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Lazio, Di Canio è duro: “Squadra senza virilità”

Nel corso del programma “Club”, in onda su Sky, Paolo Di Canio ha parlato di Roma-Lazio, finita 3-0 per i giallorossi: “Il derby si estrapola da ogni contesto. La Roma veniva da tre partite inguardabili, le due col Vitesse e quella con l’Udinese, ma oggi fa storia a sé. Mourinho l’ha preparata bene, ha tolto un giocatore che deve diventare un crack ma gioca spesso da solo, ha messo due trequarti che sono giocatori di qualità. La partita può cambiare con un gol da calcio d’angolo, traversa, coscia, gol. E la cambia di tanto, soprattutto per una squadra che si basa su conservare per ripartire. Ti dico la verità però, una squadra è arrivata con una fame per rimettere in piedi la stagione, l’altra era arrivata con più identità, con centrocampisti che giocano con tocchi di qualità li hanno mangiati. L’immagine è Zalewski, il ragazzino che si è bevuto Felipe Anderson. Fra i biancocelesti non c’è un virile, c’è Pedrito, Felipe Anderson, Luis Alberto, Milinkovic. Non c’è nessuno, per una rissa vado da solo così muoio da eroe, se no sembra anche che ti sei portato gli amici. Acerbi? A due fa fatica, dai sottopassaggi già boccheggia. Sta giocando in un ambiente per lui non facile. Dopo lo screzio con i tifosi non ha vita facile. Era un idolo, adesso è al centro della contestazione”.

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Acerbi, Marocchi lo critica: “Non sa fare quel che chiede Sarri”

Durante il “Club”, i giornalisti e gli esperti presenti, hanno fatto il processo alla Lazio dopo il derby perso 3-0. Giancarlo Marocchi ha parlato sia della squadra che di qualche singolo: “Nessun giocatore della Lazio è nato con la cazzimma, quindi tu vai in campo per quello che sei. Sono tutti giocatori da metà campo in avanti, all’indietro un po’ meno, molto molto bravi tecnicamente, ma se non hanno 30 metri di spazio ecco che diventano troppo prevedibili. La Roma anche se non avesse segnato al primo secondo non avrebbe attaccato. Con i cinque difensori sarebbe comunque stata al limite dell’area perché Mourinho ha inculcato ai giocatori di fare intanto 0-0 poi qualche gol si fa. Perché li ha resi determinati e sporchi, anche un po’ cattivi, protestano sempre. Sono a sua immagine e somiglianza. Acerbi? Se lo dai a Gasperini diventa uno dei migliori difensori del nostro campionato. Sarri chiede cose diverse, i quattro difensori devono essere legati insieme che si disinteressano degli avversari, solo spazio e palla. E lui evidentemente questa cosa non la sa fare”.

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Lazio Primavera, altra disfatta con lo Spezia finisce 4-1

Un altro risultato negativo. La Lazio Primavera di Calori viene travolta per 4-1 dallo Spezia e si allontana ancor di più dalla vetta della classifica. La Lazio segna solo con il solito Crespi (undicesima rete stagionale), ma per il resto soffre dall’inizio alla fine. I biancocelesti sono così a -5 dal Cesena (che ha anche una partita in meno), e restano agganciati al secondo posto dal Frosinone (che ha una partita in meno). Nella prossima giornata la Lazio giocherà in casa proprio contro il Frosinone.

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Nazionale, 8 giocatori di Lazio e Roma convocati. Nemmeno Inter e Milan ne hanno tanti

Nemici prima, amici poi. Finito il derby i giocatori di Lazio e Roma, convocati dal ct Mancini si ritroveranno insieme nel gruppo azzurro, spostando l’obiettivo dalle ambizioni di club a quelle della Nazionale, impegnata il 24 marzo nello spareggio Mondiale contro la Macedonia. Sono 8 i giocatori di Roma e Lazio chiamati dall’Italia e, se non è un record, poco ci manca: Immobile, Acerbi, Zaccagni e Luiz Felipe da una parte, Pellegrini, Cristante, Zaniolo e Mancini dall’altra. Neppure Milan e Inter (Florenzi, Tonali, Bastoni, Barella) o Juve e Torino (Bonucci, Chiellini, Locatelli e Belotti) hanno tanti giocatori convocati in Nazionale.

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Roma-Lazio, per il derby in arrivo ultras da mezza Europa

Domenica pomeriggio, alle 18, andrà in scena allo stadio Olimpico il derby della Capitale. La partita fra Lazio e Roma, in questo caso, può indirizzare la corsa a un posto in Europa. Ci sarà però anche il solito derby sugli spalti e, come riporta Il Messaggero, domenica saranno presenti nelle due curve anche gli ultras di altre squadre che sono particolarmente vicini a Lazio e Roma. In Nord entreranno anche i tifosi del Wisla Cracovia e del Levski Sofia, saranno invece i tifosi dell’Atletico Madrid, del Panathinaikos e della Dinamo Zagabria quelli presenti in Sud.

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Lazio, anche la Uefa celebra Immobile con un video sui social

Da quando è arrivato alla Lazio Ciro Immobile ha cominciato a collezionare record su record. L’ultimo quello relativo ai gol segnati in campionato con la maglia biancoceleste addosso: è infatti lui il miglior marcatore di sempre della storia della Lazio in Serie A. Anche per questo sui social della Uefa Champions League è stato condiviso un video che celebra i gol realizzati da Immobile nella scorsa edizione della massima competizione europea.

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‘QDL’ – Barchiesi: “La Lazio vince il derby se non è attendista” (AUDIO)

“Il derby attuale conta per la classifica, perché andare in Europa League e non in Conference sarebbe tanto. Certo, è un derby tra squadre con obiettivi modesti.

In questo momento sembra che la Lazio abbia trovato la quadra e l’assenza di Zaccagni la trovo molto pesante. Avrebbe sicuramente messo in difficoltà la Roma e avrebbe dato un cambio importante in più alla Lazio.

Gli ultimi derby vinti dalla Lazio nascono proprio da un approccio aggressivo alla partita. Essere attendisti secondo me non paga, a meno che il punto non vada bene ad entrambe. La Roma ha lo svantaggio di dover giocare stasera alle 21 e di dover giocare una partita accorta, sempre col rischio dei supplementari dietro l’angolo.

Bella la sfida Mourinho-Sarri. All’andata la vinse nettamente Sarri e penso che il portoghese avrà una grande fame di rivincita che potrebbe anche essere un boomerang per la Roma”.

Alessio Buzzanca

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Immobile con Gualtieri, in Campidoglio per la pace

Venerdì 18 marzo alle 11, il capitano della Lazio Ciro Immobile e il sindaco Roberto Gualtieri presenteranno un’iniziativa simbolica di pace in vista del derby di domenica.

L’incontro si terrà presso l’Esedra del Marco Aurelio alla presenza della stampa.

E’ prevista la partecipazione di Lorenzo Pellegrini.

Alessio Buzzanca

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‘NMM’ – Oddi: “Il Derby sfugge ad ogni pronostico, arrivarci meglio mi preoccupa” (AUDIO)

Giancarlo Oddi a ‘NMM’

DERBY, IERI E OGGI, NEL RICORDO DI PINO


“Questi ultimi giorni sono stati duri, ho fatto molta fatica ad assistere alla tumulazione di Pino. C’era grande commozione, tristezza. Adesso è il momento di andare avanti, per quanto sia dura. Entrare in quella cappella significa provare delle emozioni particolari, speciali. Ieri eravamo in tanti, i suoi amici. I derby per Pino? Per chiunque conosca Roma, questa partita rappresenta qualcosa di diverso. Prima di cominciare è dura gestirsi, poi in campo devi dare tutto. Ne ho vinti e ne ho persi, per un laziale o per un romanista sono le due partite più importanti della stagione. Li ho vissuti, mi sono divertito e ho sofferto, anche a livello giovanile. Quando mi chiedono ‘cosa succederà’ io non so che rispondere, perché questa gara può stravolgere ogni pronostico. Non si può mai dire. A questo ci arriviamo meglio noi, e questo mi preoccupa (ride, ndr.). Adesso la Lazio oltre ad ottenere risultati, riesce anche a divertirsi e far divertire la gente. Senza la partita infrasettimanale si sono visti dei progressi. Se riusciamo a reggere fino alla fine dell’anno in questa condizione, possiamo giocarcela senza dubbio per il quinto-sesto posto”.

LE SCELTE DI SARRI, DETTAGLI DELLA STRACITTADINA


Sarri vorrà fare il suo gioco, impostare la partita sui propri concetti, come al solito. Scelte dietro? Le scelte verranno fatte in base alle caratteristiche dei giocatori. Se Radu dovesse farcela, lo metterei in campo, ovviamente a sinistra, anche dirottando Marusic a destra. La Lazio deve stare attenta – paradossalmente – a non arrivarci ‘troppo bene’. Contro il Venezia abbiamo sbagliato troppo, ma loro si sono difesi ad oltranza. Non è stata una gara entusiasmante, diciamo così. Ero convinto che prima o poi il gol sarebbe arrivato, già nel primo tempo. La Roma non credo che giocherà così il derby, con lo stesso ‘piano’ del Venezia. I tifosi non accetterebbero questo tipo di prestazione, credo che vedremo una squadra diversa, hanno qualità importanti davanti. Poi si sa, nel derby basta un piccolo episodio per farlo girare a favore dell’una o dell’altra. Il derby non si può mai affrontare col pensiero di esser più forti o favoriti, perché certi atteggiamenti li paghi in campo”.

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La Repubblica: “A oggi Lazio, Genoa e Samp farebbero fatica a iscriversi al campionato”

C’è una questione urgente che agita i club di Serie A, e sarà oggi sul tavolo del consiglio della Federcalcio. Si chiama indice di liquidità: fino a oggi serviva solo a limitare il mercato agli spendaccioni, da oggi invece solo chi rientrerà nelle sue maglie potrà iscriversi al campionato di Serie A. Per impedirlo, i club hanno eletto Lorenzo Casini presidente, espressione dell’ala più contraria al presidente della Federcalcio Gabriele Gravina. Che, di contro, ritiene l’indice di liquidità la sua riforma principe: la mossa con cui dare stabilità al movimento ed impedire ai club di contrarre nuovi debiti, che – solo come esempio – pesano sui bilanci di Juve, Inter e Roma per oltre un miliardo di euro. Un’esposizione aggravata dalla pandemia, certo, ma precedente e di molto al 2020: così il calcio è in una situazione pre fallimentare. E una legge dello stato – la 91 del 1981 – impone alla Figc di garantirne l’equilibrio finanziario. Ma cos’è l’indice di liquidità? È il rapporto tra attivi e passivi a breve delle società. Ed è temutissimo, perché per sbloccare l’indice ci sono solo due possibilità: la cessione di giocatori o un’iniezione di capitale dell’azionista. Insomma, o si vende, o si versano soldi freschi. A gennaio poteva fare mercato solo chi aveva l’indice di liquidità a 0,6: gli attivi insomma dovevano coprire almeno il 60% delle spese, e l’indice ha bloccatogli affari di molti club. Con gli stessi parametri, almeno tre squadre oggi farebbero fatica a iscriversi al campionato: la Lazio e il Genoa, fuori per 28 e 32 milioni, e la Samp. Ma molte di più avrebbero problemi: almeno 6 club sono a rischio.

Per alcune società la riforma è un azzardo. Di certo acuisce ulteriormente la tensione con Lotito, che di Gravina è nemico giurato. E il partito lotitiano, per far saltare tutto, lancia anche sospetti di una norma scritta per punire proprio Lotito. Accuse da cui la Figc potrà uscire intervenendo sui parametri e sui correttivi dei club in modo da renderlo più sostenibile, difendendo la riforma senza avere già adesso un numero 

E provare a rendere “imponderabile” la definizione di chi subirà i danni maggiori. Come? Applicando dei “correttivi” all’indice, che sarà fissato tra lo 0,7 e lo 0,6. Si potrà ridurre il gap con un saldo attivo nella campagna trasferimenti, contenendo il costo del lavoro entro il 60% dei ricavi, e con un buon rapporto tra fatturato e debito, utile a scoraggiare il ricorso a indebitamenti insostenibili. O, extrema ratio, con delle cessioni a giugno, prima che apra il mercato estivo. Certo la Figc vorrà evitare situazioni come quella del Genoa, che a gennaio ha ricapitalizzato spendendo poi l’intera cifra sul mercato. In ogni caso la Serie A non andrà allo scontro, anche se Marotta e Lotito che rappresentano i 20 club nel consiglio della Figc voteranno contro. Parteciperà anche Lorenzo Casini. Ma solo da invitato, quindi non potrà votare. L’elezione a presidente della A (che gli dà di diritto anche il ruolo di consigliere federale) deve ancora essere ratificata: dovrà risolvere il “conflitto” col suo incarico di docente universitario, prima di firmare il contratto con la Lega da 240 mila euro, la stessa cifra dei dirigenti pubblici. In una lettera a Gravina, Casini ha chiesto il rinvio della discussione sull’indice di liquidità: non sarà accontentato. Anche perché il tempo stringe: a giugno l’indice determinerà chi si potrà iscrivere e chi no. E dal 2024 criteri simili, persino più severi, saranno adottati dalla Uefa le Coppe. Anche l’indice di liquidità sarà di anno in anno più stringente, fino ad avvicinarsi al parametro di 1: non si potrà spendere più di quanto si guadagna. In Germania è così da anni.

LA REPUBBLICA – MATTEO PINCI