICA – "Sto pensando di scrivere un libro per raccontare il mio punto di vista. Quando sei in auge tutti ti si avvicinano e se ne approfittano, poi ho dovuto pagare per una situazione che ancora non ho capito e sono tutti spariti. Non so quale sia l’antisportività che ha creato una pena così grave, in 25 anni di carriera ho prodotto per tante società tantissime plusvalenze. Adesso invece per tutti sono l’artefice del fallimento del Parma, dopo che in sei anni ho portato quasi 200 milioni di plusvalenze nelle casse della società. Da una parte la magistratura di Bologna mi ha scagionato, dall’altra la FIGC mi condanna. Dovunque io sia stato ho pagato il fatto di essere romano, sembrerà vittimismo ma è vero: da romano arrivare a certi livelli crea astio da parte degli altri, pensano tutti che siamo furbi e arroganti. Io parlo romano e mi danno dell’ignorante, se invece qualcuno parla napoletano è simpatico, se parla milanese è una persona a modo. Secondo me non vedevano l’ora di trovare la soluzione per farmi fuori. Mi metterò da parte con grande rammarico, mi piange il cuore perché la mia carriera è la mia vita. Voglio raccontare quello che mi è successo in questi 25 anni, la mia storia. Lo sto impostando con calma, non voglio dimenticare nessuno”.

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Baiano a ‘9 GENNAIO 1900’: “Potevo raggiungere Signori e Rambaudi alla Lazio. Immobile è super, l’attaccante moderno”

FRANCESCO BAIANO in collegamento a '9 GENNAIO 1900': "Potevo raggiungere Signori e Rambaudi alla Lazio. Immobile è super, l'attaccante moderno. Inzaghi? Mette i calciatori davanti al suo lavoro"

"Sono stato molto vicino alla Lazio, era la stagione 1992-1993. Mi voleva il mister Zeman per ricomporre il tridente con Rambaudi e Signori. Fu un peccato perchè poi il presidente Vittorio Cecchi Gori blocco tutto imponendomi di restare a Firenze. Oggi il calcio italiano e gli attaccanti italiani sono diversi, ma soprattutto a peggiorare sono stati i difensori centrali. Oggi é più facile andare in rete. Ciro Immobile rispetto a me è più attaccante, vive più in area di rigore. Lui è un top, ha dimostrato in questi anni, estero a parte in cui non ha avuto tempo per ambientarsi, di essere un grandissimo. Avevo pronosticato diventasse capocannoniere, é un centravanti moderno, utile anche se non segna, a differenza di altri. Inzaghi? Non me l'aspettavo così bravo, ma sono contento perchè mi piace come persona. Quando parla fa capire che mette davanti ai suoi meriti i calciatori. Non era il prescelto, ma ha di dimostrato di saper valorizzare un organico molto importante. L'attacco ed il centrocampo della Lazio è davvero tra i migliori, sono giocatori top. Keita? È diventato concreto, ha fiducia nonostante abbia superato un momento complicato a livello di rapporti"