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Lotito, occhi sul centro sportivo “La Borhesiana”

Non solo il progetto di portare la Lazio a giocare le proprie partite interne allo stadio FlaminioClaudio Lotito punta a far crescere ulteriormente il patrimonio immobiliare del club biancoceleste e ha messo gli occhi sul centro sportivo “La Borghesiana”.

Lo scrive Il Corriere dello Sport, spiegando che il centro – per decenni quartier generale della Figc, dell’Italia e della Nazionale di rugby – potrebbe essere utile come investimento o per dare una casa alla Lazio Women. Il sondaggio è recente, anche se resta da capire come si muoverà il patron biancoceleste.La struttura sorge su 17 ettari di superficie ed è dotata di spogliatoi, campi, magazzini e palestra. Il complesso era nato in occasione dei Mondiali di Italia ’90, mentre nel 2015 Davide Lippi (figlio dell’ex Ct Marcello) ci ha installato la scuola calcio Reset Academy.

Come detto, Lotito negli ultimi anni ha lavorato per accrescere il patrimonio immobiliare della Lazio. In estate ha pensato di acquistare un albergo ad Auronzo di Cadore – sede dei ritiri – per creare la casa della Lazio in Veneto, poi ha aperto al Flaminio e continua a progettare iniziative.

Calcioefinanza.it

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Lazio, tutto sulla difesa: Sarri e il lavoro speciale

L’Inter di Simone Inzaghi arriva all’Olimpico con il miglior attacco del campionato. E soprattutto i nerazzurri sono abili saltatori e bravi a sfruttare le palle inattive. La Lazio, con Sarri, prova a mettersi al riparo. Obiettivo numero uno: disinnescare la potenza offensiva degli avversari. Sedute specifiche in settimana, approfondimenti sui calci piazzati. Toccherà alla difesa fermare Dzeko e compagni. Senza Acerbi, squalificato, ci sono Luiz Felipe e Patric. La squadra di Inzaghi ha segnato cinque gol sui 22 totali da palle inattive: tre da corner, uno da rimessa laterale, uno su punizione diretta. I pericoli sono nascosti anche in queste situazioni. Sarri punterà su Luiz Felipe e Patric. Ai loro lati Hysaj (a sinistra) e uno tra Lazzari e Marusic. Il primo è favorito sul secondo, che ha giocato in nazionale ed è sicuramente più stanco. Servirà un grande sforzo anche da Luis Albero e Milinkovic, le mezz’ali dovranno dare tutto per non lasciare sola la difesa. Sarri ha catechizzato tutti. Con l’Inter serve una grande prestazione. Corrieredellosport.it

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Peruzzi e i 12 anni con Inzaghi: “Dolce, serio e cocciuto. Ecco cosa facevamo per smorzare la tensione…”

«Io, Giocondo il cuoco e Walter il magazzinie re eravamo l’interruttore che per due o tre ore riusciva a smorzare la tensione di Simone. Prima della partita lui non dormiva mai, non ce la faceva proprio. La nostra tecnica, sempre la stessa, la partita a carte. Ridendo e scherzando, faceva- mo sì che non pensasse al giorno dopo, agli avversari, ai cali di rendimento dei suoi, alla formazio-ne». Dodici dei ventidue anni di Lazio Simone Inzaghi li ha vissuti insieme a Angelo Peruzzi, sette da giocatore e cinque da allenatore. Via Simone, via anche Angelo – custode di momenti, fasi, se- greti, intrusioni, suggestioni – che da qualche mese non è più il collante tra la squadra e la società, «ma non farmi toccare l’argomento Lazio, non combinarmi dei casini», mi ripete almeno tre volte. Cinquantun anni il 16 febbraio, venti da portiere di Roma, Verona, Inter e soprattutto Juve, otto stagioni, Lazio, sette, e Nazionale, oggi Peruzzi è il diligente accompagnatore di suo figlio Mattia, diciannovenne, anch’egli portiere ma nei Dilettanti del Tiferno, a Città di Castello («in tre anni alla Lazio ha giocato una sola partita, il derby, dove ha fatto benissimo, un caso più unico che raro di raccomandazione alla rovescia», sorride). «Mi chiedi com’era allora e com’è adesso Simone? È un’altra persona, per me l’hanno cambiato».

In che senso? 

«È l’esatto contrario del giocatore. Se mi avessero chiesto di indicare uno che non avrebbe mai potuto fare l’allenatore, avrei risposto di getto Simone. Era un ragazzino, viveva alla giornata, rideva, scherzava, era tutto uno scherzo. Si è fatto uomo, ora è maturo, responsabile, cocciuto anche. Un tecnico di prim’ordine, studia giorno dopo giorno, cura i dettagli, ed è un decisionista. Un giorno gli dissi: “Simo, se vuoi diventare un grande allenatore devi fare attenzione anche alle cazzate e avere una risposta definitiva per qualsiasi domanda. Sì o no, incerto mai, non devi prendere tempo, vediamo più avanti o cose del genere”. Io l’allenatore non l’ho fatto perché la notte voglio dormire, troppe responsabilità, un carico insopportabile di tensioni, pressioni da tutte le parti. Per un po’ ho fatto il vice di Ferrara a Genova e nell’Under 21, l’osservatore e poi il secondo di Lippi in Nazionale, ma non era cosa. Il ruolo dell’osservatore lo trovavo innaturale

Torniamo a Simone.

«Tosto e consapevole. Mai avrei pensato di vederlo attaccare al muro qualcuno nello spogliatoio, e invece è capitato. Sa essere dolce con i giocatori, ma anche autorevole e autoritario. La trasformazione più sconcertante avviene in partita. Lui vive per il risultato, per la vittoria. Credimi, è talmente teso e su di giri che sarebbe perfi no capace di fare a botte. Hai presente Salvatore Bagni? Fuori dal campo un uomo di cuore, sempre pronto a farsi in quattro per darti una mano, ma in partita avevi soltanto voglia di attaccarlo al muro. Un genere alla Bagni». corrieredellosport.it

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Milinkovic in sospeso tra il passato con Inzaghi ed il futuro sarrista

In sospeso tra il passato rappresentato da Simone Inzaghi e il futuro di Sarri, con un presente da giocare al massimo per il bene della Lazio. Ricordi felici, realtà nuove ancora da costruire. Sarà una partita strana per molti quella di domenica, in particolare per Milinkovic. Lui contro l’Inter ha esibito spesso la miglior versione di sé, con giocate d’alta scuola, numeri da circo (ma non fini a sé stessi) e ben 4 gol realizzati (tre nelle ultime tre gare), che rendono quella nerazzurra la seconda squadra più colpita in carriera, dietro solamente all’Atalanta (5). Numeri che conosce benissimo Inzaghi, perché era lui fino a qualche mese fa che aveva il compito di caricarlo a dovere prima di questo incontro. Gli chiedeva di dare il massimo, anche qualcosa di più.

È nei big match d’altronde che i top player si devono esaltare. Il Sergente ha capito subito l’importanza, non si è mai fatto pregare. E pensare che il primo Lazio-Inter vissuto con Simone allenatore se l’è guardato dalla panchina. Erano le prime gare da professionista per l’attuale tecnico nerazzurro, che in quel momento preferiva affidarsi in quel ruolo a Onazi per avere maggiore copertura. A partire dal campionato successivo però il serbo ha iniziato la sua scalata, con una crescita a livello esponenziale sotto tutti i punti di vista (…) Corrieredellosport.it

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Immobile, missione compiuta. Ora la valutazione di Sarri e l’ipotesi staffetta con Zaccagni


ROMA –
 Ciro Immobile recuperato per l’Inter, la buona novella è arrivata ieri pomeriggio quando si è allenato in gruppo svolgendo tutta la seduta. Prima volta in campo con i compagni dopo l’infortunio muscolare al semimembranoso della coscia destra. Lesione inferiore al primo grado rimediata lo scorso 30 settembre nel match di Europa League contro la Lokomotiv Mosca. Dieci giorni di riposo e fisioterapia, poi due-tre allenamenti differenziati. Ora è tornato. Immobile ha oggi e domani per migliorare ancora la sua tenuta atletica. Sarri valuterà se rischiarlo dall’inizio o comunque vorrebbe evitargli di fare tutti i 90’. Valutazioni in corso, meglio evitare di avere una ricaduta e perderlo a lungo. Andrà gestito e l’allenatore pensa a una staffetta. Ipotesi falso nove, con il ruolo da punta vera che potrebbe essere preso da Pedro, Felipe Anderson o Luis Alberto. Anche Zaccagni è recuperato dopo il problema muscolare e l’attacco influenzale. Permetterà di avere più soluzioni offensive. Corriere dello Sport

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Mercato gennaio, lo schema non cambia: va calcolato l’indice di liquidità e servono anche le cessioni

Riuscirà la Lazio ad intervenire sul mercato a gennaio per accontentare le esigenze di Sarri? Entro il 30 novembre – ricorda il Corriere dello Sport – i biancocelesti dovranno depositare in FIGC il calcolo legato all’indicatore di liquidità, che dovrà essere ratificato dalla Covisoc per ottenere il via libera all’acquisizione di nuovi giocatori. Ogni eventuale acquisto, ça va sans dire, dovrà essere preceduto da una cessione: occorrerà dunque liberarsi dei molti esuberi, da Vavro e Durmisi, passando per Jordan Lukaku. Sarri, dal canto suo, accoglierebbe ben volentieri un difensore centrale e un interno di centrocampo, con caratteristiche diverse da quelle dei centrocampista già presenti in rosa. Peraltro a gennaio, come da promessa fatta al manager Kezman, la Lazio dovrà completare il tesseramento di Kamenovic. Tuttomercatoweb.com

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Felipe, dall’Inter all’Inter: ora la sfida è a Inzaghi

Il Felipe Anderson secondo è un gran bel vedere. Inizio di stagione super, ora si deve confermare perché la Lazio ha bisogno di lui. Con Sarri si è ritrovato alla grande. E sfiderà l’ex Simone Inzaghi, il tecnico che lo spinse a lasciare Roma per trovare spazi e ambizioni altrove. “Mi sono infortunato, una volta rientrato l’allenatore non puntava più su di me”, le sue prime parole da giocatore del West Ham facendo riferimento all’ultimo periodo in biancoceleste. Sabato ha voglia di rivincita. L’ultima partita di Felipe Anderson con la Lazio è stata proprio contro l’Inter, il 20 maggio 2018, in un’ultima giornata al sapore di spareggio Champions. Che sfuma all’ultimo per il 3-2 firmato Vecino. Il brasiliano segna il gol del momentaneo 2-1. I nerazzurri sono una delle sue vittime preferite (4 reti rifilate): oltre al match perso all’ultima giornata, li aveva già colpiti il 21 dicembre 2014 (doppietta nel primo tempo, finì 2-2) e poi nei quarti di Coppa Italia il 31 gennaio 2017 (colpo di testa su cross di Lulic). Ora vuole altri gol, Pipe. Tutti sono con lui.

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Sponsor, Canigiani: “Sorpresa in vista”

 Dal campo: oggi Immobile e Zaccagni torneranno in gruppo. Per la grande sfida di sabato, venduti 27 mila biglietti: come in occasione del derby, molte lamente le per i prezzi (senza prevendita, la Curva costa 40 euro) dai laziali, che sperano nell’avvio della campagna abbonamenti. «Stiamo valutando il da farsi. Lo sponsor? Sorpresa in vista», dice Marco Canigiani, responsabile del marketing. Nell’Inter è a rischio un altro grande ex, Correa: il Tucu si è fermato in nazionale per un affatica mento muscolare. La Repubblica

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Furia Lotito, Lazio scossa e castigata: pretende massima adesione al progetto Sarri

Usciti dalla bufera di Bologna, i reduci del Dall’Ara sono passati sotto le forche di Lotito. Sembrava strano che il presidente fosse rimasto inerme di fronte all’harakiri di domenica 3 ottobre, ennesima sconfitta inspiegabile di una saga infinita. E invece no, Lotito è intervenuto senza dare nell’occhio. Il retroscena risale a mercoledì scorso, giorno di ripresa degli allenamenti a Formello. Era deluso, l’attesa lo consumava. Il presidente si è presentato nello spogliatoio della Lazio nonostante l’assenza dei nazionali Milinkovic, Marusic, Hysaj, Acerbi, Strakosha, Akpa Akpro, Muriqi e Raul Moro. Erano presenti il diesse Tare e Sarri. Lotito si è rivolto ai giocatori frontalmente, ha contestato l’atteggiamento molle di Bologna, ha chiesto massimo impegno e massimo coinvolgimento nel progetto sarrista. Nessun alibi, nessuna attenuante dovuta agli scontri con arbitri o Lega.Il presidente è il primo a battagliare in sede istituzionale e ha sposato le crociate di Sarri, ma questi non sono argomenti che devono interessare e condizionare la squadra. Lotito la pensa così: bisogna superare i limiti e assurgere alla grandezza ambita dalla società. Non c’è scelta. Non si può vivere di quel che si è fatto e che si è, si deve cambiare mentalità. Il presidente, già prima del derby, aveva invitato la squadra a seguire in tutto e per tutto Sarri: «Come tutti i cambiamenti anche questo necessita del tempo per far sì che la squadra possa amalgamarsi e possa acquisire le nuove impostazioni che servono per raggiungere determinati obiettivi. Bisogna solo acquisire quella mentalità e quegli automatismi in quanto l’assetto tattico è completamente diverso. Il tempo sarà la migliore soluzione al problema». Dopo queste parole era arrivato il pareggio di Torino, subito dopo l’exploit nel derby. Corrieredellosport.it

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Olgiata-Formello, le giornate di Sarri tra maxi-schermi, lettura e la rivoluzione nel centro sportivo

Come riportato dal Corriere dello Sport, insieme alla moglie Marina, Sarri ha preso casa all’Olgiata: la stessa residenza che l’anno scorso ha ospitato Musacchio. Si è trasferito a settembre e, oggi, Pedroè suo vicino di casa. Gli immobiliaristi avevano indicazioni precise da seguire: occorreva una casa interamente cablata, interconnessa, una zona adattabile a ufficio e due maxi schermi da mettere in salone e in sala da pranzo. Insomma, un allenatore da catena di montaggio che non stacca mai.

Come riportato dal Corriere dello SportSarri ha eliminato i programmi settimanali: già in ritiro, la squadra conosceva gli orari delle sedute, leggendoli su una maxi lavagna. Ancora oggi il lavoro viene annunciato quotidianamente. Un’altra novità è l’attesa della formazione, svelata solo all’ultimo: gli undici, infatti, si conoscono soltanto poco prima della partenza per lo stadio, nella riunione pre partita. L’ultima novità sta nel ritiro prima delle gare casalinghe, è stato reso facoltativo. E’ obbligatoria solo la cena.

Alla Lazio, dopo anni di difesa a 3, non hanno ancora esaudito i desideri di Sarri. Dagli appunti del tecnico, presi durante le gare, emergono posizioni e movimenti sbagliati. L’allenatore biancoceleste appunta il minutaggio, per individuarlo subito nei video che gli consegneranno a fine partita e su cui verteranno le interrogazioni settimanali. Laziopress.it