Il ko della Juventus di ieri all'Olimpico forse ha aperto qualche crepa nel bunker mentale di Buffon&Co, ma per battere la Vecchia Signora mercoledì alla Lazio servirà più di un'impresa. Le motivazioni agli uomini di Simone Inzgahi non mancheranno, trovare il pertugio giusto non sarà facile, soprattutto perché i bianconeri dopo ogni ko hanno reagito con rabbia, aggredendo il successivo malcapitato avversario di turno. A dare una chiave di lettura della finale di Coppa Italia ci prova oggi Il Corriere della Sera a firma Stefano Agresti, elencando i seguenti cinque motivi per credere nella vittoria della settima Coppa Italia.
Appena qualche settimana fa, la risposta a queste domande sarebbe stata comprensibilmente sfiduciata. Oggi, invece, la valutazione è differente, e di parecchio: Juve favorita, è ovvio, ma la Lazio ha più di un motivo per crederci. Anzi, ne ha almeno cinque.
1 – La sconfitta di Firenze non conta, Inzaghi ha giustamente risparmiato otto titolari in una partita senza importanza per la classifica. Per di più, nonostante questo massiccio turnover la squadra è stata padrona della gara fino a metà secondo tempo. Già, la Lazio vola. E anche i due infortuni di sabato, alla fine, potrebbero risolversi meglio del temuto: Lukaku è quasi certamente fuori causa per il problema muscolare, ma non sarebbe stato titolare. Sembra invece sicuro il recupero dell’intoccabile Parolo, che ha preso una botta al ginocchio ed è uscito prima one.
2 – I bianconeri, benché abbiano un organico molto più ampio, nell’ultimo periodo hanno avuto una quantità di impegni decisamente superiore. Tra aprile e maggio la Juve ha giocato dodici partite, incluse le battaglie di Champions contro il Barcellona, mentre la Lazio di gare ne ha disputate otto: un terzo in meno. Una differenza che, in questo momento della stagione, può pesare.
3 – Keita è il giocatore più in forma della Lazio e uno dei migliori del campionato. Inzaghi l’ha schierato titolare a Firenze pensando di impiegarlo a gara in corso contro la Juve, e in effetti – se la finale arrivasse al 60’ in parità – la sua velocità potrebbe spaccare la partita. Ma, dopo l’ennesima grande prestazione, il tecnico sta riflettendo se non sia il caso di mandarlo subito in campo: lasciarlo fuori potrebbe generare rimpianti.
4 – Pjanic squalificato e Khedira infortunato: i due assi della Juve in mediana sono fuori causa, a parte qualche possibilità di recupero per l’azzurro. Il livello delle alternative – anzi, chiamiamole riserve – è modesto: Rincon, Lemina, Sturaro. Cosa s’inventerà Allegri? Qualsiasi soluzione scelga, la sensazione è che i biancocelesti in mezzo al campo possano essere addirittura superiore ai bianconeri.
5 – Sappiamo che la Juventus non lascia mai niente a nessuno. È evidente però che la Coppa Italia è il terzo obiettivo, su tre, della stagione: i bianconeri non faranno concessioni, ma si confronteranno con un’avversaria, la Lazio, per la quale questa finale rappresenta la partita della vita. Basterà?