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Auronzo, Grand Hotel Lotito: l’idea del presidente di costruire in Cadore una Formello 2

Plateale, sorprendente Lotito. Ora è anche progettista di stadi e  seconde case calcistiche. Il presidente valuta la fattibilità del progetto Flaminio, sta pensando un albergo ad Auronzo per farne la residenza estiva della Lazio intesa in tute le sue espressioni, per tutte le sue creature: prima squadra, settore giovanile e Women.  Pensa ad una colonia permanente, sfruttabile d’estate dalle squadre biancocelesti e magari disponibili tutto l’anno per finalità turistiche. È l’ultima trovata di Lotito, preannunciata velatamente nella notte della presentazione della Lazio sarriana. È un’idea, ma Lotito si è messo in testa questo progetto, ne valuterà la realizzabilità. La Lazio da 14 anni svolge la preparazione estiva in Cadore, sotto le Tre Cime di Lavaredo. Auronzo è diventata la Formello 2. Da qui l’intuizione, l’acquisto di una struttura da trasformare in un ‘Hotel Lazio’. Da 14 anni i biancocelesti sono ospitati all’Hotel Auronzo. Non è chiaro se possa essere una delle strutture al vaglio del presidente, ce ne sarebbe almeno un’altra. Il progetto va valutato logisticamente ed economicamente, è una missione che Lotito analizzerà in prima persona. Con il Comune di Auronzo c’è un contratto in essere fino al 2022 con opzione 2023 redatto con la mediazione della Media Sport Event di Gianni Lacché. L’opzione potrebbe essere attivata entro settembre. Il progetto che stuzzica Lotito non precluderebbe la collaborazione con l’amministrazione auronzana. Garantisce alla Lazio le coperture economiche  logistiche, impiantistiche e alberghiere. Il presidente sabato sera è stato accolto alla presentazione della squadra da un applauso, non s’è udito un fischio. In molti gli chiedono di riconquistare il Flaminio, dopo anni di rifiuto si è attivato per esaminare l’abbattibilità dei vincoli e l’ampliamento dei posti fino a raggiungere una capienza di 40.000 spettatori. Molto spetta al Comune. Il centro di Formello è diventato ancora più funzionale ed elegante. E ora Lotito pensa alla casa della Lazio in montagna, la Formello del Cadore. Lo riporta Il Corriere dello Sport. Laziopress.it

 

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Shaqiri: “Lazio e Sarri mi intrigano, tornerei in Italia”

Shaq, Popeye, Magic Dwarf, Aladino. Xherdan Shaqiri non si crede un supereroe targato Marvel, ma potrebbe esserlo. Ha soprannomi celebri o da cartoon, è un attaccante “action” e “fantasy”. Ha un fisico al confine tra l’umano e il bionico, da effetti speciali: «Questione genetica, di famiglia». Molto della sua storia è scritta nei muscoli, in quei polpacci di marmo che sembrano transgenici, che sprigionano potenza esplosiva. Shaqiri è ridiventato un uomo mercato, può lasciare Liverpool ad un anno dalla scadenza, a condizioni favorevoli. Sogna di tornare in Italia per riscattare l’esperienza all’Inter (2015) e rilanciarsi sul grande schermo della Serie A. La Lazio l’ha seguito in passato, può essere un’opzione. Sarri aspetta Brandt del Dortmund, ma se partirà Correa avrà anche un’alternativa a lui e a Felipe Anderson. Shaq, dopo i tre gol all’Europeo (a Turchia e Spagna) svelandosi ci porta dentro la sua vita da film.

Xherdan Shaqiri detto “Aladino”, piedi magici al posto della lampada e gol celebrati con le braccia conserte stile genio. C’è tanta fantasia nel suo calcio… 
«E’ nato tutto per caso, la prima volta di quell’esultanza è stata spontanea. Poi l’ho ripetuta perché mi piaceva».

Anche i suoi polpacci sono magici… Klopp, scioccato, un giorno ha detto “i muscoli di Shaqiri sono incredibili, speciali, ha un fisico diverso da qualsiasi altro giocatore che abbia mai visto”. Shaqiri, confessi, lei è un alieno? 
«No, no (risata), non sono un alieno. E’ una caratteristica che ha origine nei geni della mia famiglia, nessun segreto».

E’ vero che prima di sfondare nel calcio lavorava in un negozio di abbigliamento? 
«Sì, è vero. Come ogni giovane giocatore che vive e gioca in Svizzera avevo bisogno di svolgere un periodo di apprendistato anche se ero molto impegnato con il calcio già allora. Era una passione, ancora oggi mi sento attratto dalla moda, dai bei vestiti» (…)

(…) Shaqiri, vorrebbe tornare in Italia? Una volta ha detto di essere innamorato del nostro Paese… 
«Certo. Chi non è innamorato dello stile di vita italiano, dell’italianità? Ciò che colpisce davvero è l’amore italiano per il calcio. E’ vita in Italia. I tifosi sono incredibili» (…)

(…) Il suo nome in passato è stato spesso associato alla Lazio, succede di nuovo, potrebbe essere un’opzione ai principali obiettivi d’attacco di Sarri. Il diesse Tare l’ha seguita spesso, c’è stato qualche nuovo contatto? 
«Igli Tare da anni sta facendo un ottimo lavoro alla Lazio. Se è vero che ha una grande stima nei miei confronti ne sono onorato. Seguo la Lazio da tanto tempo, è un top club».

Si vedrebbe nel 4-3-3 di Sarri? 
«In generale, anche per le mie caratteristiche, mi piace giocare un calcio più offensivo e Sarri lo pratica. Sarebbe intrigante».
Corrieredellosport.it

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Brillante e veloce: “Giá si vede la mano di Sarri!”

Come riportato da Il Tempo, la Lazio di Sarri vince la terza amichevole pre campionato contro la Triestina. Nella gara di ieri Luis Alberto ha sbloccato la situazione, realizzando tre assist. Esordio per Luka Romero, che si è messo in mostra con la sua rapidità e con i movimenti tra le linee. Le parole di Cataldi a fine partita: “Si sta vedendo la mano di Sarri, cerchiamo di fare quello che ci dice il mister, che come avete visto ci riprende spesso. Passare da una difesa a 3 a una a 4 è complicato – poi i movimenti del mister sono di reparto, non è facile recepirli immediatamente. È stata una buona partita nonostante nel finale ci sia stato un leggero calo“. 

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15^ GIORNO AURONZO – La Lazio si vaccina: Lotito nega un gruppo no-vax

Lazio compatta sul fronte vaccini. Parola di Claudio Lotito. Il presidente biancoceleste si è mosso in prima persona per immunizzare l’intero gruppo squadra subito in ritiro ad Auronzo. Ha contattato Luca Zaia, presidente della Regione Veneto, e ha ottenuto l’ok: “Il presidente Lotito ci ha chiesto se c’era questa possibilità, richiesta formulata prima ancora delle norme sul green pass. Per noi è un dovere di ospitalità ed un piacere”, le parole del governatore del Veneto. Il tutto è stato organizzato dal team dell’Ussl1 Belluno Dolomiti assieme al sindaco di Auronzo, Tatiana Pais Becher e il vicesindaco Enrico Zandegiacomo Seidelucio.

Lazio, nessun no-vax

A tutta la Lazio verrà somministrata la prima dose di Pfizer nella palestra del Pala Tre Cime. Il club non obbligherà nessuno a vaccinarsi. Diramata un’informativa per incoraggiare eventuali no-vax. Ci sarebbe qualche giocatore dubbioso, ma Lotito smentisce. I medici sono disposizione dei giocatori per delucidazioni. Va ricordato che in gruppo Lazzari, Leiva e Bertini sono già vaccinati. Anche i prossimi rientranti, Acerbi e Immobile, hanno ricevuto le proprie dosi con la Nazionale prima dell’Europeo. Corriere dello Sport

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Correa, ora si fa avanti l’Everton

Come riportato dal Corriere dello Sport, sono stati analizzati i progressi della preparazione estiva biancoceleste. Servono degli innesti ma è necessaria la cessione di qualche giocatore per sbloccare l’indice di liquidità e garantire una trentina di milioni. Il primo indiziato è Correa: l’argentino è richiesto da molte squadre della Premier -tra cui il Tottenham,  l’Arsenal e l’Everton. In attacco resta tra le preferenze di Sarri Brandt. La Lazio spera che il Dortmund accetti la formula del prestito con diritto di riscatto. Restano, però, anche alcune piste calde: Shaqiri in uscita dal Liverpool e Januzaj della Real Sociedad. L’idea della società biancoceleste è quella di prendere due ali, una titolare e una di riserva, con i baby Raul Moro e Luka Romero che resteranno in organico. A centrocampo, il prescelto per la mediana è Toma Basic del Bordeaux. L’accordo con il centrocampista, in scadenza a giugno 2022, era stato trovato da tempo: quinquennale da 1,5 milioni a stagione più premi. Laziopress.it

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Progetto Flaminio: la strategia di Lotito

Claudio Lotito a lavoro sul sogno di ogni tifoso della Lazio: ritornare allo Stadio Flaminio. Quella che è stata la casa biancoceleste per tanti anni, oggi vive in uno stato di degrado e abbandono. Il progetto di riqualificazione è sempre stato sfiorato, ma negli ultimi mesi l’idea sta prendendo corpo. Il patron, la scorsa settimana, ha effettuato un sopralluogo con i tecnici del Comune di Roma. Ne seguiranno altri. Da capire c’è la fattibilità della ristrutturazione con quattro capisaldi fondamentali: infrastrutture (e dunque anche la viabilità), parcheggi, copertura e capienza.

Lotito e le idee sullo Stadio Flaminio

Il primo obiettivo è quello di riportare la capienza dell’impianto a 40mila posti (sono ora 24 mila). E poi vanno abbattuti i vincoli strutturali di uno stadio di assoluto valore storico, culturale e architettonico. L’idea di Lotito è quello di progettare uno stadio moderno e multifunzionale, con negozi e ristoranti, sempre aperto 365 giorni all’anno e non solo la domenica per le partite. Il Comune è pronto a fare la sua parte. La riqualificazione potrà diventare concreta anche grazie agli emendamenti inseriti con l’approvazione delle modifiche al Decreto Salva Stadi (nel Decreto Semplificazione) nella Legge Lotti del 2017. Lotito si aspetta che possano essere promossi interventi come quelli visti al Franchi di Firenze, inserito nel Recovery Plan. Corrieredellosport.it

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Oggi con la Triestina primo vero banco di prova. Callejon? La Lazio smentisce interesse

Mercoledì è toccato a Mou, oggi a Mau. Dopo due amichevoli contro squadre dilettanti, alle 18.30 ad Auronzo di Cadore la Lazio di Sarri affronterà nel primo vero test estivo la Triestina, battuta mercoledì 1-0 dalla Roma di Mourinho. La partita odierna, visibile su Lazio Style Channel e in chiaro su Sportitalia, potrà essere un termometro utile per misurare il primo confronto tra lo Special One e il Comandante. Si affrontano a distanza, in quest'estate afosa, in attesa di scaldare l'Olimpico nel derby di fine settembre. Oltre che per la sfida indiretta con i giallorossi, la gara con la Triestina è molto importante per capire a che punto è l'apprendimento delle idee di Sarri da parte della Lazio. In particolare sarà sotto osservazione la fase difensiva, poco sollecitata nelle uscite precedenti (10-0 e 11-0 i punteggi), e l'atteggiamento della squadra nel recuperare il pallone il prima possibile: aspetti, insieme alla capacità di dominare il gioco spostando palla il più possibile, sui quali il tecnico toscano lavora in maniera maniacale quotidianamente. 

Sarri confermerà lo scheletro della nuova Lazio, ancora orfana degli azzurri (Acerbi con Immobile) e di un'ala sinistra titolare (Brandt il preferito), che la società acquisterà una volta che sarà piazzato Correa (per lui si riparla del Tottenham). Per 8 milioni più 3 di bonus arriverà Basic (24 anni, mediano e intermedio) e un altro esterno d'attacco a destra che, nelle gerarchie iniziali, partirà dietro Felipe Anderson. Nella lista ci sono Januzaj, Jovetic e Callejon, anche lui come Hysaj un fedelissimo di Sarri, che lo ha valorizzato a Napoli. L'esterno spagnolo, 34 anni, è in ritiro con la Fiorentina ma vuole cambiare aria dopo un'annata deludente. Può essere un'opportunità, anche se la Lazio smentisce l'interesse.

la Repubblica 

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Sarrilandia, prima missione compiuta: quanto entusiasmo per la nuova Lazio

Auronzo è Sarrilandia: si respira grande ottimismo in casa biancoceleste. La prima rivoluzione del nuovo tecnico – scrive oggi Il Messaggero – è già compiuta: la gente ama questa Lazio, senza se e senza ma. La personalità di Sarri spicca e contamina: la scelta di portarlo a Roma, per il momento, è il capolavoro mediatico assoluto della società. Maurizio è pronto a lavorare con chiunque abbia voglia: anche Luis Alberto, dopo qualche bizza, sembra pienamente rientrato nei ranghi. La squadra vola sulle ali dell'euforia, nonostante l'assenza dei big: il tecnico non vede l'ora di sottoporre pure i campioni d'Europa Immobile e Acerbi alla sua "cura benefica". Tuttomercatoweb.com

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Immobile-Sarri, telefonate d’intesa: il bomber con la squadra tra una settimana

Come riportato dal Corriere dello SportCiro tornerà in squadra il 31 luglio dopo una meritata vacanza a Ibiza con la famiglia e l’amico Insigne, sul quale la Lazio smentisce le voci di mercato che parlano di un interesse da parte del club biancoceleste. Si è sentito spesso con Sarri e sfrutterà il ritrovo a Formello (31 luglio) e il ritiro di Marienfeld (2-7 agosto) per tuffarsi in questa nuova Lazio. Sarri e Immobile si sono confrontati telefonicamente più volte sin da giugno; il neo allenatore biancoceleste ha parlato di lui in conferenza stampa “Ciò che ho visto di Ciro mi lascia tranquillo, a me sta bene. Nelle squadre che ho allenato gli attaccanti hanno sempre segnato tanto“. Mau sta preparando un attacco esplosivo a tridente: Ciro avrà ai suoi fianchi Felipe Anderson e un’altra ala di valore. Sarri è un maestro, appena avrà Ciro in squadra lavorerà affinchè il 4-3-3, un modulo che in Nazionale l’ha fatto tribolare, sia a sua misura. Laziopress.it

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Lotito promette: “Arriveranno altri acquisti”. Il piano: due esterni e Basic con la cessione di Correa

«Arriveranno altri giocatori per rinforzare una rosa che molti ci invidiano». Queste le parole dette dal presidente Lotito, che riecheggiano da un editoriale che uscirà su Lazio Style Magazine per celebrare il 17esimo anno di presidenza. Una frase che fa pensare che forse la svolta in sede di calciomercato sia davvero dietro l’angolo. Ma cosa succederebbe in caso di addio dell’ex Siviglia? Secondo quanto rivelato sempre dal quotidiano romano, gli acquisti potrebbero essere due. Il primo, a meno di clamorosi passi indietro, dovrebbe essere Basic. L’accordo con il croato sarebbestato trovato da tempo, mentre con il Bordeaux si potrebbe chiudere a 7 più 3 di bonus. Il pensiero però va agli attaccanti esterni, punti cardine del 4-3-3. Ed ecco che, con l’addio di Correa, potrebbero arrivarne due. Il primo nome resterebbe quello di Brandt, con la speranza che il Borussia Dortumund possa aprire al prestito con diritto di riscatto. Tare potrebbe regalare a Sarri un altro giocatore, che rappresenterebbe un’alternativa di livello. I nomi potrebbero essere quello di Shaqiri e Januzaj, pupilli del ds. Ma occhio all’ipotesi Callejon, soldato del  mister ex Napoli. Tutto appare in divenire, ma occorre dare una svolta. Le parole del presidente tracciano la via.