Categorie
POLITICA SPORTIVA

Figc: il commissario è Fabbricini, Costacurta e Clarizia i vice. Durerà sei mesi In serie A Malagò, Nicoletti e Corradi

È Roberto Fabbricini, segretario generale del Coni, il commissario straordinario della Figc dopo la mancata elezione del presidente federale. Billy Costacurta e Angelo Clarizia sono i due subcomissari della Figc che lo affiancheranno: li ha nominati la giunta esecutiva del Coni.

Completano la squadra Massimo Proto, ordinario di diritto privato, e Alberto De Nigro, già presidente del collegio dei revisori dei conti del Coni. Non hanno un ruolo specifico, ma su proposta del presidente Malagò la giunta ha approvato il loro coinvolgimento nel team che ha a capo Fabbricini, e i due vice commissari, l'ex calciatore Costacurta e Clarizia.

È lo stesso presidente del Coni Giovanni Malagò ad annunciarli, durante la conferenza stampa: "Il commissariamento durerà 6 mesi, fino al 30 luglio. Ho un dovere morale e sportivo, dopodomani partirò per la Corea, ogni giorno ho impegni con atlete e atleti. Non li posso lasciare sul più bello. Ho impegni con gli sponsor. Con tutto il rispetto per il calcio, andrò in Corea".

LEGA DI SERIE A
Primo atto del neo commissario sarà quello di nominarne un altro per la Lega di serie A. Sarà lo stesso numero uno del Coni, Giovanni Malagò coaudiuvato dal sub commissario Paolo Nicoletti e dall’ex calciatore Bernardo Corradi.ilmessaggero.it

Categorie
POLITICA SPORTIVA

Figc, Malagò “reggente” per 90 giorni

Giovanni Malagò esce trionfatore nella buia notte del calcio italiano. Il numero uno del Coni si è visto consegnare il pallone tra le mani. Ora ha 48 ore di tempo per convocare una giunta straordinaria (dopodomani alle ore 15) e annunciare il commissariamento. Saranno nominati anche due sub commissari. Il capo dello sport italiano di fatto dovrebbe accompagnare la Figc alle prossime elezioni tra 90 giorni. Ma la sensazione è che il tutto possa durare molto di più. Si parla di un anno, qualcuno lo allunga fino al 2020.

Malagò non può lasciarsi sfuggire l'occasione di avviare quelle riforme che da tempo chiede al calcio italiano. Sabato scorso aveva chiamato i tre candidati alle loro responsabilità chiedendo di fare tutti un passo indietro e rinviando di fatto le elezioni. Gravina, Sibilia e Tommasi non hanno voluto spostarsi dalle loro posizioni. E chissà che dietro questo atteggiamento non sia stata in qualche modo la regia del Coni. A ripensarci è sibillina la frase sulle schede bianche sussurrata proprio tra le mura amiche del Circolo Canottieri Aniene. Sibilia non ha mai nascosto la sua amicizia con Malagò così come è noto il feeling con il presidente dei calciatori.

Malagò ora deve solo spingere la palla in rete. Chissà cosa avrà pensato al momento della telefonata del presidente dei dilettanti. Il suo gioco ha avuto la meglio anche senza grandi sforzi. Da adesso si aprirà una grande opportunità di riforma del calcio auspicata più e più volte dal ministro dello Sport Luca Lotti. A cominciare da quella fondamentale dello statuto. Necessaria per governare in futuro. Tra i primi provvedimenti ci sarà anche quello di rinnovare il commissariamento la Lega di A. Non sarà Carlo Tavecchio, da Milano si fa il nome di Paolo Nicoletti subcommissario e molto stimato da Lotti. Anche questo non è un caso.ilmessaggero-.it

Categorie
POLITICA SPORTIVA

Elezioni Figc: fumata nera, sarà commissariamento: calcio italiano nelle mani del CONI

Salta l'elezione del presidente federale. Dopo tre scrutini, neanche al ballottaggio Sibilia e Gravina sono arrivati al fatidico 50+1 necessario per l'elezione. A questo punto si va spediti verso il commissariamento della FIGC da parte del numero 1 dello sport italiano, il presidente del Coni Giovanni Malagò. 

ORE 22: ORA COSA SUCCEDE?
Dopo l'ennesima figuraccia del calcio italiano, è tutto nelle mani di Malagò che già subito dopo il flop mondiale aveva invocato il commissariamento della federazione, posizione mantenuta e ripetuta in continuazione anche a 48 ore dal voto di oggi. Tra una FIGC senza presidente e una Lega Serie A già commissariata, il numero 1 dello sport italiano ha convocato la Giunta straordinaria per giovedì pomeriggio. I tempi sono strettissimi, il 3 febbraio si parte per l'Olimpiade invernale di PyeongChang, ma già si immagina un commissariamento lungo, di sei mesi che potrebbero poi raddoppiare. I temi sono tanti, la squadra da decidere. Lo schema potrebbe essere un commissario 'forte', un subcommissario operativo e uno possibilmente tecnico, come fu dopo Calciopoli quando il pallone italiano dovette affrontare un'altra rifondazione. L'unica carica che resterà, perché non decade, è quella del dg Michele Uva. 

20.15 FERRERO: UNA BUFFONATA. MAROTTA: GIORNATA NERA
«C'erano tre candidati, era scritto che doveva finire cosi'. E' stata una buffonata, ora ci sara' il commissariamento, ma io sono un po' malizioso: per me c'era sotto un piano per andare verso questa direzione. Dovevamo rinviare le elezioni e trovare una condivisione perche' il calcio ci guarda. Al centro va messo il pallone e non le poltrone. Dobbiamo cambiare questo calcio, riportare le gente allo stadio, e invece cosi' abbiamo fatto un'ulteriore figura di c…». Così il presidente della Samp Ferrero commenta il flop delle elezioni. «Avete visto voi la giornata, questo epilogo e' la sconfitta del calcio italiano. Giornata nera? Esatto, non bianconera», ha aggiunto l'ad della Juventus Beppe Marotta. 

TOMMASI: FOTOGRAFIA DEL CALCIO ATTUALE– “Nessun accordo con Gravina e Sibilia? Gli accordi si potevano trovare ma il presupposto era la mia presidenza, non per un motivo personale ma semplicemente perché pensiamo che il cambiamento debba passare solo attraverso una scelta coraggiosa. Detto questo all’ultima votazione abbiamo deciso di votare scheda bianca, prima di sapere cosa avrebbero fatto gli altri due candidati, perché comunque per noi il cambiamento non poteva venire con le logiche con cui siamo arrivati a questa assemblea. Questa giornata è una sconfitta per il calcio italiano? E’ la fotografia del nostro momento. Stiamo soffrendo da un punto di vista sportivo e ancora di più da quello istituzionale. Ci prendiamo le nostre responsabilità perché non siamo riusciti a convincere gli altri che si poteva iniziare un percorso di cambiamento che il nostro calcio deve cercare. Questa è una sconfitta perché dobbiamo iniziare dalla pagina numero 1 per costruire. Tante cose che sono state fatte fino adesso sono andate bene, molte altre dobbiamo farle. Ora il commissariamento ci costringe a fare una riflessione profonda e che prenda in mano la voglia di riscatto che c’è da tante parti. Il commissariamento è la vittoria di Malagò? Non credo che Malagò esulti quando commissaria una Federazione, soprattutto se è la Federcalcio e a maggior ragione se succede dopo una giornata come questa. Ha provato in tutti i modi a cercare degli accordi, ha provato a proporre un rinvio ma non c’è stato modo. L’Assemblea si è espressa democraticamente ma non credo che Malagò stia esultando per questa situazione: questo è un problema in più per il CONI”.

+++GIOVEDI' 1 FEBBRAIO ORE 15 RIUNIONE DEL CONI+++
Il pomeriggio di giovedì ci sarà il nome del commissario. Potrebbe essere lo stesso Malagò che presiederà la giunta.

19.19 ORA TOCCA A MALAGO': CHE SUCCEDE?
Il commissario dovrebbe essere scelto e annunciato nelle prossime 24/48 ore. A lui spetterà il compito di cambiare le regole del calcio, a partire dalla modalità elettiva, e di scegliere il prossimo commissario tecnico

19.06 UFFICIALE: NESSUN ELETTO
Al ballottaggio le schede bianche hanno totalizzato il 59%. A Sibilia l'1.85%, a Gravina il 39%.corrieredellosport

Categorie
POLITICA SPORTIVA

Elezioni Figc. Sibilia: «Votiamo scheda bianca». Commissariamento ad un passo

«Dopo aver cercato in tutti i modi di cercare un accordo. Non ci sono i termini per andare avanti. Chiedo ai delegati della Lega dilettanti di votare scheda bianca» la dichiarazione del numero uno della Lnd Cosimo Sibilia. Il commissariamento è ad un passo. 

La sensazione passeggiando per i corridoi dell’hotel Hilton è che Damiano Tommasi sia un uomo solo. Solo con le sue idee. Il numero uno dei calciatori è preso per la giacchetta da più parti per ritirarsi dalla corsa e appoggiare Gabriele Gravina (Può contare sull'apppoggio degli arbitri, degli allenatori e di mezza serie A). Glielo ha ribadito più il suo direttivo: «Vogliamo fare le le rivoluzioni ma poi quando si tratta di essere uniti non lo siamo» sussurra qualcuno. Damiano è combattuto perché mai vorrebbe cedere il passo. L’ultima frecciata gli è arrivata da Renzo Ulivieri: «Noi allenatori voteremo da subito il candidato Gabriele Gravina. Con lui e con Damiano Tommasi abbiamo programmi vicini e compatibili». Lo ha detto il presidente dell'Aiac, nel suo intervento all'assemblea elettiva della Figc.

“Confronto con Tommasi? No, ancora no. L’ho intravisto ma ancora non ci siamo visti, la notte io dormo mentre gli altri fanno picchetti…“. Lo dice Gabriele Gravina, presidente della Lega Pro, nel giorno dell’Assemblea elettiva della Figc che lo vede candidato alla presidenza. Al momento non si prospetta nessuna alleanza con l’altro candidato Damiano Tommasi (Aic), dal quale ieri sera ha atteso invano un incontro per convincerlo a convergere sul suo nome e ritirare la sua candidatura contro quella di Cosimo Sibilia (Lnd), il favorito in caso di corsa a tre visto il peso del 34% della sua componente. “Aspettiamo, ci sarà un momento in cui per regolamento ci sarà una convergenza. Cercheremo di capire quale sarà“, spiega Gravina nel giorno dell’Assemblea elettiva della Figc all’Hotel Hilton di Fiumicino. “Tiri mancini? Non danneggiano me, la responsabilità è di chi li fa – risponde il numero uno della Lega Pro -. Io sono sereno e tranquillo, devo dare solo la mia disponibilità poi sono gli altri che devono cogliere questa opportunità. Poi se ci sono anche atti di grande scorrettezza, non è il destinatario della scorrettezza che paga pegno ma i soggetti che la pongono in essere. Se ho parlato con Ulivieri? Certo, ci ho parlato e mi sembra abbastanza convinto e in linea con le sue indicazioni di qualche giorno fa“, evidenzia Gravina riferendosi al numero uno dell’Aiac, che ieri sera ha indossato invano i panni di mediatore fra lo stesso Gravina e Tommasi, intenzionato ad andare avanti con la sua candidatura come ribadito anche oggi. “Ascoltando la A e la B che danno indicazioni su Gravina – conclude – credo che Ulivieri si atterrà a questo“.

«Siamo ai nastri di partenza e non stiamo trattando. Ci sono tre candidati, poi parleranno le urne. Sulla carta nessuno ha il 51%, vediamo quali saranno le possibili soluzioni. Io non sto facendo calcoli, a me interessa cosa deve fare la federazione. Dobbiamo capire che questo è un momento storico particolare, siamo qui per la mancata qualificazione al Mondiale e dobbiamo dare una risposta adeguata». Così il candidato presidente della Figc, Damiano Tommasi, in attesa della assemblea elettiva a Fiumicino. «Io ago della bilancia? Io voglio fare il presidente ed i calciatori mi hanno candidato perché credono che un cambiamento sia possibile, soprattutto culturale – aggiunge il numero uno dell'Assocalciatori -. Dobbiamo avere la consapevolezza di cosa vogliamo fare in futuro. Questa elezione dovrà essere diversa da quelle scorse. Se così non sarà, probabilmente vuol dire che questa consapevolezza non c'è. Sibilia ha detto che corre solo per vincere? Sono pochi quelli che corrono per non vincere… Se uno si candida è per fare il presidente».

«Troppi tre candidati alla Figc? L'ho sempre detto. Non si è riusciti a fare sintesi e a capire realmente quali riforme concrete fare». Sono le parole di Demetrio Albertini, candidato alle elezioni Figc nel 2014, a Fiumicino per le elezioni federali. «Sono due situazioni un pò differenti rispetto al 2014 quando eravamo due candidati. Con Tavecchio ci eravamo visti più volte nei giorni precedenti per capire quale era la situazione. Credo che in queste ore, nelle ultime riunioni che si stanno facendo, si sta delineando la possibilità di prevenire quello che può accadere successivamente», ha aggiunto l'ex giocatore del Milan. «Cosa succederà dalla seconda votazione? Non lo so perché non ho partecipato a nessuna riunione. Damiano è un amico. Non so cosa accadrà, lui rappresenta una componente che ha voluto candidarlo. Bisognerà capire loro cosa decideranno di fare dopo la valutazione della prima votazione», ha concluso Albertini.

«Peccato che i candidati non siano riusciti a trovare un punto di sintesi per fare fronte al grave momento che sta attraversando il nostro calcio. Mi sono un pò pentito di non essermi candidato alla presidenza federale perché la mia associazione avrebbe potuto dare molto anche a quel livello». Così il presidente dell'Aia, Marcello Nicchi, nel suo intervento all'assemblea elettiva della Figc. Nella 'dichiarazionè non esplicita di voto Nicchi si è rivolto ai tre candidati: prima a Tommasi ha detto che «non bisogna chiudersi nel mondo delle componenti tecniche». A Sibilia invece ha rimproverato di non averlo mai chiamato «spero non sia perché l'Aia pesa poco», mentre ha ringraziato Gravina «che ha messo in evidenza i nostri problemi che si possono risolvere in fretta». Infine ha fatto un augurio ai tre contendenti a scegliere «la strada giusta».ilmessaggero.it

Categorie
POLITICA SPORTIVA

«Lega Calcio, nervi tesi: rissa sfiorata tra Marotta e Lotito»

Clima teso in Lega, durante l'assemblea dei club riuniti per trovare un accordo sulla presidenza. Ennesima riunione a vuoto con uno scambio verbale molto acceso e anche un contatto fisico tra Lotito Marotta, secondo quanto ricostruisce La Repubblica. Il presidente della Lazio avrebbe detto all'ad della Juve: "qua so' tutti impiegati". Marotta avrebbe reagito, costringendo gli altri partecipanti all'assemblea ad intervenire per dividerli e scongiurare una rissa.corrieredellosport.it

Categorie
POLITICA SPORTIVA

Clamoroso in Lega Calcio: Tavecchio verso la presidenza

Tavecchio prepara il grande ritorno, con la regia di Urbano Cairo, Lotito e De Laurentiis. Dopo la mancata qualificazione dell'Italia ai Mondiali aveva dato le dimissioni da presidente della Figc. Adesso potrebbe rientrare nel calcio come presidente della Lega Calcio, di cui è già il commissario da nove mesi. Tavecchio si sta già muovendo e sembra che molti club siano intenzionati a votarlo. Ci sarebbero i presidenti di Torino, Lazio e Napoli in prima fila a spingere per questa soluzione. Qualcun'altro però sostiene che non abbia i numeri per centrare l'obiettivo. Venerdì potrebbe essere il giorno dell'elezione. 

L'AD – Per il ruolo di ad circolano due profili spagnoli, l'attuale presidente della Liga, Javier Tebas (caldeggiato da Cairo), e l'ex dg, Francisco Roca, oltre a Luigi De Siervo, ad di Infront, advisor della Lega.

LE DIMISSIONI – Tavecchio si era dimesso il 20 novembre con una conferenza stampa destinata a restare nella storia del calcio italiano. Per la presidenza della Figc attualmente ci sono tra candidati: Gravina, Tommasi e Sibilia. corrieredellosport.it

Categorie
POLITICA SPORTIVA

Nicchi sulle elezioni FIGC: “Se rimarranno tre candidati ci asterremo, il commissariamento non è da escludere”

«Spero che entro il 29 i tre candidati usino la loro intelligenza per arrivare ad una soluzione condivisa. Andare con tre candidati è devastante, se sarà così noi al primo turno non votiamo, perchè eleggeremmo un presidente che in Consiglio non ha i numeri per fare le riforme». Parola del presidente degli arbitri Marcello Nicchi a Radio sportiva sulle elezioni per la nuova guida della Figc. «Non si può cambiare il calcio a colpi di maggioranza. Il commissariamento? Spero che non ci sia, ma non lo posso escludere». Ilmessaggero.it

Categorie
POLITICA SPORTIVA

Roma e Juventus, ecco il patto contro il potere di Lotito

La filosofia del «Dividi et impera» stavolta non è servita a Claudio Lotito, anzi. Se possibile gli si è ritorta contro compattando il fronte dei suoi oppositori. Fino a qualche tempo fa il presidente della Lazio si muoveva con leggiadria negli ingranaggi di Lega e Federcalcio, oggi molto è cambiato. Un ampio e qualificato gruppo di società ha deciso infatti di unire le forze per una riforma reale, in contrasto con la politica del presidente biancoceleste in cerca da sempre di posizioni di controllo. Le società alleate non escludono lo spettro del commissariamento agitato dal numero uno del Coni, Giovanni Malagò. Impossibile farlo adesso, ma in futuro potrebbe dare il via ad un effetto domino che da più parti viene auspicato. Non è un segreto che Lotito non sia riuscito a tramutare in altrettante firme gli appoggi che aveva incassato a parole. Una sconfitta che potrebbe risultare decisiva per i suoi piani di entrare in Consiglio Federale. 

NUOVO ASSE
Da tempo, su questo fronte, di certo non sul campo, Roma e Juventus hanno stretto un’alleanza. Agnelli qualche mese fa si era riavvicinato a Lotito, senza mai però sposarne in pieno i progetti. Le distanze restano. E sono le stesse dei giallorossi e di altre squadre come Torino, Inter, Fiorentina, Bologna e Sassuolo per citarne alcune. Il Napoli galleggia nel mezzo. Un muro che ha resistito ai vari colpi sparati dal patron biancoceleste, al quale in passato tutto riusciva più semplicemente, proprio perché non c’era mai stata una reale e nutrita controffensiva. Non è un caso che da quando la serie A è stata commissariata Lotito abbia trovato mille ostacoli sul cammino che aveva tracciato, almeno nella sua testa. I club contrari si sono detti stanchi di questo sistema di apparentamenti messo su dal numero uno biancoceleste per tenere in scacco i club e portarli dalla sua parte. Forse, in altri tempi, sarebbe riuscito a far eleggere i vertici della Lega di serie A. Stavolta è stato stoppato. 

PESO DEI VOTI
L’obiettivo principale resta quello di mettere fuorigioco Lotito e ricalcolare il peso dei voti per ogni Lega. «La Lega Pro ha un 17% calcolato su 90 squadre. Oggi sono 58. Impossibile che la percentuale sia ancora la stessa. La serie A deve contare più del 12%». Praticamente impossibile trovare una via per commissariare la Figc. La rivoluzione deve fare i conti con regole e numeri. Esiste una sola condizione affinché il sistema collassi su se stesso, ossia che il 29 gennaio non si riesca ad eleggere un presidente. Il gruppo dei contrari mal digerisce sia Gravina sia Sibilia: troppo in continuità con il passato e a difesa dei propri interessi. Andrebbero al voto tappandosi il naso e scegliendo la posizione più oggettiva tra i due. Di certo continueranno la battaglia per la governance della Serie A. 

IL TIMORE
Intanto il 22 gennaio si ritroverà la Lega di A. Il caos regna sovrano. Bisognerebbe eleggere gli organi, non sarà così. Più facile che si continui a discutere di diritti tv: l’interesse principale delle 20 squadre del massimo campionato. Lotito fa i calcoli. Non molla la sua idea di fare il vice presidente vicario della Federcalcio. Ha un bottino di 9 voti da scambiare. Ma c’è qualcosa che lo preoccupa in questa sua corsa: la Lega dovrà votare i due consiglieri federali, e non è detto che stavolta riesca a spuntarla. ilmessaggero.it