Categorie
ESCLUSIVE

Corapi (Mental Coach 26 maggio) a ‘9 GENNAIO 1900’: “Candreva temeva di dover cambiare città in caso di sconfitta…”

SANDRO CORAPI (il Mental Coach del 26 maggio) in collegamento a '9 GENNAIO 1900': "Quello del 26 maggio fu un lavoro di gruppo incredibile dai magazzinieri, allo staff tecnico fino ai tifosi. Tornare con la memoria a 4 anni fa è una cosa fantastica, a partire dal viaggio in bus verso lo stadio per arrivare alla premiazione. Candreva è stato uno dei protagonisti e rivedere la Nord per lui è stata una grande emozione ma è stata una scelta importante la sua, ora è all'Inter e continuerà li. Nei giorni precedenti quasi tutti erano concentrati, la prima persona che venne a colloquio con me fu Klose, poi Hernanes. Antonio mi diceva: 'dobbiamo vincere per forza altrimenti dobbiamo cambiare città', infatti le attività che facemmo per scaricare la tensione erano tutte molto divertenti, per cercare di non pensare. Lotito dopo la sconfitta contro il Cagliari a Trieste mandò tutti in ritiro, la decisione non fu presa bene all'inizio ma non aveva tutti i torti, vivere insieme un momento di difficoltà ha permesso al gruppo di unirsi".

 

Categorie
SERIE A

Diritti tv, sempre più spezzatino: le finestre di serie A diventano otto

Aumentano da 5 a 8 le finestre su cui verranno spalmate le partite del campionato di Serie A nel triennio 2018/2021. Come si legge infatti nel bando di vendita dei diritti tvDiri pubblicato dalla Lega Serie A, sono stati introdotti tre nuovi orari per ogni giornata di campionato, il sabato alle 15, domenica alle 18 e lunedì alle 20.30. Tutte le partite serali si giocheranno alle 20.30 e non più alle 20.45.

Punta a incassare almeno un miliardo di euro a stagione la Lega Serie A con la vendita nazionale dei diritti tv del triennio 2018-21. Il bando prevede 5 pacchetti: nessuno basta per trasmettere tutte le partite. Operatori di ogni piattaforma (digitale terrestre, satellitare, internet) possono concorrere per il più ricco, il D: vale minimo 400 milioni di euro, copre le gare di 12 squadre (fra cui Roma, Lazio, Torino e Fiorentina), 324 eventi di cui 132 in esclusiva. I match delle altre 8 squadre (fra cui Juventus, Napoli, Milan e Inter, per 248 eventi) sono nei pacchetti A (satellitare) e B (digitale terrestre), che valgono 200 milioni. I pacchetti C1 e C2 per la piattaforma internet si dividono a metà le squadre dei pacchetti A-B: le milanesi da una parte, dall'altra Juve e Napoli.

Oltre ai pacchetti principali di diritti tv del campionato per il triennio 2018-21 (con un prezzo minimo richiesto superiore di circa 50 milioni di euro rispetto al 2015-18), Lega Serie A e l'advisor Infront Italy hanno aggiunto nel bando 7 pacchetti opzionali, di tipo Gold (esclusivi) e Silver (non esclusivi), con una serie di diritti tv accessori utili agli operatori per integrare le dirette degli eventi trasmessi. Fra i diritti opzionali Gold sono previsti ad esempio l'accesso al campo di gioco per la presentazione della partita, o per il commento durante la gara, le interviste prima, all'intervallo e subito dopo il fischio finale in campo o le immagini degli spogliatoi. Il prezzo dei pacchetti opzionali è definito applicando una percentuale al corrispettivo offerto per il relativo pacchetto principale: 4% per quelli relativi al D (che vale 400 milioni di euro), 8% per gli altri. Nella quotazione minima dei pacchetti si può rilevare come siano state recepite le indicazioni delle autorità, che chiedevano pari dignità per la piattaforma internet, i cui diritti sono rimasti invenduti nell'asta per il triennio in corso. Ognuno dei due pacchetti per gli operatori web (C1 e C2) ha un valore minimo di 100 milioni di euro e contiene le partite di 4 delle 8 squadre previste per i pacchetti A e B, quotati 200 milioni di euro.ilmessaggero.it

Categorie
FORMELLO

FORMELLO – De Vrij torna in gruppo, ma Wallace è in vantaggio. Immobile-Felipe Anderson in avanti

FORMELLO – Idee chiare e giochi chiusi per la formazione che Inzaghi opporrà al Crotone di Nicola domenica sera nell’ultimo impegno stagionale. Nel pomeriggio sono arrivate conferme per tutti gli 11 testati già ieri nel corso della sessione tattica, il rientro in gruppo di de Vrij (ieri rimasto in palestra) non sembra scombinare i piani del mister biancoceleste. Nel caso in cui l’olandese, non al top della condizione, dovesse andare in panchina, sarà Wallace a guidare la difesa a 3, completata da Bastos e Radu. Biglia e Murgia per il centrocampo, con Felipe Anderson  e Milinkovic Savcic a supporto di Immobile in avanti. Sull’out mancino Patric, a destra pronto Basta. In porta tornerà Strakosha, ormai ristabilito dopo l’attacco influenzale

ADD

Categorie
CALCIOMERCATO

Trattativa Lazio-Milan, ipotesi Niang come contropartita

Altro che rinnovo fatto. Il prolungamento di Lucas Biglia con la Lazio è tutt’altro che scontato. Per questo, come anticipato dalla nostra redazione, i biancocelesti avrebbero già iniziato a guardarsi intorno. Con il piano B che porta dritti in Inghilterra: sul taccuino ecco spuntare (di nuovo) Marten de Roon. Per l’argentino, invece, l’ipotesi Milan che avanza. Nei giorni scorsi la squadra rossonera ha iniziato a sondare il terreno, la volontà di Montella è quella di aumentare il livello della rosa proprio con l’innesto del capitano biancoceleste. Come riportato da Premium Sport, l’ultima idea per abbassare il prezzo del cartellino – Lotito vuole almeno 20 milioni di euro – potrebbe essere quella di inserire nella trattativa anche M'Baye Niang, pronto a tornare in Italia dopo la sfortunata parentesi con il Watford. Il calciomercato entra nel vivo, in casa Lazio spunta l’ipotesi Niang…

lalaziosiamonoi.it

Categorie
AMARCORD

Gascoigne fa cinquanta: genio e follia applicate al calcio

ROMA – Cinquant'anni vissuti da Best. Non nel senso del migliore, che pure avrebbe potuto esserlo, in campo, se non fosse stato il matto che è. Paul Gascoigne detto Gazza è un eroe maledetto del calcio come George Best: alcool e palloni, genio e follia, farsi amare dalla gente e poi buttarsi via. Ecco, i laziali l'hanno amato disperatamente, come si può amare un campione diverso. Sabato compie 50 anni, Gazza, sempre in guerra con i suoi demoni, con quel circolo vizioso che lo porta a ubriacarsi, farsi trovare nudo o perso in strada, provare a farsi aiutare, finire in una clinica specializzata per disintossicarsi e tentare di ricominciare fino alla prossima sbronza, alla prossima corsa in ospedale, con il frullatore del caos di nuovo in moto.

In qualche modo, forse è un miracolo, Gascoigne tocca i 50 ed è bello pensare che abbia giocato nel campionato italiano, quando da noi venivano tutti i migliori. Era the best con la b minuscola, allora. Anche se quando il 22 agosto del '91 sbarca a Fiumicino, protetto da 19 gorilla e stordito dall'abbraccio di migliaia di tifosi biancocelesti, è già rotto. Il 18 maggio si era spappolato il ginocchio sinistro nella finale di Fa Cup vinta dal suo Tottenham contro il Nottingham Forest. Aveva giocato da ubriaco, pare, come poi gli successe di sicuro molte volte nella Lazio. Cragnotti lo compra per 15 miliardi e l'infortunio non gli fa cambiare idea, anche se bisogna aspettare un anno per vederlo giocare: a Tor di Quinto, allora campo di allenamento dei biancocelesti, arriva nell'agosto del '92. E nulla fu più come prima.

Nel senso che uno così, alla Lazio e in Italia non si era visto mai. Un genio con il pallone, un pazzo totale nella vita che intorno al pallone ruotava. Uno capace di presentarsi nudo davanti a un mito come Zoff, suo allenatore di allora, perché gli aveva detto di sbrigarsi a scendere nella hall dell'albergo per la colazione e lui prese un po' troppo alla lettera il sollecito. Uno capace di lasciare ricordini maleodoranti sul motore dell'auto dello storico team manager Maurizio Manzini, vittima preferita dei suoi micidiali scherzi. Come quella volta che il compagno di stanza (e capitano) Sclosa alza la Coppa delle Capitali, vinta dalla Lazio nello stadio del Tottenham, e Gazza lo lascia in mutande sfilandogli i pantaloncini nel momento cruciale. Uno capace di andare via dal campo in moto, in pieno inverno, solo con accappattoio e ciabatte, senza mutande e senza aver fatto la doccia. E di infilare un criceto dentro la campana di vetro dei cornetti, nell'hotel dove la Lazio era in ritiro, che per poco una signora anziana ci muore d'infarto. E di bere birra durante gli allenamenti, con Zoff che diventava matto. "Un giorno – racconta il massaggiatore di quella Lazio, Doriano Ruggiero, nel libro "Io e Paul" di Stefano Greco – Manzini all'aeroporto di Milano, in attesa dei bagagli, lo perde di vista, Gazza era sparito. Il team manager era terrorizzato, non lo trovava da nessuna parte. A un certo punto parte il rullo, e dopo qualche valigia, mimetizzato tra i bagagli, c'è Gascoigne che, tutto rannicchiato, fa finta di dormire".

Tra una sbronza e l'altra, solo il rapporto d'amore con il pallone riusciva a placare i suoi demoni. Nel periodo di convalescenza dopo l'ennesima rottura del ginocchio (si scontrò con Nesta in allenamento, tremendo quel rumore nel ricordo dei cronisti presenti), i necessari giri di campo non riusciva a farli senza il pallone incollato al piede. E capitava che, mentre correva, invitasse all'uno-due proprio quei cronisti a bordo campo, che emozionati e sorpresi tentavano di restituire la palla nel modo giusto al campione matto. Come si poteva non amare, Gazza? Perfino Zoff e Zeman si scioglievano, nonostante l'ennesima follia, di fronte al suo sorriso da monello finto ingenuo. Poi, quando riusciva a giocare, era una meraviglia di calciatore. Aveva tutto: tecnica da fuoriclasse, fisico, potenza, velocità, senso tattico, destro, sinistro, cattiveria agonistica, personalità, tutto. Certe giocate ti lasciavano a bocca aperta. Quel famoso gol al Pescara, la sintesi: una farfalla che vola libera e perfetta tra mille difensori storditi, all'epoca la cosa più vicina al mitico gol di Maradona all'Inghilterra nel Mondiale '86.

Lazio solo 47 partite (4 di Coppa Italia) e 6 gol in tre stagioni, ma conta che ci sia stato. Anche oggi, quando chiedi a Gascoigne i ricordi più belli della sua avventura nel calcio, tra le tre perle cita il primo gol in biancoceleste, nel derby del 29 novembre del '92: una frustata di testa per l'1-1 a pochi minuti dalla fine, poi la corsa in lacrime sotto la Nord impazzita di gioia. Il ricordo che vale è quello, Gazza the best. Con la b minuscola.Repubblica.it

Categorie
ESCLUSIVE

26 MAGGIO, Biava: “Indelebile, quattro anni dopo sempre le stesse emozioni”

AUDIO – 26 MAGGIO, ASCOLTA L'INTERVENTO DI GIUSEPPE BIAVA A 'QUELLI CHE…': "Indelebile, sono trascorsi quattro anni, ma il ricordo e le emozioni sono sempre le stesse. E' stato il punto più alto della mia carriera ed un momento storico per la Lazio. Fu una brutta partita, ma è stato meglio così, c'è stato più gusto"

CLICCA QUI PER ASCOLTARE AUDIO

Categorie
CALCIOMERCATO

Un esterno destro nel mirino: piace Ristovski del Rijeka

L’Europa League della prossima stagione apre altre caselle nel mercato della Lazio. Che sia 3-5-2 o 4-3-3 Tare andrà alla ricerca di due terzini per avere alternative sulle fasce. Serve un terzino destro, senza sacrificare Basta o Patric: l’impegno settimanale impone una rosa lunga. Il serbo ha dimostrato di soffrire un po’ le partite ravvicinate, Inzaghi ha completa fiducia ma deve gestirlo e per lui ha inventato (a Napoli) anche la posizione di difensore centrale a 3. Patric è cresciuto, e piano piano ha avuto più spazio: il prossimo anno continuerà il processo ma, con gli impegni, aumenterà anche la concorrenza.

CALCIOMERCATO LAZIO – Tare potrebbe tornare su un profilo già sondato un anno fa, con conferme dalla Croazia. Secondo la consueta rassegna stampa di Radiosei è tornato in auge il profilo del macedone Stefan Ristovski. Fresco vincitore del campionato in Croazia con il Rijeka, ex club di Vargic, si è messo in mostra con la nazionale dell’ex Pandev nella sfida contro l’Italia dell’ottobre scorso. Ha 25 anni e nel curriculum vanta esperienze a Parma, Bari, Latina e Frosinone. Il suo contratto è in scadenza 2018 e ha una valutazione intorno ai 2 milioni: un ulteriore vantaggio è dato dal fatto che risulta tesserato per lo Spezia, quindi con un ritorno in Italia manterrebbe lo status di comunitario. Tare lo conosce e potrebbe tornare alla carica, ma deve stare attento alla concorrenza di Betis Siviglia ed Eintracht Francoforte, mentre in passato l’esterno era stato vicino allo Sporting Lisbona.

ESTERNI E CATALDI – Un altro profilo accostato qualche settimana fa è Darko Lazovic del Genoa: 26 anni, contratto fino al 2020 e buoni contatti tra i club. Tra gli italiani destinato a muoversi è Andrea Rispoli, appena retrocesso in B con il Palermo. L’ex Parma e Ternana ha segnato 6 gol in stagione, tra cui una doppietta all’Olimpico contro la Lazio, e assicura ottima spinta sulla destra. Già alcuni club però, Fiorentina su tutte, si sono mossi per trattare con i siciliani. All’inizio della prossima settimana poi è previsto un incontro a tre Lazio, Cataldi e il suo procuratore. Danilo rientrerà alla base dal Genoa per fine prestito, ma vanno decifrate bene le prospettive: il ragazzo vuole giocare con una continuità che in questa stagione Inzaghi non gli ha garantito. La società lo considera un patrimonio e in attesa degli Europei Under 21 non vuole formulare una valutazione, sebbene le squadre interessate ci siano. Come avevamo riportato in esclusiva tra queste il Genoa che vorrebbe trattenere il classe ’94, a cui va aggiunta anche l’Atalanta.lalaziosiamonoi.it

Categorie
SOCIAL

26 maggio, gli auguri di Sandra Lulic e Cataldi canta come la Nord

Dagli striscioni per le vie di Roma ai social network. Lo sfottò misto al ricordo del 26 maggio 2013 ha coinvolto giocatori e tifosi laziali. Il giorno in cui la Lazio vinse la coppa Italia contro la Roma è diventato una vera e propria festività. «Ciao ragazzi, buona giornata da Senad Lulic». Così il centrocampista bosniaco, autore del gol vittoria nel 2013, ha salutato in mattinata il popolo del web dal profilo Instagram della Lazio. Più diretta, invece, la moglie del numero 19, che sempre su Instagram ha scritto: «Buon 26 maggio». Da quattro anni Lulic è diventato il simbolo del successo contro i rivali cittadini, tanto da essere ribattezzato “Lulic71”. Un soprannome che ricorda il minuto in cui segnò l'1-0 al portiere giallorosso Lobont. La ricorrenza di quella gara, inoltre, non è stata sottolineata solo dai protagonisti. Anche Danilo Cataldi, infatti, attualmente in prestito al Genoa ha celebrato l'anniversario del trionfo biancoceleste sui social. Un tributo da tifoso, visto che all’epoca il centrocampista, cresciuto nel vivaio laziale, giocava ancora in Primavera.

ilmessaggero.it

Categorie
FORMELLO

La famiglia di Biglia vuole Roma ma la Lazio pensa già al sostituto: Guido Rodriguez

Un leader in campo e nello spogliatoio, un riferimento in campo sia per i compagni sia per il tecnico di Simone Inzaghi. Lucas Biglia è attratto dalle sirene rossonere, ma a Formello tutti conoscono la sua importanza, da qui il lavoro di tutte le componenti biancocleste per far restare il numero 20. Come riporta la Repubblica, una vera task force sta operando per evitare il trasloco meneghino del capitano. A guidarla il tecnico Inzaghi, a ruota i leader della squadra, da Immobile a Parolo e Lulic. «Sei il nostro capitano, ripartiamo insieme, non ci lasciare», le frasi espresse per toccare le corde giuste dell'ex Anderlecht, trame proseguite ieri sera anche nella cena di fine stagione. In questa corsa con il Milan, le cui attenzioni non hanno lasciato indifferente Biglia, anzi, l'alleata principale di Inzaghi è proprio la famiglia Biglia, che lascerebbe Roma malvolentieri. Secondo Repubblica la cifra chiesta per il regista ammonta a 23 milioni, tanto per i rossoneri che restano fiduciosi sul buone esito della trattativa. . Situazione delicata, comunque, il giocatore è tormentato: lunedì lascerà l’Italia, lo aspettano le amichevoli dell’Argentina contro Brasile (a Melbourne) e Singapore, avrà tempo per sciogliere la riserva anche se la Lazio ha fretta di conoscere il “verdetto”. Se Biglia andrà via, tra i candidati a sostituirlo c’è un altro argentino, fresco di convocazione in nazionale: Guido Rodriguez, regista classe ‘94 che gioca in Messico.

Categorie
CALCIOMERCATO

Keita, troppo un anno d’attesa per la Juve: risalgono le quotazioni Milan?

La Lazio vuole Keita, Keita vuole la Juventus ma, al contempo, sa benissimo che il rischio panchina lunga un anno rischierebbe di mettere fuorigioco le sue ambizioni bianconere. Come è arcinoto, il forcing di Inzaghi sul numero 14 non si è mai interrotto, al senegalese è giunta un'offerta informale da 1,5 milioni di base, che diventerebbero 2 coi bonus al raggiungimento di determinati obiettivi come gol e presenze, scrive oggi Il Messaggero. Se Keita decidesse di aspettare la Vecchia Signora, la reazione di Lotito sarebbe facilmente individuabile in un anno senza vedere il campo, leggi panchina continua, soluzione che Keita non potrebbe sostenere proprio nell'anno dei Mondiali. Da segnalare, continua Via del Tritone, che la Juve ha rinnovato Mandzukic, sembra addirittura puntare su Di Maria, con questi venti Keita nelle ultime ore avrebbe confidato ad amici di non aver escluso affatto la pista rossonera. Scrive Via del Tritone di nuovi contatti ieri con Mirabelli e Fassone, ma Lotito non cede e la forbice domanda offerta resta di 15 milioni. “ Il Milan resta fermo a 40 per Biglia e Keita insieme e dà alla Lazio 20 giorni di tempo (vuole la rosa al completo prima del preliminare d'Europa League) per chiudere ogni discorso”, specifica ancora Il Messaggero.