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DICHIARAZIONI

Agente Immobile: “Napoli interessato a Ciro? Per la Lazio non è in vendita”

La Lazio sbarca sabato sera al San Paolo. I capitolini vogliono riscattarsi dopo la sconfitta con il Genoa. Farlo contro il Napoli di Sarri avrebbe valore doppio. Anche Ciro Immobile spera di rifarsi, tornando a segnare dopo l'infortunio alla coscia che lo ha fermato per due partite. I numeri raggiunti finora dal centravanti sono entusiasmanti e non stupisce che gli abbiano attirato diversi riflettori e ammiratrici. Intervenuto ai microfoni diRadio Crc, il suo agente,Marco Sommella, ha parlato della gara di sabato e del suo assistito: "Fino alla sosta la Lazio era in forma, ma dopo ci sono stati alcuni problemi tra cui il caso Felipe Anderson e il mancato rinnovo, per ora, di De Vrij. Loro hanno il dente avvelenato per com’è andata la partita di andata. Il Napoli busserà alle porte della Lazio per Ciro? Non lo so questo, ma la dirigenza biancoceleste non vuole venderlo soprattutto se si dovesse andare in Champions. Per Ciro giocare al San Paolo non è mai stata una partita normale. Quando Ciro era all’estero sarebbe venuto a piedi a Napoli. E’ una delusione non vedere giocatori come Ciro e Insigne non vederli al Mondiale, ma speriamo che vincano l’Europeo tra due anni. Insigne non ha mai detto a Ciro di venire al Napoli? Purtroppo Lorenzo non fa i contratti". lalaziosiamonoi.it

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ARBITRI

Designazioni, Napoli-Lazio a Banti

La 24ª giornata di Serie A TIM Napoli-Lazio, in programma sabato 10 febbraio alle ore 20:45 allo Stadio San Paolo di Napoli, sarà diretta dal signor Luca Banti (sez. di Livorno).

Assistenti: Vuoto–Peretti

IV Uomo: Pinzani

V.A.R.: Damato

A.V.A.R.: Tegoni

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

AUDIO ‘QUELLI CHE…’ – Patania (CorrieredelloSport): “Questo comportamento non è da Anderson, che abbia una squadra dietro?”

Fabrizio Patania in collegamento a QUELLI CHE

Felipe Anderson avrà qualche giorno di riflessione. A Napoli sicuramente non lo vedremo. Credo che l'obbiettivo sia quello di sgomberare il campo da qualsiasi equivoco. Poi è un giocatore che va recuperato. Deve però rendersi conto che va recuperato nella migliore condizione, non quella di Genoa. Il pubblico ha evidenziato con i fischi la sua prestazione. Deve aiutarsi da solo a uscire da questo momento. Nessuno può avere il posto per diritto divino. Felipe da quando è rientrato ha giocato sempre, non da titolare, però è sempre è entrato. Possiamo ragionare sulla posizione in cui Inzaghi l'ha fatto giocare, però non deve essere un alibi. I giocatori devono dare tutto e Felipe non l'ha fatto. Sono sicuro che la società lo voglia recuperare. Il non presentarsi all'allenamento non lo ha aiutato. C'è un regolamento interno che va rispettato. In questa situazione, dove la squadra va, ma è in un momento di difficoltà, Felipe deve rappresentare un patrimonio. Questo però, in un contesto in cui sono tutti un valore aggiunto per la Lazio. Molti hanno contestato l'impiego di Murgia. Però se chiedi all'allenatore ti dice che si allena meglio di molti altri, compreso Felipe. Faccio un'osservazione maliziosa. Spero che il suo comportamento non sia un pretesto del giocatore per cercare la cessione. Quest'estate Hoedt ha fatto più o meno la stessa cosa. Un giorno gli faceva male la gamba e non si è allenato. Il giorno dopo Inzaghi lo ha ripreso in allenamento perché non spingeva. Una settimana dopo è stato ceduto. Allora mi chiedo, Hoedt già sapeva del Southampton? Questo atteggiamento non è da Anderson, lui è un bravo ragazzo. A volte bisogna anche essere maliziosi. Che abbia una squadra dietro? Questa situazione non fa bene alla Lazio.

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FORMELLO

VIDEO FORMELLO – Felipe Anderson lavora a parte. Con il Napoli torna Wallace

FORMELLO – Felipe Anderson non si allena con il gruppo. Nessun caso, solo una scelta programmata da parte della società, che ha deciso di far svolgere al brasiliano delle sedute a parte, sempre nell’ambito della punizione arrivata a seguito del suo confronto con il ds Tare e il club manager Angelo Peruzzi nella giornata di ieri. Il brasiliano non farà parte dei convocati per la partita di Napoli di sabato alle 20.45, dove invece torneranno Lulic e Milinkovic, che hanno scontato con il Genoa la loro giornata di squalifica. L’esterno sinistro bosniaco e la mezzala serba sono stati provati entrambi nell’undici titolare di Simone Inzaghi in vista del big match al San Paolo, uno al fianco dell’altro sulla linea di centrocampo, che sarà completata da Lucas Leiva, Parolo e Marusic. In difesa torna il trio difensivo Wallace, de Vrij e Radu, mentre in attacco, spazio alla coppia composta da Luis Alberto e Immobile.

 

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

AUDIO ‘BC’ – Oddi su Anderson: “Potrebbe avere anche le sue ragioni, ma l’atteggiamento in campo deve essere diverso”

Giancarlo Oddi in collegamento a Buongiorno Capitano

Recuperare la situazione non è facile. Sicuramente Anderson ha un carattere particolare. Noi però parliamo solo di ciò che vediamo. Non sappiamo cosa si sono detti Felipe Anderson, Inzaghi e Tare. Non possiamo sapere perché questo ragazzo si sta comportando in questa maniera. Può essere che gli sia stata fatta una promessa, che poi, per vari motivi, non è stata mantenuta. La punizione c'è, non verrà convocato per Napoli. Probabilmente ci sarà anche una multa. E' giusto che la società prenda dei provvedimenti. I tifosi l'altra sera lo hanno fischiato. Ai tifosi interessa il campo, non importa ciò che si dicono giocatore e società. Se le cose continuano così, la Lazio ci perde a venderlo in estate. Io gli farei rinnovare il contratto , se lui vuole. Lui, però, sicuramente non vuole. Deve tenere il punto, può essere che abbia anche le sue ragioni. Noi non possiamo saperlo. Anche se avesse ragione, in campo deve comportarsi in un'altra maniera.

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RASSEGNA STAMPA

Reja: “La Lazio ricorda un po’ il mio Napoli, ma ha più qualità. Può puntare la Champions”

Siamo ormai giunti all’antivigilia del big match della prossima giornata di campionato. Sabato Inzaghi e i suoi ragazzi approderanno a Napoli, pronti ad affrontare – questa volta ad armi pari – i ragazzi di Sarri. Per Lulic e compagni sarà una prova importante, soprattutto in questo momento. Ad avere fiducia nelle capacità dei biancocelesti è mister Edy Reja, doppio ex di Napoli e Lazio. Ecco le sue parole, riportate dalla consueta rassegna stampa di Radiosei: “La Lazio può mirare alla Champions, la rosa è ben strutturata. Tare ha fatto nuovamente un grandissimo lavoro.  Lo scorso anno ha dato fiducia a Immobile, quando erano in pochi a crederci. Visto che passo che ha Marusic? Di Milinkovic poi è anche superfluo parlare. Anche Inzaghi ha un grande merito, ha dato un’identità alla squadra. Seppur con più qualità, la Lazio ricorda un po’ il mio Napoli. Gioca un calcio verticale e organizzato”.

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RASSEGNA STAMPA

Rinnovo De Vrij: l’accordo non arriva e l’Inter spera

Igli Tare, lunedì prima di Lazio-Genoa, aveva commentato così la situazione sul rinnovo di De Vrij: «Ci sarà a breve una comunicazione da dentro o fuori, ma è più dentro che fuori. Abbiamo un accordo completo con lui, c’è qualche problema con l’agenzia che lo gestisce ma sono beghe burocratiche. E diventata una storia senza fine, ma a breve decideremo». L’annuncio non è ancora arrivato. E il difensore olandese, insieme con la Seg, l’agenzia che ne cura gli interessi, non ha firmato il contratto proposto da Claudio Lotito.

TRIANGOLO Spettatrice decisamente interessata è l’Inter. Perché i nerazzurri da mesi ormai hanno in mano un accordo con De Vrij per i prossimi cinque anni (2023) a circa 4 milioni d’ingaggio. La prospettiva di acquisire a costo zero uno dei migliori difensori d’Europa ingolosisce l’area tecnica nerazzurra che offrirebbe a Spalletti un ricambio di primissimo livello a Miranda il cui futuro sembra sempre di più lontano da Milano dopo il Mondiale. In queste settimane le diplomazie sono chiamate a lavori supplementari. Da un lato la Lazio che insiste con il giocatore per allungare di un anno – fino al 2019 – con opzione automatica per il successivo in caso di raggiungimento della Champions, aumentando l’ingaggio a 2,5 milioni e inserendo una clausola da 25 milioni. Dall’altro l’Inter che osserva, aspetta e spera nel vero senso della parola. La possibilità regolamentare di depositare ora il contratto ci sarebbe, ma De Vrij non ha intenzione di «lavorare» sotto traccia.

La Gazzetta dello Sport – Matteo Brega 

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RASSEGNA STAMPA

Le gerarchie non si discutono, Inzaghi ha l’appoggio del gruppo

Pranzo senza Felipe, ma è un pomeriggio che scivola via comunque quello di ieri a Formello. Prima di dare inizio ai lavori in vista di Napoli, Inzaghi vuole guardare in faccia i suoi, dare la scossa giusta, passare un messaggio semplice: “Chi resta deve dare il massimo per la causa, a chi non stanno bene le cose è libero di andare!”. Ora con Inzaghi non si scherza più, ha lui in mano le gerarchie e nessuno può permettersi di contestarle. Serve il massimo sforzo, se giochi da titolare o a gara in corso. Come riporta Radiosei, il mister ha ricevuto pieno appoggio da parte della squadra: tutti i leader sono con lui. Poi tutti in campo, allenamento tosto e giocatori pimpanti: che sia un nuovo inizio, con o senza Felipe l’obiettivo Champions rimane. Si farà di tutto per recuperarlo, prima di dirsi addio in estate. lalaziosiamonoi.it

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RASSEGNA STAMPA

Anderson-Inzaghi: è rottura, Felipe non vuole far parte della squadra a queste condizioni

Vede Napoli e Felipe risente una fitta alla pancia. Lì Inzaghi il 5 novembre 2016 lo schierò per la prima volta sulla fascia. Quest’estate il mister gli aveva assicurato un ruolo fisso da seconda punta, cinque mesi di tendinite gli hanno tolto la titolarità e disatteso la promessa. Così il brasiliano si ritrova un anno e mezzo dopo nei minuti finali col Genoa tutto a sinistra. Non cambia, non svolta. Non vede bene Napoli, perché per castigo intanto verrà multato, e poi non verrà convocato. Non esce più dal tunnel, nemmeno a Formello, ufficialmente «perché in palestra, dopo le cure», ma la Lazio prospetta addirittura di metterlo fuori rosa.

ESTREMA PUNIZIONE Quella sarà eventualmente l’estrema punizione, ma intanto alla ripresa non è in campo perché l’armata Anderson non accetta né il rimbrotto né l’offesa: convocati dalla Lazio, Felipe e i suoi fratelli si presentano tutti insieme nel centro sportivo di fronte a Tare e Peruzzi a rapporto, adesso il vaso è colmo. Lunedì sera all’Olimpico si è aperto pure ufficialmente lo squarcio. E zampillano da una parte mesi d’insofferenza societaria per l’atteggiamento del giocatore, dall’altra le promesse di titolarità disattese dopo l’infortunio. In arrivo altri appuntamenti per pianificare l’addio a giugno: «Felipe non vuol far parte della squadra a queste condizioni», il responso alla società della sorella-manager Juliana, dopo due giorni di riunioni e riflessioni. Ieri pomeriggio così il brasiliano nemmeno s’allenava. Lui è ancora furioso per l’umiliazione subita da Inzaghi davanti a tutti i compagni nel post-gara col Genoa, dice di aver ricevuto parole pesanti da Simone, la società minimizza il copione: «E’ stato un confronto civile — giura Diaconale, responsabile della comunicazione — dopo una partita sfortunata. Non sono stati utilizzati termini drammatici o irreparabili». Eppure Felipe pretende da Inzaghi delle scuse, da Lotito lumi sulle prossime mosse.

TATTICA Alta tensione a Formello dopo il match point Champions fallito sul più bello. Nessuna pace o chiarimento con Inzaghi. E’ vero, Felipe deve tirar fuori gli attributi, ma così si sente ancora più incompreso ed è deleterio: «Te la prendi sempre con me», la risposta lunedì sera a Inzaghi, che lo “minacciava” di non farlo giocare più. E lui ancora: «Tanto non ce la faccio a entrare in partita fuori ruolo e a 20′ dalla fine». L’unica soluzione sarebbe quella di far rivedere a Inzaghi il suo consolidato mantra tattico: abbandonare il 3-5-2 con Luis Alberto e passare o alternarlo col 4-3-3 per far esprimere al meglio il brasiliano e Nani. Ma la Lazio e Inzaghi adesso, per non far esplodere una “mina”, non possono far crollare l’intero spogliatoio. La squadra non può lasciarsi travolgere, al terzo posto, da un caso interno. Però pure Inzaghi dovrà rileggere la sua colpa: «Se non riesci a vincere una gara, almeno non devi perderla». Un x-factor che la Lazio dovrà acquisire nelle difficoltà, ma che cozza con la scelta tecnica finale del monday night di schierare tutta l’artiglieria pesante. Simone per primo ha squilibrato la squadra, come se giustamente far bottino pieno col Genoa fosse obbligatorio. Dunque l’indolente Felipe non può essere per tutti l’unico capro espiatorio.

Il Messaggero – Alberto Abbate

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FORMELLO

Alta tensione Anderson: confronto con Tare e Peruzzi, non sarà convocato per Napoli

Felipe Anderson non sarà convocato contro il Napoli. È questa la decisione della società biancoceleste dopo le scintille tra il brasiliano e l'allenatore biancoceleste Simone Inzaghi in seguito alla sconfitta casalinga contro il Genoa. L'ex Santos è arrivato al campo di allenamento due ore dopo l'inizio della seduta per un colloquio con il direttore sportivo Igli Tare e il club manager Angelo Peruzzi. 

LITE FELIPE ANDERSON-INZAGHI – Dopo la sconfitta con il Genoa, infatti, nello spogliatoio biancoceleste sarebbero volate parole grosse tra il tecnico e il giocatore brasiliano. Secondo le ricostruzioni l'allenatore non avrebbe gradito l'atteggiamento di Felipe una volta chiamato in causa a metà ripresa, dicendoglielo davanti a tutti negli spogliatoi. Il brasiliano avrebbe risposto in malo modo, accusando a sua volta Inzaghi di avercela con lui: "Lo sapevo che saresti venuto da me, te la prendi sempre con me", in sintesi. Successivamente l'allenatore ha anche chiesto a Lucas Leiva di provare a far ragionare il suo connazionale.

DIACONALE: "SOLO UN CONFRONTO CIVILE" – Ecco perché la sua assenza dall'allenamento di oggi sa tanto di strascico di quell'episodio, anche se il portavoce del club, Arturo Diaconale, ha tentato di stemperare gli animi ai microfoni della radio ufficiale: "C'è stato un confronto civile e naturale dopo una partita sfortunata come quella col Genoa è stato caricato e romanzato in una rissa che non c'è mai stata. Era giusto che l'allenatore esprimesse il proprio rammarico per l'andamento della gara e indicasse le carenze. Parlare di scontro quasi fisico è una esagerazione che voglio smentire. Se non ci fossero questi chiarimenti ci sarebbe da preoccuparsi. É un segno di vitalità e attaccamento alla squadra e ai colori. Non ci sono termini drammatici o irreparabili tra Inzaghi e Felipe Anderson, rientrano nelle logiche di spogliatoio". Intanto però il brasiliano non si è allenato a Formello. Per lui oggi solo una lunga chiacchierata con i dirigenti biancocelesti.

Repubblica.it