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Uefa apre indagine contro tifosi Eintracht: il 10 gennaio la sentenza

Un procedimento disciplinare è stato aperto dalla Uefa in seguito al comportamento dei tifosi dell’Eintracht Francoforte ieri sera all’Olimpico. L’indagine riguarderà: uso di fuochi pirici e petardi; invasione di campo; lancio di oggetti; atti vandalici. Il caso sarà discusso dall’organo di Controllo, Etica e Discipòina della Uefa il prossimo 10 gennaio.

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FIGC – Cori discriminatori e condotte violente: in arrivo norme più severe

Norme più stringenti per le iscrizioni ai campionati e pene più severe per i responsabili di violenza nei confronti degli arbitri. Sono queste le novità più significative emerse dalla riunione odierna del Consiglio federale, che ha eletto all’unanimità come membri del Comitato di Presidenza Claudio Lotito (Lega A), Francesco Ghirelli (Lega Pro) e Mario Beretta (componenti tecniche). I tre nuovi eletti vanno ad aggiungersi al presidente della FIGC Gabriele Gravina e al vice presidente vicario Cosimo Sibilia (membri di diritto).

Il presidente federale ha presentato al Consiglio le linee guida per il sistema delle Licenze Nazionali per la prossima stagione sportiva, al fine di sottoporre per l’approvazione il testo definitivo nella riunione fissata il prossimo 18 dicembre. L’obiettivo è garantire il tempestivo avvio dei campionati professionistici, anticipando i termini perentori di presentazione e valutazione degli adempimenti previsti: presentazione delle domande di iscrizione e della documentazione necessaria per completarla non più al 30 giugno ma al 24 dello stesso mese; il 4 luglio comunicazione dell’esito dell’istruttoria da parte delle commissioni; entro l’8 luglio la possibilità di fare ricorso (sui documenti presentati, non si potrà più integrare la documentazione); il 12 luglio il Consiglio Federale deciderà sulle ammissioni.

Sotto il profilo economico-finanziario, la proposta del presidente Gravina è quella di innalzare sia gli indicatori di liquidità sia quello di patrimonializzazione, ipotizzando anche l’esclusione dal campionato di quelle società recidive nel mancato pagamento degli emolumenti. Inoltre, il presidente federale ha proposto di aggiornare i criteri infrastrutturali. “Non vogliamo rivivere un’estate come quella passata”, ha sottolineato il numero uno della FIGC in conferenza stampa, annunciando anche l’istituzione per il prossimo 18 dicembre di una task force di professionisti per assistere le società nell’applicazione dei parametri.

Come preannunciato dal presidente federale all’indomani degli ultimi gravi episodi di cronaca, il Consiglio ha affrontato il tema della violenza sugli arbitri delegando Gravina, d’intesa con i vice presidenti federali e il presidente dell’AIA Marcello Nicchi, a scrivere un nuovo comma dell’articolo 19 del Codice di Giustizia Sportiva che preveda una sanzione edittale di un minimo di un anno di squalifica per i responsabili di episodi di ‘condotta violenta’ nei confronti dei direttori di gara. “Va scritta una norma risolutiva – ha dichiarato Gravina –in questi giorni abbiamo studiato con attenzione le norme in materia che sono in vigore negli organismi internazionali (FIFA e UEFA) e nelle altre federazioni”.

Dopo le parole di ferma condanna per quando accaduto nell’ultimo week end di campionato, Gravina è tornato a parlare delle possibili soluzioni per mettere fine al fenomeno dei cori di discriminazione territoriale: “Ci sarà l'esatta applicazione di quanto prevedono le norme. Ho parlato sabato sera con il presidente dell’AIA Nicchi e con il designatore della CAN A Rizzoli invitandoli all'applicazione rigida del protocollo previsto. Le norme sono chiare: c'è il primo annuncio, nel secondo si riuniscono le squadre a centrocampo, se si continua si va nello spogliatoio e quindi si annuncia la sospensione. Poi spetta al funzionario di pubblica sicurezza decidere le soluzioni da adottare”.
Nel corso della riunione, a cui ha preso parte in veste di presidente dell’ECA (Associazione dei Club Europei) Andrea Agnelli, è stata comunicata anche la composizione dei tavoli di lavoro sulla riforma del calcio italiano, dopo che lo scorso mese era già stato avviato il percorso inerente la giustizia sportiva.

Il lavoro degli esperti sarà oggetto di sintesi ad opera di un Comitato di gestione, composto dai componenti del Comitato di Presidenza e dai coordinatori dei tavoli, che sarà diretto dal presidente federale. I risultati dei lavori saranno poi sottoposti al Consiglio federale, organo deputato nella sua collegialità a valutare e assumere gli eventuali provvedimenti conseguenti. I tempi saranno brevi: “Entro la metà di febbraio – ha assicurato Gravina – i tavoli dovranno dare un riscontro, poi a decidere sarà il Consiglio”.

Questa la composizione dei tavoli di lavoro

Governance – Giancarlo Gentile in qualità di coordinatore, Andrea Chiavelli, Mario Cognigni, Mauro Balata, Stefano Pedrelli, Saverio Sticchi Damiani, Vincenzo Loi, Maurizio Marino, Stella Frascà, Umberto Calcagno, Renzo Ulivieri, Luca Perdomi, Marcello Nicchi, Narciso Pisacreta, Paolo Boccardelli, Antonio Di Sebastiano, Giuseppe Casamassima, Ilaria Gioia;

Club Italia – Simone Perrotta in qualità di coordinatore, Urbano Cairo, Giuseppe Marotta, Mauro Balata, Stefano Pedrelli, Livio Del Bianco, Andrea Montemurro, Damiano Tommasi, Renzo Ulivieri, Gabriele Oriali, Giorgio Bottaro, Mauro Vladovich;

Impiantistica – Andrea Cardinaletti in qualità di coordinatore, Mauro Baldissoni, Claudio Fenucci, Daniele Sebastiani, Alessandro Zoppini, Maria Rita Acciardi, Roberto Pella, Rappresentante ICS, Rappresentante Cassa Depositi e Prestiti, Giovanni Spitaleri, Antonio Talarico;

Marketing – Marco Canigiani in qualità di coordinatore, Giovanni Carnevali, Giorgio Ricci, Paolo Rossi, Chiara Faggi, Francesco Franchi, Fabio Poli, Massimo Bazzoni, Benedetta Geronzi, Giovanni Sacripante, Luigi De Laurentis;

Riforma dei campionati – Umberto Calcagno in qualità di coordinatore, Tommaso Giulini, Alessandro Zarbano, Massimiliano Santopadre, Oreste Vigorito, Emanuele Paolucci, Giuseppe Baretti, Renzo Ulivieri, Pierluigi Vossi, Andrea Chiavelli, Antonio Di Sebastiano, Giancarlo Gentile;

Giustizia sportiva – Giancarlo Viglione in qualità di coordinatore, Stefano Campoccia, Antonio Romei, Avilio Presutti, Stella Frascà, Alessio Piscini, Giancarlo Perinello, Michele Colucci, Giancarlo Gentile, Ida Linda Reitano, Jacopo Tognon, Mario Vigna, Giuseppe Casamassima.

figc.it

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La Corte Federale d’Appello: Nicchi, Tommasi e Calcagno candidabili al Consiglio Federale

Il terzo Collegio della Corte Federale d'Appello a Sezioni Unite ha di fatto ribadito quanto già affermato per Claudio Lotito. L'organo di giustizia endofederale, su richiesta del Procuratore Federale, Giuseppe Pecoraro, ha stabilito sia per il presidente dell'AIA Marcello Nicchi, sia per il presidente e il vicepresidente dell'AIC, rispettivamente Damiano Tommasi e Umberto Calcagno, l'esistenza dei requisiti per far parte del Consiglio Federale. Di seguito la composizione del Collegio e la nota della CFA:  

III COLLEGIO 
Prof. Sergio Santoro – Presidente; Prof. Gianpaolo Cirillo, Prof. Pierluigi Ronzani, Prof. Mauro Sferrazza, Avv. Patrizio Leozappa – Componenti; Dott. Antonio Metitieri – Segretario. 
RICHIESTA DI GIUDIZIO DEL PROCURATORE FEDERALE EX ART. 34, COMMA 11, LETT. D) STATUTO FIGC IN ORDINE ALLA SUSSISTENZA DEI REQUISITI IN CAPO AL PRESIDENTE DELL’AIA DOTT. MARCELLO NICCHI DI FAR PARTE DEL CONSIGLIO FEDERALE
La C.F.A., su istanza del Procuratore Federale, ex art. 34, comma 11 lett. d) dello Statuto della FIGC, accerta e dichiara, per tutte le argomentazioni esposte in motivazione, che sussistono i requisiti in capo al Presidente dell’AIA, Dott. Marcello Nicchi, per far parte del Consiglio federale. 

RICHIESTA DI GIUDIZIO DEL PROCURATORE FEDERALE EX ART. 34, COMMA 11, LETT. D) STATUTO FIGC IN ORDINE ALLA SUSSISTENZA DEI REQUISITI DI ELEGGIBILITÀ ALLA CARICA DI CONSIGLIERE FEDERALE DEI SIGG.RI TOMMASI DAMIANO E CALCAGNO UMBERTO 
La C.F.A., su istanza del Procuratore Federale, ex art. 34, comma 11 lett. d) dello Statuto della FIGC, accerta e dichiara, per tutte le argomentazioni esposte in motivazione, che sussistono i requisiti di eleggibilità dell’avv. Umberto Calcagno quale Consigliere federale per l’Associazione Italiana Calciatori. Accerta e dichiara, altresì, che sussistono i requisiti in capo al Presidente dell’AIC, sig. Damiano Tommasi, per far parte del Consiglio federale.     
 

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Gozzi ci prova con Cassano ma intanto il TAR slitta al 23 ottobre: l’Entella ancora senza campionato!

Quello dell'Entella è ufficialmente diventato un unicum nella storia del calcio. Una squadra che c'è ma nessuno vede perché impossibilitata a giocare. O meglio è prigioniera di una decisione che non arriva sulla possibilità di essere riammessa in serie B. I liguri non giocano in Serie C perché c'è una sentenza del Collegio di Garanzia in base alla quale sarebbe da riammettere, ma la Lega dei cadetti sostiene il contrario in quanto sostengono il format sia a 19 squadre. Ieri è andata in scena l'ultima di una lunga serie di dritti e rovesci. La Figc e la Lega di B hanno rinunciato all'istanza sulla sospensiva della decisione del Collegio di Garanzia in quanto si legge in una nota «la società ligure non ha impugnato i provvedimenti del 28 settembre e 6 ottobre con i quali si comunicava che non era stato accolta l'istanza di riammissione». Di fatto costringendo il giudice del Tar del Lazio a rinviare l'udienza in cui verrà discusso il merito. Già ma questo non accadrà prima del 23 di ottobre. Di fatto l'Entella dovrà stare lontana dai campi di gioco (ha disputato una sola gara il 17 settembre contro il Gozzano vincendo per 3-1), fino a novembre. E proprio per «garantite regolarità campionati e urgenza giudizi» la Lega Pro si è costituita nei giudizi innanzi al Tar del Lazio. Un braccio di ferro quello con Federcalcio e Figc che hanno impugnato la decisione del Collegio di Garanzia che ha riscritto la classifica della passata stagione affibbiando 15 di penalizzazione al fallito Cesena salvando di fatto l'Entella. 
PROSSIMI PASSINeanche l'arrivo di Antonio Cassano e quindi l'appeal che ne scaturirà è riuscito a sciogliere un nodo sempre più stretto e che sta soffocando una realtà virtuosa come quella del club ligure. «Una decisione grave. La posizione della Federazione è paradossale perché ricorre contro se stessa ed il Coni. Ci sono danni incredibili per noi: le partite da recuperare aumentano e quando qualcuno deciderà di farci giocare saremo in grande difficoltà tecnica. Gravina è un uomo di calcio, conosce il sistema e ne comprende le problematiche e le mancanze e il fatto che ci sia nel suo programma l'immediata riforma della giustizia sportiva la dice lunga» le parole di un amareggiato presidente Antonio Gozzi. In attesa di capire di capire quando verrà fissata la nuova udienza i legali dell'Entella impugneranno la decisione della Lega di B relativa al format a 19 squadre e le due comunicazioni giunte al club in cui Federcalcio e Lega informavano che la richiesta di ammissione a partecipare al campionato di B non poteva essere accolta perché le squadre partecipanti (visto l'articolo 49 delle NOIF e con provvedimenti confermati del Tribunale federale nazionale) sono 19, cancellando di fatto una squadra e costringendone un'altra a turno a riposare ogni domenica.

FONTE: IL MESSAGGERO

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Il Governo entra a piedi uniti: votato Decreto valido anche sui procedimenti in corso

Ogni giorno una novella, buona o cattiva che sia. Il dedalo nel quale è finita la giustizia sportiva, sia essa endo o esofederale vivrà oggi un'ulteriore pagina:  la corte d’Appello federale il 25 ottobre la discuterà i ricorsi di Catania, Novara, Pro Vercelli, Ternana e Siena. Tale dibattimento potrebbe rivelarsi inutile perché, rivela La Gazzetta dello Sport,  su tutta la questione si registra ieri sera un'entrata a gamba tesa del Governo. Il Consiglio dei ministri ha varato un decreto legge che introduce «disposizioni urgenti in materia di giustizia amministrativa, di difesa erariale e per il regolare svolgimento delle competizioni sportive». Questo provvedimento, che entro 60 giorni va convertito in legge, consente «al Coni di avvalersi del patrocinio dell’Avvocatura dello Stato e riserva alla competenza del Tar del Lazio le controversie che hanno a oggetto provvedimenti di ammissione ed esclusione da competizioni professionistiche delle società o associazioni sportive professionistiche, escludendo quindi la competenza degli organi di giustizia sportiva, con l’eccezione di determinati casi in grado di garantire statuizioni definitive entro 30 giorni». Quindi si va tutti al TAR, fatta salva quest'ultima deroga, il suddetto passaggio nel provvedimento riguarda gli statuti del Coni e delle federazioni: ove previsto negli stessi, prima di adire la giustizia amministrativa ci si potrà rivolgere in primo grado a una Commissione istituita presso il Coni che però dovrà pronunciarsi in 30 giorni, beato chi ci crede verrebbe da dire. Abbiamo parlato di tackle duro perché il decreto interviene anche sui processi in essere e non solo su quelli a partire dalla data di entrata in vigore della legge. Si legge infatti: «Le nuove disposizioni si applicheranno da subito anche ai procedimenti e alle controversie già in corso». Quindi, non essendoci fattispecie da dirimere entro 30 giorni, tutti finiranno a Via Flaminia. A proposito del caos ripescaggi e format, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Giancarlo Giorgetti: «Stiamo assistendo ad uno spettacolo indecoroso. Vogliamo dare delle certezze e uscire dal caos, ma la giustizia sportiva deve essere migliorata, serve più rapidità e concretezza».
GLP

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Format Serie B – Il Tribunale Federale: no ai ripescaggi, la FIGC ha agito secondo le norme

Il Tribunale federale nazionale ha giudicato inammissibili i ricorsi di cinque club, Ternana, Pro Vercelli, Siena, Catania e Novara, contro il blocco ai ripescaggi in serie B. La decisione della giustizia sportiva conferma di fatto il format a 19 squadre della serie B. In particolare, il Tfn motiva la decisione sottolineando come «la Figc goda di un’ampia discrezionalità nell’individuare eventuali attività da porre in essere per disporre eventuali integrazioni degli organici».

Fonte: Il Corriere della Sera

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Format Serie B – Il TAR respinge la Pro Vercelli: prima palla al Tribunale Federale Nazionale

Siete solo al primo grado della giustizia federale e volete già un pronunciamento del tribunale amministrativo? Niente da fare, ricorso respinto. Se non sapessimo come siamo arrivati fin qui, il verdetto pronunciato ieri dalla sezione Prima Ter del Tar del Lazio non farebbe una piega, e in effetti giuridicamente il discorso torna: i ricorsi di Pro Vercelli, Ternana, Siena, Novara e Catania contro il blocco dei ripescaggi in Serie B, che hanno cristallizzato il torneo a 19 squadre, sono ancora pendenti al Tribunale federale, dinanzi al quale soltanto oggi si discuterà l’udienza (mentre è stata annullata per ovvi motivi quella fissata al Coni). E dopo il verdetto di primo grado, ci sarà un pronunciamento della Corte d’appello, e successivamente si andrà al Collegio di garanzia. E solo dopo che si sarà espressa la Cassazione dello sport – tra non meno di un mese, forse anche di più – ci si potrà rivolgere al tribunale amministrativo con la ragionevole certezza che una decisione la prenderà. Fino ad allora, vale quanto fissato ieri dal presidente Germana Panzironi: «A fronte di una tale situazione (ovvero di un giudizio ancora in itinere dinanzi agli organi della giustizia sportiva), deve ritenersi preclusa al giudice statale la possibilità di adottare una qualche decisione di natura giurisdizionale».

STORIA INFINITA Bene, ma le domande sorgono spontanee: quando finirà questa storia? Quando le cinque ricorrenti avranno la certezza di appartenere all’uno o all’altro campionato? Se vale anche il Consiglio di Stato, arriviamo a Natale. Al secondo grado della giustizia amministrativa ieri sera si è rivolta la Pro Vercelli, chiedendo la sospensione cautelare del provvedimento della Panzironi, che a sua volta aveva sospeso il provvedimento della collega Di Michele, che a sua volta aveva sospeso la dichiarazione di inammissibilità del Coni. Una storia infinita, insopportabile. Un grande, grandissimo argomento per le riflessioni amare del sottosegretario Giorgetti.

DI NUOVO FERME? E come regolarsi con le partite delle società interessate? La Lega Pro le aveva sospese, lasciando in stand by solo Entella e Viterbese. Poi ha stabilito che dovessero tornare in campo, già a partire da domani. E ora? Gravina sarà costretto a tornare nuovamente sui suoi passi? Ieri glielo hanno chiesto ufficialmente Pro Vercelli, Ternana, Siena, Novara: vogliono restare ferme fino al 9 ottobre, come l’Entella. Le quattro ricorrenti, orfane del Catania, hanno inviato una nuova istanza al sottosegretario Giorgetti, e per conoscenza al presidente della Lega Pro, «…affinché il Governo intervenga, mediante l’adozione di un provvedimento straordinario, al fine di azzerare tutti i contenziosi attualmente in essere e, conseguentemente, provvedere al reintegro di tutte le società escluse dal campionato di Serie B». Sarebbe la soluzione più semplice, brutale ma semplice: un colpo di spugna sui contenziosi passati, presenti e futuri, e tutti in campo in una B a quel punto extralarge. Possibile? Molto molto difficile. Anche perché il governo sembra più concentrato a cancellare con un tratto di penna proprio la giustizia sportiva, ma dal prossimo anno. Ora, le regole del consenso suggeriscono a Giorgetti di restare spettatore, ed evitare nel caso di un ripristino della B a 22 l’imbarazzo di dover scegliere chi tenere fuori.

Fonte: La Gazzetta dello Sport

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Caos format e ripescaggi – Il Collegio di Garanzia riporta l’Entella in serie B

Ancora un colpo di scena nella querelle giuridica per i ripescaggi in serie B. Il Collegio di Garanzia ieri ha accolto il ricorso dell'Entella, il club ligure chiedeva nell'istanza che la sanzione da applicare al Cesena, 15 punti di penalizzazione deecisi dal Tribunale Federale Nazionale ( ai romagnoli il 30 agosto è stata revocata l'affiliazione, in sostanza la società non esiste, ndr) venisse fatta scontare nella stagione 2017-2018, fattispecie prevista dalò regolamento, art.18 del Codice di Giustizia Sportiva, e che di fatto comporterebbe la salvezza dei biancoazzurri, ultimi a retrocedere in Lega Pro.

Di seguito il dispositivo del Collegio di Garanzia.

Il Collegio di Garanzia dello Sport, Prima Sezione, al termine della udienza tenutasi ieri, presieduta dal prof. Sanino, viste le conclusioni esternate dalla ricorrente a pag. 29 del ricorso introduttivo, in riforma della sentenza impugnata, ha riconosciuto la legittimazione processuale della Virtus Entella e ha determinato che la sanzione afflittiva irrogata al Cesena sia eseguita nel campionato 2017/2018. Questo in riferimento al giudizio iscritto al R.G. ricorsi n. 83/2018, presentato, in data 31 agosto 2018, dalla Società Virtus Entella S.r.l. avverso la decisione della Corte Federale d'Appello della Federazione Italiana Giuoco Calcio (FIGC), di cui al C.U. n. 025/CFA del 29 agosto 2018, che, rilevando il litisconsorzio necessario tra i gravami proposti dalla medesima Virtus Entella, nonché dalla Società A.C. Cesena S.p.A., contro la decisione del Tribunale Federale Nazionale, di cui al C.U. n. 10/TFN del 25 luglio u.s., e, in accoglimento del motivo di appello formulato dalla società Cesena S.p.A., ha rimesso gli atti al Giudice di primo grado endofederale. Ha, altresì, disposto la compensazione delle spese del giudizio.
Gianluca La Penna-Laziofamily.it
 

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Plusvalenze fittizie, tre punti di penalizzazione al Chievo, tre mesi di squalifica per Campedelli

Tre punti di penalizzazione da scontare in questo campionato: questa – apprende l'Ansa – la sanzione comminata dal Tribunale della federcalcio al Chievo per la vicenda delle plusvalenze fittizie. La sentenza, che sarà ufficializzata a breve, prevede anche tre mesi di squalifica per il presidente della società veneta Campedelli.

IlMessaggero.it

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Chievo, la Procura Figc chiede 15 punti di penalizzazione e squalifica per Campedelli

ROMA – Una penalizzazione di 15 punti nei confronti del Chievo da scontare nella stagione in corso: è la richiesta avanzata dalla Procura federale della Figc nel processo bis davanti al Tribunale federale nazionale presieduto da Cesare Mastrocola, per la vicenda delle presunte plusvalenze fittizie. Per Luca Campedelli la richiesta è di 36 mesi di inibizione.

Le richieste sono le stesse formulate nel primo processo, annullato per improcedibilità, con la sola differenza che la penalizzazione in quel caso era da scontare nella stagione precedente con la conseguente retrocessione in Serie B. Ribadita anche la richiesta di 36 mesi di inibizione nei confronti del presidente del club veneto, Luca Campedelli. Per Samuele Mariotti e Guido Albini, dirigenti del Cesena coinvolto nel caso prima del fallimento, sono stati chiesti 16 mesi di inibizione. 

L'AVVOCATO DEL CHIEVO – Al termine del processo in Figc per le plusvalenze fittizie, ha preso la parola l'avvocato del Chievo, Marco De Luca: "Abbiamo posto le nostre ragioni anticipate con una memoria molto documentata – le sue parole ai cronisti – facendo presente che le contestazioni della Procura federale sono totalmente infondate. Per i calcoli e per i valori dei giocatori, la Procura federale fa riferimento a certi siti internet e valori che sono decisamente sbagliati per tutte le transazioni negli ultimi anni. Non vedo perché le abbia potute prendere a riferimento. Valori per ragazzi sotto i 15-16 anni sono valori soggettivi, non oggettivi". Facendo riferimento alla Covisoc, il legale clivense ha osservato che la Commissione "entra sempre nel merito e anche quest'anno ha ammesso al campionato il Chievo ritenendo assolutamente regolare la sua posizione a bilancio e gestionale. Più alte sono le richieste e più infondate le ragioni che si portano, questo per fare pressione sui giudici".

Entrando nel dettaglio del dibattimento, il Chievo ha chiesto l'improcedibilità del processo per un difetto di forma: "Qui c'è un dato di fondo – ha osservato De Luca – che il deferimento non è firmato dal Procuratore federale. Questo è un punto fondamentale sul quale avremo le nostre ragioni in questo processo, altrimenti in sede di appello. Il deferimento è firmato da aggiunti, che non sono titolati secondo il Codice di giustizia sportiva a firmare i deferimenti a meno che ci sia un caso di impedimento. Oggi ci hanno detto che l'impedimento c'è perché era in ferie, il Procuratore era al mare…". Presente tra i cronisti anche un inviato di Striscia la Notizia, al quale l'avvocato De Luca si è rivolto così: "Non è mica colpa mia se questa è la giustizia sportiva. Ma glielo diamo un bel tapiro alla Procura?"

CorrieredelloSport.it