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DICHIARAZIONI

Immobile: “Inzaghi lavoro eccezionale. Vincendo la Coppa stagione da 10”

E' diventato un'icona della Lazialità, non solo per i gol fatti ma per la passione messa in ogni attimo speso in campo con la maglia biancoceleste. Dopo essere passato per Torre Annunziata, riprendendo la nonna mentre gridava 'Forza Lazio', Immobile dal ritiro azzurro di Coverciano esalta la prima Lazio targata Inzaghi. «Immaginavo che sarebbe stato riconfermato, sono contento. Il lavoro che abbiamo fatto quest'anno è stato davvero eccezionale. Purtroppo abbiamo perso la finale di Coppa Italia – riferisce Il Messaggero – Se l'avessimo vinta sarebbe stata una stagione da dieci, ma abbiamo giocato contro una grandissima Juve. Siamo felici per quello che abbiamo fatto». I numeri dell'ex Siviglia non mentono, ventisei gol totali che hanno portato un bonus di 200mila euro. «Io in classifica marcatori sono sempre stato al quarto-quinto posto e questo vuol dire che chi era davanti a me ha fatto ancora meglio. Sono contento di aver raccolto a livello personale 23 gol e non è ancora finita», ha aggiunto la punta partenopea, attesa ora da impegni azzurri: amichevole contro l'Uruguay; gara per la qualificazioni ai mondiali contro il Liechtenstein. «Ha ragione Ventura, dobbiamo provare a vincere la prima gara, guai a pensare che sia una semplice amichevole, conta per il ranking e la giocheremo al massimo. Mi aspetto una grandissima prestazione, giocheremo a Nizza che è una bellissima città, quindi ci prepareremo al meglio. Il mister avrà anche l'occasione per testare ancora una volta questo gruppo, che sta facendo cose importanti. Lui sa come preparare la partita. Lo seguiremo al cento per cento». Ultimo pensiero per la la Vecchia Signora, la cui maglia ha indossato nella categoria Primavera: «Ci sono giocatori con i quali abbiamo condiviso grandi emozioni in Nazionale e non possiamo che fare il tifo per la Juve. Soprattutto perché è una squadra italiana».

I NUMERI DI IMMOBILE

Ciro Immobile, ha collezionato 41 presenze tra campionato e TIM Cup, nelle quali è riuscito a marcare 26 reti (23 in Serie A e 3 in Coppa Italia). L’attaccante è risultato decisivo in zona gol non soltanto con i suoi gol ma anche fornendo 7 assist ai suoi compagni, frutto del suo continuo movimento su tutto il fronte d’attacco e della sua generosità. Ciro Immobile è, inoltre, il calciatore più presente della stagione laziale, con 3.517 minuti giocati in stagione (3.293 in campionato). L’attaccante classe 1990 può vantare anche 35 dribbling riusciti (quinto miglior risultato della rosa a disposizione di mister Inzaghi) e una media di 10,537 chilometri percorsi nelle 36 partite giocate in questo campionato.

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RASSEGNA STAMPA

BILANCI – Juventus in continua crescita, ma il Real resta ancora lontano

I valori sul campo sono molto più vicini di quanto non dicano i fondamentali economici. E basta già questo per comprendere appieno la portata dell’impresa bianconera, indipendentemente da come andrà a finire stasera. Juventus e Real Madrid, unite dalla finale di Champions ma divise, industrialmente parlando, da una distanza lunga un decennio: i 351 milioni di fatturato, al netto delle plusvalenze, raggiunti dai bianconeri nella scorsa stagione, erano stati già toccati dai blancos nel 2006-07. L’annata post-Calciopoli, quella, con la Juve zavorrata dalla caduta in B e il Real al galoppo verso la trasformazione in marchio globale. Solo un anno prima le due società erano praticamente appaiate, nella capacità di generare risorse: 292 milioni di ricavi gli spagnoli, 251 gli italiani.

CALCIOPOLI Non sapremo mai cosa avrebbe riservato la storia senza la cesura dello scandalo scoppiato tra la primavera e l’estate 2006. Probabilmente si sarebbe comunque arrivati a questo punto, col Real a quota 620 milioni e la Juve a 351, perché nel frattempo il calcio italiano non ha saputo agganciare il treno della globalizzazione: in un sistema provinciale come il nostro sarebbe impossibile per qualsiasi club proporsi sulla scena internazionale con la forza d’urto di un Real o un Manchester United. Però non v’è dubbio che Calciopoli abbia rappresentato un prima e un dopo anche nel confronto economico tra le sfidanti di Cardiff. Fatto sta che, per una serie di fattori, la Juventus è obbligata a recitare il ruolo di inseguitrice. C’è un decennio di differenza, dicevamo. I freddi numeri sono impietosi. Il valore d’impresa, secondo Kpmg Football Benchmark, dilata ancor di più il gap rispetto al fatturato, per effetto delle differenti marginalità: 2976 milioni il Real Madrid, 1218 la Juventus. Il palcoscenico mondiale su cui sono abituati a muoversi Cristiano Ronaldo e soci fa sì che il numero di follower sui social media (tra Facebook, Twitter e Instagram) sia quasi il quintuplo: 191,1 milioni contro 40,5. E la forza commerciale delle merengues, con tutti i difetti del merchandising all’italiana, si traduce in un numero di maglie vendute su base annua (fonte PR Marketing) quasi quadruplo: 1 milione e 650mila contro 452 mila.

AGNELLI Tuttavia, se ci focalizziamo sulla gestione Andrea Agnelli scopriamo quanto abbia corso la Juve negli ultimi anni, mentre il Real si è via via assestato avendo già compiuto passi da gigante. Dal 2010-11, prima stagione sotto la presidenza Agnelli, il fatturato bianconero è schizzato del 125% contro il +29% del Real ed è migliorata parecchio anche la gestione: il rapporto tra stipendi e fatturato è calato dall’89% al 63%, seppur ancora lontano dall’invidiabile 50% di Florentino Perez che nel 2010-11 poteva vantare addirittura un 45%. Intendiamoci, il Real rimane una macchina da soldi inarrivabile. Negli ultimi dieci anni è stato in grado di accumulare oltre 300 milioni di profitti (di cui 30 nel 2015-16) tanto che la liquidità al 30 giugno 2016 ammonta a 211 milioni. Proprio l’accumulo di denaro consente alle merengues di vantare una posizione finanziaria netta (debiti con le banche al netto della liquidità) con il segno più, 107 milioni, a differenza di quella bianconera che è negativa per 199 milioni, a causa dei massicci investimenti per il rafforzamento dell’organico e per le infrastrutture. D’altronde, dopo l’autosufficienza dell’era della Triade e la discesa in B, i bilanci della Juve sono a un certo punto saltati per aria, con il picco negativo del 2010-11: deficit di 95 milioni. Da lì la faticosa ma inarrestabile risalita. Negli ultimi due esercizi il conto economico di Corso Galileo Ferraris è rientrato in territorio positivo: 2 milioni di utili nel 2014-15 e 4 nel 2015-16, con la prospettiva di profitti molto più consistenti per l’attuale stagione, grazie alla mega-plusvalenza di Pogba.

FUTURO Guardando alla composizione del fatturato la Juve continua a essere sbilanciata sui diritti tv, che pesano per 195 milioni contro gli 83 del commerciale e i 54 dello stadio (19 di altri ricavi). Più equilibrata la torta del Real: 246 dalle tv, 181 dal commerciale, 174 dallo stadio (19 altro, di cui 11 dal basket) . Il club di Agnelli ha ottenuto contratti migliorativi con gli sponsor e portato all’interno il merchandising e il licensing, che nel primo anno di attività hanno generato entrate per 13 milioni. Bene ma non basta nel confronto con i competitor internazionali. È proprio sul terreno del marketing che si giocherà la sfida bianconera del futuro. Lo stadio, che sta un po’ stretto alla Juve, non può regalare altrettanti margini di crescita (mentre il nuovo Bernabeu sarà pronto nel 2021), e i diritti tv sono regolati da enti terzi. «Vincere la Champions sarebbe fondamentale perché accrescerebbe l’immagine del club e la notorietà dei calciatori innestando un circuito virtuoso su tutti i fronti», chiosa Andrea Sartori, capo della sezione sportiva di Kpmg.

La Gazzetta dello Sport

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ALTRE

Martusciello accusa la Lazio: “Nessuno ha badato alla sua professionalità”

La retrocessione fa male, ma Giovanni Martusciello, smesso l'atteggiamento da galateo osservato in tutto il campionato, soprattutto dopo le tante sconfitte che hanno condotto i toscani ad un'inattesa serie B, ha pensato ad attaccare la Lazio piuttosto che approfonidre i motivi di tale incredibile rovescio. “Provo un enorme vuoto, perché retrocedere come siamo retrocessi noi fa molto male – ha detto ieri il successore di Giampaolo ad Antenna 5 -. Non nascondo che in questi ultimi giorni sto cercando di capire cosa è successo: chiaramente ho forti responsabilità sull’andamento di questa annata, la ferita è ancora aperta e non ho la necessaria lucidità per un’analisi completa. Ho gravi colpe per quello che non sono riuscito a trasmettere alla squadra in termini di carattere, di come ero io: forse ho preteso troppo da ragazzi che avevano altri sentimenti. La colpa non è della squadra, è solo mia, poi è chiaro che in una stagione dove si è complicato tutto velocemente ci sono anche altre componenti e mi dispiace molto per la gente”. Prima di spostare il mirino sui biancocelesti, il tecnico ischitano si è soffermato sul proprio carattere.

Mi dispiace per Empoli e per la mia famiglia. In alcuni momenti ho assunto un atteggiamento che ad alcuni è apparso arrogante, ma credetemi: sono tutto fuorché questo e lo dimostrano i miei venti anni ad Empoli. A volte l’ho fatto di proposito per togliere responsabilità e pressione alla squadra, perché realizzavo questa fragilità che poi si è vista nel girone di ritorno. A volte ho assunto invece un atteggiamento di difesa perché sono stato attaccato a livello personale: su alcuni siti mi hanno apostrofato in maniera molto deprecabile: quando poi mi venivano poste determinate domande è chiaro che vedevo il diavolo dall’altra parte e mi son chiuso dando un segnale sbagliato“, ha aggiunto.

La pressione mediatica? Non penso solo ad Empoli, nell’ultima settimana tutta Italia ci ha fatto pesare il fatto che noi si fosse in difetto ad essere un punto sopra e si è badato solo alla professionalità del Palermo e non della Lazio, tutta Italia tifava Crotone”, ha concluso Martusciello, dimenticandosi i tanti abbracci e sorrisi sciorinati, anche al termine di partite perse con alcune situazioni da recriminare, non ultima Roma-Empoli del 1 aprile, finita con gli abbracci a mister Spalletti.

 

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CALCIOMERCATO

Keita, Lotito spera nell’intesa ma la Juve complica tutto

AGGIORNAMENTO ORE 23.30 – Una vita alla Lazio, dalla Primavera alla prima squadra. Ora Keita ha deciso che è arrivato il momento di cambiare aria, di fare nuove esperienze. La squadra più interessata all’attaccante biancoceleste è la Juventus, che già da tempo è sul giocatore. Dal canto suo Keita non ha mai nascosto la volontà di abbracciare il bianconero. Secondo il sito Gianlucadimarzio.com, nelle ultime ore è trapelata la volontà del giocatore di approdare alla Juventus anche a scadenza di contratto nel 2018 se la Lazio non dovesse aprire alla cessione a prezzi più favorevoli. Attualmente il club torinese sarebbe pronto a mettere sul piatto 22 milioni di euro (15 + bonus). Idee chiare per l’attaccante biancoceleste che non vuole rinnovare il proprio contratto con la Lazio.

Situazione completamente rovesciata a Formello. Dei big in bilico Biglia sembrava destinato a rinnovare, mentre Keita veniva considerato in uscita: ad oggi il capitano ha le valigie pronte direzione Milano, mentre sul senegalese Lotito prova il colpo a sorpresa. Secondo quanto riportati dalla consueta rassegna stampa di Radiosei il caso rimane di difficile soluzione, ma le insistenze di Inzaghi stanno spingendo il presidente a fare un ultimo importante tentativo. L’ingaggio risparmiato con Biglia potrebbe aiutare e non poco.

RILANCIO – L’idea della Lazio è quella di un rilancio pesante, proponendo al senegalese 2 milioni di euro più bonus a stagione (sulla stessa linea di Immobile) e l’inserimento di una clausola di rescissione da 30 milioni. I soldi risparmiati con Biglia verrebbero reinvestiti su Keita, sempre più oggetto di mercato. Su di lui oltre al Milan e alla Juventus, nelle ultime ore anche un interesse dello Zenit San Pietroburgo (pronto a inserirsi su consiglio di Mancini), ma la risposta di Lotito è sempre la stessa: 30 milioni o niente da fare. Il tempo però non è dalla parte dei biancocelesti, che senza rinnovo perderebbero forza in un’eventuale trattativa. Tuttavia, sempre secondo Radiosei, le due parti avrebbero un accordo nel non far trapelare spifferi, ma avrebbero raggiunto una tacita intesa. Keita potrà ascoltare le offerte di mercato e fare una scelta entro fine luglio quando andrebbe via soltanto davanti ad un’offerta di 30 milioni, altrimenti rimarrebbe un altro anno alle dipendenze di Inzaghi. A quel punto la società potrebbe avere qualche chances in più per rendere possibile un rinnovo al momento altamente improbabile. 

Lalaziosiamonoi.it

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ESCLUSIVE

Inzaghi ha firmato: è il tecnico più pagato dell’era Lotito

Simone InzaghiLazio, il matrimonio continua. L'allenatore ha sottoscritto il rinnovo di contratto con la Lazio.L'incontro di ieri notte con il presidente Lotito è andato a buon fine e il tecnico di Piacenza ha deciso di mettere la sigla sul nuovo contratto che lo legherà alla società biancoceleste per tre anni, senza alcuna clausola rescissoria e con uno stipendio da 1,2 milioni più bonus legati ai risultati, che potrebbe superare 1,5. L'ufficialità dell'accordo sarà comunicata dalla società tra lunedì e martedì.

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ESCLUSIVE

Manfredonia: “Non è detto che Palombi non resti alla Lazio, ma questo potenziale non va disperso. Keita e Biglia? Situazioni annunciate”

ANDREA MANFREDONIA (AGENTE SIMONE PALOMBI) in collegamento a '9 GENNAIO 1900': "Palombi? Non è detto che non resti alla Lazio, ma questo potenziale non va disperso. Keita e Biglia? Situazioni annunciate"

"Sono molto contento della stagione di Simone Palombi, ci sono state tante difficoltà a Terni. Ha saputo vivere alla grande sia i momenti difficili che quelli positivi. Si è ritagliato uno spazio importante, ha segnato reti decisive ed ha conquistato la prima chiamata in Under 21. E' cresciuto tanto, umanamente e professionalmente. Per quanto riguarda il futuro, la cosa importante è giocare. In queste settimane ci stiamo confrontando con Inzaghi e Tare, dobbiamo capire quale sia il percorso migliore per non frenare la crescita. Questo potenziale non va disperso, va utilizzato con la maglia della Lazio nel momento in cui sarà davvero necessario. Potrebbe essere ora come tra due stagioni, certamente Inzaghi lo stima molto. La stagione è lunga, ci sono tanti impegni, nulla è escluso. Di interessi ce ne sono molti, si tratta di non sbagliare la scelta. Se dovesse restare alla Lazio, il ragazzo sarebbe molto contento. Non è una questione di categorie, dipende dal progetto che viene proposto".

"BIGLIA, SITUAZIONE ANNUNCIATA" – "Da quanto so io e da quanto leggo sembra che sia fatto per Biglia al Milan. E' un calciatore con una maturità tale da poter far fare il salto di qualità al Milan. in quella posizione davanti la difesa loro sono scoperti. E' importante anche per Inzaghi, ma non è una situazione che scopriamo oggi, se siamo arrivati a questo punto vuol dire che i calciatori non avevano intenzione di rinnovare. Ora c'è solo da trovare le alternative visto che erano situazioni già annunciate. Se la Lazio lo vende vuol dire che già avrà 2-3 possibilità per sostituirlo"

CONSIGLIO A KEITA – "La situazione di Keita è complessa, quando ci si trova con scadenze di contratto così imminenti il club può fare poco. Secondo me in questo momento ha fatto il massimo, ora spetta all'agente capire cosa sia meglio per la sua crescita. Stiamo parlando sempre di un '95, può ancora crescere con questa maglia. Un altro anno se fossi in lui a Roma lo farei, ma con scadenze contrattuali così imminenti tutto può accadere. Ogni squadra ha i propri problemi, pensate a Donnarumma con il Milan"

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CALCIOMERCATO

La corte della Lazio su Muriel, pronta offerta di 18 milioni

Il suo è il nome in cima alla lista. La Lazio vuole Luis Muriel ed pronta un'offerta importante per la Sampdoria. Il colombiano è l'attaccante individuato da Inzaghi per rinforzare il reparto offensivo. Il club biancoceleste è pronto a mettere sul tavolo 18 milioni di euro più varie contropartite tecniche per arrivare ai 25 milioni della clausola rescissoria. Il pressing di questi giorni sta facendo breccia nel cuore del classe '91, alla ricerca di una squadra con la quale giocare anche al di fuori dei confini italiani. Lotito sta cercando di convincere il suo amico Ferrero a cedere: sarebbe un affare per entrambi visto che Muriel ha deciso di voler lasciare Genova e ha il contratto in scadenza nel 2019.

CALCIOMERCATO LAZIO – Non è una trattativa facile. La Lazio sta provando un vero e proprio blitz, anche perché la concorrenza è agguerrita. Soprattutto in Premier League: stando a quanto riportato dai media blucerchiati, sulle tracce di Muriel ci sarebbero sia lo Swansea che il Bournemouth. Destinazioni tutt'altro che gradite dall'ex Udinese. Inzaghi incrocia le dita, l'arrivo del colombiano gli permetterebbe di avere a disposizione uno degli attaccanti più duttili della Serie A. Oltre che da centravanti, Luis può giocare in coppia con Immobile. E addirittura come esterno del tridente. La Lazio non molla la presa e si piazza in pole nella corsa a Muriel.lalaziosiamonoi.it

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Biglia, la Lazio in attesa della risposta definitiva: vana l’opera di convincimento di compagni e Inzaghi

Mancano poche ore ormai alla scadenza dell’ultimatum che la Lazio ha dato a Lucas Biglia. L’argentino è chiamato a dare una risposta definitiva entro questo weekend, per scegliere tra l’offerta di rinnovo biancoceleste e la proposta del Milan. Il capitano non ha dato ancora comunicato la scelta, ma le indiscrezioni parlano di un argentino molto vicino al club rossonero.

BIGLIA, ULTIME ORE PER DECIDERE – Nelle ultime settimane prima della conclusione del campionato, sia la società che Simone Inzaghi hanno provato in ogni modo a convincere Biglia a restare. C’è stato anche un lungo confronto nello spogliatoio insieme agli altri senatori, con Parolo, Lulic e Radu che hanno tentato di dissuadere l’argentino dall’accettare l’offerta del Milan. Ma non si tratta di una scelta economica, anche perché le due proposte praticamente si equivalgono: 2,5 milioni più 500mila di bonus al raggiungimento della 25esima presenza stagionale il Milan, 2,5 milioni più 300mila circa di bonus la Lazio. Una differenza minima, ecco perché a far propendere Biglia verso il Diavolo è piuttosto il progetto tecnico garantito e i larghi investimenti che la nuova proprietà cinese è intenzionata a effettuare in questa sessione di mercato. Nel momento in cui il “Principito” darà la sua conferma alla Lazio, allora il club di Lotito si metterà al lavoro per trovare l’intesa con il Milan.

LA TRATTATIVA TRA LAZIO E MILAN – Attualmente l’offerta ricevuta è di 18 milioni più altri 4 di bonus, la Lazio preferirebbe alzare la base fissa e ridurre quella legata al raggiungimento di alcuni obiettivi. Nel corso della trattativa tra l’altro, il club rossonero ha provato anche a inserire un’agevolazione per Lotito, nel caso in cui volesse provare a prendere Petagna dall’Atalanta. Il Diavolo infatti sarebbe disposto a rinunciare alla percentuale che gli spetterebbe da una cessione del giocatore da parte della società bergamasca, per permettere così alla Lazio di risparmiare qualcosa nell’investimento. Il profilo dell’attaccante non convince però particolarmente Inzaghi, che vorrebbe un altro genere di giocatore per completare il reparto offensivo, uno come Muriel, tanto per fare un esempio di calciatori graditi al tecnico biancoceleste. Anche per questo la Lazio ha provato a rilanciare con il Milan e inserire nell’operazione il cartellino di Kucka: la valutazione di 10 milioni del 30enne sloveno, però, ha fatto subito cambiare idea a Lotito, più interessato a monetizzare nel caso la cessione di Biglia.

I POSSIBILI EREDI DELL’ARGENTINO – Con i soldi delle varie cessioni, infatti, la Lazio dovrà finanziare il mercato in entrata. Di sicuro non sarà semplice sostituire un giocatore fondamentale come Lucas Biglia, ritenuto imprescindibile pure da Inzaghi. Tanti i nomi sull’agenda del ds Tare: tra quelli in prima fila c’è Denis Zakaria dello Young Boys, osservato con particolare attenzione negli ultimi mesi. Poi ci sono anche i profili di Baselli del Torino (Inzaghi lo vede bene in regia, ma il giocatore è molto vicino a rinnovare con i granata), Vilhena del Feyenoord, Guido Rodriguezdel Club Tijuana e, dalla Francia, spunta pure la candidatura di Jordan Ferri del Lione. A prescindere dal vice-Biglia, per il centrocampo la Lazio tiene sempre sotto controllo la situazione di Davy Klaassen dell’Ajax. Il suo agente Soren Lerby, intanto, ha stimato il suo valore: “In questo momento – ha detto a Centro Suono Sport – siamo in attesa, Davy è concentrato sulla sua Nazionale. Una valutazione? Non saprei, ma meno di 15 milioni non credo proprio”.repubblica.it

 

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Post Biglia: dalla Francia fanno il nome di Ferri, il Valencia irrompe su Badelj

Adios Principito. Nonostante i tentativi della società e dei suoi compagni di squadra, la partenza di Lucas Biglia sembra al momento lo scenario più probabile. L'ultima parola spetta però alla Lazio, che entro il fine settimana dovrà decidere se accettare o rilanciare all'offerta del Milan di 18 milioni più altri 4 legati ai bonus. Intanto il ds Tare è già alla ricerca di possibili sostituti: oltre ai nomi di Badelj (vicinissimo al Valencia), di Baselli e Guido Rodriguez, ecco spuntare nelle ultime ore anche quello di Jordan Ferri, centrocampista centrale dell'Olympique Lione. La voce arriva direttamente dalla Francia tramite il sito Footmercato.net, secondo cui i biancocelesti avrebbero già chiesto informazioni sul giocatore. Ferri è un regista classe '92, oggetto del desiderio nei mesi scorsi anche della Fiorentina. In merito al suo futuro aveva ammesso: "Parlerò con il club, voglio conoscere la posizione della società, perché ho sempre l'ambizione di affermarmi al Lione. Poi si vedrà. Per ora mi trovo molto bene qui. Sono ancora giovane, ho bisogno di tempo e di giocare, quindi prenderò una decisione in base a questo tipo di opportunità, sempre dopo però aver sentito il parere della dirigenza. E' rassicurante sapere che ci sono altri club interessati, ma resto concentrato sul Lione". Ferri ha collezionato 36 presenze, 3 gol e altrettanti assist in quest'ultima stagione con la maglia dell'OL. Il suo contratto scade nel 2020.lalaziosiamonoi.it

Con Biglia sempre più lontano dalla Capitale, la Lazio deve guardarsi intorno e iniziare a stabilire le strategie per questa finestra di calciomercato. Gli occhi si erano poggiati su Milan Badelj: solo un'idea, un interesse che non si era ancora trasformato un una richiesta ufficiale del club capitolino. E che potrebbe non farlo mai: infatti, per il centrocampista della Fiorentina avrebbe stretto nelle ultime ore il Valencia. La notizia rimbalza direttamente dalla Spagna: il club iberico e il giocatore sono a un passo dall'accordo. La firma potrebbe arrivare nei prossimi giorni. 

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CALCIOMERCATO

Ufficiale: Mancini nuovo allenatore dello Zenit

Roberto Mancini è il nuovo allenatore dello Zenit di San Pietroburgo. Il tecnico italiano – riferisce il club russo – ha firmato un contratto di tre anni rinnovabile per altri due.