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I tifosi chiedono risposte, ma non sarà un Olimpico delle grandi occasioni

Non sarà un Olimpico delle grandi occasioni quello che si ritroverà la Lazio questa sera. Arriva la Fiorentina, match delicato, ma si contano finora solo 10mila presenze sugli spalti. Rischia di essere il dato peggiore registrato fin qui da inizio campionato (ad oggi è quello contro lo Spezia, 22mila presenze e ancora si poteva entrare allo stadio solo al 50%). Ma i laziali si aspettano risposte sul campo dopo la batosta di Verona e il ritiro. Radio, Twitter, Facebook, Instagram. Social pieni di tifosi che criticano soprattutto la squadra: “Manca la luce, anche perché qualcuno la lascia in panchina… Luis Alberto sempre titolare”. E ancora: “Non mi rassegnerò a scaricare un allenatore dopo soli due mesi di lavoro. Avanti Lazio, avanti Mister Sarri”. In radio altro pensiero chiarissimo: “È ora di crescere, di fare il salto di qualità. Le scuse del passato adesso non valgono più, vanno tirati fuori gli attributi”. Con la Fiorentina l’occasione per il rilancio. Corrieredellosport.it

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Luis Alberto, non solo una questione di equilibri tattici: la Lazio pronta a valutare eventuali offerte

La Lazio può fare a meno di Luis Alberto, il tecnico non ci punta più. Segnali sono arrivati in questi giorni e con la Fiorentina altra panchina per il Mago. Sarebbe la quarta contando anche l’Europa League. Fuori dagli undici titolari contro Inter, Marsiglia, Verona e appunto con la Viola. In campionato ha giocato 9 partite: 6 da titolare, 3 da subentrato. Non ha mai convinto il tecnico.La Lazio di oggi non può permettersi in campo sia Milinkovic che Luis Alberto. Questione di equilibrio, ma non solo. Sarri spera nel mercato di gennaio per venderlo. Accoglierebbe volentieri un difensore centrale e una mezzala di gamba. Ma si sa, per acquistare serve cedere. A meno che Lotito, con l’arrivo del nuovo sponsor Binance, decida comunque di investire e accontentare il tecnico. Su Luis Alberto in estate si era registrato l’interesse del Milan. La Lazio lo aveva valutato 50 milioni di euro, i rossoneri non si erano minimamente avvicinati a quella cifra. A gennaio si ascolteranno offerte finora mai arrivate. All’entourage di Luis il compito di portarle. Corrieredellosport.it

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Tare a colloquio con Strakosha, altro tentativo di rinnovo

Nella Lazio che sta preparando la delicatissima sfida di domani sera contro la Fiorentina all’Olimpico potrebbero emergere anche importanti sviluppi di mercato. Come riporta Il Messaggero infatti, durante la seduta di ieri Igli Tare, DS dei biancocelesti, ha parlato per circa dieci minuti in disparte con Strakosha. Possibile che siano stati abbozzati i primi discorsi per il rinnovo del contratto del portiere in scadenza a giugno del 2022. Nel frattempo Strakosha continua ad allenarsi al massimo per mettere convincere Sarri a concedergli una nuova occasione.

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L’analisi di Sarri: il problema non è di modulo, ma di atteggiamento

Avanti tutta sulla strada del 4-3-3. Il pensiero di Maurizio Sarri non cambia sul modulo della sua Lazio. In ritiro, insieme alla squadra, hanno analizzato tutti gli errori commessi a Verona. E il risultato sembra essere chiaro: i problemi del gruppo non sono tattici o di modulo. Il tecnico parla solo di atteggiamento e mentalità sbagliati. Ecco perché, salvo clamorosi colpi di scena, al momento è escluso il 4-3-1-2. Uno schema che Sarri ha utilizzato in carriera e che potrebbe portare ad un maggiore equilibrio. Tra l’altro Zaccagni è fermo e Pedro non può giocare tutte le partite. Un esterno in meno e dentro un trequartista come Luis Alberto. Il vero problema è che con tutti gli impegni ravvicinati sembra davvero impossibile provare in allenamento altre soluzioni. Per Sarri servono applicazione, addestramento e volontà. A testa bassa per dare una svolta alla stagione. Corrieredellosport.it

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Scintille Sarri-Luis Alberto. Lotito si confronta con tutti e appoggia il tecnico

È tempo di riflessioni: la Lazio deve archiviare l’ultima prestazione e ripartire. Le uscite a Bologna e Veronahanno fatto sí che scattasse domenica il ritiro, per unire la squadra ed uscire fuori da questa mini crisi biancoceleste. Domani ci sarà la sfida casalinga con la Fiorentina ed il mister è a lavoro con i suoi per analizzare il momento e migliorarlo. Come riporta il Corriere dello Sport, il ds Tare ieri ha seguito la seduta d’allenamento e nel corso della giornata è arrivato anche il patron Lotito per confrontarsi con tutti. Il presidente ieri a Formello ha ricordato che Sarri è una sua scelta: serve tempo, anche se ad oggi non tutti si sono adattati al cambiamento. Nel frattempo il caso Luis Alberto tiene banco in casa Lazio: due settimane fa, durante la sosta, ci sarebbe stata una discussione vibrante con il tecnico; vedremo domani cosa accadrà e se a gennaio ci saranno cambiamenti. laziopress.it

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Sarri alla squadra: “Non vi sto entrando dentro, chi non sposa il progetto puó andare”

Un’ora di confronto serrato. Dopo il ko con il Verona, Sarri e Tare hanno chiuso la squadra nello spogliatoio del Bentegodi. L’edizione odierna de Il Messaggero riporta alcune frasi pronunciate dal tecnico:  «Io mi vergogno. Così non può andare avanti: non vincete perché vi chiamate Lazio, ma se vi impegnate. È una questione di mentalità, innanzitutto. Se giocate così, vuol dire che non vi sto entrando dentro. Guardiamoci in faccia e risolviamo ogni problema. Chi vuole sposare il progetto resti o altrimenti fra due mesi può andar via»

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Lazio, non c’è più squadra

Dopo il crollo di Milano e la figuraccia di Bologna, anche l’umiliazione di Verona. Ormai, nel bene o nel male, la Lazio di Sarri non ha più limiti: batte la Roma nel derby e l’Inter dell’allenatore che l’aveva trasformata in una delle squadre più spettacolari della serie A, poi cade al Dall’Ara e al Bentegodi senza dare alcun segno di vitalità, se non quello che le regala un fenomeno come Immobile, ormai a un passo da Piola. Eppure dopo lo 0-3 contro Mihajlovic, il tecnico toscano aveva individuato il colpevole: fuori Luis Alberto, l’ispiratore dei trionfi biancocelesti contro la sua Juve (doppio 3-1 in meno di un mese, nel 2019, tra campionato e Supercoppa), dentro un corridore come Basic (contro Inzaghi e il Marsiglia) o come Akpa (ieri contro i gialloblù).

Sarri era stato chiaro: ho bisogno di corsa e non di uncinetto. Ma a Verona lo spagnolo è entrato quando lo sfascio era già cominciato ed era stato momentaneamente addolcito dal gol di Ciro: chi sarà il prossimo a cui verrà presentato il conto? Milinkovic, forse? Cioè l’altro talento cristallino che viene giudicato per i chilometri che percorre e non per le giocate, gli assist e i gol che segna e produce. La sensazione è che tra Sarri e la Lazio, nonostante la fantastica notte del derby, non sia scoccata la scintilla: il tecnico privilegia lo spartito a prescindere dagli interpreti, la squadra è invece ancora prigioniera del suo talento, così non si riesce a trovare una via di mezzo.

I quattro gol di Verona possono diventare una zavorra anche per Mau, che intanto ha deciso di portare tutti in ritiro, nella speranza che qualcuno si scuota. Non vorremmo che anche le costanti lamentele sul calendario troppo compresso (la soluzione sarebbe scegliere un club che non partecipa alle coppe europee) fosse diventato un alibi per i giocatori, che – guarda caso – sono crollati dopo la splendida vittoria contro la Lokomotiv e poi dopo il pareggio contro il Marsiglia.

Sarri sta chiedendo corsa, ritmo e intensità a una squadra che aveva la sua forza nel contropiede organizzato e nel talento dei suoi fuoriclasse: riuscirà mai a ottenere quello che sogna? C’è ancora tempo per scoprirlo, ma intanto, dopo lo scempio del Bentegodi ha parlato anche di un problema di mentalità, di incapacità di sostenere a lungo la voglia di vincere. Il passato più recente, in realtà, ci rivela che la Lazio, un anno fa ha affrontato un girone di Champions con Borussia Dortmund, Zenit e Bruges senza mai perdere, tanto da essere l’unico club italiano entrato negli ottavi imbattuto. Cosa mai è cambiato da allora? E’ possibile che un giocatore come Luis Alberto non possa più giocare dal primo minuto? Mercoledì la Fiorentina all’Olimpico, sabato l’Atalanta a Bergamo: meno di sette giorni per la prima verità. Corrieredellosport.it

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Lazio, a Verona la tua “resa dei conti”

Le sedute tattiche sono diventate sedute di analisi introspettiva: è l’operazione di soccorso psicologico lanciata da Sarri dopo la disfatta di Bologna e completata entro oggi, giorno della partita col Verona. La Lazio crolla all’improvviso, sono anni che è così e non se ne capisce il motivo. Sarri spera di poter mettere fine a tutto questo; ha interrogato e ricaricato tutti, sa come accendere gioco, teste, cuore e polmoni. Deve tenere la Lazio sempre sotto pressione e su alti livelli motivazionali, proprio come aveva detto nel post-partita contro il Marsiglia. Il Mister ieri non ha parlato in conferenza, ma giovedì scorso aveva lanciato messaggi chiari alla squadra: “Una partita simile l’abbiamo toppata completamente. Verona sarà importante, ci arriviamo sempre in condizioni disagevoli. Giochiamo a 63 ore di distanza e per di più di pomeriggio. Sarà estremamente difficile. Ci piace stare in Europa e quindi ci dobbiamo abituare.” Sarri a Verona non avrà i centrali titolari, si affiderà a Patric e probabilmente a Radu, finora dimenticato.
Lo riporta l’edizione romana del Corriere dello Sport laziopress.it

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Il Mago senza posto, verso la terza panchina di fila. La rottura con Sarri è vicina

Il like al tweet anti-Sarri echeggia da giovedì notte, non è mai stato rimosso, è ancora lì in bella vista, firmato Luis Alberto. È un mi piace poco polemico, ha riaperto la crisi con Mau. Il Mago brontolone ha colto l’assist sbagliato di un tifoso dell’Inter che dopo le parole del tecnico della Lazio (“Luis e Milinkovic insieme? Per ora no”) ha ironizzato su quanto Mago e Sergente fossero esaltati con Inzaghi e ora non più: “Wow, pensa tu che c……e Simone Inzaghi che li ha fatti giocare e vincere per cinque anni. I giocatori forti devono giocare sempre, se no non sei un grande allenatore, caro Sarri”, era questo il tweet. Luis, fresco di seconda panchina di fila ha colto la palla al balzo e ha stampato un like come un marchio. La bizzarria è che è lo stesso Luis  che pochi giorni fa, parlando alla rivista Undici, aveva celebrato Mau: “Con lui ci divertiremo, possiamo fare meglio del suo Napoli”. È sempre stato così ma stavolta è diverso. Luis ha già perso il posto da titolare, lo dicono i numeri, non l’hanno fatto capire solo Tare e Sarri. Il rapporto con il tecnico è iniziato in salita in estate ed è peggiorato da agosto in poi. Il giocatore è stato richiamato più volte.  Dopo il ko contro il Milan, Sarri ha iniziato a immaginare una Lazio senza la coppia di mezzali Luis Alberto-Milinkovic. Aspettava l’inserimento di Basic. Luis e Sergej hanno giocato in coppia dall’inizio solo 5 partite su 11, e stando a quanto dichiarato da Sarri giovedì lo spagnolo non è in ballo per giocare a Verona. Ieri mattina non ci sono stati confronti tra Sarri e il giocatore. Il tecnico era in full immersion tattica e Luis si è allenato regolarmente, salvo sorprese lo aspetta un’altra panchina. Sarri incrocerà i giocatori oggi, non è da escludere che snobbi il Mago. Sarri, in vista di gennaio, rinuncerebbe al Mago, accoglierebbe a braccia aperte un difensore centrale e una nuova mezzala. Mau oggi non parlerà,  dopo l’Europa League salta l’appuntamento con la stampa previsto alla vigilia del campionato. Per risolvere la questione passi falsi e tentare di risolvere questo difetto storico, Sarri ha impostato interventi da psicologo. Corriere dello Sport.

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Milinkovic-Luis Alberto, Sarri ha chiuso un’epoca… almeno per adesso

Era uno spareggio per il primo posto e la Lazio non è riuscita a vincerlo sul campo ma solo ai punti e nel calcio con serve. Sempre Immobile al centro della scena: un gol annullato per un piede in fuorigioco, una traversa e un errore sotto porta che di solito lui non commette mai, soprattutto quando arriva comodo davanti al portiere. Alla squadra biancoceleste è mandato solo l’ultimo colpo in area per battere il Marsiglia, che sembra aver digerito la cura di Sampaoli più di quanto la Lazio abbia capito le lezioni di Sarri, che subito dopo lo 0-0 ha chiuso ufficialmente un’epoca storica. Quella di MilinkovicSavic e Luis Alberto, uno accanto all’altro a inventare soluzioni vincenti per Immobile, Pedro e Felipe Anderson. Sarri se li ricorderà, questi due, scatenati contro la sua Juve in campionato e nella finale di Supercoppa qualche mese prima che il Covid interrompesse il sogno da scudetto della Lazio di Simone Inzaghi: un doppio 3-1 nel giro di tre settimane. Mau ci ha provato a riproporre questa coppia in mezzo al campo, ma dopo i tracolli di Milano e Bologna, nonostante un derby da favola, ha deciso di romperla. Mentre Inzaghi proteggeva ed esaltava le qualità di Milinkovic e Luis Alberto con la difesa a tre e i due esterni di centrocampo, Sarri li esponeva al contropiede degli avversari avendo già tre attaccanti. E così ha detto basta, chiedendo aiuto a Basic, e come alternativa ad Akpa Akpro. L’ingresso dello spagnolo contro l’Inter è stata la mossa vincente di Sarri, che ha cercato il bis anche contro il Marsiglia. Ci era quasi riuscito, Luis Alberto è entrato con la testa giusta, ha inventato il gol annullato a Immobile per fuorigioco e ha poi distribuito palloni mai banali. Non si può fare altrimenti, ha spiegato Sarri, almeno per ora: la Lazio non può sopportare due talenti speciali in mezzo al campo. Unica via d’uscita, pensare al numero 10 in una posizione più offensiva, alle spalle di Immobile e Felipe sacrificando Pedro, che va gestito con cautela. La Lazio è ancora un cantiere ma la sensazione è che contro il Marsiglia Sarri abbia chiuso davvero un’epoca nel tentativo di avvicinarsi più velocemente che mai alla filosofia sarriana. Corriere dello Sport.