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Lotito gongola: “Lazio sfida vinta e patrimonio in continua crescita”

Si è conclusa ieri, tra i suggestivi luoghi dell’ex Carcere, l’Enoteca Provinciale della Tuscia e la Rocca di Montefiascone, la Prima Edizione del M.A.F. – Montefiascone Art Festival. La manifestazione, promossa dalla Società Sportiva Lazio e dall’Officina d’Arte OutOut, ha visto la premiazione, tra gli latri, Claudio Lotito, insignito del Premio per l’Impegno Sociale nella rivalutazione del territorio e della comunità attraverso la cultura dello sport. A termine dell'evento, il presidente biancoceleste ha dichiarato: "Amo dire di essere un presidente tifoso e non un tifoso presidente. La passione è fondamentale per promuovere ogni iniziativa, ma serve avere i piedi per terra. Quando arrivai tutti la definivano una sfida impossibile, per salvare il patrimonio della Lazio mi sono caricato di miliardi di debiti, dormivo un'ora a notte per tre mesi per cercare di salvarla, cosa che sono riuscito a fare. Quando si è salvata la società sono cominciati i complotti, la strumentalizzazione politica. Io sono il proprietario civile della società però amministro un patrimonio storico sportivo della collettività. Ho l'obbligo di tramandarlo nel miglior modo possibile, amo costruirà società le cui fondamenta sono su cemento armato e non sulla sabbia.

MA QUALE 'LAZIETTA' – "Stavo in una situazione dove ogni giorno succedeva qualcosa e dovevo per forza remare per arrivare a riva perché se così non facevo la società saltava. Io ho detto ‘non faccio saltare niente’, non solo per i soldi che ho messo, che erano 50 miliardi, ma per la credibilità della persona e soprattutto perché mi sarei dovuto far carico di un fallimento. Ma quando ho rimesso in sesto la società, avevo stabilito un principio: essendo questa un’attività economica deve produrre reddito. Ma non perché ne devo trarre un vantaggio io, ma per rendere autoconsistente la società. Oggi la Lazio è una società che ha 200 milioni di patrimonio immobiliare ed ha una prospettiva di club molto forte dal punto di vista economico-patrimoniale. Questo è un regalo importante che sto facendo alla tifoseria, perché i tifosi devono sapere che io amo coniugare l’aspetto del sogno con quello pratico. Non si vive di visioni oniriche. Il sogno deve essere il fine, ma poi devi portare i risultati. E sento parlare ancora di ‘Lazietta’, ma non è Lazietta manco per niente. Mi contestavano il settore giovanile, oggi abbiamo il rating più alto di tutte le squadre di Serie A. Abbiamo vinto due Supercoppe contro l’Inter di Mourinho e contro la Juventus che aveva conquistato tutto, due Coppe Italia e una rimarrà scolpita nella storia perché vinta contro la Roma. Io mi sentivo come una persona che stava dalla parte del giusto e avevo un motto. Quando sono entrato il primo giorno nello spogliatoio, tutti si sono alzati in piedi e io ho detto: ‘Voglio dodici gladiatori perché il dodicesimo è chi combatte per degli ideali, al contrario dei mercenari. Questo motto ha dato l’esempio e ha ottenuto i risultati nel tempo. Lalaziosiamonoi.it

 

Dario Cadeddu

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I numeri di Genoa-Lazio: Leiva domina i tackle, Luis Alberto ovunque

n vista della trasferta sul campo del Genoa, Inzaghi richiedeva continuità, concentrazione e fame di vittoria, convinto che questa potesse essere la ricetta migliore per sfatare il famoso tabù del Marassi. E così è stato, ancora una volta il mister piacentino ha dimostrato di conoscere a fondo le qualità della sua squadra. E forse attorno al Ferraris più che un tabù si era creata una vera e propria cabala avversa: la Lazio non vinceva su quel campo da ben 7 anni. E anche se superstizioni e scaramanzie hanno poco a che fare col mondo del calcio, le difficoltà riscontrate ieri sera contro gli uomini di Juric qualche dubbio l’hanno fatto sorgere a tutti. Eppure i ragazzi di Inzaghi hanno portato i tre punti a casa, che significano il quarto risultato utile consecutivo. E se oggi vogliamo ancora parlare di cabala senza alcuna amarezza rifacciamoci proprio a quel 7 tanto ostico e giochiamo un po’ con i numeri di Genoa – Lazio.

I NUMERI – Proprio nella tradizione cabalistica il 7 ha un ruolo centrale. Strana sorte del destino: il 7 lo ritroviamo spesso anche nei numeri del match di ieri sera. Con ben 7 tiri totali e 2 gol Immobile ha portato i suoi compagni alla vittoria. Una nuova tradizione si affaccia sul futuro dei ragazzi di Inzaghi: quando il folletto con la maglia 17 segna, la Lazio vince. Continuiamo con l’uomo rivelazione di questo esordio di stagione: Luis Alberto. Il jolly di mister Inzaghi ha dimostrato anche ieri sera di essere il valore aggiunto di questa nuova rosa: con 75 passaggi e 93 tocchi di palla (su 745 totali della partita) al Marassi si è aggiudicato i primi due record stagionali. E oltre al numero 7 c’è un secondo elemento che, così come in questo esordio di stagione, è stato protagonista anche ieri sera: la duttilità. E infatti il tuttofare spagnolo, muovendosi tra le linee in un modo tutto suo, ha creato anche il maggior numero di occasioni (3), dribblando più volte rispetto a tutti (6). Ma oltre a Luis Alberto, a essere duttile è anche lui: Leiva. Sicuramente il giocatore di cui Inzaghi, in assenza di Wallace, ha dimostrato di aver più bisogno. Prima come centrocampista e poi come centrale di difesa ha totalizzato ben 5 tackle. E ha riconfermato di esserne un maestro, soprattutto in quello finale su Taarabat. E ora, archiviati numeri e tradizioni scaramantiche, testa al Napoli.

Lalaziosiamonoi.it

Dario Cadeddu

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

AUDIO – Lega serie A, il punto di Emiliano Bernardini (Il Messaggero)

EMILIANO BERNARDINI (Il Messaggero) in collegamento a 'NMM'!

"Per quanto riguarda la questione governance della Lega, in qualche modo in questo momento si sta cercando di trovare una soluzione che vada a bene a tutti i presidenti. La Lega si serie A domani eleggerà un presidente temporaneo con le vecchie linee, poi si dovrà cercare un accordo sulle linee guida strette di Tavecchio e sul nuovo Statuto. Il 15 di settembre c'è il processo 'Alto Piemonte' che dovrà sostenere Andrea Agnelli. Le male lingue sostengono le questioni di Lega siano legate anche all'esito di quest'ultimo. Oggi Agnelli è diventato presidente dell'ECA, 'European Club Association. L'elezione è avvenuta a Ginevra, dove è in corso l'assemblea dei club europei. Questo dovrebbe lasciare via libera a Lotito per una poltrona da consigliere federale, visto l'accordo tra le parti".

LEGGI ANCHE 'Lega di serie A: il patto Lotito-Agnelli tiene tutti in scacco: https://cms.radiosei.dev.toyou.it/…/1617-lega-di-serie-a-il-patto-loti…

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Lega di serie A: il patto Lotito-Agnelli tiene tutti in scacco

Il suo nome non è stato mai fatto ma il destinatario delle parole pronunciate dal presidente della Figc, Carlo Tavecchio era chiaro: Claudio Lotito. Eh già perché il vulcanico patron della Lazio, dopo essere stato messo ai margini, ha tirato fuori un altro asso dalla manica spiazzando tutti quelli seduti al tavolo. Ecco un patto con il numero uno della Juventus e, a questo punto, ex nemico Andrea Agnelli.
DO UT DES
Oggi ci sarà l'elezione per la massima carica dell'ECA, ossia l'associazione dei club europei. Il piano è molto semplice: Agnelli, che in realtà corre da solo, sarà messo a capo dei 220 club europei e avrà la certezza che le nove squadre italiane voteranno compatte per lui. Cosa otterrà Lotito? Un posto da Consigliere Federale. Domani si terrà l'assemblea della Lega di A: i venti presidenti non voteranno le linee guida suggerite dal commissario Tavecchio, ma voteranno con le vecchie regole. Il presidente di garanzia con ogni probabilità sarà Marco Brunelli, il vicepresidente potrebbe essere Fassone del Milan i due consiglieri Lotito e Marotta e poi, per accontentare tutti, saranno nominati 9 consiglieri di Lega. In realtà Lotito ha in mano 13 club, ma è convinto di ottenere l'appoggio di altri due. Una potrebbe essere l'Inter che in cambio potrebbe ricevere la vice-presidenza dell'ECA. «C'è un presunto accordo in Lega di Serie A: un presidente ponte e un'assemblea entro 3 mesi per una nuova elezione. La prossima assemblea dovranno farla con i principi ispiratori che abbiamo dato noi, non c'è santo che tenga» ha spiegato il numero un Tavecchio nel consiglio federale tenutosi ieri. Ma c'è chi bisbiglia che il patto Lotito-Agnelli vada oltre. Eh già perché l'Italia non farebbe una bella figura se il 15 settembre, Agnelli, implicato nel processo sportivo Alto Piemonte, la storia dei biglietti finiti agli ultrà della Juve, fosse squalificato (previsti da 2 a 3 anni). A meno che l'esito non sia così scontato o la pena così dura (si parla di riduzione a 3 o 6 mesi). Voci di corridoio della Torino bianconera riferiscono che questo sia il modo migliore per far uscire anche Agnelli dalla Juventus senza spargimenti di sangue. Intanto Roma, Fiorentina, Cagliari, Samp e Bologna tengono duro e preparano una contromossa a sorpresa (Malagò garante?).
SERIE B
Mano più leggera con la Lega di B del presidente Tavecchio che rimanda al 13 la nomina di un commissario : «Mi auguro che per quella data ci sia la fumata bianca. In caso contrario l'avvocato Mauro Balata sarà il commissario». Ilmessaggero.it

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CALCIOMERCATO

La firma di De Vrij è a un passo: pronto triennale da 2,5 milioni

Non c'è una cosa che stona a Formello. Dopo tanto tempo in casa Lazio sembra regnare un'armonia generale e un entusiasmo che non si registrava da anni. Sarà il mercato con il botto finale di Nani, sarà che Inzaghi esprime fiducia. Insomma, tutto fila liscio e lascia pensare bene, tanto che è prevista una bella impennata sugli abbonamenti e sull'arrivo di tanti tifosi con il Milan. La sfida clou dell'Olimpico alla ripresa dei giochi, dove si spera addirittura il tutto esaurito o quasi. Anche questo non succedeva da anni.
CLAUSOLE
In tutto ciò si va a collocare un rinnovo praticamente vicino che potrebbe essere paragonato come ad un grande acquisto. Si tratta di Stefan de Vrij che quando tornerà dalla nazionale si rivedrà con la società, insieme alla Seg, l'agenzia olandese che gli fa la procura, per mettere nero su bianco il nuovo contratto che lo legherà alla Lazio fino al 2020. Anche questa, dopo le cessioni a suon di milioni di Keita e Biglia, un'altra vittoria del diesse Tare e del presidente Lotito. Sul centrale olandese, però, c'è un pizzico di merito in più da parte del dirigente albanese che, nonostante i rumors di mercato, non ha mai mollato sulla trattativa. Più di altri è stato vicino al giocatore, per convincerlo ad accettare la proposta, quasi uno stalker in una versione positiva del termine. Ogni giorno pressava il ragazzo e i procuratori. E alla fine pare avercela fatta, tanto che Stefan, subito dopo la vittoria in Supercoppa con la Juve e preso dall'euforia, è andato diretto dal diesse garantendogli il rinnovo. Un nuovo accordo di 2,5 milioni di euro più bonus (quasi 3 milioni) fino al 2020, con una clausola rescissoria di circa 20 milioni di euro che potrebbe salire a 25 grazie alle prestazioni del difensore. Infine, tanto per rimanere in tema di buone notizie, il giudice sportivo ha deciso di non sanzionare la Lazio per i presunti cori razzisti nei confronti di Gomis, il portiere della Spal. Meglio di così non poteva andare.ilmessaggero.it

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APPROFONDIMENTI

Murgia azzurro: “Emozione Italia e sogno Supercoppa. Ora non temo la concorrenza…”

Lo ha fermato solo la traversa. Altrimenti, Alessandro Murgia avrebbe segnato anche con la maglia azzurra, dopo lo storico gol inSuperocoppa. Al termine dell'amichevole contro la Slovenia, il centrocampista della Lazio ha parlato ai microfoni dei cronisti presenti in mixed zone: "Sempre un'emozione giocare per la Nazionale, una cosa che ti inorgoglisce, ogni partita per me è diversa, unica come la prima convocazione. Gol sfiorato? Sì, speravo che quella palla entrasse. L'importante, però, era la prestazione della squadra. Abbiamo dimostrato il nostro valore, ora andiamo avanti e pensiamo a migliorare".

SUPERCOPPA – Per una palla che si stampa sulla traversa, ce n'è una che invece buca la porta. E ti fa portare a casa un trofeo: "Sembrava di essere dentro un sogno, per me che sono cresciuto con quella maglia fin da bambino. Ci ho messo qualche giorno a realizzare, ma voglio vederlo come un punto di partenza, voglio fare tante altre cose nella mia carriera. Il lavoro della Lazio e di Inzaghi, su di me come sugli altri giovani, è stato importantissimo. Il mister mi ha cresciuto, mi ha concesso questa occasione che mi sono sudato tanto. Lo devo ringraziare, ma preferisco farlo sul campo. La concorrenza alla Lazio? Stimolante, dobbiamo affrontare tre competizioni e ci vuole una rosa importante per centrare l'obiettivo stagionale, ovvero rimanare ai piani alti della classifica".lalaziosiamonoi.it

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RASSEGNA STAMPA

Nani prova a bruciare i tempi, ma Anderson torna solo a metà ottobre

Ha preso confidenza con il centro sportivo, oggi farà lo stesso con i suoi nuovi compagni. Nani si tuffa nella Lazio e punta un traguardo a oggi complicato: essere convocato per la super sfida di domenica contro il Milan (ore 15). Il neo acquisto portoghese si è allenato in solitaria a Formello, la distorsione al ginocchio è ormai alle spalle. Per abbracciare l'Olimpico già contro i rossoneri, dovrà però dimostrare di aver recuperato la condizione: né il giocatore né tantomeno Inzaghi hanno intenzione di forzare i tempi. Ecco allora che l'ex Valencia potrebbe fare capolino quattro giorni più tardi, il 14 settembre, per la prima di Europa League in casa del Vitesse.

Certo, la sua presenza contro il Diavolo – anche solo in panchina – richiamerebbe allo stadio un gran numero di tifosi. Un po' come sta avvenendo per la sua maglia e per quel numero 7, che genera con il suo nome un'accoppiata da antologia: "In tanti hanno già iniziato a chiederla", assicura il responsabile marketing biancoceleste, Marco Canigiani. Un'euforia che fa il paio con il tour nei Lazio Style della Supercoppa vinta contro la Juventus: "Sta avendo un grande successo ". Anche la prevendita dei biglietti per il Milan genera ottimismo: l'obiettivo è un Olimpico con 35 mila spettatori, 40 mila compresi i tifosi ospiti. All'appello manca solo la corsa all'abbonamento: il dato non raggiunge ancora le 10 mila tessere, c'è tempo fino a venerdì 8 per sperare nell'impennata finale.

Oggi intanto Inzaghi riabbraccerà la squadra, dopo i due giorni di riposo. Il tecnico dovrà fare ancora a meno di Felipe Anderson: il brasiliano è sempre alle prese con la tendinopatia all'adduttore, che lo tiene ai box dal 31 luglio. Il rischio è quello di rivederlo in campo dopo la seconda sosta per le Nazionali: più precisamente il 14 ottobre, giorno di Juventus-Lazio. Il mister potrà contare invece su Milinkovic, al centro di un "caso diplomatico": con il ct serbo che continua a escluderlo, il Montenegro avrebbe fatto un tentativo. Ipotesi subito smentita dall'agente, Mateja Kezman: "È assurdo, sogna solo la Serbia. L'allenatore non lo convoca, ma spero che questo si risolva".
Repubblica.it

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CALCIOMERCATO

Milinkovic, la Lazio sta per riscattare il suo fuoriclasse

E’ il fuoriclasse di Lotito e Tare. Gonfiano il petto ricordando il colpo realizzato nell’estate 2015, vincendo il duello di mercato con la Fiorentina: 4,9 milioni di euro più un bonus supplementare di un milione per un totale di quasi 6, ecco cosa raccontano oggi i dati di bilancio. I numeri, però, cambieranno presto. Milinkovicè diventato una questione d’orgoglio, una medaglia da sventolare (come è successo in estate) davanti a quei giocatori in scadenza e poco disposti a firmare il rinnovo. Il serbo ha prolungato sino al 2022 durante lo scorso inverno, la Lazio aveva appena sventato l’assalto delReal Madrid, pronto a mettere sul tavolo una settantina di milioni. Troppo presto, erano prematuri i tempi di una cessione, Sergej crescerà ancora a Formello. 

.La Lazio se lo tiene stretto e anzi in queste ore procederà a formaliizzare il riscatto di cui si parla già da qualche giorno. Non è ancora successo, ma succederà presto. Nel 2015, raggiunto l’accordo con Milinkovic e il suo agente Kezman, Lotito, venne costretto dal Genk ad accettare la clausola del 50 per cento su un’eventuale cessione richiesta dal club belga. Le due società fissarono un prezzo: 9 milioni di euro per far decadere la clausola entro due anni. La Lazio si appresta a tenere fede all’impegno, eserciterà il riscatto per cancellare la clausola. Una mossa scontata e inevitabile, a tutela del patrimonio e di un incasso clamoroso nel caso in cui (tra uno o due anni) dovessero arrivare proposte indecenti per il centrocampista serbo.corrieredellosport

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DICHIARAZIONI

VIDEO – Luis Alberto: “Più forti dello scorso anno. Ho pensato di lasciare il calcio, ora voglio Champions e Nazionale”

Tre gol, un assist: Ciro Immobile si è portato a casa il pallone di questo Lazio-Milan. I biancocelesti superano i rossoneri 4-1 in una partita convincente. Al termine della sfida Luis Alberto, autore del quarto gol laziale, è intervenuto ai microfoni di Lazio Style Channel: “Ciro è un ottimo compagno, parla un po’ in spagnolo e questo aiuta. Per me è facile giocare con lui, è un grande calciatore. La Lazio è una squadra più forte dell’anno scorso, possiamo fare un’ottima stagione, ci sono grandi giocatori. Quando arriveranno anche Luis Nani e F. Anderson saremo più forti. Posso giocare mezz’ala, trequartista o centrocampista. Io penso solamente a giocare e ad aiutare la squadra. Il ct della Spagna mi segue? La Nazionale è importante per me, ci tengo a difendere il mio Paese. Ora devo solo pensare a lavorare, non devo fare altro. Ora si gioca giovedì? Mi piace l’Europa League, il mister se ritiene che io possa giocare, scenderò in campo. Lo scorso anno non ho giocato nulla, ho 24 anni e le devo giocare tutte, non sono stanco. In ogni caso il mister ha tanti calciatori che meritano il posto, lavoriamo bene tutti durante la settimana”.

Il centrocampista spagnolo si è fermato anche ai microfoni dei cronisti presenti in zona mista: “Il segreto della mia crescita è nel lavoro: mio, della squadra, del mister e anche del mio mental coach Juan Campillo. Ho preso fiducia, quest’anno mi aspetto di giocare e migliorare ulteriormente. A febbraio ho pensato anche di lasciare il calcio. Invece ho lavorato sulla mia testa e ho già giocato quattro partite. Voglio ringraziare tutti: dai compagni al mister, passando per la mia famiglia che è stata sempre con me anche quando le cose andavano male. Mi piace giocare libero, portando palla. Con Milinkovic parlo molto in campo, siamo due giocatori simili. Lavoro al massimo e penso di aver fatto bene in questo inizio di stagione. La partita più bella? Quella con la Juventus. Voglio giocare il più possibile e raggiungere la Champions con la Lazio. E magari ottenere anche una chiamata in Nazionale. Oggi abbiamo fatto bene contro una buona squadra come il Milan. Juventus e Napoli sono a un livello superiore, ma possiamo puntare al terzo e al quarto posto".lalaziosiamonoi.iy

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AUDIO – Gioia Inzaghi: “Questa è la strada giusta. Immobile? Leader”

Ai microfoni di Mediaset Premium arriva un Simone Inzaghi al settimo cielo e non poteva essere altrimenti. Grande prova dei suoi ragazzi che hanno messo in campo quello che il mister gli aveva chiesto: "Quest’anno per noi sarà più difficile, avendo anche l’Europa League. Giocando così ci toglieremo delle soddisfazioni. Alla vigilia nessuno avrebbe detto che sarebbe finita così. Avevo visto la squadra bene, molto tonica, sapeva cosa fare. Sono contento che alla fine la gara si sia svolta. Champions? Contro di noi ci sono corazzate, la nostra soddisfazione è vedere l’Olimpico pieno. Lavorando da gruppo possiamo togliere tante gioie. Interesse della Juventus? Fa piacere, si vede che stiamo lavorando bene ma per me la Lazio è casa mia, sono tifoso di questa squadra ed è il mio punto di arrivo.

RE CIRO – Non poteva mancare un battuta su Immobile: "Non ho più parole per Ciro, sapevo che ci avrebbe aiutato tanto. Mi ha colpito come si è inserito nel gruppo e la sua disponibilità. Ora è un leader, è stato nominato come uno dei capitani. Adesso qualcuno parlerà più della Lazio, prima della Supercoppa e di oggi se ne parlava poco. Noi dobbiamo continuare con queste prestazioni per far crescere la nostra autostima. I ragazzi mi assecondano in tutto, c’è grande umiltà. Gli va dato merito, quest’anno cercheremo di farci trovare pronti per rimanere nei piani alti della classifica.

BIGLIA – Per la prima volta da avversario, Inzaghi si è ritrovto il suo ex capitano di fronte. Ma l'allenatore piacentino non nasconde la sua stima per l'argentino: "Con lui ci siamo salutati, c’è stima tra di noi. Lo stimo come giocatore e persona, si è sempre messo a disposizione anche con problemi fisici anticipando i rientri. L’ho rivisto con piacere, gli auguro tutto il bene possibile". 

NANI E LEIVA – “Leiva ha fatto una parata straordinaria, dovevamo togliere le linee di passaggio del Milan e lui è stato bravo nel leggere le traiettorie. Nani avrà tempo per sistemarsi, è importante. Non ha problemi a giocare nelle due punte, può fare l’esterno. Poi starà a noi cercare di farlo inserire nel minor tempo possibile".lalaziosiamonoi.it

CONFERENZA – 

Hai visto una grande Lazio oggi…

"Sì, è stato un piacere vedere giocare la squadra. Quando mi avevano detto che avrebbero potuto rimandare la partita ero dispiaciuto, l’avevamo preparata bene. Eravamo organizzati, con la testa e le gambe giuste. Ho sperato fino all’ultimo di scendere in campo, grazie al Coni che ci ha dato la disponibilità di farlo. E’ stato bello vivere una giornata così, come lo era stato con la Juve. Non dimentichiamoci che la Lazio ha battuto sia Juve sia Milan con due partite magistrali. Entrambe hanno trovato una Lazio che ha meritato di vincere, 23 ragazzi che hanno lottato su ogni pallone".

Come l’hai vinta?

"L’avevamo preparata con cura sia in difesa sia in attacco. Siamo stati bravi, solo nei primi 10’ eravamo un po’ contratti. La partita poi l’abbiamo condotta fino alla fine, togliendo le linee di passaggio al Milan. Mi sarebbe piaciuto il quinto gol di Lukaku, applauso ai ragazzi, si meritano i complimenti".

Come sta Wallace?

"Infortunio da valutare domani, speriamo non sia grave, sentiva un problema al polpaccio. Per noi sarebbe una grave perdita".

Possibile arrivare in Champions?

"Vogliamo rimanere nelle parti alte della classifica. Ad inizio stagione non ci mettevano nemmeno tra le prime 10, c’era dispiacere visto quanto fatto lo scorso anno. Ora magari verremo menzionati tra le prime otto. Io sapevo che saremmo potuti rimanere in alto, anche se quest’anno sarà tutto più difficile visto che avremo meno tempo per preparare le gare Dovremmo essere bravi ad allenarci giocando. Dovrò cambiare qualche uomo, speriamo di non subire infortuni sennò possiamo andare in difficoltà".

Come sta Radu? E' questo il modulo giusto per la Lazio?

"Radu ha avuto i crampi, Lulic l’ho cambiato perché era ammonito ma stava facendo bene. Modulo? L’interpretazione è la cosa che conta, è normale che a volte devi variare e cambiare. Questo ad oggi è il modulo più adatto".

Su Luis Alberto…

"Luis è stata un’intuizione del direttore sportivo Tare, ci ha sempre creduto. Ha fatto un po’ di fatica ad inserirsi, oggi è un grandissimo valore aggiunto: ci dà qualità e quantità. Ci darà grandi soddisfazioni, grazie a lui abbiamo compiuto dei mezzi miracoli contro Juve e Milan".

Sul saluto con Biglia…

"Mi ha salutato prima del fischio d’inizio, io mi ero dimenticato se devo essere sincero. Oggi era un osservato speciale, per me è il miglior playmaker in circolazione. Gli auguro il meglio, se lo merita. A me ha sempre dato grande disponibilità, si è sempre messo a disposizione dello staff nel migliore dei modi".

Due vittorie contro due big, lo scorso anno invece si faceva più fatica. Cosa è cambiato?

"Siamo stati bravi, abbiamo meritato sul campo. Nessuno ci ha mai regalato nulla. Lo scorso anno abbiamo battuto tre volte la Roma, vincendo anche con l’Inter a Milano in Coppa Italia. Dovremmo fare sempre grandi prestazioni, con Juve e Milan siamo stati fantastici".