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Elezioni FIGC – I “Ribelli” scelgono il candidato alla presidenza: Gabriele Gravina

Quando li hanno visti arrivare, perfino Lotito incredibilmente puntuale, gli altri hanno capito l’antifona. Non doveva essere una riunione riservata ai presidenti? Ora, che sia stato tutto organizzato, con il presidente Gaetano Micciché nel ruolo del poliziotto buono e i consiglieri Marotta e Lotito nei cattivi, o sia stata solo la necessità di portare al tavolo tutte le anime della Serie A, che proprio non ce la fa ad esprimere un’unica linea, comunque presentarsi con le truppe non ha facilitato un avvio soft dell’incontro con le altre componenti federali.

DISTANZE Tutt’altro, all’inizio e per una buona mezz’ora è stato come un dialogo tra sordi: Micciché che a dispetto dei pesi elettorali rivendicava la leadership della Lega di A, i «ribelli» che opponevano un peso numerico irraggiungibile, quel 73% che potrebbe perfino fare a meno del 20 in quota ai Calciatori, se nelle prossime ore salisse a bordo Renzo Ulivieri con il suo 10% (trattative a buon punto). Da lì ad affrontare il vero nodo dell’incontro, se cioè le sette componenti federali possano convergere su un unico candidato alla presidenza – «È il mio augurio”, ha confessato all’uscita Micciché, comunque il più propositivo del tavolo -, è passato poco: Marotta ha rivendicato il diritto a fare il proprio nome, in rappresentanza della sua parte di A; Lotito ha tratteggiato l’identikit del suo presidente ideale, con i gradi e le stellette (e tutti ovviamente hanno inteso che si riferiva al generale Tullio Del Sette, proposto a suo tempo senza successo per la presidenza della A); Gravina, Sibilia, Nicchi e anche Tommasi hanno tenuto il fronte compatto: «Volete un candidato unico? Basta che votiate il nostro». Che è Gabriele Gravina, decisione ormai presa. Posizione espressa anche pubblicamente, per bocca del presidente Lnd Cosimo Sibilia, che con Gravina ha format un ticket, al riparo da ripensamenti: «Se davvero si vuole arrivare al 100%, si fa meno strada dal 73…». Lapalissiano, ma efficace. Anche se va ancora registrata la tenuta di Damiano Tommasi, che ieri è stato tenuto a rapporto dagli alleati in un vertice pomeridiano nella sede della Lega Dilettanti: sta nel 73% ma è disposto a rinunciare a ogni tentazione (leggi Abodi) e a votare Gravina o comunque uno degli alleati? Il leader Aic ha preso altro tempo e ha promesso di riunire un’altra volta il suo Direttivo, ma la sua posizione è minoritaria e potrebbe presto rassegnarsi.

INTERROGATIVI Se a un mese dal voto (e a 15 giorni dalla scadenza dei termini per la presentazione delle candidature) le distanze sono queste, c’è ancora tanta strada da fare per arrivare ad un accordo. A parole, manifestano tutti la stessa buona volontà di lavorare ad un programma comune. Le parti hanno cominciato a discutere di 4-5 provvedimenti da prendere subito, su format dei campionati, ridistribuzione della ex Melandri, pesi elettorali e giustizia sportiva. «Abbiamo gettato le basi per una piattaforma comune», spiega Micciché che ha aggiornato il tavolo alla prossima settimana. «Sui punti non ci possono essere dubbi, c’è sintonia su tutto», ammette Gravina, frontman dei ribelli, convinti che alla fine anche la Lega di A convergerà. A questo punto il dubbio è se aspetteranno il prossimo appuntamento convocato da Micciché per annunciare ufficialmente il nome del candidato.

CHIARIMENTI Più probabile che attendano il parere del Collegio di garanzia del Coni, cui li ha indirizzati la Figc (dopo un passaggio informale anche con il Governo), su 4 punti controversi del regolamento elettorale, uno in particolare: Gabriele Gravina, che ha già svolto tre mandati da consigliere federale, è candidabile alla presidenza?In caso di risposta negativa, il fronte del 73% ha pronto il piano B, l’inattaccabile Sibilia. Anche la Lega di A ha inviato una richiesta simile sul suo consigliere federale Lotito, eletto prima che l’introduzione nello Statuto del Coni della nuova legge dei mandati lo rendesse incandidabile. Ma qui l’interrogativo è innanzitutto un altro: chi deve rispondere tra la Corte d’Appello di Sergio Santoro, come indica lo Statuto federale, e il Collegio del Coni, chiamato in causa dal regolamento elettorale?

Fonte: La Gazzetta dello Sport

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FIGC: Tommasi resta con i “ribelli” ma non voterà né Gravina né Sibilia

Ora la crepa è ufficiale. Damiano Tommasi non sterza, va dritto per la sua strada, che al momento somiglia molto a quella che il 29 gennaio scorso gli fece vincere il trofeo della coerenza, ma perdere la grande partita delle elezioni, a lui e ai suoi competitori. Oggi fanno parte, o almeno dovrebbero far parte tutti della stessa alleanza, Tommasi, Sibilia, Gravina e Nicchi. Gli azionisti del celebre granitico 73%. Giancarlo Abete li aveva messi insieme intorno al suo nome, ma ora, da capitano non giocatore e non candidabile, ha più di qualche difficoltà a tenerli uniti. Il presidente dell’Aic vuole restare nel perimetro del 73%, ma non intende votare – esattamente come a gennaio -, né Gravina né Sibilia. Ecco dove si è aperta la crepa. «Dobbiamo portare un valore aggiunto nella coalizione, continuiamo a provarci», ha detto ai 52 delegati assembleari che voteranno il 22 ottobre, riuniti ieri in un incontro politico che avrebbe dovuto stabilire una linea definitiva. E invece… «Abbiamo ribadito la volontà di rimanere nel 73%, ma di non riproporre i candidati di gennaio – ha detto Tommasi, che prima del vertice con Miccichè e le altre componenti di giovedì incontrerà Gravina e Sibilia, probabilmente domani -. Va trovato un presidente che faccia sintesi. Su Abete – dice -, al momento non c’è la certezza che non sia incandidabile». In realtà, più che di Abete si parla di Abodi. Tommasi ha raccontato con trasparenza ai suoi delegati i contatti avuti con il presidente del Credito Sportivo nei giorni scorsi. L’idea che accarezza il presidente dell’Aic è lavorare per rendere Abodi il candidato del 73%, ma dovrà passare da Gravina e Sibilia che ad oggi non ne hanno alcuna intenzione. «Abodi? Il nome deve uscire dal 73% e su questa linea ci confronteremo con le altre componenti. Vogliamo mantenere il nostro 20% compatto, cercare di rimanere nel 73%, salvo le condizioni di cui sopra, senza ascoltare altre sirene». Sullo sfondo, resta il quadro desolante di in calcio in balia dei tribunali e nel pieno di nuove polemiche arbitrali. Il prossimo sarà un presidente di transizione, Abodi – che nelle prossime ore chiarirà con il sottosegretario Giorgetti la questione della compatibilità delle cariche – ha già spiegato che non intende andare oltre, ma gli serve consenso per accreditarsi come il presidente di tutti e avviare le riforme a maggioranza qualificata che invocano tutti. «Quella della giustizia sportiva è la principale per evitare ridicole contraddizioni», ha avvertito Micciché, definendo «irrisorio» il peso della Lega A rispetto alle altre componenti. Un altro aspetto da rivedere.

Fonte: La Gazzetta dello Sport

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Elezioni FIGC – La Lega di A scrive ai ribelli: Abodi porterà Tommasi a cambiare idea?

Una lettera a Leghe e componenti tecniche che eleggeranno il presidente della Federcalcio il 22 ottobre all’Hilton di Roma. Che si può riassumere così: da una parte la rivendicazione del ruolo di guida della Lega di A nel sistema calcio, dall’altra un invito a tutti a valutare convergenze programmatiche prima di parlare di nomine e candidature. Gaetano Miccichè prova così ad aprire un nuovo tavolo in vista delle elezioni federali del prossimo 22 ottobre. Il presidente della Lega A si rivolge soprattutto ai protagonisti di quel «patto del 73 per cento» (Calciatori, Arbitri, Lega Pro, Lnd) che nei prossimi giorni potrebbe rompere gli indugi e ufficializzare il suo candidato alla presidenza. Ma se la posizione di Gravina e Sibilia sembra definita sulla strada verso un candidato che sia espressione diretta dei «ribelli» che in questi mesi hanno duramente protestato contro l’allungamento della gestione commissariale di Fabbricini, l’Associazione calciatori è ancora in una fase di studio della situazione. Amplificata anche dalla nascita dell’ipotesi che porta il nome di Andrea Abodi, attuale presidente dell’Istituto per il Credito Sportivo, sostenuto un anno e mezzo fa dall’Aic nella sfida (perduta) con Tavecchio. Il «vertice» fra tutti i soggetti in campo dovrebbe svolgersi giovedì prossimo, a poco più di due settimane dalla scadenza per la presentazione delle candidature. Delle elezioni ha parlato anche Giancarlo Giorgetti, il sottosegretario vigilante sullo sport: «Abodi o Marotta i nomi giusti? Li conosco tutti e due molto bene, quindi sono in conflitto di interessi…Che cosa mi aspetto? Non certo dei risultati subito, ma delle idee chiare per il futuro del calcio italiano: ecco, questo sì».

Fonte: La Gazzetta dello Sport

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Presidenza FIGC: la Lega di A ci prova con Marotta ma la strada è in salita

Commissariata dal 1 febbraio, vittima di spaccature interne e ancora in attesa di trovare una guida autorevole e dalla leadership riconosciuta, la Federcalcio è senza pace. Il commissario Roberto Fabbricini ha convocato per il 22 ottobre l’assemblea federale elettiva e per quella data le componenti, che inseguono obiettivi diversi tra loro, dovranno convergere su un nome che raccolga ampi consensi. Nelle ultime ore i principali organismi sportivi italiani, a partire dal Coni, ma anche le istituzioni con Giancarlo Giorgetti, il sottosegretario leghista con delega allo Sport, si stanno muovendo sottotraccia per convincere Beppe Marotta, amministratore delegato della Juventus, a candidarsi come presidente federale. Il dirigente bianconero è stato individuato come la figura chiave per risollevare il pallone di casa nostra, in balia di liti e incapacità decisionali dopo il flop con la Svezia e la mancata qualificazione ai mondiali. Un nome di peso, vincente, con ampie competenze maturate fra gli albori in provincia — tra Varese e Monza —, esperienze formative alla Samp e un’attualità da protagonista a Torino. Avrebbe il curriculum adatto per sovrintendere e gestire le Nazionali, soprattutto godrebbe del sostegno della Lega di A che, a dispetto del peso federale del 12%, rappresenta il motore di tutto il movimento. La strada però non è sgombra di ostacoli. Da un lato perché i cosiddetti ribelli, cioè Lega Pro, Dilettanti, calciatori e arbitri, sono convinti — se il fronte resterà unito — di trovare al loro interno un nome che sia espressione del 73% del consiglio federale (nemmeno Andrea Abodi, l’ultimo nome suggerito da Malagò, sarebbe contemplato). Non solo. Marotta, al momento oggetto di pressioni e sondaggi esterni, aspetta. Di certo non ha intenzione di candidarsi se dietro non avrà una base ampia a sostegno. Poi ci saranno anche valutazioni di carattere economico da effettuare: il presidente della Figc guadagna 36 mila euro lordi, cifra lontana anni luce dai compensi da manager garantiti dalla Juventus. Domani l’assemblea di Lega sarà un buon termometro. Dovrà essere sostituito Marco Fassone in qualità di consigliere di Lega. Mauro Baldissoni, d.g. della Roma, è in vantaggio su Andrea Chiavelli, a.d. del Napoli, per raccoglierne l’eredità. Da discutere anche la posizione di Claudio Lotito che, avendo già tre mandati alle spalle, non ha i requisiti per vestire i panni del consigliere federale.
Fonte: Il Corriere della Sera

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Sky trasmetterà le tre partite di Serie A in onda su Dazn

Sky, che ha i diritti tv in esclusiva di 244 partite di Serie A, ha annunciato un accordo con Perform che permetterà agli abbonati della pay tv di «accedere in maniera vantaggiosa» ai contenuti di Dazn, incluse le altre 116 gare del campionato di A e tutta la Serie B. «È un accordo molto importante – ha detto Matteo Mammì, responsabile diritti, produzione e canali di Sky Sport durante la presentazione della nuova stagione di Sky Sport -: i nostri abbonati potranno accedere in maniera facile e vantaggiosa alle 3 partite di Serie A di Dazn e tutti i suoi contenuti. A livello commerciale venderemo dei ticket per accedere ai servizi di Dazn, nei prossimi giorni partiranno le offerte commerciali per i nostri abbonati. Attraverso la piattaforma Sky Q accedere all'applicazione di Dazn sarà ancora più facile, perché sarà integrata in Sky Q».

La app di Dazn verrà integrata su Sky Q e «sarà possibile accedere a questo servizio aggiuntivo a pagamento in modo estremamente semplice direttamente dalla home di Sky Q e fruirne comodamente sulla propria tv», viene spiegato in un comunicato di Sky. «Sky – prosegue la nota – offrirà condizioni vantaggiose ai propri abbonati per l'acquisto di ticket che consentono di accedere ai contenuti di Dazn. Questi ticket, oltre che su Sky Q, potranno essere fruiti anche sui device connessi: tablet, smartphone, computer, smart tv e console per per videogiochi. I ticket e le relative condizioni dedicate a Sky dai propri clienti saranno disponibili entro metà agosto».ilmessaggero-it

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Serie A e B, diritti tv: vicina intesa Perform-Sky per accesso a Dazn

Accordo imminente fra Perform e Sky grazie al quale gli abbonati della pay tv satellitare, che ha i diritti in esclusiva di 266 partite di Serie A, potranno accedere alle trasmissioni di Dazn, incluse le altre 114 gare del campionato. Lo si apprende da fonti vicine al dossier e l'accordo dovrebbe essere siglato e annunciato entro lunedì, quando andrà in scena la presentazione della stagione sportiva di Sky. Perform ha già concluso un accordo di questo genere con Mediaset, in base al quale gli abbonati di Premium Sport avranno un codice, incluso nel prezzo dell'abbonamento, per accedere a Dazn, l'applicazione che trasmette eventi sportivi on demand in streaming. Il gruppo inglese sta cercando di portare a termine altre intese simili, per dare la visibilità più estesa possibile a Dazn. Sono in corso trattative con Tim e Fastweb, fra gli altri. Non è escluso che più avanti siano avviati contatti anche con Iliad, l'operatore di telefonia da poco entrato sul mercato italiano. Dazn dovrebbe iniziare a trasmettere a fine luglio.corrieredellosport.it

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Calcio in tv: Serie A 2018-19, sette partite su dieci su Sky. Le altre tre su Perform

Finalmente la telenovela è finita. La Serie A, al via dal 19 agosto, ha trovato la sua casa: saranno Sky e Perform a trasmettere le partite del triennio 2018-2021. Una svolta epocale, un nuovo scenario: la Lega Serie A ha infatti scelto una vendita per prodotto e non per piattaforma, che porterà quindi a una maggiore esclusiva delle partite, considerando che nessun broadcaster avrebbe potuto trasmettere l'intero campionato. E a proposito di broadcaster, Mediaset Premium è uscita di scena, Mediapro non ha presentato offerte, si affaccia Perform (un nuovo investitore internazionale) e Sky si conferma come principale operatore offrendo la maggior parte delle gare, per la prima volta sia sul satellite che sul digitale.

La tv del gruppo Murdoch si è infatti aggiudicata i diritti per la trasmissione in diretta esclusiva di 266 partite a stagione per i prossimi tre campionati di calcio, secondo quanto scaturito al termine della giornata decisiva, mercoledì, in Lega Serie A a Milano. Le partite in esclusiva saranno quindi più del doppio rispetto al passato (132 nello scorso triennio) e includeranno ben 16 dei 20 top match stagionali. Per ogni giornata, dunque, su Sky saranno trasmesse 7 partite su 10, il 70 per cento dell'intero torneo. In diretta esclusiva i due anticipi del sabato (ore 15 e ore 18), due match della domenica pomeriggio alle 15, quello delle 18, oltre al posticipo della domenica sera alle 20.30 e la novità del 'Monday Night' lunedì alle 20.30.

LA SERIE A DI SKY SCEGLIENDO TRA VARIE PIATTAFORME – Per la prima volta, gli appassionati di calcio potranno vivere il campionato italiano con la massima libertà di scelta. La Serie A di Sky si potrà vedere infatti attraverso diverse tecnologie di trasmissione come detto: non solo via satellite, ma anche in modo semplice su digitale terrestre e in modo innovativo via fibra. E grazie a Sky Q i match saranno anche in 4K Hdr, per una qualità di visione unica e coinvolgente (garantiscono dalla tv di Murdoch). Inoltre le partite della Serie A di Sky saranno visibili anche in streaming su Now tv e in mobilità su Sky Go.
"Siamo fieri di poter continuare a garantire ai nostri clienti il meglio del calcio di Serie A, con un'offerta mai così esclusiva, un prodotto di qualità editoriale e di spettacolarità tecnologica – ha sottolineato Andrea Zappia, ad di Sky Italia, commentando l'esito dell'assegnazione dei diritti tv – Da sempre puntiamo a valorizzare il racconto del calcio italiano, esaltando il bello di questo sport".

ANCHE CHAMPIONS ED EUROPA LEAGUE FINO AL 2021 SU SKY – Sky diventa leader di tutto il calcio. Non solo la serie A ma anche la Champions e la Europa League, oltre alla Premier League. Nonsolo calcio, comunque: su Sky anche la Formula 1, la MotoGP, eccetera. Insomma, qualcosa di eccezionale, come mai si era visto in passato.Secondo quanto previsto dal bando (e dalla legge Melandri), nessuno operatore poteva aggiudicarsi tutti e tre i pacchetti, ma non sono esclusi eventuali accordi commerciali. Sky e Perform potrebbero quindi mettersi d'accordo per scongiurare quelrischio di un doppio abbonamento che i tifosi, giustamente, temono. La Rai ha salvato Novantesimo Minuto: partirà delle 19 di domenica, in sovrapposizione con la gara delle 18, ma che ne sarà del Sabato della Ds? Non si sa ancora. Un po' di calcio in chiaro ci sarà ancora (molto si è battuta Paola Ferrari) ma sempre meno. E alla fine i presidenti di serie A brinderanno: in cassa complessivamente arriveranno circa 1.400 milioni all'anno, quello che aveva promesso l'ad di Infront, Luigi De Siervo. Repubblica.it

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Seconde squadre: “Lotito potrebbe acquistare un club di terza serie”. Ipotesi Rieti e Viterbese

"Samp e Lazio sono avanti a tutte. Non spenderanno 1,2 milioni per iscrivere la seconda squadra del club, compreranno un club di C della zona a poche migliaia di euro, non avranno il problema dell'impianto e riceveranno, al contrario delle seconde squadre, anche i 500-6000 mila euro di contributi previsti dalla Lega Pro". Dalle pagine di TMW, Michele Criscitiello, direttore di SportItalia e TMW, sentenzia: la Lazio e la Sampdoria potrebbero acquistare due società di terza serie. A quanto pare le due società nel mirino di Claudio Lotito, sarebbero Rieti, attualmente in trattativa con una misteriosa holding europea, e la Viterbese, il cui futuro è particolarmente incerto.

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Mediapro presenta le garanzie ma non basta: la Lega A vota per la risoluzione del contratto

L'assemblea della Lega Serie A ha approvato all'unanimità la delibera per la risoluzione del contratto con Mediapro, che a febbraio ha vinto il bando per rivendere i diritti tv del campionato come intermediario indipendente ma non ha presentato la fideiussione necessaria.

NON BASTANO LE GARANZIE
Prima dell'assemblea, Mediapro aveva presentato alla Lega Serie A le garanzie annunciate da giorni pur ritendendo che la soluzione del canale tematico «non debba esserci preclusa: è diventata oggi un'alternativa necessaria a commercializzare in modo efficace e proficuo i diritti tv, oltre a consentire di evitare ulteriori attacchi di Sky», scriveva la società spagnola in una Pec inviata alla Lega prima dell'assemblea chiamata a esprimersi sulla fiducia alla stessa Mediapro.

Durante l'assemblea il direttore generale della Roma, Mauro Baldissoni, ha chiesto durante l'Assemblea in corso a Milano, a quanto apprende l'Adnkronos, «di verbalizzare che ci riserviamo di chiedere i danni non solo a Mediapro ma anche a coloro che, dopo 3 richieste di adempiere, essendo Mediapro ancora inadempiente, ci impediscono qui in Lega di disporre dei nostri diritti».ilmessaggero.it

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Lega Serie A, Lotito e Marotta in consiglio federale

Beppe Marotta (Juventus) e Claudio Lotito (Lazio) sono stati eletti oggi dall'assemblea della Lega di serie A consiglieri federali: con loro in Figc, quando finirà il commissariamento, andrà anche il presidente Micciché. In consiglio di Lega entrano invece Udinese (Campoccia 11 voti), Atalanta (Percassi 14 voti), Inter (Antonello 16 voti) e Milan (Fassone 11 voti). Fuori dai giochi Roma e Samp. Il commissario Giovanni Malagò ha chiesto ai 20 presidenti l'inversione dell'ordine del giorno, passando subito al punto del diritti tv e tenendo per ultimo quella della governance. Ma Claudio Lotito, patron della Lazio, si è opposto: la votazione ha dato ragione a Lotito, 11 voti a favore per il mantenimento dell'odg e 9 contro. Dopo l'elezione del presidente, Gaetano Micciché, e del consigliere indipendente di Lega, Maurizio Casasco, si è passati quindi alla altre nomine. Nei giorni scorsi, in una votazione peraltro inutile, Antonio Romei (Samp) aveva avuto 10 preferenze come consigliere federale (e un presidente si era sbagliato), Marotta 9 e Lotito solo sei. Si è rivotato oggi, 14 voti Marotta e 13 Lotito. Probabile accordo Juve. Lazio e Inter.

Fronte diritti tv. Mediapro ha presentato la garanzia formale da 186 milioni di euro, a titolo di caparra confirmatoria per l'aggiudicazione dei diritti televisivi della Serie A per il triennio 2018-2021. E' quanto si apprende da fonti qualificate mentre nella sede della Lega. Ma l'intermediario spagnolo, a corredo della garanzia, continua a chiedere l'attivazione di una canale televisivo della Lega e questo non sta bene a molti club. Gli spagnoli hanno presentato la fideiussione della controllante Imagina, che ha un patrimonio netto di circa 400 milioni di euro, e la delibera del versamento di 186 milioni milioni di euro come garanzia, da depositare presso il Banco Santander. Se il closing per l'ingresso nel gruppo spagnolo del fondo cinese Orient Hontai non si concludesse a giugno, Imagina si impegna a fornire alla Lega fideiussione "a garanzia dell'intero importo", ha specificato nella lettera Mediapro, che ha con la Lega un contratto triennale da 1,05 miliardi di euro a stagione. Nella lettera firmata da Jaume Roures, si ricorda che gli spagnoli hanno già presentato il loro progetto del canale tematico al presidente designato della Lega Serie A, Gaetano Micciché "in data 18 aprile". Un dossier in cui il canale della Lega, in onda 24 ore al giorno, tutta la settimana, ha tempi di realizzazione stimati da Mediapro in minimo due mesi. Per arrivare a questa soluzione, si spiega nel dossier, è necessaria la risoluzione consensuale del contratto, con la Lega che tornerebbe nella piena disponibilità dei diritti e Mediapro che continuerebbe a garantire gli importi concordati. La parola adesso ai presidenti.repubblica.it