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Lotito, mancano le plusvalenze. Rinnovare e puntare sui giovani così è difficile

In estate Sarri aveva chiesto alcuni acquisti per rivoluzionare l’11 titolare. Da Zielinski a Berardi e Milik, erano tutti giocatori che avrebbero fatto il titolare. Domenica, dopo la partita con l’Inter ha ipotizzato che la Lazio possa, in futuro, ringiovanire la rosa, ma farlo è difficile: Immobile ha il contratto fino ai 36 anni, Luis Alberto fino ai 34, Lazzari fino ai 33, Cataldi fino ai 32 (e 11 mesi). Tutta gente che, con stipendi alti, nel calcio di oggi sarà difficile da vendere a meno che non arrivino proposte dall’Arabia. E così la Lazio per non spendere si è messa in scacco da sola: perché sarà difficile anche incassare.

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Lazio-Inter, numeri e curiosità

● Negli ultimi 10 confronti diretti in Serie A, Lazio e Inter non hanno mai ripetuto due volte di fila lo stesso risultato: in questo parziale cinque vittorie nerazzurre (tra cui quella nell’ultimo match giocato ad aprile), quattro biancocelesti e un pareggio.

● L’Inter non vince in casa della Lazio in Serie A dal 29 ottobre 2018 (0-3 con doppietta di Icardi e gol di Brozovic): da allora tre successi biancocelesti e un pareggio; Maurizio Sarri, in particolare, oltre ad aver vinto entrambi i precedenti interni da allenatore dei capitolini contro l’Inter, è imbattutto in casa nel massimo torneo contro i nerazzurri (cinque vittorie e due pareggi).

● L’Inter è la squadra che ha vinto più partite abbinando il clean sheet nei maggiori cinque tornei europei 2023/24 (10, almeno due più di qualsiasi altra squadra); questa è solo la quarta volta che i nerazzurri vincono almeno 12 delle prime 15 gare di un campionato di Serie A (dopo 2006/07, 2017/18 e 2019/20) ed è solo la quinta che ottengono almeno 10 clean sheets a questo punto della stagione (dopo 1971/72, 1972/73, 1988/89 e 2015/16).

● Questa è la sesta volta che la Lazio raccoglie 21 o meno punti nelle prime 15 giornate di un campionato di Serie A nell’era dei tre punti a vittoria (l’ultima risaliva al 2015/16): in tutte le precedenti cinque occasioni non è mai andata oltre all’ottavo posto a fine torneo.

● Maurizio Sarri e Simone Inzaghi (197 panchine in Serie A con la Lazio tra il 2016 e il 2021) sono due dei cinque allenatori con la più alta media punti a partita nel massimo campionato tra quelli che hanno allenato solo nell’era dei tre punti a vittoria e con almeno 150 panchine nella competizione: 1.93 per l’attuale tecnico della Lazio, 1.92 per quello dell’Inter – meglio di loro solo Conte, Allegri e Ancelotti.

● Lazio (28 anni e 287 giorni) e Inter (29 anni e 56 giorni) sono le due squadre con l’età media più alta di questo campionato, considerando i giocatori scesi almeno una volta sul terreno di gioco.

● L’Inter viaggia a una media gol a partita di 2.47 in questa Serie A – quarto dato migliore nei maggiori cinque campionati europei 23/24 dopo Bayern Monaco, Bayer Leverkusen e PSG – e vanta una media gol subiti a match di 0.47, la seconda migliore nei Big-5, dopo il Nizza. La squadra nerazzurra è l’unica ad essere in top-5 in entrambe le classifiche.

● Nessuna squadra ha mantenuto la porta inviolata più volte dell’Inter in questa stagione nei maggiori cinque campionati europei (10, al pari del Nizza). Yann Sommer è infatti diventato il primo portiere a collezionare almeno 10 clean sheet nelle sue prime 15 partite di Serie A, nell’era dei tre punti a vittoria (dal 1994/95).

● L’Inter è la vittima preferita in Serie A di Felipe Anderson: sei gol segnati ai nerazzurri, tra cui quattro nelle ultime cinque presenze; il brasiliano ha segnato una sola rete in questo torneo, ma ha fornito ben cinque assist (uno anche a Verona nell’ultimo turno), meno solo di Thuram e Dybala (sei ciascuno) in questo campionato.

● Lautaro Martínez ha segnato 28 reti nel 2023 in campionato, solo tre giocatori nella storia dell’Inter hanno realizzato più gol in Serie A in un singolo anno solare: Giuseppe Meazza (29 nel 1933 e 30 nel 1930), Antonio Valentin Angelillo (31 nel 1958) e Stefano Nyers (32 nel 1951).

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Lazio, intolleranza alle critiche? La squadra è decima ma non accetta i fischi

Intolleranza alle critiche. Questo sta emergendo da Formello nelle ultime settimane. Il primo è stato Giovanni Martusciello, vice di Maurizio Sarri, che al termine della partita vinta 1-0 con il Cagliari ha palesato un certo fastidio per le critiche che la squadra stava ricevendo. “I tifosi fischiano per la vittoria perché hanno visto l’1-0 contro un avversario in dieci – si sfogò -. Ne ho viste di squadre che fanno peggio di noi e vincono, stanno anche qui vicino a noi, ma qui si cerca sempre il lato negativo, questa cosa ha stufato”. Dopo le vittorie con Celtic (2-0), Cagliari e Genoa (entrambe per 1-0) toccò a Sarri lamentarsi: “Abbiamo vinto tre partite in una settimana e sembra che siamo in crisi”. Peccato che la Lazio già prima fosse in difficoltà e nemmeno in quelle gare è riuscita a convincere e ad apparire solida. Infatti dopo quei tre successi sono arrivati il pareggio col Verona e la sconfitta con l’Atletico. Prima della sfida agli spagnoli Sarri ha affermato che “l’ambiente qui è tremendo, si creano aspettative che non si possono mantenere”. Dopo il 2-0 rimediato a Madrid anche Provedel ha manifestato una certa insofferenza: “Penso ci sia qualche critica di troppo nei nostri confronti, ma va bene. I risultati però si devono vedere alla fine, non ora”. Eppure la Lazio è decima in classifica quando siamo quasi a metà stagione. Che i tifosi si lamentino e che la squadra sia sotto pressione è tutto sommato comprensibile. Ma non per Sarri e, evidentemente, per i suoi giocatori. Che rispondono alle critiche palesando una certa intolleranza. Come se il disappunto dei laziali fosse incomprensibile. Nonostante il decimo posto in campionato.

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Laziostory – Matias ‘Sentenza’ Vecino

Lee Van Cleef nel capolavoro di Sergio Leone ‘Il Buono, il Brutto e il Cattivo’, ha un soprannome piuttosto eloquente. Un soprannome che non ha bisogno di tante spiegazioni e che s’abbina perfettamente con quel volto affilato, truce, spietato. Ne facessimo una questione di phisique du role, certamente il paragone con un calciatore di poco più di trent’anni sarebbe inopportuno, ma se ne facciamo una questione di attitudine – beh – allora il paragone è estremamente calzante.

La storia

I suoi avi partirono da Torella del Sannio (Campobasso) per cercare fortuna in Uruguay, eppure quando era ragazzo Matias Vecino veniva conosciuto come uno dei palermitanos. Già, perché giocava nel Central Espanol, proprio la squadra del barrio Palermo. Tutto nasce da una bottega di immigrati siciliani che chiamarono la loro attività “Magazzino di cibo della nuova città di Palermo”. È il Sudamericano Sub 20 che segna l’ascesa di Matias: la competizione la vince il super Brasile di Neymar e Lucas, ma l’Uruguay arriva in finale (e poi perde addirittura 6-0) proprio grazie a un gran gol di Matias con l’Argentina (e si vedeva già la tendenza a fare gol pesanti). Lo prese il Nacional, battendo la concorrenza del Penarol… poi l’Italia fino ai giorni nostri.Definito sempre da compagni e allenatori come un professionista esemplare, Vecino non rinuncia alle tradizioni. Mate e asado sono un must nella sua alimentazione: nel 2019, insieme al suo connazionale Laxalt, accese il derby Inter-Milan (l’esterno mancino giocava nei rossoneri) andando a mangiare uruguaiano in un ristorante a Origgio (provincia di Varese). A Firenze si è trovato benissimo, non solo in campo. “Quando torno lì passo spesso in un ristorante che conosco, è un piacere andare”. Anche perché chi ama l’asado può apprezzare anche una splendida fiorentina.Da ragazzino viveva a San Jacinto, a circa 50 chilometri da Montevideo. Papà Mario lo portava agli allenamenti del Rojo, la sua prima squadra locale. Mario era riconosciuto da tutti perché era stato giocatore del Liverpool de Montevideo. Se papà gli faceva sognare il grande calcio, mamma Doris (professoressa di inglese) lo faceva studiare. E infatti Matias fu anche uno degli studenti più meritevoli della sua scuola. A 14 anni perse papà Mario dopo un terribile incidente stradale: a suo padre è dedicata la cancha, il campo da calcio cittadino che si chiama Estadio Mario Vecino. Si sa che i giocatori sudamericani hanno sempre un soprannome: Matias ne ha addirittura due. Se da ragazzo era Mate per tutti, da giocatore affermato è diventato “La Garra Charrua”. Non Sentenza, purtroppo.

L’incubo

Eppure le sue sentenze sono negli archivi del calcio. La Lazio stessa ne ha ricevuta una – amarissima – il 20 maggio 2018. Da avversario, negò sostaizalmente, con il suo gol, l’accesso alla tanto agognata Champions League della squadra di Inzaghi. Vecino è uno che i finali li decide con una freddezza ben poco sudamericana. Il gol decisivo, l’inserimento chiave sono parte integrante del suo repertorio. In Italia Fiorentina, Cagliari, Empoli, Inter e – ovviamente – la stessa Lazio che condannò un quella torrida notte di maggio. Arriva a Roma il 1 agosto 2022, da svincolato, fortemente voluto da Maurizio Sarri (suo tecnico ai tempi dell’Empoli). Assaltatore dell’area di rigore, ma anche uomo d’ordine in mezzo al campo. Fisico e disciplina tattica al servizio della banda-Sarri. Nella prima metà di stagione, tanto è forte la conoscenza del suo gioco, Matias riesce perfino a mettere in panchina il telento di Luis Alberto. E a Sarri brillano gli occhi ogni volta che lo vede fiondarsi in area di rigore e creare così superiorità numerica. 44 presenze stagionali condite da 4 gol. E quando i turchi del Galatasaray al principio della stagione cercavano di portarlo via, il toscano ha alzato il telefono. “Vecio, ma dove cazzo vai. Tu resti qui”. E’ rimasto.

Dario Cadeddu

12/12/2023

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CURIOSITA' NEWS

Lazio-Genoa: numeri e curiosità

● Il Genoa ha vinto l’ultima partita disputata contro la Lazio, 1-0 all’Olimpico lo scorso 27 agosto in campionato, e non ottiene
due successi consecutivi contro i biancocelesti dalla striscia di otto vittorie (tutte in Serie A) registrata tra il settembre 2011
e il febbraio 2015.
● Dopo aver perso la prima gara in Coppa Italia contro il Genoa il 6 gennaio 1937 (0-5), la Lazio è rimasta imbattuta nelle sei
sfide successive contro il Grifone nel torneo (4V, 2N); l’incontro più recente tra queste due squadre nella competizione risale
al 18 gennaio 2017 (successo dei biancocelesti per 4-2).
● Nelle ultime 15 occasioni in cui Lazio e Genoa si sono incrociati in casa dei biancocelesti tra tutte le competizioni non c’è
stato neanche un pareggio: nove successi interni, incluso uno in Coppa Italia, e sei vittorie esterne.
● In 14 delle ultime 15 stagioni in cui la Lazio ha disputato gli ottavi di finale di Coppa Italia in gara singola ha passato il turno,
con l’unica eccezione che risale al 19 gennaio 2011, quando perse contro la Roma; nel periodo, dal 2008/09, solo la Juventus
(15) ha passato questo turno in più occasioni.
● Il Genoa non passa il turno degli ottavi di finale di Coppa Italia dalla stagione 1991/92; da allora per i rossoblù ci sono state
ben 15 eliminazioni a questo punto della stagione e quattro delle ultime sette sono arrivate almeno dopo i tempi
supplementari.
● Il Genoa ha vinto le ultime due partite di Coppa Italia (4-3 contro il Modena e 2-1 contro la Reggiana) e non ottiene tre successi
consecutivi nella competizione dal 2006/07, contro Spezia, Fiorentina e Modena in quel caso.
● La Lazio è soltanto una delle due squadre di questo campionato, assieme alla Salernitana, a non avere ancora trovato il gol
di testa nella Serie A 2023/24.
● Il Genoa ha colpito almeno un legno in ciascuna di tutte le ultime otto partite giocate in questa stagione (dal 6/10) – record tra
le squadre italiane nel parziale con nove, davanti alla Lazio con sei – dopo averne centrati soltanto uno in tutte le otto
precedenti.
● Ciro Immobile ha segnato 15 gol contro il Genoa considerando tutte le competizioni: solo contro la Sampdoria ha fatto meglio
(16); il classe ‘90 ha disputato 33 partite e realizzato cinque reti in Serie A con la maglia del Genoa nella stagione 2012/13.
● Mateo Retegui ha realizzato il suo primo gol in Serie A proprio contro la Lazio all’Olimpico (il 27 agosto scorso), mentre con
la maglia del Genoa aveva già segnato una doppietta contro il Modena in Coppa Italia; la squadra biancoceleste potrebbe
diventare la seconda contro cui l’attaccante rossoblù conta più di una rete da quando è in Italia.

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APPROFONDIMENTI NEWS

Isaksen, che esplosione. E al Salling esultano…

Coefficiente di difficoltà: altissimo. Eppure Gustav Isaksen sta emergendo. Per lui, da quando è a Roma, è cambiato tutto. Clima, cibo (anche se apprezza già molto l’amatriciana), città, modo di vivere, lingua. Soprattutto però il livello della squadra e del campionato in cui gioca. Al Midtjylland era il leader, il talento, il punto di riferimento: ha chiuso l’ultimo campionato con 18 gol fatti. A Roma è tutto più complicato. Per chi lo circonda è già un sogno che lui sia arrivato alla Lazio. Da piccolo giocava nel giardino di casa insieme al padre e ai tre fratelli maggiori. Lì ha imparato, pur essendo esile, a resistere ai contrasti. All’epoca, quando guardava i video di Ronaldinho, suo idolo, disputare la Champions con la maglia biancoceleste era inimmaginabile. Lo era anche nel 2019-20, quando dovette operarsi al ginocchio e temeva che l’infortunio gli sarebbe costato il grande calcio. In realtà sembrava un miraggio per molti: Emil (uno dei suoi fratelli) e alcuni suoi amici sono stati allontanati dallo stadio Olimpico in occasione della gara con l’Atletico perché, un po’ alticci, avevano causato qualche fastidio. Isaksen non c’entra nulla, ma l’episodio descrive l’euforia con la quale si vive la sua avventura italiana intorno a lui. “Gustav è sempre stato molto semplice, umile e inconsapevole del proprio talento – ricorda John Jeppesen, che lo ha allenato fino all’età di 13 anni al Salling, il suo primo club -. La sua famiglia è stata molto contenta del premio di formazione che la nostra piccola società ha incassato col suo trasferimento alla Lazio”. Lentamente sta scalando le gerarchie a Formello: col Celtic è stato l’unico, dei cinque attaccanti usati da Sarri, a giocare tutta la partita. Già con il Lecce, all’esordio, aveva creato un’occasione solo con uno stop improbabile, con la Roma se ne è inventata un’altra con una palla deliziosa con la quale ha innescato Lazzari. Erano solo sprazzi di classe. L’infortunio di Zaccagni (fuori due settimane) può consacrarlo e dargli il minutaggio che mancava. Gli sprazzi possono diventare la normalità. “Con questi tifosi si possono raggiungere grandi risultati”, ha detto dopo la gara col Celtic. Il passaggio dal Midtjylland alla Lazio aveva un coefficiente di difficoltà altissimo. Lui però sta emergendo.

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FORMELLO NEWS

FORMELLO – Isaksen costringe Felipe e Pedro al ballottaggio. Cataldi in regia?

Non ci sono sorprese. Nella gara di domani con il Cagliari non ci saranno Casale e Romagnoli in difesa (entrambi sperano di recuperare per la prossima di campionato col Verona il 9 dicembre), fuori anche Zaccagni in attacco (lui resterà indisponibile per un paio di settimane). Al posto del numero 20 ci dovrebbe essere Isaksen, attualmente il più in forma fra gli esterni. Dietro di lui ci sarà ancora Lazzari.

PROBABILE FORMAZIONE (4-3-3): Provedel; Lazzari, Gila, Patric, Marusic; Guendouzi, Cataldi, Luis Alberto; Isaksen, Immobile, Felipe Anderson. A disp.: Sepe, Mandas, Hysaj, Ruggeri, Pellegrini, Kamada, Vecino, Rovella, Basic, Pedro, Castellanos. All.: Sarri.

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FORMELLO – Giornata di riposo per la Lazio. Ma gli infortunati…

Seduta di scarico cancellata, Sarri ha concesso una giornata di riposo alla squadra dopo la vittoria contro il Celtic. La preparazione alla partita col Cagliari inizierà domani pomeriggio (ore 15), ci sono due giorni per farsi trovare pronti anche in campionato. Contro il Cagliari tornerà a disposizione Vecino, squalificato in Champions. In difesa sono out Casale e Romagnoli, entrambi fermi per problemi muscolari. Proveranno a rientrare per la trasferta di Verona (9 dicembre). Ai box c’è anche Zaccagni, a Salerno ha riportato un trauma distorsivo all’anca sinistra (gli accertamenti hanno escluso lesioni strutturali), verrà rivalutato la settimana prossima.

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Lazio-Celtic, curiosità e statistiche

Di seguito dati e curiosità relativi a Lazio-Celtic

● Dopo aver perso le prime due partite europee contro il Celtic nella fase a gironi di Europa League 2019/20,
la Lazio ha vinto 2-1 al Celtic Park nella seconda giornata di questa Champions League.
● Tra Coppa dei Campioni e Champions League, il Celtic non ha mai vinto fuori casa in Italia (2N, 8P), non
riuscendo a segnare in otto partite, comprese le ultime quattro. L’ultimo giocatore del Celtic a segnare in
Italia in Champions League è stato Stanislav Varga nella sconfitta per 3-1 contro il Milan nel settembre
2004.
● La Lazio ha perso solo una delle ultime 11 partite casalinghe nelle principali competizioni europee (5V, 5N)
ed è imbattuta in casa in Champions League in questa stagione: 1-1 contro l’Atlético Madrid nel primo
turno e 1-0 contro il Feyenoord nel quarto turno.
● Il Celtic ha perso le ultime quattro trasferte di Champions League con un punteggio complessivo di 16-2.
La squadra scozzese è alla ricerca di quella che sarebbe solo la terza vittoria esterna nella competizione, e
questa sarà la 39ª partita di questo tipo (2V, 4N, 32P).
● Il Celtic non ha vinto nelle ultime 14 partite di Champions League (3N, 11P). Se non riuscisse a battere la
Lazio in questa partita, diventerebbe la prima squadra britannica a restare 15 partite consecutive senza
vincere nella storia della Coppa dei Campioni/Champions League.
● Dopo l’ultima vittoria sul Feyenoord nella competizione, la Lazio punterà a vincere due partite consecutive
in Champions League per la prima volta dall’ottobre 2001, contro PSV e Galatasaray sotto la guida di
Alberto Zaccheroni.
● Il Celtic ha ricevuto tre cartellini rossi in quattro partite di questa Champions League (Holm, Lagerbielke e
Maeda). L’ultima squadra a riceverne più di tre nella fase a gironi in una singola edizione del torneo è stata
l’Anderlecht nel 2013/14 (quattro).
● Da quando ha vinto la sua prima partita da allenatore in Champions League nel settembre 2014 (2-1 contro
il Ludogorets), l’allenatore del Celtic Brendan Rodgers ha vinto solo una delle ultime 21 partite da allenatore
nella competizione (6N, 14P), perdendone sette delle ultime otto (1N).
● Ciro Immobile ha segnato sei gol in nove partite con la Lazio in Champions League, con una media di un
gol ogni 116 minuti. L’unico giocatore ad aver segnato più gol con il club nella storia della Coppa dei
Campioni/Champions League è Simone Inzaghi (15 in 31 presenze).
● Joe Hart del Celtic potrebbe diventare il primo portiere inglese a collezionare 50 presenze in Coppa dei
Campioni/Champions League (attualmente a 49). Nel complesso, sarebbe il 25° giocatore inglese a
raggiungere questo traguardo nelle due competizioni.

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FORMELLO – Romagnoli out, Rovella c’è ma non sta bene

Non ci sarà Romagnoli, Rovella partirà dalla panchina. L’ultimo allenamento non porta buone notizie a Sarri. Il difensore ha un edema al polpaccio, rischia perfino di saltare la gara con il Celtic. Rovella è recuperato e convocato, ma partirà dalla panchina. Al centro del campo quindi Cataldi.