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Lista dei 25: c’è spazio per un giocatore formato in Italia. Under 21 senza limiti

Acquistare senza cedere. Il regolamento lo consente. La Lazio ha presentato in estate una lista formata da 24 nomi: 17 over 21, 4 giocatori formati in Italia (Strakosha, Parolo, Di Gennaro e Immobile) e 3 cresciuti nel vivaio biancoceleste (Guerrieri, Murgia e Palombi). Luiz Felipe e i due portoghesi Pedro Neto e Bruno Jordao fanno parte invece dell’elenco degli Under 21, potendo essere utilizzati senza occupare posti tra i 25. Come sottolinea la consueta rassegna stampa di Radiosei, questa lista ad ogni sessione di mercato può essere completamente riscritta. Anche cambiando tutti i giocatori. L’importante è mantenere gli 8 italiani in rosa con la possibilità di scendere a 7 come nel caso della Lazio. Nei prossimi giorni intanto verrà definito l’acquisto di Martin Caceres. Il difensore andrà a sostituire Mauricio, sotto contratto fino al 2019 e alla ricerca di una nuova sistemazione. Se non dovesse trovarla, tornerà tra i fuori rosa. Proprio il reintegro del brasiliano a fine settembre costò il posto a Crecco, pronto a essere riammesso con il prestito di Palombi alla Salernitana. La Lazio ha comunque uno slot libero e potrebbe reintegrare Marchetti o acquistare un giocatore formato in Italia senza alcun sacrificio. Basterebbe far rientrare Strakosha (tesserato per tre stagioni tra i 15 e i 21 anni) nell’elenco dei giovani cresciuti a Formello. Non ci sono problemi invece per il tesseramento degli Under 21: possono essere acquistati in modo illimitato giocatori italiani o non nati dopo il 1 gennaio 1996.lalaziosiamonoi.it

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Jordão: a lavoro per stregare Inzaghi e per diventare il nuovo Leiva

La Lazio sta cercando di trovare degli equilibri a centrocampo, Lucas Leiva ha dato le garanzie sperate, nonostante le varie problematiche fisiche si punterà ancora su Davide Di Gennaro (infortunato, tornerà dopo la pausa) per il ruolo di vice. Inoltre, come riporta La Repubblica, s'intende valorizzare Bruno Jordao. La scorsa estate i romani hanno dovuto fare i conti con operazioni di mercato molto delicate, verso la fine del periodo delle trattative era necessario cedere Keita e trovare dei rinforzi adeguati. Il senegalese venne ceduto al Monaco, mentre in casa laziale approdò Nani e due giovani promesse del calcio portoghese: Bruno Jordao e Pedro Neto. Entrambi provenienti dal Braga i ragazzi vennero pagati una cifra considerevole, i capitolini infatti alla fine dovranno sborsare circa 26 milioni di euro. Fra i due Jordao è quello pagato meno (7 milioni complessivi: 2,5 subito più altri 4,5 a fine prestito per il riscatto obbligatorio) e probabilmente era considerato meno del giovanissimo Neto (classe 2000). Il ds laziale Igli Tare durante la conferenza stampa di presentazione dei due calciatori ha messo subito le cose in chiaro: “Sono state dette tante cose, tante speculazioni sui due giovani. Ma io da tempo parlavo col loro agente, erano seguiti da tanti club europei e ho cercato di portarli qui alla Lazio”. E da quel giorno è iniziato il percorso di Jordao in biancoceleste.

DALLA MARINHENSE ALLA LAZIO – Bruno André Cavaco Jordao, o più semplicemente Bruno Jordao, approda in biancoceleste questa estate e firma un contratto fino al 30 giugno 2019. Il nome di questo ragazzo nato a Marinha Grande fa abbozzare più di un sorriso sulle labbra dei tifosi della Lazio. Inevitabile, visto che sembra la versione portoghese dell’idolo romano Bruno Giordano. Il ruolo però è differente, il giovane Jordao (classe ’98) è un centrocampista che può svolgere tutti i ruoli nel cuore del centrocampo, è bravo sia come mediano che come mezz’ala. “La visione di gioco è la mia caratteristica principale, sia nei passaggi corti che in quelli lunghi. Essendo giovane, ovviamente, devo ancora migliorare”, il diciannovenne ha usato poche ma chiare parole per descrivere le sue caratteristiche tecniche. Destro naturale, 1.80cm per 65kg. Bruno non è un colosso, ma si difende bene con la palla fra i piedi. La sua carriera inizia con la Marinhense, squadra che attualmente milita nella terza divisione portoghese. Si mette in mostra e nel 2010 viene prelevato dall’União Leiria. Dopo aver fatto tutta la trafila nelle giovanili nel 2015/2016 esordisce ufficialmente in prima squadra, mettendo a segno 3 reti in 24 apparizioni. Tanto basta al Braga per convincersi delle sue qualità. Il club biancorosso lo acquista nel 2016. Poi il passaggio alla Lazio. I suoi idoli calcistici sono Thiago (ex Atletico Madrid), Xavi e Iniesta, profili ambiziosi per un giovane di belle speranze. In Nazionale milita nel Portogallo Under 20, i suoi numeri recitano 1 gol e un 1 assist per un totale di 4 apparizioni con la selezione di categoria, di cui una con la fascia di capitano al braccio. Non male.

SCALARE POSIZIONI – Nel suo presente a livello di club però ancora non c’è stata la possibilità di mettere piede sul manto erboso. Infatti con la Lazio non è sceso in campo neanche una volta in tutte le competizioni, colpa anche del ritardo del transfer arrivato dopo la prima metà di settembre. Ma non solo, il talento va coltivato e bisogna aspettare il momento giusto per poterlo cogliere. Inzaghi lo sa ed aspetta. Il tecnico sembra essere sempre più convinto di Jordao, che allenamento dopo allenamento continua a migliorarsi. Non è sfuggito il suo numero su Lucas Leiva durante la seduta a porte aperte dello scorso 13 dicembre. Jordao, pressato dal brasiliano, a testa alta e senza paura ha effettuato una magia con la suola e superato l’esperto e titolarissimo centrocampista durante la partitella in famiglia. “Ha fatto un gioco di prestigio alla Rui Costa”, ha esclamato qualche tifoso guardando quell’azione dagli spalti del Fersini. Inzaghi sta aspettando il momento in cui il ‘frutto’ Jordao sarà definitivamente maturo per essere raccolto ed usato come arma in mezzo al campo. Un giorno potrebbe essere il vice di Leiva e perché no, anche il mediano titolare della Lazio.lalaziosiamonoi.it

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Vice Strakosha: la Lazio riflette sul reintegro di Marchetti

Un vice Strakosha, un portiere esperto. Lo ha chiesto Inzaghi, vuole maggiori garanzie dietro all’albanese per la seconda parte della stagione, la Lazio ci pensa, diventerà materia di riflessione e una priorità di gennaio dopo la definizione dell’acquisto di Caceres. Lotito interverrà, così avrebbe promesso al suo allenatore. Ci sono due possibilità: tornare sul mercato e l’argentino Mariano Andujar, già bloccato in estate, può essere il primo obiettivo oppure si deciderà per il reintegro di Federico Marchetti. Ecco la novità di queste ore, tra società e staff tecnico verrà aperto il confronto e il dibattito su questo tema. L’ex portiere azzurro, in scadenza di contratto tra sei mesi e fuori rosa dall’estate scorsa, può essere ancora utile alla causa. Perché rinunciare e non sfruttare questa possibilità? La società non ha mai chiarito in modo ufficiale le motivazioni, giustificate da concreti e frequenti problemi fisici. La scelta di puntare su Strakosha, maturata con largo anticipo rispetto alla conclusione della passata stagione, aveva portato Marchetti sul mercato. In estate non ha trovato una sistemazione e anche oggi il suo procuratore Giuseppe Bozzo sta ancora cercando una soluzione. Per quanto sia fermo da un anno (Pescara-Lazio 2-6 del 5 febbraio 2017, si fece male la domenica successiva durante il riscaldamento prima della partita con il Milan), possiede una grandissima esperienza e ha ancora voglia di mettersi in discussione. Certo qualche dubbio può riguardare la condizione fisica.

REINTEGRO – Marchetti negli ultimi mesi si è allenato con i fuori rosa della Lazio (ne fanno parte Djordjevic, Tounkara, Perea, Dovidio, Rozzi, Oikonomidis, Prce) anche se non sempre è stato visto a Formello. La società gli aveva accordato il permesso di lavorare anche da solo e spesso si è allenato fuori Roma, ovvero tra Bassano del Grappa (suo paese di origine) e Ferrara.corrieredellosport.it

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Maratona Lazio: fino a maggio senza respiro

La storia del calcio ne fa da garante: la grandezza di una squadra si misura anche in base agli obiettivi che si pone. L’ambizione prima di tutto. Condita da un po’ di umiltà che consente di guardare al futuro mantenendo i piedi ben saldi nel presente. Importanti i traguardi, audace chi cerca di raggiungerli. Audacia che significa anche coraggio, forza. A Inzaghi e ai suoi ragazzi da qui in avanti ne servirà molta. Dovranno essere intrepidi tanto quanto basta per muoversi tra i numerosi impegni futuri senza perdersi lungo la strada. Stando a quanto riporta la consueta rassegna di Radiosei infatti, i biancocelesti saranno impegnati in ben 24 sfide, considerando, oltre al campionato, anche le due semifinali di Coppa Italia contro il Milan e i sedicesimi di Europa League contro lo Steaua. Ma non è finita qui.

PENSARE IN GRANDE – Perché la squadra di Inzaghi finora lo ha dimostrato: lotta per vincere. Se quindi si considerassero anche la finale di Tim Cup del 9 maggio all’Olimpico e il superamento di ottavi, quarti e semifinale di Europa League gli impegni aumenterebbero a dismisura. Tanto per farsene un’idea: dalla prima sfida del 2018 contro la Spal all’ipotetica finale di Europa League a Lione (16 maggio) la Lazio arriverebbe a disputare ben 32 partite. Tenendo conto invece solamente delle sfide certe, già presenti da tempo sul calendario di casa Lazio, il periodo di fuoco va a coincidere tra la ripresa del campionato dopo la sosta di gennaio e il mese di marzo. In 42-43 giorni Lulic e i suoi dovranno scendere in campo ben 12 volte. In un rapporto tra costi (tanti) e benefici (si spera altrettanti) a contare è la compattezza di un gruppo che sa di essere grande.lalaziosiamonoi.it

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Tare pensa ad Andujar come secondo di Strakosha, Vargic in uscita

Intanto Caceres, poi si ragiona. Una Lazio impegnata su tutti i fronti potrebbe spingere la società ad andare oltre l’uruguaiano. Al vaglio c’è la possibilità di coprire meglio alcuni ruoli in cui può essere alzato il livello delle alternative, in modo da essere coperti in caso di squalifiche o infortuni: uno di questi è quello del secondo portiere. Strakosha sta giocando una grande stagione e offre a Inzaghi tutte le garanzie del caso. Finora l’albanese ha giocato praticamente sempre, eccetto le due partite finali del girone di Europa League: nei quarti di Coppa Italia ha preso un giallo che alza il rischio di una sua assenza per i prossimi impegni nel torneo visto che con la seconda ammonizione scatterebbe la squalifica. Dietro di lui Vargic non ha convinto. Dopo una stagione da terzo, quest’anno è stato promosso a secondo, ma in Europa ha mostrato delle incertezze. Guerrieri ha appena rinnovato il contratto e gode della fiducia della società. Dargli la responsabilità della sostituzione di Strakosha potrebbe essere un rischio. Come riporta la consueta rassegna stampa di Radiosei ecco che la Lazio sta pensando di nuovo ad una pista che aveva bloccato in estate, quella di Andujar. Allora non se ne fece più nulla a causa della mancata cessione di almeno uno tra Vargic e Marchetti. Anche oggi per inserire l’argentino, dovrebbe uscire Vargic dalla lista degli Over 21 che al momento non presenta slot liberi. Un vantaggio è che il giocatore gode del passaporto italiano, che gli permetterebbe di rientrare con lo status di comunitario.

 

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Telenovela De Vrij, la risposta del giocatore è attesa entro sabato

Sono giorni decisivi per conoscere il futuro di Stefan de Vrij. L’olandese deve decidere se accettare la proposta di rinnovo della Lazio, al netto di un contratto in scadenza il prossimo giugno 2018, o rifiutare di prolungare la propria avventura in biancoceleste, potendo così accordarsi già da gennaio con un altro club. Come si legge sulle colonne de La Rupubblica di oggi – in un pezzo a firma di Giulio Cardone –, l’ultima offerta della società è arrivata proprio il 26 dicembre in un colloquio privato tra Lotito e lo stesso difensore ex Feyenoord. La riposta del giocatore attesa entro sabato, ponendo così fine all’ennesima telenovela sul tema dei rinnovi a Formello. Per quanto riguarda il mercato in uscita, sembra sempre più vicino il prestito di Simone Palombi al Carpi. L'ex Primavera piace anche a Salernitana, Ascoli, Novara, Avellino e Venezia.

llsn

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Anderson, l’acquisto che puó cambiare la Lazio

Si era fermato a fine luglio dopo aver dato spettacolo contro il Bayer Leverkusen. A Grodig Felipe Anderson in coppia con Immobile aveva fatto sognare i tifosi laziali con giocate di alta scuola. In tutto il ritiro era sembrato a suo agio nel nuovo ruolo di seconda punta, prefigurando una stagione sugli scudi come nel primo anno di Pioli. Poi il calvario che l’ha costretto a stare quattro mesi fuori e l’esplosione di Luis Alberto, ormai imprescindibile nello scacchiere biancoceleste. Il brasiliano però è rientrato alla grande, gol a Cittadella e Crotone e lampi di grande classe con Fiorentina e Inter. Un vero e proprio rinforzo invernale che, come riporta la consueta rassegna stampa di Radiosei, costringe Inzaghi a pensare a qualche variante rispetto al 3-5-1-1 con cui finora la Lazio ha volato. Felipe con Immobile, Milinkovic e Luis Alberto tutti in campo per un undici di estrema qualità.

LARGO ALLA QUALITÀ – Il 3-5-1-1 rimarrà lo schema base della Lazio, che dovrebbe essere riproposto già contro la Spal. Nelle ultime settimane però Inzaghi sta lavorando sul 3-4-1-2 (o la leggera variante 3-4-2-1): il primo assaggio a Benevento, poi qualche apparizione, come negli ultimi minuti della sfida di San Siro quando Nani ha rilevato Milinkovic. Felipe davanti con Immobile, e nella versione più offensiva Luis Alberto alle spalle delle punte, con Milinkovic e uno tra Leiva e Parolo in mediana. Nani a quel punto sarebbe la prima alternativa nei ruoli di fantasia, con Caicedo vice Immobile.

DIFESA A 4 – La vera novità del 2018 potrebbe essere il ritorno all’antico, alla difesa a 4. Lo scorso anno Inzaghi alternava spesso la linea a 3 e quella a 4, mentre nella stagione in corso si è preferito mantenere sempre il 3-5-1-1. Sfruttando anche la sosta del campionato, si potrebbe varare un modulo con un difensore in meno e un attaccante in più, il 4-3-1-2. Il terzetto di centrocampo sarebbe sempre Parolo, Leiva, Milinkovic con Luis Alberto alle spalle di Felipe e Immobile. Nani alternativa di lusso e Lulic che, oltre al terzino sinistro, entrerebbe nelle rotazioni delle mezzali. Dietro la coppia centrale de Vrij e Wallace, con Basta e Radu terzini: in aggiunta Marusic, Patric e Lukaku oltre al già citato Lulic per gli esterni e Bastos, Luis Felipe e Caceres per i centrali. La rosa è lunga, Inzaghi può sbizzarrirsi.lalaziosiamonoi.it

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Lazio e Var, una storia già finita

Sette punti in meno. Questo il bilancio tracciato da Simone Inzaghi alla fine dell’anno. Sette punti che sommati ai 37 attuali della Lazio farebbero quarantaquattro: tradotto terzo posto in classifica a meno tre dalla Juventus.

Sette punti, tanto è costata la Var ai biancocelesti. Non ha dubbi il tecnico laziale che non smette di ripeterlo ad ogni conferenza stampa. Una storia di un amore mai nato quello con la tecnologia, che a detta di Simone uccide le emozioni. Il bilancio è pesante come le frasi che Inzaghi non riesce a trattenere alla fine della sfida contro l’Inter. Parole che gli escono dritte dalla pancia. Si sente penalizzato da quella stessa tecnologia voluta per evitare scandali e polemiche. Sarà, ma ogni post partita c’è qualcuno che lancia il suo j’accuse al Var. 

APPUNTI
Simone ha scritto tutto su un foglio. Pagine bianche e pagine nere del diario biancoceleste. «La Var non mi fa divertire. Non penso male. In Europa League non c’è ed è molto meglio. Era stata messa per togliere gli episodi, qui invece stiamo discutendo sempre su quelli. A questo punto non ci sto più», ha rimarcato. Insomma Inzaghi chiede che la moviola sia applicata in maniera uniforme. Perché se è vero che contro l’Inter non era rigore, contro il Torino il penalty c’era e Immobile non sarebbe stato espulso. 

REWIND
E pensare che Var e Lazio si erano solo annusate da lontano per le prime sette giornate di campionato. Il primo episodio all’ottava: rigore al 94’ per la Juve: fallo di Patric su Bernardeschi. Nella gara successiva contro il Cagliari, Pairetto si avvale della tecnologia per annullare due gol ai sardi: Faris e Pavoletti segnano entrambi in netto fuorigioco. Poi nulla da dover (ri)valutare tramite l’uso delle immagini contro Bologna e Benevento. Dal derby contro la Roma in poi tra la Lazio e la Var s’incrina un rapporto che sembrava tutto sommato normale. 
Contro i giallorossi Rocchi concende dopo un silenti check il rigore per fallo di Bastos su Kolarov. Inzaghi non è mai stato convinto che il penalty assegnato alla Roma fosse effettivamente da fischiare. Ma il Var è decisivo per smentire lo stesso arbitro di Firenze, che aveva sorvolato su un mani in area di Manolas. 

MASSA E GIACOMELLI
Contro la Fiorentina il tecnico biancoceleste recrimina con Massa per un rigore non concesso per fallo di Veretout su Parolo (immagine non riviste) e per aver invece usato la moviola per assegnarlo nel caso del controverso fallo di Caicedo su Pezzella in pieno recupero. Contro la Sampdoria, l’arbitro Mazzoleni non riceve nessuna segnalazione da parte del Var per un netto fallo di mano di Bereszinsky in area. Poi la sfida con il Torino che ha fatto tracimare il vaso: rigore non dato per mani di Iago Falque e subito dopo immagini usate per espellere Immobile dopo un lieve battibecco con Burdisso. A Bergamo, Irrati annulla la rete di Caldara per fuorigioco. Insomma, quello che la Lazio pretende è un uso uniforme del mezzo. Mentre il suo presidente chiede di estendere il suo utilizzo anche alla serie B (se la sperimentazione sarà considerata positiva dovrebbe arrivare già dalla prossima stagione): ritiene la “sua” Salernitana danneggiata dagli arbitri.ilmessaggero.it

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Bacchetta al Mago: è la prima alla Scala del Calcio

Arrivato in punta di piedi nel silenzio generale e tra il più denso scetticismo, Luis Alberto piano piano si è preso la Lazio. Lo ha fatto alla sua maniera, lavorando sodo e dimostrando sul campo quanto veramente valesse. Ora non se ne può fare a meno, difficile – se non impossibile – rinunciare alle sue giocate illuminate, vere e proprie invenzioni degne di un grande giocatore. E Inzaghi non se ne priverà contro l’Inter, in una delle sfide più importanti della stagione. Se il mister piacentino l’ha risparmiato nella gara di Coppa Italia contro la Fiorentina (lo spagnolo ha giocato solamente 3 minuti), questa sera il ruolo di ispiratore della Lazio sarà ancora una volta il suo. E avrà un sapore tutto particolare. Infatti, come riporta la rassegna a cura di Radiosei, Luis giocherà la sua prima partita da titolare a San Siro. Gli era già successo di calcare il prato del Meazza la scorsa stagione contro il Milan, ma non dal primo minuto. Oggi sarà protagonista, si godrà il big match con l’emozione che caratterizza ogni prima volta cercando di ispirare – ancora – la vittoria della sua Lazio.lalaziosiamonoi.it

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Ecco i premi: società e giocatori concordano i bonus

icchi premi e cotillons per la Lazio: è previsto anche il bonus scudetto nel patto società-giocatori. E’ stato un anno d’oro. Un anno così, fatto di vittorie (Supercoppa), record e tabù violati (il blitz di Torino su tutti), apre ad ogni scenario. Nei premi collettivi che sono in via di definizione e pattuizione c’è un capitolo riservato al tricolore, non c’è molto da stupirsi considerando la crescita della squadra e rileggendo la classifica (macchiata dagli errori arbitrali): Lazio 36 punti (45 per il Napoli capolista), con una partita in meno e il big match contro l’Inter alle porte. Lo scudetto non è più un miraggio, non lo è soprattutto in prospettiva considerando le potenzialità tecniche ed economiche del club, gli incassi estivi e futuri (legati ad eventuali cessioni faraoniche).

JACKPOT – Per diventare grandi si deve pensare in grande. Il premio scudetto è in discussione, sarà fissato così come il premio Champions, forse il più accessibile, mai come quest’anno. Nei premi riconosciuti dalla società alla squadra si procede per gradi: dalla Coppa Italia all’Europa League sino alla grande Europa e al tricolore. E’ il primo anno in cui simili obiettivi appaiono meno lontani. La Lazio, nell’era Lotito, è riuscita a strappare premi per le vittorie in Coppa Italia e in Supercoppa, per le qualificazioni in Europa League (in Champions ci è andata nel 2007, ha fallito il preliminare 2015). Quest’anno la squadra punta al jackpot.Corrieredellosport.it