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SERIE A

Atalanta-Lazio, formazioni ufficiali

ATALANTA (3-4-2-1): Berisha; Masiello, Caldara, Palomino; Hateboer, Cristante, Freuler, Spinazzola; Ilicic, Gomez; Petagna. 

A disp. Gollini, Rossi, Toloi, Castagne, Gosens, Mancini, Haas, Kurtic, Schmidt, Orsolini, Vido, Cornelius. 

All. Gian Piero Gasperini

 

LAZIO (3-5-2): Strakosha; Bastos, de Vrij, Radu; Marusic, Parolo, Leiva, Milinkovic, Lulic; Luis Alberto, Caicedo. 

A disp. Guerrieri, Vargic, Wallace, Luiz Felipe, Patric, Basta, Murgia, Lukaku, Jordao, Neto, Felipe Anderson, Palombi. 

All. Simone Inzaghi

 

ARBITRO: Irrati (sez. Pistoia). Ass: Meli-Di Fiore. IV: Manganiello. VAR: Rocchi. AVAR: Schenone

 

Serie A TIM, 17^ Giornata

Domenica 17 dicembre 2017, ore 20:45

Stadio Atleti Azzurri d'Italia di Bergamo 

 

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SERIE A

Atalanta-Lazio, probabili formazioni

Serie A TIM, 17° giornata
Stadio Atleti Azzurri d'Italia di Bergamo – domenica 17 dicembre 2017, ore 20:45

Probabili formazioni:

ATALANTA (3-4-1-2) – Berisha; Toloi, Caldara, Masiello; Hateboer, Cristante, Freuler, Spinazzola; Ilicic; Petagna, Gomez. A disp. Gollini, Rossi, Castagne, Gosens, Mancini, Palomino, Haas, Kurtic, Schmidt, Orsolini, Vido, Cornelius. All. Gasperini.

Indisponibili: Bastoni, Melegoni
Squalificati: De Roon
Diffidati: nessuno

LAZIO (3-5-1-1) – Strakosha; Bastos, de Vrij, Radu; Marusic, Parolo, Leiva, Milinkovic, Lulic; Luis Alberto; Caicedo. A disp. Guerrieri, Vargic, Wallace, Luiz Felipe, Mauricio, Patric, Basta, Murgia, Lukaku, Jordao, Neto, Palombi. All. Inzaghi.

Indisponibili: Di Gennaro, Nani
Squalificati: Immobile
Diffidati: Leiva

ARBITRO: Irrati (sez. Pistoia)
ASSISTENTI: Meli – Di Fiore
IV UOMO: Manganiello
VAR: Rocchi
AVAR: Schenone

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SERIE A

Tra la Lazio e la Champions c’è il VAR: Giacomelli ed il Toro fermano la Lazio

E alla fine arriva il Var: puntuale come sempre, a discapito della Lazio. Come una tassa. Il primo tempo è la croce messa sulla partita dei biancocelesti. Il resto è un cronometro che scorre, una squadra di Inzaghi che insegue il Torino per tre volte in vantaggio. Una Lazio generosa, rabbiosa, forse troppo frettolosa per servire la sua vendetta. Non basta, per la quarta volta la tecnologia ci mette lo zampino. A Genova con la Samp gli errori non avevano fatto danni in termini di risultato. Nel Monday Night, pesantissimo in termini di classifica, si è toccato il punto più bassodel rapporto Var-Lazio. Un Immobile che meriterebbe un rigore, un Immobile espulso per un contatto ritenuto violento su Burdisso. Allora, Var-gogna.

ANCORA IL VAR – Gara piacevole, scorre veloce tra ribaltamenti e belle trame. Lazio sempre in pressing, fa densità , lotta ed è pericolosa con gli esterni. Torino più accorto, lascia il pallino ai biancocelesti, poi si accende e riparte. Più concreti i granata, che raccolgono le due palle gol della prima frazione: prima il siluro defilato di Belotti va a sbattere sul palo interno a Strakosha battuto, poi Molinaro cestina un'altra buona chance. Nel mezzo di Lazio c'è solo il tentivo di Immobile che da posizione centrale perde il tempo per battere a rete. Poco lucido, era la sua mattonella. Si va a mille, tenuta fisica brillante, con un Luis Alberto a fare di rifinitore. Poi il Var cambia la gara della Lazio, ancora una volta in negativo e con protagonista Immobile. Il cross dell'attaccante prima finisce sul braccio larghissimo di Iago Falque. Nell'azione successiva (dopo un palo colpito dalla stessa punta) gli animi si scaldano e il napoletano viene a contatto corpo a corpo con Burdisso. Giacomelli dalla regia Var viene richiamato, ma non per il rigore, bensì per il contatto testa e testa di pochi minuti prima. Rosso per Immobile: Lazio in dieci e senza un rigore nitido. La tensione ora è altissima, ma c'è l'intervallo.

INUTILE RINCORSA – Lazio rabbiosa, carica a molla.  L’Olimpico spinge, è una bolgia. Leiva trova lo spazio per infilarsi in area, poi calcia a rete ma viene miracolosamente ribattuto da Burdisso. C’è solo una squadra in campo, entra anche Felipe Anderson. Ma in vantaggio ci va il Torino: coast to coast di Berenguer, azione prolungata e destro chirurgico a battere Stakosha. In campo anche Caicedo, ma alla Lazi, serve un guizzo per riaccendersi. Ma quel guizzo lo trova Rincon per il raddoppio granata: mancino da fuori e doppio vantaggio. Tutto sembra finito, sull’Olimpico cala un silenzio gelido. Prima che Luis Alberto riaccenda l’entusiasmo: azione personale e scavetto a battere Sirigu. Ma è una gioia effimera, Lazio troppo spinta in avanti e solito copione col Toro che riallunga il passo. Gol fotocopia di Edera, quello che stavolta taglia le gambe ai biancocelesti.lalaziosiamonoi.it

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SERIE A

Lazio-Torino 1-3, il tabellino: espulsione con VAR per Immobile

Lazio-Torino 1-3 

Marcatori: 54' Berenguer (T), 64' Rincon (T), 69' Luis Alberto (L), 73' Edera (T)

 

LAZIO (3-5-2): Strakosha; Bastos (55' Basta), de Vrij, Radu; Marusic (55' Felipe Anderson), Parolo, Leiva (58' Caicedo), Milinkovic, Lulic; Luis Alberto; Immobile.

A disp. Vargic, Guerrieri, Patric, Wallace, Luiz Felipe, Murgia, Lukaku, Jordao, Palombi.

All. Simone Inzaghi

 

TORINO (4-3-3): Sirigu; De Silvestri, N'Koulou, Burdisso, Molinaro; Rincon (85' Acquah), Valdifiori, Baselli (75' Obi); Iago Falque (70' Edera), Belotti, Berenguer.

A disp. V. Milinkovic, Ichazo, Lyanco, Moretti, Barreca, Fiordaliso, Kone, Boye, De Luca. 

All. Sinisa Mihajlovic

 

ARBITRO: Giacomelli (sez. Trieste). Ass: Passeri-Crispo. IV: Chiffi. VAR: Di Bello. AVAR: Carbone.

 

NOTE. Ammoniti: 41' N'Koulou (T) 

Espulsi: 45'+1' Immobile (L) 

Recupero:2' pt

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SERIE A

Lazio-Torino, i convocati biancocelesti

Il tecnico biancoceleste Simone Inzaghi ha diramato la lista dei convocati in vista della sfida di oggi contro il Torino (ore 21:00) allo Stadio Olimpico di Roma. 

 

Portieri: Guerrieri, Strakosha, Vargic;

Difensori: Basta, Bastos, de Vrij, Luiz Felipe, Lukaku, Marusic, Patric, Radu, Wallace;

Centrocampisti: Felipe Anderson, Jordao, Leiva, Luis Alberto, Lulic, Milinkovic, Murgia, Parolo;

Attaccanti: Caicedo, Immobile, Palombi.

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SERIE A

Lazio – Torino, le probabili formazioni

Probabili formazioni:

LAZIO (3-5-1-1) – Strakosha; Bastos, de Vrij, Radu; Marusic, Parolo, Leiva, S. Milinkovic, Lulic; Luis Alberto; Immobile. A disp. Vargic, Guerrieri, Patric, Wallace, Luiz Felipe, Basta, Murgia, Lukaku, Jordao, Neto, Felipe Anderson, Palombi, Caicedo. All. Inzaghi.

Indisponibili: Di Gennaro, Nani.
Squalificati: nessuno
Diffidati: Leiva

TORINO (4-3-3) – Sirigu; De Silvestri, N'Koulou, Lyanco, Barreca; Acquah, Rincon, Baselli; Iago Falque, Belotti, Ljajic. A disp. V. Milinkovic, Ichazo, Burdisso, Moretti, Molinaro, Fiordaliso, Kone, Obi, Valdifiori, Berenguer, Boye, De Luca, Edera. All. Mihajlovic.

Indisponibili: Ansaldi, Niang, Bonifazi, Sadiq, Gustafson
Squalificati: nessuno
Diffidati: nessuno

ARBITRO: Giacomelli (sez. Trieste)
ASSISTENTI: Passeri e Crispo
IV UOMO: Chiffi
VAR: Di Bello
AVAR: Carbone

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SERIE A

Che bello, cinque big per uno scudetto: nessuno come l’Italia

PREMESSA
Ligue 1 (16a giornata)
PSG 41, Lione, Monaco e Olympique Marsiglia 32, Nantes 27.
Serie A (15a giornata)
Inter 39, Napoli 38, Juventus 37, Roma 34 *, Lazio 32* (* una partita in meno)
Premier League (15 a giornata)
Manchester City 43, Manchester United 35, Chelsea 32, Liverpool 29, Arsenal 28.
Liga (14a giornata)
Barcellona 36, Valencia 31, Atletico Madrid 30, Real Madrid e Siviglia 28.
Bundesliga (14a giornata)
Bayern Monaco 32, RB Lipsia 26, Schalke04  25, Borussia Mönchengladbach 24, Hoffenheim 23.

***

Nessuno come l'Italia. Siamo in crisi, malconci e fuori dai Mondiali, non vinciamo una Coppa dai tempi dell'Inter di Mourinho (2010), possiamo al massimo gioire, forse, se riusciremo a recapitare tutte le squadre in corsa in Champions League ed Europa League alle fasi eliminatorie (è un traguardo? è una consolazione?), ma insomma abbiamo il campionato più equilibrato e coinvolgente di tutta Europa. Anzi di più: bello e divertente, perché no.
Ce la giochiamo con tre, quattro, forse addirittura cinque squadre. Certo sempre in maniera teorica, perché poi alla fine lo scudetto è una brutta bestia che scaccia via quasi tutti, ma insomma un campionato come il nostro non ce l'ha nessuno. (E lo voglio dire subito, da un campionato del genere non aver tirato fuori una nazionale in grado di raggiungere il minimo di una qualificazione mondiale è davvero una bestemmia in chiesa).

Scappano tutte o quasi: il Manchester City in Premier League, il PSG in Francia, il Barcellona in Spagna, il Bayern Monaco in Germania hanno già ammazzato i rispettivi campionati o quasi. In parte perché le squadre più ricche e in grado di disporre dei giocatori migliori se ne vanno, in parte perché molte altre big (vedi il Chelsea o il Real Madrid) hanno problemi di crescita e di continuità dei risultati. In ogni campionato europeo c'è comunque in testa una squadra scontata, già prevista e pronosticata.

In Italia no. Il "mappazzone scudetto" – per dirla alla Bruno Barbieri – potrebbe sembrare indigesto, troppo abbondante e volgare, ma in realtà è una massa informe che ancora deve maturare e lievitare al punto giusto, fino a trovare – si spera il più in là possibile – la squadra che se ne tiri fuori con più forza e classe. Se Roma e Lazio vincessero entrambe i recuperi con Sampdoria e Udinese arriveremmo all'estremo di cinque squadre in quattro punti. Forse non tutte sono in grado di vincere lo scudetto con le stesse probabilità, di certo ognuna è in grado di togliere punti alle altre e causare ulteriori nuovi equilibri e sconquassi in una realtà finora piatta e di assoluto dominio della Juventus.

Se siamo in questa situazione è anche perché la Lazio ha vinto in casa della Juve, l'Inter e il Napoli in casa della Roma e la Juve a sua volta in casa del Napoli. E via così. Cioè nel momento stesso in cui una grande potrebbe dare una mazzata importante al campionato ecco che paradossalmente la riceve in testa. Si era partiti per il solito campionato preda della Juventus e ci siamo ritrovati con il Napoli davanti, con l'Inter del finto umile Spalletti che è finita lassù, la Roma e la Lazio che comunque stanno al gioco. Gli allenatori al momento fanno tutti finta di niente e pensano di trovarsi lì per caso, ognuno rifiuta l'etichetta di favorito, ognuno consegna all'altro la responsabilità della vittoria finale. Luciano Spalletti fino a una settimana fa si arrabbiava addirittura se gli si parlava di scudetto, ma si arrabbia lo stesso e ironizza pesantemente anche con chi non ha mai riconosciuto nell'Inter una grande squadra da scudetto: "Mi dispiace che non ci dicano più che siamo fortunati, è un vocabolo cui ci eravamo affezionati". E persino Allegri – "Vincere il settimo campionato consecutivo sarebbe un'impresa straordinaria" – consegna il pesante fardello nelle mani di Sarri, che pure si trova con un Napoli un po' troppo corto e già un pochino consumato dallo stress di questo campionato e che comunque ha già detto che "questa è la Juve più forte di sempre". Il resto è tutto un gioco, uno scudetto che si gioca sul filo dei gol di Higuain o Icardi, della manovra di Sarri o del turn over di Di Francesco, dei talenti come Milinkovic Savic a disposizione di Inzaghi. E che alla fine rischia di essere deciso dai particolari, da un dettaglio, da un gol alla moviola (Var) giusto o sbagliato.

Ovviamente il tifo populista pensa che l'equilibrio e il rimescolamento delle carte dipenda proprio dalla grande novità del Var che ha sovvertito già parecchi risultati e convinto perfino i più scettici: clamoroso il dietrofront di Buffon, che prima l'ha bocciata e poi promossa. Può forse essere vero per l'Italia, non può certamente essere vero per la Germania- che pure dispone della moviola in campo – perché il Bayern Monaco, non certo l'Hoffenheim, ha sei punti di vantaggio sulla seconda. Chi uscirà alla fine vincente però dal "mappazzone scudetto". Al di là di qualsiasi considerazione tecnica la maggioranza dei tifosi non ha alcun dubbio (vedi sondaggio via Twitter): la Juventus. Gira che ti rigira, sempre lì finiamo.repubblica.i

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SERIE A

Il calendario di dicembre decisivo per il campionato

In questa lunga corsa a tappe che è il campionato, dicembre sarà un mese di svolte. E’ già partito forte: dalla Juventus che ha battuto il Napoli e il conseguente primato dell’Inter, all’impresa del portiere Brignoli che, con una rete da bomber autentico, ha regalato il primo punto storico al Benevento in Serie A. Siamo solo all’inizio, in settimana conosceremo il futuro europeo delle nostre squadre e, senza sosta durante le feste natalizie, avremo un calendario ricco di sfide che di sicuro influiranno sull’andamento del torneo. In questo periodo della stagione il risultato dei confronti diretti pesa più psicologicamente che sulla classifica. Dopo venerdì, è tornato forte il timore che la Juventus sia destinata ancora una volta a vincere lo scudetto. Come reagiranno le concorrenti al fantasma bianconero è il vero tema delle prossime gare e dei mesi a venire. Il primo test ci sarà già sabato prossimo con l’Inter che da leader della classifica sfiderà a Torino proprio la squadra di Allegri. Non meno importanti saranno i segnali del Napoli nelle prossime due gare di Champions e campionato, così come quelli della Roma che, calendario alla mano, potrebbe approfittare degli scontri altrui e rosicchiare punti. Tutto è in divenire, l’equilibrio al vertice impone cautela nei giudizi o nella ricerca settimanale della maggior candidata al titolo. Per vincere lo scudetto serviranno costanza di risultati e varietà di soluzioni nei momenti difficili. Interessante confrontare la classifica attuale con quella di un anno fa, dopo 15 giornate. Tutte si sono migliorate: la Juventus, allora prima, ha 1 punto in più, la Roma 2 punti in più con un gara in meno, come la Lazio che ne ha 4, il Napoli 10 e l’Inter addirittura 18. Il salto in avanti di Spalletti e Sarri è evidente, ma che nonostante le difficoltà iniziali Juventus, Roma e Lazio stiano viaggiando allo stesso passo è un elemento da non trascurare.Ilmessaggero.it

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SERIE A

AUDIO GOL – Ecco la Lazio da Champions: Milinkovic e Caicedo ribaltano la Samp… e la VAR con la Lazio non funziona…

La Samp sogna l'aggancio, la Lazio glielo nega a dieci minuti dalla fine e anzi allunga sui blucerchiati in pieno recupero (+6). Al Ferraris va in scena una delle partite più belle delle prime 14 giornate di campionato. Merito di due delle squadre più spettacolari della nostra Serie A, di filosofie di gioco votate all'attacco, roba da prendere e far vedere all'estero come spot per il nostro calcio. Finisce 2-1 per la Lazio: Zapata porta avanti la Samp, quel fuoriclasse di Milinkovic segna il pari e ispira il rocambolesco gol-vittoria di Caicedo al 91'.

SENZA RETI PER CASO – Il primo tempo è su ritmi forsennati. Le occasioni fioccano da un lato e dall'altro e i portieri sono chiamati più volte agli straordinari. Al 7' Zapata, lanciato a rete, si fa fermare dalla perfetta diagonale di Radu. Poco dopo la Lazio sfiora il gol con un colpo di testa di Parolo e poi con un tiro-cross di Immobile. Dall'altro lato Ramirez (tiro a giro fuori di poco) e poi Praet regalano qualità e colpi di classe, così come Milinkovic-Savic dall'altro, quando lancia Luis Alberto in contropiede dopo una giocata sensazionale al limite della sua area di rigore. Lo spagnolo, però, si incarta e non sfrutta l'occasione d'oro regalata dal serbo. Non eccelle in cinismo nemmeno Zapata, che impegna Strakosha con un diagonale respinto con i piedi dal portiere albanese. L'ultima occasione è per Immobile, con un bolide dal limite su cui Viviano si supera. Sulla respinta arriva Luis Alberto che calcia male e permette a Bereszynski di spazzare prima dell'arrivo di Bastos.

ZAPATA LA SBLOCCA – La ripresa comincia sugli stessi ritmi. Parolo colpisce in pieno il palo con un bel diagonale di destro. Poi al 56' la Samp passa, complice una mezza dormita della difesa biancoceleste De Vrij e Bastos su tutti). Torreira pesca Quagliarella in mezzo all'area di rigore con un lancio dalla trequarti, l'attaccante napoletano riesce a spizzarla di testa per Zapata che si trova totalmente solo in posizione privilegiata e batte Strakosha.

PARI MILINKOVIC – Trovato il vantaggio, la Samp prova a gestire e ci riesce piuttosto bene, almeno fino all'80', quando Inzaghi raccoglie i frutti del cambio modulo (dentro Patric, Caicedo e Lukaku per Bastos, Leiva e Lulic) e trova il pari con Milinkovic, in mischia, sugli sviluppi di una calcio piazzato dalla destra che la Samp non riesce ad allontanare dalla propria area.

A CACCIA DEL BIS – Gli uomini e la filosofia combaciano nelle intenzioni della Lazio, che prova a vincerla. Immobile chiede un rigore per un tocco di mano di Bereszynski (non ravvisato da Mazzoleni e dal VAR), poi però ci pensa sempre Milinkovic a ispirare il gol vittoria. Il serbo semina mezza difesa e mette al centro per Caicedo, tutto solo davanti a Viviano: l'ecuadoriano, convinto di essere in fuorigioco, lascia sfilare il pallone per Immobile, che si scontra in spaccata con il portiere. La palla, però, rimbalza proprio sui piedi di Caicedo, che a porta vuota segna il 2-1. Minuto 91': la fortuna aiuta gli audaci. E la Lazio, a Marassi, è stata più audace della Samp.Corrieredellospor.it

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SERIE A

Sampdoria-Lazio 1-2, il tabellino

Sampdoria-Lazio 1-2

Marcatori: 56' Zapata (S), 80' Milinkovic (L), 91' Caicedo (L)

 

SAMPDORIA (4-3-1-2): Viviano; Bereszynski, Silvestre, Ferrari, Murru; Barreto, Torreira, Praet (84' Verre); Ramirez (76' Alvarez); Quagliarella (69' Kownacki), Zapata.

A disp. Puggioni, Tozzo, Andersen, Sala, Dodò, Regini, Capezzi, Djuricic, Caprari.

All. Marco Giampaolo

 

LAZIO (3-5-2): Strakosha; Bastos (61' Patric), de Vrij, Radu; Marusic, Parolo, Leiva (75' Caicedo), Milinkovic, Lulic (75' Lukaku); Luis Alberto, Immobile.

A disp. Vargic, Guerrieri, Luiz Felipe, Basta, Murgia, Neto, Palombi.

All. Simone Inzaghi

 

ARBITRO: Mazzoleni (sez. Bergamo). Ass: Tegoni-Di Vuolo. IV: Manganiello. VAR: Giacomelli. AVAR: Vuoto.

 

NOTE. Ammoniti: 94' Immobile (L)

Recupero: 3' st.

 

Serie A TIM, 15^ Giornata

Domenica 3 dicembre 2017, ore 20:45

Stadio Luigi Ferraris di Genova