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Ora è ufficiale: Squadre B in Serie C dalla stagione 2018/19

Recentemente è arrivato l'annuncio da parte del vice commissario FIGC, Alessandro Costacurta, ora è la stessa Federazione a dare l'ufficialità sul suo sito ufficiale: a partire dalla prossima stagione le società potranno iscrivere le proprie Squadre B al campionato di Serie C.

Inizialmente le seconde squadre saranno inserite in caso di eventuali buchi nell'organico dei 60 club che parteciparanno ai tre gironi di terza serie, per poi entrare a pieno regime dalla stagione 2019/20.

In caso di vacanza di organico nel Campionato Serie C 2018/2019, l’ordine d’integrazione sarà il seguente: una Seconda squadra di Serie A, una società retrocessa dalla Serie C e una società che abbia disputato il Campionato di Interregionale.

Le Squadre B potranno essere promosse in Serie B, a patto che non si tratti del campionato in cui milita la prima squadra e che non sia uno superiore, e potranno partecipare soltanto alla Coppa Italia di Serie C e non a quella nazionale.  Se al termine della stagione si verificherà la compresenza delle due squadre, quella B dovrà quindi partecipare al torneo subito inferiore. Inoltre 

Qualora invece la seconda squadra venga retrocessa in Serie D, la società di riferimento non potrà iscriversi al Campionato dilettantistico e potrà accedere con la seconda squadra al Campionato di Serie C successivo, una volta che siano state soddisfatte le richieste delle nuove seconde squadre.

Capitolo rose: le Squadre B potranno inserire nella distinta di gara 23 calciatori, di cui 19 calciatori nati dal 1 gennaio 1996 e almeno 16 calciatori inseriti nella distinta di gara dovranno essere stati tesserati in una società di calcio affiliata alla FIGC per almeno sette stagioni sportive.

I passaggi di calciatori tra prime e seconde squadre saranno consentiti, a patto che un giocatore non abbia collezionato 5 presenze nel campionato con la società di riferimento: in quel caso non potrà essere utilizzato dalla Squadra B.GOAL.COM

 

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Seconde squadre, l’annuncio di Costacurta: “Giocheranno in Lega Pro”

Alessandro Costacurta annuncia l'introduzione delle seconde squadre: "Ci sarà un bando. I club di Serie A potranno chiedere di iscrivere il loro secondo team al campionato di Lega Pro. Le squadre B saranno composte da calciatori under 21, con la possibilità di introdurre due fuoriquota under 23" ha detto il subcommissario della Figc. Poi un'apertura per Pirlo e Maldini in Federazione: "Con loro si potrebbero ricostruire le basi". 

– Le seconde squadre Quello delle seconde squadre è un rinnovamento rivoluzionario per il nostro calcio, di cui si parlava da tempo. E alla rivista Undici, Costacurta ne ha ufficializzato l'introduzione a partire dalla prossima stagione: "Le secondo squadre che i club di A decideranno di iscrivere giocheranno in Lega Pro e occuperanno i posti dei club che non si iscrivono. Quest'anno non ci saranno ripescaggi e i "buchi"saranno occupati dai club che aderiranno al bando" ha speigato.

– Under 21 Ma come saranno composte queste seconde squadre? "Le squadre B saranno composte di calciatori under 21, con la possibilità di introdurre due fuoriquota under 23. E dovranno avere in rosa un numero minimo di giocatori convocabili per le Nazionali italiane che stiamo definendo. Le squadre parteciperanno al campionato regolarmente, potendo essere promosse o retrocedere. Con un'unica limitazione: non potranno mai giocare nel campionato della prima squadra" ha detto Costacurta. 

– Ripensare il settore tecnico Costacurta ha parlato anche della necessità di ripensare il settore tecnico: "Oggi il corso di preparazione alla carriera da allenatore di Coverciano è lo stesso che ho fatto io. Ma siamo nel 2018. Le ore di match analysis sono poche, lo scouting è sottovalutato, i sistemi di preparazione sono poco aggiornati. Non possiamo giustificarci dicendo che i nostri allenatori ogni anno dominano in Europa". 

– Futuro azzurro – Tutte novità, quelle annunciate da Costacurta, che dovrebebro poi portare alla ricostruzione della Nazionale: "Abbiamo davvero tanti ragazzi attorno a cui possiamo costruire molto. Sono pronti. Sono ottimi giocatori, qualcuno anche un campione: Donnarumma, Caldara, Romagnoli, Rugani, Pellegrini, Bernardeschi, Chiesa. Questi sono già solidi e con loro cresceranno gli altri" ha detto l'ex milanista. "Subito dopo la partita contro l'Argentina, a Manchester, ho avuto la netta sensazione che la squadra abbia patito troppo le critiche. Alcune giuste, altre molto meno. Comunque, la risposta è stata quella di un gruppo che va ricostruito emotivamente più che tecnicamente" ha detto a proposito dell'attuale situazione azzurra.

– Messaggio a Maldini e Pirlo E a proposito di Nazionale, per il futuro tutto o molto dipenderà dal nuovo assetto che si dovrà dare la Federazione: "Credo che gli ex giocatori, o comunque persone che sono state in campo, debbano occuparsi del Club Italia e del settore tecnico. Credo sia importante perché è con loro che possiamo ricostruire le basi per tornare a essere competitivi. Ho parlato di Andrea Pirlo, di Paolo Maldini e di altri. Uno di questi campioni ci vuole" ha ammesso. sportmediaset

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Uva: «La Uefa è favorevole alla Var ma i tempi non sono brevi»

«La Federazione italiana è stata all'avanguardia a introdurre il Var, la Fifa ha deciso di accelerare portandolo ai Mondiali. L'Uefa non è contraria, pensa che sia un percorso di non ritorno. I tempi non saranno brevi». Lo ha detto Michele Uva, direttore generale della Figc e vicepresidente Uefa, in un incontro a Dogliani sul rinascimento del calcio italiano. «Le partite sono tantissime, 5.000 tra tutte le coppe, ci vorrebbero troppi arbitri e dovrebbero provenire solo dai Paesi che lo usano. È un percorso complesso che richiederà anche investimenti in tecnologie», ha aggiunto.ilmessaggero.it

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Diritti tv, è caos: rischio Serie A al via senza copertura televisiva?

Jaime Roures, catalano, patron di Mediapro, bluffava clamorosamente quando si era presentato in assemblea di Lega di serie A, a Milano, e in cinque minuti aveva rassicurato i venti presidenti di A, Micciché e Malagò: "Tranquilli, il 26 aprile depositeremo la fidejussione da un miliardo di euro più Iva".

Ieri non ha depositato niente: ha trovato solo alibi, aspetta che il tribunale civile di Milano il 4 maggio decida sul ricorso di Sky e "spinge" ancora per il Canale della Lega. Solo un "ricatto", dicono i presidenti, che adesso sono davvero furibondi e sempre più preoccupati. Il 19 agosto parte il campionato di A e a questo punto, visti i tempi, c'è il rischio reale che non ci sia copertura tv.

Ma non è solo questo: le società più fragili, diciamo così, sono solite farsi anticipare dalle banche i soldi dei diritti tv. Che faranno adesso? Andranno a bussare alla porta di Gaetano Micciché, presidente della Lega ma soprattutto banchiere (Banca Imi, gruppo Intesa Sa Paolo)? Se la Figc è nel caos più totale (vedi Spy Calcio del 26 aprile), non è che la Lega maggiore stiamo meglio. La vicenda dei diritti tv è iniziata nel giugno dello scorso e chissà quando finirà. Sky tace e aspetta il giudice che per ora ha sospeso il bando Lega-Mediapro. Il 4 maggio entrerà nel merito, sentiti gli avvocati del colosso spagnolo-cinese: visto il provvedimento di sospensione è probabile, molto probabile, che il giudice dia ragione a Sky. La procedura ex articolo 700 cpc prevede quindi che Mediapro possa fare ricorso al Collegio ma i tempi si allungherebbero almeno sino a metà giugno con la possibilità di dover rifare tutto daccapo. Questo la scenario più probabile. Immaginatevi il panico dei club.

E il Canale della Lega? È l'obiettivo di Mediapro che è pronta a lavorare con Be In sport, emittente legata ad Al Jazeera con la quale lavora già in Spagna. Ma molti club (Juve e Roma in testa) sono contrari, anche a Sky l'ipotesi non può stare bene. Che farà adesso la Lega? Probabile debba aspettare almeno la sentenza del 4 maggio prima di mettere in mora Mediapro, che garantisce di avere sufficiente solidità finanziaria. Vicenda complessa, con rischi che ci si trascini per tribunali chissà quanto tempo.

La Lega intanto il 7 maggio cercherà di completare la sua governance: dopo Micciché da coprire ancora otto ruoli. Malagò-Micciché cercano la mediazione, così potrebbe finire il commissariamento. Vista la delicatissima e complessa vicenda dei diritti tv, si cercherà di chiudere per un amministratore delegato di alto profilo. In pole position Paolo Dal Pino, manager dalle esperienze mondiali che riscuote la fiducia di moltissimi club, dei vari schieramenti sinora contrapposti. Malagò vorrebbe Marzio Perrelli, ma è un banchiere come Micciché: due forse sono troppi. Stefano Domenicali si è praticamente tirato fuori: ha chiesto 4 milioni (lordi) all'anno, quanto guadagna come presidente e ad di Lamborghini. Cifra ritenuta troppo alta dai presidenti di Lega, soprattutto di questi tempi. L'ad della Lega dovrebbe prendere intorno ad un milione e duecento (netti) a stagione: Urbano Cairo voleva Jaime Tebas, ad della Liga di Spagna, e ora è seccato con Malagò che gli ha fatto saltare il piano.Repubblica.it 

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Scudetto-Champions, finale thrilling. Gare in contemporanea: “Ok se c’è accordo con tv”

«Juve-Napoli? Finalmente abbiamo il campionato più attraente e thrilling del mondo, è coinvolta tutta la Serie A e questa è una nota di merito. Penso che tutta Europa ce lo invidia». Così il presidente del Coni e commissario della Lega di A, Giovanni Malagò, commentando la giornata di campionato che ha visto il Napoli vincere in casa della Juventus riaprendo la lotta scudetto. «Il Napoli aveva un risultato solo – l'analisi di Malagò a margine dell'incontro gli arbitri in scena a Palazzo H – il calcio è questo: il campionato è molto divertente». Anche secondo il commissario straordinario della Figc, Roberto Fabbricini, l'impresa dei partenopei rappresenta «il bello del campionato, domenica ci sono stati verdetti su tutti i campi, è stata una giornata bellissima».

«Giocare le ultime gare in contemporanea? Sarebbe giusto, ma se le squadre hanno stabilito determinate regole a inizio stagione e quelle regole sono state accettate con le tv, che sono la loro massima fonte di introito, poi non è corretto cambiare in corsa. Non ho nulla in contrario, ma le parti d'accordo per correttezza devono essere due».Lo ha detto il presidente del Coni e commissario della Lega di A, Giovanni Malagò in vista delle ultime 4 partite di campionato con titoli e obiettivi ancora tutti da assegnare. Sull'argomento è intervenuto anche il commissario straordinario della Figc, Roberto Fabbricini, secondo il quale «questo è un discorso da affrontare in Lega – ha specificato ai microfoni Rai – sarebbe giusto anche perché è stato tormentone per tutta la stagione. Alla fine però il calcio si gioca sul campo e al di là della contemporaneità si deve dare tutto in campo fino in fondo».ilmessaggero.it

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Diritti tv, arrivato in Lega Serie A l’anticipo di 50 milioni di Mediapro

È appena stato notificato – apprende l'agenzia Ansa – alla Lega calcio di serie A il versamento dell'acconto per i diritti tv del triennio 2018-21 da parte di Mediapro. Il gruppo audiovisivo spagnolo, vincitore del bando in qualità di intermediario indipendente, ha accreditato l'importo dovuto (50 milioni di euro più Iva) con un giorno di anticipo sulla scadenza fissata.ilmessaggero.it

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Gaetano Miccichè eletto presidente della Lega all’unanimità

 Gaetano Miccichè è stato eletto presidente della Lega Serie A all'unanimità. I 20 club in assemblea a Milano hanno confermato il consenso unanime per il presidente di Banca Imi, la banca di investimento del Gruppo Intesa Sanpaolo.

IL PROFILO – Nato a Palermo il 12 ottobre 1950, il nuovo presidente della Lega Serie A Gaetano Micciche', puo' contare su una carriera professionale ricca di risultati e successi. Nominato Cavaliere del Lavoro il 31 maggio 2013 dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, al nuovo numero uno della Confindustria del calcio sono riconosciute riservatezza e doti capaci di portare alla risoluzione di problematiche complesse.Laureato in Giurisprudenza, Micciche' inizia la sua carriera professionale nel febbraio 1971 presso la Cassa Centrale di Risparmio delle Province Siciliane, raggiungendo successivamente la carica di Responsabile Clientela Corporate. Nell'aprile 1989 passa alla Rodriquez SpA come Direttore Centrale Finanza. Nel novembre 1992 assume la carica di Direttore Generale della Gerolimich-Unione Manifatture, Gruppo quotato alla Borsa Italiana.Nel gennaio 1996 viene nominato Direttore Generale di Santa Valeria SpA, gruppo quotato alla Borsa Italiana e nell'ottobre 1997 diventa Amministratore Delegato e Direttore Generale di Olcese SpA. Dopo l'MBA alla Bocconi, lascia la banca per entrare nel mondo dell'impresa, chiamato a risanare gruppi industriali in crisi attraverso la gestione e la riorganizzazione di stabilimenti e sedi in Italia e all'estero. Nel 2002 il ritorno in banca, come responsabile del Merchant Banking di Intesa Sanpaolo, istituto per il quale ha ricoperto incarichi di sempre maggiore responsabilita'. Un percorso che dal febbraio 2010 all'aprile 2016 lo porta a diventare Direttore Generale di Intesa Sanpaolo, e successivamente anche membro del Consiglio di Gestione fino al 2016. Responsabile della Divisione Corporate e Investment Banking di Intesa Sanpaolo da gennaio 2007 all'aprile 2016 e Amministratore Delegato di Banca IMI da ottobre 2007 a marzo 2015. Oggi e' Presidente di Banca IMI e consigliere di RCS SpA.corrieredellosport.it

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Lega Serie A, Lotito sbatte contro i riformisti

Assegnati i diritti televisivi, in via Rosellini continua la guerra fredda per eleggere una nuova governance. Nelle ultime ore Urbano Cairo avrebbe cercato un'intesa con Claudio Lotito per votare Giuseppe Vegas (è il nome, già fatto a fine novembre, dal numero uno della Lazio) come presidente di Lega e Javier Tebas come amministratore delegato. Si sa, lo spagnolo piace tantissimo al patron del Torino, che vorrebbe affidargli questo incarico inedito nell'organigramma della massima serie italiana. Ma gli altri club riformisti – Bologna, Cagliari, Fiorentina, Inter, Juventus, Roma, Sampdoria, Sassuolo e Spal non vogliono seguire il Torino e non hanno nessuna intenzione di scendere a patti con i lotitiani. Anzi, le nove società vogliono aspettare il ritorno di Giovanni Malagò (previsto per il 25 febbraio), ora in Corea perché domani iniziano i Giochi Olimpici invernali: «I diritti tv a MediaPro? Siamo stati fortunati, evidentemente avevano fatto un buon lavoro prima», il commento del presidente del Coni (e commissario della Lega serie A) da Pyeongchang.
IL PATTO DI ROMA
Ma facciamo un po' di ordine. I club a favore di Lotito sono otto e vorrebbero tentare un golpe nel giorno di San Valentino, il 14 febbraio, approfittando dell'assenza di Malagò per eleggere una nuova governance. In sostanza, un estremo tentativo di cercare un accordo che manca addirittura dal 21 aprile 2017, giorno dell'addio di Maurizio Berretta. È questo il motivo che ha spinto Cairo a dialogare con il patron biancoceleste. Lo stesso Tebas ieri si trovava a Roma e in un hotel del centro ha incontrato Lotito. Dal 2013 è presidente della Liga – e in Spagna scrivono che gli sia stato proposto il rinnovo del contratto – e insieme a Jaume Roures (sì, proprio il capo di MediaPro) ha reso ricco il calcio iberico. Inoltre, pur non avendo ottimi rapporti con Fifa e Uefa, Tebas si è battuto perché il calcio italiano non avesse dal prossimo anno quattro squadre in Champions ed è per questo che la sua candidatura non sta ottenendo il consenso di tutti.
LA RICHIESTA DI LOTITO
In cambio della nomina del 55enne di origini del Costarica, Lotito ha fatto una richiesta: votare Giuseppe Vegas, numero uno della Consob, come presidente della Lega serie A. Il suo nome era già stato fatto a fine novembre («Se è per fare qualcosa di buono, uno è sempre disponibile», il suo commento quando era stato interpellato a margine dell'inaugurazione dell'anno accademico della Bocconi) senza però raggiungere i 14 voti necessari. Ieri a Roma Lotito ha incontrato anche lui per sondare il terreno e capire se può portare avanti il suo nome tra sei giorni. Seppur distante, dalla Corea Malagò è sempre in stretto contatto con Paolo Nicoletti e Bernardo Corradi, i due vice commissari. A chilometri di distanza non gli è difficile dedurre che al suo rientro – in caso di mancato accordo appunto tra i due schieramenti – ci sarà da lottare. Ma almeno una conferma l'ha avuta: nella Lega serie A non c'è unità. Lo attende un lavoro davvero duro.ilmessaggero.it

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Accordo Lotito-Cairo, Tebas in segreto a Roma: sarà lui l’ad della Lega di A

 venti presidenti della Lega di serie A, forti dei (tanti) soldi dei diritti tv, adesso vogliono contare di più. E vogliono sbrigarsela da soli, approfittando dell'assenza del commissario Giovanni Malagò, in Corea per i Giochi invernali. Qualcuno c'è anche rimasto male perché il numero 1 dello sport ha mandato solo una lettera e non si è presentato lunedì scorso all'assemblea di Milano, quella che ha assegnato i diritti tv a Mediapro. Ma Malagò era più che giustificato: sabato è partito per la Corea, aveva impegni istituzionali (con il Cio e con gli sponsor) e poi gli atleti avevano reclamato la sua presenza ai Giochi. Non poteva, quindi, essere a Milano, e nemmeno spostare la partenza per l'Estremo Oriente. "Siamo stati fortunati, evidentemente avevano fatto un buon lavoro prima", Giovanni Malagò commenta così da Pyeongchang l'assegnazione agli spagnoli di Mediapro dei diritti tv della serie A per il triennio 2018-2021. Il capo dello sport italiano ha aggiunto di avere "seguito l'assemblea della Lega in diretta" dalla Corea. Alcuni presidenti, comunque, vogliono approfittare del fatto che Malagò sarà in Corea sino al 25 (a meno che anticipi il rientro) e definire tutte le cose al loro interno, tagliandolo di fatto fuori. Per questo, 8 società hanno chiesto ai due vicecommissari Nicoletti e Corradi di indire un'assemblea elettiva per il 14 febbraio, giorno di San Valentino. Per fare il golpe in assenza di Malagò comunque ci vogliono 14 voti, si possono trovare solo se c'è un accordo Lotito-Cairo. Si va in quella direzione ormai.

I club riformisti sono sette (Juve, Roma, Inter, Sassuolo, Samp, Fiorentina, Samp) e si oppongono al progetto di Lotito e dei suoi alleati di votare adesso. Anche a Cairo non piace il commisariamento di Malagò e poi vuole fare votare lo spagnolo Javier Tebas come amministratore delegato della Lega di serie A, una carica nuova nel panorama italiano. Tebas, come si sa, ha simpatie franchiste, è presidente della Liga professionale di Spagna che vorrebbe rinnovargli il contratto (guadagna 629.033 euro fissi più circa 200.000 variabili), ed è amico e socio in affari di Jaume Roures, catalano e indipendentista, l'uomo che con Mediapro ha fatto ricco il calcio spagnolo e ora è approdato anche in Italia. La scelta di Tebas, quindi, fa discutere. C'è aria di conflitto di interessi e in più il n.1 della Liga per sbarcare a Milano ha chiesto un milione e duecentomila (netto) per sé e 600.000 euro (netti) per il suo braccio destro. Tebas oggi è a Roma, in gran segreto, e con Lotito sta facendo colloqui riservati in alcuni hotel del centro. Cairo ci tiene molto a lui, conoscendo bene il mercato del calcio in Spagna e avendo anche interessi editoriali. In corsa c'è (o c'era vista la piega che sta prendendo la vicenda) per diventare ad, anche Luigi De Siervo, ora a Infront Italia, l'uomo che ha portato nelle casse dei presidenti 1500 milioni. Probabile che alla fine venga scelto Tebas, il cerchio di Cairo è quasi chiuso.

Il giorno di San Valentino, quindi, si cercherà di chiudere il discorso della governance. Per la presidenza è in corsa Umberto Gandini, ora ad della Roma, che però non ha ancora garantito la sua disponibilità. Lotito, come al solito molto attivo, propone Vegas, ex Consob, uomo di centrodestra come lui, oppure il generale Del Sette. Lotito non vuole un uomo di calcio, la sua "passione" sono soprattutto i magistrati e i militari. Ma Lotito vuole una poltrona per sé, eccome. Dopo aver ricordato ai suoi colleghi che "dal 5 marzo cambieranno molte cose", essendo lui candidato per Forza Italia in un collegio blindato, ha spiegato chiaramente che uno dei quattro posti riservati ai club in consiglio di Lega deve essere suo. Gli interessa poco, al momento, entrare in consiglio federale, essendo la Figc commissariata. Di questo, semmai, si parlerà più avanti (i posti per la Lega di A nel governo del calcio sono tre, il presidente e due consiglieri: in corsa c'è anche Beppe Marotta). In consiglio di Lega, fra i tre indipendenti, uno dovrebbe essere Marco Brunelli, stimatissimo dg della Lega, mentre, al momento, Carlo Tavecchio non avrebbe molte speranze di entrare. "Non è stato nemmeno menzionato", ci hanno spiegato. Ma lui non è tipo che si arrende facilmente, e ultimamente si è riavvicinato molto a Lotito.

La Lega di A è la locomotiva del calcio italiano, nei prossimi tre anni dovrà distribuire ricavi per 5 miliardi e mezzo, è giusto quindi che si dia una dimensione moderna e più manageriale. Ma senza consegnarsi del tutto in mani spagnole: anche da noi ci sono dirigenti preparati. Di sicuro molti club, soprattutto medio piccoli, non hanno alcuna intenzione di scendere da 20 a 18 squadre, "almeno per tre anni non se ne parla nemmeno" assicurano dopo aver visto i soldi dei diritti tv e del paracadute. Per questo non è piaciuta la dichiarazione del commissario Figc, Fabbricini, poco amato a Milano così come Malagò. La Lega di A vuole contare di più: ora è al 12 per cento, mentre la Dilettanti vale il 34% e la Lega Pro il 17%. "Dobbiamo arrivare almeno al 20 per cento", spiegano i presidenti di A: ma a scapito di chi? Sibilia e Gravina sono pronti a fare le barricate e a Nicchi guai se gli tocchi il suo due per cento. Chi deciderà quindi di cambiare i pesi elettorali? Fabbricini o un'assemblea straordinaria?

Giochi olimpici, ogni minuto sarà live su Eurosport
Ogni minuto dei Giochi olimpici invernali di PyeongChang 2018 sarà live su Eurosport. Parte infatti tra pochi giorni la prima avventura olimpica targata Eurosport per quella che si annuncia la prima edizione "fully digital", in grado far vivere allo spettatore un'esperienza totalmente immersiva. Una programmazione senza precedenti, in grado di raggiungere sempre più persone, su tutti gli schermi e tutti i device disponibili. Un'imponente macchina editoriale arricchita dallo sforzo produttivo di Eurosport Italia, grazie a un canale interamente dedicato agli atleti italiani e alle principali competizioni, lo studio da Milano, le dirette da PyeongChang e da Casa Italia, news, magazine, approfondimenti e curiosità. Il tutto con un team di supertalenti capitanato da Giorgio Rocca, Elisa Di Francisca, Karen Putzer, Gabriella Paruzzi e tanti altri volti che ogni giorno si alterneranno in studio. Oltre 900 ore di live action, più di 4000 ore di copertura e ogni secondo di tutte le discipline live. Ma non finisce qui. La tecnologia entra prepotentemente ai Giochi Olimpici e grazie a Eurosport Cube ci sarà per la prima volta uno studio virtuale: grazie alla realtà aumentata, all'esperienza di Bode Miller e di tutti i talent presenti in Corea, gli appassionati potranno scoprire ogni segreto delle singole discipline e di tutti i fuoriclasse presente in Corea. Il 9 febbraio prende ufficialmente il via la programmazione di Eurosport Italia dedicata ai Giochi Olimpici. Si parte con la diretta alle 11.30 su Eurosport 1 con la cerimonia di apertura e l'accensione del braciere olimpico. Una lunga diretta con collegamenti dalla Corea, da Casa Italia e approfondimenti da Milano. A partire dal 10 febbraio prende il via il palinsesto che accompagnerà gli spettatori per tutti i successivi 15 giorni. Tutti i giorni le competizioni saranno in diretta dall'1.30 di notte fino alle 16.00, sempre su Eurosport 1.Repubblica.it

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Coni nel calcio: ecco le aree di intervento

A pochissimi giorni dal commissariamento del calcio italiano, abbiamo un’idea piuttosto chiara sulle aree d’intervento. Fabbricini, in varie esternazioni post nomina, e Costacurta ospite(?) a Sky, hanno tracciato gli obiettivi:a) ridurre il numero delle squadre di Serie A;b) limitare il numero degli extracomunitari;c) introdurre le seconde squadre; d) riorganizzare la giustizia sportiva;e) individuare e nominare il nuovo ct della Nazionale.Riforme e obiettivi oltretutto assai vicini al programma di Tommasi. L’entusiasmo e la voglia di fare dei  protagonisti sono evidenti, positivi,oltreché condivisibili, ma saranno solo i fatti concreti a dettare il giudizio nell’arco dei mesi.Il cammino è stimolante e difficile:per poter concretizzare gli obiettivi sarà fondamentale cambiare, indirizzare e gestire la Serie A. Proprio oggi è in programma un’assemblea sui diritti tv, “madre di tutte le battaglie”,che, seppur non definitiva,sarà comunque indicativa sugli umori e gli eventuali sviluppi futuri.In tema di campionato, per dirla in gergo ciclistico,è stata una tappa di trasferimento.ilmessaggero.it