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Record Lazio, forza 72: è la migliore quota gol di sempre

Una sconfitta indolore, almeno per quanto riguarda la classifica. Con l’Europa League già in cassaforte dalla scorsa settimana, i biancocelesti hanno potuto giocare in scioltezza con la Fiorentina, permettendosi il lusso di schierare in campo le seconde linee e preservare i titolari per la finale di Coppa Italia. Nel complesso però, la prestazione degli uomini di Inzaghi è stata positiva, e più di qualche record è stato battuto dopo il 3-2 del Franchi. Il primo a spiccare è sicuramente quello delle reti segnate quest’anno dai capitolini. Con le due di ieri, come riporta Lazio Pagesono 72 quelle messe a referto a due giornate dal termine: mai nella sua storia la Lazio aveva segnato così tanto in Serie A. Il record precedente era stato stabilito nel 2014/2015 sotto la guida di Pioli, quando i biancocelesti si fermarono a quota 71.

KEITA E IMMOBILE – Con la rete siglata al 55esimo del secondo tempo, Keita ha messo a segno la sua 15esima marcatura stagionale. Numeri importanti, considerando che nelle sue tre annate precedenti a Roma, il senegalese aveva messo a segno solo 15 reti totali. Inoltre, sale a 37 la somma dei gol insieme al compagno di reparto Immobile. Superate in classifica quindi le coppie Piola-Busani (36) e Signori-Fuser (36), ed ora sono ad una sola distanza dal record assoluto di Signori e Casiraghi, che si erano fermati a 38.

LUIS ALBERTO – A mettersi in evidenza nella giornata di ieri, è stato sicuramente Luis Alberto. In entrambe le reti dei biancocelesti c’è il suo zampino. Una prestazione positiva e tante buone giocate che lo hanno portato anche più volte vicino al gol nel primo tempo. Ben 93 tocchi, 68 passaggi, 7 cross, 2 dribbling, 7 palle recuperate, 3 tiri e 2 assist vincenti.Numeri che testimoniano il coinvolgimento dello spagnolo durante la gara. Quasi tutte le azioni d’attacco della Lazio sono passate dai suoi piedi.

UNICA NOTA STONATA – L’unico numero negativo di ieri riguarda i risultati positivi ottenuti dopo essere andati in vantaggio. Nelle ultime 19 occasioni prima della gara contro la Fiorentina, la Lazio quando è andata in vantaggio, ben 18 volte ha portato a casa l’intera posta, e in una sola occasione aveva pareggiato. Quella di ieri rappresenta la prima sconfitta. Numeri che sicuramente però, possono far dormire sonni tranquilli a Simone Inzaghi, e che non compromettono di certo quanto di buono fatto quest’anno. Lalaziosiamonoi.it

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Lazio da record: a due punti dalla migliore quota punti all time

Vince ancora, la Lazio, e conquista matematicamente l'accesso in Europa. Altri tre punti: i biancocelesti volano a quota 70, il miglior risultato nell'era Lotito e nei 18 campionati a 38 squadre. Nella sua storia, tra l'altro, la Lazio ha fatto meglio solo nella stagione 1999/00, in cui ne conquistò 72. Con i sette gol di ieri – primo risultato di 7-3 in una partita dei capitolini, che non siglavano così tante reti dal Lazio-Foggia del '95 –  la squadra di Inzaghi arriva a collezionare 70 centri: solo nel 2014-15 ha segnato più reti (71) in campionato. Inoltre, la Lazio ha eguagliato anche il record di quella stagione di 21 vittorie in Serie A. Gol a grappoli: è la prima volta, nella sua storia, che la Lazio segna più di sei reti in tre partite di un campionato (contro Pescara, Palermo e Samp).Come se non bastasse, la gran quantità di marcature di ieri ha permesso alla Lazio di tagliare altri due traguardi: la prima volta che in una gara segnano ben 6 diversi giocatori e record di 16 gol in 3 partite – superando i 14 segnati nel '95, nelle partite casalinghe contro Fiorentina (8-2) e Genova (4-0) e nella sconfitta contro il Napoli per 3-2. 

LAZIO-SAMPDORIA – La superiorità della Lazio rispetto alla Samp era evidente, con l'espulsione tra le fila doriane lo è stata ancor di più. Con la sfida di ieri, la Lazio stabilisce un nuovo record di passaggi completati nei 16 metri avversari, arrivando a quota 37 (dieci in meno contro il Chievo, nella sconfitta per 0-1). Baricentro piuttosto alto, oltre i 58 metri: quindici in più rispetto alla compagine allenata da Giampaolo. Tanti gol motivati anche dalla cattiveria e dalla precisione espressa dalla squadra di Inzaghi, che su 11 tiri in porta ne ha trasformati 7 in centri. Resta un unico neo, quello delle reti subite: sei partite in cui la Lazio incassa gol, 12 totali per una media di due a partita. Al di là di questo unico aspetto sul quale fare attenzione, i biancocelesti portano avanti un trend che li vede vincitori nelle sfide in cui è passata in vantaggio: ha vinto 18 delle 19 partite – l'unica in cui non ha registrato un successo è nel pareggio con il Milan per 1-1 – in cui è passata in vantaggio, con una media punti di 2.89. La più alta di tutta Europa. Lalaziosiamonoi.it

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Quanti gol nell’ultimo quarto d’ora

Oltre alla gioia per la vittoria nella stracittadina e agli acciacchi di alcuni giocatori, il derby lascia in dote alla Lazio anche un dato molto significativo: con la rete siglata all'85' da Keita, salgono a 16 i gol segnati dai biancocelesti negli ultimi 15 minuti degli incontri disputati in campionato. Un'area calda che non ha paragoni con nessun altro frangente: tra il 45' e il 60', ma anche tra il 60' e il 75' sono 10 i centri realizzati, quota che scende a 9 per i rispettivi tre spicchi di tempo della prima frazione. Una Lazio col veleno nella coda, capace di tramutare quei 16 gol nel finale in ben 13 punti in più in classifica. Per centrare l'approdo matematico in Europa però, Inzaghi non ha alcuna intenzione di attendere l'ultima curva: l'obiettivo è tagliare il traguardo già con la Sampdoria.

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Partenza stile Petkovic, Immobile esagerato e Luiz Felipe ottavo esordiente

I numeri non mentono mai, davanti a un risultato del genere, poi, spesso le statistiche passano in secondo piano. Ma ci piace comunque curiosare nei dettagli di una Lazio in continua crescita, caratteriale e tecnico.Un'impronta chiara, ormai consacrata, rodata nei minimi particolari. L'idea è quella che questa squadra possa diventare una macchina ancora più perfetta. Indebolita? Macchè. Inzaghi è stato più forte del mercato, ha già fatto capire di voler sovvertire la tradizione dei secondi anni. È partito a razzo. Sette punti nelle prime tre giornate era uno score che non si vedeva dalla stagione 2012/13 (9 punti allora), merito di un Ciro Immobile che non smette di stupire neanche un anno dopo il suo rientro in Italia. Ha la Lazio dentro, ha il fuoco dentro, è bulimico di gol.

I NUMERI – Riecco i nostri tanto cari numeri. Partiamo dalla difesa: perso un Wallace c'è un Bastos che finalmente ha la sua chance. Difesa di ferro, granitica e concentrata (salvo sul gol di Montolivo). De Vrij guida i suoi compagni di reparto con maestria, l'olandese è inoltre terzo nella media dei passaggi intercettati (4.3) dei top 5 campionati europei. Ma torniamo al dispositivo offensivo che così tante soddisfazioni sta regalando: il suo principale interprete, Immobile, ha portato in dote 7 degli ultimi 10 gol segnati in gare ufficiali. Esagerato. Il napoletano è inoltre il giocatore a calciare di più verso la porta in Serie A: le sue conclusioni nelle prime tre giornate sono addirittura 18, quattro le reti. La Lazio ha schiantato il Milan lasciando che l’avversario toccasse oltre 200 volte il pallone più dei biancocelesti, con ben 41 palloni recuperati nella propria trequarti e un Luis Alberto al top in Europa per passaggi riusciti. Il tocco finale è poi l'ingresso di Luiz Felipe, l'ottavo giovanissimo esordio in Serie A arrivato dal vivaio dopo i vari Lombardi Murgia Strakosha Prce, ecc.

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Numeri: gol Milinkovic significa vittoria, poca qualità nei passaggi

I primi tre punti della stagione. La Lazio vince contro il Chievo nella prima partita in serie A di Lucas Leiva. Immobile e Milinkovic regalano a Inzaghi la vittoria dopo il pareggio contro la Spal. Ventinovesimo gol con l'aquila sul petto, per il centravanti di Torre Annunziata. Più di quanto non avesse fatto con il Pescara e con il Torino (28 reti). Il lavoro di Ciro è grande: solo Dybala (12) ha tirato più di lui (11) in queste due giornate. Solo Icardi (8 contro 7) dall'area di rigore. Il gol di Milinkovic lo conferma una sorta di talismano in serie A, per la Lazio: nelle 6 gare di massima serie in cui ha segnato, i laziali hanno sempre vinto. Il serbo ha inciso sul tabellino 17 volte da quando è in Italia, tra campionato e Coppa: trovate che si sono trasformate in 16 vittorie e un passaggio del turno. Buoni numeri anche per Luis Alberto: lo spagnolo ha creato 7 occasioni da gol, quanto Candreva, D'Alessandro, Halfredsson e Insigne. Solo Gomez (13) e Berardi (8) hanno fatto meglio. Sempre reattivo anche Stefan de Vrij: sono 10 gli anticipi riusciti da parte dell'olandese, solo due in meno rispetto a Palomino, il migliore finora sotto questo aspetto. Un successo che avviene a discapito di una manovra non proprio vivace, ravvivata dai cambi nella ripresa: l'uscita di Leiva e le modifiche sulla mediana provocano un incremento del possesso palla. Nel primo tempo, il Chievo è in vantaggio sul possesso (55%) e anche le conclusioni (8 contro 3) superano quelle della Lazio. Nella ripresa, però, i capitolini ottengono tre minuti effettivi in più rispetto agli avversari, riuscendo anche a trovare maggiori soluzioni offensive (10 tiri contro i 5 del primo tempo). I passaggi offensivi riusciti nella metà campo degli avversari, però, scendono al 73.6%, meno del Chievo (74.8%). Resta ancora accesa la spia che pone l'attenzione sulle carenze dell'attacco biancoceleste, destinato, in assenza di Felipe Anderson e Keita, a essere sempre più un soliloquio di Immobile. lalaziosiamonoi.it