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FORMELLO

FORMELLO – Marchetti ancora ko al ginocchio: si valuta operazione. Ottimismo per Biglia, de Vrij “stop di qualche giorno”

Sembrava ormai pronto per il rientro, ma questa stagione di Federico Marchetti è sempre più maledetta. Il portiere della Lazio, quello che Simone Inzaghi ha sempre considerato titolare a prescindere dagli infortuni, era tornato ieri in gruppo, ma a 24 ore di distanza deve già fare i conti con un nuovo stop, ancora più grave dei precedenti.

MARCHETTI, NUOVO STOP: RISCHIO OPERAZIONE – A comunicarlo è il responsabile sanitario della Lazio ai microfoni della radio ufficiale del club, il dottor Fabio Rodia: "Purtroppo Marchetti ha riportato un trauma distorsivo abbastanza importante ai danni del ginocchio, con lesione del legamento collaterale. Stiamo valutando con altre indagini se sia il caso di fare ricorso a un intervento chirurgico. Alcune settimane di stop forzato saranno comunque necessarie". Contro il Napoli (e anche nelle gare successive) toccherà dunque ancora a Thomas Strakosha, che proprio domenica raggiungerà Marchetti a quota 19 nella classifica delle presenze stagionali.

IL DOTTOR RODIA: "SU BIGLIA CAUTO OTTIMISMO" – Buone notizie invece per quanto riguarda gli altri acciaccati, Biglia, de Vrij e Immobile, che sembrano tutti sulla via della guarigione dai rispettivi infortuni. Per il capitano argentino si aspettano gli esami cui si sottoporrà nei prossimi giorni, ma il medico si definisce "cautamente ottimista per un suo recupero": "Ha dovuto abbandonare il campo durante il derby perché in uno scontro di gioco ha riportato un trauma elogiativo all'adduttore di sinistra. Ha iniziato da ieri cure specifiche, sta rispondendo molto bene. È un giocatore integro muscolarmente e disponibile al sacrificio. Lo stiamo monitorando e curando in maniera specifica". 

AFFATICAMENTI PER DE VRIJ E IMMOBILE – Sembra leggermente più indietro nel recupero invece Stefan de Vrij: "Ha riportato un affaticamento all'adduttore sinistro che andava avanti da diversi giorni. Abbiamo programmato con lui un trattamento specifico, per un recupero in tempi ragionevoli. Sta facendo un percorso di recupero personalizzato che andrà avanti ancora per qualche giorno". Da seguire quotidianamente anche le condizioni di Ciro Immobile: "Nel derby siamo stati un po' in apprensione: è tornato dalla Nazionale con un affaticamento del retto fermale importante. Lo abbiamo fatto riposare e questo programma è proseguito anche oggi visto che non lo abbiamo fatto allenare. Ma tornerà presto in campo". Repubblica.it

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

Rambaudi: “Per battere la Juventus in finale serve più del 100 per cento”

Roberto Rambaudi in collegamento a 'Non Mollare Mai': "Ieri ho commentato l'altra semifinale di Coppa Italia, Napoli e Juventus sono due grandi squadre che sono cresciute nell'arco della stagione. Juve più cinica e fredda, Napoli più corale e organizzata che manca ancora di qualche giocatore di peso. La differenza è che nella Juventus il gioco lo fanno i singoli e non il modo di pensare calcio del tecnico. Ai fini della finale per la Lazio, per me era la stessa cosa. Potenzialmente entrambe sono superiori alla Lazio sulla carta. Molto dipenderà da come si arriverà il 2 giugno e che tipo di gara farà la Lazio. Servirà più del 100 per cento per fare propria la coppa. Poi dipenderà anche dal percorso della Juventus in Champions, ma cambia poco. Sei tu Lazio che devi fare il massimo che puoi. 

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RASSEGNA STAMPA

Gerson più caro di Milinkovic e Immobile

 Il talento che scopre i talenti è Igli Tare, diesse della Lazio, cercatore d’oro. Dai baby a costo zero alle intuizioni di mercato, i suoi grandi colpi hanno rilanciato la Lazio per l’ennesima volta e hanno risistemato i conti rendendo il bilancio da Champions, nuovamente virtuoso (utile da 9,5 milioni al 31 dicembre 2016, nel 2015 era in rosso). La magia sta tutta qui: nessun componente della rosa 2016-17 è costato più di 10 milioni di euro, neppure il giocatore dall’estro più lucente. Nessuna spesa folle, solo acquisti ragionati e ben pesati sotto tutti i punti di vista. In più cessioni che sono valse ricche plusvalenze. Sono stati conciliati risultati calcistici e di bilancio. Il valore dell’organico attuale si è moltiplicato in modo esponenzial

Da un costo totale di 88,6 milioni (prezzi d’acquisto presi dall’ultima semestrale) s’è passati ad un valore di mercato di 236,5 milioni di euro. A giugno si potranno progettare investimenti massicci sul mercato, si potranno sfruttare le probabili partenze di De Vrij e Keita, in scadenza nel 2018, da tempo decisi a partire. Il capolavoro derby è valso alla Lazio di Lotito l’accesso alla terza finale di Coppa Italia nelle ultime cinque edizioni, il dato rende merito al lavoro del club. La Lazio, la finale di Coppa Italia, l’ha giocata nel 2013 (vittoria sulla Roma), nel 2015 (sconfitta con la Juve) e la rigiocherà sempre all’Olimpico nel 2017. I talenti, il diesse Tare, li ha pescati senza farsi beccare, certe intuizioni riescono a chi ha l’occhio lungo.
 
MILINKOVIC – L’ultimo colpaccio di Tare si chiama Sergej Milinkovic, acquistato per 5,9 milioni, attualmente valutato 30 milioni. E’ un classe 1995, è stato l’affare più complicato della rosa di oggi: il papà del giocatore spingeva per portarlo a Firenze. Tare conosceva Milinkovic ben prima di parlarne con il suo procuratore Kezman, lo seguiva dai tempi del Vojvodina, era in età Primavera. L’ha rivisto all’opera con la maglia del Genk e ha iniziato a trattarlo durante il Mondiale under 20. La Fiorentina s’è inserita, c’erano tanti personaggi attorno al giocatore, avevano convinto il Genk e il padre a mollare la Lazio. Milinkovic, quando è sbarcato a Firenze, ha scelto la Lazio. Tare si è sempre fidato di lui. Corrieredellosport.it

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

D’Amico a NMM: “Un minimo di timore prima del ritorno ce l’avevo”

"Sinceramente, malgrado quanto era avvenuto nella semifinale di andata, un minimo di timore ancora lo avevo. La Roma comunque è una squadra importante con un tecnico importante, poi nel corso della gara ho capito che non avrebbero avuto possibilità. Devo dire che stimo molto Spalletti, anche se non ha vinto molto in carriera. Anche io ho fatto vincere un solo scudetto alla Lazio, ma potenzialmente potevo fare di più (ride, ndr)"

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APPROFONDIMENTI

Lazio, sognare adesso è possibile: voglia di Champions

Il bello deve ancora venire. Perché non c'è solo la finale di Coppa Italia appena conquistata ai danni della Roma, ma anche quella di Supercoppa, se la Juventus vincerà lo scudetto. Due finali in un solo boccone, dunque. E quel che più conta adesso è che in ballo c'è pure la qualificazione in Champions. La Lazio, insomma, è a portata di tutto. Con pieno merito e con la forte sensazione che questa squadra, vista la giovane età, possa ancora avere ampi margini di miglioramento. Oltretutto, l'entusiasmo e la consapevolezza possono fare la differenza
Archiviato il derby e la finale di coppa e i conseguenti festeggiamenti, adesso Immobile e compagni possono concentrarsi sull'Europa, sia essa Europa Legue o Champions. Otto le partite che mancano alla fine del campionato, di cui cinque da giocare all'Olimpico, e tra queste è incluso il quarto e ultimo derby di fine aprile.
Si comincia da subito con il Napoli domenica prossima all'Olimpico. Una partita che vale un'altra finale. La formazione di Sarri è a quattro punti e batterla significherebbe aprire un fronte a cui nessuno credeva, ovvero entrare in corsa piena per il terzo posto. Un po' quello che è successo due anni fa con Pioli, quando la Lazio iniziò a macinare gioco e conquistare vittorie, fino a ritrovarsi ad un passo dalla seconda piazza occupata dalla Roma. Questa Lazio la ricorda molto, con la sensazione che quella attuale sia più forte e più quadrata in ogni reparto. Oltre al Napoli, in casa la squadra di Inzaghi se la vedrà pure con un'altra diretta concorrente, l'Inter. Poi Sampdoria e Palermo, mentre in trasferta ci saranno Genoa, Fiorentina e Crotone all'ultima.
TRIPLETE PERCHÉ NO
Un finale di stagione incredibile e tutto da vivere. Potrebbe addirittura essere da sogno e non solo con la Champions e la Coppa Italia, ma con un titolo che potrebbe essere assegnato alla Lazio dalla Federcalcio a fine stagione. Prima dell'estate o forse anche prima, il presidente Federale Tavecchio dovrà prendere la decisione sullo scudetto della stagione 1914-15. La commissione dei Saggi ha già dato un'indicazione precisa sulla possibile assegnazione alla Lazio, i tifosi potrebbero non finire mai di festeggiare. E trovarsi tra giugno e luglio con una bacheca ancora più ampia e ricca di trofei.
 ilmessaggero.it

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ESCLUSIVE

Mino Caprio: “Lazio, facci divertire ancora”

In diretta a BUONGIORNO CAPITANO, Mino Caprio: "Grande Lazio, contro una squadra il cui tecnico ha perso la giusta modestia. Hanno perso perché sempre tronfi, una cosa quasi inspiegabile. Meglio incontrare la Juventus, non fosse altro perché siamo già certi di disputare la Supercoppa. Parliamo anche di incassi ulteriori per le nostre finanze (7 mln circa, ndr). Mi aspetto un grande finale di stagione, tutte le gare devono essere delle sfide all'ultimo respiro. Speriamo di divertirci ancora, tenendo d'occhio il futuro, con la speranza che la società non sbagli più il mercato prossimo e faccia il definitivo salto di qualità. E per finire… UN SALUTO DAL VOSTRO PETER GRIFFIN!".

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SERIE A

Designazioni Serie A: Irrati arbitra Lazio-Napoli

Ufficializzate le designazioni arbitrali per il prossimo turno di Serie A: sarà Damato ad arbitrare la sfida del Dall'Ara tra Bologna Roma, mentre il big match tra Lazio Napoli è stato assegnato a Irrati. Ecco di seguito tutte le designaizoni per la 31ª giornata di A:

Atalanta-Sassuolo: Rizzoli

Bologna-Roma: Damato

Cagliari-Torino: Rocchi

Crotone-Inter: Guida

Empoli-Pescara: Tagliavento

Juventus-Chievo: Fabbri

Lazio-Napoli: Irrati

Milan-Palermo: Di Bello

Sampdoria-Fiorentina: Russo

Udinese-Genoa: Mariani

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RASSEGNA STAMPA

Dalle macerie al successo, il capolavoro di Inzaghi: pronto il rinnovo

Per fortuna che Bielsa si è dimesso in tempo. Perchè quel giorno Simone Inzaghi torna in fretta e furia da Milano Marittima per firmare con la Salernitana. Nessun ripensamento, Lotito vuole regalargli la panchina granata, l'ha conquistata passo dopo passo. Il vorticoso cambiamento delle cose lo costringe a rimanere a Formello, dove rimette a posto i cocci di un ambiente moralmente a terra. Allora non chiamatelo più Inzaghino, perchè adesso è il vero leader, fa la voce grossa in campionato e in Coppa Italia.E non a caso, come si legge su Repubblica, la Juve lo starebbe attenzionando per la prossima stagione. Equilibrato, razionale, mai una parola fuori posto: il tanto ricercato stile juventino calza a pennello nel mister piacentino. Difficile sottrarlo a Lotito, che già pensa di farlo diventare il Ferguson laziale. Presto gli proporrà un nuovo contratto, con ben altre cifre, rivedendo molti aspetti. Il vero top player è lui, per fortuna che Bielsa si è dimesso in tempo.lalaziosiamonoi.it

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COPPA ITALIA

In finale sarà ancora Lazio-Juventus: data dipende da Champions, Pjanic squalificato

 

La Lazio conosce la sua avversaria: per la terza volta nella storia sarà la Juventus a contendere il trofeo ai biancocelesti. I bianconeri, a tre giorni dal pari in Serie A, perdono 3-2 ma si qualificano per l’ultimo round. Unica nota negativa, risultato a parte, il giallo rimediato da Pjanic a cinque minuti dal termine. L’ex Roma era diffidato e salterà la finale. Al San Paolo si riparte dai gol e dalle polemiche dell’andata. Il 3-1 del primo atto regala un avvio spettacolare: ritmi alti e intensità la fanno da padrone. Neto, portiere di coppa, si oppone al tiro di Callejon da pochi passi. Dall’altra parte, alla mezz’ora Rincon – sul regalo di Chiriches – si divora il vantaggio.Tempo un minuto e Higuain da fuori gela i 50mila tifosi azzurri presenti. Il 24esimo centro stagionale come risposta migliore ai tantissimi fischi del suo vecchio pubblico. All’intervallo è 1-0. Nella ripresa il Napoli parte forte. Milik sfiora due volte il pari, Hamsik lo trova con un preciso destro a giro. Che bissa quello dell’ultima giornata di campionato. Gioia effimera.Cinque giri d’orologio e ancora Higuain riporta avanti i suoi. Ma è un’emozione continua. Neto manca clamorosamente il controllo e Mertens, entrato da pochi secondi, pareggia i conti. La formazione di Sarri prende coraggio e passa anche in vantaggio con Insigne. Il 3-2 però non basta. Passa la Juve. Che guadagna la terza finale di coppa consecutiva (la 17esima in totale) e l’opportunità di vincere il dodicesimo trofeo. Per la Lazio, all’inseguimento del settimo titolo in nove finali, l’occasione invece di vendicare la sconfitta ai supplementari per 2-1 del maggio 2015 e le due in Supercoppa: la prima all’Olimpico (4-0 nell’agosto 2013), l’altra a Shanghai (2-0 nell’agosto 2015). Appuntamento al 2 giugno. O al 17 di maggio se la truppa di Allegri dovesse arrivare a Cardiff per la finale di Champions.

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RASSEGNA STAMPA

Plusvalenze ed errori ma il conto di Tare non segna mai rosso

Nella tabella pubblicata oggi dal Corriere dello Sport, il valore della rosa biancoceleste mostra un balzo importante dai prezzi di acquisto dei giocatori, passando da 88,6 milioni, come da valore iscritto a bilancio, ai 236,5 stimati considerando il loro eventuale costo sul mercato. Si va dal costo zero di Strakosha ai 5 mln attuali, ai 7 pagati per de Vrij nel 2014 al Feyenoord ai circa 30 di presunto costo del cartellino (un po' pochi ma pesano anche le incognite fisiche, ndr), agli 8 versati per Biglia all'Anderlecht tre stagioni fa, ora l'argentino ne vale almeno 15. Tre i veri colpi di Tare: Anderson pagato nel 2013 7,5 mln al Santos, ora Felipe batte cassa almeno per 30, a nostro avviso prezzo per difetto; Milinkovic è valso 5,9 mln al Genk, ora per il serbo 30 milioni sembrano addirittura pochi, visto anche il contratto in scadenza 2022; infine Keita, costato 500.000 euro di indennizzo al Barcellona, ora sul listino a 25 milioni, questo un prezzo alto soprattutto se il senegalese non rinnovasse il legame in scadenza 2018. All'interno di questa rosa anche giocatori svalutati come Vargic, Luis Alberto, senza dimenticare i vari Kishna e Morrison, ora in prestito ma lontani dalle aspettative del direttore sportivo albanese. In passato a Roma sono arrivati sì giocatori inadeguati, per motivi diversi, alle necessità del momento – Bisevac, Alfaro, Perea, Novaretti, Saha e Postiga tra gli altri – resta il fatto che ora la Lazio in campo ha una squadra con prospettive importanti. Per valutare compiutamente il lavoro di Igli Tare bisognerebbe dargli un budget importante, consentendogli di investire anche 15-20 mln per un calciatore, anche perché quando ha potuto spendere l'uomo mercato di Lotito difficilmente ha sbagliato. Ora spetta a Lotito, allargando i cordoni della borsa, senza esagerare, la Lazio può restare a livello alto in modo permanente.