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DICHIARAZIONI

Pedro Neto si racconta: “Ho rifiutato il Barcellona. Inzaghi mi ha detto di avere pazienza, ma voglio giocare 10 partite”.

Primi sorrisi per Pedro Neto che nell'amichevole di sabato contro il Real Rocca di Papa ha mostrato sprazzi della sua classe. Il giovane portoghese, in una lunga intervista ai microfoni di Record, ha affrontato vari temi legati all'infanzia e all'inizio della sua esperienza con la Lazio.

Quali sono i tuoi obiettivi in questa stagione?

In primo luogo, voglio avere la possibilità di dimostrare il mio valore. Voglio fare 10 partite, perché il primo anno sarebbe l'ideale. La squadra è anche molto competitiva e so che devo lavorare molto, ma l'obiettivo principale è quello.

Che cosa ti ha detto Simone Inzaghi?

Mi ha detto di avere pazienza. Mi ha detto che sono ancora molto giovane, ma che avrò le mie opportunità. Sarà così. Ora devo guadagnare la fiducia della squadra per cogliere l'occasione quando arriverà.

Nella Lazio sei un compagno di squadra di Nani, che è un punto di riferimento. Quanto è importante che tu cresca vicino ad un giocatore come lui?

Nani mi ha accolto molto bene con Bruno Jordão. Mangiamo sempre insieme. Dice che per lui è un piacere aiutare i giocatori più giovani e per noi è stato fondamentale in questa fase. Dall’alto della sua esperienza e della sua importanza ci sta aiutando ad integrarci nel gruppo.

Sei da poco tempo in Italia, ma qual è il compagno di squadra che ti ha più impressionato?

Quello che ha attirato la massima attenzione è stato Immobile, la punta della squadra. Lui è un grande goleador. Finora ha segnato 13 gol in 10 partite (9 di queste del campionato). Non è facile mi creda. La cosa più importante nel calcio è fare gol e lui ha un'enorme attitudine nella finalizzazione. Non è facile fare molti gol in Serie A perché, come ho detto, le difese sono molto forti. Devi essere qualcuno al di sopra della media.

A marzo hai rifiutato il Barcellona e hai finito per rinnovare con lo Sporting Braga fino al 2023. Perché invece hai accettato la Lazio poco tempo più tardi?

"All'epoca il Barcellona era interessato, ma il presidente Antonio Salvador, voleva tirare fuori più soldi dal mio trasferimento. È normale. Mi ha detto che avrebbe valutato in seguito la mia cessione e così abbiamo deciso di rinnovare il contratto. Il progetto che la Lazio mi ha presentato è stato il migliore. Mi è stato detto che avrei avuto l’opportunità e la possibilità di combattere per obiettivi importanti. A Barcellona sarei andato nella squadra B. Qui sono nella squadra A e ho l'opportunità di crescere di più. È totalmente differente".

In totale, il trasferimento alla lazio può raggiungere i 28 milioni di euro. Può condizionarti?

Quello che io so è che un giocatore senza pressione non rende allo stesso modo. Naturalmente a causa dei soldi che Lazio ha pagato per me i tifosi vogliono che mostri il mio valore, quindi ho la pressione di dover dimostrare qualcosa.

So che i tuoi genitori vivono con te in Italia. È importante contare sul loro sostegno in questa fase della tua carriera?

Io sono chi sono e arrivo dove posso con l'aiuto dei miei genitori. Sono stati la mia base. I miei genitori sono venuti a vivere con me in Italia perché pensavamo che fosse meglio per me. Avrei potuto stare qui da solo ma ho pensato che portare i miei genitori fosse importante. Sono il mio sostegno e, come ho detto, vengo qui con il loro aiuto. Non è perché sono arrivato qui che già conosco tutto, devo ancora imparare molto.

Come fa un giovane di soli 17 anni a generare tante aspettative?

Dopo tutto, sono considerato uno dei grandi talenti della mia generazione. Posso mantenere le mie basi e continuare a lavorare con l'aiuto dei miei genitori. L'appoggio della famiglia è il più importante: mio padre e mia madre mi hanno aiutato a tenere i piedi per terra e mi dicono che posso fare molto di più. Ambisco ad essere sempre migliore. Ho 17 anni e sono stato venduto per tanto denaro, per questo sono stimato così tanto.

Al momento ancora stai aspettando il debutto, ma per quello che già sai della Serie A, può essere il campionato giusto in cui crescere?

Sono un giocatore tecnico, abituato ad avere la palla, e qui in Italia la componente tattica è piuttosto forte. Certamente migliorerò da quesopunto di vista, perché è ciò che funziona di più.

Le difese sono molto arcigne, è una difficoltà in più?

Sì, ma affrontare le sfide più difficili è anche quello che dà il massimo piacere. Posso sicuramente migliorare perché le difese hanno tanta qualità ed è difficile superarle.

Sei da poco più di un mese in Italia. Come va l'esperienza?

Sta andando bene. Mi sto ancora abituando, specialmente al cibo (ride). Qui non è così accurato, in Portogallo è più gustoso. Nella prima fase ho avuto delle difficoltà, ma è una questione di abitudine. Altrimenti, tutto normale. I miei compagni di squadra mi aiutano. Oltre a Nani, anche i brasiliani mi hanno dato una mano. Quindi sta andando veramente bene.

Quali sono i tuoi grandi riferimenti nel mondo del calcio?

Come ho detto qui in Italia quando sono arrivato, il mio punto di riferimento è Bernardo Silva. Le sue caratteristiche sono molto simili alle mie. Apprezzo anche la sua umiltà. Pur essendo un giocare top è riuscito comunque a mantenere la solita umiltà.

Oltre a Bernardo Silva c'è qualcun'altro?

Mi piace anche vedere giocare Messi, ma Bernardo Silva è il mio grande riferimento.

Lo conosci personalmente?

Non ho ancora avuto questa opportunità, ma mi piacerebbe.

Credi di poter crescere come lui ha fatto finora?

Sì. Ha fatto strada per avere solo 23 anni. Sono molto giovane e ho l'ambizione di fare una carriera come la sua, e se possibile, ancora meglio.

Quale allenatore ti ha insegnato di più fino ad ora?

Era uno che avevo all’Asociazione Sportiva Perspetiva em Jogo (squadra di Viana do Castelo). Si chiama Eddie Maciel Dizia e mi ha sempre detto che facendo le cose giuste la gente sarebbe felice di vedermi giocare.

Quando hai lasciato l'hockey su ghiaccio all'età di 13 anni per giocare a calcio, immagino che non pensavi di approdare alla Lazio a 17 anni.

Non avevo intenzione di giocare a calcio perché mio padre era un giocatore di hockey professionista. All'età di 3 anni stavo già pattinando e non ho avuto modo di scegliere il calcio. Non potevo immaginare che avvenisse tutto questo, ma già dalla fine della scorsa stagione ho saputo dell'interesse della Lazio. Poi mi hanno presentato il loro progetto e mi è piaciuto molto.

Possiamo dire di aver perso un grande giocatore di hockey ma acquistato un grande giocatore di calcio?

No. Si è perso un grande giocatore di hockey ed è stato acquistato un ottimo calciatore [ride]. Quando ho dovuto scegliere tra andare a giocare per lo Sporting Braga e rimanere a Viana do Castelo per giocare a hockey, ho optato per il calcio e ho fatto la scelta migliore, grazie ai miei sforzi e alla mia dedizione. Oggi mi guardo indietro e vedo che è stata una scommessa vincente Nel calcio, i costi sono completamente diversi. Questo è stato uno dei motivi che mi ha portato inizialmente a giocare a hockey, non lo nascondo.

Tuo padre era un professionista di hockey nella Juventude de Viana. In qualche modo  ha provato ad influenzare la tua decisione di dedicarti al calcio?

No. La decisione è stata presa da me. Da mio padre ho ereditato l’hockey, ma ho preso la decisione di dedicarmi al calcio perché era ciò che preferivo. Anche se mi piace l'hockey, è stato il gioco del calcio che mi ha dato più soddisfazione.

Hai debuttato all'età di 17 anni nello Sporting Braga, hai segnato in un match e sei stato ceduto alla Lazio. Un grande salto in un tempo molto breve, giusto?

E 'stato un grande salto, ma fatto con la consapevolezza che fosse la cosa migliore per la mia carriera. Ciò che abbiamo fatto è stato pensare a quello che sarebbe stato meglio per me a vari livelli: in termini agonistici e di condizioni finanziarie.

Il 14 maggio 2017 ti ricorda qualcosa?

Su due piedi nulla.

E se ti dicessi che è il giorno del tuo debutto in prima squadra con il Braga?

Ah sì! È stato il miglior debutto possibile, esordire a 17 anni con una grande del Portogallo e segnare è stato indescrivibile. È stato un debutto da sogno che non dimenticherò mai e che rimarrà nella storia, dopotutto sono stato il più giovane a segnare un gol nella Liga.

Tua madre?

L’ho ringraziata. Se non fosse stato per lei non sarei arrivato. Sapevo che mia madre sarebbe stata felice per me, ma ha quasi pianto. Anzi, ha proprio pianto. Papà era sugli spalti e non voleva credere che avessi segnato. È stato un modo di ringraziarli per tutto quello che hanno fatto per me.

Bisogna puntare sulle giovanili?

Sì, io, Bruno Jordao e Xadas siamo la prova che in Portogallo c’è tanto talento e che bisogna puntare sempre di più sui giovani per il futuro. E, in particolare, è la prova che il Braga è uno dei migliori club dove crescere. Ed è uno dei club che promuove più giovani in prima squadra. Quelli che restano, inoltre, hanno sempre qualcosa da dire, come sta facendo ora Xadas.

Che ne pensi del Braga?

Credo che il Braga possa vincere il campionato entro il 2021, è un obiettivo possibile. Già quest’anno la squadra è piuttosto forte. Dando continuità al lavoro già effettuato, nel futuro potrà intromettersi nella lotta al titolo e battere Benfica, Sporting e Porto. Penso che possa succedere perché il presidente è ambizioso ed ha già dimostrato che tutto è possibile. Il Braga è molto forte, il gruppo è molto unito ed ognuno lavora per rendere al meglio, prevedo una grande stagione.

5 vittorie su 6 finora.

Non mi stupisce, ho lavorato con la squadra e ne conosco il valore. Il Braga andrà sempre più vicino alla vittoria.

 

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RASSEGNA STAMPA

Juve-Lazio, tutto pronto per l’esodo biancoceleste a Torino

Scatterà oggi alle 10 la vendita dei tagliandi del settore ospite per Juventus-Lazio in programma sabato alle ore 18. Un match attesissimo con l'Allianz Stadium che si preannuncia esaurito in ogni ordine di posto. Il big match di sabato potrà dire molto sulla stagione di entrambe ed è probabile che i due biglietti messi a disposizioni dei tifosi biancocelesti possano esaurirsi in poco tempo. Come riporta la consueta rassegna stampa di Radiosei, se l'Olimpico fatica ancora a riempirsi, la Nord risponde sempre numerosa e anche in trasferta sono tanti i sostenitori che seguono le gesta di Lulic e compagni. Torino si colorerà quindi con i colori della prima squadra della Capitale che cerca un'impresa contro i Campioni d'Italia in carica già battuti lo scorso agosto grazie alla rete di Murgia che ha regalato la Supercoppa Italiana a Simone Inzaghi. La prima gioia stagionale e chissà che le aquile non possano fare il bis anche sabato prossimo? Non sarà semplice, ma con l'aiuto dei numerosi tifosi biancocelesti… 

 

LALAZIOSIAMONOI

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FORMELLO

Wallace, recupero difficile per Torino: in dubbio anche Lukaku e DeVrij

Potrebbe essere ancora emergenza. Nonostante la sosta del campionato per le Nazionali, con la Juventus Inzaghi potrebbe ancora una volta proporre in campo una formazione in parte rimaneggiata. Il tecnico piacentino sperava di poter recuperare Wallace, fermo dal 10 settembre per una lesione muscolare. Molto probabilmente però il brasiliano non ce la farà. I tempi di recupero erano stati pronosticati sui 30/40 giorni, e il difensore sta rispettando la sua tabella di marcia. Difficilmente riuscirà ad allenarsi per tutta la settimana in gruppo, per questo Inzaghi dovrà ancora pensare a delle alternative per arginare la Juventus. Si spera di riaverlo per il Nizza, o per la partita di campionato contro il Cagliari. Anche Stefan de Vrij non è al meglio, ha chiesto il cambio contro il Sassuolo, e ha dichiarato la scorsa settimana di non stare benissimo. In ogni caso potrebbe stringere i denti ancora una volta, ma la sua situazione verrà monitorata giorno per giorno dallo staff medico. Bisognerà gestire l'olandese, ed utilizzarlo con parsimonia.

STRAKOSHA e LUKAKU – Ce la farà senza problemi invece Thomas Strakosha. Il portiere albanese, dopo aver lasciato il ritiro dell'Albania, aveva fatto preoccupare un po' tutti. Non si tratta però di nulla di grave, e in settimana rientrerà in gruppo, e scenderà in campo contro la Juventus. Più complicata invece la situazione di Jordan Lukaku. Il terzino belga è rientrato dal ritiro della sua nazionale, e, come riporta Radiosei nella sua consueta rassegna stampa, ieri ha svolto dei controlli che hanno evidenziato un'elongazione ai flessori della coscia sinistra. Nulla di grave, ma lo staff medico ha consigliato una settimana di stop. Anche lui verrà valutato per capire se sarà possibile o meno convocarlo per la trasferta di Torino.

 

Lalaziosiamonoi.it

Dario Cadeddu

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FORMELLO

INFERMERIA – Dott. Rodia: “Dieci giorni di stop per Lukaku, Strakosha solo affaticato”

INFERMERIA . Al termine della amichevole con il Real Rocca di Papa il medico sociale Rodia ha fatto il punto della situazione sugli infortunati in casa Lazio dalle frequenze di Lazio Style Radio. Buone nuove per i due nazionali rientrati alla base Strakosha e Lukaku. Prosegue il percorso verso il pieno recupero dei lungodegenti Wallace, Bastos, Basta e Felipe Anderson: “La squadra sta abbastanza bene: stiamo procedendo regolarmente con le tabelle di recupero per quanto riguarda gli infortunati che vengono monitorati quotidianamente. Nella prossima settimana sono previsti per loro dei controlli strumentali per programmare il rientro in campo in vista delle sette partite in tre settimane che la squadra sarà tenuta ad affrontare. Strakosha e Lukaku sono tornati a Formello dai ritiri delle Nazionali per esser sottoposti a controlli: l’albanese ha patito un banale affaticamento all’adduttore; non siamo preoccupati, pensiamo in settimana di reintegrarlo allenamenti. Questa mattina, invece, Lukaku è stato sottoposto ad esami dopo aver analizzato il report medico fornitoci dalla Nazionale belga: durante gli allenamenti con la selezione, il difensore ha riportato un trauma elogiativo a carico del flessore della coscia sinistra. La prognosi è di circa una settimana-dieci giorni. Speriamo di riportarlo a disposizione del mister in vista della Juventus il resto della squadra è in ottima forma. Per quanto riguarda Felipe Anderson, Wallace, Basta e Bastos sono previsti nuovi accertamenti in settimane per programmare il loro rientro in campo. Avere un contatto frequente con i colleghi delle Nazionali è molto importante come, del resto, è fondamentale instaurare un rapporto con i calciatori stessi: sono loro a chiedere alle federazioni di esser sottoposti ai nostri controlli: loro ripongono fiducia in noi e questo gratifica il nostro lavoro quotidiano”.

 

 

ADD

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FORMELLO

FORMELLO – 14 gol al Real Rocca di Papa, tripletta per Caicedo e Nani. Pedro Neto si presenta

FORMELLO – Si chiude la settimana di lavoro nel quartiere generale biancoceleste, la Juve è ancora lontana e Inzaghi decide di mettere alla prova i suoi in un test amichevole con il Real Rocca di Papa. Porte aperte al Fersini, entusiasmo alle stelle e affetto da vendere per i circa 2000 tifosi assiepati sulle tribune dell'impianto di Formello. Senza i nazionali (Immobile, Parolo, Marusic, Lulic, Jordao e Murgia) e gli infortunati Wallace, Basta, Bastos, Felipe Anderson e de Vrij), Inzaghi si affida alla coppia Nani-Caicedo per affondare la formazione avversaria militante nel girone G della Prima Categoria laziale. Ad impreziosire il centrocampo Leiva e Milinkovic, che insieme a Di Gennaro completano il reparto. Alla fine della prima frazione di gioco la Lazio è già in vantaggio per 4-0 grazie alla doppietta di Di Gennaro e alle reti di Caicedo e Nani. Nella ripresa Inzaghi decide di dare spazio a Guerrieri, il Primavera Sarac e Pedro Neto al posto di Vargic, Lucas Leiva e Crecco. Il giovane portoghese ha messo in mossa le sue potenzialità con un paio di giocate ad alta velocità. I biancocelesti dilagano nella seconda frazione di gioco: ben nove le reti rifilate alla compagine laziale con altri due gol di Caicedo e Nani, la doppietta di Patric e le reti di Luis Felipe e Mauricio. Martedì inizierà la preparazione in vista della sfida con la Juventus.

 

FORMAZIONE DEL PRIMO TEMPO: Vargic; Mauricio, Luis Felipe, Prce; Patric, Di Gennaro, Leiva, Milinkovic, Crecco; Nani, Caicedo 

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

AUDIO – Giordano: “Il mio libro una liberazione, mi sono aperto in modo puro”

BRUNO GIORDANO in collegamento a '9 GENNAIO 1900': "Ieri è stata una giornata fantastica alla presentazione del mio libro. C'erano tanti miei amici dagli ex compagni ai miei amici a trastevere. Con Giancarlo Governi mi sono aperto nella maniera più pura, volevo farlo e potevo farlo solo con lui. Mi sono liberato su tante questioni, soprattutto su quella relativa al calcioscommesse era un groppo in gola che avevo da tantissimo tempo, non ho fatto nulla ed ho pagato per nulla. In questo libro esce fuori quello che sono io, l'uomo e il calciatore, ma soprattutto l'uomo.
Pensare ad un mondiale senza l'Argentina e l'Italia sarebbe assurdo anche se per gli azzurri sento troppa preoccupazione, anche se poi i playoff vanno giocati in 180 minuti. Nella nostra nazionale c'è Immobile che ha grandi responsabilità dopo l'infortunio di Belotti ma ha le caratteristiche per farlo".

ASCOLTA AUDIO: https://m.mixcloud.com/Radiosei/06-10-17-bruno-giordano-9-gennaio-1900/

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DICHIARAZIONI

Nani, messaggio ad Inzaghi: “Ho tanta voglia di giocare con la Juve”

 Altro colpo estivo della Lazio è sicuramente Nani, che fino a questo momento si è visto solo in uno spezzone di partita contro il Sassuolo. Il portoghese, insieme a Luiz Felipe e Pedro Neto, ha partecipato all'evento "Meet & Greet" al negozio ufficiale della Lazio a Valmontone: "Ho tanta voglia di giocare contro i bianconeri, vogliamo fare noi la partita, disputare una grande prestazione e vincere. Oggi è bellissimo essere qui, è la prima volta che sono a contatto con i tifosi della Lazio, un pubblico meraviglioso". Repubblica.it

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NAZIONALI

Immobile, l’Italia come la Lazio

Torino la conosce fin troppo bene, qui sono rimaste due foto della sua vita da calciatore: una in cui sorride, quando vestiva la maglia del Torino, nell’altra è imbronciato e ha addosso quella della Juventus. C’era un Immobile, un Immobile 2.0 e ora, alla Lazio, l’Immobile 3.0. Quello completo, non solo bomber, ma trascinatore, che parla al gruppo e che sa fa sentire. Uno dei capitani, in una parola: leader. In questo anno e un po’, Ciro si è caricato sulle spalle la Lazio e dovrà fare lo stesso con l’Italia, impegnata stasera all’Olimpico Grande Torino contro la Macedonia. E’ lui il portabandiera del gol, rappresentante di un reparto che in questi giorni si è smontato, che ha perso il suo gemello Belotti, ma che gli ha lasciato l’altro fratello, Insigne. Il laziale è il gioiellino che Ventura esibirà stasera: c’è da portare a casa l’accesso al play off, c’è da pulire quell’alone di tristezza calato sugli azzurri dopo la prestazione contro la Spagna. C’è da restituire un po’ di sorriso al ct, preoccupato per la situazione infortuni e per il rischio stop in Russia. Ciro è pronto, deve solo fare quello che ha fatto fin ora, segnare tanto. E stare attento alle ammonizioni: è diffidato. Sull’etichetta c’è scritto: podio dei bomber europei, secondo solo a Messi. Numeri alla mano è così: Ciro 13 gol – con il club – fino a questo momento, Leo 14. 
LEADER
Simone Inzaghi lo ha eletto leader dello spogliatoio e trascinatore della sua squadra, Ventura tenta (si augura) di fare lo stesso nell’Italia. Ciro è sulla buona strada e forse senza Belotti al fianco (per qualcuno i due non possono giocare insieme) ha maggiore possibilità di accelerare i tempi, perché la prova della responsabilità aumenta in intensità. Ma l’attaccante campano in questa fase della stagione vola, si dimostra come l’uomo più in forma della compagnia, che già vanta nomi pesanti, ma che non vivono un momento straordinario, vedi Buffon e Bonucci, da sempre leader storici del clan azzurro. L’etichetta di leader, Ciro se l’è guadagnata sul campo, espressione che va molto di moda da queste parti, dall’alto delle prestazioni, oltre che dei gol segnati. Immobile, infatti, è il capocannoniere dell’Italia firmata Gian Piero Ventura con 6 reti ed è stato decisivo nell’ultima gara azzurra, quella vinta a fatica contro Israele dopo la debacle di Madrid. Conte spesso gli ha preferito Pellé ed Eder, con Ventura, invece, che lo aveva valorizzato a Torino, ha cambiato marcia. Immobile ha segnato costantemente per tutto il 2017: meglio di lui solo Mertens con 24 reti, Ciro e Dzeko sono a 23. Cinque gol più di Dybala, sei più di Higuain. Qui a Torino, magari, qualcuno lo rimpiangerà. E il palcoscenico dell’Olimpico torinese sembra arrivare al momento giusto. Ventura ha bisogno di ritrovare il sorriso. L’Italia ha bisogno di Immobile. Il laziale Immobile. E ne ha bisogno anche Inzaghi che lo riabbraccerà non prima di martedì. C’è da preparare la super sfida contro la Juventus. A Formello il tecnico biancoeleste continua a lavorare con chi è rimasto a Roma. Sabato prevista un’amichevole contro il Real Rocca di Papa. Da monitorare le condizioni di Lukaku tornato dalla nazionale per un problema ai flessori. Migliora Wallace che potrebbe recuperare per la trasferta di Torino.ilmessaggero.it

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DICHIARAZIONI

La soddisfazione di Leiva: “Alla Lazio ho trovato tutto quello che cercavo”

Piacere, mi chiamo Lucas e sono il vostro nuovo direttore d'orchestra. Biondo, di bell'aspetto: piedi buoni e tanta personalità. Che poi è la cosa che conta di più in un giocatore. Leiva è così, genuino e talentuoso, quello che serviva per riprendersi dall'addio dell'altro Lucas. Superati i problemi fisici la voglia di rimettersi in gioco era troppa: l'esperienza accumulata al Liverpool in mezzo al campo si vede eccome. E il brasiliano ha già avuto le sue soddisfazioni: "Ero alla ricerca di qualcosa di nuovo in un paese nuovo dopo tanti anni in Inghilterra", racconta al canale brasiliano di foxsports.com. Avevo bisogno di una nuova sfida e alla Lazio ho trovato tutto quel che cercavo in questo momento della mia carriera: un bel club reduce da una grande stagione e che ora è in Europa League. Anche la città è meravigliosa, una nuova opportunità per la mia famiglia e per tutto. Il calcio italiano poi ti dà l’opportunità di crescere tatticamente. Sono molto contento per questo inizio di campionato e anche per la vittoria della Supercoppa contro la Juventus”. Poi le differenze col calcio inglese: "Il gioco nella Premier League è meno statico rispetto al calcio italiano, per lo meno da quello che ho potuto apprendere in questi primi due mesi. Sono ancora in fase di adattamento dopo tanto tempo in un solo club e in un solo campionato. È un calcio molto più statico e con compiti più difensivi. Il gioco è più lento e cadenzato". lalaziosiamono.it

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SOCIETA'

VIDEO – Nani, Neto e Luiz Felipe a Valmontone: “Possiamo battere la Juve e sognare la Champions”

AGGIORNAMENTO ORE 16,00 – Luiz Felipe: "Sono contento, siamo un grande gruppo. Possiamo battere la Juve, il sogno è la Champions". Guarda il video…

AGGIORNAMENTO ORE 15:15 -Ecco i giocatori, sono arrivati Nani, Pedro Neto e Luiz Felipe. I tre biancocelesti hanno già cominciato a firmare autografi per i tantissimi tifosi presenti.

Come già annunciato dalla società sul sito ufficiale, alcuni giocatori della Lazio sono oggi attesi al Lazio Style di Valmontone per un Meet & Greet. Nonostante un preavviso piuttosto breve, la risposta dei tifosi biancocelesti è stata importante: già tanti supporter sono in fila davanti al punto vendita, in attesa dell'occasione di incontrare i loro beniamini. I giocatori che saranno presenti al Meet & Greet sono Luis Nani, Pedro Netoe Luiz Felipe.