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CALCIOMERCATO

Ag. Immobile: “Grati alla Lazio. Chelsea e Cina? Ne abbiamo riso insieme”

Dal rinnovo fino al 2022 alla presunta offerta dalla Cina, è un Marco Sommella, agente di Ciro Immobile, a tutto tondo ai microfoni di Tmw Radio: “Anche l'anno scorso è andata bene, ma in questa stagione è partito ancora meglio. Siamo ancora all'inizio, il cammino è lungo e l'importante è confermarsi su questi livelli. Sarà difficile ma è un bel momento". Tutta la Lazio è al top: staff medico, dirigenti, giocatori, allenatore. La società ha costruito una squadra competitiva, nonostante un fatturato inferiore alle altre. Lotteranno per la Champions, stanno dimostrando di non essere una meteora: non si batte la Juve due volte in poco tempo per caso, anche col Napoli se la sono giocata alla grande ma sono stati sfortunati. Il derby sarà un po' lo spartiacque della stagione. Questi risultati sono il frutto della programmazione di una società che lavora bene da anni".

LA CINA E VENTURA – “Abbiamo scherzato con lui di queste voci di mercato, anche quella del Chelsea. Approfitto per ringraziare pubblicamente la società per il rinnovo. Il presidente e Tare hanno premiato il ragazzo, che è diventato il calciatore più pagato dell'era Lotito. Ne sono passati tanti di grandi giocatori qui, e dimostra l'attaccamento reciproco tra Immobile e la Lazio. In Nazionale coppia con Belotti? Ègiusto che decida Ventura. Già ci sono troppi CT in Italia. Fino alla sconfitta contro la Spagna, tutti osannavano il lavoro del mister. Lasciamo tranquilla la Nazionale, facciamo lavorare serenamente l'allenatore. Bisogna andare al Mondiale".lalaziosiamonoi.it

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ESCLUSIVE

AUDIO – Sergio: “Inzaghi la fortuna della Lazio, Lukaku predestinato”

RAFFAELE SERGIO in collegamento a 'NOVE GENNAIO MILLENOVECENTO': "Di Benevento ho ottimi ricordi, ho iniziato e finito la carriera li, quello sannita è un ambiente caldo e molto passionale che è cresciuto con le vittorie degli ultimi anni. La Lazio però ci ha abituato a grandi cose finora e nonostante la rabbia di Ciciretti e compagni non avrà troppe difficoltà. Inzaghi sta facendo benissimo, un lavoro fantastico, gestendo il gruppo, ma soprattutto ha la grande capacità di valorizzare i giocatori, Luis Alberto è l'esempio più importante. E' stato bravissimo ripartendo da zero, le cessioni di Biglia e Keita potevano metterlo in difficoltà, c'è un lavoro di tutte le componenti, dalla società alla squadra del tutto perfetto. Kalle era un giocatore da area di rigore, Immobile è più mobile, attacca gli spazi e da una grande mano alla squadra. Lukaku non ha trovato gli equilibri giusti a livello fisico, se dovesse risolverli secondo me potrebbe essere l'esterno del futuro".

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

AUDIO – Giordano: “Ho la sensazione che con il Benevento non sarà facile. Nani? Farà divertire”

BRUNO GIORDANO in collegamento a 'NOVE GENNAIO MILLENOVECENTO': "Credo che la Lazio andrà a vincere a Benevento ma con qualche difficoltà, hanno perso un'altra gara al 95' e saranno molto arrabbiati ma dipende solo da noi. Loro stanno preparando la partita della svolta mentale ma la Lazio se gioca come sa non deve temere nulla e non ci sarà storia. In questa partita hai anche la possibilità che ti permette di fare un bel turnover, quindi è giusto far giocare Di Gennaro e far riposare Leiva ad esempio. Murgia se giocherà dovrà fare la mezz'ala perché è quello il suo ruolo, non va snaturato come capitato con Cataldi. Nani? Contro il Bologna secondo me ha fatto una buona partita, ha guadagnato un paio di falli importanti per perdere tempo. Sa trattare la palla ma ha tempi diversi rispetto a Lius Alberto ma ho un debole per il portoghese, a me piace molto quando avrà la forma fisica al Top ci farà divertire".

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PRIMAVERA

Primavera, anche Bonatti sbanca Torino: tre gol e Juventus affondata

A Vinovo la Lazio si conferma in crescita. Contro la Juventus arriva il terzo risultato utile di fila e la seconda vittoria nelle ultime tre. Un colpo esterno importante, proprio come quello della prima squadra di due settimane fa. Baxevanos la sblocca alla prima occasione, un ispirato Bari annulla il pareggio di Olivieri prima dell'intervallo. Nella ripresa in un minuto i biancocelesti la mettono in cassaforte: Caligara sbaglia dal dischetto, Spizzichino la chiude quasi casualmente. Torino è espugnata.

IN UN QUARTO D’ORA – A Vinovo la Lazio rispolvera il trequartista. Lo fa Rezzi, reduce dal gol al Bologna. Ma Bonatti è costretto a rivedere subito le sue scelte. Neanche dieci minuti e il numero 11, in contropiede, appoggia male il ginocchio sinistro. Smorfia di dolore e primo cambio: dentro Aliaj e non Sarac. Il piano tattico comunque non cambia. Javorcic si posiziona alle spalle di Bari e Al Hassan con il neo entrato mezz’ala sinistra. La prima mezz’ora è bloccata: i biancocelesti fanno buona guardia in difesa e concedono alla Juventus soltanto le soluzioni da fuori. La retroguardia presenta tra l’altro una nuova coppia: insieme a Baxevanos c’è Jorge Silva, all’esordio dopo l’arrivo del transfer. A sbloccarla è proprio uno dei due centrali: Bari va via sulla sinistra e trova Baxevanos sul secondo palo. Il greco, sfruttando l’uscita a vuoto di Loria, va in cielo e fa 1-0 confermando di averci preso gusto dopo il gol al Napoli. L’ex Salonicco la testa la mette anche sul tiro di Kameraj, salvando i suoi. Il pareggio però è nell’aria e lo trova Olivieri. Anche per merito dall’attesissimo ex Portanova che si libera proprio di Baxevanos in area. Rus salva sulla prima conclusione, ma non può nulla sulla respinta. La reazione arriva subito, il pareggio non dura neanche due minuti. Bari è l’arma in più: dopo l’assist del vantaggio, il portoghese firma anche il sorpasso. Una finta di corpo e il tiro all’angolino. All’intervallo Lazio avanti.

CALIGARA SBAGLIA, SPIZZICHINO NON PERDONA – La ripresa si apre col brivido. Il direttore di gara assegna una punizione alla Juventus per un presunto tocco di mano di Jorge Silva (la palla sembra sbattere sulla spalla). E Nicolussi Caviglia, specialista, prende l’incrocio a Rus battuto. La Lazio si difende e prova a ripartire con le geometrie di Miceli e la spinta di Bari. Javorcic e Al Hassan invece, anche nella ripresa, faticano ad accompagnare l’azione. La squadra di Bonatti comunque abbassa il proprio baricentro. Quella di Dal Canto allora prova ad approfittarne. Ma in 60 secondi cambia la partita. Jorge Silva atterra Portanova: dal dischetto Caligara la mette incredibilmente fuori. Dalla gioia all’apoteosi. Dall’altra parte Spizzichino, con ogni probabilità crossando, sorprende ancora Loria. Poi Javorcic non la chiude in contropiede, tuttavia il passivo mette al sicuro la Lazio. Lo spareggio tra le grandi deluse va ai biancocelesti. Che continuano la risalita in classifica. Un risultato positivo dopo il doppio confronto del 2015, l’unico degli ultimi anni. Era la Lazio di Inzaghi che approdò in finale e vinse la Coppa Italia nel derby. Come tra i grandi, anche oggi i tre punti tornano a Roma.lalaziosiamonoi.it

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

AUDIO – Rambaudi avverte: “Lazio, se a Benevento giochi come nel secondo tempo con il Bologna…”

ROBERTO RAMABDI in collegamento a 'NMM': "C'è tanta differenza di mentalità, di qualità e di esperienza tra la Laizo ed il Benvento, ma nel calcio c'è sempre un però. Si gioca guori casa contro una squadra che ha bisogno di punti. Vinci la gara se giochi in modo solito e per solito intendo quanto è avvenuto nel primo tempo di Bologna. Nel caso in cui la Lazio dovesse giocare come nel secondo tempo, invece, c'è sempre il rischio dietro l'angolo. Questo va detto, fermo restando che questi momenti fanno parte del gioco se devi ancora ultimare un processo di crescita e se sei giovane. Un po' di presunzione può capitare. Rispetto a Bologna toglierei Lulic e metterei Lukaku. Contro una squadra che gioca 4-3-3 è importante avere giocatore di zona, che facciano bene la fascia. L'orario della gara alle 12,30 non influisce, diverso è il discorso sull'ambiente. Il Vigorito sarà caldissimo"

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

AUDIO – Piscedda: “Benevento non è una trappola, secondo me stanno già pensando al prossimo campionato in B”

MASSIMO PISCEDDA in collegamento a 'NMM': "Benevento non è una trappola, secondo me stanno già pensando al prossimo campionato in B"

"Tra Lazio e Benevento c'è una categoria di differenza, anche se i campani sono in serie A. Ho anche dei dubbi sul fatto che possano vincere con questa squadra il campionato di serie B. La storia del calcio è piena di trappole, ma non credo sia questo il caso. Secondo me al Vigorito la Lazio va in discesa, loro sono anche reduci dalla beffa di Cagliari. Secondo me stanno già organizzando la prossima stagione in serie cadetta. Sono i giocatori che fanno la squadra e loro hanno molti elementi di B, con tutto il rispetto del club. Cataldi? Sta giocando con continuità, non lo sto seguendo particolarmente, poi a fine campionato si vedrà. Probabile che torni alla Lazio e poi vada via ancora. Tutto può accade, ma non credo alla salvezza del Benevento"

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RASSEGNA STAMPA

Diaconale: “A spaventare è la determinazione con cui si è sentenziata la colpa collettiva dell’intero popolo laziale”

Per una regola che mi sono imposto evito accuratamente di occuparmi su “L’Opinione” delle attività che svolgo in aggiunta a quella di Direttore responsabile della mia testata. Solo in casi particolarissimi tratto sul giornale delle vicende della Rai, di cui sono un componente del Consiglio di Amministrazione, e della Società Sportiva Lazio, dove svolgo il ruolo di Direttore della comunicazione e Portavoce del Presidente Claudio Lotito.

Ora uno di questi casi, per quanto riguarda la Lazio, si è verificato. Si tratta del comportamento sconsiderato di alcuni tifosi che hanno lasciato nella curva Sud dello Stadio Olimpico, settore tradizionalmente occupato dai tifosi romanisti, una serie di adesivi con l’immagine di Anna Frank in divisa giallorossa. Comportamento che ha scatenato una reazione addirittura planetaria di condanna e di esecrazione nei confronti di un episodio immediatamente trasformato in un simbolo dell’inguaribile tasso di antisemitismo e razzismo presente nella tifoseria della squadra biancoceleste.

La Lazio ha subito condannato la vicenda. E con il Presidente Claudio Lotito ha manifestato solidarietà nei confronti della Comunità ebraica ed ha annunciato una serie di iniziative concrete tese ad isolare i tifosi estremisti. Ma questa reazione non è riuscita a modificare la convinzione di alcuni secondo cui l’episodio non è ascrivibile all’ignoranza storica di pochi irresponsabili, ma all’intera tifoseria laziale bollata nel suo insieme come antisemita, razzista e violenta.

A colpirmi è stata la follia degli autori della riprovevole goliardata. Ma a spaventarmi è stata la determinazione e l’intransigenza con cui si è sentenziato senza possibilità di appello non la responsabilità dei singoli scellerati, ma la colpa collettiva dell’intero popolo laziale. Come se quest’ultimo fosse portatore di una sorta di peccato originale da mondare non con qualche acqua battesimale ma con il fuoco di una riprovazione politica e sociale destinata a ghettizzarlo per l’eternità nel recinto dei reprobi. Non si è trattato di una legittima e sacrosanta condanna di un episodio di antisemitismo e di razzismo. È stata una vera e propria ventata di maccartismo politicamente corretto che ha teorizzato la colpa collettiva dell’intera comunità dei tifosi della Lazio, senza distinzioni e differenze di alcun genere.

Come si può chiamare un fenomeno del genere fondato su un evidente pregiudizio se non razzismo alla rovescia? Una forma di razzismo aggravata da una retorica politicamente corretta definita giustamente grottesca da Alessandro Piperno, scrittore che, come tantissimi altri esponenti della Comunità ebraica romana, è anche un tifoso laziale.

Questo razzismo alla rovescia aggravato dalla retorica grottesca del politicamente corretto inocula dosi di tensione e di intolleranza estremamente pericolosi nella società italiana. Perché dà un ruolo ai pochi irresponsabili delle curve e mortifica chi vuole manifestare la propria passione sportiva per la squadra del cuore senza farsi coinvolgere in una colpa collettiva di cui non è assolutamente responsabile. 

Può sembrare ridicolo trarre conclusioni così generali da un episodio nato da pochi sciagurati adesivi demenziali lasciati da alcuni ragazzini in una curva dell’Olimpico. Ma tornare al senso della misura e delle proporzioni è l’unico modo per uscire da una vicenda divenuta forzatamente clamorosa. In cui una battuta in vernacolo viene trasformata in un reato ed ogni tifoso laziale bollato come razzista. Chi ha responsabilità si carichi di questa responsabilità! sslazio.it

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FORMELLO

(VIDEO) FORMELLO – Lukaku, Murgia e Luiz Felipe in rampa di lancio, differenziato per Radu e Leiva

FORMELLO – Due giorni alla sfida con il Benevento. Lavoro tattico per il gruppo di Inzaghi nella penultima seduta prima della trasferta in terra campana. Il tecnico biancoceleste studia soluzione tattiche per mettere in campo una formazione competitiva, provando magari a far rifiatare qualche titolare sempre utilizzato dalla ripresa del campionato del 14 ottobre con la Juventus. La seconda frazione di gioco della gara con il Bologna, nell’ultimo turno di campionato, ha evidenziato la necessità di inserire forze fresche. Qualcosa potrebbe cambiare in difesa e a centrocampo: non sono al top Radu e Leiva, nella mattinata di oggi hanno svolto lavoro differenziato a bordocampo. Inzaghi pensa a Luis Felipe per completare la difesa a tre, in sostituzione del romeno. Oggi si è mosso in linea con de Vrij e Bastos. Cabina di regia affidata a Murgia, ha rilevato il ruolo del compagno brasiliano nel corso delle prove tattiche, così come è accaduto nella parte finale della gara con il Cagliari all’Olimpico. Intanto Lukaku prepara il rientro da titolare, ha molte chance di prendere il posto di Lulic sulla corsia mancina della formazione anti-Benevento. Anche Nani, oggi provato in coppia con Immobile, spera di poter esordire in campionato dal 1’, ma è difficile che Inzaghi possa rinunciare a Luis Alberto. La rifinitura andrà in scena alle domani alle 12, Inzaghi ha deciso di far lavorare i suoi all’orario della gara del Vigorito.

 

ADD

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CITTA'

Adesivi, questore firma 13 Daspo: fuori dagli stadi per almeno 5 anni

Quattro giorni dopo la scoperta degli adesivi di Anna Frank con la maglia della Roma all'interno dello stadio Olimpico, il questore della Capitale, Guido Marino prende i primi provvedimenti. Venti gli identificati dalla polizia. 

Dopo l’indignazione e le indagini, arrivano i primi provvedimenti. Quattro giorni dopo la scoperta degli adesivi di Anna Frank con la maglia della Roma all’interno dello stadio Olimpico, il questore della Capitale, Guido Marino, firma 13 Daspo nei confronti degli ultras della Lazio identificati nel corso dell’inchiesta.

Undici divieti di assistere alle manifestazioni sportive hanno una durata di 5 anni, un altro – della stessa durata – prevede anche l’obbligo di firma, in quanto a carico di un tifoso biancoceleste che aveva già scontato un precedente Daspo. Un provvedimento lungo 8 anni con obbligo di firma è stato emanato nei confronti di un 46enne che già in passato aveva scontato tre distinti periodi di Daspo. Tra i destinatari, spiega la polizia, risultano 6 persone appartenenti al gruppo ultrà degli Irriducibili. Gli ulteriori provvedimenti di cinque anni semplici sono a carico di persone senza precedenti penali e di età variabile tra i 17 ed i 30 anni. Il fatto quotidiano

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CALCIOMERCATO

Offerta choc per Immobile: Lazio e Ciro probti a dire ‘no’ a 70 milioni

Un’offerta choc, di quelle che ti costringono a pensarci a lungo. Anche se l’istinto iniziale è quello di dire «no, grazie, non ci interessa». E anche se, alla fine, le cose andranno così. Certo, però, che l’offerta appena recapitata alla Lazio è di quelle che lasciano a bocca aperta: 70 milioni per avere Ciro Immobile. Subito, a gennaio. Da dove? Ma dalla Cina, naturalmente. Ad aver messo gli occhi sul capocannoniere della Serie A è infatti lo Shanghai Sipg, club che negli anni scorsi è stato allenato da Sven Goran Eriksson e che è ora guidato dall’ex Chelsea Andre Villas-Boas. Squadra nella quale militano tra gli altri anche tre tipetti non proprio scarsi, come Ricardo Carvalho, Hulk e Oscar.

TANTO, MA NON TANTISSIMO Immobile, insomma, non si ritroverebbe nella classica prigione dorata, con tanti soldi ma pochi stimoli. Anche se, in ogni caso, di scelta economica si tratterebbe. Ma, anche da questo punto di vista, a prevalere dovrebbe essere il no. L’offerta per il giocatore (6,5 milioni l’anno) è infatti molto allettante, ma non stratosferica. Cifre astronomiche (vedi Pellé che guadagna 16 milioni l’anno o lo stesso Oscar che arriva a 24 milioni) che negli anni scorsi sono state elargite in lungo e in largo in Cina. Adesso, però, le cose sono cambiate. Lo Stato cinese, per porre un freno all’importazione di stranieri, ha stabilito che una somma equivalente a quella necessaria per l’acquisto di un giocatore debba essere destinata ad un fondo per il calcio nazionale. Per Immobile, quindi, lo Shanghai Sipg dovrebbe mettere sul piatto 140 milioni di euro per il cartellino (70 alla Lazio e 70 al fondo). Ecco perché le cifre, pur elevatissime, non sono più quelle pazzesche di qualche tempo fa.

NO, GRAZIE Forse anche per questo la Lazio ha subito rispedito al mittente la proposta. I 70 milioni offerti dallo Shanghai Sipg per il bomber sono la stessa cifra rifiutata dal club di Lotito per Milinkovic la scorsa estate. Ma, mentre per il serbo la Lazio è in futuro disposta a valutare offerte più alte, Immobile è considerato incedibile. Ed è stato quello che è stato spiegato agli emissari che hanno formulato la proposta. Immobile ha tra l’altro appena rinnovato il contratto, legandosi alla Lazio fino al 2022 (con opzione per la stagione successiva) per una somma che, bonus compresi, sfiora i 3 milioni di euro. In Cina guadagnerebbe poco più del doppio. E il gioco non pare dunque valere la candela. Immobile, peraltro, non è stato ancora contattato dai cinesi, lo sarà solo nei prossimi giorni, quando potrebbe (anzi sarà) ritoccata pure l’offerta iniziale al club di Lotito. Ma la Lazio, salvo ribaltoni non ipotizzabili, dirà ancora no. E il giocatore anche. Emigrare in Cina, per lui, significherebbe compromettere l’avvicinamento a un Mondiale (sperando ovviamente che l’Italia ci sia…) al quale tiene particolarmente. Ma più in generale, dopo le negative esperienze a Dortmund e Siviglia, Immobile non vuole prendere in considerazione l’ipotesi di un nuovo trasferimento all’estero. Insomma, tutto lascia presagire che il tentativo dei cinesi di portarsi via il centravanti della Lazio e della Nazionale non andrà in porto. A meno che da Shanghai non decidano di alzare clamorosamente la posta.gazzetta dello sport