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Globe Soccer Awards, Cristiano Ronaldo e Tare in lizza tra i finalisti

Parata di stelle del calcio mondiale a Dubai per i Globe Soccer Awards che verranno assegnati il prossimo 29 dicembre. Anche due 'italiani' fra i candidati al premio. Uno è Cristiano Ronaldo della Juventus, in competizione insieme a Leo Messi, Virgil Van Dijk e Mohamed Salah per il titolo di 'Best Men's Player of the Year'. L'altro è il dirigente della lazio, Igli Tare, in lizza con Andrea Berta (Atletico Madrid), Eric Abidal (Barcellona), e Marc Overmars (Ajax) per il titolo di 'Best sporting director'. Fra le rivelazioni del 2019 si disputano il premio Erling Haaland del Salisburgo, Jadon Sancho (Borussia Dortmund), Joao Felix (Atlético Madrid) e Ansu Fati Vieira (Barcellona). Nella sezione allenatori, i finalisti sono Jurgen Klopp del Liverpool, Fernando Santos della nazionale portoghese e Erik Ten Hag dell'Ajax. Quanto alle donne, il titolo di 'Best women's player del 2019' andrà a una fra Alex Morgan, Megan Rapinoe, Lucy Bronze e Amandine Henry, le prime due della nazionale americana, le seconde dell'Olympique Lione.

Tutti gli invitati

Alla cerimonia di premiazione sono attesi come di consueto numerosi protagonisti del calcio mondiale. Fra gli altri, Miralem Pjanic, Ryan Giggs, Joao Felix, e poi ancora l'ex giocatore del Manchester United Mikael Silvestre, Sara Gama della Juventus, Amandine Henry dell'Olympique Lione, l'arbitro francese Stephanie Frappart, Romelu Lukaku dell'Inter, Didier Deschamps, ct della nazionale francese, Simone Inzaghi, allenatore della Lazio, Fabio Capello e Pierluigi Collina.

corrieredellosport.it

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“Dino e la sua Lazio”, la presentazione del volume oggi al Salone d’onore del CONI

Oggi, giovedì 5 dicembre 2019, alle ore 18.00, presso il prestigioso Salone d’Onore del CONI (P.za Lauro De Bosis 15, Palazzo H, Roma), si svolgerà la presentazione del libro “Dino e la sua Lazio, la carriera in biancoceleste del mito”, opera interamente dedicata al portiere della Nazionale campione del mondo 1982 Dino Zoff e distribuita in tutte le edicole di Roma e provincia. Il libro, curato dallo scrittore Emiliano Foglia, rappresenta un nuovo capitolo della raccolta enciclopedica di “Lazialità”, magazine fondato nel 1985 e diretto da Guido De Angelis. All’interno la sconfinata vita professionale di Zoff viene raccontata dalla prospettiva laziale, ricostruendo la sua esperienza capitolina in qualità di allenatore e presidente attraverso documenti fotografici, interviste e numerose testimonianze, senza trascurare i trionfi con la Juventus e le leggendarie sfide con la maglia azzurra. Alla serata – nel corso della quale Zoff sarà altresì insignito del “Premio Lazialità” – parteciperanno il presidente del CONI Giovanni Malagò, oltre a numerosi e illustri esponenti della stampa specializzata e del mondo del calcio.
Tenendo conto dei tempi legati ai controlli degli accrediti all’ingresso della sala, per garantire a tutti gli ospiti, alla stampa e agli addetti ai lavori di prendere posto per tempo, l’ingresso avverrà alle ore 17.15.

lazialita.it

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Messi, un pallone d’oro sgonfio

Leo Messi è il calciatore più forte del mondo. In molti lo pensano e chi non lo pensa mette comunque l’argentino sul secondo gradino del podio, dietro Cristiano Ronaldo. Non servono concorsi o premi per stabilire ciò che è chiaro in questa epoca calcistica, baciata dalla fortuna di potere vedere in azione due autentici fuoriclasse. Il Pallone d’oro che i giurati di France Football hanno assegnato al numero 10 del Barcellona, consegnato alla Pulce ieri nella cerimonia organizzata nel teatro Chatelet di Parigi (con lui c’erano la moglie Antonella Roccuzzo e i loro tre figli), è perciò un pallone sgonfio di significato. Il premio, tornato di competenza giornalistica dopo la parentesi sotto l’ala della Fifa, va a chi nella stagione ha compiuto imprese straordinarie. Per questo in lizza c’era mezzo Liverpool campione d’Europa, che per alzare la Champions a Madrid lo scorso giugno aveva asfaltato per 4-0 proprio il Barcellona di Messi, che ad Anfield Road ha vissuto una delle pagine più nere della sua carriera. Alisson come Yashin? van Dijk (secondo) come Beckenbauer? Salah o Manè come Keegan? Niente, nulla da fare. I tre Reds, che hanno perso la Premier League per un punto di svantaggio nei confronti del Manchester City (in uno strepitoso 98 a 97), non sono stati premiati come lo fu 12 mesi fa Luka Modric, vice campione del mondo con la Croazia e vincente della “sola” Champions League con il Real Madrid. A Messi, dunque, è bastato vincere la Liga con il Barça per avere la meglio sulla concorrenza. Se vogliamo trovare un appiglio più convincente, c’è stato il sesto trionfo nella Scarpa d’oro vinta grazie ai 36 gol realizzati in campionato. «Mai smettere di sognare – ha detto l’argentino – . Ringrazio Dio, sono molto fortunato, sono benedetto perché adoro il calcio. Ho ancora qualche anno, poi dovrò abbandonarlo e sarà difficile, il tempo passa molto velocemente». E Cristiano Ronaldo? L’anno scorso secondo alle spalle del suo ex compagno di squadra nelle Merengues, stavolta è finito al terzo posto. Poco, a quanto pare, è valso lo scudetto vinto con la Juventus dal portoghese, che ha puntualmente disertato la cerimonia parigina. Non si fa fatica ad immaginare il suo umore, visto che ora è in svantaggio nel conteggio dei Palloni d’oro che vede Messi avanti per 6 a 5.
DE LIGT MIGLIOR UNDER 21
I tifosi juventini posso consolarsi con il successo del difensore olandese de Ligt, che ha vinto il trofeo Raymond Kopa (il Pallone d’oro degli under 21) ricevuto dalle mani del vincitore dell’anno scorso, il francese del Psg Mbappé. Ad Alisson, che oltre alla Champions ha vinto la Coppa America col Brasile, è andato, manco a dirlo, il primo Trofeo Yaschin, il riconoscimento intitolato al grande portiere dell’Urss unico numero 1 vincitore del Pallone d’oro. Alisson ha vinto davanti a Ter Stegen (Barcellona) e Ederson (Manchester City) suo vice nella Seleçao. Il Pallone d’oro femminile ha invece rispettato i “canoni” dei risultati ottenuti: è andato alla statunitense Megan Rapinoe, campione del mondo con gli Usa.

Ilmessaggero.it

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Pallone d’oro 2018: vince Modric, CR7 secondo e Griezmann terzo

Luka Modric vince il Pallone d'oro 2018. A certificarlo la lista di France Football, uscita in anticipo sui social, in attesa dell'ufficialità e della cerimonia di premiazione di stasera alle 21. Il centrocampista croato del Real Madrid ha preceduto l'ex compagno di squadra Cristiano Ronaldo e l'attaccante francese dell'Atletico Madrid, Antoine Griezmann. Riceverà così il premio nella sede di France Football dalle mani di David Ginola. Modric interrompe il dominio della coppia Messi-Ronaldo, che aveva monopolizzato i successi dal 2008 al 2017. È il primo croato della storia a vincere l'ambito riconoscimento e anche il primo giocatore dell'ex Jugoslavia. davor Suker, esattamente 20 anni fa, si fermò al secondo posto dietro a Zinedine Zidane.

LA CLASSIFICA — Ecco tutta la graduatoria dal primo al 29° posto. 1. Modric 753 pt 2.Cristiano 476 3. Griezmann 414 4. Mbappé 347 5. Messi 280 6. Salah 188 7. Varane 121 8. Hazard 119 9. De Bruyne 29 10. Kane 25 11. Kanté 24 12. Neymar 19 13. Suarez 17 14. Courtois 12 15. Pogba 9 16. Aguero 7 17. Bale, Benzema 6 19.Firmino, Rakitic, Ramos 4 22. Cavani, Mané, Marcelo 3 25. Alisson, Mandzukic, Oblak 2 28. Godin 1 29. Isco, Lloris 0.

CHE STAGIONE — Il 2018 di Modric è stato entusiasmante. Con il Real Madrid ha vinto la Champions League per il terzo anno di fila, mentre con la Croazia ha raggiunto la finale del Mondiale, cedendo poi alla Francia. A titolo individuale, Modric si è aggiudicato, oltre al Pallone d'oro, il Pallone d'oro del Mondiale 2018, il Best Fifa men's player, l'Uefa men's player of the year, il premio miglior costruttore di gioco dell'anno dell'Iffhs e il titolo miglior centrocampista agli Uefa Club Football Awards. È stato inserito nella squadra della stagione della Uefa Champions League per il terzo anno consecutivo, nell'undici ideale Fifa Fifpro World XI per la quarta volta di seguito e nell'All Star team del Mondiale.

Gazzetta.it

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Football Leader 2018 – Immobile: “Sto bene alla Lazio. Champions? Ci hanno tolto qualcosa e siamo arrivati stanchi” (AUDIO)

Non è bastata la fantastica stagione di Immobile a portare la Lazio in Champions. Il giocatore partenopeo, però, dopo essersi laureato capocannoniere dell'Europa League e della Serie A, ha ricevuto un ulteriore riconoscimento. Oggi a Napoli, alle 10:30, con il premio Football Leader 2018 è stato riconosciuto come giocatore dell'anno. Questa la gratifica dell'AIAC (Associazione Italiana Allenatori Calcio), che però non potrà cancellare il suo doloroso finale di stagione. In seguito Immobile ha risposto alle domande dei giornalisti in conferenza stampa: 

Champions mancata? E' arrivato questo gol di Vecino alla fine, ce l'abbiamo messa tutta e forse meritavamo qualcosa in più per com'è andato il campionato. Magari poteva arrivare prima la qualificazione, ma ci siamo impegnati tanto anche in Europa League e alla fine siamo arrivati un po' cotti, abbiamo pagato anche questo.

Mancini? Mi stuzzica molto di lavorare con lui, da domani sarò a sua disposizione sperando che il problema che ho avuto sia passato. Abbiamo tre amichevoli importanti, non sarò al top ma daremo il massimo.

Serie A meno competitiva? Non sono d'accordo, fino alla fine tutto in palio, è stato un campionato emozionante. Il Napoli con 91 punti non ha vinto lo scudetto e noi 40 punti nel girone di ritorno non siamo in Champions. Negli altri paesi il campionato è stato assegnato con largo anticipo.

VAR? E' uno strumento nuovo che all'inizio ha creato un po' di problemi, ma bisognava un attimo abituarsi, ma ha aiutato tanto gli arbitri. Qualche errore c'è stato, magari servirà un po' più attenzione. In Lazio-Torino c'era un bel rigore, ormai è passato.

Resti alla Lazio? Quest'anno il mercato si sente prima, si sentiranno tante voci e non dobbiamo ribadire ogni volta i nostri sentimenti. Non posso commentare ogni notizia. Avendo fatto così tanti gol qualcosa uscirà, ma sono tranquillo, faccio lavorare i miei agenti. Ora vado in Nazionale e poi mi dedico alle vacanze.

Napoli? Sono stato vicino al Napoli in passato, poi per alcune divergenze non s'è fatto più niente, ma anche questo è passato (ride, ndr). Il Napoli appassiona tutti gli amanti del calcio, è ovvio. Alla fine ha pagato il fatto che hanno giocato sempre gli stessi e vi assicuro che è davvero dura, lo so perché noi, con una rosa più completa, abbiamo giocato l'Europa League. Ma, ripeto, 91 punti non sono pochi. Il Napoli ha sofferto mentalmente quando ha perso in casa con la Roma, quando ci segnò Dybala al 90'. Loro erano convinti finisse 0-0. Poi la gara con l'Inter, mi sa che sono andati a dormire tardi (ride, ndr)…".