[…] È vero che Tudor ha utilizzato 19 titolari, ma Rovella viene ancora ignorato, a Isaksen ormai preferito Pedro, e Immobile ha già riscavalcato Castellanos. Rispetto ai tempi di Sarri, anche Guendouzi sembra un altro e a fine stagione potrebbe valutare l’addio. Nonostante la diplomazia del suo entourage, Romagnoli continua a non trovarsi nel nuovo modulo, Zaccagni e Luis Alberto sono usciti furibondi dall’U-Power Stadium. Al primo pareggio(ma alla settima rimonta, con 18 punti gettati al vento), riemergono tutti i problemi del passato e la polvere nascosta sotto il tappeto. Tudor ha sì dato una scossa, ma sino a un certo punto. Oltretutto forse la società ha sottovalutato quanto questa rivoluzione tecnica avrebbe comportato maggiori correttivi all’attuale organico. Spaventa lo scenario in vista di giugno, soprattutto senza l’oro della Champions (oggi un miraggio a tre giornate dal termine del campionato) e con il solito spettro dell’indice di liquidità dietro l’angolo. Persino la permanenza di Kamada non sarebbe forse la panacea dei mali, ma un ulteriore nodo: anche solo per un altro anno, guadagnerebbe oltre 3 milioni (6 lordi) a bilancio. E c’è il limite imposto dalla Uefa che, fra entrate in stipendi e trasferimenti nel 2024, dovrà scendere all’80%. Considerando l’attuale settimo posto (piazzamento in Europa League) per dei ricavi da 160 milioni, e il costo attuale della rosa intorno ai 140 milioni, l’attuale proiezione biancoceleste sarebbe dell’87%. Il Messaggero
Categorie
Lazio, senza Champions estate complicata