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Verso il sorteggio di Nyon: pericolo inglesi e spagnole, occhio a Bayer e Salisburgo

ROMA – La sesta giornata di Europa League è terminata, adesso il quadro delle qualificate ai sedicesimi è completato. Il sorteggio andrà in scena lunedì prossimo a Nyon: si partirà alle 13 subito dopo quello riservato alla Champions. L’Italia sarà rappresentata da Napoli, Inter e Lazio.

PROCEDURA SORTEGGIO

Ci sono due fasce: le 12 vincitrici dei gironi e le quattro con la migliore classifica tra quelle arrivate dalla Champions sono teste di serie.

Queste 16 squadre vengono sorteggiate contro le 12 seconde dei gironi e le quattro altre squadre arrivate terze nei gironi di Champions.

Le teste di serie giocano il ritorno in casa.

Non si possono affrontare squadre provenienti dallo stesso girone di Europa League e dalla stessa federazione. Ogni altra restrizione verrà comunicata prima del sorteggio.

LA STRADA PER BAKU

14 febbraio: andata sedicesimi di finale
21 febbraio: ritorno sedicesimi di finale
22 febbraio: sorteggio ottavi di finale
7 marzo: andata ottavi di finale
14 marzo: ritorno ottavi di finale
15 marzo: sorteggio quarti di finale e sorteggio semifinale
11 aprile: andata quarti di finale
18 aprile: ritorno quarti di finale
2 maggio: andata semifinali
9 maggio: ritorno semifinali
29 maggio: finale

LE SQUADRE QUALIFICATE AI SEDICESIMI

TESTE DI SERIE: Arsenal, Benfica, Chelsea, Dinamo Zagabria, Dinamo Kiev, Eintracht Francoforte, INTER, NAPOLI, Salisburgo, Valencia, Zenit, Villarreal, Genk, Siviglia, Bayer Leverkusen, Betis

NON TESTE DI SERIE: Bruges, Fenerbahçe, Galatasaray, LAZIO, Sporting, Shakhtar, Viktoria Plzen, Rapid Vienna, Malmoe, Krasnodar, Rennes, Bate, Zurigo, Celtic, Slavia Praga, Olympiacos

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Lazio-Eintracht 1-2: Correa non basta, disordini all’Olimpico

ROMA – Il ko di Cipro non è stato vendicato, i quattro pareggi di fila in campionato neanche. La Lazio lascia all’Eintracht l’ultima partita del girone di Europa League: i tedeschi vincono 2-1 dopo aver rimontato l’iniziale vantaggio di Correa. Una partita che non contava nulla dal punto di vista della qualificazione – Inzaghi già certo del secondo posto – ma che comunque avrebbe potuto dare alla squadra la scossa necessaria per il prosieguo della stagione. All’Olimpico non è stata assolutamente una bella serata e la colpa è dei quasi 10 mila tifosi di Francoforte presenti allo stadio: prima un bengala lanciato in tribuna Tevere, poi la tentata invasione di campo da parte di un facinoroso subito bloccato dagli agenti delle forze dell’ordine appena scavalcati i vetri che separano la Sud dal campo.

 

FOLLIA ULTRAS – Situazione sotto controllo al fischio d’inizio del match. Dopo le tensioni del pomeriggio, la zona antistante lo stadio è stata completamente bonificata e gli ultimi tifosi tedeschi sono confluiti all'interno dell'impianto. La situazione è poi degenerata nel corso della serata con gli ultras del Francoforte che hanno iniziato a lanciare fumogeni e soprattutto hanno tentato di invadere il campo subito dopo il gol di Correa.

 

FUORI LE STELLE – Qualche novità nell’undici di Inzaghi che deve rinunciare a Caicedo e sceglie Luis Alberto al fianco di Correa: a centrocampo la regia è affidata a Cataldi mentre in difesa accanto ad Acerbi giocano Bastos e Luiz Felipe. Un po’ di turnover per i tedeschi, già certi del primo posto, che rinunciano alle stelle Rebic e Jovic e al portiere Trapp. Il terminale offensivo è Haller, autore di un esaltante inizio di stagione avendo messo a referto ben 11 reti nelle 21 gare tra campionato e coppe.

TIMIDEZZA – I quarantacinque minuti iniziali scivolano via senza particolari sussulti con l’Eintracht che si rende più vivace nella prima mezz’ora senza però preoccupare particolarmente la porta difesa da Proto e con la Lazio che prende il controllo del gioco sul finale: di Luis Alberto prima e di Durmisi dopo le chance della squadra di Inzaghi. Alla mezz’ora i tedeschi si vedono costretti a fare a meno di Hasebe per un problema muscolare: il centrocampista giapponese è rimpiazzato da Ndicka.

RIMONTA – La ripresa è ben più movimentata: Correa sblocca al 56’ sfruttando l’ottima verticalizzazione di Luis Alberto, ma il vantaggio della Lazio è vanificato dalla meravigliosa conclusione di Gacinovic che termina sotto l’incrocio dei pali e fissa il risultato in parità. Durmisi manca il gol del 2-1 facendosi ipnotizzare dall’uscita di Ronnow mentre Haller firma il sorpasso al 71’ anche se l’azione è viziata dal fuorigioco iniziale dello stesso attaccante. Nel finale Inzaghi tenta il tutto per tutto: entrano Rossi e Lulic per Berisha e Caceres, chi va più vicino al pari è ancora Correa. Ma la situazione non cambia più e la Lazio chiude il Gruppo H a quota 9 con tre vittorie e tre sconfitte. Curiosità per gli amanti delle statistiche: i biancocelesti in Europa League erano imbattuti da ben 17 partite casalinghe.

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Lazio-Eintracht Francoforte 1-2, il tabellino

Lazio-Eintracht 1-2

Marcatore: 56' Correa (L), 65' Gacinovic (E), 71' Haller (E)

 

 

 LAZIO (3-5-2): Proto; Bastos, Luiz Felipe, Acerbi; Caceres (75' Lulic), Murgia, Cataldi, Berisha (75' Rossi), Durmisi; Luis Alberto, Correa.

A disp.: Guerrieri, Alia, Basta, Wallace, Parolo.

All. Inzaghi.

 

EINTRACHT FRANCOFORTE (4-4-1-1): Rönnow; Da Costa, Russ, Falette, Willems; Müller (79' Jovic), Fernandes, Hasebe (32' N'Dicka), Tawatha; Gacinovic (88' Stendera); Haller.

A disp.: Zimmermann, Trapp, Rebic, Beyreuther.

All. Hutter.

 

 

 

Arbitro: Halil Umut Meler (TUR)

Assisenti: Ersoy (TUR) – Uyarcan (TUR)

IV Uomo: Sesigüzel (TUR)

ADD1: Alper Ulusoy (TUR)

ADD2: Ümit Öztürk (TUR)

 

NOTE. Recuperi: 2' pt; 2' st.

Ammoniti: 50' Luis Alberto (L), 57' Acerbi (L), 76' Falette (E), 87' Cataldi (L), 89' Stendera (E)

 

 

 

 

UEFA Europa League, 6ª giornata Gruppo H

Giovedì 13 dicembre 2018, ore 18:55

Stadio Olimpico di Roma

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Lazio-Eintracht, probabili formazioni: Luis Alberto-Correa e i reduci di Nicosia dal 1′

ROMA – Inzaghi l'ha detto in conferenza stampa: già conquistata la qualificazione ai sedicesimi, bisogna chiudere al meglio il girone e ricominciare subito a vincere (dopo il successo contro il Marsiglia dell'8 novembre, una striscia negativa di quattro pareggi e una sconfitta). La Lazio affronta l'Eintracht Francoforte alle 18.55 in uno stadio Olimpico quasi deserto: fino a ieri annunciati solo duemila tifosi laziali sugli spalti, contro i circa diecimila tedeschi.

LE PROBABILI FORMAZIONI
LAZIO (3-5-2): Proto; Bastos, Luiz Felipe, Acerbi; Caceres, Murgia, Cataldi, Berisha, Durmisi; Luis Alberto, Correa. All. Inzaghi. 
EINTRACHT FRANCOFORTE (3-5-2): Ronnow; Russ, Hasebe, Falette; da Costa, Willems, Gacinovic, Stendera, Twatiha; Haller, Jovic. All. Hutter.
IN TV: Sky Sport Uno, Canale 252 e Tv8

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Flop Inter e Napoli, ecco cosa cambia per la Lazio

Inter e Napoli non ce l'hanno fatta, la loro avventura in Champions è terminata a pochi millimetri dal traguardo qualificazione. Entrambe saranno fra le migliori terze a scendere in Europa league, dunque anche la Lazio ha guardato interessata la serata calcistica di Anfield e San Siro. Perché? La risposta è semplice: i biancocelesti non potranno incontrare ai sedicesimi squadre della stessa nazione, quindi oltre al Milan e l'Eintracht (già affrontato nel girone) anche Inter e Napoli saranno fuori dall'urna. Ad oggi la Lazio potrebbe incontrare il Bruges, Benfica e Valencia, in attesa degli altri gironi, dove le candidate sono: Lione (7 punti), Shakhtar (5) e Hoffenheim (3), Viktoria Plzen (4) e CSKA Mosca (4). Oltre, ovviamente, alle prime dei gruppi di Europa League.

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Lazio-Eintracht Francoforte, più biglietti per i tifosi tedeschi

 La partita in programma giovedì 13 dicembre allo stadio Olimpico di Roma vedrà affrontarsi le prime due squadre del girone H di Europa League: Lazio ed Eintracht Francoforte. Rispetto alle partite precedenti, svoltesi a Roma, la società biancoceleste ha deciso di mettere a disposizione ancora più biglietti per i tifosi tedeschi. Infatti, come riportato da sport1.de, rispetto alle partite con Apollon e Marsiglia, la Lazio metterà a disposizione fino a 8500 biglietti, a differenza dei match precedenti dove il numero di biglietti ammontava massimo fino a 5800. laziopress.it

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Apollon Limassol 2-0 Lazio, il tabellino

Apollon Limassol-Lazio 2-0

Marcatore: 31' Faupala (A), 82' Markovic (A)

 

APOLLON LIMASSOL (4-2-3-1): Bruno Vale; Joao Pedro, Roberge, Ouedraogo, Soumah; Spoljaric, Sachetti;  Sardinero (78' Zelaya), Markovic, Schembri (66' Papoulis), Faupala (65' Maglica).

A disp.: Kissas, Stylianou, Vasiliou, Pereyra, Psychas.

All.: Sofrōnīs Augoustī.

 

LAZIO (3-5-2): Proto; Bastos (60' Lulic), Luiz Felipe, Acerbi; Caceres, Murgia (60' Rossi), Cataldi, Berisha, Durmisi; Correa, Caicedo (85' Armini).

A disp.: Alia, Guerrieri, Rezzi, Wallace.

All.: Simone Inzaghi.

 

 

Arbitro: Roi Reinshreiber (ISR)

Assisenti: Krasikowz – Biton (ISR)

IV Uomo: Mozes (ISR)

ADD1: Frid (ISR)

ADD2: Natan (ISR)

 

NOTE. Ammoniti: 19' Murgia (L), 49' Roberge (A), 75' Maglica (A), 86' Markovic (A)

Recupero: 1' pt.

 

 

 

UEFA Europa League, 5ª giornata Gruppo H

Giovedì 29 novembre 2018, ore 21:00

GSP Stadium di Nicosia

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Europa League, la Lazio cade a Cipro e resta seconda

ROMA – Un gol, bellissimo, nel primo tempo ed un contropiede micidiale nella ripresa condannano una Lazio a cui non riesce la possibilità di mantenere la scia dell'Eintracht, a valanga (4-0) sull'Olympique Marsiglia. La sconfitta è indolore in chiave qualificazione (i sedicesimi erano già matematici), ma preclude ad Inzaghi la possibilità di giocarsi tutte le proprie carte nel prossimo turno coi tedeschi di Francoforte in chiave primo posto nel girone. Pochi titolari, ritmi blandi nei primi 45' e timida reazione nella seconda frazione, a partita ormai compromessa. 

LE SCELTE – Simone Inzaghi si affida ad un robusto turn-over per la gara in terra cipriota con l'Apollon, ma non rinuncia al tanto caro 3-5-1-1 neanche in assenza di pressoché tutti i principali interpreti. Tra i pali torna Silvio Proto, dopo aver lasciato a Thomas Strakosha la porta biancoceleste, oltre che per tutte le gare di campionato, anche per il doppio confronto con l'Olympique Marsiglia in Europa League. Pacchetto arretrato composto da Bastos sul centro-destra, lo stakanovista Acerbi sul versante opposto (140ª partita consecutiva, sempre più a caccia del record di Javier Zanetti con 162) e Luiz Felipe regista difensivo, coadiuvati dagli esterni di centrocampo Caceres e Durmisi: l'uruguayano ex Juventus, prima di oggi, s'è visto in campo per 306', il collega danese per 258': 564' insieme, meno della metà di Lulic da solo (1145'). Ancor più drammatica, in termini di minutaggio complessivo in stagione, è la situazione del terzetto di centrocampo composto da Murgia (98'), Cataldi (254'), che torna capitano dopo quattro anni, e Berisha (190'): in tre, quasi un terzo di Parolo. I due prodotti del vivaio per la prima volta in campo insieme dal 1' con la maglia biancoceleste dei grandi. Infine, là davanti, Correa libero d'inventare tra le linee e di sfruttare gli spazi creati dal terminale offensivo Caicedo. Per dovere di cronaca, va sottolineato che anche Sofronis Avgousti si presenta al GSP Stadium di Nicosia con una formazione ampiamente rimaneggiata, se non fosse per i due capocannonieri della squadra lasciati in panchina: Emilio Zelaya e Facundo Pereyra, 8 gol a testa in 16 partite.

FAUPALA-SHOW – Il basso rodaggio degli undici biancocelesti in campo non è particolarmente evidente, almeno nella prima mezz'ora. La Lazio non domina e non viaggia a ritmi elevatissimi, ma ottiene abbastanza agevolmente il predominio del centrocampo, impossessandosi così, di fatto, del pallino del gioco. Al 3', è pregevole lo spunto sulla sinistra di Driza Durmisi, ma il pericolosissimo pallone messo in mezzo non viene valorizzato dai compagni. Anzi, dà il là ad un contropiede micidiale che si conclude con le veementi proteste cipriote per un episodio nell'area di rigore biancoceleste: Bastos, tuttavia, è già a terra quando Faupala cerca il contatto e la sensazione è che l'israeliano Krasikow abbia fatto bene a lasciar proseguire. Il brivido non scompone la truppa di Inzaghi che riprende in mano il controllo di un match a tratti soporifero e Berisha prova a squillare dalle parti di Bruno Vale, ma il centrocampista kosovaro strozza troppo il suo interno destro, che si spegne sul fondo senza creare particolari apprensioni alla retroguardia avversaria. Ci prova anche Correa a tornare sul tabellino dei marcatori dopo la rete segnata al Milan domenica, ma sessanta secondi dopo la mezz'ora di gioco si prende la scena un ragazzino francese originario della Nuova Caledonia, appena 22' in campo quest'anno con l'Apollon Limassol: cross di Joao Pedro dalla destra, morbida la marcatura di Luiz Felipe (ed approssimativa la lettura del traversone) e gesto tecnico importante del 21enne, con una rovesciata che non lascia scampo a Proto. L'ex talentino del Manchester City Under 23 riprova la gioia del gol a nove mesi dall'ultima volta, quando vestiva la maglia degli ucraini dello Zorya Lugansk.

FORCING INUTILE – Nella ripresa, iniziata senza cambi, la Lazio muta atteggiamento ed inizia a far viaggiare il pallone ad una velocità superiore rispetto alla prima frazione. Quel che non cambia, tuttavia, è l'eccessiva quantità di errori tecnici, non soltanto riconducibili alle pessime condizioni del terreno di gioco. La pressione biancoceleste, ad ogni modo, cresce col passare dei minuti e viene enfatizzata dalla doppia sostituzione effettuata da Inzaghi, col conseguente passaggio ad un 4-3-1-2 camaleontico (dentro Rossi e Lulic, fuori i deludenti Bastos e Murgia). Tra il 49' e l'80' ci provano in sequenza Cataldi su punizione, Correa (servito male da Caicedo), Durmisi e Caceres con una serie di cross insidiosi sui quali nessuno trova la zampata giusta e, soprattutto, lo stesso esterno danese che segna con un perfetto esterno sinistro, ma a gioco fermo, per un fuorigioco attivo di Rossi. C'è tempo per le proteste di Lulic per un tocco di gomito nella propria area di Soumah, poi la beffa in contropiede: micidiale ripartenza cipriota, Maglica manda in porta Papoulis, che regala a Markovic un tap-in facile facile. In casa Lazio, l'unica notizia degna di nota nel finale è l'esordio assoluto del giovanissimo Nicolò Armini, per l'Apollon invece è la prima vittoria contro una squadra italiana in tutta la propria storia, nonostante non avesse mai perso nel proprio stadio con nessun club nostrano nei tre precedenti: 0-0 con la stessa Lazio di Petkovic nel 2013, 3-3 con l'Inter di Bagnoli nel 1993-94 e 1-1 con l'Atalanta lo scorso anno. Ad una giornata dal termine, che varrà tanto quanto (e forse meno) un'amichevole, la truppa di Inzaghi, certa del secondo posto e privata della possibilità di agganciare la capolista Eintracht (4-0 al Marsiglia), se la vedrà proprio con i tedeschi di Francoforte allo stadio Olimpico.

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Apollon-Lazio, i convocati di Inzaghi: tanti big a Roma, ci sono Armini, Alia e Rezzi

Il tecnico biancoceleste Simone Inzaghi ha diramato la lista dei convocati in vista della sfida di oggi contro l'Appollon Limassol (ore 21:00 italiane) al GSP Stadium di Nicosia.

 

Portieri: Alia, Guerrieri, Proto

Difensori: Acerbi, Armini, Bastos, Caceres, Durmisi, Luiz Felipe, Wallace

Centrocampisti: Berisha, Cataldi, Lulic, Murgia, Rezzi

Attaccanti: Caicedo, Correa, Rossi.

 

Marco Alia indosserà la maglia numero 50.

Nicoló Armini indosserà la maglia numero 58.

Edoardo Rezzi indosserà la ma numero 56.

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Apollon Limassol-Lazio, le probabili formazioni: Acerbi record, occasione per Murgia

ROMA – La Lazio va a caccia del primo posto: a Nicosia la squadra di Simone Inzaghi affronterà l’Apollon nella penultima sfida del girone H di Europa League. Tre i confronti tra i due club nella competizione: i ciprioti sono ancora a secco di vittorie nel parziale (1 pareggio, 2 ko). L’Eintracht (primo a 12 punti) se la vedrà invece con il Marsiglia di Rudi Garcia nell’altra sfida del gruppo.

PROBABILI FORMAZIONI

APOLLON (4-2-3-1): Kissas; Pedro, Roberge, Charalambos, Soumah; Sachetti, Markovic; Schembri, Sardinero, Faupala; Maglica. All. Avgousti

LAZIO (3-5-1-1): Proto; Bastos, Acerbi, Luiz Felipe; Caceres, Murgia, Cataldi, Berisha, Durmisi; Correa; Caicedo. All. Inzaghi