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RASSEGNA STAMPA

Strakosha: la sua Coppa è il posto da titolare per l’anno prossimo

È stata sicuramente la sorpresa maggiore della stagione biancoceleste, sia per il ruolo che ricopre sia per il punto da cuie ra partito. Thomas Strakosha, albanese nato ad Atene – la storia torna, la Lazio porta i colori della Grecia – nonostante la sconfitta in finale di Coppa Italia, può dire di aver alzato diversi trofei in stagione. Come riporta la Gazzetta dello Sport ripercorrendo la stagione del portiere capitolino, nella serata più importante della stagione laziale, Strakosha con una con una serie di interventi prodigiosi ha tenuto la barca in navigazione evitando il tracollo biancoceleste già nella prima frazione, confermando la legittimità delle ambizioni a titolare già dal prossimo luglio. L'escalation del classe '95, partito ad Auronzo la scorsa estate da quarto dietro Marchetti, Berisha e Vargic, è arrivata all'apice mercoledì sera dopo aver toccato vertici inattesi già nei derby di Coppa Italia. “La società e Inzaghi non hanno ancora deciso, sarà uno dei tanti temi da affrontare nei prossimi giorni quando saranno poste le basi per pianificare la prossima stagione. Ma la sensazione è che si punterà appunto su Strakosha con Marchetti che dovrebbe restare per fargli da chioccia”, scrive la Rosea, aprendo uno spiraglio su quella che potrebbe essere la futura coppia di estremi difensori, stessi interpreti ma a ruoli invertiti. Intanto andrà ratificato il contratto dell'ex Salernitana, quello attuale scadrà a giugno. La nuova intesa avrà durata quinquennale, l’annuncio è atteso a breve.

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RASSEGNA STAMPA

Conflitti d’interesse: Lotito non può presiedere la Lega di serie B

Premessa: non c’è alcun pregiudizio contro Claudio Lotito e non c’è niente di personale in quello che stiamo per affermare. A sei giorni di distanza dall’ennesima assemblea elettiva di una Lega Serie B ormai paralizzata e a rischio commissariamento, una cosa bisogna dirla forte e chiaro: il presidente/proprietario di una società di Serie A non può fare il presidente della Lega Serie B. È un nonsenso etico e politico, sebbene le astruse norme lo consentano. Nei Paesi che invidiamo e, a parole, sogniamo di imitare, a nessuno verrebbe in testa un’idea così bizzarra. In Italia ci si è spinti oltre: Lotito si è di fatto candidato ed ha pure raccolto una decina di consensi, stoppato solo dall’opposizione di quelle società che finora non hanno consentito di raggiungere il numero legale. Ora che l’altro candidato Salvatore Gualtieri ha compiuto un passo indietro, invitiamo Lotito a fare altrettanto in modo che si possa giungere a una terza via. Ripetiamo, il problema non è Lotito in sé ma il doppio ruolo che ricoprirebbe, senza dimenticare che è pure co-proprietario della Salernitana (le cui quote dovrebbe cedere per incompatibilità). Saremmo di fronte a un gigantesco conflitto d’interessi, soprattutto considerando le implicazioni economiche tra le Leghe di A e B, in termini di mutualità e quant’altro. Non solo. La nomina del capo-azienda di una squadra del massimo campionato a presidente del secondo torneo rappresenterebbe un impoverimento per quest’ultimo, relegato a territorio di conquista, con vista sul consiglio federale. In questi anni, sotto la presidenza Abodi, la Lega di B ha tentato di indossare un abito manageriale e di dotarsi di un’autonomia gestionale. Se si ritiene la B strategica per il sistema e non mero ente da assistere, allora bisogna andare in un’altra direzione. L’intero sistema del calcio professionistico attende da tempo quelle riforme in grado di renderlo sostenibile e di agevolarne la crescita. Per farlo servono progetti, managerialità, cura del bene comune e rinuncia ai particolarismi. Da parte di tutti.

Marco Iaria, La Gazzetta dello Sport

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FORMELLO

Lotito-Inzaghi: al via i tavoli per la Lazio che verrà

La festa che tutti avrebbero voluto non c'è stata, la Coppa Italia l'ha alzata la Juventus e ora in Casa Lazio si pensa al futuro, reso più agevole dal riavvicinamento del tifoso alla squadra, come ribadito anche da un comunicato di ringraziamento da parte di Claudio Lotito alla tifoseria. Ora, soprattutto la Curva Nord, si aspetta che il presidente ricambi costruendo una compagine in grado di competere su tre fronti. In tal senso, scrive la Repubblica, fondamentale sarà la capacità di Simone Inzaghi di “convincere” Lotito a dargli quanto necessario, almeno per ripetere i risultati di questa stagione. La Lazio tutta, già mercoledì sera si è ritrovata in un ristorante di Ponte Milvio, Lotito ha ringraziato tutti per la bella stagione, frasi gradite dall'uditorio, a cui però è stata destinata anche una critica per l’approccio non adeguato a una finale: l'azionista di comando biancoceleste non ama perdere, meno che mai contro la Juve del “rivalissimo” Andrea Agnelli. Al convivio presente anche Enzo Montepaone, agente di Lucas Biglia. “L’argentino dovrebbe firmare un contratto da 2,8 milioni a stagione, c’è ottimismo ma non ancora l’ufficialità. E sarà di 1,8 milioni all’anno (stesso ingaggio di Milinkovic) la proposta della Lazio a Keita, l’altro giocatore che Inzaghi ha chiesto di trattenere”, verga testualmente ancora il quotidiano romano. Inzaghi per convincere il senegalese resta l'arma migliore, da contrastare le mire di Juventus e Milan. Molto mercato quindi a Formello, a breve nel quartier generale andrà in scena il primo confronto tra Lotito ed il suo tecnico, obiettivo di Inzaghi non perdere i pezzi da novanta e rinforzare la rosa per non arrivare col fiato corto già a metà stagione.

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CALCIOMERCATO

Keita, si lavora per il lieto fine: pronti 2 milioni, resta problema rapporto con l’agente

Keita è in mezzo al prato dello stadio Olimpico, piegato sulle ginocchia, con il capitano Lucas Biglia (ieri il suo agente era allo stadio, probabile nuovo incontro a breve per il rinnovo) al suo fianco che tenta di consolarlo. Sta piangendo come un bambino, perché l'arbitro ha appena fischiato tre volte, ufficializzando la vittoria della Coppa Italia da parte della Juventus. Si è conclusa così, con le lacrime amare del giovane senegalese, la partita della Lazio contro i bianconeri. L'ex canterano del Barcellona avrebbe preferito un finale di stagione diverso, un trofeo alzato da protagonista, magari con altro gol decisivo che avrebbe accresciuto il suo già alto bottino di 15 reti i stagione. 

LA FASE DI STALLO E I CONTATTI CON LA FAMIGLIA – Non è andata come aveva sognato, è vero. Ma la sensazione è che avrà presto una nuova opportunità per provarci. Perché la Lazio contro i marziani della Juventus dovrà giocare (salvo colpi di scena clamorosi) anche la prossima Supercoppa italiana. E sta facendo di tutto per fare in modo che in quella partita Simone Inzaghi possa contare ancora su Keita. La fase di stallo nei rapporti con l'agente del calciatore non sta a significare che il club biancoceleste se ne sia stato con le mani in mano per tutto questo tempo. Semplicemente ha parlato con il senegalese attraverso altri canali, riducendo al minimo i rapporti con un interlocutore con il quale ci sono state – per responsabilità di entrambi – delle forti frizioni in passato. In questi ultimi mesi Keita è stato avvicinato dal presidente Lotito e dal ds Tare, che a loro volta hanno avuto dei colloqui anche con la famiglia del ragazzo, confermando di voler puntare ancora su di lui per il futuro.

IL CHIARIMENTO ALL'INTERNO DELLO SPOGLIATOIO – Lo hanno fatto sentire importante, un po' quello che sta facendo Simone Inzaghi da inizio stagione. L'allenatore della Lazio, sia nelle parole che nei fatti ha dimostrato a Keita di credere ciecamente in lui e di considerarlo un elemento essenziale per la sua idea di calcio. La miglior stagione tra i professionisti dell'attaccante numero 14, in fondo, non è proprio un caso. Nel corso di questi ultimi mesi ha cambiato completamente il modo di porsi all'interno del gruppo, anche per via di un riavvicinamento tra lo stesso Keita e quello spogliatoio che, soprattuto in estate, non aveva gradito il comportamento del nazionale del Senegal. In particolare non erano stati digeriti il suo arrivo in ritardo nel ritiro estivo di Auronzo di Cadore e il seguente atteggiamento una volta riunito insieme al resto della squadra sulle Dolomiti. Con il passare delle settimane e dei gol, però, tutto è stato messo alle spalle, soprattutto per merito di alcuni confronti privati con un senatore della squadra come Lulic, oltre a quelli di cui hanno parlato pubblicamente Parolo e Biglia.

PRONTA UN'OFFERTA VICINA AI 2 MILIONI DI EURO – Ecco perché adesso, il Keita di qualche mese fa alla ricerca di una nuova sistemazione si è trasformato completamente. E il suo desiderio, ora, è quello di restare in biancoceleste, a meno che non arrivi un'offerta stratosferica che gli consenta di fare un oggettivo salto di qualità. La Lazio dal canto suo è finalmente pronta per accontentarlo: Lotito ha stanziato un budget da 1,8 milioni circa (bonus compresi) per convincere il giocatore a rinnovare e restare in biancoceleste anche nella prossima stagione. Resta il problema di come "trattare" questa proposta con il suo procuratore e proprio per questo il presidente della Lazio sta pensando di utilizzare il tecnico Simone Inzaghi (una tantum, almeno per il momento), come "mediatore" della trattativa, quale principale sponsor e garante dei vantaggi che deriverebbero da una permanenza di Keita a Roma. Così, forse, questa travagliata storia potrebbe arrivare a un lieto fine. E il giovane senegalese si conquisterebbe una nuova opportunità per poter "vendicare" quelle lacrime amare di ieri sera.repubblica.it 

 

 

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

Agostinelli: “Vittoria Juve non fa una piega”

ANDREA AGOSTINELLI IN COLLEGAMENTO A "NOVE GENNAIO MILLENOVECENTO": "Il risultato non fa una piega, Stakosha è stato il migliore in campo. L'episodio iniziale poteva cambiare la partita è vero ma nell'arco dei 90' la Juve ha dimostrato di essere nettamente superiore. I difensori bianconeri hanno dimostrato ancora una volta di essere i più forti del Mondo. Solo una volta la Lazio è riuscita ad andare in profondità. Inzaghi non ha sbagliato modulo, gli avversari sono più forti e venivano da una brutta figura. Devo fare un plauso alla Curva Nord e alla tifoseria per quello che hanno creato, uno spettacolo bellissimo e complimenti anche per il ringraziamento ai ragazzi dopo la sconfitta."

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CALCIOMERCATO

De Vrij e la Lazio: “Vediamo, non si sa mai”

Archiviata la Coppa Italia, dopo la bellissima cavalcata conclusa con la finale persa contro la corazzata Juventus, la Lazio si rituffa sui rinnovi. Diversi i tavoli di trattativa che vedranno impegnati la società e i procuratori rispettivamente di Biglia, Keita e De Vrij. Il tutto mentre la squadra dovrà portare a compimento l'ottimo campionato, con l'obiettivo 4° posto dietro l'angolo. Il difensore olandese resta al momento il più lontano dalla firma. Le sue parole, rilasciate in esclusiva al TG3 – Edizione Regionale, non contribuiscono certo a rimpinguare il vaso di sensazioni positive. "Non è, non si sa mai, vediamo" (Clicca qui per ascoltare l'audio o vai sul fondo notizia ndr), così ha risposto al collega Stefano Orsini che gli chiedeva un'illuminazione circa le voci sul suo futuro. Lo sguardo un po' perso, una certa indecisione che lascia pensare osservando il suo scuotere la testa. L'analisi di Stefan de Vrij sulla sconfitta contro i bianconeri, maturata ieri sera, diventa un contorno alla portata principale: "L'abbiamo persa all'inizio soprattutto, quando siamo andati in svantaggio. È avvenuto tutto troppo velocemente. La partenza non è stata buona, piena di imprecisioni. Non ci siamo presentati compatti contro una squadra che sapevamo fortissima. Se la Juventus va in vantaggio è difficile svoltare la partita. Adesso vogliamo chiudere bene la stagione. Abbiamo fatto un bel campionato ma questa sconfitta fa male".lalaziosiamonoi.it

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

Piscedda: “Juve troppo forte, ma troppa libertà per Dybala”

MASSIMO PISCEDDA a 'NMM': "Se una squadra come la Juve ti fa due gol nella prima mezzora poi diventa complicato per tutti. Sarebbe lo stesso anche per il Real Madrid. È stata una grande Juve per qualità, palleggio, compattezza ed inserimenti, con queste condizioni è quasi impensabile riprenderla, anche a fronte di un buon secondo tempo. Il primo tempo é stato condizionato anche dalla sostituzione anticipata di Parolo. Tatticamente avrei ricorso alla marcatura a uomo su Dybala. Uno così che si abbassa molto per giocare il pallone non lo devi far girare. Mi sarei aspettato questo accorgimento. Cosa che ha fatto la Juve con Keita. Probabilmente non sarebbe cambiato molto, ma andava limitato. Effettivamente la stagione ha detto che la Lazio non è stata alla pari di Juventus e Napoli, mentre con le altre si"

ASCOLTA AUDIO: ASCOLTA AUDIO: https://m.mixcloud.com/Radiosei/massimo-piscedda-analisi-tattica-di-lazio-juve/

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DICHIARAZIONI

Lotito, una finale è stata vinta: “Quella dei tifosi”

Nonostante la sconfitta nella finale di Coppa Italia subita dalla Lazio contro la Juventus sugli spalti la tifoseria ha dato spettacolo. La scenografia, il tifo incessante sono state una delle poche note positive della serata biancoceleste. Per questo il presidente della Lazio, Claudio Lotito, ha voluto fare un plauso ai tifosi attraverso un comunicato: "Un ringraziamento e un grande abbraccio a tutti i tifosi della Lazio e in particolar modo alla Curva che con la loro coreografia hanno vinto meritatamente, in modo schiacciante il confronto rispetto ai tifosi della Juve. Essi hanno applaudito i giocatori e la società con passione autentica e in modo composto nel rispetto delle regole anche dopo il termine della partita, facendo così sentire alla squadra e alla società tutto il loro affetto e il loro sostegno e consentendo di alleviare anche il risultato avuto".lalaziosiamonoi.it

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CALCIOMERCATO

Ora i rinnovi: futuro delineato entro fine campionato

Accantonata una finale e conquistato un posto in Europa con tre giornate di anticipo, ora per la Lazio si apre il capitolo rinnovi. È ora di delineare le situazioni di Biglia, De Vrij e Keita, tutti e tre con un contratto in scadenza nel 2018. Come si evince dalla consueta rassegna stampa di Radiosei, a giorni dovrebbe esserci l’incontro con Lotito per decidere il da farsi.Rinnovare e dunque rimanere in biancoceleste, oppure partire per altre mete. C’è ottimismo per quel che riguarda il capitano. Dopo incontri, avvicinamenti, tweet e smentite, a gennaio l’argentino aveva fatto capire di essere pronto a riconfermare il suo legame con la Lazio. Ma la firma non è mai arrivata. Ora serve chiarezza. Per quanto riguarda De Vrij, il centrale olandese sembra essere destinato a salutare. Il club laziale ha provato a strappare il suo sì in diverse occasioni, il difensore ha sempre ringraziato per la stima e la disponibilità ma ha sempre rimandato la questione. Infine Keita è sicuramente il caso più complicato. Il senegalese non parla con la società biancoceleste da mesi, ci sono stati soltanto dei sondaggi. Lotito proverà a fare all’attaccante un’offerta che non supererà i 2 milioni di euro, rispettando anche gli ingaggi di Immobile e Felipe Anderson. Il sospetto è che Keita non accetterà chiedendo di più. A quel punto scatterà per lui l’asta. Nei prossimi giorni dovrebbe comunque essere sciolto ogni dubbio. Lalaziosiamonoi.it

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TIFOSI

Coppa Italia Juventus-Lazio, l’Olimpico canta: «Chi non salta è giallorosso»

Nonostante la sconfitta nella finale contro la Juventus, la Curva nord laziale ha comunque voluto omaggiare la bella stagione dei giocatori di Simone Inzaghi, culminata con il ritorno in Europa League, chiamando tutta la Lazio sotto il settore biancoceleste.

Nello stesso momento, la Curva Sud riservata ai tifosi bianconeri, ha cantato «chi non salta è giallorosso», sentimento contro i rivali della Roma che per un momento ha accomunato l'intero stadio.corrieredellosport.it