Mentre il passaggio di Lucas Biglia al Milan sembra ormai cosa fatta, ogni giorno ci regala nuove ipotesi per la sostituzione dell'argentinmo, l'ultima ci riporta a Firenze, già segnalata per il possibile approdo a Roma di Gonzalo Rodriguez, svincolatosi dai viola. A muoversi nei panni del capitano laziale l'anno prossimo, con caratteristiche diverse, potrebbe essere Milan Badelj, mediano nato a Zagabria il 25 febbraio 1989. A Firenze dal 2014 – i Della Valle lo prelevarono dall'Amburgo per 4 milioni . il nazionale croato ha contratto in scadenza nel 2018, il che lo rende appetibile a livello economico come sa bene anche il suo agente Dejan Joksimovic. Più dinamico e meno ragioniere rispetto a Biglia, per lui in questa stagione in 33 gare in A, 2 gol (alla Roma il 18 settembre e il 15 gennaio alla Juventus, sempre al Franchi, ndr) e e tre assist; sei le presenze in Coppa Italia e due in Europa League. Giocatore che garantisce continuità a livello fisico, un po' latitante in zona gol – 4 reti in 113 gare con i Viola, 30 con la Dinamo Zagabria in 165, solo due in 169 match con l'Amburgo – Badelj non rappresenterebbe un vero sostituto di Biglia, pur trattandosi di un profilo di qualità, come confermato dalle 31 presenze nella nazionale maggiore croata, paese che ha rappresentato in tutte le categorie dall'Under 16. In carriera ha vinto 5 campionati croati e tre coppe nazionali.
(lalazisoiamonoi.it) Biglia sempre più vicino ai saluti. Dopo quattro anni il capitano e regista della Lazio è ogni giorno più lontano da Roma. Voci insistenti lo vorrebbero vicino al Milan, quello che è più certo è che l’argentino si appresta a fare i bagagli. Èuno di quegli elementi che non vorresti mai perdere, un punto di riferimento per i suoi compagni in campo e fuori, ma anche per mister Inzaghi. Tare lo ha ringraziato pubblicamente due giorni fa, preannunciandone di fatto l’addio. Ecco che quindi parte la caccia al sostituto. Ricerca che sarà tutt’altro che facile. Come ricorda la consueta rassegna di Radiosei servirà un regista da Oscar, come da sempre è successo sotto l’era Lotito. Serve uno pronto, esperto duttile, capace di conciliare tecnica e intelligenza tattica, uno bravo ad impostare la manovra di gioco e che si adatti bene sia al 3-5-2 che al 4-3-3. Ogni volta, nella Lazio, il cambio regista ha creato angoscia nella piazza perché un ruolo così fondamentale e delicato è sempre difficile da coprire. E anche stavolta non farà eccezione, sarà una ricerca accurata e per niente facile. Senza Biglia si apre la tradizione del regista.
I GRANDI REGISTI DELLA LAZIO – La tradizione degli ultimi 20 anni si apre con Roberto Mancini. Arrivato in quel di Formello come attaccante nel 1997, giocò la seconda parte della stagione successiva in cabina di regia. A seguire Juan Sebastian Veron, che ha guidato il centrocampo biancoceleste dal 1999 al 2001, collezionando 53 partite e segnando un totale di 11 gol. Dopo il suo addio approda alla Lazio Fabio Liverani, che vestirà questa maglia per ben 5 anni. A succedergli Cristian Ledesma, il regista più longevo della Lazio. Scelto da Delio Rossi che lo aveva allenato a Lecce, il suo regno dura 9 anni. Roccioso nel contrasto e meno fantasioso di Liverani, ma grande equilibratore della squadra. A chiudere la kermesse Matuzalem. Preso nell’estate 2008, il brasiliano mostra fin da subito una classe immensa, colpi da trequartista e visione da regista.